in , , ,

A I Concerti del Lingotto Isabelle Faust per Mendelssohn 13 Febbraio 2019

Il suo suono ha passione, grinta ed elettricità ma anche un calore e una dolcezza disarmanti che possono rivelare l’intimo lirismo della musica”, New York Times

Isabelle Faust

Lingotto Musica, Stagione 2018 – 2019

 

La splendida violinista Isabelle Faust accompagnato dalla GÜRZENICH-ORCHESTER KÖLN, e diretta da François-Xavier Roth, per il seguente programma:

 

F. Mendelssohn Bartholdy, Concerto per violino in mi minore op. 64

… … …

G. Mahler, Sinfonia n. 5 in do diesis minore

 

QUANDO

Mercoledì 13 Febbraio 2019, ore 20.30

 

DOVE: AUDITORIUM GIOVANNI AGNELLI
Via Nizza, 262/73
10126 Torino (TO)

 

INTERPRETI:

François-Xavier Roth, direttore

Isabelle Faust, violino

GÜRZENICH-ORCHESTER KÖLN

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

platea A

interi al costo € 54,00; ridotti al costo € 47,00

platea B

interi al costo € 44,00; ridotti al costo € 37,00

palchi

interi € 41,00; ridotti al costo € 35,00

coro

interi € 34,00; ridotti al costo € 29,00

galleria

prezzo unico € 27,00

RIDOTTI

giovani fino ai 29 anni e adulti oltre 60 anni

Ingresso non numerato € 20*
Ingresso numerato giovani € 13*
*in vendita un quarto d’ora prima del concerto secondo disponibilità (vendita non garantita)

 

Concerti del Lingotto: Isabelle Faust per Mendelssohn

 

se non sapete come fare e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

… … …

PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Isabelle Faust…

Isabelle Faust3

Isabelle Faust cattura l’attenzione dei suoi ascoltatori grazie a profonde e fedeli interpretazioni, basate su un’approfondita conoscenza del contesto storico delle opere ma anche su una puntuale attenzione all’ attuale prassi esecutiva.

In giovane età Isabelle Faust è stata vincitrice dei prestigiosi Concorsi Leopold Mozart e Paganini ed è stata in seguito invitata ad esibirsi con le principali orchestre del mondo, tra cui la Filarmonica di Berlino, l’Orchestra of the Age of Enlightenment, la Boston Symphony Orchestra e la Sinfonica NHK di Tokyo. Continua tutt’ ora ad essere una delle violiniste più ricercate al mondo.

Isabelle Faust si esibisce in un repertorio molto ampio che spazia da J.S. Bach fino ai compositori contemporanei quali Ligeti, Lachenmann e Widmann. Sempre desiderosa di esplorare nuovi orizzonti musicali, Isabelle Faust è a suo agio sia come musicista da camera sia come solista delle più importanti orchestre sinfoniche e da camera. A testimonianza della sua versatilità, in aggiunta ai grandi concerti del repertorio classico Isabelle Faust interpreta anche opere quali i “Kafka Fragments” di Kurtag con la soprano Christine Schäfer, o i Quintetti per clarinetto di Brahms e Mozart su strumenti d’epoca.

Nel corso della sua carriera Isabelle Faust si è esibita o ha registrato regolarmente con rinomati direttori d’orchestra quali Frans Brüggen, Mariss Jansons, Giovanni Antonini, Philippe Herreweghe, Daniel Harding e Bernard Haitink.

Isabelle Faust2

Negli ultimi anni Isabelle Faust ha sviluppato una intensa collaborazione con il compianto Claudio Abbado, suonando e registrando sotto la sua direzione. Il loro CD con i Concerti per violino di Beethoven e Berg con l’Orchestra Mozart ha ricevuto un “Diapason d’or” (Francia), un “Echo Klassik” (Germania), un “Gramophone Award 2012” (Gran Bretagna) così come un “Record Academy Award” (Giappone).

Nel 2012 è stata insignita del premio Abbiati della critica italiana.

Isabelle Faust ha inciso diversi dischi per harmonia mundi insieme al suo partner abituale Alexander Melnikov. Il loro ultimo album con le Sonate per violino e pianoforte di Brahms è stato pubblicato nel settembre 2015.

La seconda parte della Trilogia Schumann – registrata con Alexander Melnikov, Jean-Guihen Queyras, la Freiburger Barockorchester e Pablo Heras-Casado, comprendente il Concerto per pianoforte e il Trio per pianoforte n. 2 op.63 – è stata pubblicata nell’ agosto 2015. La terza parte, comprendente il Concerto per violoncello e il Trio n. 1 per pianoforte, verrà pubblicato nel 2016.

Isabelle Faust suona lo Stradivari ‘Bella Addormentata’ (1704), su gentile concessione della L-Bank Baden-Württemberg.

isabellefaust

 

“Bach: Partita no. 3 for violin solo”:

“Bach: Partita no. 2 for violin solo”:

“Isabelle Faust & Alexander Melnikov – Festival International de Colmar 2007”:

“Bach: Sonata no. 3 for violin solo”:

“Brahms: Violin sonata no. 1. Faust, Melnikov”:

“J.S. Bach. Sonata № 1 BWV 1001 in G minor”:

“”Spring” Sonata (Beethoven)”:

“Brahms: Violin sonata no. 3”:

“Beethoven Violin Concerto (Live, Lausanne 2013)”:

“Bach – Brandenburg concerto no.3 (Abbado, Orchestra Mozart, L’Aquila 2012)”:


… … …

… … …

PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

Nel luglio 1838 Mendelssohn scriveva all’ amico violinista Ferdinand David: «Vorrei proprio scrivervi un Concerto per violino per il prossimo inverno, ne ho in testa uno in mi bemolle, il cui inizio non mi lascia un minuto di pace». Ma dovette passare un anno prima che il compositore facesse di nuovo allusione alla sua proposta, e solo come risposta ad un nuovo invito di David: «È molto gentile da parte vostra reclamare da me il Concerto», scrisse nell’agosto 1839, «e io ho il più vivo desiderio di scrivervene uno, ma il compito non è semplice. Voi lo vorreste brillante, e come credete che uno come me lo possa! Il primo assolo deve essere tutto nella tonalità di mi».

 

Il Concerto per violino e orchestra op. 64 è l’ultima composizione per solista e orchestra sinfonica di Felix Mendelssohn Bartholdy ed è uno tra i più famosi concerti per violino e orchestra di tutti i tempi.

Il concerto venne commissionato a Mendelssohn dal famoso violinista Ferdinand David (il musicista, primo violino dell’ Orchestra del Gewandhaus, durante la lunga gestazione del lavoro (1838-44) dette più volte consigli al compositore per quanto riguardava la stesura della parte solistica).

Venne eseguito per la prima volta dal Gewandhaus di Lipsia il 13 marzo 1845 dallo stesso David sotto la direzione del direttore danese Niels Gade in quanto Mendelssohn, in cattive condizioni di salute, non poté presenziare all’esecuzione. Successivamente, il 23 ottobre dello stesso anno, il concerto venne replicato, sempre dal violinista David, ma questa volta sotto la direzione dell’ autore, ottenendo un enorme successo.

Il 27 giugno 1846 il concerto fu eseguito a Londra, presso la Società Filarmonica. Mendelssohn stesso scelse quale interprete il violinista italiano Camillo Sivori, cui fece dono, a seguito di quella esecuzione, della parte di violino autografa, esprimendogli in una dedica la propria soddisfazione e gratitudine:

à Mr. Camillo Sivori avec bien des remerciements

Venne poi ancora eseguito il 3 ottobre 1847 dal giovane violinista ungherese Joseph Joachim, pupillo di Mendelssohn, che era divenuto famoso per l’ esecuzione del concerto per violino in re maggiore di Beethoven tenuto a Londra il 27 maggio 1844.

 

“Concerto per violino e orchestra in Mi minore op.64” by Felix Mendelssohn (Isaac Stern: violin – Philadelphia Orchestra – Eugene Ormandy: conductor – 1958):

“Concerto per violino e orchestra in Mi minore op.64” by Felix Mendelssohn (Yehudi Menuhin , violin. Antal Dorati, conducting Hollywood Symphony Orchestra – Recorded at Charlie Chaplin Studios, Hollywood, 1947):

“Concerto per violino e orchestra in Mi minore op.64” by Felix Mendelssohn (Heifetz / Cantelli – 1954, New York Philharmonic Orchestra):

“Concerto per violino e orchestra in Mi minore op.64” by Felix Mendelssohn (Mintz/Israel Symphony/Zubin Mehta):

“Concerto per violino e orchestra in Mi minore op.64” by Felix Mendelssohn (Anne Sophie-Mutter, violin – Kurt Masur, conductor – Gewandhausorchester Leipzig):

“Concerto per violino e orchestra in Mi minore op.64” by Felix Mendelssohn (Janine Jansen with the BBC Symphony Orchestra at the BBC Proms):

“Concerto per violino e orchestra in Mi minore op.64” by Felix Mendelssohn (Hilary Hahn – Conductor: Paavo Jarvi – Frankfurt Radio Symphony Orchestra; 11th,Jun,2012. Korean Art Centre Concert Hall, Seoul Korea):

“Concerto per violino e orchestra in Mi minore op.64” by Felix Mendelssohn (Julia Fischer, violin – Myung-Whun Chung, conductor – Orchestre Philharmonique de Radio France – Festival de Saint-Denis):

“Concerto per violino e orchestra in Mi minore op.64” by Felix Mendelssohn (XXXX):

“Concerto per violino e orchestra in Mi minore op.64” by Felix Mendelssohn (Ray Chen with the Gothenburg Symphony Orchestra and Maestro Kent Nagano – Live concert on 28th February, 2015):

“Concerto per violino e orchestra in Mi minore op.64” by Felix Mendelssohn (Renaud Capuçon, violin – Jaap van Zweden, conductor – Verbier Festival Orchestra):

Si ritiene che Mendelssohn sia stato un compositore neoclassico. Se questa affermazione può essere vera per diverse sue opere, certamente non può essere applicata a questo concerto pregnante di romanticismo, e praticamente nuovo nel suo genere, dove prevale la poesia e il virtuosismo del finale non è fine a sé stesso ma comunque strettamente collegato al discorso espressivo.

La maniera con la quale Mendelssohn rinunciò alla tradizionale esposizione orchestrale, facendo iniziare il concerto dal solista, fu un fatto nuovo per l’epoca in cui venne composto.

L’ intero concerto segna una svolta nel campo dei concerti per violino, anche perché i tre movimenti sono collegati fra loro, ed è perciò il capostipite di un nuovo genere, il concerto romantico. Allo stesso modo del concerto per violino di Beethoven, questo concerto di Mendelssohn è un capolavoro, anche se di un genere completamente differente, tanto che molti interpreti ne hanno fatto uno dei loro pezzi preferiti.

La sua esecuzione dura fra 25 e 30 minuti, ed il concerto è composto da tre movimenti:

  1. Allegro molto appassionato (circa 13 minuti)
  2. Andante (circa 8 minuti)
  3. Allegretto non troppoAllegro molto vivace (circa 6 minuti)

Nel primo movimento, il contrasto fra il primo tema e l’ immediato secondo tema, che si presentano entrambi come una sorta di canzone vibrante di fervore (appassionato), ed il terzo sognante tema (tranquillo), produce una sensazione di grande romanticismo. Altra novità: la cadenza del solista precede la riesposizione, al centro invece che nella coda. In questo modo l’ ascoltatore ha la sensazione di perdere l’orientamento. La ripresa con il riascolto del tema di corale precede la coda brillante che si conclude con una nota tenuta del primo fagotto che permette di collegare questo movimento direttamente all’ Andante.

Il secondo movimento, un andante tripartito, è una tipica «romanza senza parole» di profondo lirismo. Questo “sipario” che dal mi minore conduce al do maggiore rievoca paesaggi beethoveniani. La grazia del tema è decisamente sentimentale e intimistica e offre all’esecutore la possibilità di sfoggiare arcate, legati e note tenute. I corni e l’orchestra introducono la sezione centrale che vira verso un tono più drammatico fino alla riesposizione del Lied che conclude in pianissimo il movimento.

Nel terzo movimento è caratterizzato da tratti folleggianti, capricciosi e pittoreschi che ricordano il Sogno di una notte di mezza estate; l’ Allegro molto vivace in mi maggiore è preceduto da una frase recitativa di poche battute con funzione di collegamento, in realtà più emotivo che strutturale, nella quale riappare in forma variata il tema dell’ Allegro molto appassionato.

Quest’opera, assieme ai concerti di Mozart, Beethoven, Bach, Bruch, Paganini, Brahms, Sibelius, Bartók, Berg, Čajkovskij, Dvořák, Elgar, Prokofiev e Šostakovič è oggi considerata una delle più belle pagine della letteratura per violino e orchestra.

… … …

Mahler

“Comincio ora a scrivere le prime note della Quinta. Non ho in mente altro che questo: mettere giù la musica che nasce in me. Non devo cercarla, inseguirla, è qui, si agita nel mio animo, eccola che arriva”, Gustav Mahler

 

La Sinfonia n. 5 in Do# minore di Gustav Mahler venne eseguita per la prima volta in un concerto a Colonia il 18 ottobre 1904 sotto la direzione d’orchestra dello stesso autore, che raccolse un successo di stima. Poco dopo venne presentata a Praga e a Berlino con esiti contrastanti e tali da indurre il musicista a rivedere la partitura e a pubblicarla in altre due versioni, alle quali va aggiunta quella stampata nel 1964 da Peters a Vienna nella edizione curata da Erwin Ratz per conto della «Internationale Gustav Mahler Gesellschaft».

I primi abbozzi della Quinta risalivano al 1901. Un anno importante per Mahler, sia nella sfera privata (per l’incontro con Alma Schindler, sua futura moglie) che in quella professionale (con i primi promettenti successi come direttore dell’Opera di Vienna). Il grosso della composizione era nato nel 1902, durante il soggiorno estivo nella villa di Meiernigg. Ma anche dopo il completamento della partitura, terminata nei primi mesi del 1903, e la prima esecuzione, avvenuta a Colonia il 19 ottobre 1904, Mahler aveva continuato a rivedere questa Sinfonia “molto, molto complessa”, soprattutto per la strumentazione, fino all’ultimo. L’8 febbraio 1911, pochi mesi prima della morte, scrisse all’amico Georg Göhler:

«Ho finito la Quinta: in pratica ho dovuto re-istrumentarla da capo. E’ incomprensibile come abbia potuto allora sbagliarmi del tutto così da principiante. Evidentemente la routine acquisita nelle prime quattro Sinfonie qui mi aveva del tutto abbandonato: poiché uno stile completamente nuovo esigeva una tecnica nuova».

L’organico strumentale di questa sinfonia, che supera la durata di un’ora, è molto denso e corposo e comprende quattro flauti, tre oboi, tre clarinetti, due fagotti, ottavino, corno inglese, clarinetto basso, controfagotto, sei corni, quattro trombe, tre tromboni, un basso tuba, quattro timpani, grancassa, piatti, tamburo, glockenspiel, tam-tam, nacchere, arpa e una massa estesa di archi, che dovrebbero figurare «in möglichst zahlreicher Besetzung», cioè nella formazione più numerosa possibile.

Per questa vastità di impianto e di costruzione, oltre che per la varietà e ricchezza di immaginazione e di idee musicali, la Quinta è un’opera poderosa e massiccia che si inserisce nella grande tradizione sinfonica tedesca.

A chi periodicamente ripete il luogo comune che rimprovera a Mahler proprio l’eccessiva lunghezza delle sue sinfonie, Theodor W. Adorno ha risposto osservando come la dilatazione del tempo costituisca un carattere essenziale della musica:

«Se i contemporanei di Beethoven probabilmente rabbrividivano di fronte alla veemente concentrazione nel tempo delle sue sinfonie come rabbrividivano davanti alle prime ferrovie […], chi è sopravvissuto a Mahler di mezzo secolo rabbrividisce davanti a lui come gli habitués dei viaggi aerei rabbrividiscono alla prospettiva di un viaggio in mare. Perché la durata mahleriana ricorda loro che essi stessi hanno perduto ogni durata, e forse temono addirittura di non vivere più: e allora allontanano questo pericolo con la superiorità dell’uomo importante che assicura di non aver tempo, mettendo in piazza così l’abiezione della sua stessa verità ».

 

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do diesis minore” by G. MAHLER (Claudio Abbado, direttore & Lucerne Festival Orchestra, 2004):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do diesis minore” by G. MAHLER (Wiener Philharmoniker & Claudio Abbado, direttore – Live Recording in Salzburg Festival, 1980):


ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do diesis minore” by G. MAHLER (Lorin Maazel & Vienna Philharmonic Orchestra):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do diesis minore” by G. MAHLER (Gustav Mahler – Symphony No. 5 in C Sharp Minor, 1901-02; Herbert von Karajan, direttore – BPO, 1973):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do diesis minore” by G. MAHLER (Valery Gergiev, direttore & World Orchestra for Peace – BBC Proms 2010):


ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do diesis minore” by G. MAHLER (Direttore, Paavo Jarvi – Frankfurt Radio Symphony Orchestra – 11th, Jun, 2012. Korean Art Centre Concert Hall,Seoul Korea):


ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do diesis minore” by G. MAHLER (Simón Bolívar Symphony Orchestra & Gustavo Dudamel, direttore):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do diesis minore” by G. MAHLER (London Symphony Orchestra & Myung-Whun Chung, direttore – Mar 7, 2006; Muza Kawasaki Symphony Hall):


Questa opera sinfonica consta di cinque movimenti divisi in tre parti: i primi due movimenti costituiscono la Parte I, il lungo scherzo centrale è la Parte II, mentre alla Parte III appartengono i due ultimi movimenti.

La prima parte è costituita dai primi due movimenti, fra loro tematicamente legati. Il primo movimento è una marcia funebre e il secondo movimento è in un tempo agitato e verso la fine presenta un luminoso tema che tornerà nel finale della Sinfonia. La seconda parte è costituita per intero da un vastissimo Scherzo.

L’ ultima parte della Sinfonia si apre con il famoso Adagietto forse la pagina più nota di Mahler, utilizzato poi da Luchino Visconti per la colonna sonora del film Morte a Venezia: 103 battute affidate solo agli archi e ad un’ arpa. Questa pagina detiene forse un record fra tutti i brani di musica classica: quello della maggiore differenza di durata che è possibile riscontrare fra le varie esecuzioni. Infatti, molti direttori affrontano (metronomo alla mano, più correttamente) questo Adagietto facendolo durare circa otto minuti, ma è possibile ascoltarne esecuzioni incredibilmente dilatate, come quelle di Hermann Scherchen e Bernard Haitink, che sfiorano addirittura i quattordici minuti.

«In questa Sinfonia, una violenta battaglia ha contrapposto l’Ego di mio marito con l’Universo. Qui il suo “Io” si è rafforzato, non si lamenta più per le tragedie del mondo e per le proprie sventure, non piange più su se stesso. Qui Gustav si prende la rivincita», Alma Schindler, moglie di Mahler

I movimenti sono rispettivamente:

Parte I
I Trauermarsch: In gemessenem Schritt. Streng. Wie ein Kondukt (Marcia funebre. A passo misurato, severamente, come un corteo funebre). La fanfara della tromba in si bemolle è una delle ultime evocazioni nell’ opera mahleriana, del mondo caro alla sua infanzia: i richiami lontani della caserma e le sfilate della marcia militare davanti alla casa dei suoi genitori. La stessa fanfara tornerà nuovamente come una specie di ritornello per legare i diversi episodi della marcia.

II Stürmisch bewegt, mit größter Vehemenz (Tempestosamente mosso, con la massima veemenza). Come dichiara Mahler stesso, questo Allegro in forma sonata, è il primo vero movimento della sinfonia.

Parte II
III Scherzo. Kräftig, nicht zu schnell (Scherzo. Vigoroso, non troppo veloce). Nessuna transizione addolcisce il contrasto tra la disperazione dell’Allegro ed il felice buonumore che regna lungo tutto lo Scherzo. La cosa più notevole non è nelle proporzioni gigantesche ma nell’ elaborazione tematica molto complessa. 

Parte III
IV Adagietto. Sehr langsam (Adagietto. Molto lento). Dopo una tale esplosione di gioia di vivere sarebbe stato inconcepibile terminare la sinfonia in modo tragico e più ancora piazzare dopo lo Scherzo un altro movimento dello stesso carattere. Bisognava dunque creare un contrasto. Questa è la ragion d’essere del delizioso Adagietto, un momento di dolcissima intimità e di conforto (una semplice romanza senza parole) affidato agli archi accompagnati da un discreto tappeto sonoro dell’arpa, in un’atmosfera quasi indefinita, eterea, fluttuante, che lo stesso Mahler ha definito “musica delle Sfere”. E’ il momento del raccoglimento e dell’oblio dalle cose del mondo. Coloro che giudicano la grazia di questa nuova fantasticheria troppo facile e la sua attrattiva troppo immediata dovrebbero esaminare la partitura e vedere con quale sottigliezza, quale raffinatezza e quale amore ogni misura è stata finemente cesellata.

V Rondo-Finale. Allegro (Rondo-Finale. Allegro, Allegro giocoso, Brioso). L’introduzione è affidata ai legni che espongono ognuno un proprio tema. I differenti motivi sono una serie di fugati ispirati a Mahler dai compositori classici viennesi. Il primo soggetto di questo movimento deriva direttamente dal finale della Seconda Sinfonia di Beethoven. Il successivo fugato è apparentato al tema secondario dello Scherzo. Il tema del Wunderhorn Lied del 1986 Lob des hohen Verstandes (Elogio dell’intelligenza superiore) nutre poi un episodio “grazioso” che dura solo qualche battuta e sfocia in una ripresa del primo soggetto, sempre preceduto dal suo divertimento. L’intermezzo successivo combina diversi motivi che abbiamo già sentito con un nuovo delizioso giro degli archi in cui riconosciamo che tutto ciò è una semplice metamorfosi dell’ Adagietto qui ripreso quasi completamente. Dopo un accelerando improvviso gli ottoni ripropongono un corale che assomiglia molto a quello del secondo movimento che conduce a un grandioso crescendo il quale, come ha scritto Bruno Walter,

«suggella tutta la Quinta, fatta di musica appassionata, selvaggia, piena di pathos, briosa, solenne, delicata e piena di tutte le sensazioni dell’anima umana».

Ora simbolizza la vittoria definitiva delle forze della vita sull’ angoscia, sul dolore e sulla morte.

 

“Se non fossi così come sono, non dovrei scrivere le mie sinfonie”, Gustav Mahler

… … …

 
 

 

Alcune foto inserite sono state scaricate da Internet e ritenute di pubblico dominio in assenza di specifiche indicazioni in merito. Preghiamo quindi, qualora i soggetti o gli Autori (riconosciuti tali) fossero contrari alla pubblicazione, di segnalarlo all’ indirizzo mara.grisoni@gmail.com, provvederemo alla rimozione delle immagini o alla segnalazione dell’ Autore.

Written by mara

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Alle Serate Musicali Alexander Lonquich in recital 25 Marzo 2019

Alla Società Aquilana dei Concerti ARCADI VOLODOS 17 Febbraio 2019