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Orchestra della Rai,Torino: John Axelrod per Stravinskij, Berlioz

Il compositore immagina che un giovane musicista, agitato da quella infermità spirituale che un celebre scrittore denomina l’ indeterminatezza delle passioni, vede per la prima volta una donna che riunisce tutto il fascino dell’essere ideale che la sua immaginazione ha vagheggiato, e se ne innamora perdutamente

John Axelrod 3_0 - Copia 

Concerto num. 18 della Stagione 2016 – 2017, Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai

 

Dal palco dell’ Auditorium Rai “A. Toscanini” di Torino l’ Orchestra sinfonica della Rai e il Direttore John Axelrod proporranno il seguente programma, Fantastique:

 

Joaquin Turina, Danzas fantasticas op. 22

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Igor Stravinskij, Scherzo fantastique op. 3

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Hector Berlioz, Symphonie Fantastique op. 14

 

QUANDO:

Giovedì 23 Marzo 2017, ore 20.30

Venerdì 24 Marzo 2017, ore 20.00

 

DOVE: Auditorium Rai “A. Toscanini”
Via Rossini, 15

10124 Torino (TO)

 

INTERPRETI:

John Axelrod, direttore

ORCHESTRA SINFONICA NAZIONALE DELLA RAI

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

poltrona numerata platea al costo di 32,50 € (comprese spese di prevendita)

poltrona numerata balconata al costo di 30,50 € (comprese spese di prevendita)

poltrona numerata galleria al costo di 28,50 € (comprese spese di prevendita)

 

Orchestra della Rai, Torino: John Axelrod per Stravinskij, Berlioz

 

se non sapete come fare e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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John Axelrod…

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Con il repertorio estremamente vasto, i programmi innovativi e il carismatico stile direttoriale, John Axelrod continua ad imporsi sempre più come uno dei direttori più interessanti del panorama odierno ed è richiesto dalle orchestre di tutto il mondo.

Dopo aver completato con successo la sua carica quinquennale come direttore principale della Luzerner Sinfonie Orchester e direttore musicale del Teatro di Lucerna, la posizione di Direttore Musicale dell’Orchestre National des Pays de la Loire (ONPL) e di Direttore Principale dell’Orchestra Sinfonica di Milano “G. Verdi”, nel novembre 2014 John Axelrod viene nominato Direttore Principale e Direttore Artistico della Real Orquesta Sinfónica de Sevilla (ROSS). Mantiene anche la posizione di Direttore Principale Ospite dell’Orchestra Sinfonica di Milano “G.Verdi”. Sin dal 2001, John Axelrod ha diretto oltre 150 orchestre internazionali, 30 titoli d’opera e 50 prime assolute.

Fra le orchestre con cui collabora regolarmente figurano la Rundfunk-Sinfonieorchester di Berlino, la NDR Symphony di Amburgo, la hr-Sinfonieorchester di Francoforte, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI Torino, il Teatro La Fenice di Venezia, il Teatro San Carlo di Napoli, la Real Orquesta Sinfonica de Sevilla, la OSI di Lugano, la Camerata Salzburg, la ORF Radio Symphony e i Grazer Philharmoniker

La sua attività operistica comprende nuove produzioni del Candide di Bernstein al Théâtre du Châtelet e al Teatro alla Scala, Flight di J.Dove per la Leipzig Oper, Tristano e Isotta ad Angers/Nantes… Per il Festival di Lucerna ha diretto le nuove produzioni di Kaiser von Atlantis, RigolettoRake’s Progress, Don Giovanni, L’opera da tre soldi,Idomeneo. Nel 2014 ha diretto Evgenij Onegin al Teatro San Carlo di Napoli e inaugurato il Festival di Spoleto con il trittico: Erwartung, La Dame de Monte Carlo e La Mort de Cléopâtre.  Ultimamente ha diretto la nuova produzione di Candide per il Maggio Musicale Fiorentino 2015.

Appassionato sostenitore delle nuove generazioni di musicisti, John Axelrod collabora con diverse orchestre giovanili professionali, andando in tournée con la Schleswig Holstein Festival Orchestra al Festival di Salisburgo, l’Orchestra Giovanile Italiana in Italia, l’Accademia della Scala a Muscat, la Nord Deutsche Junge Philharmonie in Germania, la Sinfonia Iuventus in Polonia e la Vienna Jeunesse Orchester in Austria.

John Axelrod incide regolarmente sia il repertorio di tradizione che quello contemporaneo per etichette quali Sony Classical, Warner Classics, Ondine, Universal, Naïve e Nimbus. L’ultimo progetto discografico Brahms Beloved per la Telarc vede l’integrale delle Sinfonie di Brahms, con l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, abbinate ai Lieder di Clara Schumann.

Laureato alla Harvard University nel 1988 e formatosi nella tradizione di Bernstein, ha studiato al Conservatorio di San Pietroburgo con Ilya Musin nel 1996, e ha partecipato al programma dell’American Symphony Orchestra League.

Discepolo di Leonard Bernstein, americano, è passato dal rock alla direzione d’orchestra alla Scala e all’Opéra. Innamorato del Belpaese, sogna una collezione di Sassicaia. Intanto, ha ideato un marchio di qualità e una guida dei migliori ristoranti italiani nel mondo.

A 16 anni, quando i compagni di scuola studiavano per l’esamedella patente, John Axelrod era già un prodigio del pianoforte, scelto da Leonard Bernstein come discepolo per «lezioni di musica e di vita», tre ore al giorno per quattro mesi filati. Dopo la laurea a Harvard, la musica classica gli sembrava troppo da secchione e ha optato per una parentesi rock (lavorava per una multinazionale discografica occupandosi di Billy Corgan degli Smashing Pumpkins, Tori Amos e Axl Rose dei Guns N’Roses). Ma a forza di portare fuori a cena rockettari, si è appassionato tanto a vini (e gastronomia) che è diventato sommelier in una delle maggiori vinerie della Napa Valley, la Mondavi. Poi è tornato alla musica classica, prima come assistente di Christoph Eschenbach al Festival di Bayreuth, poi come direttore musicale dell’Opera di Lucerna.

«La passione per il cibo italiano mi è letteralmente caduta sulla testa da bambino» sorride Axelrod. «Ero con papà e mamma da Antonio’s Flying Pizza, a Houston, e la pizza volò davvero: la pasta sfuggì dalle mani del pizzaiolo e m’incappucciò. Sono cittadino onorario da quel giorno». Anche se la consacrazione arrivò più tardi, da adulto, a Venezia: «Convinsi un gondoliere a darmi lezioni. Mi portò a Dorsoduro, all’officina delle gondole, e cominciò il corso intensivo, prima con un simulatore, poi con la gondola vera. Mi prestò camicia, cappello e sciarpa, e da John diventai Giovanni. Turisti giapponesi, tedeschi: cantavo ‘O Sole Mio, loro filmavano».

Dopo 15 anni di vagabondaggio con la bacchetta nella valigia, Axelrod è diventato amico di tanti grandi chef (Nobu Matsuhisa, Joachim Splichal, Wolfgang Puck) e ha aggiunto il titolo di gourmet a quello di sommelier. I suoi vini italiani preferiti? Brunello di Montalcino e Amarone, Barolo e Barbaresco, e Nero d’Avola. Sogna una «collezione verticale» di Sassicaia. «Certi vini, come il Côte du Rhône, sono dei classici, ma in generale il vino francese, con le eccezioni di Château Margaux e Latour, resta per me in secondo piano. Emergenti come lo Shiraz australiano o certi Cabernet cileni competono con le tecniche francesi, ma il gusto italiano non si replica altrove. Tra i vini americani? Ci sono Zinfandel rossi davvero vincenti; ma il mio preferito è il Cabernet Caymus Special Selection. Ottimi il Cabernet Reserve Mondavi e il Pinot Noir Russian River Valley. Una chicca? Il Pinot Noir Navarro».

L’idea della guida ai ristoranti italiani nel mondo è nata «testando» centinaia di ristoranti: «Una volta invece del sugo di pomodoro cercarono di rifilarmi del ketchup. È complicato e costoso, all’estero, avere accesso agli ingredienti giusti: se prendono scorciatoie, non è più cucina italiana». I gusti di Axelrod sono semplici: «I tagliolini al nero di seppia dell’ Harry’s Bar; la cotoletta alla milanese. Le costolette d’agnello di San Gimignano. E la pizza napoletana. Un piatto di prosciutto di San Daniele e una burrata fresca mi emozioneranno sempre». I migliori tra i ristoranti che vantano il bollino «Autentico italiano»? Classico a Lipsia, Fausto a Budapest, Da Marco a Houston. E a un gourmet texano non si può non chiedere un parere sul miglior barbecue del mondo: «Goode Company BBQ a Houston». Dei colleghi direttori Axelrod parla senza tabù: «Mi piace Gustavo Dudamel, un esempio di impegno e gioia di fare musica. Valery Gergiev è un trascinatore. Come soprano a Angela Gheorghiu preferisco la voce pura di Anna Netrebko. Mezzosoprano? Magdalena Kozena meglio di Elina Garanca. I tenori? Jonas Kaufmann ha meno ego di Roberto Alagna». Il sogno? «Diventare direttore della Boston Symphony, che mia mamma ascoltava sempre alla radio. Sono felice di essere un mammone. Italiano anche in quello…».

Sito personale: http://www.johnaxelrod.com/index.htm

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ASCOLTI DI PROGRAMMA…

 

Danzas fantasticas op. 22″ by Joaquin Turina (Juan de Udaeta):

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Scherzo fantastique op. 3″ by Igor Stravinskij (The Cleveland Orchestra, Pierre Boulez):

Scherzo fantastique op. 3″ by Igor Stravinskij (WDR Sinfonieorchester Köln e Semyon Bychkov – Recorded at Philharmonie Köln, 2008):

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Symphonie Fantastique op. 14 by Hector Berlioz (NYO-USA, Charles Dutoit – Carnegie Hall on July 11, 2015):

Symphonie Fantastique op. 14 by Hector Berlioz (Boston Civic Symphony, Taichi Fukumura):

Symphonie Fantastique op. 14 by Hector Berlioz (Bavarian Radio Symphony Orchestra, Mariss Jansons – Live recording. London, Proms 2013):

 

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Written by mara

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