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Per Crescendo in Musica il balletto IL LAGO DEI CIGNI alla Verdi

È fatto talmente male [il libretto] che ho dovuto cambiare l’ intero testo”, Modest, dopo la scomparsa del fratello (Čajkovskij) in una lettera a Hermann Laroche del 1894

Il lago dei cigni per il 10° Appuntamento della Stagione Crescendo in musica 2017 per La Verdi

 

Il lago dei cigni è uno dei più famosi e acclamati balletti del XIX secolo, musicato da Pëtr Il’ič Čajkovskij (op. 20). La prima rappresentazione ebbe luogo al Teatro Bolshoi di Mosca il 20 febbraio 1877 (calendario giuliano), con la coreografia di Julius Wenzel Reisinger.

Il libretto di Vladimir Petrovic Begičev, direttore dei teatri imperiali di Mosca insieme al ballerino Vasil Fedorovič Geltzer, è basato su un’ antica fiaba tedesca, Der geraubte Schleier (Il velo rubato), seguendo il racconto di Jophann Karl August Musäus.

Primo dei tre balletti di Čajkovskij, fu composto tra il 1875 e il 1876. Viene rappresentato in quattro atti e quattro scene (soprattutto fuori dalla Russia e nell’ Europa Orientale) o in tre atti e quattro scene (in Russia e Europa occidentale). Sebbene esistano molte versioni diverse del balletto, la maggior parte delle compagnie di danza basa l’ allestimento, sia dal punto di vista coreografico che musicale, sul revival di Marius Petipa e Lev Ivanov per il Balletto Imperiale, presentato la prima volta il 15 gennaio 1895 (data come sopra) al Teatro Imperiale Mariinskij a San Pietroburgo, Russia. In occasione di questo revival, la musica di Čajkovskij venne rivisitata dal maestro di cappella dei Teatri Imperiali, Riccardo Drigo.

È un balletto molto interessante per la forte compenetrazione fra la musica e la storia e per l’intensità del simbolismo che lo percorre: la lotta fra il bene e il male, l’opposizione fra bianco e nero, l’arcano della donna trasformata in cigno, gli abbandoni languidi e di struggente dolcezza della musica, pronti improvvisamente a sfumare in accenti crudi e misteriosi, quasi si alzassero assieme alle brume incantate del lago…

 

IL LAGO DEI CIGNI

Musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij
Balletto in quattro atti

Attore, Nicola Olivieri

Testi e regia, Francesco Montemurro

Direttore, Vincenzo Milletarì

Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi – Espressione Danza

 

QUANDO:

Sabato 2 Dicembre 2017, ore 16.00

 

DOVE: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo
Largo Gustav Mahler
20136 Milano (MI)

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Settore A € 15,00 e 7,50 € Ridotto Bambino di età inferiore ai 14 anni
Settore B € 15,00 e 7,50 € Ridotto Bambino di età inferiore ai 14 anni
Settore C € 15,00 e 7,50 € Ridotto Bambino di età inferiore ai 14 anni
Settore D € 15,00 e 7,50 € Ridotto Bambino di età inferiore ai 14 anni

 

SETTORE A Platea dalla fila 4 alla 25; SETTORE B Balconata dalla fila 4 alla 15; SETTORE C Prime 3 file Balconata e logge e SETTORE D Prime 3 file di Platea

 

Con Associazione Ma.Ni. è possibile avere i biglietti a prezzo ridotto adulti. Scrivere a mara.grisoni@gmail.com per ricevere informazioni oppure telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

… … …

Basato su un un’ idea originale dello stesso Ciajkowski, che aveva concepito la storia come un’azione danzata per divertire i suoi nipoti, poi rielaborata da due scrittori russi, testimonia come fosse divenuto stretto il legame tra musica e balletto per il grande compositore, convinto che la scuola russa di danza avesse ormai acquisito un notevole patrimonio tecnico, linguistico ed espressivo, al cui servizio bisognasse porre una musica ricca ed espressiva non improvvisata da mestieranti.

Variamente interpretato, anche in chiave psicoanalitica, Il Lago dei cigni non è solo la storia di un uomo che deve riuscire a conquistare la donna amata superando gli ostacoli che si frappongono, ma anche quella di un percorso di crescita, che avviene tra inquietudini e turbamenti, prima confondendo tra loro il Bene e il Male (Odette e Odile che si somigliano e gli si presentano egualmente allettanti, il Male con una maggiore forza di lusinga e seduzione), poi imparando a distinguerli e scegliendo infine il Bene.

Il lago dei cigni continua a mantenere intatto tutto il suo fascino per l’ atmosfera lunare che accompagna l’ apparizione di Odette, per il doppio ruolo di Odette – Odile, per il tema dell’ eterna lotta fra il Bene e il Male, per il virtuosismo tecnico della protagonista, con i petits battements sur le coup de pied e il battito d’ ali che, come per incanto, si trasferisce al fremito della gamba, per lo stupefacente assolo del Principe con i due spettacolari giri di coupés jetés en tournant (ed esemplari in tal senso furono le interpretazioni della splendida coppia Margot Fonteyn e Rudolf Nureyev), per l’alternarsi di danze malinconiche e danze brillanti di tutti i ballerini, ma anche perché continua ad attirare la favola lirica e pure un poco patetica che appaga l’ innato senso di romanticismo nascosto in fondo ai nostri cuori.

Lago dei cigni3

Storia del balletto

La prima rappresentazione de “Il Lago dei Cigni” deluse molto critica e pubblico. Reisinger operò tagli e manomissioni alla partitura originale, nonché allestì in modo scadente le scene, lasciò ai ballerini, oltretutto di scarsa personalità, il compito di improvvisare variazioni e passi: il risultato fu deludente. Anche l’orchestra uscì a testa bassa, eseguendo la partitura in modo scadente.

Nonostante ciò, il balletto venne comunque riproposto e inscenato per un numero totale di quarantadue allestimenti, tutti, a detta della critica del tempo, dei veri e propri fiaschi.

Nel 1894 nel “Memorial Matinée” dedicato a Chaikovski da poco scomparso ne venne ripresentato il solo 2° atto, riallestito per volere del direttore del Teatro Marinski di Pietroburgo, che ne affidò la coreografia a Marius Petipa il quale lo trasmise al suo assistente Lev Ivanov.

Il 15 gennaio 1895 finalmente ebbe luogo il primo allestimento coreografato da Petipa e Ivanov presso il Teatro Mariinskij di San Pietroburgo. Le scene erano di Mikhail Botcharov, Henryk Levogt e Ivan Andreev; i ruoli principali erano interpretati dalla Legnani (Odette-Odile), da Gerdt (Siegfried), da P. A. Bulgakov (Rothbart) e da Giuseppina Cecchetti (la Regina Madre).

Petipa curò il primo e il terzo atto, mentre Ivanov curò gli atti bianchi (sezioni del balletto, caratteristico del Romanticismo, nel quale dominano personaggi fantastici ed eterei, rappresentati nel costume da abiti bianchi di tarlatana o di tulle: i celebri tutù), il secondo e il quarto quelli che rappresentano il lago stregato dove abitano le fanciulle trasformate in cigni dal crudele Mago Rothbart.

Inoltre vennero apportate anche modifiche alla sequenza dei numeri e furono aggiunti brani del musicista trascritti dal compositore italiano (e direttore d’orchestra in tale occasione) Riccardo Drigo, che compose anche il Grand pas de deux.

Questa volta fu un successo e Il lago dei cigni entrò a pieno diritto nel repertorio dei teatri pietroburghese e moscovita. La nuova coreografia e le nuove musiche sono considerate una pietra miliare del balletto classico.

La leggenda della principessa trasformata in cigno affonda le radici in molti racconti mitologici.

Zeus si mutò in cigno per amore di Leda, dall’ amplesso con la quale ebbero origine due uova, da uno sarebbero nati Elena e Polluce (figli di Zeus) dall’ altro Castore e Clitemnestra (figli di Tindareo, marito di Leda).

Alla morte di Castore, Polluce chiese a Zeus di riportare in vita il fratello a cui era molto legato, ma al signore dell’ Olimpo non era concesso strappare le anime all’ Ade, così permise a Castore e Polluce di vivere entrambi solo se il primo avesse assunto le sembianze di cigno di giorno e quelle di uomo di notte, a Polluce sarebbe dovuta toccare la sorte inversa; i due fratelli (Dioscuri) divennero perciò la metafora allegorica dell’alternanza giorno-notte ma anche del sacrifico dell’amore fraterno, del sacrificio che forza un esito apparentemente immodificabile.

Nella mitologia nordica abbondano figure femminili legate a fiumi e laghi come le Ondine che assumono un ruolo che fa eco a quello delle sirene delle culture mediterranee ma con un’ aurea di maggiore mistero e di una interrelazione con gli umani più frequente e non sempre negativa.

L’ uomo è condannato a sottostare al volere del Fato, ma, a prezzo di un sacrificio in nome dell’ amore fraterno, filiale, genitoriale o coniugale, le divinità possono individuare soluzioni collocabili a metà strada tra il reale e il trascendente, non di rado culminanti in trasfigurazioni, emigrazioni sull’ Olimpo o metamorfosi in figure animali, vegetali, o corpi celesti.

La consuetudine invalsa di affidare i ruoli di Odette e di Odile alla medesima interprete ha introdotto un elemento di riflessione su un’ ipotesi di sdoppiamento schizoide di personalità.

L’ orchestra de Il Lago dei Cigni è composta da due flauti, due oboi, due clarinetti, due fagotti, quattro corni, due cornette, due trombe, tre tromboni, una basso tuba, una serie di timpani, triangolo, tamburello, nacchere, rullante, piatti, grancassa, gong, xilofono, arpa e archi.

A causa delle varie interpolazioni, tagli, manomissioni e quant’ altro che la musica subì prima e dopo la morte dell’ autore, il balletto presenta molte incognite musicali e drammaturgiche. La posizione dei vari brani (come il Passo a due, che oggi vediamo nel III atto, detto “del cigno nero“) e “numeri” della partitura (dunque della stessa struttura del balletto in sede rappresentativa), è tuttora argomento di dibattito. Non marginale poi lo svolgimento narrativo, in particolar modo riguardo alla conclusione del balletto, ove ebbe a suo tempo un ruolo determinante, al fine di una variante “positiva” il fratello del musicista.

La partitura

Musicalmente il balletto esordisce con una “sinfonia” eseguita solitamente a sipario abbassato che prepara la sorpresa della prima scena, costituita dalla festa di compleanno del principe che entra nella maggiore età. L’ orchestra cita danze popolari per rappresentare l’entusiasmo dei sudditi fino alla comparsa del celebre valzer.

Secondo consuetudine il tema principale torna ciclicamente per poi dare spazio a danze che segnano l’ingresso della regina madre.

Un passo a tre articolato su 6 sezioni molto articolate e affidate a episodi solistici di molti strumenti (arpa, oboe, fagotto, clarinetto, ecc..), lascia la scena ad una danza di contadini.

Ancora un pas de deux, la cui conclusione strumentale, con prevalenza delle percussioni annuncia la battuta di caccia, a cui segue il finale appassionato del primo atto.

Il secondo atto inizia con un’atmosfera che descrive il paesaggio lacustre. Il tema principale viene riesposto, ma la risposta annuncia con gli ottoni, il sopraggiungere della minaccia.

Dopo varie danze dei cigni, un delicato assolo di Odette (che è stata invitata a palazzo da Sigfrido) e la musica concede il godimento del celebre solo di violino.

Il terzo atto è incentrato sulla festa a corte, con la geniale trasformazione del valzer in 4/4 per caratterizzare la situazione dell’inganno di Odile, alla quale viene dato ampio spazio perchè si produca nell’opera di seduzione.

Gli ospiti del castello si esibiscono nelle danze nazionali.

La scena della festa per il fidanzamento costituisce una ghiotta opportunità per musicista e coreografo per dar fondo alla fantasia: assistiamo perciò a una Danza ungherese, una danza russa,un bolero spagnolo, una tarantella napoletana.

Con la scoperta dell’inganno e la comparsa di Odette, il terzo atto si chiude in un clima di disperazione.

Il quarto e conclusivo atto esordisce con la sonorità trasparente degli archi e dei fiati su cui si eleva l’arpa.

La nuova scena del lago ha un clima ben diverso da quella del secondo atto. La Danses des petits cygnes trasmette inquietudine: Odette crede di essere stata tradita e cerca il conforto dalla compagnia dei cigni.

Il clima inquieto, concitato, raggiunge il parossismo come a sottolineare la palpitazione che condurrà al crepacuore che stroncherà Odette tra le braccia di Sigfrido.

Il Finale propone il tema suonato e contrastato da un turbine orchestrale che è l’allegoria della furia delle acque del lago che sommerge e trascina nei flutti i due giovani per lasciare spazio all’arpa e agli archi che concludono il balletto con un episodio di etereo sentimento di abbandono amoroso.

Interpreti storici

La prima coppia fu quella costituita da Pierina Legnani e Pavel Gerdt, il quale, però era talmente su negli anni che un pas de deux fu trasformato in pas de troix per introdurre un “amico del principe” che consentisse a Gerdt di prendere fiato.

Celebri “cigni” sono state Anna Pavlova, Margot Fonteyn e più di recente, Sylvie Guillem, Yulia Makhalina, Darcey Bussell e Polina Semionova, queste due ultime partner apprezzatissime di Roberto Bolle.

Lago dei cigni

Il movimento che introduce il balletto è una breve sintesi musicale ed emotiva del dramma che sostituisce la tradizionale ouverture.

La melodia d’apertura è il primo tema del cigno, in esso risuona già una delle scale discendenti che si incontreranno poi in tutto il balletto. Queste scale alludono al destino che incombe sui due amanti, a cui non potranno sottrarsi.

Il movimento agitato che appare, simboleggia il sortilegio del mago su Odette e la di lei trasformazione in cigno. In talune revisioni librettistiche e coreografiche, comunque non conformi all’ originale, la breve scena viene rappresentata sul palcoscenico, come antefatto (ad esempio in Nicholas Beriozoff, Milano, 1964).

Prologo

La principessa Odette si trova sulla sponda di un lago e raccoglie dei fiori; mentre cerca di prenderne uno bianco, che ha attirato la sua attenzione, viene avvolta da due gigantesche ali. Il mago Rothbart, che vive lì vicino, ha fatto un incantesimo trasformando la giovane in un cigno: soltanto un uomo davvero innamorato di lei e a lei fedele potrà liberarla dal sortilegio e farle riprendere le sembianze umane.

Atto I

In un parco di fronte al castello, il principe Siegfried festeggia coi suoi amici il suo compleanno. Si avvicinano dei contadini per porgergli gli auguri e lo intrattengono con le loro danze. Giunge la regina madre, che esorta il figlio a trovare una sposa tra le ragazze che lei ha invitato al ballo del giorno dopo. Alla sua uscita, le danze dei contadini riprendono con due divertissement, posti al di fuori dell’intreccio. La festa continua con danze e scherzi del buffone di corte.

Gli ospiti rientrano nel castello ed il principe Siegfried e i suoi amici decidono di andare a caccia e imbracciato l’arco s’inoltrano nella foresta. Appare il secondo tema del cigno, più precisamente della “fanciulla cigno“.

Atto II

Sulle acque di un lago nuotano i cigni, in realtà bellissime fanciulle stregate dal malvagio Rothbart, che possono assumere forma umana solo la notte. Siegfried e i suoi amici li contemplano sotto la luce della luna. Questo numero, ideato come entr’acte, divenne in seguito un tableau scenico.

I cacciatori prendono la mira, ma proprio in quel momento i cigni si trasformano in fanciulle. La loro regina, Odette, narra al principe la loro triste storia, e spiega che solo una promessa di matrimonio fatta in punto di morte potrà sciogliere l’incantesimo che le tiene prigioniere. Siegfried, incantato dalla bellezza di Odette, la implora di prendere parte al ballo del giorno dopo, in cui egli dovrà scegliere una sposa. Ha inizio un divertissement, parte essenziale dell’ intreccio, composto dalle danze delle fanciulle cigno e da un pas d’action, la cui musica è tratta dall’ opera giovanile Undine, dove Siegfried e Odette si giurano eterno amore. È l’alba, e le fanciulle vengono nuovamente trasformate in cigni.

Atto III

Nella sala da ballo del castello entrano gli invitati, accolti da Siegfried e dalla regina madre. Iniziano i festeggiamenti. Gli squilli di tromba annunciano l’ arrivo delle sei ragazze aspiranti pretendenti del principe. Siegfried si rifiuta di scegliere, quand’ ecco che uno squillo di tromba annuncia l’ arrivo di nuovi ospiti. Si tratta del mago Rothbart e della figlia Odile che, grazie al padre, ha assunto l’ aspetto di Odette. L’ intento del mago è quello di far innamorare Siegfried di Odile, in modo da mantenere per sempre Odette in suo potere. La musica espone il tema del fato, e il motivo della “fanciulla cigno” suggerisce la somiglianza tra Odette e Odile, che il pubblico può comunque distinguere dal costume, che nel caso di Odile è nero.

Ciascuna ragazza balla una variazione per il principe. Seguono una serie di danze nazionali.

Con il suo fascino, Odile è riuscita a sedurre Siegfried, che la presenta a sua madre come futura sposa. Rothbart esultante si trasforma in una civetta e fugge dal castello, che piomba nell’ oscurità fra l’ orrore degli invitati. Siegfried, resosi conto dell’ inganno, scorge la vera Odette attraverso un’ arcata del castello, e disperato si precipita nella notte alla ricerca della fanciulla.

Atto IV

Odette, morente, piange il destino crudele che la attende. Siegfried arriva da lei tentando di salvarla, ma una tempesta si abbatte sul lago e le sue acque inghiottono i due amanti. La bufera si placa e sul lago, tornato tranquillo, appare un gruppo di candidi cigni in alto volo.

Finali alternativi del balletto

Dopo la Rivoluzione del 1917, ma soprattutto nel periodo stalinista, anche i protagonisti dei balletti dovettero in qualche modo essere assimilati al concetto di eroi positivi. Proprio per aderire a questa nuova filosofia, il finale del balletto venne modificato.

Nella versione di Vladimir Bourmeister del 1953, dopo un combattimento tra Rothbart e Siegfried, questo riesce a sconfiggere il mago e Odette riprende le sue sembianze umane potendo così vivere il proprio sogno d’amore con il principe.

Esistono molte altre versioni della scena finale originale (1877) del balletto. Le più rappresentate sono comunque queste:

  1. Versione del 1895 di Modest Il’ič Čajkovskij:
    Lo spirito maligno in forma di gufo si aggira sul lago. Siegfried si trafigge ed il gufo cade morto. Il lago scompare. Nell’ Apoteosi che segue vediamo un regno subacqueo, ove Ninfe e Naiadi accolgono i due innamorati per l’ eternità.
  2. Odette, morente, piange il destino crudele che la attende. Siegfried arriva da lei tentando di salvarla, ma una tempesta si abbatte sul lago e le sue acque inghiottono i due amanti. Finita la bufera, le anime dei due si riuniscono in un’ Apoteosi celeste.
  3. Siegfried combatte contro il malvagio mago, ma ha la peggio. Rothbart minaccia Odette di uccidere il principe, se lui non avesse acconsentito alle sue nozze con Odile. Siegfried per amore di lei prende la spada di Rothbart e si uccide. Così facendo, il suo amore spezza l’ incantesimo, i cigni ritornano fanciulle, Siegfried torna in vita e può vivere il suo sogno d’amore assieme a Odette.
  4. Odette, costretta a rimanere un cigno per l’ eternità, decide di suicidarsi gettandosi da una rupe. Siegfried in seguito decide di fare lo stesso. Questo atto di sacrificio e di amore sconfigge il potere di Rothbart. Infine al sorgere dell’ alba le anime dei due amanti si riuniscono in un’ Apoteosi celeste.
  5. Il principe implora Odette di perdonarlo, rendendosi disponibile a morire con lei pur di rompere l’ incantesimo. Appare allora Rothbarth che dà inizio a un duello col principe in cui il malvagio viene sconfitto, ponendo fine al suo sortilegio.

Struttura del balletto

Atto I

Introduzione: Moderato assai – Allegro non troppo – Tempo I
No. 1 Scène: Allegro giusto
No. 2 Valse: Tempo di valse
No. 3 Scène: Allegro moderato
No. 4 Pas de trois

I. Intrada: Allegro
II. Andante sostenuto
III. Allegro simplice – Presto
IV. Moderato
V. Allegro
VI. Coda: Allegro vivace
No. 5 Pas de deux

I. Tempo di valse ma non troppo vivo, quasi moderato
II. Andante – Allegro
III. Tempo di valse
IV. Coda: Allegro molto vivace
No. 6 Pas d’action: Andantino quasi moderato – Allegro
No. 7 Sujet
No. 8 Danse des coupes: Tempo di polacca
No. 9 Finale: Sujet: Andante

Atto II

No. 10 Scène: Moderato
No. 11 Scène: Allegro moderato – Moderato – Allegro vivo
No. 12 Scène: Allegro – Moderato assai quasi andante
No. 13 Danses des cygnes

I. Tempo di valse
II. Moderato assai
III. Tempo di valse
IV. Allegro moderato
V. Pas d’action: Andante – Andante non troppo – Tempo I – Allegro
VI. Tempo di valse
VII. Coda: Allegro vivo
No. 14 Scène: Moderato

Atto III

No. 15 Scène: Allegro giusto
No. 16 Danses du corps de ballet et des nains: Moderato assai – Allegro vivo
No. 17 La sortie des invités et la valse: Allegro – Tempo di valse
No. 18 Scène: Allegro – Allegro giusto
No. 19 Pas de six. Intrada: Moderato assai

Var. I. Allegro
Var. II. Andante con moto
Var. III. Moderato
Var. IV. Allegro
Var. V. Moderato – Allegro simplice
Coda: Allegro molto
Appendix I. (19a) Pas de deux. Intrada: Moderato – Andante

Var. I. Allegro moderato
Var. II. Allegro
Coda: Allegro molto vivace
No. 20 Danse hongroise. Czardas: Moderato assai – Allegro moderato – Vivace
Appendix II. (20a) Danse russe: Moderato – Andante simplice – Allegro vivo – Presto
No. 21 Danse espagnole: Allegro non troppo (Tempo di bolero)
No. 22 Danse napolitaine: Allegro moderato – Andantino quasi moderato – Presto
No. 23 Mazurka: Tempo di mazurka
No. 24 Scène: Allegro – Valse – Allegro vivo

Atto IV

No. 25 Entr’acte: Moderato
No. 26 Scène: Allegro non troppo
No. 27 Danses des petits cygnes: Moderato
No. 28 Scène: Allegro agitato – Molto meno mosso – Allegro vivace
No. 29 Scène finale: Andante – Allegro agitato – Alla breve. Moderato e maestoso – Moderato

Lago dei cigni4j

ADATTAMENTI, CINEMA E CURIOSITÀ…

Una versione-adattamento molto particolare del balletto si deve a Matthew Bourne per il (Sadler Wells Theatre di Londra), 1995, che ha goduto di un grande successo nel mondo, ma anche di critiche dai “puristi”. Una delle singolarità è che i cigni sono interpretati da ballerini maschi. Fra i tanti riferimenti del soggetto manipolato, ve ne sono anche all ‘uomo Čajkovskij, allusione del resto usata da altri coreografi, anche in Italia recentemente, Paul Chalmer, 2011, MaggioDanza.

Il 26 novembre 1999 debutta a Lecce la versione del coreografo italiano Fredy Franzutti per la sua compagnia, il Balletto del Sud. La produzione, che replica in numerosi festival e teatri italiani, è subito lodata da Vittoria Ottolenghi che la recensisce su libro “Mi è caduta la danza nel piatto”. Franzutti propone delle analogie tra il personaggio di Sigfried e Ludvig II di Baviera che, nel periodo della composizione, venne dichiarato pazzo e deposto. Il demone Rothbart chiede l’anima del ragazzo in cambio di una vita senza responsabilità e di duratura bellezza (tramutarsi in cigno). Il gruppo di cigni prigioniero dell’incantesimo di metamorfosi è, per Franzutti, costituito da ragazze e ragazzi che hanno accettato il patto.

Il 2 dicembre 2011 debutta a Stoccolma una riscrittura audace del classico di Čajkovskij a firma di Fredrik Rydman che miscela danza classica e street dance con brani originali di musicisti pop e rock. Swan lake reloaded è ambientato nel presente, con i cigni che sono prostitute drogate, vestite con pellicce bianche e con stivali di vernice nera, sottomesse dal protettore/pusher Rothbart. Dopo Stoccolma lo spettacolo ha registrato successi nei teatri di Londra, Parigi, Berlino, Zurigo. Il 17 marzo 2014 debutta in Italia al Teatro degli Arcimboldi di Milano. Rydman è nato il 29 agosto 1974 ed è uno dei membri della Bounce Streetdance Company.

Il balletto, oltre ad esser stato inscenato in diverse versioni, ha avuto anche successo nelle arti narrative.

Nei cartoni animati…

  • Princess Tutu è un anime creato nel 2002 dal regista Jun’ichi Satō e dalla disegnatrice Ikuko Itō. Si tratta di una rielaborazione in chiave fiabesca della storia de Il lago dei cigni unita a quella de Il brutto anatroccolo: una papera viene trasformata in ragazza, la quale a sua volta può trasformarsi nella Princess Tutu (cigno bianco) per recuperare i pezzi del cuore del principe Siegfrid, ma è osteggiata da Princess Kraehe (cigno nero) e dal cavaliere Fakir.

Nel Cinema…

  • Il lago dei cigni (1981), cartone animato diretto da Kimio Yabuki, che usò i brani di Pëtr Il’ič Čajkovskij e rimase relativamente fedele all’originale.
  • L’incantesimo del lago (1994) e i suoi due sequel, animati in puro stile disneyano, utilizza la storia originale (anche se pesantemente revisionata) come punto di partenza. Non compaiono musiche di Pëtr Il’ič Čajkovskij.
  • Billy Elliot (2000) Racconta la storia di un bambino di 11 anni di nome Billy, che intraprende la strada per diventare ballerino. La scena finale del film mostra il ragazzo cresciuto che danza il lago dei cigni.
  • Barbie e il lago dei cigni (2003), film destinato alla televisione per bambini per il quale è stata utilizzata la tecnica cinematografica del motion capture in collaborazione con il New York City Ballet.
  • Il cigno nero (2010), film diretto da Darren Aronofsky e interpretato da Natalie Portman, Mila Kunis e Vincent Cassel. Racconta la storia di Nina, una ballerina emotivamente fragile per via del rapporto morboso con la madre, scelta per il ruolo principale de Il lago dei cigni: tanto perfetta per il candido ruolo del cigno bianco quanto inadatta a quello perverso del cigno nero, Nina cercherà di maturare in lei entrambi i ruoli esplorando i limiti del proprio corpo e della propria mente. Ruolo per il quale Natalie Portman ha vinto l’Oscar alla miglior attrice protagonista.

Nella Letteratura

  • The Black Swan (1999): Un romanzo fantasy scritto da Mercedes Lackey, la quale riscrive la storia, incentrandola su Odile.

 

“Il lago dei cigni” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Margot Fonteyn, Rudolf Nureyev (1967)):

“Il lago dei cigni” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Rudolf Nureyev, Isabel Seabra, Charles Jude – Teatro alla Scala di Milano 7 Luglio 1990):

“Il lago dei cigni” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Roberto Bolle, Svetlana Zakarova – Teatro alla Scala dal Teatro degli Arcimboldi):

 

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Written by mara

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