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Al Teatro Regio di Torino Il barbiere di Siviglia Marzo 2018

Ieri Sera Andò in Scena la mia Opera e fu Solennemente fischiata o che pazzie che cose Straordinarie si vedono in questo paese sciocco

Il barbiere di Siviglia, o sia L’ inutil precauzione è un’opera di Gioachino Rossini su libretto di Cesare Sterbini, tratto dalla commedia omonima di Beaumarchais.

Prima di Rossini, Giovanni Paisiello aveva messo in scena il suo Barbiere di Siviglia nel 1782 (dieci anni prima della nascita di Rossini). Con quella stessa opera, Paisiello aveva riscosso uno dei maggiori successi della sua fortunata carriera.

Il precedente successo di Paisiello (uno dei maggiori rappresentanti dell’opera napoletana) faceva sembrare inammissibile che un compositore di ventitré anni – per quanto dotato – osasse sfidarlo. Rossini in realtà non aveva nessuna responsabilità sulla scelta del soggetto. L’opera fu infatti scelta dall’impresario del teatro Argentina di Roma, il duca Francesco Sforza Cesarini;  questi voleva commissionare a Rossini un’ opera per l’imminente carnevale.

A quei tempi qualsiasi rappresentazione doveva scontrarsi con le forbici della censura pontificia. Per andare sul sicuro, l’impresario propose come soggetto “Il barbiere di Siviglia”, che fu subito approvato dai censori pontifici.

La prima rappresentazione ebbe quindi luogo il 20 febbraio 1816 al Teatro Argentina a Roma e terminò fra i fischi. Il clima generale era di totale boicottaggio, dovuto ai sostenitori della versione dell’opera di Paisiello, favorito anche dall’ improvvisa morte dell’ impresario del Teatro Argentina. Già dalla seconda recita, il pubblico acclamò l’opera di Rossini, portandola ad oscurare la precedente versione di Paisiello e diventando una delle opere più rappresentate al mondo.

L’ ouverture che precede l’opera, come tutte quelle scritte da Rossini, divenne subito celebre all’epoca e ancor oggi maggiormente eseguita.

CURIOSITÀ

L’edizione critica maggiormente diffusa è stata curata da Alberto Zedda e pubblicata da Ricordi nel 1969.

L’opera di Rossini è stata oggetto di numerosi adattamenti per il cinema e la televisione. In particolare si ricorda qui il film del 1946 girato dal regista Mario Costa, con Ferruccio Tagliavini nel ruolo di Almaviva e Tito Gobbi in quello di Figaro. Un’altra edizione storica è quella del 1971 diretta da Claudio Abbado, per la regia televisiva di Jean-Pierre Ponnelle, con Hermann Prey, Teresa Berganza, Luigi Alva, Enzo Dara, Paolo Montarsolo e con l’Orchestra e il Coro del Teatro alla Scala di Milano.

 

IL CAST

Il barbiere di Siviglia

 Melodramma buffo in due atti
Libretto di Cesare Sterbini
dalla commedia
La Précaution inutile, ou Le Barbier de Séville
di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais

Musica di Gioachino Rossini
 

Direttore d’ orchestra,  Alessandro De Marchi

Regia, Vittorio Borrelli

Scene, Claudia Boasso

Costumi, Luisa Spinatelli

Luci, Andrea Anfossi

Maestro del coro, Claudio Fenoglio
 
 
Interpreti:

Il conte d’ Almaviva, tenore     Francesco Marsiglia

Don Bartolo, dottore in medicina, tutore di Rosina,  basso-baritono     Simone Del Savio

Rosina, ricca pupilla in casa di don Bartolo, mezzosoprano     Marina De Liso

Figaro, barbiere, baritono     Davide Luciano

Don Basilio, maestro di musica di Rosina; ipocrita, basso     Carlo Lepore

Berta, vecchia cameriera di don Bartolo, soprano     Marta Calcaterra

Ambrogio, servitore di don Bartolo mimo  interprete da definire

Orchestra e Coro del Teatro Regio

Allestimento del Teatro Regio

 

QUANDO

Venerdì 16 Marzo 2018, ore 20.00 Turno M

Martedì 20 Marzo 2018, ore 15.00 Turno Q

Venerdì 23 Marzo 2018, ore 20.00

Domenica 25 Marzo 2018, ore 15.00 Turno R

 

DOVE: Teatro Regio di Torino
Piazza Castello, 215

10124 Torino (TO)

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Venerdì 16 Marzo 2018, ore 20.00 Turno M; Venerdì 23 Marzo 2018, ore 20.00; Domenica 25 Marzo 2018, ore 15.00 Turno R

Settore A al costo di € 90,00
Settore B al costo di € 75,00
Settore C al costo di € 70,00
Settore D al costo di € 65,00
Settore E al costo di € 55,00
Ridotta visibilità al costo di € 29,00

Martedì 20 Marzo 2018, ore 15.00 Turno Q

Settore A al costo di € 60,00
Settore B al costo di € 55,00
Settore C al costo di € 50,00
Settore D al costo di € 45,00
Settore E al costo di € 40,00
Ridotta visibilità al costo di € 29,00

L’ acquisto dei biglietti on line, telefonicamente con carta di credito e presso i punti vendita convenzionati Vivaticket comporta una commissione di € 3,20 per ogni biglietto (riduzioni per Over 65 e per Under 30).

 

Al Teatro Regio di Torino: opera Il barbiere di Siviglia

 

se non sapete come fare e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti scrivendo a mara.grisoni@gmail.com o telefonando al numero +39 327 – 79.68.987.

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Il barbiere di SivigliaLocandina per la Il barbiere di Siviglia, Teatro Valle, Roma

Io sono docile,
son rispettosa, sono obbediente,
dolce, amorosa,
mi lascio reggere,
mi fo guidare.
Ma se mi toccano
dov’è il mio debole,
sarò una vipera, sarò…
(Rosina, Il barbiere di Siviglia)

  • Il Conte d’Almaviva, innamorato della giovane Rosina, (tenore)
  • Don Bartolo, dottore in medicina, tutore di Rosina e suo pretendente (basso buffo)
  • Rosina, sua pupilla (contralto)
  • Figaro, barbiere tuttofare (baritono)
  • Don Basilio, maestro di musica di Rosina (basso)
  • Berta, vecchia governante in casa di Bartolo (soprano)
  • Fiorello, servitore del Conte d’Almaviva (basso)
  • Ambrogio, servitore di Bartolo; un ufficiale,un alcalde, o Magistrato; un notaroAlguazils, o siano Agenti di polizia; soldatisuonatori di istromenti

 

Atto I

Il Conte d’Almaviva è innamorato della bella Rosina, che abita nella casa del suo anziano zio , don Bartolo, a sua volta segretamente intenzionato a sposarla. Il Conte chiede a Figaro, barbiere nonché “factotum della città”, di aiutarlo a conquistare il cuore della ragazza, alla quale si è presentato sotto il falso nome di Lindoro.

Figaro consiglia al Conte di cambiare personalità e fingersi un giovane soldato ubriaco, cui Rosina si dimostra presto interessata grazie anche ad una bella serenata cantata sotto le finestre della casa dello zio ; il barbiere procura inoltre a Lindoro un foglio che ne attesta la temporanea residenza in casa di don Bartolo e tenta di allacciare i rapporti con Rosina.

Don Basilio, il maestro di musica della ragazza, sa della presenza del Conte di Almaviva in Siviglia e suggerisce a don Bartolo di calunniarlo per sminuirne la figura, giunge in casa sorprendendo Figaro e Rosina. La ragazza aveva già scritto un biglietto per Lindoro, ma Don Bartolo si accorge che manca un foglio dal taccuino e striglia Rosina.

Secondo i piani, il Conte d’Almaviva irrompe nella casa di Don Bartolo fingendosi un soldato ubriaco, ma crea una tale confusione che arrivano i gendarmi. Quando però il Conte si fa riconoscere di nascosto dall’ufficiale, i soldati si mettono sull’attenti, lasciando Don Bartolo esterrefatto.

Atto II

Don Bartolo comincia a sospettare per quanto riguarda la vera identità del giovane soldato Lindoro. Giunge il sedicente maestro di musica don Alonso (in realtà sempre il Conte, celato sotto un nuovo travestimento), che afferma di essere stato inviato da Don Basilio, rimasto a casa febbricitante, a sostituirlo nella lezione di canto per Rosina.

Per guadagnare la fiducia dello zio, il finto Don Alonso gli mostra il biglietto che Rosina gli aveva mandato. Nel frattempo giunge Figaro con il compito di fare la barba al padrone di casa. Nonostante Figaro faccia il possibile per coprire la conversazione dei due giovani, Don Bartolo capta le loro parole e caccia tutti. Con lui resta solo Berta, la serva, a commiserare il vecchio padrone.

Don Bartolo fa credere a Rosina, mostrandole il biglietto consegnatogli da Don Alonso, che Lindoro e Figaro si vogliano prendere gioco di lei, e quest’ultima amareggiata acconsente alle nozze con il suo tutore, che prontamente fa chiamare il notaio. In quel momento arriva anche Don Basilio, mentre con una scala Figaro e il Conte entrano in casa dalla finestra e raggiungono Rosina. Finalmente il Conte rivela la propria identità, per chiarire la situazione e convincere la fanciulla della sincerità del suo amore.

Don Bartolo ha però fatto togliere la scala e i tre complici si trovano senza via di fuga. In quel momento sopraggiunge il notaio chiamato a stendere il contratto delle nozze tra Don Bartolo e Rosina. Approfittando dell’assenza temporanea del tutore, il Conte convince lui e Don Basilio (dietro congrua ricompensa) a inserire nel contratto il nome suo in luogo di quello di Don Bartolo. Giunto troppo tardi, a quest’ultimo resta la magra consolazione di aver risparmiato la dote per Rosina, che il Conte di Almaviva rifiuta. Gli amanti coronano dunque il loro sogno.

barbiere

Questa è la trama della più popolare delle opere buffe di Rossini, articolata in 34 numeri, definita “il più grande poema musicale comico-satirico-umoristico dell’umanità” che, rappresentata per la prima volta a Roma nel 1816, ottenne un clamoroso fiasco, prontamente riscattato, però, da un incredibile successo già alla seconda rappresentazione.

L’iniziale insuccesso dipese dalle modifiche sostanziali che il musicista apportò al testo originario della commedia francese “Il barbiere di Siviglia” (creazione del sig. Beaumarchais, ribattezzata da Rossini “Almaviva, ossia l’inutile precauzione”), con una nuova versificazione dell’intera opera, con l’aggiunta di nuove situazioni di pezzi musicali e con l’ introduzione dei cori, sia perché voluti dal gusto moderno, sia perché indispensabili all’ effetto musicale in un teatro di notevole ampiezza come quello di Roma.

L’ottica di questo capolavoro è decisamente di tipo ludico, con la sospensione dell’azione drammatica, con il contrasto continuo dell’azione per lasciare spazio al vitalismo musicale, attraverso arie trascinanti che trasmettono gioia di vivere, in un risultato che non è mai statico ma intriso di scioltezza narrativa e divertimento.

Rossini si differenziò dai modelli musicali settecenteschi anche nell’ accentuazione dei caratteri dei personaggi, che rese più umani e più realistici ad esempio trasformò Figaro, dialettico e calcolatore in Beaumarchais, in un popolano chiacchierone, generoso ed astuto; Rosina diventò una ragazza moderna che sa cosa vuole; Almaviva un giovane intraprendente che non si ferma di fronte agli ostacoli; e di Bartolo e Basilio fece una satira sociale del passato.

Il “Barbiere di Siviglia ” è, dunque, una commedia giocosa, una variopinta commedia umana copiosa in musica, ricca di presenza ritmica, e tutta l’opera più che di fascino melodico è carica di spirito e briosità, con arie sgargianti, spiritose.

Quest’opera, oltre che al pubblico, piacque a molti nomi illustri, all’ antirossiniano Berlioz, a Schumann che rimaneva estasiato ogni volta che la ascoltava, persino all’ antitalianista Wagner, ma il giudizio che mi sembra esprimerne al meglio lo spirito e il valore è questo:

…Fedele interprete dell’anima nazionale italiana, esso rimarrà documento imperituro della genialità di nostra gente e continuerà per secoli a deliziare il mondo con la giocondità serena e benefica dei suoi canti, finché gli uomini chiederanno alla musica un sollievo dalle miserie quotidiane. (Radiciotti)

 

IL SUCCESSO DEL BARBIERE DI SIVIGLIA

Correva l’anno 1816 e Gioachino Rossini, da poco divenuto nuovo direttore dei teatri di Napoli, San Carlo in testa, stava per partorire l’opera che, nei secoli, si sarebbe legata, più di qualunque altra, al nome del dominatore indiscusso delle scena musicale di quel tempo: Il Barbiere di Siviglia. Il 20 febbraio 1816, duecento anni fa, vedeva la sua prima assoluta, al Teatro Argentina di Roma, l’opera che secondo la leggenda Rossini compose in appena 20 giorni, anche grazie a vari auto-imprestiti – un’abitudine del compositore di Pesaro: il “riciclo” più noto riguarda certamente la celebre sinfonia, che il compositore prese a prestito dalle sue precedenti Aureliano in Palmira ed Elisabetta regina d’Inghilterra.

La prima del Barbiere di Siviglia al Teatro Argentina è rimasta leggendaria nella storia dell’ Opera e di quest’opera: perché quella che poi sarebbe diventata una delle opere italiane più rappresentate, conosciute, citate, riprese della storia (forse più di ogni altra), cominciò con un disastro di fischi e contestazioni. Su cui appunto si diffusero poi tante leggende (compresi gatti neri in scena, strumenti rotti e crisi di attori), e le spiegazioni più diffuse attribuiscono quel fallimento al pregiudizio dei fedeli all’ opera tratta dalla stessa storia che era stata composta trent’ anni prima da Giovanni Paisiello e allora molto popolare, prima di essere soppiantata da quella di Rossini. Il cui fallimento durò soltanto un giorno, e questa è l’altra metà della storia che rese celebre quel debutto: già il giorno dopo la rappresentazione fu un successo. Raccontato così dallo stesso Rossini nelle lettere a sua madre.

«Carissima Madre, Io Vi scrissi che la Mia Opera fu fischiata, ora vi Scrivo che la Suddetta ha avuto un’esito il più fortunato mentre la seconda sera e tutte le altre Recite date non hanno che applaudita questa mia produzione con un fanatismo Indicibile facendomi sortire Cinque, e sei volte a ricevere applausi di un genere tutto novo e che mi fece Piangere di soddisfazione»

Il Cigno di Pesaro, dopo il clamoroso insuccesso della prima, rinunciò a dirigere l’opera e si ritirò in albergo. Ma già il giorno dopo, però, fu portato in trionfo dal pubblico romano, vedendo così riscattato il suo lavoro e la fama di maggior compositore lirico della sua epoca suo tempo.

Numerosi, oltre alla sinfonia d’apertura, sono i numeri musicali che consegnano Il Barbiere di Siviglia alla storia della musica. Fra tutti spicca certamente quella cavatina di Figaro, il Largo al factotum, sulle cui note hanno trovato la gloria alcuni tra i più grandi cantanti degli ultimi due secoli. Ma non solo: la cavatina di Rosina, Una voce poco fa, l’aria, cantata da Basilio, La calunnia è un venticello – divenuta espressione di uso corrente – e ancora la canzone del Conte Se il mio nome saper voi bramate

Di tutta la copiosa produzione teatrale rossiniana sono state proprio Il Barbiere di Siviglia e il Guglielmo Tell le uniche opere a restare eseguite ininterrottamente dal momento della loro prima assoluta, nonostante i forti rimaneggiamenti rispetto alle partiture originali avvenuti fino ai giorni nostri.

 

QUALCHE VIDEO PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

“Il barbiere di Siviglia by G. Rossini (Figaro – Leo Nucci; Il Conte Almaviva – Ernesto Palacio; Rosina – Marilyn Horne; Dr. Bartolo – Enzo Dara; Don Basilio – Cesare Siepi; Berta – Scilly Fortunato; Fiorello – Giuseppe Morresi; Conductor – Nicola Rescigno, Orchestra – Macerata Opera Festival, Chorus – Macerata Opera Festival _ Arena Sferisterio, Macerata, August 11, 1980):

“Il barbiere di Siviglia by G. Rossini (Conte – Dino Borgioli, Bartolo – Salvatore Baccaloni, Rosina – Mercedes Capsir, Figaro – Riccardo Stracciari, Basilio – Vincenzo Bettoni):

“Il barbiere di Siviglia by G. Rossini (Rosina-Anna Netrebko, Figaro-Vladimir Samsonov, Almaviva-Leonid Zahojaev, Bartolo-Yuriy Shklyar, Basilio-Vladimir Ognovenko, Berta-Nadejda Vasileva, Fiorello and oficer- Yuriy Laptev; Director-Konstantin Plujnikov, Conductor-Alexandr Polyanichko, Orchestra and choir of Mariinsky theatre, General director -Valery Gergiev):

“Il barbiere di Siviglia by G. Rossini (Rosina: Cecilia Bartoli, Count Almaviva: David Kuebler, Figaro: Gino Quilico, Bartolo: Carlos Feller, Basilio: Robert Lloyd, Fiorillo: Klaus Bruch, Berta: Edith Kertész-Gabry, Ambroigo: Paul Kappeler, Choir of Cologne City Opera, Radio Symphony Orchestra Stuttgart, Gabriele Ferro, Stage Director: Michael Hampe, Stage Design: Ezio Frigerio, Costume Design: Mauro Pagano, Directed for Television by: Claus Viller):

 

“Il barbiere di Siviglia by G. Rossini (Claudio Abbado):

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Written by mara

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