in , , ,

Teatro alla Scala: Šostakovič, Sinfonia Leningrado (21 Mar.)

“… Vi assicuro, a nome di tutti i leningradesi, operatori della cultura e dell’arte, che siamo invincibili e che resteremo sempre al nostro posto di lotta”, Šostakovič

Mariss Jansons-2

Stagione 2015-2016, Concerti Straordinari

 

Un Concerto Straordinario con protagonisti il Direttore Mariss Jansons e la SYMPHONIEORCHESTER DES BAYERISCHEN RUNDFUNKS con un programma davvero importante:

 

Dmitrij Šostakovič, Sinfonia n. 7 in do magg. op. 60 “Leningrado”

 

QUANDO: Lunedì 21 Marzo 2016ore 20.00

 

DOVE: TEATRO ALLA SCALA
Via Filodrammatici, 2
20121 Milano

 

INTERPRETI:

Direttore, Mariss Jansons

SYMPHONIEORCHESTER DES BAYERISCHEN RUNDFUNKS

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Platea al costo di 145,20 €

Palchi, prima fila (e seconda fila nei palchi centrali) al costo di 145,20 €

Palchi, seconda fila laterale (e terza fila nei palchi centrali) al costo di 121,20 €

Prima Galleria, prima fila centrale al costo di 84,00 €

Prima Galleria, prima fila semi-centrale; Seconda Galleria prima fila centrale al costo di 84,00 €

Prima Galleria, prima fila laterale; Seconda Galleria, prima fila semi-centrale al costo di 60,00 €

Prima Galleria, seconda fila centrale e semi-centrale al costo di 60,00 €

 

Acquisto on line

 

oppure, se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

 

PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

… … …

Un’ ora fa ho terminato la partitura della seconda parte di una mia nuova grande composizione sinfonica. Se mi riuscirà di concluderla bene, se riuscirò a ultimare la terza e la quarta parte, allora quest’opera potrà chiamarsi Settima sinfonia. Due parti sono già scritte. Ci lavoro dal luglio del 1941. Nonostante la guerra, nonostante il pericolo che minaccia Leningrado, ho composto queste due parti relativamente in fretta.

Perché vi dico questo? Vi dico questo perché i leningradesi che adesso mi stanno ascoltando sappiano che la vita nella nostra città procede normalmente. Tutti noi portiamo il nostro fardello di lotta. E gli operatori della cultura compiono il proprio dovere con lo stessa onestà e la stessa dedizione di tutti gli altri cittadini di Leningrado, di tutti gli altri cittadini della nostra immensa Patria.

Io, leningradese di nascita, che mai ho lasciato la mia città natale, sento adesso più che mai la tensione della situazione. Tutta la mia vita e tutto il mio lavoro sono legati a Leningrado.

Leningrado è la mia patria. La mia città natale, la mia casa. E molte altre migliaia di leningradesi sentono quello che sento io. Un sentimento di infinito amore per la città natia, per le sue ampie strade, per le sue piazze e i suoi edifici incomparabilmente belli. Quando cammino per la nostra città in me sorge un sentimento di profonda sicurezza, che Leningrado si ergerà per sempre solenne sulle rive della Neva, che Leningrado nei secoli costituirà un possente sostegno per la mia Patria, che nei secoli moltiplicherà le conquiste della cultura.

Musicisti sovietici, miei cari e molteplici compagni d’arme, amici miei!

Ricordate che la nostra arte è seriamente minacciata. Ma noi difenderemo la nostra musica, continueremo con la stessa onestà e con la stessa dedizione a lavorare.

La musica che ci è tanto cara, alla cui creazione dedichiamo il meglio di noi, deve continuare a crescere e a perfezionarsi, come è stato sempre. Dobbiamo ricordare che ogni nota che esce dalla nostra penna è un progressivo investimento nella possente edificazione della cultura. E tanto migliore, tanto più meravigliosa sarà la nostra arte, tanto più crescerà la nostra certezza che nessuno mai sarà in grado di distruggerla.

Arrivederci, compagni!

Tra qualche tempo ultimerò la mia Settima sinfonia. Sto lavorando in fretta e con facilità. Il mio pensiero è chiaro e creativo. La mia opera si avvicina alla conclusione. E allora di nuovo prenderò la parola nell’etere con la mia composizione e con grande agitazione attenderò il giudizio severo e amichevole sul mio lavoro.

Vi assicuro, a nome di tutti i leningradesi, operatori della cultura e dell’arte, che siamo invincibili e che resteremo sempre al nostro posto di lotta.

 

“Sinfonia n. 7 in Do Maggiore op. 60 Leningrado (1941)” by Dmitrij Šostakovič (Registrazione della prima esecuzione assoluta americana diretta da Arturo Toscanini il 19 Luglio 1942 – NBC Symphony Orchestra – Direttore, Arturo Toscanini (NBC Studio 8 H, NYC. July, 19, 1942)):

“Sinfonia n. 7 in Do Maggiore op. 60 Leningrado (1941)” by Dmitrij Šostakovič (Mariinsky Theatre Symphony Orchestra e Valery Gergiev, direttore):

La Sinfonia n. 7 Op. 60 in do maggiore Leningrado di Dmitrij Šostakovič è una delle composizioni più note ed eseguite del compositore.

Šostakovič la scrisse nel 1941 durante l’Operazione Barbarossa, organizzata da Hitler e alleati per distruggere il colosso russo; la prima mossa dell’ Asse fu proprio quella di assediare la seconda città sovietica, Leningrado, ma la popolazione resistette per 900 giorni, prima di costringere il nemico alla ritirata. Šostakovič si trovava proprio a Leningrado (sua città natale) quando i nazisti cominciarono l’ assedio, ma fu uno dei primi a lasciarla, riuscendo a completare la sinfonia lontano dagli scenari di guerra nel dicembre 1941.

La Sinfonia venne eseguita per la prima volta il 5 marzo dell’ anno successivo, presso il Palazzo della Cultura di Kuibyšev.

La Settima Sinfonia simboleggia un’ appassionata denuncia dei crimini della guerra. Pur descrivendo l’ invasione delle truppe naziste attraverso l’ uso di un tema installato nel primo movimento (il già citato tema dell’ invasione), la sinfonia non intende rappresentare il solo punto di vista del cittadino sovietico ma quello di qualunque popolo in armi che tenta di resistere alle iniquità della guerra e dei regimi totalitari. Secondo il musicologo e dissidente russo Solomon Volkov l’ idea iniziale sarebbe stata quella di produrre una sinfonia di un movimento solo, comprendente anche delle voci, a cui affidare le parole del salmo 12; lo stesso Volkov sostiene che la Settima Sinfonia sarebbe stata dedicata alla città di Leningrado, che «Hitler ha distrutto e Stalin semplicemente ha finito». Tuttavia, diversi musicologi sostengono che le informazioni contenute nel lavoro di Volkov (già rigettate dalla vedova del compositore) sono inaffidabili, in parte inventate o rimaneggiate.

La sinfonia dura circa 80 minuti, ed è formata da quattro movimenti:

Il primo movimento (Allegretto) ha forma di sonata. Inizia con un maestoso, potente tema patriottico introdotto dagli archi e poi ripetuto dai legni. Una melodia piana affidata al flauto solo e al primo violino rappresentano la quiete della Russia prima dell’inizio della Seconda Guerra Mondiale. Dopo questa sezione inizia il famoso “tema dell’ invasione“, probabile caricatura della canzone Da geh’ ich zu Maxim dell’ operetta La vedova allegra di Franz Lehár. Il crescendo, dopo le 12 ripetizioni del tema di 22 battute, strutturate in modo molto simile – complice la presenza del ritmo ostinato dei tamburi rullanti – al Bolero di Maurice Ravel, culmina in un fortissimo affidato agli ottoni, consistente in una ripetizione di scale. Il passaggio raggiunge l’ apice della tensione in un fragoroso passaggio in fortissimo in cui si mescolano archi, ottoni e percussioni. Poco dopo, un solo di clarinetto e di fagotto ripropone il tema iniziale. Infine, il tema dell’ invasione, con un’ orchestrazione più dimessa e delicata affidata a trombe e tamburo rullante, chiude il movimento.

Il secondo movimento, Moderato (poco allegretto), originariamente intitolato “Memorie” è il più corto della sinfonia. Šostakovič riferì che era impostato basandosi su uno scherzo e un intermezzo lirico. L’ inizio è caratterizzato da un breve inciso degli strumentini e da un tema calmo e danzante affidato al violino e presenta, a tratti, la sembianze di una fuga; nella sezione successiva il tema passa all’ oboe solo che ripropone la melodia innalzata di un tono. Legni, ottoni e archi continuano lo sviluppo del movimento in differenti impasti timbrici. A metà dello svolgimento un clarinetto piccolo apre la sezione centrale, la più animata del movimento e dominata da ritmi cadenzati. Il tema principale, di carattere drammatico, viene elaborato da legni, ottoni e percussioni. L’ ultima sezione ripropone i temi della prima parte con una strumentazione che alterna archi e legni fino alla conclusione

Adagio: il movimento si apre con un accordo struggente e profondo, come a descrivere la desolazione e la distruzione causate dalla guerra. Anche questo movimento è tripartito e strutturato come il precedente: la prima parte presenta delle lunghe figurazioni, per lo più affidate agli archi; la sezione centrale è più animata, gli archi, sostenuti dagli ottoni e dalle percussioni, raffigurano le premesse di una prossima vittoria sul nemico invasore; l’ ultima parte, infine, è una ricapitolazione della prima.

Allegro non troppo: collegata direttamente al movimento precedente, la prima parte del finale è dominato da incisi ritmici non dissimili da quelli del primo movimento, raffigurazione del popolo che organizza la propria difesa per liberarsi dall’ invasore. I temi dell’ ultima parte, con le sue melodie festose, trionfanti e di carattere popolare, celebrano la resistenza. Ritorna infatti il tema del primo movimento, esposto dagli ottoni. La sinfonia si conclude in modo trionfale e retorico (simile, in questo alla Quinta Sinfonia) col dispiegamento degli ottoni e delle percussioni.

 

Leningrado 1941

… … …

Mariss Jansons…

Mariss Jansons

Figlio del direttore d’orchestra Arvids Jansons e della cantante Iraida Jansons, di origine ebraica, Mariss Jansons nasce in un nascondiglio a Riga dopo che il nonno e lo zio materni furono uccisi nel ghetto della città.

Da bambino inizia lo studio del violino con suo padre, il quale vince nel 1946 il secondo premio in un concorso nazionale e viene scelto da Yevgeny Mravinsky come assistente all’ Orchestra Filarmonica di Leningrado. Quando la sua famiglia lo raggiunge nel 1956, il giovane Mariss viene ammesso al Conservatorio di Leningrado, dove studia pianoforte e direzione d’orchestra, nonostante l’insistenza del padre a continuare violino. Nel 1969 prosegue i suoi studi a Vienna con Hans Swarowsky e a Salisburgo con Herbert von Karajan, che lo invita a diventare suo assistente alla Berlin Philharmonic Orchestra, ma le autorità sovietiche gli impediscono di espatriare.

Nel 1973, Jansons viene nominato direttore associato della Filarmonica di Leningrado, oggi di San Pietroburgo.

Nel 1979 è designato alla direzione musicale dell’ Orchestra Filarmonica di Oslo, con la quale si esibisce e incide con intensità fino al 2002. Nel 1981 dirige la prima esecuzione assoluta nell’ Østland Musikkonservatorium di Oslo di “Pedagogisk Ouverture” di Olav Anton Thommessen, nel 1982 nel National Teater di Oslo di “Brunnen” di Egil Hovland, nel 1983 la prima televisiva postuma nella Norsk rikskringkasting di Oslo di “Paa Vidderne” di Frederick Delius e nel 1988 nell’Østland Musikkonservatorium di Oslo di “The Great Attractor” di Olav Anton Thommessen. Jansons si dimette da quell’incarico nel 2000 dopo contrasti con la città a proposito dell’acustica dell’ Oslo Konserthus.

A Salisburgo dirige nel 1990 un concerto con la Oslo Philharmonic (Oslo-Filharmonien) e Radu Lupu, nel 1992 con la Saint Petersburg Philharmonic Orchestra, nel 1993 un concerto con Yuri Bashmet, nel 1994 un concerto con i Wiener Philharmoniker, nel 1995 e nel 1997 due concerti, nel 1998 un concerto, nel 1999 un concerto con la Pittsburgh Symphony Orchestra, nel 2002 tre concerti, nel 2003 tre concerti, nel 2006 un concerto con la Royal Concertgebouw Orchestra ed Alfred Brendel e la Sinfonia n. 6 (Mahler), nel 2007 un concerto con la Symphonieorchester ed il Coro della Bayerischer Rundfunk, nel 2008 un concerto con Elīna Garanča, nel 2009 un concerto, nel 2010 un concerto con Ferruccio Furlanetto, nel 2011 due concerti con Lang Lang e nel 2012 un concerto con Leonidas Kavakos ed uno con Nina Stemme.

Nel 1992, Jansons viene nominato direttore ospite principale della London Philharmonic Orchestra.

Al Teatro alla Scala di Milano nel 1992 dirige tre concerti.

Nel 1997 è direttore musicale della Pittsburgh Symphony Orchestra. Il suo contratto iniziale durava tre anni, ma i suoi rinnovamenti successivi erano annuali. Nel giugno 2002 dichiara l’intenzione di voler lasciare l’orchestra nel 2004.

Nell’ aprile 1996 a Oslo, Jansons rischia seriamente la vita durante la conduzione delle ultime pagine della Bohème in seguito ad un infarto. Scampato il pericolo, il direttore d’orchestra lettone si prende una pausa per la riabilitazione in Svizzera. Più tardi, un’equipe di chirurghi a Pittsburgh gli impianta un defibrillatore nel torace: nel caso di un altro infarto, questo impianto gli avrebbe dato una scossa elettrica. I suoi problemi cardiaci sono congeniti: nel 1984 Arvids Jansons, suo padre, muore dirigendo la Hallé Orchestra. Mariss Jansons dichiarò di soffrire molto il jet lag e questa fu una delle ragioni che lo convinsero a lasciare gli Stati Uniti.

All’ inizio della stagione musicale 2003-2004, Jansons ottenne la direzione dell’ Orchestra sinfonica della Radio Bavarese (BRSO), per un contratto iniziale di tre anni. Il suo ingaggio con la BRSO è per 10 settimane ogni stagione. Nel settembre 2006, Jansons estende il suo iniziale contratto con la BSO fino all’agosto 2009. Nel luglio 2007 lo estende ulteriormente, fino al 2012. Nell’ottobre 2002 Jansons diventa il sesto direttore d’orchestra della Royal Concertgebouw Orchestra (KCO) di Amsterdam, ma in effettivo dal 1º settembre 2004, quando succede a Riccardo Chailly rimanendo fino al 2015.

Al Teatro La Fenice di Venezia nel 2003 dirige in concerto i Wiener Philharmoniker.

Nel 2006, Mariss Jansons aumenta la propria popolarità dirigendo il Concerto di Capodanno a Vienna.

Ancora alla Scala nel 2007 dirige in concerto la Symphonie Orchester des Bayerischen Rundfunks e nel 2008 la Royal Concertgebouw Orchestra.

Nell’ottobre 2007, Jansons, che è luterano, dirige la Nona Sinfonia di Beethoven con l’Orchestra sinfonica della Radio Bavarese per Papa Benedetto XVI e altri 7000 presenti all’ Auditorium Paolo VI. Il concerto viene trasmesso in tutto il mondo.

Il 1º gennaio 2012 torna invece sul podio dei Wiener Philharmoniker per dirigere nuovamente il Concerto di Capodanno di Vienna ed in settembre dirige Ein deutsches Requiem al Concertgebouw. Nel 2015 dirige lo Stabat Mater di Dvořák con l’ Orchestra sinfonica della Radio Bavarese a Lucerna. In occasione dei concerti di Capodanno del 2016 ha ricoperto per la terza volta tale incarico.

 

 

Alcune foto inserite sono state scaricate da Internet e ritenute di pubblico dominio in assenza di specifiche indicazioni in merito. Preghiamo quindi, qualora i soggetti o gli Autori (riconosciuti tali) fossero contrari alla pubblicazione, di segnalarlo all’ indirizzo mara.grisoni@gmail.com, provvederemo alla rimozione delle immagini o alla segnalazione dell’ Autore.

Written by mara

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

ORCHESTRA della RAI: Ligeti, Beethoven (5 Marzo)

Teatro Lirico, (CA): Beethoven, Zimerman (11-12/03)