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Al Teatro dell’ Opera di Roma il balletto Don Chisciotte Ottobre 2019

“Don Chisciotte è uno dei rari balletti di tradizione del balletto classico che ha saputo coniugare un fatto culturale col virtuosismo tipico della danza classica e la vivace bellezza del folklore spagnolo

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Don Chisciotte

 

Il balletto Don Chisciotte è uno degli spettacoli di maggior successo del repertorio classico di tradizione; si ispira alle gesta del noto personaggio ideato dal celebre romanziere spagnolo Miguel de Cervantes agli inizi del 1600, Don Chisciotte della Mancia. Anche se esistono molti adattamenti del lavoro, la versione più celebre e acclamata è quella del coreografo Marius Petipa sulla musica di Ludwig Minkus, rappresentato per la prima volta il 14 dicembre 1869 dal Balletto del Bol’šoj.

“Don Chisciotte” è uno dei rari balletti di tradizione del balletto classico che ha saputo coniugare un fatto culturale col virtuosismo tipico della danza classica e la vivace bellezza del folklore spagnolo.

Questo balletto trova il suo vero successo nella simbiosi tra la tecnica virtuosistica della danza classica con lo stile delle danze popolari spagnole e zingare, a volte proposte in versione di ‘carattere’ come nella ‘Seguidillia’ e ‘Morena’, a volte invece in versione ‘classica’, come nel ‘Fandango’, ma senza nulla togliere alla ‘verve’ tipica e coinvolgente del suo Paese d’origine: la Spagna.

 

DON CHISCIOTTE

Musica di Ludwig Minkus

DIRETTORE. David Garforth

COREOGRAFIA. Laurent Hilaire ispirata alla versione originale di Mikhail Baryshnikov per l’ American Ballet Theatre da Marius Petipa Alexander Gorsky

SCENE, Vladimir Radunsky A.J. Weissbard

COSTUMI, Vladimir Radunsky

LUCI, A. J. Weissbard

… … …

Interpreti principali:

Evgenia Obraztsova

Isaac Hernández

Orchestra e Corpo di Ballo del Teatro dell’ Opera di Roma

Con la partecipazione degli Allievi della Scuola di Danza del Teatro dell’ Opera di Roma

Allestimento Teatro dell’ Opera di Roma

 

QUANDO

Martedì 15 Ottobre 2019, ore 20.00

Mercoledì 16 Ottobre 2019, ore 20.00

Giovedì 17 Ottobre 2019, ore 20.00

Venerdì 18 Ottobre 2019, ore 20.00

Sabato 19 Ottobre 2019, ore 15.00

Sabato 19 Ottobre 2019, ore 20.00

Domenica 20 Ottobre 2019, ore 16.30

 

DOVE: Teatro Costanzi
Piazza Beniamino Gigli, 7
00187 Roma (RM)

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI DISPONIBILI:

Per la prima:

Poltronissime di Platea Intero al costo di € 150,00
Poltrone di Platea Inter al costo di € 150,00
Palchi Centrali PLT 1-2 ORD AV – Palco da 6 posti Intero al costo di € 160,00
Palchi Centrali PLT 1-2 ORD DI – Palco da 6 posti Intero al costo di € 140,00
Palchi Laterali PLT 1 ORD AV – Palco da 5 posti Intero al costo di € 125,00
Palchi Laterali PLT 1 ORD DI – Palco da 5 posti Intero – Visibilità Ridotta al costo di € 105,00
Palchi Laterali PLT 1 ORD AV – Palco da 4 posti Intero al costo di € 125,00
Palchi Laterali PLT 1 ORD DI – Palco da 4 posti Intero – Visibilità Ridotta al costo di € 105,00
Palchi Laterali 2 ORD AV – Palco da 5 posti Intero al costo di € 79,00
Palchi Laterali 2 ORD DI – Palco da 5 posti Intero – Visibilità Ridotta al costo di € 67,00
Palchi Laterali 2 ORD AV – Palco da 4 posti Intero al costo di € 79,00
Palchi Laterali 2 ORD DI – Palco da 4 posti Intero – Visibilità Ridotta al costo di € 67,00
Palchi Laterali 3 ORD DI – Palco da 5 posti Intero – Visibilità Ridotta al costo di € 44,00
Palchi Laterali 3 ORD AV – Palco da 4 posti Intero al costo di € 58,00
Palchi Laterali 3 ORD DI – Palco da 4 posti Intero – Visibilità Ridotta al costo di € 44,00
Balconata 2-3 Fila Intero al costo di € 48,00
Prima Galleria Intero al costo di € 35,00
Seconda Galleria Intero  al costo di € 35,00

Per tutte le altre date:

Poltronissime di Platea al costo di € 75,00
Poltrone di Platea al costo di € 70,00
Palchi Centrali PLT 1-2 ORD AV – Palco da 6 posti al costo di € 75,00
Palchi Centrali PLT 1-2 ORD DI – Palco da 6 posti al costo di € 60,00
Palchi Laterali PLT 1 ORD AV – Palco da 5 posti al costo di € 60,00
Palchi Laterali PLT 1 ORD DI – Palco da 5 posti Intero – Visibilità Ridotta al costo di € 40,00
Palchi Laterali PLT 1 ORD AV – Palco da 4 posti Intero al costo di € 60,00
Palchi Laterali PLT 1 ORD DI – Palco da 4 posti Intero – Visibilità Ridotta al costo di € 40,00
Palchi Laterali 2 ORD AV – Palco da 5 posti Intero al costo di € 45,00
Palchi Laterali 2 ORD DI – Palco da 5 posti Intero – Visibilità Ridotta al costo di € 25,00
Palchi Laterali 2 ORD AV – Palco da 4 posti Intero al costo di € 45,00
Palchi Laterali 2 ORD DI – Palco da 4 posti Intero – Visibilità Ridotta al costo di € 25,00
Palchi Laterali 3 ORD AV – Palco da 5 posti Intero al costo di € 30,00
Palchi Laterali 3 ORD DI – Palco da 5 posti Intero – Visibilità Ridotta al costo di € 17,00
Palchi Laterali 3 ORD AV – Palco da 4 posti Intero al costo di € 30,00
Palchi Laterali 3 ORD DI – Palco da 4 posti Intero – Visibilità Ridotta al costo di € 17,00
Balconata 1 Fila Intero al costo di € 35,00
Balconata 2-3 Fila Intero al costo di € 25,00
Prima Galleria Intero al costo di € 22,00
Seconda Galleria Intero al costo di € 20,00

 

Teatro dell’ Opera, Roma: balletto Don Chisciotte

 

se non sapete come fare, e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e consegna dei biglietti scrivendo a mara.grisoni@gmail.com o telefonando al numero +39 327 – 79.68.987.

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La trama del balletto narra del tentativo infruttuoso di un uomo molto ricco, Gamache (Comacho nel romanzo), di sposare la bella Kitri (Quitera) che invece si innamora di Basil (Basilio), un giovanotto del villaggio. Il padre di Kitri non vuole che sua figlia sposi Basil. Allora Kitri e Basil scappano e organizzano una festa in una grotta, ma il padre li vede e li insegue arrivando così alla grotta. Basil, visto il padre di Kitri, fa finta di essere in punto di morte. Kitri allora chiede al padre l’approvazione del matrimonio prima che Basil muoia e il padre approva, Basil si alza da terra e dopo un po’ si festeggia con una gran festa.

La storia fu adattata al balletto per la prima volta nel 1740 da Franz Hilverding a Vienna. Un’altra versione venne montata all’ Opéra di Parigi nel 1743 con il titolo di Don Quichotte Chez la Duchesse e la musica di Joseph Boismortier. Nel 1768 il grande maître de ballet Jean Georges Noverre montò un’altra versione di Don Chisciotte a Vienna su musica di Josef Starzrin, una produzione che sembrava comunque un revival di quella originale di Hilverding. Ci fu anche un adattamento de La Scala di Milano nel 1783 del maître de ballet Paolo Franchi con la musica di Angelo Tarchi. La versione di Franchi fu di ispirazione per un altro allestimento del racconto di Cervantes, messo in scena da Antoine Pitrot su musica di Niccolò Zingarelli. L’ Opéra diede un’ altra versione nel 1801 con il titolo de Le nozze di Gamache , allestito da Louis Jacques Milton.

Charles Didelot, conosciuto oggi come il “padre del balletto russo” montò una versione in due atti del Don Chisciotte a San Pietroburgo per i Balletti Imperiali nel 1808. Nel 1809 James Harvey D’Egville montò una versione del balletto al Her Majesty’s Theatre, Londra. Paolo Taglioni (fratello di Marie Taglioni) presentò la sua versione del his own version of Don Chisciotte per l’ Opera di Stato di Berlino nel 1839, suo zio, Salvatore Taglioni allestì una produzione al Teatro Regio di Torino nel 1843.

L’adattamento più famoso fu creato dal coreografo Marius Petipa, impareggiabile Maître de Ballet dei Balletti Imperiali dello Zar a San Pietroburgo, e dal compositore austriaco Ludwig Minkus. Petipa montò il balletto per il Teatro Bol’šoj a Mosca su commissione. La produzione debuttò il 26 ottobre 1869 (14 ottobre per il vecchio calendario) con un enorme successo. I danzatori principali furono: Wilhelm Vanner (Don Chisciotte), Anna Sobeshchanskaya (Kitri), Sergei Sokilov (Basil), Polina Karpakova (Dulcinea), Vassily Geltser (Sancho Panza), Leon Espinosa (Harlequin), Dmitri Kuznetsov (Gamache).

In seguito Petipa allestì il balletto con una produzione più opulenta e grandiosa per i Balletti Imperiali di San Pietroburgo, con debutto il 21 novembre 1871 (9 novembre per il vecchio calendario). Tra i danzatori principali vi erano: Alexandra Vergina (Kitri), Timofei Stukolkin (Don Chisciotte), Lev Ivanov (Basil). Questa produzione consisteva di 5 atti (undici episodi, un prologo e un epilogo) e sfruttava le stesse scenografie della prima produzione.

Alexander Gorsky allestì il balletto per il Teatro Bol’šoj nel 1900, rimpiazzando la produzione originale di Petipa del 1871 per i Balletti Imperiali. Il cast era eccezionale: Kitri era danzata da Mathilda Kshesinskaya, Basilio da Nikolai Legat, Don Chisciotte da Aleksei Bulgakov, Sancho Panza da Enrico Cecchetti e Gamache da Pavel Gerdt. I ruoli della danzatrice di strada, di Amore e Juanita erano danzati rispettivamente da Olga Preobrazhenskaya, Tamara Karsavina e Anna Pavlova. Per le sue produzioni del 1900 e del 1903, Gorsky aggiunse nuove danze. Per la produzione del 1900 il compositore Anton Simon scrisse musica nuova: una variazione per la Regina delle Driadi (un personaggio creato da Gorsky), una danza per le amiche della Regina delle Driadi e una danza spagnola per l’ultima scena. Quando nel 1903 Gorsky mise in scena a San Pietroburgo il Don Chisciotte, Riccardo Drigo compose due nuove variazioni per la Kschessinskaya: la famosa “Variazione di Kitri con il ventaglio” per il Pas de deux finale del balletto e la “Variazione di Kitri nei panni di Dulcinea” per la scena del sogno di Don Chisciotte. Queste variazioni sono presenti nelle produzioni contemporanee del balletto.

In seguito Gorsky interpolò il Grand pas des toreadors dal balletto Zoraiya coreografato da Petipa nel 1881, un pezzo che ancora è incluso nelle produzioni moderne. Don Chisciotte durò in Russia ben oltre la Rivoluzione del 1917, mentre molti altri balletti non vennero più rappresentati nel periodo sovietico. A dire il vero diventò parte del repertorio permanente sia del Bol’šoj che del Kirov. Per il Bol’šoj le produzioni più famose furono quella di Gorsky del 1906 e quella di Rostislav Zakharov e Kasyan Goleizovsky nel 1940. Per il Kirov le produzioni più famose furono quelle di Fedor Lopukhov nel 1923 con una nuova coreografia per il fandango e quella di Petr Gusev nel 1946 con lo scenario modificato di Yuri Slonomsky e nuove danze introdotte da Nina Anisimova.

Chi per prima portò il Don Chisciotte in Occidente fu Anna Pavlova con la sua compagnia nel 1924 in una versione ridotta. Il balletto intero non fu allestito in Occidente per molti anni. Il famoso Grand Pas de Deux dal balletto fu presentato agli inizi del 1940, messo in scena per la prima volta dai Balletti russi di Monte Carlo. Il balletto intero fu montato per la prima al di fuori della Russia dal Ballet Rambert nel 1962. Nel 1966 Rudolf Nureyev allestì la sua versione per il balletto dell’Opera di Stato di Vienna, con la musica di Minkus adattata da John Lanchbery.

Come nel caso de Lo Schiaccianoci, Rudolf Nureyev (in qualità di coreografo) ha dato nuova vita a questa opera. Pur ispirandosi alla tradizione russo-sovietica Nureyev ne ha modificato considerevolmente la coreografia, cambiando in parte l’argomento e la messinscena, ripristinando fra l’altro il prologo nella magione di Don Chisciotte.

Le prime modifiche nella versione andarono in scena al Bolshoi e per l’Opera di Vienna. Il successo fu tale che il coreografo sarà invitato a rimontare lo spettacolo per molte altre compagnie. Alla Scala il suo Don Chisciotte arriva nel 1980.

Scrive lo storico Alberto Testa: “Nureyev si bilancia su due colori ambientali, su due tonalità: l’atmosfera cupa di Goya e quella spensierata di un paese che si diverte cercando di dimenticare “gli orrori della guerra” attraverso la danza. C’è, proprio per questo ritmo frenetico e gaio, una gioia di vivere, una esuberanza che vanno d’accordo perfettamente con il tono burlesco di certe situazioni“.

Intervistato nel 1971 dalla rivista Show, Nureyev dichiarò: “Ho cercato di riportare i sei personaggi principali del balletto alle maschere della commedia dell’arte. Chisciotte è Pantalone, Kitri è Colombina, Basilio è Pierrot. Non volevo che la storia girasse intorno a Don Chisciotte, ma che fosse incentrata sulle reazioni della gente nei suoi confronti. All’inizio odiavo la figura di Don Chisciotte. Non l’ho capita per molto tempo. Stavo dalla parte della gente. Poi ho letto il libro! C’è così tanto che in un balletto si può sfiorare solamente la superficie. Ho cercato di metterci un mucchio di cose che avevo provato leggendo il libro…
Poi, volevo una parte comica, e poiché nessun coreografo me ne aveva mai offerta una, me la sono fatta da me“.

Sostiene Alexander Bland: “Anche nella versione di Nureyev la scena del sogno ha mantenuto la sua integrità risalente ai tempi di Petipa, ma Nureyev vi ha aggiunto un episodio per sottolineare l’elemento indispensabile dell’amore. È un passo a due al chiaro di luna sotto le ali di un mulino gigante… Nella versione originale, la successione continua delle danze di gruppo era molto raramente interrotta dal dramma e dalla commedia. Nureyev ne ha aumentato di molto il peso, ha introdotto un elemento di commedia dell’arte nel quale egli tiene il ruolo del filo di Arianna, brillante, splendente, che corre da un capo all’ altro del balletto“.

Nel 1973 Nureyev filmò la sua versione con l’Australian Ballet e Robert Helpmann nella parte di Don Chisciotte.

Mikhail Baryshnikov montò la propria versione nel 1980 per l’ American Ballet Theatre, con Cynthia Harvey nel ruolo di Kitri. La versione è stata rappresentata da moltissime compagnie.

Oggi il balletto viene allestito da molte compagnie usando diverse versioni ed è considerato uno classico del balletto.

Il coreografo George Balanchine creò una versione moderna del balletto nel 1965 per il New York City Ballet sulla musica di Nicolas Nabokov con Balanchine stesso nella parte di Don Chisciotte e Suzanne Farrell in quella di Dulcinea. Questa produzione non ha nulla a che vedere con la versione di Minkus e fu rappresentata fino a metà degli anni settanta e poi tolta dal repertorio della compagnia. Nel 2005 fu ricostruita dalla Farrell e continua ad essere rappresentata oggi.

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L’opera è divisa in tre atti.

Atto primo

Kitri figlia dell’ oste Lorenzo, è alla ricerca del suo innamorato, il barbiere Basilio, che incontra sulla piazza del villaggio. Le loro allegre danze si fermano improvvisamente all’ apparire del padre di Kitri, che vuole costringerla a sposare il nobile e ricco Gamache. Kitri rifiuta decisamente. Nel frattempo sopraggiungono Don Chisciotte e il suo servo Sancho e Lorenzo offre loro ospitalità nella sua locanda. La gente del villaggio continua a danzare allegramente, prendendo in giro Sancho, finché il padrone non interviene in suo aiuto. Ammirando Kitri, Don Chisciotte ravvisa in lei l’ adorata Dulcinea e galantemente le offre il braccio per un minuetto. A Gamache – furioso – non rimane altro che partecipare alle danze. Protetti dalla confusione, Kitri e Basilio riescono a fuggire.

Atto secondo

Kitri e Basilio trovano rifugio in un mulino a vento, dove vengono assaliti dagli zingari, che però si accorgono subito che i due non possiedono niente e spostano la loro attenzione su Lorenzo e Gamache. Gli zingari, intanto, inscenano un pezzo di teatro per marionette nel quale si narra come l’amore di Kitri e Basilio è contrastato dalle trame del padre della giovane e di Gamache. Don Chisciotte accorre in aiuto degli oppressi e distrugge il teatrino. L’attenzione di Don Chisciotte viene però improvvisamente attratta dal mulino a vento, che la sua fantantasia trasforma in un gigante nemico da combattere. Ma le pale del mulino lo gettano a terra. Inoltre viene spaventato dagli zingari, per l’occasione travestiti da mostri, mentre Kitri e Basilio fuggono nuovamente. In stato di semincoscienza per le ferite riportate, Don Chisciotte sogna di essere trasportato in un giardino incantato, come premio per il suo coraggio e la fedeltà dimostrata. La regina delle Driadi lo conduce da Dulcinea alla quale egli dichiara il suo amore. Ma la visione svanisce all’improvviso.

Atto terzo

Kitri e Basilio, rifugiatisi in una taverna, festeggiano, felici, il loro incontro con gli amici, ma sono raggiunti da Lorenzo, Gamache, Don Chisciotte e Sancho Panza. Lorenzo è più che mai deciso a dare sua figlia in sposa a Gamache. Disperato, Basilio tenta di salvare la situazione con un trucco e simula il suicidio, mentre Kitri implora l’aiuto di Don Chisciotte. Questi costringe Lorenzo a benedire i due innamorati, prima che la morte li separi per sempre. Ma appena ricevuta la sospirata benedizione, Basilio svela l’inganno, rialzandosi più vivo che mai. Indignato, Gamache sfida a duello Don Chisciotte, che ritiene responsabile dell’ accaduto, ma ne esce sconfitto. Tra i festeggiamenti e il gran finale Don Chisciotte e il suo scudiero ripartono in cerca di nuove avventure.

La celebrazione finale del matrimonio è un lungo grand pas de deux con i personaggi principali.

 

“Don Chisciotte” by Ludwig Minkus (Natalia Osipova and Leonid Sarafanov in Rudolf Nureyev’s Don Quixote with Teatro alla Scala, September 25, 2014):

“Don Chisciotte” by Ludwig Minkus (MIKHAIL BARYSHNIKOV E CINTHIA HARVEY – AMERICAN BALLET THEATRE):

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Written by mara

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