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Al Ravenna Festival Anne-Sophie Mutter con Mendelssohn e Ravel

«Il violino è vivo, è il mio amante sensuale. Un prolungamento del corpo. Per questo, da sempre, suono indossando vestiti senza maniche e con le spalle nude: mi piace sentirlo sulla pelle. […] Mi è sempre piaciuta l’idea di creare il suono io stessa, con le mani. Posso modellarlo con un’arcata, come uno scultore» (Mutter, La Repubblica, 20 agosto 2006)

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Ravenna Festival 2017

 

“Passione, virtuosismo, purezza e profondità di sentimento e un totale abbandono all’ espressione musicale: tutto ciò che rende grande una musica”: sono questi i tratti che la grande violinista Anne-Sophie Mutter riconosce al Concerto di Mendelssohn, croce e delizia di ogni grande violinista.

Il tempo sembra non scalfire quel fascino irresistibile che, fin dal debutto a soli sedici anni con Herbert von Karajan, ha segnato ogni esibizione della violinista tedesca: il suo stile e il suo rigore si fondono anche nelle rarefatte atmosfere dell’omaggio di Takemitsu al film di Tarkovskij, suoni fuori dal tempo, carichi della stessa intensità del silenzio.

Berlioz e Ravel a completare il quadro tracciato dal direttore americano (ma nato in una famiglia di musicisti di origine russa) Leonard Slatkin sul podio dell’ Orchestre National de Lyon che dal 2011 l’ha scelto come sua guida. Per l’ occasione verrà eseguito il seguente programma:

 

Louis-Hector BerliozLe Carnaval Romain ouverture caractéristique op. 9

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Toru Takemitsu, Nostalghia per violino e orchestra d’archi

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Felix Mendelssohn-Bartholdy, Concerto in mi minore per violino e orchestra op. 64

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Maurice Ravel, Rhapsodie Espagnole

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Maurice Ravel, Pavane pour une infante défunte

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Maurice Ravel, Daphnis et Chloé Suite n. 2

 

QUANDO: 

Giovedì 15 Giugno 2017, ore 21.00

 

DOVE: Palazzo Mauro de André
Viale Europa, 1
48121 Ravenna (RA)

 

INTERPRETI:

Leonard Slatkin, Direttore

Anne-Sophie Mutter, Violino

Orchestre National de Lyon

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

PRIMO SETTORE

  • Intero al costo di € 80,00 + € 8,00 di prevendita
  • Ridotto al costo di € 72,00 + € 7,00 di prevendita
  • Ragazzi under 18 al costo di € 36,00 + € 3,50 di prevendita
  • UNIVERSITARI al costo di € 36,00 + € 3,50 di prevendita
  • Bimbi under 14 al costo di € 5,00 + € 0,50 di prevendita

SECONDO SETTORE

  • Intero al costo di € 52,00 + € 5,00 di prevendita
  • Ridotto al costo di € 48,00 + € 5,00 di prevendita
  • Ragazzi under 18 al costo di € 24,00 + € 2,50 di prevendita
  • UNIVERSITARI al costo di € 24,00 + € 2,50 di prevendita
  • Bimbi under 14 al costo di € 5,00 + € 0,50 di prevendita

TERZO SETTORE

  • Intero al costo di € 20,00 + € 2,00 di prevendita
  • Ridotto al costo di € 18,00 + € 2,00 di prevendita
  • Ragazzi under 18 al costo di € 9,00 + € 1,00 di prevendita
  • UNIVERSITARI al costo di € 9,00 + € 1,00 di prevendita
  • Bimbi under 14 al costo di € 5,00 + € 0,50 di prevendita

QUARTO SETTORE

  • Intero al costo di € 15,00 + € 1,50 di prevendita
  • Ridotto al costo di € 12,00 + € 1,00 di prevendita
  • Ragazzi under 18 al costo di € 6,00 + € 0,50 di prevendita
  • UNIVERSITARI al costo di € 6,00 + € 0,50 di prevendita
  • Bimbi under 14 al costo di € 5,00 + € 0,50 di prevendita

 

Ravenna Festival: Anne-Sophie Mutter e Leonard Slatkin

 

oppure, se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Anne-Sophie Mutter

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Anne-Sophie Mutter violinista tedesca nata a Rheinfelden il 29 giugno del 1963 iniziò a 6 anni lo studio del pianoforte, ma dopo qualche tempo preferì passare al violino, studiando con Erna Honigberger, proveniente dalla scuola del grande didatta Carl Flesch e successivamente con Aida Stucki. Dopo aver vinto numerosi premi, le fu concesso di abbandonare gli studi regolari di formazione musicale per dedicarsi quindi all’attività concertistica. All’età di 15 anni, il celebre direttore d’orchestra austriaco Herbert von Karajan la invitò a suonare insieme ai Berliner Philharmoniker. Il suo debutto ufficiale risale al 1977, quando al Festival di Salisburgo suonò con la English Chamber Orchestra, sotto la direzione di Daniel Barenboim.

A 16 anni, la Mutter fece la sua prima registrazione del Terzo e Quinto Concerto per Violino di Mozart con i Berliner Philharmoniker diretti da Karajan. E in quell’anno fu insignita del titolo di “Artista dell’ anno“. Nel 1980 fece il suo debutto negli Stati Uniti con la New York Philharmonic diretta da Zubin Mehta. Da allora si è esibita nelle più prestigiose sale da concerto di tutto il mondo riscuotendo grandissimo successo. Ha inciso molti CD per numerose case discografiche internazionali e viene molto spesso contattata da molti tra i più importanti nomi dei compositori contemporanei. Nel 1986 è protagonista della prima esecuzione assoluta nella Tonhalle di Zurigo di “Chain II” di Witold Lutosławski. Nello stesso vince il premio dell’ Accademia Musicale Chigiana.

A Salisburgo esegue nel 1977 il Concerto per violino e orchestra n. 2 di Mozart, nel 1978 il Concerto triplo di Beethoven con Yo-Yo Ma con i Berliner Philharmoniker diretti da Karajan, nel 1980 il Concerto per violino e orchestra di Beethoven diretta da Karajan, nel 1981 il Concerto per violino e orchestra di Brahms con i Wiener Philharmoniker diretta da Karajan, nel 1983 un concerto con Alexis Weissenberg in musiche di Johannes Brahms, nel 1984 Le quattro stagioni di Vivaldi, nel 1985 il Concerto per violino e orchestra do Čajkovskij diretta da Karajan.

Nel 1987 il Concerto per violino e orchestra n. 3 di Mozart ed il Concerto per violino e orchestra n. 5 di Mozart, nel 1988 Chain II di Witold Lutosławski diretta dal compositore, nel 1989 ancora il Concerto per violino e orchestra n. 3 di Mozart diretta da James Levine, nel 1990 un concerto con il pianista Lambert Orkis, nel 1992 un concerto con il pianista Phillip Moll ed il Concerto per violino e orchestra in Re minore, Op.47 di Jean Sibelius con gli Academy of St. Martin in the Fields diretta da Sir Neville Marriner, nel 1994 un recital, nel 1996 ancora il Concerto per violino e orchestra di Brahms con la New York Philharmonic.

Nel 2002 suona e dirige i Wiener Philharmoniker in musiche di Mozart in un concerto con Yuri Bashmet e nel 2010 Gesungene Zeit – Music for Violin and Orchestra di Wolfgang Rihm diretta da Riccardo Chailly.

Per il Teatro alla Scala di Milano nel 1986 esegue il Concerto per violino e orchestra di Brahms, nel 1992 il Concerto per violino e orchestra in Re minore, Op. 47 di Jean Sibelius con la London Symphony Orchestra diretta da Michael Tilson Thomas, nel 1998 3 Sonate di Beethoven, nel 2004 il Concerto per violino e orchestra di Beethoven con la Filarmonica della Scala diretta da Riccardo Muti al Teatro degli Arcimboldi trasmesso da Retequattro e nel 2012 il Concerto per violino e orchestra n. 3 di Mozart ed il Concerto per violino e orchestra n. 5 di Mozart. Al Teatro La Fenice di Venezia nel 1987 esegue il Concerto per violino e orchestra di Beethoven e la Sinfonia concertante per violino, viola e orchestra di Mozart con l’ Orchestra di Padova e del Veneto con Bruno Giuranna direttore e viola solista.

Nel 2003 vince l’ Herbert von Karajan Music Prize del Festspielhaus Baden-Baden.

Suona un violino Roberto Regazzi del 2005 e uno Stradivari del 1710 (Lord Dunn-Raven Strad) di cui dice:

«Ha una personalità fortissima. Non smette di sorprendermi, ha infiniti segreti da svelare»

Tra le numerose onorificenze

Onorificenze tedesche:

Croce al Merito di I Classe dell’ Ordine al Merito della Repubblica Federale di Germania

Dama dell’ Ordine al Merito dello Stato di Baden-Wuerttemberg – 24 aprile 1999

Medaglia dell’ Ordine di Massimiliano per le Scienze e le Arti – 2001

Dama dell’ Ordine al merito bavarese

Onorificenze straniere:

– Gran Decorazione d’Onore dell’Ordine al Merito della Repubblica Austriaca (Austria)

Medaglia per le scienze e per le arti (Austria)

Dama dell’ Ordine della Legion d’ Onore (Francia)

Dama dell’ Ordre des Arts et des Lettres (Francia)

Sito Ufficiale: http://www.anne-sophie-mutter.de/home.html?L=1

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VIDEO SULLA VIOLINISTA…

Anne-Sophie Mutter (200 Video tra concerto e interviste su Anne-Sophie Mutter):

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Leonard Slatkin…

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Leonard Slatkin nacque a Los Angeles il 1º settembre del 1944 in una famiglia di musicisti provenienti dall’area dell’Impero russo oggi Ucraina. Suo padre Felix Slatkin fu il violinista, direttore d’orchestra e fondatore dell’Hollywood String Quartet, e sua madre Eleanor Aller era la violoncellista del quartetto.

Suo fratello, Frederick Zlotkin, è un violoncellista. Il fratello Frederick modificò il cognome di famiglia in Zlotkin, adottandolo per la sua attività professionale.

Slatkin studiò alla Indiana University ed al Los Angeles City College prima di iscriversi alla Juilliard School dove studiò direzione d’orchestra con Jean Paul Morel. Il suo debutto avvenne nel 1966 quando divenne direttore della New York Youth Symphony, e nel 1968, Walter Susskind lo nominò assistente direttore della Saint Louis Symphony Orchestra. Egli vi rimase fino al 1977, quando venne nominato consulente musicale della New Orleans Symphony.

Diresse in una serie di Festival musicali musiche di Beethoven con la San Francisco Symphony Orchestra fra la fine degli anni settanta e gli inizi degli anni ottanta. Questa serie di concerti annuali, tenuti nel mese di giugno, comprese il concerto finale del 1980, con l’esecuzione della Sinfonia n. 9 di Beethoven. Egli ha poi continuato a dirigere a San Francisco, come direttore ospite, fino ai nostri giorni.

Slatkin tornò a St. Louis nel 1979 fino al 1996 facendo sensibilmente crescere la qualità dell’orchestra. Nella Powell Symphony Hall di Saint Louis dirige le prime esecuzioni assolute nel 1981 di “Paris: 2nd Symphony” di Robert Wykes, nel 1984 di “Plasmatic Variations” di Donald Erb e nel 1989 di “Island Prelude” di Joan Tower.

All’ Opera di Chicago nel 1984 dirige il Marilyn Horne in Concert, nel 1986 Die Zauberflöte con Luciana Serra, nel 1988 Salomè (opera), nel 1992 Elettra (Strauss) con Leonie Rysanek e nel 1995 The Ghosts of Versailles di John Corigliano con Sylvia McNair.

Al Wiener Staatsoper debutta nel 1985 con Turandot con Ghena Dimitrova e Mirella Freni e nel 1988 con La fanciulla del West con Plácido Domingo.

Passò quindi a dirigere il Blossom Festival della Cleveland Orchestra dal 1990 al 1999. Nel 1990 dirige la prima esecuzione assoluta nella Symphony Hall di Boston di “International Business Machine” di David Lang.

Al Metropolitan Opera House di New York debutta nel 1991 con La fanciulla del West con Domingo e Sherrill Milnes, nel 1998 Samson et Dalila con Domingo e Denyce Graves e nel 2010 La traviata con Angela Gheorghiu.

Nel 1996, Slatkin divenne direttore della National Symphony Orchestra di Washington D.C. dove rimase fino al 2008.

All’ Opéra National de Paris nel 1999 dirige La bohème.

Nel 2000, divenne direttore principale della BBC Symphony Orchestra e nel 2001 fu il secondo direttore non britannico a dirigere la Last Night of the Proms (Sir Charles Mackerras era stato il primo nel 1980). Questo concerto avvenne nel periodo degli attentati dell’11 settembre 2001, e comportò cambiamenti al programma del concerto. Mantenne questo incarico fino al settembre 2004, 110ª edizione della Last Night.

In precedenza Slatkin era stato direttore della Philharmonia Orchestra dal 1997 al 2000. Nel 2005, divenne poi direttore ospite principale della Royal Philharmonic Orchestra di Londra.

Nel 2006, fu nominato consigliere musicale della Nashville Symphony Orchestra e nel 2007, venne nominato direttore principale ospite della Pittsburgh Symphony Orchestra, a far data dal 2008.

Nell’ottobre 2007, Slatkin annunciò di aver raggiunto un accordo, per un contratto di tre anni, con la Detroit Symphony Orchestra, come direttore principale a far data dalla stagione 2008-2009.

Nel 2010 dirige Life is a Dream di Lewis Spratlan all’Opera di Santa Fe (Nuovo Messico). A lungo direttore della Saint Louis Symphony Orchestra, è oggi direttore principale della Detroit Symphony Orchestra

Sito personale: http://www.leonardslatkin.com/

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NOTE E ASCOLTI DI PROGRAMMA…

 

“Carnevale Romano, Ouverture” by Hector Berlioz (Wiener Philharmoniker & Christoph Eschenbach):

“Carnevale Romano, Ouverture” by Hector Berlioz (Orchestra Sinfonica Nazionale Rai):

“Carnevale Romano, Ouverture” by Hector Berlioz (Chicago Symphony Orchestra e Claudio Abbado):

“Carnevale Romano, Ouverture” by Hector Berlioz (Herbert von Karajan, Philharmonia Orchestra):

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Nostalghia per violino e orchestra d’archi” by Toru Takemitsu (Anne-Sophie Mutter, violin; Wiener Philharmoniker, Seiji Ozawa _ 1 October 2016, Suntory Hall, Tokyo):

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Nel luglio 1838 Mendelssohn scriveva all’ amico violinista Ferdinand David: «Vorrei proprio scrivervi un Concerto per violino per il prossimo inverno, ne ho in testa uno in mi bemolle, il cui inizio non mi lascia un minuto di pace». Ma dovette passare un anno prima che il compositore facesse di nuovo allusione alla sua proposta, e solo come risposta ad un nuovo invito di David: «È molto gentile da parte vostra reclamare da me il Concerto», scrisse nell’agosto 1839, «e io ho il più vivo desiderio di scrivervene uno, ma il compito non è semplice. Voi lo vorreste brillante, e come credete che uno come me lo possa! Il primo assolo deve essere tutto nella tonalità di mi».

 

Il Concerto per violino e orchestra op. 64 è l’ultima composizione per solista e orchestra sinfonica di Felix Mendelssohn Bartholdy ed è uno tra i più famosi concerti per violino e orchestra di tutti i tempi.

Il concerto venne commissionato a Mendelssohn dal famoso violinista Ferdinand David (il musicista, primo violino dell’ Orchestra del Gewandhaus, durante la lunga gestazione del lavoro (1838-44) dette più volte consigli al compositore per quanto riguardava la stesura della parte solistica).

Venne eseguito per la prima volta dal Gewandhaus di Lipsia il 13 marzo 1845 dallo stesso David sotto la direzione del direttore danese Niels Gade in quanto Mendelssohn, in cattive condizioni di salute, non poté presenziare all’esecuzione. Successivamente, il 23 ottobre dello stesso anno, il concerto venne replicato, sempre dal violinista David, ma questa volta sotto la direzione dell’ autore, ottenendo un enorme successo.

Il 27 giugno 1846 il concerto fu eseguito a Londra, presso la Società Filarmonica. Mendelssohn stesso scelse quale interprete il violinista italiano Camillo Sivori, cui fece dono, a seguito di quella esecuzione, della parte di violino autografa, esprimendogli in una dedica la propria soddisfazione e gratitudine:

à Mr. Camillo Sivori avec bien des remerciements

Venne poi ancora eseguito il 3 ottobre 1847 dal giovane violinista ungherese Joseph Joachim, pupillo di Mendelssohn, che era divenuto famoso per l’ esecuzione del concerto per violino in re maggiore di Beethoven tenuto a Londra il 27 maggio 1844.

 

“Concerto per violino e orchestra in Mi minore op.64” by Felix Mendelssohn (Isaac Stern: violin – Philadelphia Orchestra – Eugene Ormandy: conductor – 1958):

“Concerto per violino e orchestra in Mi minore op.64” by Felix Mendelssohn (Yehudi Menuhin , violin. Antal Dorati, conducting Hollywood Symphony Orchestra – Recorded at Charlie Chaplin Studios, Hollywood, 1947):

“Concerto per violino e orchestra in Mi minore op.64” by Felix Mendelssohn (Heifetz / Cantelli – 1954, New York Philharmonic Orchestra):

“Concerto per violino e orchestra in Mi minore op.64” by Felix Mendelssohn (Itzhak Perlman):

“Concerto per violino e orchestra in Mi minore op.64” by Felix Mendelssohn (Mintz/Israel Symphony/Zubin Mehta):

“Concerto per violino e orchestra in Mi minore op.64” by Felix Mendelssohn (Anne Sophie-Mutter, violin – Kurt Masur, conductor – Gewandhausorchester Leipzig):

“Concerto per violino e orchestra in Mi minore op.64” by Felix Mendelssohn (Janine Jansen with the BBC Symphony Orchestra at the BBC Proms):

“Concerto per violino e orchestra in Mi minore op.64” by Felix Mendelssohn (Hilary Hahn – Conductor: Paavo Jarvi – Frankfurt Radio Symphony Orchestra; 11th,Jun,2012. Korean Art Centre Concert Hall, Seoul Korea):

“Concerto per violino e orchestra in Mi minore op.64” by Felix Mendelssohn (Julia Fischer, violin – Myung-Whun Chung, conductor – Orchestre Philharmonique de Radio France – Festival de Saint-Denis):

“Concerto per violino e orchestra in Mi minore op.64” by Felix Mendelssohn (XXXX):

“Concerto per violino e orchestra in Mi minore op.64” by Felix Mendelssohn (DAVID GARRETT with the Rundfunk-Sinfonieorchester in Berlin, under the direction of Rafael Frühbeck de Burgos):

“Concerto per violino e orchestra in Mi minore op.64” by Felix Mendelssohn (Ray Chen with the Gothenburg Symphony Orchestra and Maestro Kent Nagano – Live concert on 28th February, 2015):

“Concerto per violino e orchestra in Mi minore op.64” by Felix Mendelssohn (Renaud Capuçon, violin – Jaap van Zweden, conductor – Verbier Festival Orchestra):

Si ritiene che Mendelssohn sia stato un compositore neoclassico. Se questa affermazione può essere vera per diverse sue opere, certamente non può essere applicata a questo concerto pregnante di romanticismo, e praticamente nuovo nel suo genere, dove prevale la poesia e il virtuosismo del finale non è fine a sé stesso ma comunque strettamente collegato al discorso espressivo.

La maniera con la quale Mendelssohn rinunciò alla tradizionale esposizione orchestrale, facendo iniziare il concerto dal solista, fu un fatto nuovo per l’epoca in cui venne composto.

L’ intero concerto segna una svolta nel campo dei concerti per violino, anche perché i tre movimenti sono collegati fra loro, ed è perciò il capostipite di un nuovo genere, il concerto romantico. Allo stesso modo del concerto per violino di Beethoven, questo concerto di Mendelssohn è un capolavoro, anche se di un genere completamente differente, tanto che molti interpreti ne hanno fatto uno dei loro pezzi preferiti.

La sua esecuzione dura fra 25 e 30 minuti, ed il concerto è composto da tre movimenti:

  1. Allegro molto appassionato (circa 13 minuti)
  2. Andante (circa 8 minuti)
  3. Allegretto non troppoAllegro molto vivace (circa 6 minuti)

Nel primo movimento, il contrasto fra il primo tema e l’ immediato secondo tema, che si presentano entrambi come una sorta di canzone vibrante di fervore (appassionato), ed il terzo sognante tema (tranquillo), produce una sensazione di grande romanticismo. Altra novità: la cadenza del solista precede la riesposizione, al centro invece che nella coda. In questo modo l’ ascoltatore ha la sensazione di perdere l’orientamento. La ripresa con il riascolto del tema di corale precede la coda brillante che si conclude con una nota tenuta del primo fagotto che permette di collegare questo movimento direttamente all’ Andante.

Il secondo movimento, un andante tripartito, è una tipica «romanza senza parole» di profondo lirismo. Questo “sipario” che dal mi minore conduce al do maggiore rievoca paesaggi beethoveniani. La grazia del tema è decisamente sentimentale e intimistica e offre all’esecutore la possibilità di sfoggiare arcate, legati e note tenute. I corni e l’orchestra introducono la sezione centrale che vira verso un tono più drammatico fino alla riesposizione del Lied che conclude in pianissimo il movimento.

Nel terzo movimento è caratterizzato da tratti folleggianti, capricciosi e pittoreschi che ricordano il Sogno di una notte di mezza estate; l’ Allegro molto vivace in mi maggiore è preceduto da una frase recitativa di poche battute con funzione di collegamento, in realtà più emotivo che strutturale, nella quale riappare in forma variata il tema dell’ Allegro molto appassionato.

Quest’opera, assieme ai concerti di Mozart, Beethoven, Bach, Bruch, Paganini, Brahms, Sibelius, Bartók, Berg, Čajkovskij, Dvořák, Elgar, Prokofiev e Šostakovič è oggi considerata una delle più belle pagine della letteratura per violino e orchestra.

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Rhapsodie Espagnole” by Maurice Ravel (New York Philharmonic & Leonard Bernstein):

Rhapsodie Espagnole” by Maurice Ravel (Orchestre symphonique de Montréal e Charles Dutoit):

Rhapsodie Espagnole” by Maurice Ravel (Wiener Philharmoniker e Wilhelm Furtwängler, conductor – Stuttgart, 22.XI.1951):

Rhapsodie Espagnole” by Maurice Ravel (Philadelphia Orchestra e Riccardo Muti):

Rhapsodie Espagnole” by Maurice Ravel (Boston Symphony Orchestra e Seiji Ozawa):

Rhapsodie Espagnole” by Maurice Ravel (Pittsburgh Symphony Orchestra, Lorin Maazel – Musikfest Bremen, 1994):

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«In essa si avverte la presenza di un artista abilissimo nell’uso degli impasti timbrici e delle sonorità armoniose e seducenti, dotato oltretutto di un sottile e lucido autocontrollo tale da calibrare l’invenzione melodica anche nei momenti in cui sembra dare sfogo ad accenti ed inflessioni patetiche, senza tuttavia cercare l’effetto e l’exploit virtuosistico fine a se stesso», Ennio Melchiorre

 

Pavane pour une infante défunte (Pavana per una principessa defunta) è una composizione per pianoforte di Maurice Ravel. È stata scritta quando Ravel era studente presso il Conservatorio di Parigi all’età di 24 anni, nel 1899. Il titolo si riferisce all’idea di Ravel di descrivere “una pavana che una piccola principessa [una infanta] può aver ballato in tempi passati presso la corte spagnola“; alcuni smentiscono questa affermazione ipotizzando che a Ravel sia solamente piaciuto il suono del titolo. Il collegamento con l’eredità spagnola dell’autore basco è quindi specificata molto attentamente nella descrizione del titolo. In seguito Ravel scriverà altri brani tratti da reminiscenze di vita spagnola, quali la Rapsodie espagnole e il Bolero.

La Pavane non fu uno dei pezzi più amati dallo stesso compositore, sebbene abbia subito ricevuto grandi apprezzamenti da parte del pubblico soprattutto per l’orchestrazione del 1910. Si ispira alla semplicità tardo romantica di Emmanuel Chabrier e alla rinata passione per la musica ispanica condivisa e con alcuni grandi autori suoi contemporanei e sicuramente influenzata da autori spagnoli come Isaac Albeniz e Manuel de Falla. Il richiamo però non è solo a un esotismo geografico ma anche a una distanza temporale: la pavana è infatti una danza tipica del rinascimento e che ebbe il suo periodo di splendore fra il XVI e il XVII secolo. La scelta di questa danza (fra le decine di danze rinascimentali conosciute) non è casuale: l’insegnante di composizione di Ravel all’epoca fu Gabriel Faurè che nel 1887 aveva scritto una pavana per orchestra (op. 50) diventata celeberrima in tutto il mondo.

La versione originale per pianoforte venne eseguita da Ricardo Viñes il 5 aprile 1902 presso la Salle Pleyel di Parigi e fu il secondo brano di Ravel in assoluto ad essere pubblicato. È dedicato alla principessa De Polignac grande mecenatessa ed amica intima del compositore. La versione orchestrata è stata eseguita per la prima volta il giorno di Natale del 1911 presso la Società dei Concerti Hasselmans di Parigi, con un’orchestra diretta dal compositore Alfredo Casella.

 

Pavane pour une infante défunte by M. Ravel:

Pavane pour une infante défunte by M. Ravel (Ravel, piano – 1922):

La struttura e l’armonia del brano sono molto semplici, e Ravel lo sottolineò dicendo che è scritta in una “forma molto povera”, “inconcludente e convenzionale. Lo schema può essere ricondotto ad una forma ABACA dove il B e il C riprendono uno stesso tema leggermente modificato. In questo risiede il suo collegamento con l’arcaica pavana. La tonalità è di Sol maggiore, ma si tratta di una tonalità cosiddetta “sporca”, tipica dell’impressionismo e del primo Novecento.

Per quanto riguarda la versione orchestrata, il tema (quello segnalato con il nome di A) è affidato al corno, sull’accompagnamento degli archi con sordina e da leggere armonie dei fagotti. Il B invece è di competenza dell’oboe in due registri diversi. Seguono le melodie arrangiate degli archi e l’intervento degli altri fiati. Il flauto riprende il tema A seguito dall’oboe; l’ultima volta il tema è suonato dagli archi che, partendo da un pianissimo raggiungono un fortissimo.

La decisione di assegnare al corno il tema principale ad inizio brano non è una scelta casuale: molto probabilmente la sua scelta è stata influenzata dalla tradizione del conservatorio parigino che non insegnava il corno a valvole, ma il corno a mano, strumento oggi caduto in disuso presso le grandi orchestre, e che possiede una particolare tecnica e un suono molto caratteristico.

Curiosità

La Pavane viene eseguita da Pascal Rogé nel cortometraggio del regista statunitense Wes Anderson Hotel Chevalier. Un breve frammento del brano fa parte della colonna sonora del film Birdman. La musica viene compare anche nel film Il cavaliere oscuro – Il ritorno, ed è la musica su cui ballano Bruce Wayne e Catwoman nella scena del ricevimento di gala.

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“Daphnis et Chloé, suite n.2” by Maurice Ravel (Seiji Ozawa):

“Daphnis et Chloé, suite n.2” by Maurice Ravel (Orchestre Philharmonique de Radio France, Chœur de Radio France, Myung-Whun Chung):

“Daphnis et Chloé, suite n.2” by Maurice Ravel (Orchestra Sinfonica e Coro di Roma della RAI, Claudio Abbado):

“Daphnis et Chloé, suite n.2” by Maurice Ravel (Celibidache – Orchestre National de France – 1974):

“Daphnis et Chloé, suite n.2” by Maurice Ravel (George Szell conducts the Cleveland Orchestra):

“Daphnis et Chloé, suite n.2” by Maurice Ravel (NYP, Pierre Boulez):

“Daphnis et Chloé, suite n.2” by Maurice Ravel (Simón Bolívar Symphony Orchestra, Gustavo Dudamel, BBC Proms London, 2016):

“Daphnis et Chloé, suite n.2” by Maurice Ravel (Wiener Philharmoniker, Lorin Maazel):

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Written by mara

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