in , , ,

Al Teatro La Fenice di Venezia Madama Butterfly Aprile 2018

“L’ opera più sentita e suggestiva ch’ io abbia mai concepito”
(Giacomo Puccini)

L’opera Madama Butterfly è un’opera in tre atti (in origine due) di Giacomo Puccini, su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, definita nello spartito e nel libretto “tragedia giapponese” e dedicata alla regina d’Italia Elena di Montenegro.

Puccini era certo di riscuotere il successo che immaginava gli spettasse di diritto per un’opera come “Madama Butterfly”; per questo motivo scelse (di comune accordo con Giulio Ricordi, suo editore) il palcoscenico della Scala per la sua prima. Questa sua scelta era data probabilmente da una voglia di rivincita verso il Teatro che nel 1889 aveva bocciato il suo “Edgar”. Purtroppo la prima dell’opera si risolse in un fiasco, evento inaspettato dopo i tre successi pucciniani Manon Lescaut, La Bohème e Tosca.

Puccini era fortemente convinto della validità del soggetto esotico e dal potenziale espressivo della geisha sedotta, abbandonata e suicida. Per musicare il dramma, si documentò minuziosamente sulle musiche, gli usi e i costumi del Giappone. 

I librettisti Giuseppe Giacosa e Luigi Illica cominciarono il lavoro sul libretto a partire dal 1901. Per alcune suggestioni orientaleggianti presero spunto dal romanzo di ambientazione giapponese “Madame Chrysanthème” di Pierre Loti.

L’insuccesso con cui venne accolta Madama Butterfly, spronò Puccini ad una revisione dell’opera, eliminando alcuni numeri musicali trascurabili, modificando alcune scene e dividendo l’opera in tre atti invece che due.

 

IL CAST

Madama Butterfly

Musica di Giacomo Puccini
Tragedia giapponese in tre atti

Libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa
da John Luther Long e David Belasco

 
Direttore, Manlio Benzi

Regia, Àlex Rigola

Scene & Costumi, Mariko Mori

Light designer, Albert Faura

maestro del Coro, Claudio Marino Moretti
 
 
Interpreti:

Cio-cio-san     Vittoria Yeo

Pinkerton     Azer Zada

Suzuki     Manuela Custer

Sharpless     Alessandro Luongo

Orchestra e Coro del Teatro La Fenice

allestimento Fondazione Teatro La Fenice
progetto speciale Biennale Arte 2013

sopratitoli in italiano e in inglese

 

QUANDO

Venerdì 6 Aprile 2018, ore 19.00

Domenica 8 Aprile 2018, ore 15.30

Martedì 10 Aprile 2018, ore 19.00

Giovedì 12 Aprile 2018, ore 19.00

Sabato 14 Aprile 2018, ore 15.30

Domenica 22 Aprile 2018, ore 15.30

Martedì 24 Aprile 2018, ore 19.00

 

DOVE: Teatro La Fenice
San Marco, 1965

30124 Venezia (VE)

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI DISPONIBILI:

Venerdì 6 Aprile 2018, ore 19.00

Platea A al costo di € 220,00
Platea B al costo di € 240,00 
Palco centrale – parapetto al costo di € 240,00 
Palco centrale – dietro al costo di € 192,50
Palco centrale III – parapetto al costo di € 187,00
Palco centrale III – dietro al costo di € 154,00 
Palco laterale – parapetto al costo di € 165,00
Palco laterale III – parapetto al costo di € 132,00
Galleria al costo di € 88,00
Galleria – No Parapetto al costo di € 40,00
Loggione al costo di € 88,00

 

Domenica 8 Aprile 2018, ore 15.30; Sabato 14 Aprile 2018, ore 15.30; Domenica 22 Aprile 2018, ore 15.30

Platea A al costo di € 181,50
Platea B al costo di € 209,00
Palco centrale – parapetto al costo di € 209,00
Palco centrale – dietro al costo di € 165,00
Palco centrale III – parapetto al costo di € 159,50
Palco centrale III – dietro al costo di € 132,00
Palco laterale – parapetto al costo di € 126,50
Palco laterale III – parapetto al costo di € 110,00
Galleria al costo di € 77,00
Galleria – No Parapetto al costo di € 40,00
Loggione al costo di € 77,00

 

Martedì 10 Aprile 2018, ore 19.00; Giovedì 12 Aprile 2018, ore 19.00; Martedì 24 Aprile 2018, ore 19.00

Platea A al costo di € 148,50
Platea B al costo di € 165,00 
Palco centrale – parapetto al costo di € 165,00 
Palco centrale – dietro al costo di € 137,50
Palco centrale III – parapetto al costo di 137,50
Palco centrale III – dietro al costo di € 121,00
Palco laterale – parapetto al costo di € 115,50
Palco laterale III – parapetto al costo di € 99,00
Galleria al costo di € 66,00
Galleria – No Parapetto al costo di € 40,00
Loggione al costo di € 66,00

 

Teatro La Fenice di Venezia: opera Madama Butterfly

 

se non sapete come fare, e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti scrivendo a mara.grisoni@gmail.com o telefonando al numero +39 327 – 79.68.987.

… … …

Puccini scelse il soggetto della sua sesta opera dopo aver assistito al Duke of York’s Theatre di Londra, nel luglio 1900, all’omonima tragedia (Madame Butterfly) in un atto di David Belasco, a sua volta tratta da un racconto dell’americano John Luther Long dal titolo Madam Butterfly, apparso nel 1898.

Iniziata nel 1901, la composizione procedette con numerose interruzioni: l’orchestrazione venne avviata nel novembre del 1902 e portata a termine nel settembre dell’anno seguente e soltanto nel dicembre 1903 l’opera poté dirsi completa in ogni sua parte.

Per la realizzazione del dramma Puccini si documentò senza sosta e minuziosamente sui vari elementi orientali che ritenne necessario inserirvi. Lo aiutarono particolarmente una nota attrice giapponese, Sada Yacco, e la moglie dell’ambasciatore nipponico con la quale parlò in Italia facendosi descrivere usi e costumi dell’affascinante popolo orientale. I costumi al debutto alla Scala di Milano furono disegnati da Giuseppe Palanti.

Il debutto scaligero

La sera del 17 febbraio 1904, nonostante l’attesa e la grande fiducia dei suoi artefici in Rosina Storchio, all’apice della sua carriera, Giovanni Zenatello e Giuseppe De Luca oltre che nella direzione di Cleofonte Campanini, grande talento che aveva preparato l’opera con molta cura, la Madama Butterfly cadde clamorosamente al Teatro alla Scala di Milano.

Il tragico clima di questo storico fiasco è efficacemente descritto da una delle sorelle di Puccini, Ramelde, in una lettera al marito:

«Alle due siamo andati a letto e non posso chiudere occhio; e dire che tutti eravamo tanto sicuri! Giacomo, poverino, non l’abbiamo mai veduto perché non si poteva andare sul palcoscenico. Siamo arrivati in fondo non so come. Il secondo atto non l’ho sentito affatto e, prima che l’opera finisse, siamo scappati dal teatro»

Considerato che la versione di Milano era poco differente rispetto a quella che sarà presentata poco dopo a Brescia, accolta trionfalmente e poi passata in repertorio, è difficile dar ragione del fiasco milanese. Molti studiosi, tra cui il direttore d’orchestra Pinchas Steinberg, oltre che Giulio Ricordi e Puccini stesso, ritengono che attorno all’autore e all’opera fosse stato costruito ad arte un clima d’ostilità, poi sconfitto dal palese valore dell’ opera.

L’ ipotesi del complotto è confermata anche dalle sensazioni di Puccini, che scrivendo all’amico Camillo Bondi riferì d’ una ubriacatura d’ odio nell’ ambito della quale si dovette tenere la prima scaligera:

«con animo triste ma forte ti dico che fu un vero linciaggio. Non ascoltarono una nota quei cannibali. Che orrenda orgia di forsennati, briachi d’odio. Ma la mia Butterfly rimane qual è: l’opera più sentita e suggestiva ch’io abbia mai concepito. E avrò la rivincita, vedrai, se la darò in un ambiente meno vasto e meno saturo d’odi e di passioni»

così come dalla cronaca di Giulio Ricordi, stilata poche settimane dopo:

«Grugniti, boati, muggiti, risa, barriti, sghignazzate, i soliti gridi solitari di bis fatti apposta per eccitare ancor di più gli spettatori, ecco, sinteticamente, qual è l’accoglienza che il pubblico della Scala fa al nuovo lavoro del maestro Giacomo Puccini. Dopo questo pandemonio, durante il quale pressoché nulla fu potuto udire, il pubblico lascia il teatro contento come una pasqua!»

Il fiasco spinse autore e editore a ritirare immediatamente lo spartito, per sottoporre l’opera ad un’accurata revisione che, attraverso l’eliminazione di alcuni dettagli e la modifica di alcune scene e situazioni, la rese più agile e proporzionata. Puccini inserì anche una nuova aria per Pinkerton, «Addio, fiorito asil». Una delle più importanti modifiche è tuttavia puramente musicale e riguarda la linea vocale dell’ aria del suicidio di Butterfly.

Nella nuova veste, Madama Butterfly, interpretata da Solomiya Krushelnytska e Zenatello diretta da Campanini, venne accolta entusiasticamente al Teatro Grande di Brescia appena tre mesi dopo, il 28 maggio, e da quel giorno iniziò la sua seconda, fortunata esistenza.

Al Teatro Regio di Torino, avviene la prima rappresentazione nella terza versione, il 2 gennaio 1906 con la Krushelnytska diretta da Arturo Toscanini.

La partitura e gli effetti scenici vengono ulteriormente ritoccati da Puccini fino al 1907, prima per la rappresentazione dell’opera al Royal Opera House, Covent Garden di Londra il 10 luglio 1905, poi per quella del 1906 al Théâtre National de l’ Opéra-Comique di Parigi.

Al Metropolitan Opera House di New York la première è stata l’11 febbraio 1907 con Geraldine Farrar, Enrico Caruso, Louise Homer ed Antonio Scotti con la supervisione del compositore. Al Metropolitan fino al 2014 ha avuto 855 recite risultando la settima opera maggiormente eseguita.

Nel 1920 Puccini tornò nuovamente sulla partitura, ripristinando nel primo atto un assolo di Yakusidé, lo zio ubriacone della protagonista. È possibile che il cambiamento fosse anche mirato a combattere la prassi di tagliare un breve episodio in concertato, che nella versione del 1907 era rimasto l’unico brano a cui prendeva parte lo zio Yakusidé. Tagliandolo, i teatri evitavano di scritturare un cantante.

L’ editore Ricordi non pubblicò mai la nuova versione, col risultato che oggi l’arietta non viene eseguita e, soprattutto, il concertato continua ad essere quasi sempre tagliato.

Madama Butterfly

“Un bel dì, vedremo
levarsi un fil di fumo
sull’ estremo confin del mare.
E poi la nave appare.
Poi la nave bianca
entra nel porto,
romba il suo saluto.”
(Violetta, atto III scena IV)

 

  • Madama Butterfly (Cio-Cio-San)soprano
  • B.F. Pinkerton, tenente della marina degli Stati Uniti – tenore
  • Suzuki, servente di Cio-Cio-San – mezzosoprano
  • Sharpless, console degli Stati Uniti a Nagasaki – baritono
  • Goro, nakodo – tenore
  • Lo zio Bonzobasso
  • Il Principe Yamadoritenore
  • Kate Pinkertonmezzosoprano
  • Yakusidé basso
  • La ziasoprano
  • La cuginasoprano
  • Dolore bambino, mimo

L’azione si svolge a Nagasaki nei primi del 1900 ed ‘ ambientata in una piccola casa sopra una collina.

ATTO PRIMO
La storia ha inizio a Nagasaki, agli inizi del ‘900. Pinkerton, tenente della marina degli Stati Uniti, si unisce in matrimonio a Cio-Cio-San, una geisha quindicenne. Il matrimonio si celebra secondo la legge giapponese; questo da diritto a Pinkerton di ripudiare la moglie in qualsiasi momento per sposare una donna americana.

Le azioni di Pinkerton sono guidate da spirito d’avventura e dalla vanità. Al contrario Cio-Cio-San – che dopo le nozze si fa chiamare Madama Butterfly – è realmente innamorata dell’ ufficiale di marina.

Questo amore attira su di lei l’ira dello zio bonzo, che la accusa di aver rinnegato la sua cultura e la famiglia.

ATTO SECONDO – Parte Prima
Poco dopo le nozze, Pinkerton torna in patria, abbandonando la giovane sposa. Nonostante l’incredulità dell’ancella Suzuki, Mutterfly è fiduciosa del fatto che suo marito tornerà da lei in primavera come da lui promesso.

Nel frattempo Pinkerton si risposa con l’americana Kate. Continua tenersi in contatto con il console Sharpless, chiedendogli di spiegare a Butterfly l’accaduto.

Nonostante i tentativi di Goro di trovarle un nuovo marito, Butterfly continua ad avere una fede incrollabile nella lealtà del marito.

Per porre fine ai dubbi circa la fedeltà del marito, Butterfly mostra al console il figlio nato dalla seppur breve relazione con Pinkerton.

Dopo tre anni Pinkerton fa ritorno a Nagasaki insieme a Kate. Butterfly chiede a Suzuki di preparare la casa per accogliere nel migliore dei modi quello che crede essere ancora il suo sposo.

ATTO SECONDO – Parte Seconda
L’attesa di Butterfly si protrae per tutta la notte.

Pinkerton, messo a conoscenza dell’esistenza di suo figlio da Sharpless, si reca da Butterfly; la sua unica intenzione è di prendere suo figlio, portarlo negli Stati Uniti ed educarlo secondo gli usi occidentali.

Anche il console Sharpless spinge affinchè il bambino venga affidato a Pinkerton e alla sua nuova moglie. Solo a questo punto Butterfly apre gli occhi e capisce la realtà delle cose: la sua felicità, la sua grande storia d’amore era in realtà solo un’illusione.

Decide dunque di uscire di scena in silenzio, dando un’ultimo abbraccio al figlio, con il volto coperto di lacrime.
Pone il bimbo in una culla di stuoia e lo benda delicatamente; seguendo un’antica usanza giapponese, si toglie la vita con un pugnale cerimoniale donatole dal padre.

Madama Butterfly2

Analisi musicale

Nel suo insieme, il linguaggio musicale di Madama Butterfly non si allontana in modo clamoroso da quello di Bohème e Tosca.

Con Butterfly, il Maestro sente per la prima volta la necessità di una documentazione larga e minuziosa, e se inventa ex novo alcuni temi orientaleggianti, si cura che posseggano il particolare colorito di quelli originali, sì da costituire, musicalmente, un autentico polo d’attrazione – rispetto alle invenzioni melodiche “‘occidentali”.

Inoltre la quantità degli episodi, lo spazio concesso a questo tipo di pittura ambientale è enorme, specialmente nella versione primitiva: ogni momento della giornata, ogni pensiero, ogni turbamento, è dilatato come attraverso una lente d’ingrandimento, diventando un evento di straordinario rilievo e importanza.

Organico orchestrale

La partitura di Puccini prevede l’utilizzo di:

  • 3 flauti (III. anche ottavino), 2 oboi, corno inglese, 2 clarinetti, clarinetto basso, 2 fagotti
  • 4 corni, 3 trombe, 3 tromboni, trombone basso
  • timpani, tamburo, triangolo, piatti, tam-tam, grancassa, campanelli a tastiera, tam-tam giapponesi (ad libitum)
  • arpa
  • archi

Da suonare sul palco:

  • campanella, campane tubolari, campanelli giapponesi, viola d’amore, fischi d’uccelli, tam-tam, tam-tam grave

Da notare che la campanella sul palco viene suonata da Suzuki durante la preghiera “E Izagi ed Izanami”, all’inizio del secondo atto.
La viola d’amore serve a sostenere discretamente l’intonazione del coro (che in quest’opera esclude le voci gravi maschili) durante il celebre “coro a bocca chiusa”.
I fischi d’uccelli vengono eseguiti di solito su appositi strumenti simili a soffietti muniti di fischietti.

Curiosità

  • Il primo soprano giapponese al mondo ad interpretare il personaggio di Cho Cho-san fu Tamaki Miura che si esibì in vari teatri europei nel 1920 ed italiani negli anni 1930 e 1931
  • Pur avendo fatto molte ricerche sul mondo del Giappone, Puccini ha completamente sconvolto, per necessità drammaturgiche, le usanze tipiche delle geisha, iniziando dal dare questo ruolo alla protagonista, in realtà troppo giovane per essere già arrivata alla cerimonia di “erikae”, al massimo era una maiko che aveva passato la cerimonia di “mizuage”.
  • Nel 1974 il regista e commediografo Ruggero Rimini scrisse il dramma “La Storia di Madama Butterfly – Un bel di’ vedremo”, messo in scena l’anno successivo con la Compagnia Il Centro di Lucca, diretta dall’impresario e presidente della Versiliana, Franco Martini; scene di Lele Luzzati, costumi di Santuzza Cali’. Nel ruolo di Puccini, l’attore romano Gabriele Antonini. Oltre vent’anni dopo, nel 1998, la Compagnia stabile del Dramma Italiano di Fiume (Croazia) riporterà in scena il dramma con la regia di Peter Selem, le scene di Raffaele Del Savio, i costumi di Dora Argento, le luci di Deni Šesnić e le coreografie di Antun Marinić. Giacomo Puccini era Claudio Trionfi.
  • L’ inno nazionale degli Stati Uniti d’America che compare svariate volte all’interno dell’opera, in realtà, ai tempi di Puccini era l’inno della Marina degli Stati Uniti d’America. Bisognerà attendere il 1931 affinché tale inno, con una risoluzione del congresso, diventi l’inno nazionale statunitense.

 

“Madama Butterfly by Giacomo Puccini (Torino, Teatro Nuovo, 30 aprile 1965; Cio-cio-san- Antonietta Stella, B.F. Pinkerton – Daniele Barioni, Sharpless – Ferdinando Lidonni, Suzuki – Anna Di Stasio, Zio Bonzo – Giovanni Foiani, Goro – Mario Carlin):

“Madama Butterfly by Giacomo Puccini (Teatro Colón Director Antonio Tauriello):

“Madama Butterfly by Giacomo Puccini (Cio-Cio-San: Mirella Freni, B. F. Pinkerton: José Carreras, Suzuki: Teresa Berganza, Sharpless: Juan Pons, Goro: Anthony Laciura, Bonzo: Kurt Rydl, Kate Pinkerton: Marianne Rørholm, Yamadori: Mark Curtis, Commissario: Hidenori Komatsu, L’ufficiale del registro: Hidenori Komatsu, Cugina: Noriko Sasaki, Madre: Hitomi Katagiri, Lo zio Yakuside: Petteri Salomaa, Zia: Judith Howarth):


“Madama Butterfly by Giacomo Puccini (Cio-Cio San: Mirella Freni, Pinkerton: Luciano Pavarotti, Sharpless: Robert Kerns, Suzuki: Christa Ludwig, Goro: Michel Senechal, Il Commissario Imperiale :Hans Helm, Il Principe Yamadori: Giorgio Stendoro, Kate Pinkerton: Elke Schary, L’ufficale Del Registro: Siegfried Rudolf Frese, La Cugina: Martha Heigl, La Madre: Evamaria Hurdes, La Zia: Erna Maria Muhlberger, Lo Zio Bonzo: Marius Rintzler, Yakuside: Wolfgang Scheider, Herbert von Karajan: Wiener Philharmoniker 1974):

… … …

 

Alcune foto inserite sono state scaricate da Internet e ritenute di pubblico dominio in assenza di specifiche indicazioni in merito.

Preghiamo quindi, qualora i soggetti o gli Autori (riconosciuti tali) fossero contrari alla pubblicazione, di segnalarlo all’ indirizzo mara.grisoni@gmail.com, provvederemo alla rimozione delle immagini o alla segnalazione dell’ Autore.

Written by mara

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Al Teatro dell’ Opera di Roma TOSCA di Giacomo Puccini Aprile 2018

Alla Filarmonica della Scala Prova Aperta Harding e Trifonov per Schumann