in , , ,

A Bergamo Viktoria Mullova per il Festival Pianistico BS-BG 2018

VIKTORIA, BELLA COME UN VIOLINO…Poi Viktoria Mullova e il suo Stradivari «Julius Falk» del 1723. Incredibile quanto lei e il suo suono si somiglino. Slanciati, atletici, tonici…“, Nicola Gallino, La Repubblica

Viktoria Mullova

Concerto della 55a edizione del Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo

 

La grande violinista Viktoria Mullova, la Bergen Philharmonic Orchestra e il direttore Edward Gardner proporranno al pubblico del Teatro Grande di Brescia il seguente programma:

 

Petr Il’ič ČajkovskijRomeo e Giulietta. Ouverture Fantasia

… … …

J. SibeliusConcerto per violino ed orchestra in re minore op. 47

… … …

J. SibeliusSinfonia n. 2 in Re maggiore op. 43

 

QUANDO

Mercoledì 18 Aprile 2018, ore 21.00

 

DOVE: Teatro Sociale
Via Bartolomeo Colleoni, 4

24129 Bergamo (BG)

 

INTERPRETI:

Edward Gardner, Direttore

Viktoria Mullova, Violinista

Bergen Philharmonic Orchestra

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Poltrona di platea al costo di € 40,00

Ingresso palco I e II ordine poltrone di balconata al costo di € 35,00

Ingresso palco III ordine poltrone di balconata al costo di € 30,00

Ingresso palco I e II ordine poltrone in 2a fila al costo di € 20,00

Ingresso palco III ordine poltrone in 2a fila al costo di € 15,00

Palchi posti aggiuntivi * al costo di € 10,00

* poltrone con visibilità ridotta o di solo ascolto, vendibili esclusivamente dopo esaurimento dei posti disponibili negli altri settori.

 

Festival Pianistico BS/BG ’18 (Bergamo): violinista Viktoria Mullova

 

se non sapete come fare e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

… … …

PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Viktoria Mullova…

Viktoria Mullova2

Viktoria Mullova ha studiato alla Scuola Centrale di Musica e poi al Conservatorio di Mosca. Il suo straordinario talento si è imposto all’ attenzione internazionale quando vinse, nel 1980, il 1° Premio al Concorso Sibelius di Helsinki e nel 1982 la Medaglia d’oro al Concorso Ciaikovskij. Nel 1983, con una fuga rocambolesca, abbandonò l’Unione Sovietica.

Da allora ha suonato in tutto il mondo con le grandi orchestre, i più celebri direttori ed è stata ed è ospite di importanti Festival internazionali. E’ oggi famosa per la straordinaria versatilità ed integrità musicale. La curiosità di Viktoria Mullova fa si che ella abbia esplorato ed esplori tutto il repertorio per violino, dal barocco alla musica contemporanea, dalla world fusion alla musica sperimentale.

L’interesse per la prassi esecutiva originale l’ ha portata a collaborare con complessi di strumenti originali fra cui The Orchestra of the Age of Enlightenment, il Giardino Armonico, il Venice Baroque e l’Orchestre Revolutionnaire et Romantique. Bach, compositore con il quale Mullova ha grande affinità, è parte copiscua del repertorio discografico. La recente incisione dei Concerti di Bach con l’Accademia Bizantina e Ottavio Dantone ha ottenuto entusiastica accoglienza e l’incisione delle Sonate e Partite di Bach rappresenta una pietra miliare nel viaggio personale dell’artista. Il CD ha ricevuto critiche eccellenti ovunque.

Mullova suona regolarmente anche con Katia Labèque, con la quale ha fatto una nuova tournée nel 2015. Il loro disco “Recital” è stato unanimemente applaudito dalla critica musicale.

L’avventura di Viktoria Mullova nella musica contemporanea inizia nel 2000 con l’album “Through the Looking Glass” nel quale suona brani di world, jazz e pop music arrangiati per lei da Matthew Barley. L’esplorazione è continuata con il progetto “The Peasant Girl” con l’Ensemble di Matthew Barley, progetto in cui suona musiche di diversa provenienza, con radici nel classico, il gypsy ed il jazz. The Peasant Girl è stato presentato in numerose città europee e nell’America Centrale. Il più recente progetto “Stradivarius in Rio” è ispirato dalla sua passione per le canzoni brasiliane, in particolare per compositori come Antonio Carlos Jobin, Caetano Veloso e Claudio Nucci. Il Cd, dallo stesso nome, ha avuto grande successo e il progetto viene presentato con concerti in tutta Europa.

Mullova ha commissionato opere a giovani compositori: FraserTrainer, Thomas Larcher e Dai Fujikara.

Per l’ampiezza e la diversità di interessi, Viktoria Mullova è protagonista di importanti cicli di concerti nelle più prestigiose sale Europee, dal Southbank di Londra alla Konzerthaus di Vienna, dall’Auditorium del Louvre di Parigi al Musikfest Bremen, dall’Orchestra Sinfonica di Barcellona al Festìval di Helsinki.

Nel corso della stagione 2015 – ’16 ha fatto una lunga tournée in Asia con la BBC Philharmonic Orchestra, suonato con l’Orchestre de Paris, la London Symphony Orchestra, l’Orchestra Filarmonica di Bergen e molte altre. E’ stata anche in tournée con Katia Labèque in tutta Europa, Sud America e Estremo Oriente.

L’incisione dei Concerti di Vivaldi con Il Giardino Armonico, diretto da Giovanni Antonini, ha vinto il Diapason d’Or 2005. Altre incisioni comprendono le Sonate di Bach con Ottavio Dantone e le Sonate e Partite di Bach per violino solo, Beethoven con Kristian Bezuidenhout, l’Ottetto di Schubert con il Mullova Ensemble, Recital con Ottavio Dantone. L’ultima incisione, con Ottavio Dantone e l’Accademia Bizantina, è dedicato ai Concerti per violino Bach.

Suona lo Stradivari Julius Falk del 1723 ed un Guadagnini.

La fuga dall’Unione Sovietica

Durante una tournée in Finlandia, nel 1983, Mullova ed il suo compagno, Vakhtang Jordania (che si era qualificato per il pianista accompagnatore allo scopo di fuggire insieme a lei) hanno lasciato l’albergo a Kuusamo del quale erano ospiti, dopo che Jordania aveva detto all’ufficiale del KGB, incaricato di sorvegliarli, che la violinista soffriva per i postumi di una sbornia. In Svezia hanno chiesto asilo politico. Ma, in quel periodo, la polizia, in Svezia, trattava i giovani musicisti disertori come qualsiasi altra persona che chiedesse asilo. Hanno suggerito loro di rimanere in albergo durante il fine settimana e di aspettare che aprisse l’Ambasciata americana. Per due giorni sono rimasti nascosti in camera, con falsa identità, senza azzardarsi nemmeno a scendere nella hall dell’albergo. Era solo questione di prudenza, infatti le loro fotografie erano su tutte le prime pagine dei giornali. Dopo due giorni passeggiavano per Washington con il visto americano d’entrata in tasca.

Dal 2001 suona con la pianista Katia Labèque; insieme hanno commissionato un brano al compositore inglese Dave Maric (*1970), Falling to the Sky per violino e pianoforte (2001, Published Norsk Musikforlag, Oslo), ed hanno effettuato la prima esecuzione il 1º febbraio 2002 a Siena.

Dopo aver vissuto qualche anno negli Stati Uniti d’America, la violinista si è trasferita a Londra dove attualmente risiede col marito il violoncellista Matthew Barley e i loro tre figli. Uno dei tre è Misha Abbado avuto da una relazione con Claudio Abbado.

Sito personale: http://www.viktoriamullova.com/

Viktoria Mullova3

Qualche video su Viktoria Mullova…

 

Mendelssohn: violin concerto in E minor, op. 64″:

Bartók Violin Concerto No.2, Sz.112″:

Bach Sonatas for Violin and Piano”:

Paganini 1 / Vieuxtemps 5″:

Brahms Violin Concerto in D Major, Op. 77″:

Tchaikovsky Violin Concerto in D op 35″:

Mozart Violin Concerto num. 1″:

Bach – Chaconne BWV 1004″:

Sibelius: Violin Concerto”:

NOTE DI PROGRAMMA E ASCOLTI…

 

Romeo e Giulietta è un’ouverture fantastica per orchestra composta da Pëtr Il’ič Čajkovskij tratta dall’ omonimo dramma di William Shakespeare.

Come altri compositori, da Berlioz a Prokof’ev, Čajkovskij venne profondamente ispirato da Shakespeare e scrisse opere basate su suoi soggetti, come ad esempio La Tempesta e Amleto. A differenza di altre composizioni più celebri di Čajkovskij, Romeo e Giulietta non ha un numero d’ opera. Anche se scritta come ouverture fantastica, il disegno complessivo è quello di un poema sinfonico in forma sonata con una introduzione e un epilogo.

Il lavoro si basa su tre temi principali della storia di Shakespeare. Il primo tema è rappresenta Frate Lorenzo. Si può qui ravvisare il ricordo dell’ ortodossia russa, ma anche un presagio di sventura. C’è poi un tema che significa il primo incontro della coppia e la scena dal balcone di Giulietta, conosciuto come il “tema d’ amore“. Il tema finale, un dolce omaggio agli amanti, è stato scritto due giorni dopo la prima dell’ ouverture.

 

“Romeo e Giulietta Ouverture – fantasia” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Herbert von Karajan):

“Romeo e Giulietta Ouverture – fantasia” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Los Angeles Philarmonic
Bruno Walter – live rec. 21.05.1942):

“Romeo e Giulietta Ouverture – fantasia” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (NBC Symphony Orchestra & Arturo Toscanini, Direttore – 1953):

… … …

“Concerto per violino ed orchestra in re minore op. 47” by JEAN SIBELIUS (Isaac Stern: violin-Philadelphia Orchestra_Eugene Ormandy: conductor-1969):

Concerto per violino ed orchestra in re minore op. 47” by JEAN SIBELIUS (IDA HAENDEL violin):

Concerto per violino ed orchestra in re minore op. 47” by JEAN SIBELIUS (Leonidas Kavakos, violin):

Concerto per violino ed orchestra in re minore op. 47” by JEAN SIBELIUS (Hiliry Hahn, violin):

Concerto per violino ed orchestra in re minore op. 47” by JEAN SIBELIUS (Itzhak Perlman):


Concerto per violino ed orchestra in re minore op. 47” by JEAN SIBELIUS (David Oistrakh):

Concerto per violino ed orchestra in re minore op. 47” by JEAN SIBELIUS (Joshua Bell):

Concerto per violino ed orchestra in re minore op. 47” by JEAN SIBELIUS (Shlomo Mintz):


Concerto per violino ed orchestra in re minore op. 47” by JEAN SIBELIUS (Sarah Chang):

Concerto per violino ed orchestra in re minore op. 47” by JEAN SIBELIUS (Maxim Vengerov):

… … … 

La sinfonia n. 2 in re maggiore (op. 43) di Jean Sibelius è stata composta tra il 1900 e il 1902. La seconda è la più popolare tra le sinfonie di Sibelius ed è quella maggiormente eseguita e registrata.

La composizione è iniziata durante la permanenza del compositore a Rapallo nel 1900, viaggio finanziato dal barone Axel Carpelan, ed è poi proseguita al suo ritorno in Finlandia.

La prima esecuzione, diretta dal compositore stesso, è stata fatta dall’ Orchestra filarmonica di Helsinki l’ 8 marzo 1902.

Dopo la prima, Sibelius ha apportato alcune modifiche all’opera, e la versione definitiva è stata eseguita per la prima volta il 10 novembre 1903 a Stoccolma, diretta da Armas Järnefelt.

L’orchestrazione è migliore rispetto a quella della prima sinfonia, la forma è più matura e la violenza nordica è sostituita da un tocco più classico e luminosamente mediterraneo. La sinfonia contiene belle melodie di carattere eroico e unisce squarci di luminosità classicheggiante con il carattere e i sentimenti propri del romanticismo.

La composizione si sviluppa organicamente da un motivo ascendente di tre note proposto in apertura il quale, dopo essere riapparso sotto varie forme in tutta l’opera, costituendo la base di molto del materiale tematico impiegato, forma il tema drammatico del finale. Sibelius affermava di ammirare la severità dello stile della sinfonia e la profonda coerenza logica dei motivi.

In merito all’origine dei temi impiegati nella sinfonia, si sa che Sibelius ha improvvisato uno dei temi del finale a Ruovesi, nel 1899, in occasione del battesimo di un figlio del pittore Akseli Gallen-Kallela.

Sull’ origine dei temi impiegati nel primo movimento, Karl Fredrik Wasenius, editore della casa Bis, afferma che Sibelius li avrebbe improvvisati nel suo studio, in occasione di un incontro con una giovane musicista (che allora aveva solo sette anni), Irene Eneri, della quale l’editore volle sottoporgli il talento. Suonando una composizione di costei, un Capriccio Orientale, il compositore iniziò ad improvvisare, affermando di

aver trovato ciò che attendeva da settimane

I temi dell’ andante invece sono stati abbozzati da Sibelius durante la sua permanenza a Rapallo, nel febbraio del 1901: nelle sue bozze uno è associato alla figura di Cristo, uno all’ incontro tra Don Giovanni (il protagonista dell’ omonima opera mozartiana) e la morte. Ma la sinfonia è stata completata dopo oltre un anno di lavoro, e in questo arco di tempo tali intenti programmatici sono stati messi da parte.

 

Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 43 by J. Sibelius (Mariss Jansons, Bavarian RSO):


Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 43 by J. Sibelius (Pittsburgh Symphony Orchestra – Lorin Maazel, musical director (1984~1988) – Recording in Heinz Hall, Pittsburgh, September, 16 & 17):

Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 43 by J. Sibelius (Leonard Bernstein, Wiener Philharmoniker):

Movimenti

La sinfonia è strutturata in quattro movimenti.

I. Allegretto

Allegretto – Poco allegro – Tranquillo, ma poco a poco ravvivando il tempo all’allegro – Poco largamente – Tempo I – Poco allegro

Caratteristiche in questo Allegretto iniziale le larghe distese melodiche dei fiati che poi sfociano in uno scherzo vivace e brillante, dove si respira aria del folclore finnico di intonazione pastorale.

Il primo movimento comincia con un tema saltellante dei legni in tonalità d’impianto su accordi ribattuti degli archi. Il primo accordo, con il frammento ascendente di tre note, costituisce il motivo portante di tutta la composizione, analogamente al ruolo svolto dall’introduzione dei clarinetti nella prima sinfonia. Segue un’alternanza fra i fiati e i corni, e gli studiosi faticano ad identificare chiaramente un secondo tema come lo si aspetterebbe nella forma sonata. Nello sviluppo il tema iniziale, terminante con una quinta discendente, ritorna sotto varie sembianze, in maniera più drammatica. L’elaborazione di questo sviluppo è molto lunga, al punto che costituisce, in contrasto alle regole classiche, la gran parte del primo movimento. Nella ripresa il materiale musicale viene efficacemente sintetizzato. Dopo momenti di carattere più scuro, il movimento si conclude con lo stesso carattere idilliaco dell’inizio.

II. Tempo andante

Tempo andante, ma rubato – Poco allegro – Molto largamente – Andante sostenuto – Andante con moto ed energico – Allegro – Poco largamente – Molto largamente – Andante sostenuto – Andante con moto ed energico – Andante – Pesante

L’ Andante inizia con una lunga sezione di pizzicati dei violoncelli e dei contrabbassi. Il primo tema, quello che era stato concepito come la morte nel castello di Don Giovanni, viene proposto dal fagotto e si sviluppa in un contesto di ansietà crescente. In contrasto vi è il tema associato alla figura del Cristo, molto più celestiale e rassicurante. I due temi si alternano trasformandosi vicendevolmente, con giri complessi di tonalità, come l’episodio in sol bemolle maggiore, quasi a riflettere la lotta fra morte e redenzione, benché la sinfonia non abbia intento programmatico. Poco a poco il melodico secondo tema prende il sopravvento e diventa il protagonista. Il movimento si conclude con due pizzicati.

III. Vivacissimo

Vivacissimo – Lento e soave – Tempo primo – Lento e soave – (attacca)

Il Vivacissimo (uno scherzo) è impetuoso, analogamente a quello della sinfonia che lo precede. Il suo primo tema è vorticoso, affidato ai violini; ad esso si contrappone subito il flauto che propone un tema secondo tema più cantabile anche se comunque ritmico, accompagnato da figurazioni molto vivaci degli archi. Il tempo rallenta arrivando al trio, che inizia con otto struggenti ripetizioni della stessa nota da parte del primo oboe, figurazione che ritorna più volte nelle misure seguenti, e porta ad una grande affermazione della stessa. Lo scherzo si ripete. Si ripete anche il trio, ma in forma abbreviata; da qui si genera un passo mosso e il solito motivo ascendente di tre note funge infine da ponte per l’attacco senza fermata del finale.

IV. Finale: Allegro moderato

Finale: Allegro moderato – Moderato assai – Meno moderato e poco a poco ravvivando il tempo – Tempo I – Largamente e pesante – Poco largamente – Molto largamente

Anche nel finale ritorna il tema iniziale di tre note ascendenti, in tonalità d’impianto, ma in questo caso la replica è affidata non più ai legni, bensì alle trombe. Segue il vero primo tema, affidato a tutti i violini, espansivo, cantabile, solenne. La sua elaborazione porta al secondo tema. Il motivo introdotto dagli oboi è stato scritto da Sibelius in memoria di Elli Järnefelt, sorella di sua moglie, morta suicida. Il tema si espande poco a poco su tutta l’orchestra (quasi – sebbene assai alla lontana – come un lungo crescendo rossiniano) assume un tono maestoso e porta di nuovo agli squilli di trombe che introducono la ripresa del primo tema. Regolarmente e brevemente si ritorna al secondo tema e al suo crescendo. Che però introduce la sezione finale, sorretta vigorosamente dagli archi, con ampi squilli degli ottoni. A detta del musicologo Erkki Salmenhaara, studioso della musica di Sibelius, un particolare effetto viene ottenuto quando il motivo ascendente di tre note raggiunge finalmente, per la prima volta nella sinfonia, la quarta nota. Con questo clima solare e luminoso la sinfonia si conclude positivamente.

Accoglienza

In Finlandia la popolarità della sinfonia è legata al sentimento nazionalista che viene percepito nella stessa. Il primo e l’ultimo movimento, con il loro eroismo, il loro ottimismo ed il grandioso finale hanno toccato il pubblico finlandese, che vi leggeva un messaggio patriottico per l’indipendenza della Finlandia (l’opera è stata composta nel periodo dell’invasione russa), tanto da farla conoscere come Sinfonia della liberazione, affermando la fama di Sibelius quale compositore nazionale finlandese.

Sibelius è l’unico compositore finlandese che abbia avuto una enorme risonanza internazionale, anche se la sua arte è legata profondamente alla letteratura e alla storia del suo paese.

La sinfonia ha riscosso grande successo anche fuori dalla Finlandia. Il direttore finlandese George Schnéevoight associò un programma di argomento patriottico ai movimenti: il primo ritrarrebbe la vita pastorale della Finlandia, il secondo la brutalità dell’occupazione straniera, il terzo l’oppressione dello spirito patriottico e il quarto la speranza gloriosa per la liberazione dalla tirannia.

Registrazioni

La prima registrazione è stata incisa da Robert Kajanus con la London Symphony Orchestra, per la casa discografica HMV, nel maggio 1930.

… … …

 

Alcune foto inserite sono state scaricate da Internet e ritenute di pubblico dominio in assenza di specifiche indicazioni in merito.

Preghiamo quindi, qualora i soggetti o gli Autori (riconosciuti tali) fossero contrari alla pubblicazione, di segnalarlo all’ indirizzo mara.grisoni@gmail.com, provvederemo alla rimozione delle immagini o alla segnalazione dell’ Autore.

Written by mara

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

A La Verdi Robert Trevino per Mahler Sinfonia n 6

A Bergamo Alexander Romanovsky per il Festival Pianistico BS-BG 2018