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A La Verdi Jader Bignamini per Čajkovskij e Strauss novembre 2019

Posso non essere un compositore di prima categoria, ma sono di certo un compositore di seconda categoria di prima classe”, Richard Strauss

7° Concerto della Stagione Sinfonica 2019-2020 per La Verdi

 

A La Verdi Jader Bignamini per Čajkovskij e Strauss novembre 2019. Jader Bignamini ci invita all’ ascolto di ouverture e poemi sinfonici con Čajkovskij e Strauss.

 

Petr Il’ič Čajkovskij, Francesca da Rimini op. 32

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Richard Strauss, Till Eulenspiegels lustige Streiche (I tiri burloni di Till Eulenspiegels) op. 28

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Richard Strauss, Don Juan, Poema Sinfonico op. 20

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Petr Il’ič Čajkovskij, Romeo e Giulietta (Versione 1880)

 

QUANDO

Venerdì 15 Novembre 2019, ore 20.00

Domenica 17 Novembre 2019, ore 16.00

 

DOVE: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo
Largo Gustav Mahler
20136 Milano (MI)

 

INTERPRETI:

Direttore, Jader Bignamini

Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Platea 1 al costo di € 36,00
Platea 2 al costo di € 25,00
Platea 3 al costo di € 16,00
Galleria 1 al costo di € 27,00
Galleria 2 al costo di € 21,00

 

Platea 1 Platea dalla fila 5 alla 22; Platea 2 dalla fila 23 alla 25; Platea 3 prime 4 file; Galleria 2 Prime 3 file Balconata e logge e Galleria 1 dalla fila 4 in poi

 

A La Verdi Jader Bignamini per Čajkovskij e Strauss novembre 2019

 

Con Associazione Ma.Ni. è possibile avere i biglietti a prezzo ridotto. Scrivere a mara.grisoni@gmail.com per ricevere informazioni oppure telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Jader Bignamini…

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Scelto nel 1998 dal M° Riccardo Chailly come clarinetto piccolo dell’ Orchestra Sinfonica LaVerdi di Milano, Jader Bignamini inizia il suo percorso all’ interno dell’ Istituzione che lo vedrà passare dalle file dell’ Orchestra al podio, fino ad essere nominato nel 2010 Direttore Assistente e dal 2012 Direttore Associato.

Nato a Crema, dopo gli studi al Conservatorio di Piacenza, inizia giovanissimo a collaborare, anche come solista, con diverse Orchestre e avvia contemporaneamente l’ attività di Direttore con Gruppi da Camera, Orchestre Sinfoniche e di Enti Lirici.

Nell’ autunno 2012 partecipa per il secondo anno consecutivo al Festival MITO con la Messe Solennelle di Berlioz. Prosegue inoltre la sua intensa collaborazione con l’orchestra laVerdi dove dirige, oltre a quello inaugurale, svariati concerti con programmi lirici e sinfonici (Brahms, Cajkovskij, Glinka, Musorgskij, Prokofiev, Ravel, Respighi, Rimsky-Korsakov, Paganini, Piazzolla, Stravinskij, Vivaldi), sia a Milano che nella tournée in Russia (Cajkovskij Hall a Mosca e Glinka Philarmonic Hall a San Pietroburgo), collaborando con solisti quali Karen Gomyo, Francesca Dego, Natasha Korsakova, Kolya Blacher e Lylia Zilberstein.

Seguono i debutti sinfonici in Giappone alla Biwako Hall di Otsu, in Brasile al Teatro Municipal di Sao Paulo, a Palermo con l’Orchestra Sinfonica Siciliana e a Firenze col Maggio Musicale.

Inaugura poi il XXXIX Festival della Valle d’ Itria con Crispino e la Comare, la XX Stagione Sinfonica de laVerdi con un programma verdiano e il Festival Verdi 2013 a Parma con Simon Boccanegra, a seguito del quale gli viene offerto dal Teatro Regio un invito triennale per il Festival.

Tra gli impegni recenti, oltre ai numerosi appuntamenti sinfonici con laVerdi, tra i quali il verdiano Requiem, i Carmina Burana con la Filarmonica del Comunale di Bologna, La bohème al Municipal di Sao Paulo e al Teatro la Fenice di Venezia, L’elisir d’amore ad Ancona, Tosca al Comunale di Bologna, La forza del destino al Festival Verdi di Parma e La bohème al Filarmonico di Verona.

Il 2015 lo ha visto protagonista di felici debutti come Cavalleria rusticana e L’amor brujo al Teatro Filarmonico di Verona, Aida al Teatro dell’Opera di Roma, Madama Butterfly al Teatro la Fenice di Venezia oltre al debutto americano con Rigoletto al Festival di Santa Fe in New Mexico dove tornerà nel 2018 per una nuova produzione di Madama Butterfly.

Reduce del successo americano ha quindi diretto un concerto al Teatro alla Scala di Milano con l’Orchestra LaVerdi per poi inaugurare anche la stagione autunnale in Auditorium a Milano con una serie di concerti sinfonici, la Messa da Requiem di Giuseppe Verdi e un gala lirico sinfonico al Musikverein di Graz con il soprano Anna Netrebko.

Tra gli impegni del 2016: Francoforte per Oberto, conte di San Bonifacio, in tournée in Korea e Giappone per una serie di concerti con Anna Netrebko, a Tokyo con per una produzione di Andrea Chenier, al Teatro dell’Opera di Roma con un nuovo allestimento di Traviata per poi debuttare al Rossini Opera Festival con il Ciro in Babilonia per la regia di Davide Livermore.

Seguiranno poi Madama Butterfly al Teatro Massimo di Palermo e Manon Lescaut di G. Puccini con Anna Netrebko al Teatro Bolshoi di Mosca e Trovatore a Francoforte.

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NOTE E ASCOLTI DI PROGRAMMA…

Ho terminato in partitura un nuovo poema sinfonico Till Eulenspiegel – molto allegro e spavaldo [sehr lustig und übermutig]

I tiri burloni di Till Eulenspiegel (Till Eulenspiegels lustige Streiche) è il quinto dei poemi sinfonici di Richard Strauss, composto tra il 1894 e il 1895 (op. 28); ha avuto la prima assoluta a Colonia, in Germania il 5 novembre 1895 diretta da Franz Wüllner.

Racconta gli scherzi e le avventure di un personaggio di fantasia molto popolare in Germania, Till Eulenspiegel.

Till Eulenspiegel, figura divenuta mitica di contadino burlone (uno Schalksnarr, come viene definito in tedesco con un termine difficilmente traducibile in italiano), visse nel XIV secolo. Pare sia nato a Kneitlingen, nei pressi di Braunschweig, e che sia morto intorno al 1350 a Mölln (Schleswig-Holstein). Personaggio molto noto nella letteratura per l’ infanzia tedesca, anche grazie al libro riscritto per bambini da Erich Kästner nel 19382, le avventure di Till vennero per la prima volta date alle stampe nel 1515 in un volume intitolato Von Ulenspiegel (“specchio delle civette” che è il significato del nome del protagonista) a Strasburgo.

In questo primo libro “Till è un contadino furbacchione, trapiantato in città dopo essere stato scacciato dal padre che gli rimprovera la pigrizia. Nell’ urbe il giovanotto riscuote simpatia, pure presso i nobili e i borghesi. Preso a servizio da questo o quel padrone, ne esegue gli ordini tanto alla lettera da causare disastri; è il suo modo beffardo di dimostrare quanto gli esponenti di quella società cittadina s’ingannino nel credersi superiori ai campagnoli“. Tra le sue burle, è celebre quella in cui paga l’oste che gli presenta il conto per un arrosto di cui ha solo sentito il profumo, facendogli ascoltare il suono di una moneta battuta sul tavolo.

Strauss venne a conoscenza della figura di Till Eulespiegel attraverso l’opera di Cyrill Kistler, insegnante di musica, rappresentata a Würzburg nel 1889 su libretto di Kotzebue. Il contenuto di questo lavoro non ha niente in comune con il poema sinfonico di Strauss, che però rimase comunque affascinato dalla figura avventurosa di questo contadino burlone e lo volle anch’ esso promuovere come protagonista di una sua composizione. Abbozzò dunque l’idea nel corso del periodo da egli trascorso a Weimar (1889- 1894); la riprese successivamente a Monaco di Baviera dove lavorava come Kappelmeister, portandola infine a compimento tra il 1894 e il 1895 non come opera lirica, assecondando l’idea iniziale, ma come poema sinfonico. Le esecuzioni del Till straussiano si diffusero rapidamente sia in patria che all’ estero.

Con il consenso e l’applauso del compositore, dell’opera furono realizzate anche diverse celebri coreografie, la prima delle quali, ideata dal grande ballerino russo Vaslav Nijinsky, fu rappresentata il 23 ottobre del 1916 in forma di balletto drammatico diretto da Anselm Goetzl nella Manhattan Opera House di New York.

 

“Till Eulenspiegels lustige Streiche op.28” by Richard Strauss (Danmarks Radio SymfoniOrkestret – Thomas Dausgaard):

“Till Eulenspiegels lustige Streiche op.28” by Richard Strauss (Lorin Maazel):

“Till Eulenspiegels lustige Streiche op.28” by Richard Strauss (W. Furtwangler – Berlin Philharmonic):

“Till Eulenspiegels lustige Streiche op.28” by Richard Strauss (Sir Georg Solti):

“Till Eulenspiegels lustige Streiche op.28” by Richard Strauss (Cond: Richard Strauss, Vienna Philharmony Orchestra – 1944):

L’ opera è articolata in cinque episodi, evocanti altrettante avventure del protagonista, preceduti da un’ introduzione e seguiti da un epilogo: Till che irrompe sulla piazza del mercato creando un’ irrimediabile confusione, tra sinistri strepiti e risa sbellicate; che si traveste da frate per fare una predica blasfema; che corteggia una ragazza fingendosi perdutamente innamorato; che incontra cinque luminari della scienza (musicalmente personificati da tre fagotti, clarinetto basso e controfagotto), disputando con loro dei massimi sistemi, prima imbrogliandoli e poi dandosela allegramente a gambe.

La forma del rondò, esplicitamente menzionata nel sottotitolo in capo alla partitura insieme con il riferimento a un’ antica melodia burlesca, parve a Strauss la piú adatta a rappresentare il vagabondare di Till.

I due temi che rappresentano Till sono interpretati dal corno e dal clarinetto: il tema del primo è una melodia che procede cadenzata fino al suo culmine per poi ricadere e terminare in tre note lunghe e forti, decrescenti in scala; il tema del clarinetto è invece più complesso, come a suggerire un burlone intento a preparare i suoi scherzi.

Il tema introduttivo è esposto dal corno, il quale ripete per due volte il primo tema di Till. Il tema è poi ripreso dall’ orchestra in forma di rondò e il finale è caratterizzato da due note suonate all’unisono da tutta l’orchestra, che richiamano il tipico “ta da!”.

Nelle prime battute dell’ introduzione i commentatori hanno visto tradotto in suoni il tradizionale esordio delle favole, «C’era una volta…»: ne è emblema l’antica melodia burlesca di cui parla il sottotitolo, affidata ai violini. Alla sesta misura il corno presenta il tema principale, quello di Till: scattante, spavaldo, audace nelle sue provocazioni ma anche beffardo nel suo precipitare a rotta di collo verso l’abisso. E il racconto comincia.

Sussegue il tema del clarinetto (Till che ride fra sé mentre pianifica i suoi scherzetti). La musica segue Till che viaggia per le campagne, cavalca attraverso un mercato ribaltando le merci, fa scherzi ai clericali e immancabilmente alle ragazze (il tema dell’ amore è suonato dal violino), senza risparmiare gli accademici più seri.

Il tema della cavalcata ritorna, con il tema iniziale che, raggiunto il suo climax, muta immediatamente in una triste marcia funebre: Till è stato catturato dalle autorità, condannato all’ impiccagione per atti blasfemi.

La marcia funebre inizia con il dialogo di un Till impegnato nel disperato compito di cavarsela facendo leva sul senso dell’ umorismo del boia, il quale però non lo ascolta e, senza pietà, tira la leva.

Il clarinetto in Mi bemolle suona il tema iniziale in modo distorto, come ad indicare l’agonia di Till, mentre gli archi suonati a pizzico, con cadenza sempre più lenta, stanno ad indicare il dondolio dell’ impiccagione.

Alla fine, dopo un poco di silenzio, il tema introduttivo ritorna, come per suggerire che Till non può essere ucciso; l’ opera termina con un ultimo scherzo. La tensione che ha luogo in questo brano è ottenuta soprattutto grazie a espedienti timbrici dell’orchestra.

La Sinfonia venne eseguita per la prima volta il 5 marzo dell’ anno successivo, presso il Palazzo della Cultura di Kuibyšev.

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Don Juan by Richard Strauss (Georg Solti & Chicago Symphony Orchestra):

Don Juan by Richard Strauss (CSO / Reiner):

Don Juan by Richard Strauss (Mariss Jansons – Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks):

Don Juan by Richard Strauss (Erich Leinsdorf with Staatskappelle Berlin):

Don Juan by Richard Strauss (James Levine e Berliner Philharmoniker):

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Romeo e Giulietta è un’ouverture fantastica per orchestra composta da Pëtr Il’ič Čajkovskij tratta dall’ omonimo dramma di William Shakespeare.

Come altri compositori, da Berlioz a Prokof’ev, Čajkovskij venne profondamente ispirato da Shakespeare e scrisse opere basate su suoi soggetti, come ad esempio La Tempesta e Amleto. A differenza di altre composizioni più celebri di Čajkovskij, Romeo e Giulietta non ha un numero d’ opera. Anche se scritta come ouverture fantastica, il disegno complessivo è quello di un poema sinfonico in forma sonata con una introduzione e un epilogo.

Il lavoro si basa su tre temi principali della storia di Shakespeare. Il primo tema è rappresenta Frate Lorenzo. Si può qui ravvisare il ricordo dell’ ortodossia russa, ma anche un presagio di sventura. C’è poi un tema che significa il primo incontro della coppia e la scena dal balcone di Giulietta, conosciuto come il “tema d’ amore“. Il tema finale, un dolce omaggio agli amanti, è stato scritto due giorni dopo la prima dell’ ouverture.

 

“Romeo e Giulietta Ouverture – fantasia” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Herbert von Karajan):

“Romeo e Giulietta Ouverture – fantasia” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Los Angeles Philarmonic
Bruno Walter – live rec. 21.05.1942):

“Romeo e Giulietta Ouverture – fantasia” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (NBC Symphony Orchestra & Arturo Toscanini, Direttore – 1953):

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Written by mara

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