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Alla Rai di Torino Sol Gabetta per Lalo marzo 2019

“[…] l’ argentina Sol Gabetta, violoncellista tra le più acclamate di questi tempi, non eccelle solo per abilità tecnico-espressive, ma anche per quantità e qualità di repertorio, che spazia dal barocco alla contemporanea. Una duttilità, la sua, che non può passare inosservata […]”, Il Corriere Musicale

Sol Gabetta_copia

Concerto num. 12 della Stagione 2018 – 2019, Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai

 

Una delle più richieste e affascinanti violoncelliste della nuova generazione, Sol Gabetta, accompagnata dall’ Orchestra della Rai e diretta da Constantinos Carydis, per il seguente programma: 

 

Ernest Guiraud, Chasse fantastique. Poema sinfonico

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Édouard Lalo, Concerto per violoncello in re minore

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Nikolaj Rimskij-Korsakov, Sheherazade. Suite sinfonica op. 35

 

QUANDO

Giovedì 14 Marzo 2019, 20.30

Venerdì 15 Marzo 2019, 20.00

 

DOVE: Auditorium Rai “A. Toscanini”
Via Rossini, 15

10124 Torino (TO)

 

INTERPRETI:
Sol Gabetta, violoncello

Constantinos Carydis, Direttore

Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

poltrona numerata platea al costo di 32,50 € (comprese spese di prevendita)

poltrona numerata balconata al costo di 30,50 € (comprese spese di prevendita)

poltrona numerata galleria al costo di 28,50 € (comprese spese di prevendita)

 

Orchestra della Rai, Torino: la violoncellista SOL GABETTA

 

oppure, se non sapete come fare e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e consegna dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Sol Gabetta…

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Sol Gabetta, incantevole e bravissima violoncellista argentina, è nata il 16 settembre 1981 a Villa María, nella Provincia di Córdoba (Argentina), da genitori italo-franco-russi. Ha fatto gli studi superiori a Córdoba, dove ha studiato oltre al violoncello anche pianoforte e canto; si è in seguito perfezionata come violoncellista a Buenos Aires con Leo Viola.

All ‘età di 12 anni lascia l’ Argentina per trasferirsi con i genitori a vivere in Spagna (grazie ad una borsa di studio ha proseguito gli studi a Madrid alla Scuola Superiore di Musica “Regina Sofia”) e in seguito in Alsazia. Si perfeziona all’ Accademia di Musica di Basilea con Ivan Monighetti e nel 2006 frequenta anche l’ Accademia Musicale Hanns Eisler di Berlino con David Geringas.

Nel 1994 debutta al Teatro Colón della capitale argentina, in un concerto per prodigi definiti “genii del secolo XXI”.

“Quando suono Beethoven ho sempre l’ impressione di ricominciare da zero…La ricerca necessaria per interpretare i suoi pezzi mi fa crescere più dello studio di ogni altro compositore”

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Vincitrice di importanti riconoscimenti internazionali quali il Premio della Radio Suisse Romande di Ginevra (1995), il premio Natalia Gutman per la migliore interpretazione musicale nell’ ambito del Concorso internazionale Čajkovskij di Mosca, la borsa di studio della Fondazione Borletti-Buitoni (2003) e un premio al concorso ARD di Monaco di Baviera la sua carriera internazionale inizia effettivamente nel 2004, quando ottiene il prestigioso premioCrédit Suisse Young Artist Award dopo aver suonato con i Wiener Philharmoniker diretta da Valery Gergiev. L’ ottenimento del premio è festeggiato con l’ esecuzione del Concerto n. 2 per violoncello di Šostakovič.

Nel 2005 debutta al Musikverein di Vienna nelle Variazioni Rococò di Čajkovskij con l’ Orchestra Sinfonica della Radio di Vienna diretta da Christian Arming. Nel 2008 debutta negli Stati Uniti eseguendo “Dialogue for Two Cellos” di Leonard Slatkin con Yo-Yo Ma e la National Symphony Orchestra di Washington.

Nel 2009 debutta con la Philadelphia Orchestra e con la Royal Philharmonic London. Nel 2011 esegue il concerto n.1 di Šostakovič a Monaco diretta da Lorin Maazel con i Münchner Philharmoniker, e con lo stesso concerto debutta a maggio con l’ OSN Rai di Torino, diretta da Juraj Valčuha. Nel gennaio del 2012 debutta con l’Orchestra del Concertgebouw di Amsterdam, diretta ancora da Juraj Valčuha, e con l’ Orchestra del Maggio Fiorentino.

“Certo la partitura va rispettata, ma sul palcoscenico siamo artisti, dobbiamo comunicare. La musica non può limitarsi all’ esattezza filologica”

Nella stagione 2012/13 ha debuttato con la London Philharmonic (Vassily Sinaisky) e la Philharmonia London (Vladimir Ashkenazy), a Parigi con l’ Orchestre Philharmonique de Radio France e in recital al Théâtre des Champs Élysées e nel 2013 ha debuttato alla Carnegie Hall di New York. Ha debuttato con grande successo al fianco dei Berliner Philharmoniker diretti da Sir Simon Rattle al Festival di Pasqua di Baden-Baden nel 2014.

Sol Gabetta è stata ‘Artist in residence’ al Festival Musicale dello Schleswig-Holstein nell’estate 2014. In passato ha collaborato con la stessa carica per la Philharmonie e la Konzerthaus di Berlino.

Nonostante la giovane età ha già tagliato traguardi ragguardevoli, suonando con le più importanti orchestre internazionali, i migliori direttori e nelle sale concertistiche di tutto il mondo. Sol Gabetta collaborato con l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, la National Symphony Orchestra di Washington, l’Orchestre National de France, l’Orchestra del Royal Concertgebouw, la Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks, i Bamberger Symphoniker, la Tonhalle Orchestra Zürich, l’ Orchestra del Teatro Bolshoi, l’ Orchestra Sinfonica della Radio Finlandese, la Philadelphia Orchestra, la London Philharmonic e la Philharmonia Orchestra. Collabora regolarmente anche con direttori d’orchestra del calibro di Giovanni Antonini, Mario Venzago, Charles Dutoit, Pablo Heras-Casado e Thomas Hengelbrock..

Come concertista interpreta il repertorio classico, romantico e moderno con autori quali Dvořák, Caikovskij, Šostakovič, Elgar, Haydn, e in particolare opere del XX secolo come il concerto di Bohuslav Martinů o quello di Samuel Barber, eseguiti durante la tournée del 2009 e 2010. Esegue ordinazioni di opere o lavora in stretta collaborazione con compositori come Pēteris Vasks.

Appassionata camerista Sol Gabetta è ospite regolare dei Festival di Verbier, Gstaad Yehudi Menuhin, Rheingau, Schwetzingen, Bonn Beethovenfest e Schleswig-Holstein. Anche per questo motivo ha promosso nel giugno 2006 il Festival SOLsberg a Olsberg nel Canton Argovia in Svizzera, suo paese di adozione. A questo festival di musica da camera Sol Gabetta invita i suoi amici, i suoi parenti e dei musicisti di nome per otto-dieci concerti ogni anno.

Ha inoltre fondato la “Cappella Gabetta“: si tratta di un’ orchestra barocca che interpreta Antonio Vivaldi e i suoi contemporanei, diretta dal violinista Andrés Gabetta, suo fratello.

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Sol Gabetta, stella del concertismo internazionale, suona un Guadagnini del 1759, del valore di oltre 1,5 milioni di euro, messole a disposizione da una fondazione privata, il Rahn-Kulturfonds.

Insegna all’ Accademia di Musica di Basilea dal 2005.

PER LA SUA DISCOGRAFIA POTETE TROVARE…

– Sol Gabetta con la Münchner Rundfunkorchester nel 2007 : Caikovskij, Saint Saëns, Ginastera (Sony/BMG)

– Sol Gabetta con la Kammerorchester Basel : Leopold Hofmann, Haydn, Mozart (RCA Red Seal)

– Sol Gabetta con i Sonatori della Gioiosa Marca nel 2007 : Il Progetto Vivaldi (Sony/BMG)

– Sol Gabetta con la Philharmonie di Monaco di Baviera nel 2009 : Shostakovich Concerto per violoncello No. 2 (RCA Red Seal)

– Sol Gabetta con la Philharmonie di Praga : “Cantabile” (RCA Red Seal)

– Sol Gabetta con Hélène Grimaud nel 2012 : “Duo” (Deutsche Grammophon/Universal)

– Sol Gabetta con la Cappella Gabetta nel 2013 : Il Progetto Vivaldi 3 (Sony Classical)

Le sue registrazioni hanno meritato importanti riconoscimenti: una nomination al “Grammy Award”, ECHO Klassik 2007, Echo Klassik 2009, Grammophon Award “Young Artists of the Year 2010”.

Nel 2010, il canale TV “Arté” le ha dedicato tre serate, “Sol Gabetta joue Haydn et Vasks“, nella serie “Nouvelle Stars“.

Sito Ufficiale: http://www.solgabetta.com/

 

ASCOLTA QUI Sol Gabetta “Cello Concerto No. 1 in E-flat major, Opus 107″ by Dmitri Dmitriyevich Shostakovich (2013):

ASCOLTA QUI Sol Gabetta “Cellokoncert nr. 1, a-mol, op. 33″ by Camille Saint Saëns:

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NOTE DI PROGRAMMA E ASCOLTI…

 

“Concerto per violoncello in re minore” by Édouard Lalo (Zara Nelsova, cello – Adrian Boult, conductor – London Philharmonic Orchestra):

“Concerto per violoncello in re minore” by Édouard Lalo (XXXX):

“Concerto per violoncello in re minore” by Édouard Lalo (Maurice Maréchal (Violoncello) – Symphony Orchestra conducted by Philippe Gaubert):

“Concerto per violoncello in re minore” by Édouard Lalo (Rocco Filippini):

“Concerto per violoncello in re minore” by Édouard Lalo (Sophie Rolland, violoncelle – BBC Philharmonic – Gilbert Varga):

“Concerto per violoncello in re minore” by Édouard Lalo (Lynn Harrell, cello – Riccardo Chailly, conduct – Rundfunk-Sinfonieorchesters Berlin):

“Concerto per violoncello in re minore” by Édouard Lalo (Yo-Yo Ma, cello; Orchestre National De France: Lorin Maazel, maestro):

“Concerto per violoncello in re minore” by Édouard Lalo (Paul Tortelier, cello):

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Shahrazād, op. 35 (in russo Шехерезада) è una suite sinfonica composta da Nikolaj Andreevič Rimskij-Korsakov nel 1888. Ispirato alle Mille e una notte, a volte conosciute come Le notti arabe, questo lavoro orchestrale unisce due caratteristiche peculiari della musica di Rimskij Korsakov: combina un’orchestrazione sgargiante ad un particolare interesse per l’oriente e per l’esotico. È considerata una delle opere più popolari del compositore.

Durante l’inverno del 1887, mentre stava lavorando al completamento dell’ opera di Aleksandr Borodin Il principe Igor’, Rimskij-Korsakov decise di comporre un brano orchestrale basato sul libro Le mille e una notte, formato da episodi fra loro non collegati.

Il brano fu terminato tra il 4 e il 7 agosto 1888: ne risultò una suite sinfonica in quattro movimenti che formano un tema unitario.

L’intento del compositore era di creare l’atmosfera dei racconti fantastici di ambientazione orientale. Inizialmente, Rimskij-Korsakov diede ai movimenti della suite le denominazioni Preludio, Ballata, Adagio e Finale.

Tuttavia, dopo aver valutato l’opinione di Anatolij Ljadov ed altri, optò per dei titoli programmatici, mantenendoli però vaghi, in modo che non potessero essere associati a specifici racconti. 

La prima esecuzione dell’ opera ebbe luogo il 28 ottobre 1888, e fu diretta dal compositore stesso.

 

ASCOLTA QUI “Shéhérazade” by Nikolaj Rimskij-Korsakov (Sergei Levitin, solo violin – Mariinsky Theatre Orchestra e Valery Gergiev, direttore – December 3, 1998 / Niigata-City Performing Arts Center (Ryutopia)):


ASCOLTA QUI “Shéhérazade” by Nikolaj Rimskij-Korsakov (Hans Kalafusz, violin – Radio-Sinfonieorchester Stuttgart e Sergiu Celibidache, direttore – Recorded live at the Studio Villa Berg, Süddeutscher Rundfunk, Stuttgart, November 1982):


Tutto ciò che desidero è che l’ascoltatore apprezzi la mia opera come musica sinfonica e porti con sé l’impressione che essa è senza dubbio una meravigliosa favola orientale piena di numerose e differenti immagini fiabesche. Tutte le storie che vi si narrano sono evocate da un’unica persona, Shéhérazade, che intrattiene con esse il suo austero marito”

Musicalmente Shéhérazade e il sultano si identificano con due temi che sono presentati subito all’inizio (Largo e maestoso) e che ritornano più volte con funzione di veri e propri motivi conduttori: soprattutto quello di Shéhérazade, che ha fra l’ altro il compito di legare un episodio all’altro.

Se il sultano è raffigurato da pesanti e minacciosi accordi di trombone, tuba, corni, legni e archi, il canto di Shéhérazade gli si contrappone con una struggente melodia affidata al violino solo e contrappuntata dall’arpa, dapprima tremante e incerta, poi sempre più sicura di sé e ariosamente distesa. Ed è con la forza di questa melodia che Shéhérazade a poco a poco avrà la meglio sulla terribile severità del sultano.

Il primo movimento è intitolato Il mare e la nave di Sinbad. Le battute iniziali presentano la cupa e severa figura del sultano Schahriar (Largo e maestoso), cui segue il sinuoso motivo orientaleggiante del violino solo, che personifica Shéhérazade (Lento).

La scena si apre ora sulla sterminata e maestosa distesa del mare (Allegro non troppo): Sinbad naviga arditamente sulle onde ora placide ora agitate, mentre risuonano ancora i temi del sultano e di Shéhérazade.

La seconda parte (Lento, Andantino) rievoca La storia del principe Kalender (il kalender è un prete maomettano mendicante e nomade). Il motivo di Shéhérazade, suonato dal violino solo sull’ accompagnamento dall’ arpa, introduce il tema principale del movimento: è il fagotto che presta la sua voce al kalender.

La scena brilla di colori orientali, ora delicati e raffinati, ora violenti e barbarici, tra preziosi ceselli dei legni, avvolgenti frasi degli archi, squilli minacciosi degli ottoni.

Nella terza parte (Andantino quasi allegretto, Pochissimo più mosso) Shéhérazade narra la fiaba de Il giovane principe e la giovane principessa. La suadente e vibrante melodia dei violini dà voce al principe, alternandosi al delicato e sensuale motivo del clarinetto, che raffigura la principessa.

La voce imperiosa del sultano ci ricorda la sua decisione di uccidere la moglie, ma Shéhérazade riprende la sua narrazione e col suo tema introduce il quarto movimento, il più variegato della Suite, nei tempi Allegro molto, Allegro molto e frenetico, Vivo, Allegro non troppo e maestoso. Inizia con l’ animata e colorata Festa a Bagdad, in cui ritornano vari temi uditi negli episodi precedenti.

Una serie di crescendo accentuano l’ esaltazione della folla, ma improvvisamente si volta pagina e ritorna Il mare, su cui però la nave di Sinbad non naviga più serenamente, spinta a gonfie vele dal vento dello spirito d’ avventura, ma è in balia di onde spaventose e di venti implacabili.

In lontananza appare un altissimo scoglio sormontato da un guerriero di bronzo: la nave, col suo equipaggio sgomento, è sospinta sempre più velocemente da una forza misteriosa contro la roccia e vi s’ infrange col cupo fragore d’ un colpo di tam-tam (Il naufragio).

Il violino e l’ arpa fanno riascoltare il tema di Shéhérazade, cui la voce del sultano si unisce con accenti finalmente dolci e amorevoli.

Componendo Shéhérazade non intendevo orientare l’ascoltatore dalla parte dove si era diretta la mia fantasia. Volevo semplicemente che avesse, se la mia musica sinfonica gli piaceva, la sensazione di un racconto orientale, non soltanto di quattro pezzi suonati l’uno dopo l’altro su temi comuni. Per tutti noi, infatti, il nome “Mille e una notte” evoca l’Oriente […] Questa composizione e altre conclusero un periodo in cui la mia orchestrazione aveva raggiunto un grado notevole di virtuosismo e di sonorità chiara, senza influenze wagneriane“.

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Written by mara

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