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A Lugano Musica Riccardo Muti con Schubert Sinfonia n. 4, Verdi e Tchaikovsky

“La sua arte interpretativa, la sua attività di svecchiamento di obsoleti canoni esecutivi, che ha influenzato positivamente schiere di giovani direttori, la diffusione della musica d’arte presso platee di giovani, la fondazione di importanti istituzioni musicali, le molteplici iniziative umanitarie, ne hanno fatto uno straordinario rappresentante della cultura italiana nel mondo”

Lugano Musica al LAC, Stagione 2016 – 2017

 

In modo inatteso ma con grande gioia Lugano Musica è riuscita a intercettare una data nel fitto calendario di uno dei più grandi direttori al mondo, Riccardo Muti, che dopo molti anni di assenza ritorna in concerto a Lugano con un programma dal grande impatto tecnico ed emotivo, in quel repertorio che lo ha visto affermarsi su scala internazionale.

Da un lato la grande tradizione operistica italiana – con la celebre Sinfonia che apre il Nabucco  di Giuseppe Verdi – dall’ altro la forma sinfonica classica con due intense pagine dal Romanticismo: la Sinfonia n. 4 Tragica di Franz Schubert e la Sinfonia n. 5 in mi minore di Pëtr Il’ič Čajkovskij.

Accanto a Muti una delle sue più riuscite creazioni, l’Orchestra Giovanile “Luigi Cherubini”, fondata nel 2004 con il preciso scopo di raccogliere attorno a sé i migliori strumentisti sotto i trent’ anni. Un regalo del maestro Muti per trasmettere la sua sterminata esperienza ma soprattutto per condividere la gioia del far musica.

 

Giuseppe Verdi, Sinfonia da Nabucco

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Franz Schubert, Sinfonia n. 4 in do minore, D. 417 Tragica

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Pyotr Ilyich Tchaikovsky, Sinfonia n. 5 in mi minore, op. 64

 

QUANDO:

Domenica 4 Giugno 2017, ore 20.30

 

DOVE: LAC – Sala Teatro
Piazza Bernardino Luini, 6
6900 LUGANO (CH)

 

INTERPRETI:

Riccardo Muti, Direttore

Orchestra Giovanile “Luigi Cherubini”

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

1° categoria Prezzo normale al costo di CHF 153.90; ridotto AVS/ AI al costo di CHF 142.90

2° categoria Prezzo normale al costo di CHF 120.90; ridotto AVS/AI al costo di CHF 109.90

3° categoria Prezzo normale al costo di CHF 93.90; ridotto AVS/AI al costo di CHF 82.90

4° categoria Prezzo normale al costo di CHF 61.60; ridotto AVS/AI al costo di CHF 51.40; ridotto Studenti/apprend. al costo di CHF 20.80

5° categoria Prezzo normale al costo di CHF 31.00; ridotto AVS/AI al costo di CHF 25.90; ridotto Studenti/apprend. al costo di CHF 20.80

 

Lugano Musica al LAC: Riccardo Muti

 

se non sapete come fare e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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Riccardo Muti…

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Riccardo Muti è figlio del medico Domenico, nativo di Molfetta, e di Gilda Peli Sellitto, napoletana, nasce a Napoli, dove frequenta il liceo classico Vittorio Emanuele II e studia pianoforte con Vincenzo Vitale, conseguendo il diploma con lode presso il Conservatorio di San Pietro a Majella.

In seguito, dopo aver lasciato la facoltà napoletana di filosofia, si trasferisce a Milano, dove studia composizione con Bruno Bettinelli e direzione d’orchestra con Antonino Votto.

Debutta nel 1967 al Teatro Coccia di Novara vincendo il Premio Cantelli per giovani direttori d’orchestra, violinisti e flautisti. Dal 1968 al 1980 è stato direttore principale e direttore musicale del Maggio Musicale Fiorentino.

Durante il periodo fiorentino di notevole interesse sono state le rappresentazioni del Nabucco di Verdi con la regia di Luca Ronconi, in particolare i costumi del quarto atto riconducibili alle divise dei soldati italiani nel risorgimento nella replica nel Teatro Comunale di Firenze del 1977, il Guglielmo Tell di Rossini nella versione integrale e ancora di Verdi l’Otello con l’inedito finale del terzo atto.

Nel 1969 dirige la prima rappresentazione radiofonica nell’ Auditorium RAI del Foro Italico di Roma di “I puritani” di Vincenzo Bellini con Mirella Freni, Luciano Pavarotti, Sesto Bruscantini e Bonaldo Giaiotti. Nel 1970 dirige la ripresa nel Teatro Comunale di Firenze di “I puritani”.

Al Gran Teatro La Fenice di Venezia dirige un concerto sinfonico con Cristina Deutekom nel 1970, uno nel 1971, Ivan il Terribile di Sergej Sergeevič Prokof’ev nel 1972, un concerto nel 1978, uno nel 1995, il Concerto straordinario a favore della ricostruzione del Teatro nel 1996 ed il concerto Riapre La Fenice – nella Settimana inaugurale il 14 dicembre 2003.

Nel 1971 dirige la prima rappresentazione nel Kleines Festspielhaus di Salisburgo di “Don Pasquale” di Gaetano Donizetti con Rolando Panerai e Fernando Corena.

Nel 1972 dirige la ripresa nel Teatro Comunale di Firenze di “Un ballo in maschera” di Giuseppe Verdi con Renato Bruson e Rolando Panerai.

Dal 1973 al 1982 è stato direttore principale della Philharmonia Orchestra di Londra succedendo ad Otto Klemperer: con questa orchestra ha effettuato diverse registrazioni sia di opere italiane tra cui Aida di Giuseppe Verdi con Montserrat Caballé e Plácido Domingo, che ad oggi risulta essere uno dei dischi d’opera più venduti al mondo, e il Macbethnel quale riapre tutti i vecchi tagli aggiunti nel corso degli anni da vari direttori, sia lavori sinfonici tra i quali spiccano l’integrale delle sinfonie di Schumann e Čajkovskij.

Dal 1980 al 1992 è stato direttore musicale dell’ Orchestra di Filadelfia, che ha portato in diverse tournée internazionali.

Nel 1979 ne è stato nominato direttore principale, nel 1982 direttore onorario.

Nel 1991 proprio con questa orchestra ha eseguito la Tosca di Giacomo Puccini, primo titolo del compositore toscano diretto dal maestro Muti.

Nel 1995 ha ricoperto il ruolo di Presidente della Giuria nella prima edizione del Concorso Internazionale di Composizione “2 Agosto” a Bologna.

Il 10 dicembre 2014 apre la stagione teatrale del Teatro Giordano di Foggia chiuso per 10 anni per restauri ed ora affidato alla direzione artistica di Michele Placido.

Dal 1986 al 2005 Muti è stato direttore principale dell’ Orchestra del Teatro alla Scala, con la quale l’anno successivo ha ricevuto il premio Viotti d’Oro e che ha portato in tournée in Italia e in Europa.

Oltre alla Scala, Muti ha diretto produzioni operistiche anche a Firenze, Napoli, Filadelfia, Monaco, Vienna, Londra, Liegi e al Festival di Ravenna.

È spesso ospite della Berliner Philharmoniker e della Wiener Philharmoniker.

Nel 1996 Muti ha diretto quest’ultima in occasione della chiusura della settimana del Festival Viennese, in un tour verso l’estremo oriente (Giappone, Corea, Hong Kong) e in Germania oltre che il Concerto di Capodanno di Vienna nel 1993, 1997, 2000 e 2004.

Dirige le prime esecuzioni assolute nella Symphony Hall dell’American Academy of Music di Filadelfia di “Summer Solstice” per orchestra e del Concerto per violino e orchestra di Ezra Laderman nel 1980 e del Concerto per pianoforte e orchestra di Tina Davidson nel 1983.

Nel 1984 dirige la ripresa nel Kleines Festspielhaus di Salisburgo di “Così fan tutte ossia La scuola degli amanti” di Wolfgang Amadeus Mozart con Kathleen Battle e Sesto Bruscantini.

Nel 1987 dirige la prima rappresentazione nella Deutsche Staatsoper di Berlino di “Nabucco” di Giuseppe Verdi con Renato Bruson.

Nel 1990 dirige la ripresa nel Großes Festspielhaus di Salisburgo di “Il dissoluto punito ossia Il Don Giovanni” di W. A. Mozart, con Carol Vaness, Edita Gruberová, Ramey e Furlanetto.

È sposato con Cristina Mazzavillani Muti, direttrice del Ravenna festival e da anni risiede a Ravenna. La coppia ha tre figli: Francesco, Chiara (nota attrice e moglie del pianista francese David Fray) e Domenico.

Grande interprete verdiano e mozartiano, Muti è anche noto per le sue sempre interessanti esecuzioni operistiche di autori come Pergolesi, Gluck, Bellini, Rossini, Puccini e Wagner.

Oltre ai capolavori di Giuseppe Verdi e Wolfgang Amadeus Mozart, alla Scala, Muti ha voluto riportare all’ attenzione del pubblico le opere di Gluck (Alceste, Orfeo ed EuridiceArmide) e quelle di autori del periodo storico neo-classico, quali Lodoïska di Luigi Cherubini e La Vestale di Gaspare Spontini.

Inoltre il Maestro ha riportato alla scala dopo vent’ anni sia Parsifal che l’intera tetralogia de L’Anello del Nibelungo di Wagner, ottenendo esiti contrastanti; sempre negli anni 90 ha avuto il merito di riportare alla Scala opere non più eseguite da svariati anni come La Forza del Destino che ha riscosso un trionfale successo nel 1999, la Manon Lescaut di Giacomo Puccini.

Riccardo Muti

Nel 2000 è stato chiamato a dirigere la Wiener Philharmoniker nel noto concerto di apertura del nuovo Millennio nella Großer Musikvereinsaal di Vienna; aveva avuto questo onore già nel 1993 (risultando il più giovane direttore ospite di questa manifestazione, a soli 52 anni) e nel 1997; è stato nuovamente chiamato a questo prestigioso incarico nel cinquantesimo concerto di Capodanno 2004 con musiche di Johann Strauss (padre) e Johann Johann Strauss (figlio).

Nel 2001, il maestro ha ricevuto il “Premio Internazionale Medaglia d’Oro al merito della Cultura Cattolica” dalla Scuola di Cultura Cattolica di Bassano del Grappa.

Ma il 2001 è soprattutto l’anno verdiano e il maestro regala ai milanesi in un’unica stagione Il trovatore, Rigoletto, La traviata, Un ballo in maschera, Macbeth infine l’Otello per il 7 dicembre del 2001 con Plácido Domingo nel ruolo del protagonista, Barbara Frittoli nei panni di Desdemona e Leo Nucci come Jago.

Il 27 gennaio 2001 dirige nella Basilica di San Marco a Milano il coro e l’orchestra del Teatro Alla Scala nella Messa da Requiem di Giuseppe Verdi proprio nel giorno un cui 100 anni prima moriva il compositore. Il concerto con le compagini scaligere sarà eseguito anche per due sere consecutive al Musikverein di Vienna.

Nel 2004 ha creato l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini formata da giovani strumentisti scelti da una commissione internazionale.

Il 16 marzo 2005, l’orchestra e lo staff della Scala hanno votato a larga maggioranza una richiesta di dimissioni di Muti, il quale cancellò un concerto prima della votazione e il 2 aprile diede le dimissioni.

Poco dopo ha ricevuto a Brescia il Premio “Arturo Benedetti Michelangeli”, secondo artista italiano ad averlo ricevuto dopo Maurizio Pollini.

Il 2 marzo 2007 dirige l’Orchestra giovanile Luigi Cherubini in un concerto straordinario (Concerto in La minore per violoncello e orchestra di Schumann e Sinfonia n. 4 “Tragica” in Do minore di Franz Schubert) nella Basilica di San Francesco ad Arezzo di fronte agli affreschi di Piero della Francesca, nell’ ambito del Festival musicale organizzato dall’ Ente Filarmonico Italiano.

Durante la serata viene insignito del premio “Il Filarmonico”, consegnatogli da Lorenzo Arruga.

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Nel febbraio 2008 vince due Grammy Award (Best Classical Album e Best Choral Performance) con l’album Missa Solemnis in Mi di Luigi Cherubini con Orchestra Sinfonica della Radio Bavarese inciso per la EMI.

Nel maggio 2008 firma un contratto quinquennale per 10 settimane di conduzione l’anno con la Chicago Symphony Orchestra, a partire dal settembre 2010.

Muti dirigerà l’orchestra americana sia nelle tournée nazionali che in quelle internazionali. L’incarico di direttore musicale verrà ufficializzato nel gennaio 2009 con l’esecuzione della Messa da Requiem di Verdi.

L’ultima volta che Muti diresse l’orchestra americana, a conclusione del prestigioso incarico, volle donare alla città di Molfetta la bacchetta rigorosamente in legno, esposta a Palazzo Giovene nella Civica Siloteca del Centro Studi Molfettesi dedicata a Raffaele Cormio.

Sempre nel 2008, a dicembre, intraprenderà una nuova collaborazione con un teatro d’opera italiano: dirigerà infatti l’Otello di Giuseppe Verdi al Teatro dell’Opera di Roma, dove non ha mai diretto uno spettacolo operistico, nella produzione andata già in scena al Festival di Salisburgo 2008; dopo l’Otello il maestro è atteso con Ifigenia in Aulide (Gluck) nel marzo del 2009 e l’ Idomeneo di Mozart 2010.

Il 13 febbraio 2011, in qualità di direttore della Chicago Symphony Orchestra, ha vinto 2 Grammy Award nelle categorie Best Classical AlbumBest Choral Performance per la registrazione del Requiem (Verdi) con Barbara Frittoli. 

Dirige Macbeth nell’agosto 2011 al Festival di Salisburgo ed in novembre/dicembre al Teatro dell’Opera di Roma.

Nel 2012 in gennaio dirige il Requiem (Verdi) all’Opéra-Comédie di Montpellier, in marzo/aprile I due Figaro al Teatro Real di Madrid, in maggio/giugno Attila al Teatro dell’Opera, in luglio Sancta Susanna di Paul Hindemith al Teatro Dante Alighieri, in agosto/settembre I due Figaro al Teatro Colón ed in novembre Simon Boccanegra a Roma ripreso in video dalla Rai.

Nel 2013 dirige I due Foscari ed un concerto a Roma, Don Pasquale a Madrid, Nabucco a Ravenna, Roma e Salisburgo ed Ernani a Roma.

Nel 2014 dirige Manon Lescaut con Anna Jur’evna Netrebko a Roma, il Requiem (Verdi) con Francesco Meli al Teatro Real e con Daniela Barcellona e Riccardo Zanellato al Ravenna Festival ed al Festival Ljubljana e Simon Boccanegra e Nabucco con Sonia Ganassi al Tokyo Bunka Kaikan nella trasferta del Teatro dell’Opera.

Dirige l’ Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, che ha fondato nel 2004 e che ha sede a Piacenza e Ravenna.

Dal 2010 è music director della Chicago Symphony Orchestra, con la quale ha rinnovato il contratto fino all’ estate del 2020.

Il 30 marzo 1996 ha ricevuto una laurea honoris causa in musicologia dall’ Università degli Studi di Pavia.

Il 3 marzo 2007 la Facoltà di Lettere e Filosofia di Arezzo dell’Università degli Studi di Siena gli conferisce una laurea honoris causa in Letteratura e Spettacolo, consegnatagli dal Rettore Silvano Focardi.

Secondo quanto ricorda la delibera della Facoltà di Lettere e Filosofia di Arezzo, “la sua arte interpretativa, la sua attività di svecchiamento di obsoleti canoni esecutivi, che ha influenzato positivamente schiere di giovani direttori, la diffusione della musica d’arte presso platee di giovani, la fondazione di importanti istituzioni musicali, le molteplici iniziative umanitarie, ne hanno fatto uno straordinario rappresentante della cultura italiana nel mondo“.

QUALCHE VIDEO SU RICCARDO MUTI…

 

“Symphony No. 3 Eroica” by L. van Beethoven (Philadelphia Orchestra):


“Intervista al Maestro RICCARDO MUTI (Firenze, 13/05/1978)” (41° Maggio Musicale Fiorentino):


“Symphony No. 9” by L. van Beethoven (Chicago Symphony Orchestra):

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Orchestra Giovanile Luigi Cherubini…

Orchestra Giovanile Luigi Cherubini

Fondata da Riccardo Muti nel 2004, l’ Orchestra Giovanile Luigi Cherubini ha assunto il nome di uno dei massimi compositori italiani di tutti i tempi attivo in ambito europeo per sottolineare, insieme ad una forte identità nazionale, la propria inclinazione ad una visione europea della musica e della cultura.

L’Orchestra, che si pone come strumento privilegiato di congiunzione tra il mondo accademico e l’attività professionale, divide la propria sede tra le città di Piacenza e Ravenna.

La Cherubini è formata da giovani strumentisti, tutti sotto i trent’ anni e provenienti da ogni regione italiana, selezionati attraverso centinaia di audizioni da una commissione costituita dalle prime parti di prestigiose orchestre europee e presieduta dallo stesso Muti.

Secondo uno spirito che imprime all’ orchestra la dinamicità di un continuo rinnovamento, i musicisti restano in orchestra per un solo triennio, terminato il quale molti di loro hanno l’opportunità di trovare una propria collocazione nelle migliori orchestre.

In questi anni l’Orchestra, sotto la direzione di Riccardo Muti, si è cimentata con un repertorio che spazia dal barocco al Novecento alternando ai concerti in moltissime città italiane importanti tournée in Europa e nel mondo nel corso delle quali è stata protagonista, tra gli altri, nei teatri di Vienna, Parigi, Mosca, Salisburgo, Colonia, San Pietroburgo, Madrid, Barcellona, Muscat, Manama, Abu Dhabi e Buenos Aires.

All’intensa attività con il suo fondatore, la Cherubini ha affiancato moltissime collaborazioni con artisti quali Claudio Abbado, John Axelrod, Rudolf Barshai, Michele Campanella, James Conlon, Dennis Russel Davies, Gérard Depardieu, Kevin Farrell, Patrick Fournillier, Herbie Hancock, Leonidas Kavakos, Lang Lang, Ute Lemper, Alexander Lonquich, Wayne Marshall, Kurt Masur, Anne-Sophie Mutter, Kent Nagano, Krzysztof Penderecki, Donato Renzetti, Vadim Repin, Giovanni Sollima, Yuri Temirkanov, Alexander Toradze e Pinchas Zukerman.

Il debutto a Salisburgo, al Festival di Pentecoste, con Il ritorno di Don Calandrino di Cimarosa, ha segnato nel 2007 la prima tappa di un progetto quinquennale che la prestigiosa rassegna austriaca, in coproduzione con Ravenna Festival, ha realizzato con Riccardo Muti per la riscoperta e la valorizzazione del patrimonio musicale del Settecento napoletano e di cui la Cherubini è stata protagonista in qualità di orchestra residente.

Alla trionfale accoglienza del pubblico viennese nella Sala d’Oro del Musikverein, ha fatto seguito, nel 2008, l’assegnazione alla Cherubini del prestigioso Premio Abbiati quale miglior iniziativa musicale per “i notevoli risultati che ne hanno fatto un organico di eccellenza riconosciuto in Italia e all’ estero”.

Impegnativi e di indiscutibile rilievo i progetti delle “trilogie”, che al Ravenna Festival l’hanno vista protagonista, sotto la direzione di Nicola Paszkowski, delle celebrazioni per il bicentenario verdiano in occasione del quale l’Orchestra è stata chiamata ad eseguire ben sei opere al Teatro Alighieri.

Nel 2012, nel giro di tre sole giornate, Rigoletto, Trovatore e Traviata; nel 2013, sempre l’una dopo l’altra a stretto confronto, le opere “shakespeariane” di Verdi: Macbeth, Otello e Falstaff.

Ancora nell’ ambito del Ravenna Festival, dove ogni anno si rinnova l’intensa esperienza della residenza estiva, dal 2010 la Cherubini è protagonista, al fianco di Riccardo Muti, dei concerti per le Vie dell’amicizia: l’ultimo nella Cattedrale di Otranto al cospetto dello straordinario mosaico dell’albero della vita, simbolo dell’Expo2015.

Un duplice appuntamento verdiano con Riccardo Muti ha segnato l’estate 2015 della Cherubini: prima il successo al Teatro Alighieri di Ravenna nel Falstaff (punta di diamante tra gli eventi della Regione Emilia Romagna per l’esposizione universale), poi il trionfo nell’Ernani per il debutto dell’orchestra – unica formazione italiana invitata – al Festival estivo di Salisburgo.

La gestione dell’Orchestra è affidata alla Fondazione Cherubini costituita dalle municipalità di Piacenza e Ravenna e dalle Fondazioni Toscanini e Ravenna Manifestazioni.

L’attività dell’Orchestra è resa possibile grazie al sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali del Turismo, Camera di Commercio di Piacenza e dell’Associazione “Amici dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini”.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

“Sinfonia da Nabucco by Giuseppe Verdi (Giuseppe Verdi, Orchestra Filarmonica della Scala):

“Sinfonia da Nabucco by Giuseppe Verdi (Riccardo Muti Philadelphia Orchestra):

“Sinfonia da Nabucco by Giuseppe Verdi (Daniel Oren Arena di Verona 2007):

“Sinfonia da Nabucco by Giuseppe Verdi (Berliner Philharmoniker & Herbert von Karajan):

“Sinfonia da Nabucco by Giuseppe Verdi (Riccardo Muti @ Le Vie dell’Amicizia):

“Sinfonia da Nabucco by Giuseppe Verdi (Scala Milano,Ricardo Muti):

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“Sinfonia n. 4 in do minore, D. 417 Tragica by Franz Schubert (Chamber Orchestra of Europe,, Claudio Abbado):

“Sinfonia n. 4 in do minore, D. 417 Tragica by Franz Schubert (Lorin Maazel conducts Bavarian Radio Symphony Orchestra):

“Sinfonia n. 4 in do minore, D. 417 Tragica by Franz Schubert (Harnoncourt Vienna Phil. Orch.):

“Sinfonia n. 4 in do minore, D. 417 Tragica by Franz Schubert (Orchestra “Alessandro Scarlatti” di Napoli della RAI diretta da Denis Vaughan – Registrazione effettuata presso la “Sala d’Ercole” di Palazzo Reale a Napoli nel 1965):

“Sinfonia n. 4 in do minore, D. 417 Tragica by Franz Schubert (New Philharmonia Orchestra, Carlo Maria Giulini – Live recording, Edinburgh, 31.VIII.1968):

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“Voglio mettermi a lavorare alacremente; sento in me un impulso fortissimo di dimostrare non solo agli altri ma a me stesso che la mia capacità di comporre non è esaurita […]. Non so se le ho già scritto che lavoro a una Sinfonia. Dapprincipio procedevo a stento, ma ora sembra che l’illuminazione sia scesa sul mio spirito”
(10 giugno 1888, Pètr Il’ic Cajkovskij alla sua mecenate Nadezda von Meck)

 

La Quinta sinfonia fu scritta da Čajkovskij nell’ estate del 1888, in un periodo abbastanza sereno della sua vita: la sua fama di compositore era ormai salda e come direttore d’orchestra iniziava a riscuotere successi fuori dai confini della Russia. Anche la sua condizione economica era tranquilla: oltre all’ assegno elargito annualmente dalla sua protettrice Nadežda von Meck, poté contare su un vitalizio assegnatogli dallo zar.

Nel 1888, in una fase di apparente benessere, Čajkovskij pensò a una nuova sinfonia, più che per una reale esigenza espressiva, per dimostrare che come compositore non era ancora finito, e per scacciare i fantasmi che tormentavano la sua psiche instabile.

A maggio iniziò a lavorare alla Quinta sinfonia; il 29 giugno l’opera era interamente abbozzata e a fine agosto anche l’orchestrazione era ultimata. Il 17 novembre Čajkovskij ne diresse la prima esecuzione a San Pietroburgo; l’accoglienza da parte del pubblico fu buona e la Quinta fu presentata a Praga, Amburgo e Londra, nel corso di una nuova tournée.

Il compositore, confrontandola con la Quarta, ebbe a giudicarla, almeno inizialmente, in senso piuttosto negativo; solo in seguito, dopo ripetute esecuzioni, modificò il proprio giudizio, conservando peraltro un’opinione non molto alta del finale.

Dopo aver diretto la mia nuova Sinfonia, due volte a Pietroburgo e una volta a Praga, mi sono persuaso che è mal riuscita. C’è in questa musica qualcosa di sgradevole, una certa diversità di colori, una certa insincerità, un certo artificio. Pur senza rendersene conto, il pubblico lo ha percepito. Ho chiaramente avvertito che i consensi e gli applausi andavano in realtà alle mie composizioni precedenti e che questa Sinfonia non riusciva a piacere: una constatazione che mi procura un cocente dolore e una profonda insoddisfazione di me stesso […]. Ieri ho sfogliato la Quarta, la nostra Sinfonia, che differenza! Com’ essa si colloca su un piano più elevato! È una cosa molto, molto triste!” (2 dicembre, Pètr Il’ic Cajkovskij alla sua mecenate Nadezda von Meck)

 

“Sinfonia n. 5 in Mi minore op. 64” by Pёtr Il’ič Čajkovskij (Stuttgart Radio Symphony Orchestra e Sergiu Celibidache, conductor – 23.II.1980):

“Sinfonia n. 5 in Mi minore op. 64” by Pёtr Il’ič Čajkovskij (Oslo Philharmonic Orchestra, Mariss Jansons):

“Sinfonia n. 5 in Mi minore op. 64” by Pёtr Il’ič Čajkovskij (Leningrad Philharmonic Orchestra, Yevgeny Mravinsky – Live recording, Leningrad, 29.IV.1973):

“Sinfonia n. 5 in Mi minore op. 64” by Pёtr Il’ič Čajkovskij (Mariss Jansons, Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks – Live-recording:Munchen,Philhamnie im Gasteig,9.October 2009):

“Sinfonia n. 5 in Mi minore op. 64” by Pёtr Il’ič Čajkovskij (Gustav Mahler Jugendorchester, Franz Welser-Möst, Vienna Musikverein (19.9.2009)):

“Sinfonia n. 5 in Mi minore op. 64” by Pёtr Il’ič Čajkovskij (Orchestra Sinfonica Nazionale Della Rai – Dir. Juraj Valčuha):

“Sinfonia n. 5 in Mi minore op. 64” by Pёtr Il’ič Čajkovskij (Philharmonia Orchestra, Studio Recording in London):

“Sinfonia n. 5 in Mi minore op. 64” by Pёtr Il’ič Čajkovskij (Leonard Bernstein):


Introduzione: sottomissione totale davanti al destino o, ciò che è lo stesso, davanti alla predestinazione ineluttabile della provvidenza. Allegro. I: Mormorii, dubbi, accuse a XXX. Il: Non è meglio allora gettarsi a corpo morto nella fede? Il programma è eccellente, ammesso che riesca a realizzarlo

 

La Sinfonia è composta nei canonici quattro movimenti. Una sorta di tema conduttore lega tutti e quattro i movimenti della composizione. 

In un appunto scritto da Čajkovskij nel periodo della stesura della Quinta, viene definito il significato di questa idea musicale, che esprime

la totale sottomissione davanti al Fato – oppure, il che è lo stesso, agli imperscrutabili disegni della Provvidenza

I Movimento: Andante-Allegro con anima. Il tema principale che viene di volta in volta ripreso nei successivi tre movimenti della composizione, esposto inizialmente dal clarinetto nel registro basso al principio dell’ Andante introduttivo, vuole esprimere, secondo Cajkovskij, «una completa rassegnazione di fronte al destino». E’ proposto come forma sonata, ove il tema principale viene eseguito, in alternanza, con il fagotto e il clarinetto stesso. Durante l’esecuzione di questo primo movimento il tema cambia ma in esso si riflette sempre il tema della melodia iniziale. Dopo una trasformazione completa del tema, qui è viva una passione agreste ed a tratti si sviluppa il lirismo elegiaco, termina il movimento con una leggera carezza; tema smorzato progressivamente dagli archi con l’aiuto del fagotto e dei timpani.

II Movimento: Andante cantabile con alcuna licenza. Il corno apre il movimento introducendone il tema principale, cantando in modo “dolce con molta espressione” una lunga melodia prettamente melodico con una spiccata malinconica sensualità. Risulta essere il tema più riuscito della sinfonia dal punto di vista poetico ove è profuso il miglior lirismo del compositore. E’ un momento maestoso e sereno, che corrisponde forse al “raggio di luce” menzionato da Cajkovskij.

III Movimento: Valse. Allegro moderato. Il movimento più breve della sinfonia. Pagina di eleganza straordinaria e con un tema lirico gioioso, molto sensibile. Ci trasporta inevitabilmente alla perfezione musicale del genere che il maestro ha raggiunto nei valzer composti per i suoi balletti.

IV Movimento: Finale. Andante maestoso-Allegro vivace. Un contrasto abbastanza palese con il tema principale della sinfonia che qui raffigura un tema tutto in allegria, dalla rappresentazione di una festa russa ad un tema maestoso ad uno passionale fino poi quasi ad arrivare a redimersi in un tema da finale patetico che chiude in bellezza tutta la sinfonia. Secondo le parole di Čajkovskij, il tema di questo movimento è la Provvidenza: dunque, rispetto alla propria precedente Quarta sinfonia, l’ansia innanzi al Fato viene trasfigurata dall’intimo calore di un amore mistico.

 

 

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Written by mara

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