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A Ferrara Musica Truls Mørk Vasily Petrenko 5 Aprile 2020

Per i talenti di second’ ordine è sufficiente che essi padroneggino la forma tradizionale: a quelli di prim’ordine consentiamo che la allarghino. Solo il genio può muoversi liberamente”, Robert Schumann

Ferrara Musica, Stagione 2019 – 2020

 

A Ferrara Musica Truls Mørk Vasily Petrenko 5 Aprile 2020. Il violoncellista norvegese Truls Mørk per uno dei concerti per violoncello più belli mai scritti.

La European Union Youth Orchestra è guidata dal direttore Vasily Petrenko.

 

L. van Beethoven, Le creature di Prometeo op. 43 – Ouverture e musica per il balletto

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R. Schumann, Concerto per violoncello e orchestra in la minore op. 129

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C. Debussy, Prélude a l’après-midi d’un faune

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O. Respighi, Feste Romane

 

QUANDO

Domenica 5 Aprile 2020, ore 20.30

 

DOVE: Teatro Comunale “Claudio Abbado”
Corso Martiri della Libertà, 5

44121 Ferrara (FE)

 

INTERPRETI:

Truls Mørk, violoncello

Vasily Petrenko, direttore

European Union Youth Orchestra

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Platea al costo di 49,00 € intero; Senior 41,00 €; Giovani 30 anni 24,50 €; Giovanissimi 20 anni 9,00 €

Palco centrale – 1a fila al costo di 44,00 € intero; Senior 37,00 €; Giovani 30 anni 22,00 €; Giovanissimi 20 anni 9,00 €

Palco centrale – 2a fila al costo di 39,00 € intero; Senior 32,00 €; Giovani 30 anni 19,50 €; Giovanissimi 20 anni 9,00 €

Palco laterale – 1a fila al costo di 39,00 € intero; Senior 32,00 €; Giovani 30 anni 19,50 €; Giovanissimi 20 anni 9,00 €

Palco laterale – 2a fila al costo di 34,00 € intero; Senior 29,00 €; Giovani 30 anni 17,00 €; Giovanissimi 20 anni 9,00 €

Galleria e IV ordine – 1a fila al costo di 30,00 € intero; Senior 25,00 €; Giovani 30 anni 15,00 €; Giovanissimi 20 anni 9,00 €

Galleria e IV ordine – 2a fila al costo di 27,00 € intero; Senior 23,00 €; Giovani 30 anni 13,50 €; Giovanissimi 20 anni 9,00 €

Loggione – 1a fila al costo di 24,00 € intero; Senior 20,00 €; Giovanissimi 20 anni 9,00 €

Loggione – 2a fila al costo di 20,00 €; Giovanissimi 20 anni 9,00 €

Ingresso Loggione al costo di 17,00 €; Giovanissimi 20 anni 9,00

 

A Ferrara Musica Truls Mørk Vasily Petrenko 5 Aprile 2020

 

se non sapete come fare, e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonando al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Truls Mørk…

Le esecuzioni di Truls Mørk, che combinano la forte intensità, l’integrità e la grazia, lo hanno collocato tra i più grandi violoncellisti del nostro tempo.

Mørk si esibisce con le orchestre più prestigiose, tra cui Orchestre de Paris, Berliner Philharmoniker, Wiener Philharmoniker, Royal Concertgebouw Orchestra, Münchner Philharmoniker, Philharmonia e London Philharmonic Orchestra e la Gewandhausorchester di Lipsia. In Nord America ha suonato con la Filarmonica di New York, le orchestre di Philadelphia, Cleveland, Boston Symphony e Los Angeles Philharmonic. Con direttori quali Mariss Jansons, David Zinman, Manfred Honeck, Esa-Pekka Salonen, Gustavo Dudamel, Sir Simon Rattle, Kent Nagano, Yannick Nézet-Séguin e Christoph Eschenbach, tra gli altri.

Nella stagione 2016/17 Truls Mørk è Artist-in-Residence con la Gothenburg Symphony sia per concerti che in progetti di musica da camera. Tiene recital nelle più importanti sale e festival di tutto il mondo – è stato uno dei protagonisti del Piatigorsky International Festival a Los Angeles nel 2016 e torna al Festival di Verbier nel 2017.

Un grande sostenitore della musica contemporanea, Truls Mørk ha suonato più di 30 prime esecuzioni. Tra queste, Towards the Horizon di Rautavaara con la BBC Symphony Orchestra / John Storgårds, il Concerto per violoncello di Pavel Haas con i Wiener Philharmoniker / Jonathan Nott, il Concerto di Krzysztof Penderecki per tre violoncelli con la NHK Symphony Orchestra / Charles Dutoit e il Concerto per violoncello di Haflidi Hallgrimsson, co-commissionato dalla Oslo Philharmonic, l’Iceland Symphony e la Scottish Chamber Orchestra.

Truls Mørk ha registrato molti dei grandi concerti per violoncello per le etichette Virgin Classics, EMI, Deutsche Grammophon, Ondine, Arte Nova e Chandos, molti dei quali hanno vinto premi internazionali, tra cui Gramophone, Grammy, Midem ed ECHO Klassik. Tra questi il Concerto di Dvořák (Mariss Jansons / Filarmonica di Oslo), Cello Symphony di Britten e il Concerto di Elgar (Sir Simon Rattle / CBSO), Concerto di Miaskovsky e Sinfonia Concertante di Prokofiev (Paavo Järvi / CBSO), Dutilleux (Myung-Whun Chung / Orchestre Philharmonique de Radio Francia), CPE Bach (Bernard Labadie / Les Violons du Roy), Concerti di Haydn (Iona Brown / Norwegian Chamber Orchestra), Towards the Horizon di Rautavaara (John Storgårds / Helsinki Philharmonic Orchestra), così come le Suite di Bach e di Britten. Le sue più recenti incisioni sono: i Concerti di Shostakovich con l’Oslo Philharmonic Orchestra / Vasily Petrenko, opere per violoncello e orchestra di Massenet con l’Orchestre de la Suisse Romande / Neeme Järvi e i Concerti di Saint-Saens insieme alla Orchestra Filarmonica di Bergen / Neeme Järvi.

Allievo del padre, Truls Mørk ha proseguito i suoi studi con Frans Helmerson, Heinrich Schiff e Natalia Schakowskaya.

All’inizio della sua carriera ha vinto numerosi concorsi come il Tchaikovsky Competition di Mosca (1982), Cassado Cello Competition di Firenze (1983), il Premio Unesco al concorso European Radio-Union a Bratislava (1983) e il Concorso Naumberg a New York (1986).

 

“Truls Mørk:

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Le creature di Prometeo (Die Geschöpfe des Prometheus) è un balletto in tre atti musicato da Ludwig van Beethoven tra il 1800 e il 1801, per la coreografia di Salvatore Viganò. Costituisce l’op. 43 del catalogo beethoveniano.

Ha debuttato al Burgtheater di Vienna il 28 marzo 1801. 

Si tratta dell’unico balletto composto da Beethoven, accolto tiepidamente alla prima rappresentazione e in seguito dimenticato con l’eccezione dell’ Ouverture, che visse una vita indipendente come pezzo da concerto. I recensori viennesi infatti accolsero in modo molto tiepido la musica di Beethoven, e un recensore ne criticò il carattere “eccessivamente erudito”; anche il grande Haydn, autorità indiscussa dell’ambiente musicale viennese, al quale Beethoven aveva sottoposto la sua partitura, diede un giudizio piuttosto freddo, e la situazione non migliorò successivamente, perché la critica musicale è stata generalmente piuttosto severa, fin ad oggi, col balletto beethoveniano.

Il manoscritto originale è sconosciuto. Una copia della partitura, riveduta per i primi cinque numeri da Beethoven, si trova nella Nationalbibliothek di Vienna. Anche il «testo» coreografico non è noto; si può però cercare di ricostruirlo approssimativamente con le notizie contenute nel manifesto della prima rappresentazione e di alcune indicazioni apposte agli abbozzi.

Tornato nel 1799 nella capitale austriaca dopo alcuni anni d’assenza per giri artistici in Germania, Boemia ed Italia che avevano considerevolmente diffuso la fama del suo talento coreografico, Salvatore Viganò ideò questo balletto, celebrante le arti belle, in onore dell’imperatrice Maria Teresa, la seconda moglie dell’imperatore Francesco I d’Austria, protettrice della musica e buona dilettante di canto, alla quale del resto anche Beethoven aveva poco tempo prima fatto l’omaggio del Settimino.

L’argomento del Balletto riprende la favola classica di Prometeo. Questo eroe greco – creatura sublime che aveva trovato l’umanità nello stato di ignoranza primigenia – ebbe il merito, secondo la mitologia, di aver affinato gli esseri umani attraverso le scienze e le arti e di aver offerto loro leggi universali. Muovendo da questi presupposti il Balletto porta in scena due simboliche statue animate che, grazie alla potenza dell’Armonia, a poco a poco divengono partecipi di tutte le espressioni della vita (di qui l’origine dei vari «qua­dri» del Balletto). Prometeo conduce le statue sul Parnaso e da incarico ad Apollo di avvicinarle ai mondi delle varie Arti; Apollo, a sua volta, invita Anfione, Arione e Orfeo a far conoscere alle statue i segreti della musica, mentre invita Melpomene e Talia a dischiudere i misteri della tragedia e della commedia. In ultimo Prometeo affida le creature a Tersicore e a Pan, affinchè apprendano le tecniche della danza pastorale; a Bacco perché esse entrino nel mondo delle danze a carattere orgiastico.

 

Le Creature di Prometeo, musiche per il balletto op. 43” by L. van Beethoven (Wiener Philarmoniker & da Leonard Bernstein):

La sola Ouverture fu pubblicata nel 1804 col titolo in italiano Gli uomini di Prometeo, che era il titolo originario del brano, successivamente cambiato, al momento della rappresentazione, col titolo rimasto poi definitivo Le creature (dieGeschöpfe) di Prometeo.

Adagio, Allegro molto con brio “La Tempesta” (do maggiore) (2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 2 comi, 2 trombe, timpani, archi). È la prima, in ordine di tempo, delle ouvertures di Beethoven. Non vi mancano analogie con la Prima Sinfonia, a cominciare dalle cadenze iniziali del breve Adagio.

Il brano inizia in un clima di festa teatrale ed è concluso dal festoso epilogo (n. 16, Danza generale) in cui appare la fatidica idea melodica in seguito utilizzata per una serie di Variazioni pianistiche (op. 35) e per il Finale della sinfonia n. 3, nota come l’ Eroica (in forma di rondò).

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“Concerto per violoncello op. 129, “pezzo sereno””, Schumann in una lettera a Breitkopf & Hàrtel del 3 novembre 1853

 

Il Concerto per violoncello e orchestra in La minore, op. 129 fu composto da Robert Schumann nell’ ottobre del 1850 (iniziò il 10 ottobre 1850).

Il musicista tuttavia già nel 1849 pensava ad una concerto per violoncello ma lo compose solo dopo essere stato nominato direttore musicale municipale a Düsseldorf. Solo ora, all’età di quarant’anni, egli dunque ottiene un incarico musicale stabile ed autorevole.

Furono quasi quattro anni – dal 1° settembre del 1850 sino alla stagione 1854-’55, quando dovette cedere il posto a Julius Tausch (1827-1895) – di intensa e febbrile attività non solo dal punto di vista creativo, ma anche per quanto riguardava il lavoro direttoriale e organizzativo, teso ad accrescere il prestigio e la fama di questa antica istituzione musicale tedesca. Fu a Düsseldorf che egli scrisse fra l’altro, la Sinfonia in mi bemolle maggiore detta “Renana“, le ouvertures della Fidanzata di Messina, del Giulio Cesare e di Ermanno e Dorotea, i tre Phantasiestücke per pianoforte op. 111, la Messa per coro a 4 voci e orchestra op. 147 e il Requiem op. 148.

Schumann, come suo solito, portò a termine la partitura in tempi molto brevi ma la vita di questa composizione risultò travagliata. Il compositore in gioventù aveva suonato lo strumento ma non poteva essere considerato un violoncellista; sembra che durante la stesura del concerto fosse supportato da un virtuoso dello strumento.

La bozza fu pronta in sei giorni e l ‘intera orchestrazione fu completata dopo altri otto giorni. Sembra che il musicista tenesse molto a questo lavoro, tanto che, secondo una testimonianza della stessa moglie Clara, egli fece delle correzioni a tale composizione qualche anno più tardi, quando già soffriva in maniera acuta dei disturbi mentali che lo avrebbero portato alla follia e alla morte a soli 46 anni.

Il 23 marzo 1851 Christian Reimers suonò il concerto al violoncello con l’ accompagnamento del pianoforte. In vista di una prima esecuzione (ufficiosa) a Düsseldorf nel maggio del 1851, Schumann prese contatto con Robert Emil Bockmühl che ruppe di lì a poco la collaborazione con l’ autore in quanto non soddisfatto delle modifiche che questi apportava.

Solo nel novembre del 1852 l’autore scrive al suo editore comunicandogli che il Concerto è pronto per essere dato alle stampe, cosa che avverrà solo nel febbraio del 1854. Il 27 dello stesso mese Schumann tenterà di suicidarsi gettandosi nel Reno. La prima esecuzione pubblica di cui si abbia notizia avverrà, postuma, il 9 giugno del 1860 nel corso delle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario della sua nascita.

Bisognerà aspettare sino al 23 aprile 1860 per avere notizia della prima esecuzione pubblica del concerto.

Il concerto rappresenta il primo ritorno di un compositore al violoncello dopo il Concerto n. 2 per violoncello e orchestra di Franz Joseph Haydn, datato 1783.

Va considerato come uno dei più importanti concerti per violoncello del secolo che vedrà cimentarsi con lo stesso strumento Saint-Saëns, Čajkovskij, Lalo e Dvořák.

 

ASCOLTA QUI “Concerto per violoncello e orchestra in La minore op. 129″ by Robert Schumann (Jacqueline du Pre):

ASCOLTA QUI “Concerto per violoncello e orchestra in La minore op. 129″ by Robert Schumann (Pablo Casals):

ASCOLTA QUI “Concerto per violoncello e orchestra in La minore op. 129″ by Robert Schumann (Mischa Maisky, Weiner Philharmoniker & Leonard Bernstein):

ASCOLTA QUI “Concerto per violoncello e orchestra in La minore op. 129″ by Robert Schumann (Steven Isserlis):

La composizione si articola in tre movimenti senza soluzione di continuità (e senza la tradizionale cadenza del solista) e più che di un concerto per violoncello e orchestra si può dire che si tratti di un concerto per violoncello con accompagnamento di orchestra, in quanto lo strumento solista assurge a ruolo di protagonista affermando le sue prerogative in modo preponderante su un’ orchestra dalle sonorità morbide. 

Il Concerto si articola nei canonici tre movimenti; il primo, Nicht zu schnell (Non troppo allegro), viene introdotto dalle armonie dei legni e dal “pizzicato” degli archi.

Manca la tradizionale cadenza del solista e allora, senza soluzione di continuità, si sfocia nel secondo movimento, Langsam (Adagio); qui una delle pagine più struggenti e romantiche dell’intera produzione schumanniana. Protagonista assoluto è il violoncello solista, il cui canto intenso viene delicatamente sostenuto dall’orchestra e che, in un breve passaggio solistico, porta direttamente all’ultimo movimento, Sehr lebhaft (Molto vivace). L’energia e la vitalità di questa pagina si manifestano subito fin dal tema principale.

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“Prélude à l’après-midi d’un faune” by Claude Debussy (Leonard Bernstein, Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia):

“Prélude à l’après-midi d’un faune” by Claude Debussy (Herbert Von Karajan):

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“Prélude à l’après-midi d’un faune” by Claude Debussy (Radio-Sinfonieorchester Stuttgart, Gaby Pas-van Riet – flute, Georges Prêtre):

“Prélude à l’après-midi d’un faune” by Claude Debussy (London Symphony Orchestra, Pierre Boulez _ Recorded live at Suntory Hall, Tokyo, 19 May 1995):

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Written by mara

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