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Al Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste CARMEN di Bizet Giugno 2019

“L’ amour est un oiseau rebelle
que nul ne peut apprivoiser,
et c’est bien en vain qu’on l’appelle,
s’il lui convient de refuser….”

Habanera, (Carmen)

carmen-bizet
Manifesto della prima rappresentazione

 

Il cielo aperto la vita errante, per paese l’universo e per legge la tua volontà e soprattutto una cosa inebriante: la libertà!“, Georges Bizet

 

Carmen è un’ opéra-comique in quattro quadri (così vengono chiamati da Bizet), o atti, di Georges Bizet, su libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy ed è tratta dalla novella omonima di Prosper Mérimée (1845). Rispetto a questa si apportarono delle modifiche.

Al libretto collaborò lo stesso Bizet che scrisse anche le parole della celebre habanera L’amour est un oiseau rebelle.

La sua prima rappresentazione avvenne all’ Opéra-Comique di Parigi il 3 marzo 1875. Inizialmente l’ opera non ebbe grande successo così che Bizet, morto tre mesi dopo la prima rappresentazione, non poté vederne la fortuna.

Il ruolo di Carmen fu scritto per un mezzosoprano, ma la partitura pubblicata nel 1877 introdusse una versione alternativa del ruolo, trascrivendola un tono sopra per voce di soprano. Occasionalmente anche dei contralti hanno ritratto Carmen (per esempio Ewa Podles). La cantante non solo deve avere una buona estensione vocale, ma anche mostrare delle notevoli capacità drammatiche al fine di ritrarre il carattere complesso di Carmen, oltre a essere in grado di muoversi in maniera convincente sul palco.

Alcuni brani di quest’ opera sono diventati popolari al di fuori dell’ ambiente teatrale: la canzone del Toreador (Votre toast, je peux vous le rendre… Toreador) e dell’ habanera (L’ amour est un oiseau rebelle) cantata da Carmen. Due suite per orchestra furono arrangiate da Fritz Hoffmann.

Dal 1880 è stata una delle opere più eseguite al mondo e un classico del repertorio operistico. Carmen appare al secondo posto sulla lista di Operabase delle opere più rappresentate nel mondo.

 

IL CAST

Carmen

Opéra-comique in quattro atti
Musica di Georges Bizet
Libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy tratto dalla novella omonima di Prosper Mérimée
 

DIRETTORE, Oleg Caetani

REGIA, Carlo Antonio De Lucia

Maestro del Coro, Francesca Tosi

… … …

Interpreti:

Ketevan Kemoklidze, Gaston Rivero, Ruth Iniesta, Domenico Balzani

Nuovo allestimento della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste
in coproduzione con la Kitakyūshū City Opera

Orchestra e Coro della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste

in lingua originale con sovratitoli in italiano e inglese

 

QUANDO

Venerdì 21 Giugno 2019, ore 20.30 TURNO A

Sabato 22 Giugno 2019, ore 16.00 TURNO S

Domenica 23 Giugno 2019, ore 16.00 TURNO D

Martedì 25 Giugno 2019, ore 20.30 TURNO B

Giovedì 27 Giugno 2019, ore 20.30 TURNO C

Sabato 29 Giugno 2019, ore 20.30 TURNO E

 

DOVE: Teatro Lirico Giuseppe Verdi
Riva 3 Novembre, 1
34121 Trieste (TS)

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI DISPONIBILI:

Per la prima:

PLATEA al costo di € 114,40
I GALL. al costo di € 85,80
I GALL. II FILA LAT. al costo di € 68,64
PALCO II ORD. al costo di € 68,64
II GALL. al costo di € 51,48
PALCO III ORD. al costo di € 51,48
II GALL. – VI e VII al costo di € 34,32
LOGG. al costo di € 34,32
PALCO PP LAT 4 P al costo di € 97,24
PALCO I ORD LAT 4 P al costo di € 97,24
BARC. PP. 4 al costo di € 97,24
BARC. I ORD. 3 al costo di € 97,24
BARC. I ORD. 4 al costo di € 97,24

Per tutte le altre date:

PLATEA al costo di € 91,52 
I GALL. al costo di € 74,36 
I GALL. II FILA LAT. al costo di € 62,92 
PALCO II ORD. al costo di € € 62,92 
II GALL. al costo di € 45,76 
PALCO III ORD. al costo di € 45,76 
II GALL.- VI e VII al costo di € 34,32 
LOGG. al costo di € 34,32 
PALCO PP. al costo di € 97,24 
PALCO I ORD. LAT. 4 P. al costo di € 74,36 
BARC. I ORD. 3 al costo di € 74,36 
BARC. I ORD. 4 al costo di € 74,36

 

Teatro Lirico Giuseppe Verdi, Trieste: opera CARMEN di Georges Bizet

 

se non sapete come fare e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987. 

… … …

Le origini “non felici” dell’ Opera

 

Nei primi mesi del 1873 Camille Du Locle, direttore artistico del Théâtre national de l’Opéra-Comique, commissionò a Bizet l’ incarico di scrivere un’opera basata sul romanzo di Mérimée (avvocato, archeologo, storico, poeta, autore di romanzi storici e fantastici, accademico e, nell’ ultima parte della vita, senatore e uomo politico.) e che dovesse debuttare alla fine dell’ anno.

Prosper Mérimée, nato nel 1803 e morto nel 1870, giusto alla vigilia della caduta di quel secondo impero del quale era stato uno degli uomini di spicco, come scrittore dette il meglio di sé in una serie di novelle o di romanzi brevi. Di questo eclettico personaggio la novella Carmen (1845) è il lavoro probabilmente più riuscito, certo quello più popolare, anche prima della fortuna decretatagli dall’ opera di Bizet. 

Tuttavia, difficoltà nel trovare una protagonista femminile ritardarono le prove fino ad agosto 1874. Bizet comprò una casa a Bougival sulla Senna, dove terminò la partitura per pianoforte durante l’ estate del 1874 e l’ orchestrazione completa dopo due mesi.

Dopo aver chiesto alla cantante Marie Roze, che rifiutò la parte, du Locle contattò il famoso mezzosoprano Célestine Galli-Marié. Seguirono le trattative economiche e accettò nel dicembre del 1873 per 2.500 franchi al mese per quattro mesi.

Durante le prove, l’ assistente di du Locle, Adolphe de Leuven, espresse il suo malcontento per la trama dell’ opera, e fece pressione su Bizet e sui librettisti per modificare il finale tragico. Per Leuven sarebbe stato uno shock per le famiglie vedere un’ opera così “dissoluta” sul palcoscenico dell’ Opéra-Comique, un teatro con la reputazione di essere adatto ad un pubblico di famiglie. I librettisti accettarono di cambiare il finale ma Bizet rifiutò e consegnò direttamente le sue dimissioni a Leuven agli inizi del 1874. I librettisti quindi attenuarono alcuni degli elementi più forti della novella di Mérimée.

Le prove finalmente iniziarono nell’ ottobre del 1874. I membri dell’ orchestra dell’ Opéra-Comique dichiararono la partitura non suonabile e il cast si trovò in difficoltà a seguire le indicazioni di Bizet. Tuttavia, l’ opposizione più forte venne da du Locle, a cui piaceva Bizet personalmente, ma ne odiava l’ opera. Le difficoltà finanziarie dell’ Opéra-Comique portarono du Locle a convincersi che l’ opera avrebbe fatto fallire l’ azienda, non riuscendo più a produrre un vero successo dal Faust di Charles Gounod.

I librettisti, per i quali la Carmen ebbe “poca importanza” (in quel periodo ebbero in scena altre quattro opere a Parigi), cercarono segretamente di indurre i cantanti a un eccesso di drammatizzazione in modo da ridurre l’ impatto dell’ opera. Tuttavia, con grande gioia di Bizet, le prove finali sembrarono convincere la maggioranza della compagnia della genialità dell’ opera.

Rappresentazioni della Carmen

La prima rappresentazione ebbe luogo il 3 marzo 1875 a Parigi, il giorno stesso in cui Bizet fu premiato con la Légion d’ honneur. Tra il pubblico furono presenti non solo grandi compositori come Charles Gounod, Jules Massenet, Léo Delibes, Charles Lecocq e Jacques Offenbach, ma anche i cantanti Hortense Schneider, Zulma Bouffar, Anna Judic, Jean-Baptiste Faure e altre importanti personalità in campo letterario e musicale come Jules Pasdeloup, Alphonse Daudet e Alexandre Dumas figlio.

Secondo il diario di Halévy, la prima non andò bene. Anche se ci furono delle chiamate alla ribalta dopo il primo atto, nell’ intermezzo del secondo atto e il canto di Escamillo fu applaudito, gli atti 3 e 4 furono accolti dal silenzio, con l’ eccezione dell’ aria di Micaela nel terzo atto. I critici furono graffianti, sostenendo che il libretto fosse inadeguato per la Comique. Bizet fu condannato da entrambi i lati del dibattito wagneriano, Ernest Reyer e Adolphe Jullien lo criticarono per non aver sufficientemente abbracciato lo stile di Wagner, mentre gli altri lo condannarono per aver dato all’ orchestra più importanza che alle voci.

Tuttavia, alcuni critici, come Joncières e il poeta Théodore de Banville, elogiarono l’ opera per la sua innovazione. Banville in particolare lodò i librettisti per la rappresentazione di personaggi più realistici rispetto a quelli normalmente rappresentati all’ Opéra-Comique. Tuttavia, a causa delle recensioni negative, l’ opera faticò a rappresentare i 48 spettacoli della prima produzione e chiuse il gennaio successivo. Verso la fine delle rappresentazioni, la produzione iniziò a vendere biglietti all’ ingrosso nel vano tentativo di riempire i posti a sedere.

Bizet non visse abbastanza per vedere il successo della sua opera: morì il 3 giugno, subito dopo la trentesima rappresentazione, vittima, probabilmente, delle ricorrenti tonsilliti che gli avevano procurato affezioni reumatiche con conseguenze cardiache. Il giorno prima della sua morte firmò un contratto per una produzione viennese della Carmen. In poco tempo tre fra i maggiori compositori in Europa diventarono suoi ammiratori: Richard Wagner, Johannes Brahms e Pëtr Il’ič Čajkovskij. Friedrich Nietzsche (in Il caso Wagner) esaltò Bizet, gli elementi esotici della sua partitura e la sua chiarezza strutturale: “costruisce, organizza, termina“.

Per la ventesima volta ho ieri assistito al capolavoro di Bizet e ancora l’ ho udito con la stessa gentile reverenza. Mi sorprende di poter così vincere la mia impazienza. Ma guardare come un’ opera siffatta integri la natura di un uomo. Essa è malvagia, perversa, raffinata, fantastica, eppure avanza con passo leggero e composto; la sua raffinatezza non è quella di un individuo, bensì di una razza. Si sono mai uditi sulla scena accenti più tragici, più dolorosi? E come sono ottenuti? Senza smorfie, senza contraffazioni di alcun genere, in piena libertà dalle bugie del “grande stile”. Io mi sento diventar migliore quando questo Bizet mi parla. Il mio udito si sprofonda in quella musica; ne percepisco le origini; mi par di assistere alla sua nascita e tremo davanti ai pericoli che ci accompagnano a qualunque audacia; mi trovo incantato dai felici ritrovamenti che Bizet stesso ignora. Sopra quest’ opera la fatalità sta sospesa; la felicità di essa è corta, fulminea, e non conosce dilazioni. Io invidio a Bizet il coraggio di questa sua sensibilità eccezionale, che prima di adesso non aveva trovato mezzo per esprimersi nella musica colta d’ Europa; il coraggio di questa sensibilità meridionale, brunita, arsa dal sole… Ah finalmente l’ amore, l’ amore ricondotto indietro verso la natura!… L’ amore come destino, come un destino cinico, innocente, crudele, l’ amore esatto nella sua forma natura. Io non conosco altro esempio dove la tragica ironia che costituisce il nocciolo dell’ amore sia stata espressa con tale severità, con formula così terribile come nell’ ultimo grido di José: Oui, c’ est moi qui l’ a tuée, Carmen, ma Carmen adorée…. (Friedrich Nietzsche)

Al Wiener Staatsoper la prima esecuzione avvenne il 23 ottobre 1875 con i dialoghi recitati – caratteristici del genere dell’ opéra-comique – sostituiti da recitativi all’ italiana musicati da Ernest Guiraud.

Se l’ entusiasmo imprescindibile dell’ interprete non bastò a salvare la prima, fu però decisivo per il seguito della fortuna in molti paesi europei, Italia compresa, dove la Galli-Marié fece conoscere Carmen a Napoli nel 1879 e poi in diverse altre città. E fu ancora lei a segnare, dopo una lunga battaglia condotta in prima persona, la ripresa parigina che avvenne solo nel 1883, quando l’ opera era ormai popolarissima in tutta Europa e perfino a New York.

scene_from_the_opera_carmen

«Jamais Carmen ne cédera!                     «Giammai Carmen cederà!
Libre elle est née et libre elle mourra!»      Libera è nata e libera morirà!»

(Carmen, Atto IV)

  • Carmen, zingara (mezzosoprano)
  • Don José, sergente (tenore)
  • Escamillo, torero (baritono)
  • Moralès, sergente (baritono)
  • Zuniga, tenente (basso)
  • Micaëla, contadina (soprano)
  • Mercédès, zingara (soprano o mezzosoprano)
  • Frasquita, zingara (soprano)
  • Dancairo, contrabbandiere (tenore)
  • Remendado, contrabbandiere (tenore)
  • Lillas Pastia, oste (ruolo parlato)
  • Una venditrice di arance (soprano)
  • Uno zingaro (basso)
  • Una guida (ruolo parlato)
  • Un soldato (ruolo parlato)
  • Un vecchio signore, la sua giovane moglie, un giovane, l’Alcade (ruoli muti)
  • Soldati, giovani, popolani, sigaraie, zingare, zingari, venditori ambulanti Coro
  • Monelli (voci bianche)

Trama

Atto I

Spagna. Il caporale Moralès cerca di attaccare discorso con Micaela, che sta cercando Don José, ma l’ azione vera e propria inizia con una marcia che annuncia il cambio della guardia: alcuni bambini imitano le mosse dei soldati. Il caporale José dice al tenente Zuniga che, per quanto graziose siano le sigaraie della fabbrica, egli non ha occhi che per Micaela, sua sorella adottiva. Suona una campana: la folla di uomini anticipa l’arrivo delle operaie, che escono. L’ elettricità della musica segnala l’uscita della zingara Carmen, bella sigaraia sospettata di contrabbando che diventa centro dell’ attenzione generale. Canta una torbida Habanera (L’ amour est un oiseau rebelle, L’ amore è un uccello ribelle). Una citazione del motivo del fato la porta faccia a faccia con Don José, che non pare notarla. Carmen gli lancia un fiore e corre in fabbrica, lasciandolo a raccoglierlo proprio mentre torna Micaela; quest’ ultima porta a José soldi e notizie di sua madre (Parle-moi de ma mère, Ah! Mi parla di lei) e assieme cantano un duetto ricco di incanto ma povero di passione. Urla dalla fabbrica. Qualcuno è stato accoltellato: da Carmen, si grida da una parte. Zuniga cerca di capire cosa sia successo, quindi invia José all’ interno, che ne esce portando con sé Carmen; Zuniga ne dispone l’ arresto. Rinchiusa in cella e legata, Carmen esorta José a lasciarla andare, perché, dice, egli è innamorato di lei (Près des remparts de Séville, Presso il bastion di Siviglia). José è indotto ad allentare i nodi e permette che la zingara si liberi dandogli una spinta e correndo via, aiutata dalla folla che trattiene i soldati.

Atto II

Siamo nell’ osteria di Lillas Pastia, è trascorso un mese. Lì Carmen danza e canta con le amiche Mercedes e Frasquita (Les tringles des sistres tintaient, All’ udir del sistro il suon). Entra Zuniga, che cerca di sedurre Carmen, ma viene interrotto dall ‘arrivo del torero Escamillo (Votre toast, je peux vous le rendre, Il tuo toast, posso rendere). Anche il torero si fa sedurre da Carmen, che però lo respinge. Confidandosi con le amiche, Carmen confessa di essere innamorata di Don José, che arriva subito dopo, appena rilasciato dalla prigione dove era stato portato per averla aiutata a fuggire. Lì Josè le confessa il suo amore (La fleur que tu m’avais jetée, Il fior che avevi a me tu dato), ma vengono interrotti da Zuniga, che esorta il giovane a tornare nell’ esercito. Josè si ribella e si prepara al duello ma Carmen chiama in aiuto i contrabbandieri che li separano. Capendo che non può fare altro, José si unisce a Carmen e ai fuorilegge fuggendo dall’ osteria (Là-bas dans la montagne, Vieni lassù sulla montagna).

Atto III

L’ atto terzo si apre sulle montagne dove si trova il covo dei contrabbandieri. Carmen e José ormai litigano frequentemente e la loro relazione è agli sgoccioli. Le carte predicono a Carmen una morte vicina e a Josè lo stesso destino, poco dopo lei. Subito dopo, non vista, entra Micaela alla ricerca di don José. Arriva anche Escamillo e José, geloso del rivale, lo sfida a duello ma vengono divisi da Carmen che ormai è conquistata dal torero. Micaela viene trovata nascosta tra le rocce e annuncia a José che la madre è in punto di morte: egli la segue, ma giura vendetta a Carmen (Ah! Je te tiens, fille damnée, Mia tu sei alma dannata).

Atto IV

Plaza de toros a Siviglia, è il giorno della corrida e la folla attende Escamillo che entra trionfante nell’ arena. Carmen è ormai di Escamillo e non si cura degli avvertimenti di Mercedes e Frasquita: Don José è nei paraggi. Ignorando i consigli delle amiche, Carmen lo incontra e José supplica Carmen di tornare con lui. Agli sprezzanti rifiuti di lei, José la minaccia ma lei gli getta addosso l’ anello che le aveva donato mesi prima (C’est toi? C’est moi!, Sei tu? Son io!). La folla applaude Escamillo vittorioso mentre José, accecato dall ‘ira, uccide Carmen con una pugnalata e si consegna ai gendarmi.

 

In rapporto con la novella di Mérimée, varie sono le modifiche apportate dai librettisti, con il presumibile contributo di Bizet stesso: l’ introduzione del personaggio di Micaëla; lo spazio più ampio concesso a Escamillo, nella novella solo accennato, mentre nell’ opera è l’ oggetto drammaturgicamente necessario della gelosia di José; e infine l’ addolcimento, per così dire, della caduta morale di Don José, omicida sì, ma solo per un estremo gesto di autodistruzione (in Mérimée, Don José uccide anche il marito di Carmen e il tenente). Se la costruzione drammatica di Bizet appare meno cruda della novella, è tuttavia perfettamente funzionale alla dimensione teatrale. Inoltre la caratterizzazione ‘spagnola’ della musica non è accessorio coloristico, ma parte integrante e necessaria. La Spagna creata da Bizet è infatti, prima ancora che un luogo geografico (peraltro mai visitato dall’autore), il luogo della psicologia umana, il luogo della passionalità e dell’istinto, dei conflitti primari: Amore e Odio, Libertà e Legami, Maschio e Femmina. Ed è in questi dualismi, in questa doppia connotazione che va ricercata l’ universalità dell’ opera di Bizet e dei due caratteri di Don José e di Carmen. Poiché più che la sensualità fiammeggiante è l’inafferrabilità di Carmen ad avvincere e legare José, quel suo darsi e negarsi continuamente a definire il loro rapporto.

Le caratteristiche che superficialmente definiscono il personaggio di Don José, tipico ‘maschio mediterraneo’ incapace di ricomporre un’ immagine della donna che non sia angelo materno o diavolo tentatore, hanno modo di sgretolarsi nel finale dell’ opera. Nella bellissima (poeticamente non meno che musicalmente) frase «Ah! laisse-moi te sauver, et me sauver avec toi!» Bizet improvvisamente ci pone di fronte alla lacerata introspezione di José, finalmente conscio della propria inadeguatezza a vivere un’ esistenza separata da quella di Carmen, tanto da preferire, per debolezza e disperazione, l’ annientamento di entrambi. Analogamente Carmen, nella fatale scena delle carte funestamente presaghe, appare consapevole del proprio destino; ma ciò che per José è accettazione passiva, per lei sarà l’estrema e logica conseguenza di una scelta esistenziale orgogliosamente anticonformista, che fa della fedeltà verso se stessa la ragione prima della vita.

 

“Carmen” by G. Bizet (Carmen: Régine Crespin, Micaëla: Jeanette Pilou, Don José: Gilbert Py, Escamillo: José van Dam, Mercédès: Nadine Denize, Frasquita: Maria Rosa Carminati, Le Remendado: Remy Corazza, Le Dancaïre: Jacques Trigeau, Zuniga: Pierre Thau, Moralès: Paul Guigue – Chœurs de l’Opéra du Rhin, Chœur d’enfants de Saint-Maurice, Orchestre Philharmonique de Strasbourg, Conductor: Alain Lombard):


“Carmen” by G. Bizet (Carmen – Fiorenza Cossotto; Micaela – Virginia de Notaristefani; Don José – Giorgio Casellato Lamberti; Escamillo – Peter Glossop; Mercedes – Luciana Rezzadore; Frasquita – Sofia Mezzetti; Dancairo – Franco Bordoni; Remendado – Mario Guggia; Zuniga – Alessandro Maddalena; Morales – Augusto Frati; Conductor – Peter Maag, Orchestra – Teatro di San Carlo di Napoli, Chorus – Teatro di San Carlo di Napoli):

“Carmen” by G. Bizet (Carmen – MARIA CALLAS; Don Josè – NICOLAI GEDDA; Escamillo – ROBERT MASSARD; Micaela – ANDREA GUIOT; Frasquita – NADINE SAUTEREAU; Mercedes – JANE BERBIE; Le Dancaire – JEAN-PAUL VAUQUELIN; Le Remendado – JACQUES PRUVOST; Morales – CLAUDE CALES; Zunica – JACQUES MARS – Orchestre du Theatre National de l’Opera de Paris, Direttore – GEORGES PRETRE _ Parigi – Salle Wagram 1964):

… … …

 

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Written by mara

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