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Teatro Massimo, Palermo: Petite Messe Solennelle (11/04)

Buon Dio, eccola terminata questa umile piccola Messa. È musica benedetta quella che ho appena fatto, o è solo della benedetta musica? Ero nato per l’opera buffa lo sai bene! Poca scienza, un poco di cuore, tutto qua. Sii dunque benedetto e concedimi il Paradiso“, (Gioachino Rossini, Passy, 1863)

Teatro-Massimo-di-Palermo

Concerto della Stagione Concertistica 2016

 

All’ interno della Stagione Concertistica 2016 del Teatro Massimo di Palermo viene proposto il seguente programma: 

Gioachino Rossini, Petite Messe Solennelle, versione originale per soli, coro, pianoforti e armonium

 

QUANDO:

Lunedì 11 aprile 2016, ore 20.30

 

DOVE: Fondazione Teatro Massimo – Piazza Verdi, 90138 Palermo

 

INTERPRETI:

Direttore, Piero Monti

Soprano, Mariangela Sicilia

Contralto, Teresa Iervolino

Tenore, Giorgio Misseri

Basso, Gianluca Margheri

pianoforte I, Giuseppe Cinà

pianoforte II, Giacomo Gati

armonium, Salvatore Punturo

Coro del Teatro Massimo

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Settore 1 Intero al costo di € 27,50; Ridotto Under 26 al costo di € 22,00
Settore 2 Intero al costo di € 22,00; Ridotto Under 26 al costo di € 16,50
Settore 3 Intero al costo di € 22,00; Ridotto Under 26 al costo di € 16,50
Settore 4 Intero al costo di € 22,00; Ridotto Under 26 al costo di € 16,50
Settore 5 Intero al costo di € 16,50; Ridotto Under 26 al costo di € 13,20
Settore 6 Intero al costo di € 16,50; Ridotto Under 26 al costo di € 13,20
Settore 7 Intero al costo di € 16,50; Ridotto Under 26 al costo di € 13,20

 

se non sapete come fare e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

“Petite messe solennelle”, a quattro parti, con accompagnamento di due pianoforti, e di un armonium. Composta per la mia villeggiatura di Passy (nota: località presso Parigi). Dodici cantori di tre sessi, uomini, donne e castrati, saranno sufficienti per la sua esecuzione. Cioè otto per il coro, quattro per il solo, in totale di dodici cherubini: Dio mi perdoni l’ accostamento che segue. Dodici sono anche gli Apostoli nel celebre affresco di Leonardo detto La cena, chi lo crederebbe! Fra i tuoi discepoli ce ne sono alcuni che prendono delle note false! Signore, rassicurati, prometto che non ci saranno Guida alla mia Cena e che i miei canteranno giusto e con amore le tue lodi e questa piccola composizione che è, purtroppo, l’ultimo peccato della mia vecchiaia”, (Gioachino Rossini, Passy, 1863)

 

Rossini abbandonò la composizione di opere liriche dopo il successo ottenuto con la sua ultima composizione per il teatro, il Guglielmo Tell (1829). Da allora, quando aveva trentasette anni, si dedicò ugualmente alla composizione dedicandosi però alla musica da camera e sacra senza pubblicare alcun lavoro eppur lasciando capolavori specialmente in àmbito sacro.

Di questi, due sono considerati tra i migliori capolavori della musica del XIX secolo: lo Stabat Mater, composto nel 1841, e la Petite messe solennelle, composta nel 1863, cinque anni prima della sua morte ed ultimo peccato di vecchiaia, come il compositore amava definire i suoi lavori di età senile.

Della Petite Messe Solennelle sopravvivono due fonti. La prima, il manoscritto autografo “di Pesaro” e la seconda, il manoscritto “Pillet-Will”, redatto per la dedicazione (14 marzo 1864) della cappella privata del conte e della contessa Pillet-Will, amici di Rossini, nella loro residenza di Passy, vicino Parigi.

Le differenze tra le due non sono di grande entità ma confermano la destinazione essenzialmente cameristica della composizione. L’attenzione di Rossini nei confronti della qualità timbrica vocale e strumentale, in una dimensione raccolta, si ripercuote anche nella versione orchestrale della stessa messa che il pesarese curò personalmente. Rossini la volle anche orchestrare, nel 1867, perché spinto da più parti ma, soprattutto, per evitare che se l’orchestrazione fosse stata fatta da qualcun altro musicista dopo la sua morte, l’opera non avrebbe avuto quella caratteristica per cui la scrisse.

La Petite messe solennelle fu scritta per dodici cantanti, di cui quattro solisti, due pianoforti e un armonium.

Ecco dunque che la Petite messe può essere considerata il testamento spirituale di Rossini, forse già presago della sua prossima morte.

La messa è “solenne” perchè usa tutto il testo liturgico, impiega solisti e coro ed è ampiamente sviluppata; è al contempo “piccola” perché si serve di un limitato numero di esecutori: è proprio in questo carattere che risiede la novità e l’eccezionalità dell’opera.

 

La messa fu eseguita per la prima volta privatamente il 14 marzo 1864 con Carlotta Marchisio e Barbara Marchisio, a Saint-Georges (Parigi) presso la cappella di famiglia della contessa Louise Pillet-Will, moglie del banchiere Pillet-Will e dedicataria della composizione.

Interpreti quattro celebri cantanti del parigino Théâtre Italien: le sorelle Carlotta e Barbara Marchisio – soprano e contralto preferite dal compositore – il tenore Italo Gardoni e il basso Louis Aignez. Il coro era costituito da cantori scelti fra i migliori allievi del conservatorio. Pianisti Georges Matthias – allievo di Chopin e docente del conservatorio – e Andrea Peruzzi che accompagnava spesso i cantanti nelle riunioni in casa Rossini. All’harmonium Aalbert Lavignac, che sarebbe diventato un influente teorico e docente. Rossini voltava le pagine a Matthias, il violoncellista Gaetano Braga a Peruzzi.

Fra gli ospiti di questa esecuzione “privata” numerosi compositori come Meyerbeer, Auber, Thomas, Carafa; il primo si dice che applaudisse e si agitasse come «san Lorenzo sulla gratella» (Jouvin), mentre il nervoso Auber non smise un momento di rosicchiarsi le unghie. Rossini raccolse calmo e soddisfatto i complimenti e tornò a casa a piedi.

Il giorno successivo la Petite Messe fu presentata a un pubblico più numeroso e mondano. Tornarono i compositori, c’erano altri musicisti e cantanti, i critici musicali, ambasciatori, il nunzio apostolico, ministri e aristocratici. Pare che non ci fosse però l’autore: alla sua arte e alla sua ultima pagina lunghi applausi, recensioni entusiastiche e nuove onorificenze.

L’anno dopo si fece un’altra esecuzione della messa in casa Pillet-Will; mai però il manoscritto uscì da quelle mura o fu pubblicato vivente il compositore. In queste prime esecuzioni la messa non comprendeva “o salutaris hostia”, parte aggiunta successivamente e affidata al soprano.

Come detto, Rossini stesso preparò la versione con orchestra della Petite Messe Solennelle, si legge in alcune fonti, per evitare che qualcun altro lo facesse al suo posto: la nuova partitura fu terminata nei primi mesi del 1867, ma anch’ essa non fu mai eseguita prima della morte del compositore (13 novembre 1868). La vedova, Olympe Pélissier, vendette quindi i diritti di esecuzione della versione con orchestra all’ impresario Maurice Strakosch, che presentò l’opera al Théâtre Italien di Parigi il 24 febbraio 1869 per poi trascinarla in tournée in tutto il mondo, con l’unico obiettivo di tramutare le ultime note di Rossini in denaro contante, essendo la partitura orchestrale, sebbene scritta secondo la moda del tempo, assai meno felice dell’originale delicata versione. Ulteriore sfortuna accompagnò la versione per orchestra della messa di Rossini: gli inevitabili paragoni della critica e del pubblico con i precedenti modelli sacri di Liszt e Berlioz e poi col Requiem di verdi e con Eine Deutsche Requiem di Brahms, opere sin dal principio congegnate per ampie masse corali e orchestrali.

Quindi dopo la prima pubblica del 1869 nel Théâtre-Italien di Parigi nella seconda versione con Marietta Alboni le successive esecuzioni furono nel Teatro Comunale di Bologna come Messa solenne diretta da Emanuele Muzio e nel 1878 nel Teatro Regio di Parma.

Nel 1942 avviene la prima nella Basilica di Santa Croce di Firenze diretta da Vittorio Gui con Maria Caniglia, Ebe Stignani e Tancredi Pasero, nel 1965 a Bologna diretta da Leone Magiera, nel 1968 al Palazzo Ducale di Venezia diretta da Ettore Gracis con Luisa Maragliano e Raffaele Arié, nel 1972 nella Reggia di Versailles con Mario Rossi (direttore d’orchestra) ed Aldo Ciccolini, nel 1979 a Parma diretta da Romano Gandolfi con Antonio Savastano, nel 1983 alla Piccola Scala di Milano diretta da Gandolfi con Giorgio Surjan e nel 1992 nel Teatro Rossini di Pesaro e nella Chiesa di Santa Croce in Gerusalemme di Roma.

Manoscritto fantasma, parola di musicologo

“Il lavoro di revisione della versione originale della Petite messe solennelle da parte del musicologo statunitense Philip Gossett è stato piuttosto laborioso e, per molti versi, fortuito.

Come lo stesso Gossett ha raccontato in un’intervista, Rossini, per disposizione del committente, fece rappresentare l’opera nella cappella privata del conte Pillet-Wills. Al termine della rappresentazione, il compositore diede al conte una copia del manoscritto per coro, solisti, due pianoforte ed armonium.

In anni recenti, il ricercatore statunitense ha avuto non poche difficoltà nel rintracciare a Parigi gli eredi Pillet-Wills. Solo fortuitamente, nel corso di una colazione di lavoro alla Chicago University è entrato in contatto con persone che conoscevano personalmente esponenti della famiglia parigina i quali, occasionalmente, avrebbero dovuto recarsi negli Stati Uniti di lì a poco tempo. Fu così possibile per Gossett conoscere gli eredi Pillet-Wills e rendere loro visita nel maniero di famiglia a nord di Parigi, onde recuperare una copia del prezioso manoscritto.

La versione originale della Petite messe è stata presentata per la prima volta in tempi moderni al Rossini Opera Festival di Pesaro nel 1997 e l’esecuzione ha avuto come giusta dedica la memoria del conte Jacques Pillet-Wills, morto un anno prima”.

 

“Stabat Mater per Soli, Coro e Orchestra” by Gioachino Rossini (Direttore: Claudio Scimone – Soprano: Katia Ricciarelli – Contralto: Margarita Zimmermann – Tenore: José Carreras – Basso: Samuel Ramey – Piano: Paul Berkowitz, Craig Sheppard – Harmonium: Richard Nunn, 1983):

“Stabat Mater per Soli, Coro e Orchestra” by Gioachino Rossini (Riccardo Chailly, conductor):

“Stabat Mater per Soli, Coro e Orchestra” by Gioachino Rossini (Chor: Singverein der Gesellschaft der Musikfreunde in Wien – Chorleiter: Johannes Prinz; Dirigent: Daniele Gatti; Komponist: Gioacchino Rossini; Orchester: Orchestre National de France; Regie: Louise Narboni – Barbara Frittoli (Sopran), Marie-Nicole Lemieux (Alt), Saimir Pirgu (Tenor), Carlo Colombara (Bass)):

La Petite Messe Solennelle prevede il seguente organico:

  • Soli (soprano, contralto, tenore, basso)
  • Coro (soprani, contralti, tenori, bassi)
  • Due pianoforti
  • armonium

Nella partitura originale di Rossini è prescritto che i solisti debbano cantare anche con il coro.

Per il secondo pianoforte Rossini non ha scritto una parte indipendente, bensì di raddoppio o rinforzo del primo.

L’opera si compone di quattordici pezzi: il Kyrie per soli, coro, pianoforti e armonium; il Gloria per soprano solo e coro, pianoforti e armonium; il Gratias agimus, un terzetto per mezzosoprano, tenore e basso; il Domine Deus, pagina affidata al tenore e preceduta da una introduzione pianistica; il Qui tollis, duetto tra soprano e contralto introdotto anch’esso dal pianoforte; il Cum Sancto Spiritu per soli e coro che conclude la prima parte dell’opera.

Il Credo rappresenta l’inizio della seconda parte della messa ed è per coro. Segue subito dopo il Crucifixus introdotto dal pianoforte, in cui si innesta la voce del soprano; l’ Et resurrexit per soli e coro; il Preludio religioso per pianoforte solo, il brano strumentale più lungo dell’opera, che dura circa otto minuti; il Sanctus, un coro “a cappella”; l’ O salutaris Ostia, penultimo brano per soprano solo e pianoforte; infine l’ Agnus Dei che chiude la sequenza dei brani della messa, pieno di intensa melodia che presagisce una visione di pace duratura intonata dal contralto, a cui fa eco il coro a voci sole e quindi le voci corali che unitamente al contralto solista ed agli strumenti concludono il capolavoro rossiniano.

  • 1. Kyrie – coro
  • 2. Gloria
    • Gloria in excelsis Deo – coro
    • Et in terra pax – soli, coro
    • Gratias agimus tibi – soli (contralto, tenore, basso)
    • Domine Deus – tenore solo
    • Qui Tollis – soli (soprano, contralto)
    • Quoniam – basso solo
    • Cum Sancto Spiritu – coro
  • 3.Credo
    • Credo – soli, coro
    • Crucifixus – soprano solo
    • Et resurrexit – soli, coro
    • Et vitam venturi – coro
  • 4. Offertorium (Prélude religieux) – pianoforte solo
  • 5. Sanctus – coro
  • 6. O salutaris hostia – soprano solo
  • 7. Agnus Dei – contralto solo, Coro

… … …

Piero Monti…

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Nato a Faenza nel 1957, Piero Monti , parallelamente agli studi scientifici compie quelli musicali al Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze, dove si diploma in musica corale e direzione di coro nel settembre 1979.

Nel novembre 1979 vince il concorso al Teatro Comunale di Bologna per Maestro collaboratore di sala e di palcoscenico, ruolo che ricopre dal 1979 al 1983, passando poi a quello di Direttore musicale di palcoscenico (‘83-‘88).

Nell’aprile ‘88 assume la direzione del coro, collaborando con i direttori stabili del Teatro, Riccardo Chailly fino al ‘93 e Daniele Gatti dal ‘97 al 2002, nella realizzazione degli spettacoli e dei concerti delle stagioni, delle produzioni discografiche e delle tournée.

All’inizio del 2003 è invitato alla Direzione del Coro del Teatro La Fenice di Venezia, con il quale partecipa alla riapertura del teatro restaurato.

Ha collaborato con illustri maestri quali: Claudio Abbado, Semyon Bychkov, Riccardo Chailly, James Conlon, Vladimir Delman, John Eliot Gardiner, Gianandrea Gavazzeni, Valerij Gergiev, Eliahu Inbal, Neville Marriner, Riccardo Muti, Zubin Mehta, Seiji Ozawa, Antonio Pappano, Giuseppe Sinopoli, Georg Solti, Christian Thielemann e Viotti.

Fra i numerosi brani da lui diretti, ricordiamo la Petite Messe Solennelle di Rossini con i pianoforti rossiniani del Conservatorio di Bologna, i Carmina Burana (nella versione con pianoforti e percussioni) e i Catulli Carmina di Orff, Les Noces di Stravinsky, la Messa in re maggiore op. 86 di Dvořák ed i Quattro pezzi sacri di Verdi.

Dal novembre 2004 assume la direzione del Coro del Maggio Musicale Fiorentino, che ha guidato nel concerto conclusivo dell’Anno dell’Italia in Cina a Pechino, partecipando inoltre alle tournée in Italia e all’estero con la Symphonica Toscanini diretta da Lorin Maazel. Sempre con il Coro del Maggio, oltre a prendere parte agli spettacoli delle stagioni e del festival, dirige più volte la Petite Messe Solennelle di Rossini e i Carmina Burana di Orff, nonché musiche corali del Novecento per Settembre Musica (2007) e un concerto cherubiniano al Maggio Musicale 2010. Ricordiamo altresì il Deutsche Messe di Schubert e la Messa di Gloria di Puccini con il Coro del Maggio e l’Orchestra Regionale della Toscana nel Concerto di Natale 2010.

Nel 2011 partecipa alla quarta tournée del Maggio in Giappone, dove prepara il Coro del Maggio per Tosca e La forza del destino. In una stagione ricca di appuntamenti, nel maggio 2011 prepara il Coro per Ein deutsches Requiem Op. 45 di Johannes Brahms, diretto da Zubin Mehta con l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino. Nell’autunno 2011 inaugura a Torino la rassegna MITO SettembreMusica, con la Sinfonia dei Mille di Gustav Mahler, diretta da Gianandrea Noseda, che ripete a Rimini.

 

 

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Written by mara

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