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A La Verdi Kolja Blacher col Concerto per Violino Mendelssohn

Mendelssohn è sempre lo stesso; ancora e sempre si muove col suo solito passo giocondo: nessuno ha sulle labbra un sorriso più bello del suo…”, Robert Schumann

Stagione Sinfonica 2017 – 2018 de La Verdi

 

Kolja Blacher, violinista e direttore d’ orchestra dall’ inesauribile genialità, torna all’ Auditorium di Milano nel segno di Felix Mendelssohn, da Sogno di una notte di mezza estate, ouverture composta all’ ombra di Shakespeare a soli diciassette anni, al Concerto per Violino in Mi minore, indiscusso e mai troppo celebrato capolavoro della sua breve maturità:

 

Felix Mendelssohn, Concerto per Violino in Mi minore

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Felix Mendelssohn, Sogno di una notte di mezza estate, Ouverture op. 21

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Béla Bartók, Divertimento per archi

 

QUANDO:

Giovedì 1 marzo 2018, ore 20.30

Venerdì 2 marzo 2018, ore 20.00

Domenica 4 marzo 2018, ore 16.00

 

DOVE: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo
Largo Gustav Mahler
20136 Milano (MI)

 

INTERPRETI:

Direttore e Violino, Kolja Blacher

Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Settore A al costo di € 36,00
Settore B al costo di € 27,00
Settore C al costo di € 21,00
Settore D al costo di € 16,00

 

SETTORE A Platea dalla fila 4 alla 25; SETTORE B Balconata dalla fila 4 alla 15; SETTORE C Prime 3 file Balconata e logge e SETTORE D Prime 3 file di Platea

 

La Verdi: Kolja Blacher

 

Con Associazione Ma.Ni. è possibile avere i biglietti a prezzo ridotto. Scrivere a mara.grisoni@gmail.com per ricevere informazioni oppure telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Kolja Blacher…

Nato a Berlino, Kolja Blacher a soli 15 anni si è trasferito a New York per studiare alla Juilliard School e seguire i corsi di Dorothy DeLay. Dopo essersi perfezionato con Sándor Végh a Salisburgo, ha iniziato una brillante carriera solistica. Dal 1999 al 2009 è stato professore di violino e di musica da camera al Conservatorio di Amburgo, per insegnare poi al Conservatorio Hanns Eisler di Berlino.

Come solista ha collaborato con prestigiose orchestre tra cui i Berliner Philharmoniker, Gewandhausorchester di Lipsia, Oslo Philharmonic Orchestra, Münchner Philharmoniker, Filarmonica di San Pietroburgo, NDR Sinfonieorchester, Mahler Chamber Orchestra (MCO), Gürzenich Orchester Köln, Chamber Orchestra of Europe e con famosi direttori quali Claudio Abbado, Daniel Barenboim, Alain Gilbert, Daniel Harding, Mariss Jansons, Vladimir Jurovsky, Dmitrij Kitajenko, Kent Nagano, Jonathan Nott e Kirill Petrenko.

Dopo il successo ottenuto nella duplice veste di solista e direttore d’orchestra con la Stuttgart Kammerorchester, l’ Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, la Hong Kong Philharmonic (Concerto per violino di Beethoven), la Kioi Sinfonietta a Tokyo (Concerto per violino di Brahms) e la Melbourne Symphony Orchestra, Kolja Blacher ha scoperto una passione per suonare sia come solista che come direttore d’orchestra attività che svolgerà sempre più frequentemente nelle successive stagioni.

La registrazione delle Sonate di Shostakovich e Mieczyslaw Weinberg, insieme al pianista Jasha Nemtsov, per l’etichetta Hänssler ha ricevuto il premio dei critici discografici tedeschi. L’ incisione dei Concerti per violino di Berg e Stravinsky con la Mahler Chamber Orchestra diretta da Claudio Abbado è stata premiata nel maggio 2006 con il Diapason d’Or e il Deutsche Schallplattenkritik Vierteljahrespreis. Secondo la rivista tedesca Fono Forum:

Questa registrazione dal vivo lo conferma ancora una volta violinista di livello mondiale. L’interpretazione della partitura di Berg è caratterizzata dalla purezza della linea melodica, dalle tonalità romantiche continuamente sfumate. Il “tranquillo” che chiude l’opera è ammaliante. Il Concerto per Violino di Stravinsly brilla di potente ed essenziale vitalità.

Le precedenti registrazioni, tra cui il Concerto per Violino di Boris Blacher e la Kammermusik n. 4 di Hindemith come pure le Sonate per violino di Schumann, Bartók e Holliger (insieme al pianista Bruno Canino), hanno ricevuto critiche entusiaste e riconoscimenti dalla stampa specializzata. Durante la stagione 2010/2011 è stato pubblicato un nuovo CD con la MCO diretta da Claudio Abbado e contenente i Concerti di Weill e Hindemith.

Gli highlights della stagione 2010/11 sono i concerti con la Lucerne Festival Orchestra, la DSO di Berlin, l’ orchestra da camera di Stoccarda, l’ orchestra sinfonica di Amburgo e la New Japan Philarmonic Orchestra. Prosegue intensa anche l’attività cameristica con concerti con Clemens Hagen e Kirill Gerstein e con Vassily Lobanov.

Kolja Blacher suona lo Stradivari “Tritton” del 1730, acquistato dalla Signora Kimiko Powers e messo a disposizione dell’ artista.

Sito Ufficiale: http://www.kolja-blacher.com/

“Kolja Blacher – 42 video”:

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NOTE E ASCOLTI DI PROGRAMMA…

 

Nel luglio 1838 Mendelssohn scriveva all’ amico violinista Ferdinand David: «Vorrei proprio scrivervi un Concerto per violino per il prossimo inverno, ne ho in testa uno in mi bemolle, il cui inizio non mi lascia un minuto di pace». Ma dovette passare un anno prima che il compositore facesse di nuovo allusione alla sua proposta, e solo come risposta ad un nuovo invito di David: «È molto gentile da parte vostra reclamare da me il Concerto», scrisse nell’agosto 1839, «e io ho il più vivo desiderio di scrivervene uno, ma il compito non è semplice. Voi lo vorreste brillante, e come credete che uno come me lo possa! Il primo assolo deve essere tutto nella tonalità di mi».

 

Il Concerto per violino e orchestra op. 64 è l’ultima composizione per solista e orchestra sinfonica di Felix Mendelssohn Bartholdy ed è uno tra i più famosi concerti per violino e orchestra di tutti i tempi.

Il concerto venne commissionato a Mendelssohn dal famoso violinista Ferdinand David (il musicista, primo violino dell’ Orchestra del Gewandhaus, durante la lunga gestazione del lavoro (1838-44) dette più volte consigli al compositore per quanto riguardava la stesura della parte solistica).

Venne eseguito per la prima volta dal Gewandhaus di Lipsia il 13 marzo 1845 dallo stesso David sotto la direzione del direttore danese Niels Gade in quanto Mendelssohn, in cattive condizioni di salute, non poté presenziare all’esecuzione. Successivamente, il 23 ottobre dello stesso anno, il concerto venne replicato, sempre dal violinista David, ma questa volta sotto la direzione dell’ autore, ottenendo un enorme successo.

Il 27 giugno 1846 il concerto fu eseguito a Londra, presso la Società Filarmonica. Mendelssohn stesso scelse quale interprete il violinista italiano Camillo Sivori, cui fece dono, a seguito di quella esecuzione, della parte di violino autografa, esprimendogli in una dedica la propria soddisfazione e gratitudine:

à Mr. Camillo Sivori avec bien des remerciements

Venne poi ancora eseguito il 3 ottobre 1847 dal giovane violinista ungherese Joseph Joachim, pupillo di Mendelssohn, che era divenuto famoso per l’ esecuzione del concerto per violino in re maggiore di Beethoven tenuto a Londra il 27 maggio 1844.

 

“Concerto per violino e orchestra in Mi minore op.64” by Felix Mendelssohn (Isaac Stern: violin – Philadelphia Orchestra – Eugene Ormandy: conductor – 1958):

“Concerto per violino e orchestra in Mi minore op.64” by Felix Mendelssohn (Yehudi Menuhin , violin. Antal Dorati, conducting Hollywood Symphony Orchestra – Recorded at Charlie Chaplin Studios, Hollywood, 1947):

“Concerto per violino e orchestra in Mi minore op.64” by Felix Mendelssohn (Heifetz / Cantelli – 1954, New York Philharmonic Orchestra):


“Concerto per violino e orchestra in Mi minore op.64” by Felix Mendelssohn (Mintz/Israel Symphony/Zubin Mehta):

“Concerto per violino e orchestra in Mi minore op.64” by Felix Mendelssohn (Anne Sophie-Mutter, violin – Kurt Masur, conductor – Gewandhausorchester Leipzig):

“Concerto per violino e orchestra in Mi minore op.64” by Felix Mendelssohn (Janine Jansen with the BBC Symphony Orchestra at the BBC Proms):

“Concerto per violino e orchestra in Mi minore op.64” by Felix Mendelssohn (Hilary Hahn – Conductor: Paavo Jarvi – Frankfurt Radio Symphony Orchestra; 11th,Jun,2012. Korean Art Centre Concert Hall, Seoul Korea):

“Concerto per violino e orchestra in Mi minore op.64” by Felix Mendelssohn (Julia Fischer, violin – Myung-Whun Chung, conductor – Orchestre Philharmonique de Radio France – Festival de Saint-Denis):


“Concerto per violino e orchestra in Mi minore op.64” by Felix Mendelssohn (DAVID GARRETT with the Rundfunk-Sinfonieorchester in Berlin, under the direction of Rafael Frühbeck de Burgos):

“Concerto per violino e orchestra in Mi minore op.64” by Felix Mendelssohn (Ray Chen with the Gothenburg Symphony Orchestra and Maestro Kent Nagano – Live concert on 28th February, 2015):

“Concerto per violino e orchestra in Mi minore op.64” by Felix Mendelssohn (Renaud Capuçon, violin – Jaap van Zweden, conductor – Verbier Festival Orchestra):

Si ritiene che Mendelssohn sia stato un compositore neoclassico. Se questa affermazione può essere vera per diverse sue opere, certamente non può essere applicata a questo concerto pregnante di romanticismo, e praticamente nuovo nel suo genere, dove prevale la poesia e il virtuosismo del finale non è fine a sé stesso ma comunque strettamente collegato al discorso espressivo.

La maniera con la quale Mendelssohn rinunciò alla tradizionale esposizione orchestrale, facendo iniziare il concerto dal solista, fu un fatto nuovo per l’epoca in cui venne composto.

L’ intero concerto segna una svolta nel campo dei concerti per violino, anche perché i tre movimenti sono collegati fra loro, ed è perciò il capostipite di un nuovo genere, il concerto romantico. Allo stesso modo del concerto per violino di Beethoven, questo concerto di Mendelssohn è un capolavoro, anche se di un genere completamente differente, tanto che molti interpreti ne hanno fatto uno dei loro pezzi preferiti.

La sua esecuzione dura fra 25 e 30 minuti, ed il concerto è composto da tre movimenti:

  1. Allegro molto appassionato (circa 13 minuti)
  2. Andante (circa 8 minuti)
  3. Allegretto non troppoAllegro molto vivace (circa 6 minuti)

Nel primo movimento, il contrasto fra il primo tema e l’ immediato secondo tema, che si presentano entrambi come una sorta di canzone vibrante di fervore (appassionato), ed il terzo sognante tema (tranquillo), produce una sensazione di grande romanticismo. Altra novità: la cadenza del solista precede la riesposizione, al centro invece che nella coda. In questo modo l’ ascoltatore ha la sensazione di perdere l’orientamento. La ripresa con il riascolto del tema di corale precede la coda brillante che si conclude con una nota tenuta del primo fagotto che permette di collegare questo movimento direttamente all’ Andante.

Il secondo movimento, un andante tripartito, è una tipica «romanza senza parole» di profondo lirismo. Questo “sipario” che dal mi minore conduce al do maggiore rievoca paesaggi beethoveniani. La grazia del tema è decisamente sentimentale e intimistica e offre all’esecutore la possibilità di sfoggiare arcate, legati e note tenute. I corni e l’orchestra introducono la sezione centrale che vira verso un tono più drammatico fino alla riesposizione del Lied che conclude in pianissimo il movimento.

Nel terzo movimento è caratterizzato da tratti folleggianti, capricciosi e pittoreschi che ricordano il Sogno di una notte di mezza estate; l’ Allegro molto vivace in mi maggiore è preceduto da una frase recitativa di poche battute con funzione di collegamento, in realtà più emotivo che strutturale, nella quale riappare in forma variata il tema dell’ Allegro molto appassionato.

Quest’opera, assieme ai concerti di Mozart, Beethoven, Bach, Bruch, Paganini, Brahms, Sibelius, Bartók, Berg, Čajkovskij, Dvořák, Elgar, Prokofiev e Šostakovič è oggi considerata una delle più belle pagine della letteratura per violino e orchestra.

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La più grande meraviglia di una precoce maturità che il mondo abbia mai visto in musica- probabilmente in nessuna arte“, George Grove, musicologo inglese

 

Le musiche di scena per Sogno di una notte di mezza estate (Ein Sommernachtstraum in tedesco) costituiscono l’ op. 64 di Felix Mendelssohn Bartholdy ma spesso il titolo viene riferito anche all’ ouverture op. 21 dello stesso compositore. Sono fra le sue opere più celebri e vennero composte per la commedia di William Shakespeare.

Composte nel 1843 su commissione del re di Prussia Federico Guglielmo IV e catalogate come l’ op. 64 del compositore, inglobano anche una composizione del 1826, quando Mendelssohn era solo diciassettenne: l’ ouverture da concerto op. 21, sempre ispirata dalla commedia shakespeariana.

Il 26 agosto 1826 venne terminata l’ ouverture, composta come brano orchestrale indipendente destinato a un’esecuzione concertistica e riutilizzato poi nel contesto teatrale come pezzo di «apertura» da eseguirsi a sipario ancora chiuso. Come ricordato dall’ amico di Mendelssohn Carl Klingemann, l’ouverture:

Fu composta e messa sulla carta nel 1826; parte di quella partitura fu scritta nella bella estate di quell’ anno, all’ aria aperta nel giardino di Mendelssohn a Berlino, come posso io stesso testimoniare, essendo stato presente”.

Rimasto, senza dubbio, il brano più celebre, l’ ouverture, che è una perfetta sintesi tra la forma-sonata e le suggestioni musicali ispirate dalla commedia. Nel primo tema, caratterizzato da un etereo e leggero staccato degli archi, sembrano materializzarsi i folletti che animano la pièce di Shakespeare, mentre il tema, utilizzato per la sezione modulante, sembra ricordare un’ aria di Oberon dall’ omonima opera di Weber. Costituito da una dolce e romantica melodia affidata ai violini, il secondo tema rappresenta l’elemento amoroso e conduce, infine, al tema della danza bergamasca. Nello sviluppo, basato fondamentalmente sul primo tema, Mendelssohn introdusse un breve passaggio dei violoncelli che, come testimoniato dal suo amico Schubring, fu ispirato da una cavalcata nel parco di Schönhauser: 

“Una volta cavalcavo con lui a Pankow e nel parco di Schönhauser, nel periodo in cui era occupato dalla composizione dell’ ouverture Sogno di una notte di mezza estate. Il tempo era bello, e parlavamo sdraiati sul prato all’ ombra, quando tutto d’un tratto mi afferrò il braccio e disse sst!. Una grande folata di vento ci aveva ronzato e ne volle sentire il suono nel momento in cui svaniva. Quando l’ouverture fu completata, egli mi mostrò il passo in cui il violoncello modula da si minore a fa diesis minore, e disse, «Ecco, questo è il vento dello Schönhauser»”

Alla ripresa variata dell’esposizione segue una breve Coda che si conclude con gli accordi iniziali dando all’ ouverture una struttura circolare, simbolo della sua perfezione.

La prima esecuzione in pubblico ebbe luogo il 20 febbraio 1827 a Stettino, sotto la direzione di Carl Loewe. Il 17 ottobre 1831 viene rappresentata a Monaco di Baviera diretta dal compositore alla presenza di Ludovico I di Baviera ed il 19 febbraio 1832 al Conservatoire de Paris.

Mendelssohn non dichiarò mai di voler comporre una suite a quest’opera. Questo argomento divenne attuale quando Federico Guglielmo IV di Prussia decise di far rappresentare l’ ouverture al Neues Palais di Potsdam. Malgrado i suoi pressanti e onerosi incarichi derivanti dall’ essere direttore permanente della Gewandhausorchester Leipzig, direttore del Conservatorio delle medesima città e direttore generale della musica di Prussia, Mendelssohn accettò l’ incarico e compose l’ opera nel 1843. La prima esecuzione assoluta avvenne il 14 ottobre 1843 al Neues Palais di Potsdam nella traduzione di Wilhelm August von Schlegel.

Il 18 ottobre il compositore dirige la prima al Konzerthaus Berlin ed il 30 ottobre all’ Università della musica e del teatro di Lipsia.

Il 2 giugno 1847 avviene la prima della Marcia nuziale a Tiverton (Devon). Nel 1881 Giuseppe Martucci dirige la Suite da concerto a Napoli e nel 1884 l’ Ouverture all’ Esposizione universale di Torino. Nel 1903 avviene la prima di A Midsummer Night’s Dream al New Amsterdam Theatre di New York nell’ arrangiamento di Victor Herbert. Nel 1911 avviene la prima al Teatro Costanzi di Roma di Sogno di una notte d’estate e nel 1933 nel Giardino di Boboli di Firenze diretta da Fernando Previtali per la regia di Max Reinhardt con Carlo Lombardi, Cele Abba, Giovanni Cimara, Nerio Bernardi, Rina Morelli, Sarah Ferrati, Cesare Bettarini, Armando Migliari, Ruggero Lupi, Luigi Almirante, Giuseppe Pierozzi, Memo Benassi, Evi Maltagliati ed Eva Magni. Per il Teatro alla Scala di Milano va in scena nel 2003 al Teatro degli Arcimboldi.

 

“Sogno di una notte di mezza estate, ouverture op. 21 by Felix Mendelssohn (London Symphony Orchestra – Claudio Abbado):

Analisi della partitura

Sogno di una notte di mezza estate dura circa quaranta minuti ed è composta da undici pezzi:
  1. OuvertureAllegro molto (circa 12 minuti)
  2. ScherzoAllegro vivace (circa 5 minuti)
  3. Marcia degli ElfiAllegro vivace (circa 1 m 30 s)
  4. Coro degli Elfi: Ye spotted snakesAllegro ma non troppo (circa 4 minuti)
  5. IntermezzoAllegro appassionato (circa 2 minuti)
  6. NotturnoCon moto tranquillo (circa 6 minuti)
  7. Marcia nuzialeAllegro vivace (circa 4 minuti)
  8. Prologo (circa 20 secondi)
  9. Marcia funebreAndante comodo (circa 1 minuto)
  10. Danza bergamascaAllegro molto (circa 1 m 30 s)
  11. Finale : « Through this house give glimm’ring light »Allegro molto (circa 5 minuti)

 

1. Ouverture – Allegro molto

L’ouverture dona una descrizione musicale geniale del lavoro drammatico di Shakespeare. Alcune armonie dei fiati in pianissimo introducono il pezzo, ma soltanto dopo cinque battute, questa atmosfera raccolta è interrotta da uno staccato tempestoso degli archi. Vengono quindi intercalati degli accordi diminuiti dei fiati al fine di conferire alla danza l’oscurità incombente della foresta incantata in una notte di mezza estate. Ma interviene il sole (un mi minore) interrotto poi dalla danza degli artigiani (danza bergamasca). Dopo un ingresso della fanfara, ritorna l’incanto della melodia iniziale. Il finale vede la partecipazione del soprano, del mezzosoprano e del coro.

2. Scherzo – Allegro vivace

Lo Scherzo è costruito su due temi: il primo eseguito dai legni, il secondo dagli archi, entrambi brillanti, ricchi dal punto di vista timbrico e fortemente caratterizzati ritmicamente. 

3. Marcia degli Elfi – Allegro vivace

Sulla scena accompagna l’ingresso di Oberon e di Titania.

4. Coro degli Elfi: “Ye spotted snakes” – Allegro ma non troppo

Musica di transizione, inframmezzata da parole di Titania, poi gli Elfi (il coro) invocano pace per la loro Regina. Brano sereno e gradevole, basato su una melodia di Lied popolare, violini e flauti a sostegno della prima strofa, viole, clarinetti e flauti nella seconda. Il sottile ronzio creato dagli strumenti rappresenta il brusio degli animali a cui si chiede di allontanarsi.

5. Intermezzo – Allegro appassionato

Il quinto brano viene eseguito alla fine del secondo atto. Un momento di agitazione prettamente romantica che sottolinea l’ansia di Ermia che si aggira nella foresta in cerca di Lisandro. Melodia affidata ai violini e ai legni, con i violoncelli in controcanto sul tema iniziale.

6. Notturno – Con moto tranquillo

Il Notturno, animato da un tema dolcissimo eseguito da corni e fagotti, trae tutto il suo fascino proprio dalla scelta di queste sonorità ombrose.

7. Marcia nuziale – Allegro vivace

Famosissima marcia nuziale, da tutti conosciuta, sontuosa e di grande ricchezza timbrica.

8. Prologo – 9. Marcia funebre – Andante comodo

Una manciata di secondi e si passa alla marcia funebre che accompagna le esequie di Priamo; toni esotici e lamentosi, in contrasto con il brano precedente.

10. Danza bergamasca – Allegro molto

Vivace e divertente danza in stile agreste.

11. Finale

Inizia con una ripresa della Marcia nuziale, che sfuma gradatamente. Riappare il fruscio di crome dell’Ouverture, poi i violini accompagnano una nuova melodia eseguita dal coro degli Elfi.

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“Divertimento per archi” by Béla Bartók (Boulez, Chicago Symphony Orchestra):

“Divertimento per archi” by Béla Bartók (Hungarian State Philharmonic Orchestra, Adam Fischer):

“Divertimento per archi” by Béla Bartók (The Philadelphia Orchestra conducted, Eugene Ormandy):

“Divertimento per archi” by Béla Bartók (RIAS Symphony Orchestra, Ferenc Fricsay):

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Written by mara

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