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Teatro Lirico, Cagliari: Beethoven, Korsakov (4-5 mar)

“Il popolo compone, noi ci accontentiamo di elaborare”, Nicolaj Rimsky-Korsakov

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Stagione concertistica 2016

 

Sul podio del Teatro Lirico di Cagliari il Maestro Donato Renzetti dirigerà l’ Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari nel seguente programma:

 

Ludwig van Beethoven, Sinfonia num. 5 in do minore op. 67

… … …

Nikolaj Rimskij-Korsakov, Šeherazada, suite sinfonica op. 35

 

QUANDO:

Venerdì 4 marzo 2016, ore 20.30

Sabato 5 marzo 2016, ore 19.00

 

DOVE: Teatro Lirico di Cagliari, via Sant’ Alenixedda, 09128 Cagliari (CA)

 

INTERPRETI:

Donato Renzetti, Direttore

Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Ai giovani under 30 sono applicate riduzioni del 50% sull’ acquisto di abbonamenti e biglietti.

 

platea settore 1° (giallo) al costo di 40,35 €

platea settore 2° (rosso) al costo di 34,58 €

platea settore 3° (blu) al costo di 28,82 €

1′ loggia settore 1° (giallo) al costo di 34,58 €

1′ loggia settore 2° (rosso) al costo di 28,82 €

1′ loggia settore 3° (blu) al costo di 23,06 €

2′ loggia settore 1° (giallo) al costo di 12,05 €

2′ loggia settore 2° (rosso) al costo di 12,05 €

2′ loggia settore 3° (blu) al costo di 12,05 €

 

Acquisto on line
Teatro Lirico di Cagliari

 

oppure, se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

 

PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

Ecco il destino che bussa alla porta“, Beethoven

La quinta sinfonia di Ludwig van Beethoven in Do minore, dedicata al principe Lobkowitz e al conte Rasumovsky, fu composta tra il 1807 e l’inizio del 1808 (I primi abbozzi risalgono in realtà al 1804) e fu eseguita il 22 dicembre 1808 al Theater an der Wien (Vienna) in una fredda e lunga serata musicale che demotivò il pubblico presente. Per avere un’ idea di cosa fosse un concerto all’ epoca di Beethoven può essere interessante considerare che quando fu eseguita per la prima volta, il 22 dicembre di quell’ anno al Theater an der Wien di Vienna sotto la direzione dell’autore, la serata comprendeva anche la Sinfonia n. 6, la Fantasia per pianoforte, coro e orchestra op. 80, il Concerto per pianoforte e orchestra in sol minore (il Quarto) e alcuni brani dalla Messa in do maggiore op. 86. A tale proposito è significativo quanto scrisse il compositore Johann Friedrich Reichardt che, ospite del principe Lobkowitz, assistette al concerto: “Vi siamo stati a sedere dalle sei e mezza fino alle dieci e mezza in un freddo polare, e abbiamo imparato che ci si può stufare anche delle cose belle. Il povero Beethoven, che da questo concerto poteva ricavare il primo e unico guadagno di tutta l’annata, aveva avuto difficoltà e contrasti nell’ organizzarlo. […] Cantanti e orchestra erano formati da parti molto eterogenee. Non era stato nemmeno possibile ottenere una prova generale di tutti i pezzi, pieni di passi difficilissimi. Ti stupirai di tutto quel che questo fecondissimo genio e instancabile lavoratore ha fatto durante queste quattro ore. Prima una Sinfonia Pastorale o ricordi della vita campestre pieni di vivacissime pitture e di immagini. Questa Sinfonia Pastorale dura assai di più di quanto non duri da noi a Berlino un intero concerto di corte. […] Poi, come sesto pezzo, una lunga scena italiana […] Settimo pezzo: un Gloria, la cui esecuzione è stata purtroppo completamente mancata. Ottavo brano: un nuovo concerto per pianoforte e orchestra di straordinaria difficoltà […]. Nono pezzo: una Sinfonia [la Sinfonia n. 5 op. 67]. Decimo pezzo: un Sanctus […]. Ma al concerto mancava ancora il “gran finale”: la Fantasia per pianoforte, coro e orchestra. Stanchi e assiderati, gli esecutori si smarrirono del tutto“.

Si tratta, in effetti, del lavoro sinfonico di Beethoven che ebbe la gestazione più lunga e travagliata (si pensi che i primi abbozzi nascono quando l’ autore stava ancora lavorando alla Sinfonia n. 3, anche se alcune idee risalgono addirittura a dieci anni prima, mentre la conclusione del lavoro si intreccia con la composizione della Sinfonia n. 6). Il manoscritto è conservato nella Deutsche Staatsbibliothek di Berlino.

 

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (New York Philharmonic Orchestra & Arturo Toscanini, direttore – Telecast March 22, 1952 from Carnegie Hall, New York City), 1° Movimento:

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (New York Philharmonic Orchestra & Arturo Toscanini, direttore – Telecast March 22, 1952 from Carnegie Hall, New York City), 2° Movimento:

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (New York Philharmonic Orchestra & Arturo Toscanini, direttore – Telecast March 22, 1952 from Carnegie Hall, New York City), 3° Movimento:

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (New York Philharmonic Orchestra & Arturo Toscanini, direttore – Telecast March 22, 1952 from Carnegie Hall, New York City), 4° Movimento:

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (Claudio Abbado, direttore):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (New York Philharmonic Orchestra & Arturo Toscanini, direttore – Carnegie Hall, New York City – April 9th 1933):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (NBC Symphony Orchestra & Arturo Toscanini, direttore – NBC Studio 8-H, New York City – 1938):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (Berlin Philharmonic & Wilhelm Furtwangler, direttore – Live Recording, May 23, 1954):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (Wiener Philharmoniker & Otto Klemperer, direttore – Großer Saal, Musikverein, Wien, 26 May 1968):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (Münchner Philharmoniker Orchestra & Sergiu Celibidache, direttore):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (Columbia Symphony Orchestra & Bruno Walter, direttore):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (Wiener Philharmoniker & Carlos Kleiber – 1975):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (Berliner Philharmoniker & Herbert von Karajan – 1977):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (West Eastern Divan Orchestra & Daniel Barenboim, direttore – Royal Albert Hall, 23 July 2012):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (NBC Symphony Orchestra & Arturo Toscanini, direttore – 1959):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (Orquesta Sinfónica Simón Bolívar de Venezuela & Gustavo Dudamel, direttore – Philharmonie, Paris, 2015):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (Wiener Philharmoniker & Leonard Bernstein, direttore):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (Philharmonia Orchestra & Herbert von Karajan, direttore – London, 09.-10.XI.1954):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (Vienna Philharmonic Orchestra & Christian Thielemann, direttore):

I Movimenti:

Allegro con brio

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Il primo movimento (“Allegro con brio“) è forse la pagina più celebre e drammatica scritta dall’ autore: inizia con il famoso motivo di quattro note che, secondo le parole dello stesso Beethoven, rappresenta “il destino che bussa alla porta“, popolarmente interpretato come l’ inquietudine per la sordità crescente.

Strutturalmente, si tratta di un movimento in forma-sonata, in cui il tema principale deriva integralmente da questo motivo iniziale di quattro note.

Andante con moto

Il secondo movimento (“Andante con moto”) è un andante in La bemolle maggiore, che introduce un clima di distensione, anche se non mancano le reminiscenze ritmiche del motivo iniziale della sinfonia. Le parti più attive di questo movimento sono esposte in Do maggiore; protagonisti sono gli ottoni. Interessante è la strutturazione delle esposizioni delle parti attive del movimento: nella prima esecuzione, violini e viole accompagnano suonando gli accordi di Do maggiore e Sol maggiore, in terzine, con una consequenziale sensazione di lentezza ma di marcia; la seconda esecuzione, sempre di violino e viola, prevede l’ utilizzo di quartine al posto di terzine, dando maggiore movimento alla parte; la terza esecuzione, invece, prevede che i violini e le viole ridiventino coprotagonisti.

Allegro

Il terzo e quarto movimento della sinfonia sono uniti fra loro senza praticamente soluzione di continuità, una scelta musicalmente piuttosto rara.

Il tema principale del terzo movimento (che Beethoven, a differenza del solito, non intitola Scherzo), di nuovo in Do minore, viene esposto in fortissimo e riprende, variandolo, il motivo iniziale del primo movimento. Nella sezione centrale, in tonalità maggiore, violoncelli e contrabbassi suonano all’ unisono in passaggi virtuosistici. A questa sezione segue la ripresa, in cui il tema iniziale è esposto questa volta piano), che sfocia in un ponte modulante che conduce direttamente al Finale (“Allegro“).

Allegro – Presto

Il quarto movimento, in Do maggiore, inizia con toni cupi e drammatici, suonati dai violoncelli e dai contrabbassi. Riprende poi il tema principale del primo movimento, nuovamente esposto in fortissimo dai corni e dai tromboni, perdendo poco a poco i suoi toni drammatici grazie alle sonorità più leggere degli oboi.

Nella Zeitschrift für Musikwissenschaft del febbraio 1934 Io Schering attribuiva a quest’opera il significato di una Sinfonia della riscossa nazionale o della rivoluzione (“Essa dovrebbe trasformarsi in un simbolo che, proprio per noi tedeschi del presente, splende di piena luce meridiana“), interpretandola, con ampiezza di discutibili particolari illustrativi, sulla base dello schema seguente: Primo tempo: Il tiranno e il popolo — Secondo tempo: Preghiera al Cielo perché mandi l’eroe salvatore — terzo tempo: Il popolo si domanda chi sarà questo eroe, i profeti ne preconizzano la prossima venuta. Nel Trio episodio di lotta contro i falsi eroi — Quarto tempo: l’eroe appare nel suo pieno splendore, acclamato dal popolo esultante.

CURIOSITÀ

L’attacco della sinfonia fu anche usato dalle trasmissioni in italiano della famosa Radio Londra durante la Seconda guerra mondiale, in quanto in codice Morse tre punti e una linea formano l’iniziale V di Victory.

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“Il Sultano Shāhrīyār, convinto che tutte le donne fossero false ed infedeli, giurò di mettere a morte tutte le sue mogli dopo la prima notte di nozze. Ma sua moglie Shahrazāde si salvò intrattenendo il suo signore con dei racconti affascinanti, raccontati in serie, per mille e una notte. Il Sultano, roso dalla curiosità, procrastinava di giorno in giorno l’ esecuzione della moglie e finalmente ripudiò il suo voto sanguinario”…

 

Shahrazād, op. 35 (in russo Шехерезада) è una suite sinfonica composta da Nikolaj Andreevič Rimskij-Korsakov nel 1888. Ispirato alle Mille e una notte, a volte conosciute come Le notti arabe, questo lavoro orchestrale unisce due caratteristiche peculiari della musica di Rimskij Korsakov: combina un’orchestrazione sgargiante ad un particolare interesse per l’oriente e per l’esotico. È considerata una delle opere più popolari del compositore.

Durante l’inverno del 1887, mentre stava lavorando al completamento dell’ opera di Aleksandr Borodin Il principe Igor’, Rimskij-Korsakov decise di comporre un brano orchestrale basato sul libro Le mille e una notte, formato da episodi fra loro non collegati. Il brano fu terminato tra il 4 e il 7 agosto 1888: ne risultò una suite sinfonica in quattro movimenti che formano un tema unitario. L’intento del compositore era di creare l’atmosfera dei racconti fantastici di ambientazione orientale. Inizialmente, Rimskij-Korsakov diede ai movimenti della suite le denominazioni Preludio, Ballata, Adagio e Finale. Tuttavia, dopo aver valutato l’opinione di Anatolij Ljadov ed altri, optò per dei titoli programmatici, mantenendoli però vaghi, in modo che non potessero essere associati a specifici racconti. 

La prima esecuzione dell’ opera ebbe luogo il 28 ottobre 1888, e fu diretta dal compositore stesso.

 

ASCOLTA QUI “Shéhérazade” by Nikolaj Rimskij-Korsakov (Sergei Levitin, solo violin – Mariinsky Theatre Orchestra e Valery Gergiev, direttore – December 3, 1998 / Niigata-City Performing Arts Center (Ryutopia)):

ASCOLTA QUI “Shéhérazade” by Nikolaj Rimskij-Korsakov (Sydney Harth Chicago Symphony Orchestra & Fritz Reiner – Studio recording, Chicago 8.II.1960):

ASCOLTA QUI “Shéhérazade” by Nikolaj Rimskij-Korsakov (Hans Kalafusz, violin – Radio-Sinfonieorchester Stuttgart e Sergiu Celibidache, direttore – Recorded live at the Studio Villa Berg, Süddeutscher Rundfunk, Stuttgart, November 1982):

ASCOLTA QUI “Shéhérazade” by Nikolaj Rimskij-Korsakov (Vienna Philharmonic Orchestra & Valery Gergiev, direttore – Salzburg Festival, 2005):

Tutto ciò che desidero è che l’ascoltatore apprezzi la mia opera come musica sinfonica e porti con sé l’impressione che essa è senza dubbio una meravigliosa favola orientale piena di numerose e differenti immagini fiabesche. Tutte le storie che vi si narrano sono evocate da un’unica persona, Shéhérazade, che intrattiene con esse il suo austero marito

Musicalmente Shéhérazade e il sultano si identificano con due temi che sono presentati subito all’inizio (Largo e maestoso) e che ritornano più volte con funzione di veri e propri motivi conduttori: soprattutto quello di Shéhérazade, che ha fra l’ altro il compito di legare un episodio all’altro. Se il sultano è raffigurato da pesanti e minacciosi accordi di trombone, tuba, corni, legni e archi, il canto di Shéhérazade gli si contrappone con una struggente melodia affidata al violino solo e contrappuntata dall’arpa, dapprima tremante e incerta, poi sempre più sicura di sé e ariosamente distesa. Ed è con la forza di questa melodia che Shéhérazade a poco a poco avrà la meglio sulla terribile severità del sultano.

Il primo movimento è intitolato Il mare e la nave di Sinbad. Le battute iniziali presentano la cupa e severa figura del sultano Schahriar (Largo e maestoso), cui segue il sinuoso motivo orientaleggiante del violino solo, che personifica Shéhérazade (Lento). La scena si apre ora sulla sterminata e maestosa distesa del mare (Allegro non troppo): Sinbad naviga arditamente sulle onde ora placide ora agitate, mentre risuonano ancora i temi del sultano e di Shéhérazade.

La seconda parte (Lento, Andantino) rievoca La storia del principe Kalender (il kalender è un prete maomettano mendicante e nomade). Il motivo di Shéhérazade, suonato dal violino solo sull’ accompagnamento dall’ arpa, introduce il tema principale del movimento: è il fagotto che presta la sua voce al kalender. La scena brilla di colori orientali, ora delicati e raffinati, ora violenti e barbarici, tra preziosi ceselli dei legni, avvolgenti frasi degli archi, squilli minacciosi degli ottoni.

Nella terza parte (Andantino quasi allegretto, Pochissimo più mosso) Shéhérazade narra la fiaba de Il giovane principe e la giovane principessa. La suadente e vibrante melodia dei violini dà voce al principe, alternandosi al delicato e sensuale motivo del clarinetto, che raffigura la principessa.

La voce imperiosa del sultano ci ricorda la sua decisione di uccidere la moglie, ma Shéhérazade riprende la sua narrazione e col suo tema introduce il quarto movimento, il più variegato della Suite, nei tempi Allegro molto, Allegro molto e frenetico, Vivo, Allegro non troppo e maestoso. Inizia con l’ animata e colorata Festa a Bagdad, in cui ritornano vari temi uditi negli episodi precedenti. Una serie di crescendo accentuano l’ esaltazione della folla, ma improvvisamente si volta pagina e ritorna Il mare, su cui però la nave di Sinbad non naviga più serenamente, spinta a gonfie vele dal vento dello spirito d’ avventura, ma è in balia di onde spaventose e di venti implacabili. In lontananza appare un altissimo scoglio sormontato da un guerriero di bronzo: la nave, col suo equipaggio sgomento, è sospinta sempre più velocemente da una forza misteriosa contro la roccia e vi s’ infrange col cupo fragore d’ un colpo di tam-tam (Il naufragio). Il violino e l’ arpa fanno riascoltare il tema di Shéhérazade, cui la voce del sultano si unisce con accenti finalmente dolci e amorevoli.

Componendo Shéhérazade non intendevo orientare l’ascoltatore dalla parte dove si era diretta la mia fantasia. Volevo semplicemente che avesse, se la mia musica sinfonica gli piaceva, la sensazione di un racconto orientale, non soltanto di quattro pezzi suonati l’uno dopo l’altro su temi comuni. Per tutti noi, infatti, il nome “Mille e una notte” evoca l’Oriente […] Questa composizione e altre conclusero un periodo in cui la mia orchestrazione aveva raggiunto un grado notevole di virtuosismo e di sonorità chiara, senza influenze wagneriane“.

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Donato Renzetti…

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Dopo aver studiato composizione e direzione d’orchestra al Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi” di Milano, ha ottenuto numerosi riconoscimenti in importanti concorsi internazionali: “Diapason d’argento”, nel 1975 e nel 1976, al Concorso “Gino Marinuzzi” di Sanremo; Premio “Ottorino Respighi” all’Accademia Chigiana di Siena nel 1976; medaglia di bronzo al I Concorso “Ernest Ansermet” di Ginevra nel 1978; vincitore assoluto, nel 1980, del X Concorso “Guido Cantelli” del Teatro alla Scala di Milano. Da allora la sua carriera ha alternato l’attività sinfonica con produzioni d’opera lirica e registrazioni discografiche.

Ha collaborato con orchestre prestigiose, quali: London Philharmonic, London Sinfonietta, English Chamber Orchestra e Philharmonia di Londra, BRT di Bruxelles, RIAS di Berlino, Capitole de Toulouse, Orchestra National de Lyon, Filarmonica di Tokyo, Filarmonica di Buenos Aires, Orchestra di Stato Ungherese, Orchestra Sinfonica di Atene, Orchestra Sinfonica Portoghese, orchestre RAI di Milano, Roma, Torino e Napoli, Accademia Nazionale di Santa Cecilia e Orchestra del Teatro alla Scala. È stato invitato nei maggiori teatri lirici del mondo: Opéra di Parigi, Covent Garden di Londra, Grand Thèatre de Ginevra, Capitole de Toulouse, Opéra di Lyon, Opéra di Montpellier, Opera di Bonn, Opera di Monaco di Baviera, Teatro São Carlos di Lisbona, Megaron di Atene, Colòn di Buenos Aires, Lyric Opera di Chicago, Opera di San Francisco, Opera di Detroit, Dallas Opera, Metropolitan e Carnegie Hall di New York e tutti i teatri italiani.

È stato ospite dei festival internazionali di Glyndebourne, Spoleto e Pesaro.

Ha debuttato giovanissimo all’ Arena di Verona; nel 1987, con i complessi artistici veronesi, ha tenuto una tournèe in Egitto dove, per la prima volta, a Luxor è stata rappresentata Aida di Verdi.

È stato Direttore Principale dell’Orchestra Internazionale d’Italia, dell’Orchestra della Toscana e dell’Orchestra stabile di Bergamo e, per nove anni consecutivi, di MacerataOpera.

Nel 1994 è stato nominato Direttore Principale dell’Orchestra Stabile di Bergamo e della Filarmonica Veneta, nonché consulente artistico del Teatro Comunale di Treviso.

La sua discografia comprende opere di Mozart, Čajkovskij, opere rare di Schubert, Cherubini e Simone Mayr; inoltre i dvd di La figlia del reggimento al Teatro alla Scala, di La Cenerentola al Festival di Glyndebourne e di un concerto alla guida dell’Orchestra della Toscana con Egmont di Beethoven, il Concerto doppio di Brahms con Giuliano Carmignola e Mario Brunello e la Sinfonia Scozzese di Mendelsshon.

Ha registrato numerose opere liriche per la Philips, Frequence, Fonit Cetra, Ricordi, Nuova Era e Dynamic: Il signor Bruschino, La cambiale di matrimonio, Ifigenia in Tauride di Piccinni, Bianca e Falliero di Rossini, La Favorita di Donizetti, Attila di Verdi, Stabat Mater di Pergolesi. L’incisione di Manfred di Robert Schumann, registrato con l’Orchestra e il Coro della Scala, voce recitante Carmelo Bene, ha vinto il XIX Premio della Critica Italiana del Disco.

Dal 2005 al maggio 2007 è stato Direttore Principale dell’Orchestra Sinfonica Portoghese del Teatro São Carlos di Lisbona. Dal 2007 è Direttore Principale ed Artistico della FORM Orchestra Filarmonica Marchigiana.

 

Alcune foto inserite sono state scaricate da Internet e ritenute di pubblico dominio in assenza di specifiche indicazioni in merito. Preghiamo quindi, qualora i soggetti o gli Autori (riconosciuti tali) fossero contrari alla pubblicazione, di segnalarlo all’ indirizzo mara.grisoni@gmail.com, provvederemo alla rimozione delle immagini o alla segnalazione dell’ Autore.

Written by mara

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