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Al Maggio Musicale Fiorentino James Conlon e la Leningrado di Shostakovich

… Vi assicuro, a nome di tutti i leningradesi, operatori della cultura e dell’arte, che siamo invincibili e che resteremo sempre al nostro posto di lotta”, Šostakovič

Maggio Musicale Fiorentino, Stagione 2017 – 2018

 

La sinfonia Leningrado è uno dei brani più eseguiti di Dmitrij Šostakovič: composta nel 1941 mentre si trovava a Leningrado, la sua città natale, durante l’assedio da parte dell’esercito nazista, è stata definita dall’autore una «Blitzsymphonie di risposta al Blitzkrieg nazista».

Emblema musicale della resistenza sovietica all’invasione, il potente tema patriottico del primo movimento fu scritto durante un incessante bombardamento.

Dopo la prima esecuzione a Leningrado nel marzo del 1942, la sinfonia fu portata negli altri paesi alleati: memorabile la performance di Arturo Toscanini nella prima di New York il 19 luglio 1942, fortemente voluta dal direttore italiano.

Dal palco del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino l’ Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino e il Direttore Americano James Conlon, Direttore principale dell’ Orchestra sinfonica nazionale della RAI, presenteranno il seguente programma:

 

Dmitrij Šostakovič, Sinfonia n. 7 op. 60 in do maggiore, Leningrado (Ленинградская)

 

QUANDO:

Domenica 10 Giugno 2018, ore 20.00

 

DOVE: Teatro del Maggio Musicale Fiorentino
Piazzale Vittorio Gui, 1
50144 Firenze (FI)

 

INTERPRETI:

James Conlon, Direttore

Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Platea 1 al costo di € 80,00

Platea 2 al costo di € 60,00

Platea 3 al costo di € 50,00

Platea 4 al costo di € 40,00

Palchi al costo di € 30,00

Galleria al costo di  20,00

 

Maggio Musicale Fiorentino: James Conlon

 

se non sapete come fare, e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti scrivendo a mara.grisoni@gmail.com o telefonando al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

James Conlon

Direttore principale dell’ OSN Rai dall’ ottobre 2016. James Conlon è Direttore musicale dell’Opera di Los Angeles e del Cincinnati May Festival, il più antico Festival corale degli Stati Uniti. È stato Direttore musicale del Ravinia Festival, sede estiva della Chicago Symphony Orchestra (2005-2015), Direttore principale dell’ Opéra de Paris (1995-2004), Direttore generale musicale della Città di Colonia, dove era a capo della Gürzenich-Orchester e dell’Opera di Colonia (1989-2002) e Direttore musicale della Filarmonica di Rotterdam (1983- 1991).

Dal suo debutto, avvenuto nel 1976, ha diretto più di 280 recite al Metropolitan di New York, tra cui nel 2014 Lady Macbeth del distretto di Mtsensk di Šostakovič.

Ha diretto alla Scala di Milano, alla Royal Opera House di Londra, alla Lyric Opera di Chicago, al Maggio Musicale Fiorentino, all’ Opera di Roma (nell’estate 2015 vi ha interpretato La dama di Picche di Čajkovskij), al Teatro Real di Madrid, al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo e alla Staatsoper di Vienna.

All’ Opera di Los Angeles, dopo la sua nomina, ha diretto oltre 48 produzioni e quasi 300 recite, tra le quali si segnala la prima esecuzione del Ring des Nibelungen di Wagner nel 2010. Oltre a divulgare il lavoro di compositori oscurati dal regime nazista, ha lavorato alla creazione della Fondazione OREL, della serie Recovered Voices dell’Opera di Los Angeles e dell’iniziativa “Ziering-Conlon” alla Colburn School.

Ha insegnato nelle scuole della New World Symphony, del Ravinia Festival, dell’ Aspen Music Festival, del Tanglewood Music Center e alla Juilliard School di New York. Ha inciso per Emi, Sony Classical, Erato, Capriccio e Telarc. La Decca gli ha dedicato un DVD e la PBS statunitense lo ha voluto come protagonista di numerose trasmissioni televisive. Nel 2009 ha vinto due Grammy Awards.

Nel 2002 è stato insignito, per mano dell’allora Presidente della Repubblica Francese Jacques Chirac, della Légion d’ Honneur. Tra i recenti e futuri impegni: Chovanščina di Musorgskij alla Wiener Staatsoper e Luisa Miller di Verdi al Teatro Real di Madrid, concerti sul podio di Deutsche Sinfonie-Orchester Berlin, Orchestre National de France, Filarmonica Nazionale Russa, Chicago e San Francisco Symphony.

Ha diretto il Concerto di Capodanno 2016 alla Fenice di Venezia, trasmesso in diretta su Rai Uno.

Nel giugno 2016 ha inaugurato il Festival di Spoleto con Le nozze di Figaro, secondo titolo della trilogia Mozart/Da Ponte che sta eseguendo al Festival della cittadina umbra nel corso di tre anni.

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NOTE E ASCOLTI DI PROGRAMMA…

 

Un’ ora fa ho terminato la partitura della seconda parte di una mia nuova grande composizione sinfonica. Se mi riuscirà di concluderla bene, se riuscirò a ultimare la terza e la quarta parte, allora quest’opera potrà chiamarsi Settima sinfonia. Due parti sono già scritte. Ci lavoro dal luglio del 1941. Nonostante la guerra, nonostante il pericolo che minaccia Leningrado, ho composto queste due parti relativamente in fretta.

Perché vi dico questo? Vi dico questo perché i leningradesi che adesso mi stanno ascoltando sappiano che la vita nella nostra città procede normalmente. Tutti noi portiamo il nostro fardello di lotta. E gli operatori della cultura compiono il proprio dovere con lo stessa onestà e la stessa dedizione di tutti gli altri cittadini di Leningrado, di tutti gli altri cittadini della nostra immensa Patria.

Io, leningradese di nascita, che mai ho lasciato la mia città natale, sento adesso più che mai la tensione della situazione. Tutta la mia vita e tutto il mio lavoro sono legati a Leningrado.

Leningrado è la mia patria. La mia città natale, la mia casa. E molte altre migliaia di leningradesi sentono quello che sento io. Un sentimento di infinito amore per la città natia, per le sue ampie strade, per le sue piazze e i suoi edifici incomparabilmente belli. Quando cammino per la nostra città in me sorge un sentimento di profonda sicurezza, che Leningrado si ergerà per sempre solenne sulle rive della Neva, che Leningrado nei secoli costituirà un possente sostegno per la mia Patria, che nei secoli moltiplicherà le conquiste della cultura.

Musicisti sovietici, miei cari e molteplici compagni d’arme, amici miei!

Ricordate che la nostra arte è seriamente minacciata. Ma noi difenderemo la nostra musica, continueremo con la stessa onestà e con la stessa dedizione a lavorare.

La musica che ci è tanto cara, alla cui creazione dedichiamo il meglio di noi, deve continuare a crescere e a perfezionarsi, come è stato sempre. Dobbiamo ricordare che ogni nota che esce dalla nostra penna è un progressivo investimento nella possente edificazione della cultura. E tanto migliore, tanto più meravigliosa sarà la nostra arte, tanto più crescerà la nostra certezza che nessuno mai sarà in grado di distruggerla.

Arrivederci, compagni!

Tra qualche tempo ultimerò la mia Settima sinfonia. Sto lavorando in fretta e con facilità. Il mio pensiero è chiaro e creativo. La mia opera si avvicina alla conclusione. E allora di nuovo prenderò la parola nell’etere con la mia composizione e con grande agitazione attenderò il giudizio severo e amichevole sul mio lavoro.

Vi assicuro, a nome di tutti i leningradesi, operatori della cultura e dell’arte, che siamo invincibili e che resteremo sempre al nostro posto di lotta.

 

“Sinfonia n. 7 in Do Maggiore op. 60 Leningrado (1941)” by Dmitrij Šostakovič (Registrazione della prima esecuzione assoluta americana diretta da Arturo Toscanini il 19 Luglio 1942 – NBC Symphony Orchestra – Direttore, Arturo Toscanini (NBC Studio 8 H, NYC. July, 19, 1942)):

La Sinfonia n. 7 Op. 60 in do maggiore Leningrado di Dmitrij Šostakovič è una delle composizioni più note ed eseguite del compositore.

Šostakovič la scrisse nel 1941 durante l’Operazione Barbarossa, organizzata da Hitler e alleati per distruggere il colosso russo; la prima mossa dell’ Asse fu proprio quella di assediare la seconda città sovietica, Leningrado, ma la popolazione resistette per 900 giorni, prima di costringere il nemico alla ritirata. Šostakovič si trovava proprio a Leningrado (sua città natale) quando i nazisti cominciarono l’ assedio, ma fu uno dei primi a lasciarla, riuscendo a completare la sinfonia lontano dagli scenari di guerra nel dicembre 1941.

La Sinfonia venne eseguita per la prima volta il 5 marzo dell’ anno successivo, presso il Palazzo della Cultura di Kuibyšev.

La Settima Sinfonia simboleggia un’ appassionata denuncia dei crimini della guerra. Pur descrivendo l’ invasione delle truppe naziste attraverso l’ uso di un tema installato nel primo movimento (il già citato tema dell’ invasione), la sinfonia non intende rappresentare il solo punto di vista del cittadino sovietico ma quello di qualunque popolo in armi che tenta di resistere alle iniquità della guerra e dei regimi totalitari. Secondo il musicologo e dissidente russo Solomon Volkov l’ idea iniziale sarebbe stata quella di produrre una sinfonia di un movimento solo, comprendente anche delle voci, a cui affidare le parole del salmo 12; lo stesso Volkov sostiene che la Settima Sinfonia sarebbe stata dedicata alla città di Leningrado, che «Hitler ha distrutto e Stalin semplicemente ha finito». Tuttavia, diversi musicologi sostengono che le informazioni contenute nel lavoro di Volkov (già rigettate dalla vedova del compositore) sono inaffidabili, in parte inventate o rimaneggiate.

La sinfonia dura circa 80 minuti, ed è formata da quattro movimenti:

Il primo movimento (Allegretto) ha forma di sonata. Inizia con un maestoso, potente tema patriottico introdotto dagli archi e poi ripetuto dai legni. Una melodia piana affidata al flauto solo e al primo violino rappresentano la quiete della Russia prima dell’inizio della Seconda Guerra Mondiale. Dopo questa sezione inizia il famoso “tema dell’ invasione“, probabile caricatura della canzone Da geh’ ich zu Maxim dell’ operetta La vedova allegra di Franz Lehár. Il crescendo, dopo le 12 ripetizioni del tema di 22 battute, strutturate in modo molto simile – complice la presenza del ritmo ostinato dei tamburi rullanti – al Bolero di Maurice Ravel, culmina in un fortissimo affidato agli ottoni, consistente in una ripetizione di scale. Il passaggio raggiunge l’ apice della tensione in un fragoroso passaggio in fortissimo in cui si mescolano archi, ottoni e percussioni. Poco dopo, un solo di clarinetto e di fagotto ripropone il tema iniziale. Infine, il tema dell’ invasione, con un’ orchestrazione più dimessa e delicata affidata a trombe e tamburo rullante, chiude il movimento.

Il secondo movimento, Moderato (poco allegretto), originariamente intitolato “Memorie” è il più corto della sinfonia. Šostakovič riferì che era impostato basandosi su uno scherzo e un intermezzo lirico. L’ inizio è caratterizzato da un breve inciso degli strumentini e da un tema calmo e danzante affidato al violino e presenta, a tratti, la sembianze di una fuga; nella sezione successiva il tema passa all’ oboe solo che ripropone la melodia innalzata di un tono. Legni, ottoni e archi continuano lo sviluppo del movimento in differenti impasti timbrici. A metà dello svolgimento un clarinetto piccolo apre la sezione centrale, la più animata del movimento e dominata da ritmi cadenzati. Il tema principale, di carattere drammatico, viene elaborato da legni, ottoni e percussioni. L’ ultima sezione ripropone i temi della prima parte con una strumentazione che alterna archi e legni fino alla conclusione

Adagio: il movimento si apre con un accordo struggente e profondo, come a descrivere la desolazione e la distruzione causate dalla guerra. Anche questo movimento è tripartito e strutturato come il precedente: la prima parte presenta delle lunghe figurazioni, per lo più affidate agli archi; la sezione centrale è più animata, gli archi, sostenuti dagli ottoni e dalle percussioni, raffigurano le premesse di una prossima vittoria sul nemico invasore; l’ ultima parte, infine, è una ricapitolazione della prima.

Allegro non troppo: collegata direttamente al movimento precedente, la prima parte del finale è dominato da incisi ritmici non dissimili da quelli del primo movimento, raffigurazione del popolo che organizza la propria difesa per liberarsi dall’ invasore. I temi dell’ ultima parte, con le sue melodie festose, trionfanti e di carattere popolare, celebrano la resistenza. Ritorna infatti il tema del primo movimento, esposto dagli ottoni. La sinfonia si conclude in modo trionfale e retorico (simile, in questo alla Quinta Sinfonia) col dispiegamento degli ottoni e delle percussioni.

 

Leningrado 1941

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Written by mara

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