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A La Verdi Filippo Gorini per Concerto di Brahms Maggio 2019

Un musicista con una combinazione di qualità artistiche rare: intelletto, temperamento, ottima memoria, immaginazione vivida e grande controllo“, Andrei Gavrilov

25° Concerto della Stagione Sinfonica 2018-2019 per La Verdi

 

1833. Nello stesso anno in cui Felix Mendelssohn eseguiva per la prima volta a Londra la sua celebre Sinfonia n. 4 Italiana, rassicurante capolavoro del Romanticismo sinfonico, ad Amburgo nasceva Johannes Brahms, genio che proprio da quel Romanticismo avrebbe disegnato la sua parabola musicale fino alle soglie del Novecento. In un sol colpo, Claus Peter Flor unisce in dialogo due tempi, due volti e due sensibilità distinte dell’Ottocento tedesco per valorizzarne l’unicità e le inaspettate similitudini.

 

Johannes Brahms, Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in Si bemolle maggiore op. 83

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Felix Mendelssohn, Sinfonia n. 4 in La maggiore op. 90 “Italiana”

 

QUANDO

Giovedì 9 Maggio 2019, ore 20.30

Venerdì 10 Maggio 2019, ore 20.00

Domenica 12 Maggio 2019, ore 16.00

 

DOVE: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo
Largo Gustav Mahler
20136 Milano (MI)

 

INTERPRETI:

Direttore, Claus Peter Flor

Pianoforte, Filippo Gorini

Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Platea 1 al costo di € 36,00
Platea 2 al costo di € 25,00
Platea 3 al costo di € 16,00
Galleria 1 al costo di € 27,00
Galleria 2 al costo di € 21,00

 

Platea 1 Platea dalla fila 5 alla 22; Platea 2 dalla fila 23 alla 25; Platea 3 prime 4 file; Galleria 2 Prime 3 file Balconata e logge e Galleria 1 dalla fila 4 in poi

 

La Verdi: Claus Peter Flor e Filippo Gorini

 

Con Associazione Ma.Ni. è possibile avere i biglietti a prezzo ridotto. Scrivere a mara.grisoni@gmail.com per ricevere informazioni oppure telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Claus Peter Flor…

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Rispettato dai musicisti di tutto il mondo per il grandissimo talento e l’istinto musicale, Claus Peter Flor continua la sua carriera ad alti livelli internazionali: di rilievo i suoi recenti ritorni alla Tonkünstler Orchestra di Vienna, all’ Orchestra Sinfonica di Milano G. Verdi, alla Singapore Symphony Orchestra, all’ Orquestra Sinfônica Brasileira in Rio de Janeiro e la Residentie Orkest.

Come direttore d’opera, il M° Flor continua il suo rapporto con il Theatre du Capitole di Tolosa dove ha diretto diverse nuove produzioni fra cui Tristano e Isotta di Wagner, Hansel e Gretel di Humperdinck, Madama Butterfly di Puccini, Die Zauberflöte di Mozart.

Altre collaborazioni operistiche includono la produzione di Siegfried di Wagner, per la regia di David McVicar, con l’Opéra di Strasburgo e numerose produzioni con la Staatsoper di Berlino, Deutsche Oper di Berlino e di Monaco e con i teatri d’opera di Dresda, Amburgo e Colonia.
Ha diretto Le Nozze di Figaro di Mozart e Die Meistersinger di Wagner a La Monnaie di Bruxelles, con quest’ultima in tour a Tokyo, Die Zauberflöte di Mozart per la Houston Grand Opera, Euryanthe di Weber per la Netherlands Opera con la Royal Concertgebouw Orchestra e La Bohème di Puccini per la Dallas Opera.

Il M° Flor ha prodotto una ricca discografia, tra cui una serie acclamata di registrazioni di Mendelssohn con i Bamberger Symphoniker, che sono state recentemente ripubblicate dalla Sony/BMG. Più di recente ha registrato tre CD con la Malaysian Philharmonic per l’etichetta BIS: Asrael Symphony di Suk  e le Sinfonie No.7 e No. 8 di Dvorak.

Nato a Lipsia nel 1953, il M° Flor ha iniziato la sua carriera di direttore d’orchestra con Rafael Kubelik e Kurt Sanderling. All’ età di 31 anni è diventato Direttore Musicale Generale della Konzerthausorchester di Berlino e ha iniziato collaborazioni regolari con  le maggiori orchestre tedesche: Leipzig Gewandhaus e Dresden Staatskapelle. Nel 1988 ha fatto il suo debutto con i Berliner Philharmoniker, dove ha fatto ritorno per due volte.

Prima della sua posizione di Direttore Musicale della Malaysian Philharmonic Orchestra dal 2008 al 2014, il M° Flor ha ricoperto la carica di Direttore Ospite Principale dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi (2003-2008), su invito personale del direttore musicale Riccardo Chailly, con il compito di sviluppare il lavoro dell’orchestra nel repertorio dell’Europa centrale. Dal 1999-2008 è stato anche Direttore Principale Ospite della Dallas Symphony Orchestra. Inoltre, è stato Direttore Principale Ospite della Philharmonia Orchestra (1991-1994) e Consulente Artistico alla Zürich Tonhalle Orchestra (1991-1996).

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Filippo Gorini…

Il pianista italiano Filippo Gorini è stato lodato per il “raro intelletto, temperamento… e immaginazione vivida”. Nel 2015 ha vinto il primo premio e i premi del pubblico nel concorso “Telekom-Beethoven” di Bonn eseguendo brani di Beethoven (tra cui le Variazioni Diabelli), Schubert, Schönberg e Adés.

Dopo averne ascoltato l’interpretazione delle Variazioni Diabelli di Beethoven, Alfred Brendel si è offerto di insegnare a Filippo, e continuano a lavorare assieme regolarmente. Le variazioni Diabelli compaiono sul suo disco di debutto, pubblicato ad agosto da Alpha Classics, che ha ricevuto elogi unanimi dalla critica, tra cui il premio Diapason d’Or (Ottobre 2017) e recensioni stellari su The Guardian, Le Monde, BBC Music Magazine, Gramophone e altri.

Tra gli impegni salienti della Stagione 2017 – 2018 numerosi recital in Europa, tra cui l’ Elphilharmonie di Amburgo, la società filarmonica di Trento, il Festival Piano Days di Bruxelles. Nel 2019 suonerà inoltre in Australia e Nord America. A maggio ha ricevuto inoltre il premio Beethoven-Ring dell’associazione “Cittadini per Beethoven” di Bonn, che si aggiunge ad altri premi quali il premio del Festival “Young Euro Classic” di Berlino (2016) e il primo premio al Concorso “Neuhaus” del Conservatorio di Mosca (2013).

Si è esibito con consenso unanime di pubblico e critica in alcune delle più prestigiose sale e associazioni internazionali (Konzerthaus di Berlino, Gewandhaus di Lipsia, Beethovenhalle di Bonn, Laeiszhalle ad Amburgo, Herkulessaal a Monaco, Società del Quartetto di Milano, e inoltre a Mosca, Londra, Varsavia, Pechino). Affianca alla carriera da solista la musica da camera: nel corso del 2016 è stato invitato a suonare a Kronberg nel progetto “Chamber music connects the world” con Steven Isserlis.

Diplomatosi al conservatorio Donizetti di Bergamo, continua gli studi privatamente con Alfred Brendel e Maria Grazia Bellocchio, e con Pavel Gililov presso il “Mozarteum” di Salisburgo. Ha ricevuto una borsa di studio per partecipare ai corsi di perfezionamento della International Music Academy del Lichtenstein.

Sito Ufficiale: http://www.filippogorini.it

 

“13 video su Filippo Gorini”:

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NOTE E ASCOLTI DI PROGRAMMA…

 

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in si bemolle maggiore, op. 83” by Johannes Brahms (Wilhelm Backhaus, Wiener Philharmoniker, Carl Schuricht):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in si bemolle maggiore, op. 83” by Johannes Brahms (Krystian Zimerman and Leonard Bernstein):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in si bemolle maggiore, op. 83” by Johannes Brahms (Christian Thielemann, Staatskapelle Dresden Orchestra, Maurizio Pollini):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in si bemolle maggiore, op. 83” by Johannes Brahms (Arthur Rubinstein, Bernard Haitink):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in si bemolle maggiore, op. 83” by Johannes Brahms (Emanuel Ax, Chamber Orchestra of Europe, Bernard Haitink):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in si bemolle maggiore, op. 83” by Johannes Brahms (Emil Gilels, Chicago Symphony Orchestra, Fritz Reiner):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in si bemolle maggiore, op. 83” by Johannes Brahms (Sviatoslav Richter, Lorin Maazel, Orchestre De Paris):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in si bemolle maggiore, op. 83” by Johannes Brahms (Maurizio Pollini, Claudio Abbado, Wiener Philharmoniker Orchester):

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“Essa procede alacremente; è il lavoro più gaio che io abbia mai finora composto, specialmente nel finale. Niente ancora ho deciso per il tempo lento; forse dovrò aspettare di essere a Napoli per compierlo”

 

La Sinfonia n. 4 in la maggiore, Op. 90, comunemente conosciuta con il nome di Italiana, scritta da Felix Mendelssohn, nacque, almeno nella sua idee fondamentali, durante il tour che il direttore e compositore compì in tutta Europa tra il 1829 e il 1831: l’ ispirazione venne dalle atmosfere che trovò nelle città italiane, che visitò a partire dal 1830. A Roma sono soprattutto Piazza di Spagna (dove il compositore abitava), Trinità dei Monti, il Pincio, il Ponte Nomentano – allora immerso nel verde e nel silenzio della campagna romana – a suscitare nelle sue lettere le frasi di ammirazione più entusiastica.

Agli occhi di un giovane nordico, i colori, i suoni, gli odori di un paese così ridente dovettero apparire come qualcosa di straordinario. A questo si aggiungano, da un lato, la gaiezza e l’affabilità della gente, che probabilmente gli fecero conoscere una dimensione umana meno austera di quella cui era abituato, dall’altro, il suo appassionato amore per l’arte, soprattutto per quella rinascimentale, che potè trovare il più completo appagamento. L’ opera riflette questa gioia di vivere in ogni sua parte.

La sinfonia Italiana fu terminata il 13 marzo 1833 a Berlino; la sua prima esecuzione ebbe luogo il 13 maggio alla Royal Philharmonic Society di Londra, diretta dallo stesso Mendelsshon. Nonostante il successo ottenuto, il compositore rimase insoddisfatto della sua composizione e l’anno successivo la sottopose a revisione. Mendelssohn non diede mai alle stampe la sinfonia, che fu pubblicata solamente nel 1851; pertanto venne numerata come sinfonia n. 4, sebbene in effetti fosse stata la terza in ordine di composizione.

 

Sinfonia n. 4 in La maggiore op. 90 Italiana” by Felix Mendelssohn (Claudio Abbado):

Sinfonia n. 4 in La maggiore op. 90 Italiana” by Felix Mendelssohn (Gustavo Dudamel e Orchestra Filarmonica della Scala):

Sinfonia n. 4 in La maggiore op. 90 Italiana” by Felix Mendelssohn (New York Philharmonic & Leonard Bernstein – Studio recording, New York, 1958):

La composizione è articolata in quattro tempi:

1. Allegro vivace
2. Andante con moto
3. Con moto moderato
4. Saltarello: Presto

Primo Movimento
Il carattere della sinfonia si rivela subito nello slancio e nella spontaneità dell’ Allegro vivace iniziale. Si apre con un attacco risoluto e giovanile enunciato rispettivamente dagli archi e dagli strumenti a fiato. Subentra il secondo tema più dolcemente disteso, esposto dai clarinetti e dai fagotti e poi dai flauti e dagli oboi con un sostegno degli archi: i vari motivi si incrociano quindi fra di loro e nella riesposizione degli elementi tematici la seconda idea viene proposta dalle viole e dai violoncelli, mentre l’accompagnamento passa ai flauti e ai clarinetti. Si impongono di nuovo gli strumenti a fiato in un atteggiamento di fanfara, fino a cedere il passo agli archi che riassumono e concludono brillantemente il tempo.

Secondo Movimento
L’ Andante con moto è una è basato su una melodia triste e lenta che, secondo Moscheles, è il tema di una canzone di pellegrini cecoslovacchi, canzone nostalgica malinconia che Camille Bellaigue definì come «un richiamo del genio della Germania, che viene qui a cogliere e a strappare il giovane musicista tedesco da impressioni troppo italiane». Il tema principale esposto dalle viole all’unisono con gli oboi e i fagotti, si alterna con una frase più dolce e serena dei clarinetti, per concludere, dopo una breve ripresa, in modo evanescente e sognante

Terzo Movimento
La serenità ritorna nel terzo tempo, Con moto moderato, con l’originale motivo del Trio dove risuonano corni e fagotti sotto un leggero disegno di violini e flauti: sembra un’antica scena di caccia nella campagna romana. Pare che questo movimento sia stato ispirato dallo studio di un’opera umoristica che Goethe aveva scritto per una sua amica, Lili Schonemann, dal titolo Lilis Park; si ha notizia da una lettera che Mendelssohn scrisse a sua sorella Fanny il 16 novembre 1830 un cui dice “voglio trasformare Lilis Park in uno scherzo per sinfonia”.

Quarto Movimento
L’ultimo movimento è un Saltarello: Presto, un dichiarato tributo di affetto e simpatia alla terra italiana che anche con i suoi balli popolari aveva saputo far nascere in lui un mondo di suoni così sfolgorante. Il ritmo è incalzante, spigliato e di incandescente animazione; il tema è vivacissimo e brillante e scorre su un ritmo a note ripetute; il continuo cambiamento di figure ritmiche rende la danza ancor più briosa ed elettrizzante. E’ con questo ballo vorticoso che la sinfonia si conclude.

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Written by mara

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