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Teatro La Fenice, Venezia: Mahler, Sinfonia n. 1 Titano

La mia musica è sempre e soprattutto solo un suono di natura“, Gustav Mahler

Omer-Meir-Wellber

CONCERTO PER I 500 ANNI DEL GHETTO, in collaborazione con il Comitato “I 500 anni del Ghetto di Venezia”

 

Il Ghetto di Venezia compie cinquecento anni

La Fenice darà il via al ricco calendario di appuntamenti per festeggiare il più antico quartiere ebraico del mondo con un concerto inaugurale e una serata di gala fissati proprio nel giorno in cui, mezzo millennio fa, venne costituito il ghetto veneziano sotto il dogado di Leonardo Loredan.

Il decreto del doge stabiliva che «li giudei debbano tutti abitar unidi in la corte de case che sono in ghetto appresso san Girolamo»: una sorta di recinto i cui cancelli venivano chiusi di notte affinché gli abitanti «non vadino tutta la notte attorno». Il nome del luogo, che nasce proprio qui a Venezia, deriva probabilmente dal fatto che nei secoli precedenti vi era stata una fonderia, che in veneziano veniva chiamata ‘getto’

Sul podio del Teatro la Fenice di Venezia il Maestro Omer Meir Wellber dirigerà l’ Orchestra del Teatro La Fenice nel seguente programma:

 

Gustav Mahler, Sinfonia n. 1 ” Titano”

 

QUANDO: Martedì 29 Marzo 2016, ore 20.00

 

DOVE: Teatro La Fenice
San Marco 1965 – 30124 Venezia

 

INTERPRETI:

Omer Meir Wellber, Direttore

Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

INGRESSO PER INVITO

Per la disponibilità di biglietti omaggio, seguite gli aggiornamenti su questa pagina: 

http://www.veniceghetto500.org/cerimonia-inaugurale/

 

Comitato “I 500 anni del Ghetto di Venezia”
c/o Comunità Ebraica di Venezia
Cannaregio 1146 – Venezia 30121
info@veniceghetto500.org
segreteria organizzativa Barbara Del Mercato tel. + 39 334 3711427
www.veniceghetto500.org

 

oppure, se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. Scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

 

PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

La Sinfonia n. 1 in Re maggiore di Gustav Mahler, fu composta in un lungo arco di tempo tra il 1888 ed il 1894, quando Mahler aveva poco tempo per la composizione, ed ebbe diverse revisioni perché il compositore rimase a lungo indeciso se dare al lavoro la forma di poema sinfonico o di sinfonia. Al giorno d’ oggi, questo lavoro compositivo mahleriano convenzionalmente è noto come sinfonia, sebbene in realtà possieda tutte le caratteristiche strutturali ed espressive di un poema sinfonico. Il secondo movimento della composizione tra l’altro, Blumine, sta sempre più rientrando nelle esecuzioni, occupando il suo legittimo e spettante secondo posto, proprio per considerare la sinfonia non in quattro, bensì in cinque movimenti.

La prima esecuzione della prima versione avvenne a Budapest il 21 novembre 1889, quando Mahler era direttore del Teatro dell’Opera di Budapest, e fu presentata come poema sinfonico in cinque movimenti intitolato Symphonische Dichtung in zwei Teilen (Poema Sinfonico in due parti). L’accoglienza del pubblico ungherese non fu molto calorosa ed il compositore decise di apportare delle modifiche che chiarissero meglio il significato del lavoro.

Nelle successive esecuzioni ad Amburgo (1893) e Weimar (1894), la composizione fu intitolata Titan. Eine Tondichtung in Symphonie-form (Il Titano. Poema sinfonico in forma di sinfonia).

Per la versione di Amburgo Mahler decise di aggiungere alla composizione il titolo di Titano (ispirato a Der Titan romanzo di Jean Paul, lo scrittore romantico che era stato fra i prediletti da Schumann), un programma dettagliato per descrivere in modo più chiaro i movimenti ed i titoli per le due parti:

  • Aus den Tagen der Jugend – Blumen-, Frucht- und Dornstücke (Dai giorni della giovinezza – Fiori, frutti e spine)
    • I Frühling und kein Ende (Primavera senza fine) (Sonata d’Aurora).
    • II Blumine
    • III Mit vollen Segeln (A vele spiegate) (Galassia).
  • Commedia Humana
    • IV Gestrandet! Ein Todtenmarsch in “Callots Manier” (Arenato! Una marcia funebre alla maniera di Callot) (Marcia di Soldato).
    • V Dall’Inferno al Paradiso (Sonata di Tramonto).

Dopo altre revisioni, Mahler decise di eliminare il titolo dell’ opera, i titoli che descrivevano i movimenti, ed il secondo movimento originale, l’ Andante, intitolato Blumine. La prima esecuzione di questa ultima revisione della composizione – una Sinfonia in Re maggiore, senza numero – avvenne a Berlino nel 1896, per una durata complessiva di circa 55 minuti.

Riguardo a questa decisione Mahler scrisse nel 1896:

Il titolo, Titano, e il programma hanno una ragione: a quel tempo i miei amici mi indussero a stendere una specie di programma per facilitare la comprensione della sinfonia. Titolo e programma furono quindi pensati in un secondo momento. Se ora li voglio evitare, non è soltanto per il fatto di considerarli insufficienti e alquanto anodini ma anche perché l’esperienza mi ha insegnato che il pubblico dai programmi e dai titoli è indotto in errore. Succede sempre così!“.

Il titolo definitivo di Sinfonia n. 1 apparve in occasione della prima edizione a stampa del 1899.

Sebbene la composizione sia nella sua forma definitiva una “classica” sinfonia in quattro tempi senza programma, le numerose versioni esistenti ed il contenuto musicale testimoniano che la sua ispirazione trae origine sia da fonti extramusicali (fra cui la Natura ed il romanzo Il Titano) sia dal ciclo liederistico Lieder eines fahrenden Gesellen del 1884, i cui temi alimentano la sinfonia.

 

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 1 ” Titano”” by Gustav Mahler (Recorded live at the Lucerne Festival, Summer 2009, Concert Hall of the KKL Luzern, August 2009 – Lucerne Festival Orchestra e Claudio Abbado, direttore):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 1 ” Titano”” by Gustav Mahler (Orquesta Sinfónica de Galicia e Lorin Maazel, direttore – Festival Mozart Coruña 2012):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 1 ” Titano”” by Gustav Mahler (Orchestra del Teatro La Fenice diretta da Diego Matheuz – Teatro La Fenice – stagione 2010-2011 ‘Nel segno di Mahler’):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 1 ” Titano”” by Gustav Mahler (Vienna Philharmonic, Leonard Bernstein):

Il primo movimento si apre con una introduzione lenta Langsam caratterizzata da una sonorità misteriosa che allude alla Natura che si risveglia: Wie ein Naturlaut (Come un suono di natura).”La musica di Mahler sembra rivelare qualcosa di un mondo “altro”, evocando una condizione statica, sospesa, fuori dal tempo, non ancora segnata dalla soggettività, e individuando uno spazio acustico aperto in molteplici direzioni, dove le immagini che prendono forma sul lunghissimo pedale di la appaiono frammentarie, liberamente dispersive e sembrano provenire da diverse parti“. (Petazzi) Il richiamo alla natura ed ai suoi suoni prosegue anche nell’ avvio della esposizione Im Anfang seher gemächlich – Immer seher gemächlich (All’inizio molto tranquillo – Sempre molto tranquillo). L’ intero movimento rispetta abbastanza fedelmente le regole della forma sonata classica.

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Il secondo movimento Blumine, è un delicato e penetrante Lied in forma tripartita, che segue lo schema di un’arietta a tre sezioni, di sviluppo non particolarmente elaborato, ma ornamentata da un fluente controcanto degli archi che fungono da accompagnamento alla linea melodica principale intonata dalla tromba solista in mezzopiano. Melodia e controcanto oscillano in microscopici e languidi momenti di timidezza espressiva, senza preoccuparsi di ulteriori elaborazioni tematiche, per poi spegnersi lentamente su di un lungo pianissimo in decrescendo, costituito da un’unica nota tenuta del registro acuto dei primi violini.

Il terzo movimento Kräftig bewegt, doch nicht zu schnell (Vigorosamente mosso, ma non troppo presto) è uno scherzo.

Il quarto movimento Feierlich und gemessen, ohne zu schleppen (Solenne e misurato, senza trascinare) è sicuramente il più conosciuto fra i quattro della sinfonia. Si presenta come una grottesca parodia di una marcia funebre, una marcia nella forma di un canone avviata da un contrabbasso solo sul tema in tonalità minore di Fra Martino. Nelle versioni precedenti il movimento era descritto come una marcia funebre alla maniera di Callot, che allude a Il funerale del cacciatore, fiaba molto nota fra i fanciulli dell’ Impero Austroungarico della fine dell’ Ottocento che narra del corteo funebre di un cacciatore al quale partecipano gli animali della foresta.

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Terzo movimento: Tema di 8 battute Fra Martino al contrabbasso

Mahler stesso la descrive nel programma di Budapest: “Gli animali del bosco accompagnano alla tomba la bara del cacciatore morto: le lepri portano lo stendardo, davanti c’è un gruppo di musicanti boemi con i quali suonano gatti, rospi, cornacchie ecc. e cervi, caprioli, volpi, e altri animali del bosco, alati o a quattro zampe, seguono il corteo in atteggiamenti farseschi“. I timpani pulsano nel silenzio: su quel rintocco si profila, lugubre e spettrale, un canone sulla melodia della canzone popolare Fra Martino campanaro, trasposta in tonalità minore. Come scrive Bruno Walter, “siamo condotti in un inferno che non ha forse l’eguale nella letteratura sinfonica“.

Il quinto movimento Stürmisch bewegt – Energisch (Tempestosamente agitato) rompe il clima creato dal movimento precedente con una introduzione violenta e drammatica (Mahler lo definì “il grido di un cuore ferito“), condotta da ottoni e percussioni in fortissimo, che conduce alla parte seguente, di nuovo in forma sonata. Dopo la sezione introduttiva tumultuosa e dissonante, l’energico primo tema: dopo una lunga lotta s’inabissa e scompare in una serie d’interventi d’intensità decrescente degli ottoni, mentre emerge un secondo tema struggente, dal respiro melodico straordinariamente ampio. Questi diversi temi si mescolano con altre reminiscenze tematiche del primo movimento, fino a un climax orchestrale, che riconduce infine il re maggiore. Mahler ha dichiarato: “L’ accordo di re maggiore deve risuonare come se fosse caduto dal cielo, come se venisse da un altro mondo!

… … …

Omer Meir Wellber

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Omer Meir Wellber è nato nel 1981 nel Be’er Sheva, Israele ed è oggi considerato uno dei più grandi talenti tra i giovani direttori d’orchestra.

Wellber comincia la sua formazione musicale all’ età di cinque anni con la fisarmonica e il  pianoforte. Si è interessato anche di composizione e all’età di nove anni ha ricevuto lezioni da Tania Taler. In seguito è divenuto allievo di Michael Wolpe fino al 2004. Si è diplomato al Conservatorio di Be’er Sheva già nel 1999. Da allora le sue opere sono state eseguite sia in Israele che all’estero e alla radio. Dopo la laurea, Wellber ha approfittato di una borsa di studio della American-Israel Cultural Foundation per proseguire i suoi studi dal 2000 al 2008. Ha conseguito la laurea sotto la guida di Eugene Zirlin all´Accademia di Musica di Gerusalemme e frequentato il Master nella classe di Mendi Rodan.

Negli anni passati ha debuttato con grande successo in numerose orchestre, tra le quail la London Philharmonic Orchestra, la Gewandhausorchester di Lipsia, la Bayerische Staatsorchester, la Pittsburgh Symphony Orchestra, così come l`Orchestra RAI di Torino. Inoltre è regolarmente direttore ospite della Israel Philharmonic, della Semperoper di Dresda, della Bayerischen Staatsoper di Monaco, de La Fenice di Venezia e dell’Arena di Verona. Dal 2009 è direttore musicale stabile della Raanana Symphoniette Orchestra, fondata nel 1991 per aiutare l’integrazione degli ebrei immigrati in Israele.

Nella stagione 2014/15 Wellber ha debuttato negli Stati Uniti con la Pittsburgh Symphony Orchestra, inoltre alla Bayerischen Staatsorchester con la Carmen, più  due concerti dell’Accademia. A Dresda ha diretto un concerto alla guida della Staatskapelle e alla Semperoper ha portato avanti il ciclo Mozart/Da Ponte con Le Nozze di Figaro.
Il suo debutto acclamato al Festival di Glyndebourne nel maggio 2014 ha comportato un nuovo invito della London Philharmonic Orchestra, dirigendo nell’ aprile 2015 alla Royal Festival Hall e pochi giorni dopo la Gewandhausorchester di Lipsia.

Dal 2010 al 2014 Omer Meir Wellber è stato direttore musicale al Palau de les Arts Reina Sofia di Valencia dove ha diretto concerti sinfonici e opere tra le quail l´Eugen Onegin – prodotto in DVD da C Major -, il Boris Godunov di Mussorgsky, La Vida Breve e El Amor Brujo di De Falla e I Due Foscari di Verdi con Placido Domingo. Nel giugno 2013, in occasione del bicentenario dell’Arena di Verona, Wellber ha diretto con grande successo l’Aida all’Arena, con la messa in scena de La Fura dels Baus. Il DVD è uscito nel 2014 a cura di BelAir Classiques. Il suo debutto alla Semperoper di Dresda con la Daphne di Strauss (2010) ha portato a una sempre più stretta collaborazione con la Opernhaus e la Staatskapelle di Dresda: nel 2014 Wellber ha diretto l´Ariadne di Strauss e una versione concertante del Guntram. Ha inoltre dato il via al ciclo Mozart/Da Ponte con il Cosí fan Tutte per la regia di Andreas Kriegenburg. Al Wiener Festwochen ha preso parte a un progetto triennale in cui ha diretto la Trilogia Popolare: Rigoletto (2011), La Traviata (2012) e Il Trovatore (2013). Oltre agli incarichi a La Scala di Milano, al Teatro Massimo di Palermo, e alla Berliner Staatsoper, ha diretto con successo numerosi concerti sinfonici con l´Orchestre de Paris, la Filarmonica de La Scala, la NDR Radiophilharmonie di Hannover e la Radio-Sinfonieorchester di Francoforte.

Tra il 2008 e il 2010 è stato assistente di Daniel Baremboim alla Berliner Staatsoper Unter den Linden e a La Scala di Milano. E´stato acclamato dal pubblico e dalla critica per la direzione di Aida, quando, con l´orchestra de La Scala si è esibito all’Israeli Opera. Successivamente ha diretto la Carmen di Bizet alla Staatsoper Berlin, il suo primo concerto al Palau de les Arts Reina Sofia di Valencia, un concerto al Maggio Musicale Fiorentino; la Salome di Strauss come sostituto di Seiji Ozawa al Saito Kinen Festival di Matsumoto. Con grande entusiasmo sono state accolte, inoltre, una nuova produzione della Daphne di Strauss alla Semperoper di Dresda, la Tosca di Puccini alla Berliner Staatsoper, e i concerti sinfonici a Verona e a La Fenice di Venezia.

Dal 2005 Wellber è apparso regolarmente alla Israeli Opera di Tel Aviv dove ha diretto, tra le opere di Verdi La Traviata, La Forza del Destino, Il Trovatore, Rigoletto e Un Ballo in Maschera; di Puccini Turandot e Madama Butterfly; di Ponchielli La Gioconda; di Donizetti L’Elisir d’Amore; di Mozart, Così fan tutte e Il Flauto Magico; di Boito, Mefistofele; di Gounod, Faust e di Janacek, The Cunning Little Vixen. Nel Febbraio 2007 Wellber ha diretto un concerto di gala a Pechino con la City’s Philharmonic Orchestra. Poco dopo ha debuttato con l’Israel Philharmonic Orchestra. In seguito, nell’ottobre 2008, ha diretto l’Aida al Teatro Verdi di Padova, per la cui esecuzione è stato nominato nuova scoperta dell’anno dalla rivista italiana Classic Voice.
 
Omer Meir Wellber è, inoltre, impegnato nell’attività educativa dei giovani musicisti.

Nel 2013 ha ricevuto la carica di Ambasciatore dall’ organizzazione non-profit Save a Child’s Heart. L´organizzazione, che ha sede in Israele ed è attiva in tutto il mondo, si occupa della chirurgia cardiaca praticata ai bambini dei paesi in via di sviluppo e della formazione di medici e infermieri in questo settore. Egli è anche l’iniziatore e co-fondatore del progetto educativo Sarab – Strings of Change, che si propone di offrire nuove prospettive, con una formazione musicale, ai giovani beduini appartenenti ad uno dei gruppi più poveri e svantaggiati in Israele, nel deserto del Negev. Grazie al generoso sostegno di due fondazioni private ricevuto nel mese di gennaio 2015, questi giovani riceveranno lezioni di musica in una scuola elementare di Rahat.

 

Alcune foto inserite sono state scaricate da Internet e ritenute di pubblico dominio in assenza di specifiche indicazioni in merito. Preghiamo quindi, qualora i soggetti o gli Autori (riconosciuti tali) fossero contrari alla pubblicazione, di segnalarlo all’ indirizzo mara.grisoni@gmail.com, provvederemo alla rimozione delle immagini o alla segnalazione dell’ Autore.

Written by mara

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