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A La Verdi Claus Peter Flor per Tchaikovsky Sinfonie 15 Novembre

Introduzione: sottomissione totale davanti al destino o, ciò che è lo stesso, davanti alla predestinazione ineluttabile della provvidenza. Allegro. I: Mormorii, dubbi, accuse a XXX. Il: Non è meglio allora gettarsi a corpo morto nella fede? Il programma è eccellente, ammesso che riesca a realizzarlo“, Pyotr Ilyich Tchaikovsky

Stagione Sinfonica 2018 – 2019 de La Verdi

 

Nel suo XXV anniversario laVerdi rende omaggio al suo primo direttore, a colui che, nell’ ormai lontano novembre del 1993, diede inizio alla nostra storia: Vladimir Delman. A lui l’Orchestra diretta da Claus Peter Flor dedica l’esecuzione integrale delle Sei Sinfonie di Čajkovskij, capolavori che lo stesso Delman volle fortemente eseguire con gli studenti dei conservatori di Mosca, Pittsburgh e Milano:

 

Petr Il’ič Čajkovskij, Sinfonia n. 1 in Sol minore op. 13 “Sogni d’Inverno”

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Petr Il’ič Čajkovskij, Sinfonia n. 5 in Mi minore op. 64

 

QUANDO

Giovedì 15 Novembre 2018, ore 20.30

 

DOVE: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo
Largo Gustav Mahler
20136 Milano (MI)

 

INTERPRETI:

Direttore, Claus Peter Flor

Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Settore A al costo di € 36,00
Settore B al costo di € 27,00
Settore C al costo di € 21,00
Settore D al costo di € 16,00

 

SETTORE A Platea dalla fila 4 alla 25; SETTORE B Balconata dalla fila 4 alla 15; SETTORE C Prime 3 file Balconata e logge e SETTORE D Prime 3 file di Platea

 

La Verdi: Claus Peter Flor

 

Con Associazione Ma.Ni. è possibile avere i biglietti a prezzo ridotto. Scrivere a mara.grisoni@gmail.com per ricevere informazioni oppure telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Claus Peter Flor…

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Rispettato dai musicisti di tutto il mondo per il grandissimo talento e l’istinto musicale, Claus Peter Flor continua la sua carriera ad alti livelli internazionali: di rilievo i suoi recenti ritorni alla Tonkünstler Orchestra di Vienna, all’ Orchestra Sinfonica di Milano G. Verdi, alla Singapore Symphony Orchestra, all’ Orquestra Sinfônica Brasileira in Rio de Janeiro e la Residentie Orkest.

Come direttore d’opera, il M° Flor continua il suo rapporto con il Theatre du Capitole di Tolosa dove ha diretto diverse nuove produzioni fra cui Tristano e Isotta di Wagner, Hansel e Gretel di Humperdinck, Madama Butterfly di Puccini, Die Zauberflöte di Mozart.

Altre collaborazioni operistiche includono la produzione di Siegfried di Wagner, per la regia di David McVicar, con l’Opéra di Strasburgo e numerose produzioni con la Staatsoper di Berlino, Deutsche Oper di Berlino e di Monaco e con i teatri d’opera di Dresda, Amburgo e Colonia.
Ha diretto Le Nozze di Figaro di Mozart e Die Meistersinger di Wagner a La Monnaie di Bruxelles, con quest’ultima in tour a Tokyo, Die Zauberflöte di Mozart per la Houston Grand Opera, Euryanthe di Weber per la Netherlands Opera con la Royal Concertgebouw Orchestra e La Bohème di Puccini per la Dallas Opera.

Il M° Flor ha prodotto una ricca discografia, tra cui una serie acclamata di registrazioni di Mendelssohn con i Bamberger Symphoniker, che sono state recentemente ripubblicate dalla Sony/BMG. Più di recente ha registrato tre CD con la Malaysian Philharmonic per l’etichetta BIS: Asrael Symphony di Suk  e le Sinfonie No.7 e No. 8 di Dvorak.

Nato a Lipsia nel 1953, il M° Flor ha iniziato la sua carriera di direttore d’orchestra con Rafael Kubelik e Kurt Sanderling. All’ età di 31 anni è diventato Direttore Musicale Generale della Konzerthausorchester di Berlino e ha iniziato collaborazioni regolari con  le maggiori orchestre tedesche: Leipzig Gewandhaus e Dresden Staatskapelle. Nel 1988 ha fatto il suo debutto con i Berliner Philharmoniker, dove ha fatto ritorno per due volte.

Prima della sua posizione di Direttore Musicale della Malaysian Philharmonic Orchestra dal 2008 al 2014, il M° Flor ha ricoperto la carica di Direttore Ospite Principale dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi (2003-2008), su invito personale del direttore musicale Riccardo Chailly, con il compito di sviluppare il lavoro dell’orchestra nel repertorio dell’Europa centrale. Dal 1999-2008 è stato anche Direttore Principale Ospite della Dallas Symphony Orchestra. Inoltre, è stato Direttore Principale Ospite della Philharmonia Orchestra (1991-1994) e Consulente Artistico alla Zürich Tonhalle Orchestra (1991-1996).

 

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ASCOLTI DI PROGRAMMA…

 

“Sinfonia n. 1 in Sol minore op. 13 “Sogni d’Inverno”” by Petr Il’ič Čajkovskij (Oslo Philharmonic Orchestra – Mariss Jansons, Conductor):

“Sinfonia n. 1 in Sol minore op. 13 “Sogni d’Inverno”” by Petr Il’ič Čajkovskij (Rozhdestvensky):

“Sinfonia n. 1 in Sol minore op. 13 “Sogni d’Inverno”” by Petr Il’ič Čajkovskij (Igor Markevitch & London Symphony Orchestra):

“Sinfonia n. 1 in Sol minore op. 13 “Sogni d’Inverno”” by Petr Il’ič Čajkovskij (Yuri Simonov, Moscow Philharmonic Orchestra):

“Sinfonia n. 1 in Sol minore op. 13 “Sogni d’Inverno”” by Petr Il’ič Čajkovskij (MRSO, performance at Alte Oper Frankfurt – Vladimir Fedoseyev):

“Sinfonia n. 1 in Sol minore op. 13 “Sogni d’Inverno”” by Petr Il’ič Čajkovskij (hr-Sinfonieorchester – Paavo Järvi):

“Sinfonia n. 1 in Sol minore op. 13 “Sogni d’Inverno”” by Petr Il’ič Čajkovskij (Herbert von Karajan – Berliner Philharmoniker, 1979):

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“Voglio mettermi a lavorare alacremente; sento in me un impulso fortissimo di dimostrare non solo agli altri ma a me stesso che la mia capacità di comporre non è esaurita […]. Non so se le ho già scritto che lavoro a una Sinfonia. Dapprincipio procedevo a stento, ma ora sembra che l’illuminazione sia scesa sul mio spirito”
(10 giugno 1888, Pètr Il’ic Cajkovskij alla sua mecenate Nadezda von Meck)

 

La Quinta sinfonia fu scritta da Čajkovskij nell’ estate del 1888, in un periodo abbastanza sereno della sua vita: la sua fama di compositore era ormai salda e come direttore d’orchestra iniziava a riscuotere successi fuori dai confini della Russia. Anche la sua condizione economica era tranquilla: oltre all’ assegno elargito annualmente dalla sua protettrice Nadežda von Meck, poté contare su un vitalizio assegnatogli dallo zar.

Nel 1888, in una fase di apparente benessere, Čajkovskij pensò a una nuova sinfonia, più che per una reale esigenza espressiva, per dimostrare che come compositore non era ancora finito, e per scacciare i fantasmi che tormentavano la sua psiche instabile.

A maggio iniziò a lavorare alla Quinta sinfonia; il 29 giugno l’opera era interamente abbozzata e a fine agosto anche l’orchestrazione era ultimata. Il 17 novembre Čajkovskij ne diresse la prima esecuzione a San Pietroburgo; l’accoglienza da parte del pubblico fu buona e la Quinta fu presentata a Praga, Amburgo e Londra, nel corso di una nuova tournée.

Il compositore, confrontandola con la Quarta, ebbe a giudicarla, almeno inizialmente, in senso piuttosto negativo; solo in seguito, dopo ripetute esecuzioni, modificò il proprio giudizio, conservando peraltro un’opinione non molto alta del finale.

Dopo aver diretto la mia nuova Sinfonia, due volte a Pietroburgo e una volta a Praga, mi sono persuaso che è mal riuscita. C’è in questa musica qualcosa di sgradevole, una certa diversità di colori, una certa insincerità, un certo artificio. Pur senza rendersene conto, il pubblico lo ha percepito. Ho chiaramente avvertito che i consensi e gli applausi andavano in realtà alle mie composizioni precedenti e che questa Sinfonia non riusciva a piacere: una constatazione che mi procura un cocente dolore e una profonda insoddisfazione di me stesso […]. Ieri ho sfogliato la Quarta, la nostra Sinfonia, che differenza! Com’ essa si colloca su un piano più elevato! È una cosa molto, molto triste!” (2 dicembre, Pètr Il’ic Cajkovskij alla sua mecenate Nadezda von Meck)

 

“Sinfonia n. 5 in Mi minore op. 64” by Pёtr Il’ič Čajkovskij (Stuttgart Radio Symphony Orchestra e Sergiu Celibidache, conductor – 23.II.1980):

“Sinfonia n. 5 in Mi minore op. 64” by Pёtr Il’ič Čajkovskij (Oslo Philharmonic Orchestra, Mariss Jansons):

“Sinfonia n. 5 in Mi minore op. 64” by Pёtr Il’ič Čajkovskij (Leningrad Philharmonic Orchestra, Yevgeny Mravinsky – Live recording, Leningrad, 29.IV.1973):

“Sinfonia n. 5 in Mi minore op. 64” by Pёtr Il’ič Čajkovskij (Mariss Jansons, Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks – Live-recording:Munchen,Philhamnie im Gasteig,9.October 2009):

“Sinfonia n. 5 in Mi minore op. 64” by Pёtr Il’ič Čajkovskij (Gustav Mahler Jugendorchester, Franz Welser-Möst, Vienna Musikverein (19.9.2009)):

“Sinfonia n. 5 in Mi minore op. 64” by Pёtr Il’ič Čajkovskij (Orchestra Sinfonica Nazionale Della Rai – Dir. Juraj Valčuha):

“Sinfonia n. 5 in Mi minore op. 64” by Pёtr Il’ič Čajkovskij (Philharmonia Orchestra, Studio Recording in London):

“Sinfonia n. 5 in Mi minore op. 64” by Pёtr Il’ič Čajkovskij (Leonard Bernstein):


Introduzione: sottomissione totale davanti al destino o, ciò che è lo stesso, davanti alla predestinazione ineluttabile della provvidenza. Allegro. I: Mormorii, dubbi, accuse a XXX. Il: Non è meglio allora gettarsi a corpo morto nella fede? Il programma è eccellente, ammesso che riesca a realizzarlo

 

La Sinfonia è composta nei canonici quattro movimenti. Una sorta di tema conduttore lega tutti e quattro i movimenti della composizione. 

In un appunto scritto da Čajkovskij nel periodo della stesura della Quinta, viene definito il significato di questa idea musicale, che esprime

la totale sottomissione davanti al Fato – oppure, il che è lo stesso, agli imperscrutabili disegni della Provvidenza

I Movimento: Andante-Allegro con anima. Il tema principale che viene di volta in volta ripreso nei successivi tre movimenti della composizione, esposto inizialmente dal clarinetto nel registro basso al principio dell’ Andante introduttivo, vuole esprimere, secondo Cajkovskij, «una completa rassegnazione di fronte al destino». E’ proposto come forma sonata, ove il tema principale viene eseguito, in alternanza, con il fagotto e il clarinetto stesso. Durante l’esecuzione di questo primo movimento il tema cambia ma in esso si riflette sempre il tema della melodia iniziale. Dopo una trasformazione completa del tema, qui è viva una passione agreste ed a tratti si sviluppa il lirismo elegiaco, termina il movimento con una leggera carezza; tema smorzato progressivamente dagli archi con l’aiuto del fagotto e dei timpani.

II Movimento: Andante cantabile con alcuna licenza. Il corno apre il movimento introducendone il tema principale, cantando in modo “dolce con molta espressione” una lunga melodia prettamente melodico con una spiccata malinconica sensualità. Risulta essere il tema più riuscito della sinfonia dal punto di vista poetico ove è profuso il miglior lirismo del compositore. E’ un momento maestoso e sereno, che corrisponde forse al “raggio di luce” menzionato da Cajkovskij.

III Movimento: Valse. Allegro moderato. Il movimento più breve della sinfonia. Pagina di eleganza straordinaria e con un tema lirico gioioso, molto sensibile. Ci trasporta inevitabilmente alla perfezione musicale del genere che il maestro ha raggiunto nei valzer composti per i suoi balletti.

IV Movimento: Finale. Andante maestoso-Allegro vivace. Un contrasto abbastanza palese con il tema principale della sinfonia che qui raffigura un tema tutto in allegria, dalla rappresentazione di una festa russa ad un tema maestoso ad uno passionale fino poi quasi ad arrivare a redimersi in un tema da finale patetico che chiude in bellezza tutta la sinfonia. Secondo le parole di Čajkovskij, il tema di questo movimento è la Provvidenza: dunque, rispetto alla propria precedente Quarta sinfonia, l’ansia innanzi al Fato viene trasfigurata dall’intimo calore di un amore mistico.

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Written by mara

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