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Accademia di Santa Cecilia: Mahler Sinfonia n. 3 (13 marzo)

La mia Sinfonia sarà qualcosa che il mondo non ha ancora udito. La natura parla qui dentro e racconta segreti tanto profondi che forse ci è dato presentire solo nel sogno. Talvolta mi sento veramente a disagio e mi pare di non essere io a comporre: proprio perché riesco a realizzare ciò che voglio“, Gustav Mahler

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CONCERTO DELLA STAGIONE 2015 – 2016

 

Uno dei più celebri direttori del mondo, Iván Fischer, e la Budapest Festival Orchestra, una delle maggiori formazioni sinfoniche d’Europa per il Bologna Festival.

Il concerto si terrà:

col seguente programma

Gustav Mahler, Sinfonia n.3 in re minore

 

QUANDO: Domenica 13 marzo 2016, ore 18.00

 

DOVE: SALA SANTA CECILIA – Auditorium Parco della Musica, Viale De Coubertin, 00196 Roma

 

INTERPRETI:

Iván Fischer, direttore

Gerhild Romberger, mezzosoprano

Budapest Festival Orchestra

Coro e Voci Bianche dell’Accademia di Santa Cecilia

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Platea Vip, al costo di € 60,00

Platea II Settore, al costo di € 52,00

Galleria 1, al costo di € 42,00

Galleria 4/5, Intero al costo di € 34,00; Ridotto Giovani al costo di € 25,50

Galleria 7, Intero al costo di € 30,00; Ridotto Giovani al costo di € 22,50

Galleria 2, Intero al costo di € 28,00; Ridotto Giovani al costo di € 21,00

Galleria 3/6, Intero al costo di € 19,00; Ridotto Giovani al costo di € 14,30

Galleria 8, Intero al costo di € 40,00; Ridotto Giovani al costo di € 30,00

 

Acquisto on line
Budapest Festival Orchestra

 

oppure, se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

 

PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

“Tre angeli cantavano un dolce canto,
Gioioso e beato risuonava in cielo,
Ed essi esultavano
Ché Pietro era libero dal peccato!”

 

La Sinfonia n. 3 in re minore di Gustav Mahler, fu composta tra il 1893 e il 1896, ed eseguita per la prima volta solo nel 1902, direttore lo stesso Mahler, a Krefeld, al festival della “Società musicale tedesca”. Alma Mahler, nel suo libro di ricordi, racconta così l’avvenimento:

«L’esecuzione era aspettata con trepidazione, perché già alle prove tutti avevano capito con sempre maggior chiarezza quant’era grande e importante l’opera che si stava affacciando al mondo. Dopo il primo tempo scoppiò una manifestazione entusiastica. Richard Strauss si fece avanti sotto il podio e applaudì ostentatamente, tanto che suggellò, per così dire, il successo. E, dopo ogni tempo, gli ascoltatori sembravano più emozionati; anzi, alla fine nel pubblico; che si era alzato in massa e premeva verso il podio, si scatenò un vero delirio. L’atteggiamento di Strauss diventò sempre più passivo: da ultimo era scomparso!».

E Mahler? I sei anni di attesa lo avevano reso sempre più cosciente del valore dell’opera; quel che gli mancava era solo un riscontro pratico, e già durante le prove si era mostrato soddisfatto.

È opera gemella della Seconda Sinfonia, non solo per i riferimenti al mondo poetico del “Wunderhorn” (comuni anche alla Quarta Sinfonia), ma soprattutto per le dimensioni gigantesche e il pathos dei significati extramusicali; con la Terza, Mahler intese delineare una sorta di grande “poema musicale che abbraccia tutti gli stadi dello sviluppo in ordine progressivo”, procedendo a gradini dalla natura inanimata alla vita vegetale, a quella degli animali, all’uomo, e su su fino agli angeli e all’amore di Dio. 

E’ la più lunga sinfonia che sia mai stata scritta, una esecuzione dura infatti in media circa 95 minuti.

 

Sinfonia n. 3″ by Gustav Mahler (Anna Larsson, contralto; Arnold Schoenberg Chor; Tolzer Knabenchor – Lucerne Festival Orchestra, Claudio Abbado, conductor – Lucerne, August 2007):

Sinfonia n. 3″ by Gustav Mahler (Claudio Abbado, conductor; Jessye Norman, alto; Konzertvereinigung Wiener Staatsopernehor; Wiener Sängerknaben):

Sinfonia n. 3″ by Gustav Mahler (Hilde Rössl-Majdan, contralto; Woman & Boys Choir of the Vienna State Opera; Vienna Symphony Orchestra – Hermann Scherchen, conductor – 22.VI.1950):

Sinfonia n. 3″ by Gustav Mahler (Ruth Siewert, mezzosoprano; Frauenstimmen des SWR Vokalensembles Stuttgart; Knabenchor des Eberhard-Ludwig-Gymnasiums Stuttgart; Radio Symphony Orchestra Stuttgart – Carl Schuricht, conductor, 07.04.1960):

Sinfonia n. 3″ by Gustav Mahler (Bernstein & Vienna Philharmonic Orchestra):

Sinfonia n. 3″ by Gustav Mahler (Bernard Haitink):

Sinfonia n. 3″ by Gustav Mahler (Beatrice Krebs, contralto; The Westminster Choir; New York Philharmonic Orchestra – Dimitri Mitropoulos, conductor _ 15.IV.1956, Carnegie Hall, New York):

Sinfonia n. 3″ by Gustav Mahler (Christa Ludwig, mezzo-soprano; Wiener Sängerknaben; Konzertvereinigung Wiener Staatsopernchor; Wiener Philharmoniker e Leonard Bernstein):

Sinfonia n. 3″ by Gustav Mahler (DR SymfoniOrkestret – Vladimir Ashkenazy; DR Koncertkorets damer; Københavns drengekor e Solist: Anne Sofie von Otter, mezzo-soprano):

Sinfonia n. 3″ by Gustav Mahler (Katarina Karnéus, mezzo-soprano; Swedish Radio Choir, female choir; Adolf Fredrik’s Music School, boys choir; Swedish Radio Symphony Orchestra; Daniel Harding, conductor – September 12, 2008 _ Berwaldhallen, Stockholm):

Sinfonia n. 3″ by Gustav Mahler (Orchestre de Paris Christof Eschenbach):

Sinfonia n. 3″ by Gustav Mahler (Live recording (1981); Otrun Wenkel, contralto; Minnesota Symphony Orchestra e dir. Klaus Tennstedt):

Sinfonia n. 3″ by Gustav Mahler (Kerstin Meyer, contralto; Hallé Orchestra; Sir John Barbirolli – Manchester, May 1969):

Sinfonia n. 3″ by Gustav Mahler (Christianne Stotijin (Mez. Sop); La Filarmonica della Scala
(La Scala Philharmonic; Orchestra del Teatro alla Scala di Milano – Recorded Live at the Teatro alla Scala, Milano 2006/Jul):

Sinfonia n. 3″ by Gustav Mahler (Martha Lipton; Women’s Chorus of The Schola Cantorum; Boys’ Choir of the Church of the Transfiguration; New York Philharmonic e Leonard Bernstein – Studio recording, New York, 1961):

Sinfonia n. 3″ by Gustav Mahler (In occasion of the bincentery of Teatro Comunale di Ferrara in 1998; Berlin Philharmonic – Marjana Lipovsek, solista; Arnold Schoenberg Chor; Südtiroler Kinderchor e Claudio Abbado):

“E così disse Gesù Signore: “Che fai qui?
Perché se ti guardo piangi?”
“Non dovrei forse piangere, buon Dio.
Io che ho trasgredito i dieci comandamenti?”

Nella sua forma definitiva la sinfonia è divisa in sei movimenti:

  1. Kräftig entschieden (Forte e risoluto)
  2. Tempo di Menuetto
  3. Comodo (Scherzando)
  4. Sehr langsam – Misterioso (Molto lento – misterioso)
  5. Lustig im Tempo und keck im Ausdruck (In tempo vivace e sfrontato nell’espressione)
  6. Langsam – Ruhevoll – Empfunden (Lentamente, tranquillo, profondamente sentito)

Il solo primo movimento, che dura all’incirca trenta o trentacinque minuti, è la prima parte della sinfonia. La seconda parte è composta dagli altri cinque movimenti e dura fra sessanta e settanta minuti. Il monumentale primo movimento, quasi Sinfonia nella Sinfonia, fu composto per ultimo (tra l’agosto 1895 e l’agosto 1896), quando gli altri erano già compiuti o comunque largamente abbozzati (tra l’estate del ’93 e l’estate del ’95). 

Come per tutte le prime quattro sinfonie, in origine Mahler aveva previsto una sorta di programma che aiutasse a spiegare il contenuto musicale della composizione; in questo caso aggiunse un titolo per ciascuno dei sei movimenti:

  1. Pan erwacht. Der Sommer marschiert ein (Pan si risveglia, arriva l’estate)
  2. Was mir die Blumen auf der Wiese erzählen (Quello che i fiori del prato mi raccontano)
  3. Was mir die Tiere im Walde erzählen (Quello che gli animali della foresta mi raccontano)
  4. Was mir der Mensch erzählt (Quello che l’uomo mi racconta)
  5. Was mir die Engel erzählen (Quello che gli angeli mi raccontano)
  6. Was mir die Liebe erzählt (Quello che l’amore mi racconta)

I titoli vennero eliminati prima della pubblicazione nel 1898. Il fatto che tale programma fosse soppresso prima della pubblicazione non significa però che Mahler non se ne sia servito nel predisporre il piano compositivo, nell’organizzare il materiale tematico e i suoi sviluppi. Lavorando alla Seconda, Terza e Quarta Sinfonia, un trittico dominato da relazioni con il mondo poetico di “oscure sensazioni” del Des Knaben Wunderhorn, Mahler giunse a distinguere con chiarezza tra un “programma interno” (o interiore, radicato nell’anima del musicista e a lui necessario per esprimersi) e tematiche programmatiche estrinseche alla musica: «In quanto a me so che non posso far musica fintantoché la mia esperienza si può raccogliere a parole. La mia esigenza di esprimermi musicalmente – sinfonicamente – inizia solo quando dominano le “oscure” sensazioni, ed esse dominano sulle soglie che conducono all’altro mondo, il mondo in cui le cose non si scompongono più nel tempo e nello spazio. Come trovo volgare inventare musica su programmi prestabiliti, così considero insoddisfacente e sterile voler dare un programma a un’opera musicale. Non cambia niente il fatto che l’occasione per una creazione musicale sia un’esperienza del compositore, dunque qualche cosa di reale che avrebbe tali caratteri di concretezza da poter essere espresso a parole. Anch’io mi sono costruito un “sistema” e su di esso ho lavorato; ma dopo aver scritto alcune sinfonie, con autentiche doglie, e dopo essermi imbattuto sempre negli stessi malintesi e negli stessi problemi, finalmente per quel che mi riguarda ho raggiunto questa visione delle cose». 

Mahler fu assolutamente consapevole che la Terza avrebbe rappresentato qualcosa di eccezionale, non solo o non tanto per le sue proporzioni sia per durata sia per organico (orchestra colossale in ogni sezione, batteria sterminata, cui si aggiungono la voce solista del contralto, il coro femminile a tre parti e il coro di bambini; Busoni ironizzava che per eseguirla ci sarebbero voluti «i passeggeri dell’Arca di Noè: coccodrilli contralti, tenori e bassi, serpenti cromatici, uccelli del Paradiso a pedale!»).

ANALISI DEI TEMPI

Vigoroso. Risoluto. Il lunghissimo primo tempo (al quale spetta forse il primato del più lungo movimento di tutta la storia della sinfonia, oltre mezz’ora di durata) inizia con un tema eseguito dagli otto corni all’unisono, che verrà sviluppato per tutto il movimento. Un secondo gruppo di temi prende l’avvio da una sorta di corale dei flauti su cui spiccano oboe e violino soli. Nello sviluppo dei temi tutto ciò confluisce nella categoria espressiva della marcia; l’orchestra si dilata e restringe per comprendere tutto. In nessun momento di questa grandiosa confusione la chiarezza analitica della scrittura orchestrale di Mahler verrà meno.

Narra ancora Alma: «Dopo il primo movimento, che veniva eseguito allora per la prima volta, arrivò ridendo allegramente e mi gridò già da lontano: “E vide che questo era buono”».

Tempo di Menuetto. Molto misurato. Il secondo movimento è un minuetto con il sottotitolo Was mir die Blumen auf der Wiese erzählen (Quello che i fiori del prato mi narrano). Fu il primo movimento della sinfonia ad essere composto e il primo ad essere eseguito, da solo, il 9 novembre 1896 a Berlino sotto la direzione di Arthur Nikisch.

Il dispetto che l’autore provava per la fortuna del brano ricorda quello di Beethoven di fronte al suo trionfante Settimino op. 20: «Non ho scelta, scriveva Mahler ad un amico, se desidero essere ascoltato, non posso essere troppo difficile e così questo modesto piccolo pezzo mi presenterà senza dubbio al pubblico come il voluttuoso profumato cantore della natura. Che questa natura nasconda in se stessa tutto ciò che è orribile, grande e anche amabile (che è proprio ciò che ho voluto esprimere nell’intero lavoro, in una specie di evolutivo sviluppo) naturalmente nessu­no lo capirà mai».

Comodo. Scherzando. Nel terzo movimento la prima sezione di questa pagina è una rielaborazione del Lied “Ablösung im Sommer” da Des Knaben Wunderhorn. Per due volte la ronda dei loquaci volatili è interrotta dalla voce (“wie aus welter Ferne”, “come da grande distanza”) del corno di postiglione, strumento oggi sostituito di solito con una tromba in re. Anche qui c’è un sottotitolo: Quello che gli animali mi narrano.

Molto lento. Misterioso. Nel quarto e quinto tempo Mahler fa ricorso alla voce umana. Nel quarto movimento (un lied per contralto e orchestra, che porta il sottotitolo: Quello che sussurra la notte) la voce intona alcuni versi tratti da Also sprach Zarathustra di Friedrich Nietzsche: il movimento è strutturalmente diviso in due strofe inframmezzate da un interludio orchestrale (la cui melodia viene poi ripresa dal contralto) in cui sembra di sentire una reminiscenza della famosa canzone spagnola La Paloma. Il gioco di accordi fra i tromboni e gli ottavini sembra quasi ricordare il respiro umano. In tempo allegro e impertinente. Il quinto tempo (Quello che gli angeli mi narrano) è un breve lied di nuovo tratto dal Wunderhorn, intonato da un coro femminile, con un nuovo breve intervento del contralto e con l’accompagnamento di un coro di bambini che imita onomatopeicamente il suono delle campane, rappresentando gli angeli.

La sinfonia si conclude con un vastissimo Adagio in re maggiore (Quello che l’amore mi narra), della durata di circa venticinque minuti, introdotto da una lunga frase degli archi che sfocia nel tema principale, una sorta di corale che viene sviluppato nel corso del movimento attraverso svariati episodi, fino ad apparire alla fine esposto a piena voce da tutta l’orchestra.

Lento. Molto tranquillo ma intenso. Il VI movimento chiude quindi il ciclo sinfonico, che nel caso della III sinfonia rappresenta la nascita della vita, riappacificando il groviglio sonoro creato con i movimenti precedenti.

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Iván Fischer…

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Iván Fischer è fondatore e Direttore Musicale della Budapest Festival Orchestra; è inoltre Direttore Musicale del Konzerthaus e della Konzerthausorchester di Berlino.

Di recente è stato anche attivo come compositore: i suoi lavori sono stati eseguiti in USA, Olanda, Belgio, Ungheria, Germania ed Austria. Ha inoltre diretto con successo una serie di produzioni operistiche, tra cui un ciclo dedicato a Mozart sia a Budapest che a New York.

La sua più che trentennale collaborazione con la Budapest Festival Orchestra costituisce uno dei massimi successi nel panorama della musica classica. Intensi tour internazionali e una serie di acclamate registrazioni discografiche per Philips Classics e Channel Classics hanno contribuito alla sua reputazione come uno dei massimi direttori d’orchestra.

È direttore ospite delle migliori orchestre del mondo, quali i Berliner Philharmoniker, diretti oltre dieci volte; ogni anno dirige programmi per due settimane con la Royal Concertgebouw Orchestra di Amsterdam e dirige le principali orchestre degli Stati Uniti, incluse la New York Philharmonic e la Cleveland Orchestra.

Già Direttore Musicale della Kent Opera e della Lyon Opera, e Direttore Principale della National Symphony Orchestra di Washington DC, le sue numerose registrazioni discografiche hanno vinto numerosi premi internazionali di grande prestigio.

Ha studiato pianoforte, violino, violoncello e composizione a Budapest e direzione d’orchestra con Hans Swarowsky a Vienna. Ha fondato a Budapest un festival estivo di musica barocca ed il Budapest Mahlerfest, che è anche un’occasione per commissionare e presentare nuove opere di autori contemporanei.

Fondatore della Società Mahler ungherese, è Patron of the British Kodály Academy. Ha ricevuto una medaglia d’oro dal presidente della Repubblica d’Ungheria e il Crystal Award dal World Economic Forum per i servizi resi nell’ambito delle relazioni culturali internazionali. È stato insignito dal governo francese dell’ordine di Chevalier des Arts et des Lettres e nel 2006 ha ricevuto dal governo ungherese il Premio Kossuth, la massima onorificenza artistica ungherese. Cittadino Onorario di Budapest, nel 2011 ha ricevuto il Royal Philharmonic Award ed il Dutch Ovatie prize. Nel 2013 è stato nominato Membro Onorario della Royal Academy of Music di Londra.

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Budapest Festival Orchestra…

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Fondata nel 1983 da Iván Fischer e Zoltán Kocsis con lo scopo di offrire a Budapest un’orchestra sinfonica di livello internazionale, oggi la Budapest Festival Orchestra non è soltanto il fulcro della vita musicale della capitale ungherese, ma è anche apprezzata ospite dei maggiori centri musicali del mondo.

Tra le numerose figure di rilievo internazionale con cui ha collaborato si ricordano Sir Georg Solti (che ne è stato direttore onorario fino alla morte), Yehudi Menuhin, Pinchas Zukerman, Gidon Kremer, Radu Lupu, Sándor Végh, András Schiff, Richard Goode.

L’orchestra è ospite regolare dei principali centri internazionali, quali Carnegie Hall e Lincoln Center di New York, Musikverein di Vienna, Concertgebouw di Amsterdam, e dei più prestigiosi festival.

Attiva anche in ambito operistico, ha preso parte a produzioni di successo tra cui Le nozze di Figaro, Il flauto magico (Budapest), Così fan tutte (Atene), Idomeneo (Budapest/Atene), Orfeo ed Euridice (Budapest/Bruxelles), Il turco in Italia (Parigi).

Meritano menzione il ciclo sinfonico dedicato a Bartók nel cinquantesimo anniversario della morte, il ciclo integrale delle Sinfonie di Gustav Mahler e un ciclo Liszt-Wagner.

Dedica inoltre particolare attenzione alla musica contemporanea commissionando regolarmente nuovi lavori; ed è stata protagonista di numerose prime esecuzioni di opere di autori quali Kurtág, Schönberg, Holliger, Tihanyi, Doráti, Copland e Adams.

Ha ottenuto una impressionante serie di riconoscimenti. Nel 2008, una rinomata giuria internazionale di critici la votarono quale nona migliore orchestra al mondo, precedendo celebri orchestre quali New York Philharmonic e Boston Philharmonic. Il “New York Magazine” ha definito le sue “Nozze di Figaro” il migliore evento musicale di New York del 2013.

Le sue registrazioni discografiche hanno vinto due Gramophone Award, vero e proprio Oscar della musica; e la sua registrazione della Prima Sinfonia di Mahler è stata nominata per il Grammy Award 2013.

 

 

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Written by mara

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