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Alla IUC il pianista Ivan Krpan in recital 12 Febbraio 2019

Sarebbe un’ illusione credere che si possa fissare sulla carta ciò che determina la bellezza e il carattere dell’esecuzione”, Franz Liszt

IUC Istituzione Universitaria dei Concerti, Stagione 2018 – 2019

 

Il giovane e brillante pianista Ivan Krpan, vincitore del Concorso Busoni 2017, proporrà al pubblico di Roma il seguente programma, da Beethoven a Liszt:

 

Ludwig van Beethoven, Sonata in mi minore op. 90

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Ludwig van Beethoven, Sonata in mi maggiore op. 109

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Ferruccio Busoni, Sonatina seconda

… … …

Franz LisztAprès une lecture du Dante. Fantasia quasi Sonata

 

QUANDO

Martedì 12 Febbraio 2019, ore 20.30

 

DOVE: Aula Magna Sapienza Università di Roma
Piazzale Aldo Moro, 5

00185 Roma

 

INTERPRETI:

Pianista, Ivan Krpan

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

I SETTORE PLATEA Intero al costo di € 28,88

II SETTORE PLATEA Intero al costo di € 23,10

III SETTORE PLATEA Intero al costo di € 17,33

I giovanissimi (fino a 18 anni) possono acquistare tutti i biglietti a € 5,00;
I giovani (fino a 30 anni) possono acquistare tutti i biglietti a € 8,00.
Family Card: se vieni con la famiglia (2 genitori e 1 o più bambini under 14) usufruisci di una riduzione speciale. Biglietto genitori € 10,00 ciascuno, biglietto bambini € 5,00 ciascuno.

I biglietti ridotti si acquistano esclusivamente presso la IUC o al botteghino dell’Aula Magna la sera del concerto.

 

IUC di Roma: il pianista Ivan Krpan

 

se non sapete come fare, e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e consegna dei biglietti scrivendo a mara.grisoni@gmail.com o telefonando al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Ivan Krpan…

A soli vent’anni, nel 2017, Ivan Krpan si è aggiudicato il primo premio al Concorso Pianistico Internazionale Ferruccio Busoni, uno dei concorsi più prestigiosi al mondo.

Nato a Zagabria in una famiglia di musicisti, Ivan Krpan inizia lo studio del pianoforte all’età di sei anni sotto la guida di Renata Strojin Richter. Attualmente frequenta il 5° anno dell’Accademia di Musica della sua città, nella classe di Ruben Dalibaltayan.

Già in giovane età si aggiudica importanti premi in concorsi nazionali ed internazionali, tra cui il primo premio all’ EPTA International Piano Competition di Bruxelles, all’ International Piano Competition Young Virtuosi di Zagabria nel 2014, all’ International Piano Competition di Enschede nei Paesi Bassi e all’ Ettlingen International Competition for Young Pianists. Da ricordare anche numerosi altri premi in altrettanti concorsi quali il secondo premio all’ International Danube Piano Competition di Ulm in Germania, il 4° premio alla prima edizione dell’International Zhuhai Mozart Competition in Zhuhai, Cina, e il 3° premio al 10th Moscow International Frederick Chopin Competition for Young Pianists.

Molti i riconoscimenti ricevuti, come il Premio Ivo Vuljević 2015 come miglior giovane musicista croato conferito dalle Jeunesses Musicales in Croazia e il Young Musician of the Year Award nel 2016 conferitogli dalla Zagreb Philharmonic Orchestra. Si è inoltre aggiudicato una borsa di studio presso l’Accademia Internazionale di Musica in Liechtenstein.

Ha partecipato a numerosi corsi di perfezionamento con docenti di fama internazionale tra cui Dalibor Cikojević, Siavush Gadjiev, Ruben Dalibaltayan, Djordje Stanetti, Kemal Gekić, Pavel Gililov e Klaus Kaufmann.

La prima serie di concerti, dopo la vittoria del Premio Busoni, lo vedrà impegnato in tournée in Italia a febbraio 2018, successivamente in Corea del Sud a maggio 2018, seguita da numerosi concerti in Giappone a giugno, in Germania, Austria, Italia, Francia e Sudamerica nella stagione 2018/2019.

 

PER CONOSCERE IL PIANISTA…

 

“Ivan Krpan – Chamber Ensemble Finals 30/08/2017”:

“Ivan Krpan – Ludwig v. Beethoven – Piano Concerto no. 5”:

“Ivan Krpan – Solo Semifinals 25.08.2017”:

“Ivan Krpan – Solo Finals 27.08.2017”:

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NOTE DI PROGRAMMA E ASCOLTI…

 

“Sonata n. 27 in mi minore op. 90” by L. van Beethoven (Daniel Barenboim, piano):

“Sonata n. 27 in mi minore op. 90” by L. van Beethoven (Maurizio Pollini, piano 2002 June):

“Sonata n. 27 in mi minore op. 90” by L. van Beethoven (Vladimir Ashkenazy):

“Sonata n. 27 in mi minore op. 90” by L. van Beethoven (Andras Schiff: The Lectures; Beethoven Sonatas; Wigmore Hall from 2004 – 6):

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Le ultime tre Sonate per pianoforte di Beethoven nacquero quasi contemporaneamente tra il 1819 e il 1822 e la loro elaborazione si svolse parallelamente a quella dei due colossi sinfonico-vocali della Nona Sinfonia e della Missa Solemnis. La prima di esse, la Sonata in mi maggiore op. 109 apparve nel novembre 1821 e fu dedicata dal musicista con una lettera affettuosa a Fraulein Maximiliana, figlia diciannovenne di Franz Brentano.

In questa si definiscono alcuni elementi del cosiddetto terzo stile di Beethoven: assoluta libertà che trascende i limiti della tradizionale forma di sonata; tendenza ad una rinnovata linearità del discorso per cui l’ armonia da un lato viene costituita spesso come risultante di moti contrappuntistici, mentre dall’ altro si dissolve in un disegno rabescato.

Autografo della prima pagina della sonata Op. 109Autografo della prima pagina della sonata Op. 109

 

Il manoscritto originale è oggi conservato nella Library of Congress di Washington. Abbozzi del primo tempo si trovano nel quaderno della Missa solemnis di cui ai nn. 718-720; del secondo e terzo in un altro quaderno (contenente anche abbozzi per il Credo e il Benedictus della Missa e per alcune Bagattelle del’ opus 119), comunicati dal Nottebohm.

 

“Sonata in mi maggiore op. 109” by L. van Beethoven (Daniel Barenboim):

“Sonata in mi maggiore op. 109” by L. van Beethoven (Maurizio Pollini):

“Sonata in mi maggiore op. 109” by L. van Beethoven (Richard Goode):

“Sonata in mi maggiore op. 109” by L. van Beethoven (Rudolf Serkin: piano -L ive performance, Predes – 1954):


“Sonata in mi maggiore op. 109” by L. van Beethoven (Claudio Arrau):

“Sonata in mi maggiore op. 109” by L. van Beethoven (Sviatoslav Richter – Live recording, Moscow, 22.I.1972):

“Sonata in mi maggiore op. 109” by L. van Beethoven (Artur Schnabel):

“Sonata in mi maggiore op. 109” by L. van Beethoven (Mitsuko Uchida):

“Sonata in mi maggiore op. 109” by L. van Beethoven (Vladimir Ashkenazy, 1974):

“Sonata in mi maggiore op. 109” by L. van Beethoven (Andras Schiff):

“Sonata in mi maggiore op. 109” by L. van Beethoven (Andras Schiff: The Lectures – Beethoven Sonatas, Wigmore Hall from 2004–6):

La sonata n. 30 è suddivisa nei seguenti 3 movimenti:

  1. Vivace ma non troppo
  2. Prestissimo (in Mi minore)
  3. Gesangvoll, mit innigster Empfindung. Andante molto cantabile ed espressivo [Pieno di canto, con il più intimo sentimento]

I primi due tempi sono di proporzioni assai ridotte. Il Vivace ma non troppo apre l’ opera con uno stile apparentemente simile ad un’ improvvisazione musicale; segue il conciso Prestissimo, in forma sonata come il precedente ma dal carattere «spettrale e carico di demoniaca energia», secondo l’ opinione di Walter Riezler.

Il terzo movimento (il cui titolo è in tedesco – come avvenuto nelle precedenti sonate Op. 90 e Op. 101 – è un tema (Andante molto cantabile ed espressivo) con sei variazioni:

  • Variazione I: Molto espressivo;
  • Variazione II: Leggermente;
  • Variazione III: Allegro vivace;
  • Variazione IV: Etwas langsamer als das Thema [Un poco più lento del tema];
  • Variazione V: Allegro ma non troppo;
  • Variazione VI.

All’ ultima variazione segue immediatamente il ritorno del tema iniziale originario, con il quale si conclude la sonata.

Analisi del Primo movimento

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Il Primo movimento della sonata ha come metro due quarti (con alcune parti in tre quarti) nella tonalità di base di mi maggiore. L’ indicazione agogica (o tempo) indicata è “Vivace, ma non troppo” e “Adagio espressivo” in alcune zone centrali del movimento. La struttura formale può essere interpretata come quella di una semplice forma-sonata con le tre classiche parti: Esposizione (misure 1-16) – Sviluppo (misure 17-54) – Ripresa (misure 54-67) con Coda finale (misure 67-102). In realtà la forma di questo primo tempo ha dato luogo ad un certo dibattito tra i vari commentatori musicali. Innanzitutto il movimento è molto breve (non più di 4 minuti) per poter sviluppare compiutamente e con un certo approfondimento la struttura della forma-sonata (Charles Rosen lo definisce “estremamenete compresso”); ma soprattutto è difficile stabilire quale sia il secondo tema. Wilhelm von Lenz (Riga, 1808 – Pietroburgo, 1883), uno dei primi studiosi della musica di Beethoven, dà un giudizio non molto favorevole: “È molto se questo primo pezzo con i due Adagi può passare per un preambolo di un’ improvvisazione”. Per alcuni l’ Adagio espressivo è considerato come secondo tema; mentre per altri, in realtà, non vi è una vera e propria seconda idea. Anche se in questo primo tempo è evidente il collegamento alla “forma-sonata”, della quale si possono individuare le seguenti sezioni: un primo tema, un contrasto (l’ Adagio espressivo), lo sviluppo e ripresa, tuttavia è innegabile che queste parti sono “l’ espressione di uno stato d’animo che non si piega alle volute limitazioni formali”.

Analisi del Secondo movimento

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Il Secondo movimento della sonata ha come metro sei ottavi nella tonalità di base di mi minore. L’ indicazione agogica (o tempo) indicata è “Prestissimo”. La struttura formale è quella di uno scherzo in forma-sonata. Si tratta di “Prestissimo vivace e impetuoso dal carattere chiaramente beethoveniano”.

Analisi del Terzo movimento

Il Terzo movimento della sonata ha come metro tre quarti nella tonalità di base di mi maggiore. L’ indicazione agogica (o tempo) indicata è “Andante molto cantabile ed espressivo”. La struttura formale è quella di un tema con sei variazioni.

Tema

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Il Tema consiste in una melodia in due periodi (ripetuti) di otto battute ciascuno. La melodia del tema “è d’una chiarezza lirica assolutamente lineare e semplicissima“. Il primo periodo (da misura 1 a misura 8) è caratterizzato da un elegante moto contrario (la mano destra procede in discesa, mentre la mano sinistra in salita) le cui voci s’ incontrano sul primo tempo della quarta battuta (nella seconda parte l’ incontro è nella settima battuta). 

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Dopo la ripetizione del primo periodo segue il secondo periodo (da misura 9 a misura 16). Questo secondo periodo è caratterizzato da un movimento per terze parallele sia nel basso che nelle voci superiori. 

Prima variazione

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La Prima variazione (misure 17 – 35) mantiene lo stesso carattere generale del tema. Il metro è tre quarti e l’ indicazione agogica (o tempo) è “Molto espressivo”. Il primo periodo viene trasformato in una lenta melodia, quasi una mazurca, con poche complicazioni armoniche. L’ inizio è contrassegnato da un’ appoggiatura (che si presenta tre volte) con un salto ascendente di ottava sulla dominante (SI).

Seconda variazione

La ‘Seconda variazione” (misure 36 – 67) sempre in tre quarti e con l’ indicazione agogica (o tempo) “Leggermente” può essere chiamata “doppia” (Wilhelm von Lenz) in quanto le ripetizioni dei due periodi sono variate diversamente dalla prima esposizione. E quindi in realtà si hanno quattro periodi. 

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Il primo periodo (misure 36 – 43) è un “tema danzante” impostato su una serie di accordi spezzati di semicrome che seguono il tema abbastanza da vicino; l’armonia modula dalla tonica alla dominante.

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La ripetizione del primo periodo (misure 44 – 51), in realtà è il secondo periodo, presenta un nuovo tema diviso in due frase (o semifrasi) di 4 misure. La prima frase è una variazione imperniata sull’ intervallo di terza maggiore discendente dell’inizio del tema. La seconda frase riprende il “tema danzante” ma con accordi più ricchi di note e una figurazione lievemente diversa. [batt. 44-49]

La ripetizione (misure 52 – 67) dei due periodi iniziali (ossia il terzo e quarto periodo) è simmetrica ma con una diversa e più complessa armonia: il terzo periodo inizia alla dominante, mentre il quarto (il “canto di crome”) inizia a misura 60 (prima frase) con un pedale di re naturale che suggerisce un’ armonia di si minore. 

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Terza variazione

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La “Terza variazione” (misure 69 – 100) è in due quarti e con l’ indicazione agogica (o tempo) è “Allegro vivace“. Si tratta di una invenzione a due voci in contrappunto doppio (invertibile). I quattro periodi sono divisi a loro volta in due frasi di 4 battute ognuno.

Quarta variazione

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La ‘Quarta variazione” (misure 101 – 120) in nove ottavi e con l’ indicazione agogica (o tempo) “Un poco meno andante, cioè un poco più adagio, come il tema” è una trama a quattro voci.

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La seconda parte è un dialogo che alla fine, dopo un ingrossamento della sonorità, vede il ritorno del tema iniziale di questa variazione.

Quinta variazione

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La Quinta variazione” (misure 121 – 128) è in quattro quarti e con l’ indicazione agogica (o tempo) “Allegro ma non troppo”. Per la prima volta, in questa variazione, non si rispettano i quattro periodi del tema (cioè i due periodi ripetuti), ma se ne aggiunge un quinto (misure 153 – 160). La struttura è quella di una fuga a tre voci; il tema (soggetto) inizia con una terza maggiore discendente, mentre il controsoggetto è la forma inversa (ascendente) del tema. 

Il secondo periodo (misure 129 – 136) può essere considerato una specie di risposta con un nuovo controsoggetto.

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Il terzo periodo (misure 137 – 144) è “informato dal rivolto della forma inversa del soggetto – una sesta (minore) discendente anziché una terza (maggiore) discendente”. Le ultime due battute di questo periodo presentano “uno scontro violento di anticipazioni” accentuato dall’impiego delle zone estreme della tastiera.

Gli ultimi due periodi, uno in forte e l’altro in piano, con nuovi controsoggetti al basso, “costituiscono un passaggio di transizione fra questa variazione e la sesta dove Beethoven giunge ad esplorare regioni del tutto ignote non soltanto al pianoforte, ma anche all’immaginazione musicale”.

Sesta variazione e ritorno del tema

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La Sesta variazione della sonata ha come metro tre quarti (nove ottavi subito dopo) nella tonalità di base di mi maggiore. L’ indicazione agogica (o tempo) indicata è “Tempo primo del Tema”. Il tema appare in una forma abbellita prima al contralto e poi al soprano sempre armonizzato dal basso.

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L’ elemento di maggior spicco di quest’ ultima variazione è il trillo sulla dominante (SI). Questo viene preparato da dodici misure precedenti dove delle note ribattute sul si accelerano in figurazioni sempre più brevi: semiminime, crome, terzine di crome, sestine di semicrome, trillo misurato di biscrome e quindi il trillo vero e proprio a misura 172.

Il trillo per brevi momenti slitta alla tonica (battuta 168 e battuta 175) per poi tornare subito sulla dominante (trentatré battute su trentacinque). 

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A misura 185 il trillo dalla parte del basso profondo passa a quella di contralto; il tema risuona frantumato in tempo sincopato (delle crome isolate sui tempi deboli della battuta), mentre la mano sinistra esegue una serie di scale discendenti di biscrome.

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Le ultime quattro battute (misure 192 – 195) di questa fase sono anche le ultime della variazione prima del ritorno del tema. In queste il continuo arpeggio ascendente delle biscrome (un ostinato basato sulla tonica) con le note dell’ armonia di settima di dominante sovrapposte al pedale di dominante espresso dal trillo “sembra presagire le sonorità del gamelan imitate da Debussy nelle sue composizioni per pianoforte del periodo di mezzo”.

A misura 196 riappare il tema. Questo ritorno “pare plachi, con la semplicità serena della melodia generatrice, il vagare anelante del pensiero“.

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“Sonatina seconda” by Ferruccio Busoni (Ivan Krpan):

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“Pensée des morts” by Franz Liszt (Richter Moscow, 1957):

“Pensée des morts” by Franz Liszt (Alfred Brendel):

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“Après une lecture de Dante: Fantasia quasi Sonata” by Franz Liszt (Lazar Berman – Recorded in Russia, 22.XI.1971):

“Après une lecture de Dante: Fantasia quasi Sonata” by Franz Liszt (Arcadi Volodos – performed: March 1, 2009 al Musikverein, Vienna):

“Après une lecture de Dante: Fantasia quasi Sonata” by Franz Liszt (Ivo Pogorelich live in Rotterdam, 12 October 2014):

“Après une lecture de Dante: Fantasia quasi Sonata” by Franz Liszt (Alfred Brendel, 1986):

“Après une lecture de Dante: Fantasia quasi Sonata” by Franz Liszt (Georges Cziffra, 1959):

“Après une lecture de Dante: Fantasia quasi Sonata” by Franz Liszt (Claudio Arrau):

Après une lecture de Dante, “fantasia quasi sona­ta” – Andante maestoso – Presto agitato assai – Tempo I (Andante) – Andante (quasi improvvisato) – Andante – Recitativo – Adagio – Più mosso

Après une Lecture de Dante: Fantasia quasi Sonata (In Italiano Dopo una lettura di Dante: Fantasia quasi Sonata; o anche Dante Sonata) è una sonata in un movimento, composta da Franz Liszt nel 1849. L’ opera è ispirata alla Divina Commedia di Dante Alighieri.

È stata pubblicata per la prima volta nel 1856 come parte del secondo volume degli Années de pèlerinage (Anni di Pellegrinaggio). Viene considerata uno dei brani più difficili del repertorio pianistico.

La Dante Sonata era originariamente un piccolo pezzo diviso in due movimenti tematici, che Liszt aveva composto nel 1830 circa.

È stata eseguita per la prima volta a Vienna nel Novembre 1839. Una volta trasferitosi a Weimar nel 1849 Liszt revisionò il pezzo dandogli il suo attuale titolo.

Il pezzo è diviso in due temi principali. Il primo, in Re minore, rappresenta il lamento delle anime all’ inferno. La tonalità di Re minore in musica viene associata alla morte, viene infatti utilizzato da Liszt anche nel Totentanz.

Il secondo tema è un corale in Fa diesis maggiore che rappresenta la gioia delle anime beate.

In questa sonata Liszt riesce a rappresentare il clima cupo e sconvolgente dell’ Inferno, i lamenti dei dannati, lo sguardo impaurito e sgomento di Dante.

Per me si va nella città dolente, / Per me si va nell’eterno dolore, / Per me si va tra la perduta gente. / Giustizia mosse il mio alto fattore: Fecemi la divina potestate, / La somma sapienza e ‘l primo amore. / Dinanzi a me non fuor cose create / Se non etterne, e io etterna duro. / Lasciate ogni speranza voi ch’ entrate“.

Una frase cromaticamente vivace e dai colori accesi evoca la supplica dei dannati e la terribile pena che ognuno di essi reca nel corpo e nella mente.

L’ atmosfera si schiarisce e diventa liricamente appassionata nella scena d’amore tra Paolo e Francesca, concepita come una variazione dei temi già ascoltati.

Ritornano i temi dell’ inferno e dell’amore di Francesca, quest’ ultimo in forma sincopata, e alla fine, dopo un’ esplosione sonora in cui sono ricapitolati i vari motivi, tutto si calma su accordi gravi e solenni: la porta dell’ inferno si chiude definitivamente alle spalle delle “genti dolorose c’ hanno perduto il ben dell’ intelletto“, come recita Dante, mentre sta per entrare nel girone degli ignavi e dei vigliacchi.

Lo sguardo di Dio è altrettanto percepibile ed assume sempre maggiore evidenza nella parte conclusiva, in cui il tema del corale già ascoltato in precedenza ritorna con una luce prorompente, quasi a sottolineare l’ onnipotenza di Dio e il suo definitivo trionfo sul Male.

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Written by mara

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