in , , ,

A La Verdi Ruben Jais: Bach Passione secondo Giovanni aprile 2020

«Es ist vollbracht», «tutto è compiuto»

23° Concerto della Stagione Sinfonica 2019-2020 per La Verdi

A La Verdi Ruben Jais: Bach Passione secondo Giovanni aprile 2020. L’ Ensemble laBarocca e il suo direttore Ruben Jais tornano all’ Auditorium di Milano per il tradizionale appuntamento pasquale. Protagonista di questo ritorno sarà la Johannes Passion BWV 245 di Johann Sebastian Bach (1724), considerata universalmente uno dei vertici più alti della storia della musica:

 

Johann Sebastian Bach, Passione secondo Giovanni BWV 245

QUANDO

Martedì 7 Aprile 2020 ore 20.00

Mercoledì 8 Aprile 2020 ore 20.00

Venerdì 10 Aprile 2020 ore 20.00

DOVE: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo
Largo Gustav Mahler
20136 Milano (MI)

INTERPRETI:

Direttore, Ruben Jais

Maestro del Coro, Jacopo Facchini

Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi

Ensemble laBarocca

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Platea 1 al costo di € 36,00
Platea 2 al costo di € 25,00
Platea 3 al costo di € 16,00
Galleria 1 al costo di € 27,00
Galleria 2 al costo di € 21,00

Platea 1 Platea dalla fila 5 alla 22; Platea 2 dalla fila 23 alla 25; Platea 3 prime 4 file; Galleria 2 Prime 3 file Balconata e logge e Galleria 1 dalla fila 4 in poi

A La Verdi Ruben Jais: Bach Passione secondo Giovanni aprile 2020

Con Associazione Ma.Ni. è possibile avere i biglietti a prezzo ridotto. Scrivere a mara.grisoni@gmail.com per ricevere informazioni oppure telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

… … …

PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

Ruben Jais…

???????????????????????????????????

Nato a Milano, contemporaneamente agli studi universitari, Ruben Jais ha compiuto gli studi musicali presso il Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi” della sua città, diplomandosi in Musica corale e Direzione di Coro e in Composizione Polifonica Vocale, entrambi i diplomi ottenuti con il massimo dei voti. Si è inoltre diplomato in Composizione, sempre presso lo stesso Conservatorio, dove ha anche compiuto gli studi di Direzione d’Orchestra, perfezionandosi, in seguito, con masterclass all’ estero.

È stato Maestro del Coro presso il Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi dalla sua fondazione al 2007. Con tale ruolo ha collaborato, tra gli altri, con Romano Gandolfi, Riccardo Chailly, Claudio Abbado, Luciano Berio, Oleg Caetani, Claus Peter Flor, Christopher Hogwood, Vladimir Jurowski, Helmuth Rilling.

È Direttore Residente e Responsabile delle Attività Artistiche dell’Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi.

Dirige annualmente i tradizionali concerti del periodo natalizio con l’esecuzione dell’Oratorio di Natale di Bach e del periodo pasquale con l’esecuzione delle Passioni di Johan Sebastian Bach.

Il suo repertorio spazia dai grandi capolavori della musica barocca (da L’incoronazione di Poppea di Claudio Monteverdi al Requiem di Jean Jilles, dallo Stabat Mater di Giovan Battista Pergolesi alle Passioni ed alla Messa in Si minore di Johan Sebastian Bach) a quelli della musica classica (sinfonie e musica sacra di Haydn, Mozart, Beethoven), nonché alla riscoperta di brani meno conosciuti di compositori dal XVI al XIX secolo (Zelenka, Scarlatti, Durante, Sammartini).

Dirige musica contemporanea, soprattutto di autori italiani, da Castiglioni a Zanolini, da Anzaghi a Nova, da Ligeti a Messiaen, da Califano a Vacchi. Nel 2008 ha istituito l’Orchestra laVerdi Barocca, ensemble specializzato nell’esecuzione della musica barocca, con il quale affronta i maggiori capolavori di tale repertorio sia sinfonico che operistico: dal 2009 laVerdi Barocca affianca le altre stagioni della Fondazione con una serie di concerti-appuntamenti dedicati ai capolavori dei secoli XVI-XVIII.

È Direttore Musicale della Mailänder Kantorei, formazione legata alla comunità tedesca di Milano, con la quale si dedica soprattutto al repertorio di tale nazione, dal Barocco al Romanticismo, affrontando, inoltre, l’esecuzione integrale delle Cantate sacre di J.S. Bach.

Dirige musica strumentale, corale e sinfonico-corale presso varie istituzioni italiane ed estere quali Biennale di Venezia, Teatro Comunale di Bologna, Milano Musica, RTSI di Lugano, Radio Ungherese Budapest, Festival di Saint Moritz, Teatro Real di Madrid, Orchestra Nazionale del Cile, UiS Stavanger Norway, Festival internazionali organistici.

… … …

NOTE E ASCOLTI DI PROGRAMMA…

La Passione secondo Giovanni (Johannes Passion) BWV 245 è una composizione musicale sacra per voci soliste, coro, orchestra e organo di Johann Sebastian Bach, costruita sui capitoli 18 e 19 del Vangelo secondo Giovanni e inframmezzata da arie e corali composti su alcuni testi in poesia di Barthold Heinrich Brockes, modificati dallo stesso Bach, forse con l’aiuto dell’amico poeta Christian Friedrich Henrici, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Picander.

Il genere musicale “Passione” nasce e si diffonde nell’ ambiente barocco tedesco, a partire dall’ opera di Heinrich Schutz (secolo XVII), diventando, soprattutto ad Amburgo, una vera forma teatrale, estranea al servizio liturgico. Gli antecedenti vanno ricercati sia nelle Sacre Rappresentazioni della Settimana Santa, sia nell’ Oratorio, sostituto “cieco” del melodramma per il periodo quaresimale.

La Passione secondo Giovanni era stata pensata per essere eseguita la prima volta nella chiesa di San Tommaso di Lipsia. In realtà, l’opera venne eseguita per la prima volta nella Nicolaikirche di Lipsia il Venerdì Santo del 7 aprile 1724 anziché, come era previsto, nella Thomaskirche, dove il compositore aveva assunto il ruolo di “Kantor” l’anno precedente, il 30 marzo 1725 nella seconda versione nella Chiesa di San Tommaso (Lipsia), il 26 marzo 1728 nella terza versione nella Nicolaikirche e l’ 8 aprile 1746 nella quarta versione nella Thomaskirche.

Nel 1833 avviene la prima all’ Unter den Linden di Berlino, nel 1851 a Düsseldorf diretta da Robert Schumann, nel 1913 al Teatro alla Scala di Milano diretta da Georg Schumann, nel 1949 al Teatro San Carlo di Napoli, nel 1984 nella versione scenica di Pier Luigi Pizzi al Teatro La Fenice di Venezia e nel 1989 al Festival di Salisburgo.

Che l’opera abbia conosciuto almeno quattro distinte versioni è attestato dal materiale di esecuzione superstite, ma la partitura è nota in un’unica copia e la sua redazione risale al 1739 circa (quindi tra la terza e la quarta stesura dell’opera).

Come per altre numerose opere bachiane, le varie versioni di una composizione non costituiscono una progressione verso uno status definitivo, bensì una rosa di possibilità nell’ambito delle quali il compositore provvedeva a scegliere la versione più conveniente – in base a considerazioni più di un ordine pratico che strettamente artistico (un ruolo importante poteva coprire, ad esempio, la disponibilità di determinati strumentisti o cantanti).

La Passione secondo Giovanni è più breve (circa due ore) rispetto alla Passione secondo Matteo (circa tre ore). E’ costantemente attraversata da accenti tragici e da passaggi di autentica trasfigurazione spirituale, seppur sia relativamente più povera di dettagli e meno sontuosa rispetto a quella secondo Matteo; inoltre, l’opera è caratterizzata da una “durezza” tipica del linguaggio antico delle cantate bachiane più importanti.

Non ci sono critiche storico-musicologiche di rilievo alla Passione secondo Giovanni di Bach. L’organista, medico, teologo e missionario luterano Albert Schweitzer osservò, nel suo saggio ”Bach, il musicista poeta”, del 1908, che non comprendeva la ripetizione di cori con uguale struttura musicale. Egli non seppe però riconoscere l’evidente simmetria formale insita nell’architettura compositiva della Passione secondo Giovanni, il cui centro è l’inno “Durch dein Gefaengnis, Gottes Sohn”.

Bach compose cinque “Passioni”, di cui ne restano due (“Johannes-passion” e “Matthaus-passion”), più una controversa “Lukas-passion”, presumibilmente copia autografa di Bach di un’opera altrui. Entrambe le opere superstiti furono scritte a Lipsia, ambiente fortemente conservatore, lontano dalle suggestioni teatrali di Amburgo, e consono alla severa concezione musicale di Bach; che, pur raggiungendo altissime vette espressive e anche drammatiche, rinuncia volentieri all’ impiego di stilemi melodrammatici, cari a Telemann o a Haendel.

Passione secondo Giovanni per soli, coro e orchestra BWV 245 by Johann Sebastian Bach (Tolzer Knabenchor, Direction: Gerhard Schmidt-Gaden, Concentus Musicus Wien, Conductor: Nikolaus Harnoncourt – Kurt Equiluz, tenor (Evangelist) – Robert Holl, bass (Jesus) – Soloists of the Tolzer Knabenchor, soprano, contralto – Thomas Moser, tenor – Anton Scharinger, bass – Recording: Dom, Graz, 26-30 June 1985):

La Passione secondo Giovanni è strutturata secondo l’antica tradizione di “figurare” il Vangelo durante i riti della Settimana Santa ed è sostanzialmente quella di un Oratorio, a sua volta (almeno in ambito bachiano) amplificazione della Cantata, le cui componenti principali sono: grande “Chorus” iniziale (e, a volte, finale), Corali, recitativi e arie solistiche. Le “Passioni”, però, hanno sviluppo superiore, e sono caratterizzate dalla presenza dell’ Evangelista, che assume la funzione recitativa dello “Storico”, presente già nei primi esempi secenteschi di Oratorio. L’ evangelista lega l’unità narrativa di un’opera nella quale rientrano anche passaggi di preghiera che non hanno propriamente attinenza con lo svolgersi delle vicende evangeliche, come grandi corali tratti dal vastissimo repertorio della tradizione tedesca. Nelle “Passioni” vengono inseriti anche molti brani corali contrappuntistici, introdotti dai recitativi dell’ Evangelista, che rappresentano la “turba” degli Ebrei.

Dal testo evangelico vengono isolati alcuni episodi-chiave: l’arresto di Gesù, la partecipazione della folla alla sua condanna, la crocifissione, la morte e la deposizione nel sepolcro. In questa composizione sono le parole «Es ist vollbracht», cioè «tutto è compiuto», a sottolineare il sacrificio di Cristo, e la scelta di un registro musicale piuttosto movimentato, quasi fosse in corsa verso la resurrezione.

Ciò che, nella Passione secondo San Giovanni, colpisce l’ascoltatore, però, è il contrasto tra la dignità di Cristo e l’agitazione dei suoi accusatori, e anche per la continuità fra questa pagina, così dura e coinvolgente, e la profonda ricerca musicale delle Cantate.

Struttura musicale
Parte prima:
  1. a. Herr, unser Herrscher
    Coro in sol minore per coro, 2 flauti traversi, 2 oboi, 2 violini, viola, organo e continuo
    b. O Mensch, bewein dein Sunde
    Corale – Sostituisce il Coro n. 1 nella seconda versione
  2. a. Jesus ging mit seinen Jüngern über den Bach Kidron
    Recitativo in do minore/sol minore per tenore, basso, organo e continuo
    b. Jesum von Nazareth
    Coro in sol minore per coro, 2 flauti traversi, 2 oboi, 2 violini, viola, organo e continuo
    c. Jesus spricht zu ihnen: Ich bin’s
    Recitativo in sol minore/do minore per tenore, basso, organo e continuo
    d. Jesum von Nazareth
    Coro in do minore per coro, 2 oboi, 2 violini, viola, organo e continuo
    e. Jesus antwortete
    Recitativo in sol maggiore/si bemolle maggiore per tenore, basso, organo e continuo
  3. O grosse Lieb’, o Lieb’ ohn’ alle Masse
    Corale in sol minore per coro, 2 flauti traversi, 2 oboi, 2 violini, viola, organo e continuo
  4. Auf dass das Wort
    Recitativo in si bemolle maggiore/sol minore per tenore, basso, organo e continuo
  5. Dein Will’ gescheh’, Herr Gott, zugleich
    Corale in re minore per coro, 2 flauti traversi, 2 oboi, 2 violini e viola
  6. Die Schar aber und der Oberhauptmann
    Recitativo in fa maggiore/re minore per tenore, organo e continuo
  7. Von den Stricken meiner Sünden
    Aria in re minore per contralto, 2 oboi, organo e continuo
  8. Simon Petrus aber folgete Jesu nach
    Recitativo in re minore/si bemolle maggiore per tenore, organo e continuo
  9. Ich folge dir gleichfalls mit freudigen Schritten
    Aria in si bemolle maggiore per soprano, 2 flauti traversi, organo e continuo
  10. Derselbige Jünger war dem Hohenpriester bekannt
    Recitativo in sol minore/la minore/fa diesis minore per tenore, soprano, basso, organo e continuo
  11. Wer hat dich so geschlagen
    Corale in fa diesis minore per coro, 2 flauti traversi, 2 oboi, 2 violini e viola
  12. a. Und Hannas sandte ihn gebunden zu dem Hohenpriester
    Recitativo in do diesis minore per tenore, organo e continuo
    b. Bist du nicht seiner Jünger einer?
    Coro in mi maggiore per coro, 2 flauti traversi, 2 oboi, archi, organo e continuo
    c. Er leugnete aber und sprach: Ich bin’s nicht
    Recitativo in la maggiore/fa diesis minore per tenore, basso, soprano, organo e continuo
  13. Ach, mein Sinn, wo willt du endlich hin
    Aria in fra diesis minore per tenore, 2 violini, viola, organo e continuo
  14. Petrus, der nicht denkt zurück, seinen Gott verneinet
    Corale in fa diesis minore/la maggiore per coro, 2 flauti traversi, 2 oboi, 2 violini, viola, organo e continuo

Parte seconda:

  1. Christus, der uns selig macht
    Corale in la minore per coro, 2 flauti traversi, 2 oboi, 2 violini, viola, organo e continuo
  2. a. Da führeten sie Jesum von Caiphas vor das Richthaus
    Recitativo in re minore per tenore, basso, organo e continuo
    b. Wäre dieser nicht ein Übelthäter
    Coro in re minore per coro, 2 flauti traversi, 2 oboi, 2 violini, viola, organo e continuo
    c. Da sprach Pilatus zu ihnen
    Recitativo in re minore per tenore, basso, organo e continuo
    d. Wir dürfen niemand töten
    Coro in la minore per coro, 2 flauti traversi, 2 oboi, 2 violini, viola, organo e continuo
    e. Auf dass erfüllet würde das Wort Jesu
    Recitativo in la minore per tenore, basso, organo e continuo
  3. Ach, grosser König, gross zu allen Zeiten
    Corale in la minore per coro, 2 flauti traversi, 2 oboi, 2 violini, viola, organo e continuo
  4. a. Da sprach Pilatus zu ihm: So bist du dennoch ein König?
    Recitativo in do maggiore/la minore per tenore, basso, organo e continuo
    b. Nicht diesen, sondern Barrabam!
    Coro in re minore per coro, 2 flauti traversi, 2 oboi, 2 violini, viola, organo e continuo
    c. Barrabas aber war ein Mörder
    Recitativo in re minore/sol minore per tenore, organo e continuo
  5. Betrachte, meine Seel’, mit ängstlichem Vergnügen
    Aria in mi bemolle maggiore per basso, 2 viole d’amore, luto, organo e continuo
  6. Erwäge, wein sein blutgefarbter Rucken
    Aria in do minore per tenore, 2 viole d’amore, organo e continuo
  7. a. Und die Kriegsknechte flochten ein Krone von Dornen
    Recitativo in sol minore per tenore, organo e continuo
    b. Sei gegrüsset, lieber Judenkonig!
    Coro in si bemolle maggiore per coro, 2 flauti traversi, 2 oboi, 2 violini, viola, organo
    e continuo
    c. Und gaben ihm Backenstreiche
    Recitativo in sol minore per tenore, basso, organo e continuo
    d. Kreuzige, Kreuzige!
    Coro in sol minore per coro, 2 flauti traversi, 2 oboi, 2 violino, viola, organo e continuo
    e. Pilatus sprach zu ihnen: Nehmet ihr ihn hin
    Recitativo in sol minore/la minore per tenore, basso, organo e continuo
    f. Wir haben ein Gesetz, und nach dem Gesetz soll er sterben
    Coro in fa maggiore per coro, 2 flauti traversi, 2 oboi, 2 violini, viola, organo e continuo
    g. Da Pilatus das Worte hörete, fürchtet’er sich roch mehr
    Recitativo in la minore/mi maggiore per tenore, basso, organo e continuo
  8. Durch dein Gefängniss, Gottes Sohn
    Corale in mi maggiore per coro, 2 flauti traversi, 2 oboi, archi, organo e continuo
  9. a. Die Juden aber, die weil es der Rusttag war
    Recitativo in do diesis minore per tenore, organo e continuo
    b. Lässest du diesen los, so bist du des Kaisers Freund nicht
    Coro in mi maggiore per coro, 2 flauti traversi, oboe, oboe d’amore, 2 violini, viola, organo
    e continuo
    c. Da Pilatus das Worte hörete, führete er Jesum heraus
    Recitativo in do diesis minore per tenore, basso, organo e continuo
    d. Weg, weg mit dem
    Coro in fa diesis minore per coro, 2 flauti traversi, oboe, oboe d’amore, 2 violini, viola,
    organo e continuo
    e. Spricht Pilatus zu ihnen
    Recitativo in si minore per tenore, basso, organo e continuo
    f. Wir haben keinen König
    Coro in si minore per coro, 2 flauti traversi, oboe, oboe d’amore, 2 violini, viola, organo
    e continuo
    g. Da überant wortete er ihn
    Recitativo in si minore/sol minore per tenore, organo e continuo
  10. Eilt, ihr angefocht’nen Seelen
    Aria e coro in sol minore per basso, coro, 2 violini, viola, organo e continuo
  11. a. Allda kreuzigten sie ihn
    Recitativo in si bemolle maggiore per tenore, organo e continuo
    b. Schreibe nicht: Der Juden König
    Coro in si bemolle maggiore per coro, 2 flauti traversi, 2 oboi, 2 violini, viola, organo
    e continuo
    c. Pilatus antwortet: Was ich geschrieben habe
    Recitativo in si bemolle maggiore per tenore, basso, organo e continuo
  12. In meines Herzens Grunde
    Corale in mi bemolle maggiore per coro, 2 flauti traversi, 2 oboi, 2 violini, viola, organo e continuo
  13. a. Die Kriegsknechte aber, da sie Jesum gekreuzigt hatten
    Recitativo in si bemolle maggiore/sol minore/do maggiore per tenore, organo e continuo
    b. Lasset uns den nicht zerteilen
    Coro in do maggiore per coro, 2 flauti traversi, oboe, oboe d’amore, 2 violini, viola, organo
    e continuo
    c. Auf das erfullet würde die Schrift
    Recitativo in la minore per tenore, basso, organo e continuo
  14. Er nahm alles wohl in Acht
    Corale in la maggiore per coro, 2 flauti traversi, 2 oboi, 2 violini, viola, organo e continuo
  15. Und von Stund’ an nahm sie der Jünger zu sich
    Recitativo in la maggiore/fa diesis minore per tenore, basso, organo e continuo
  16. Es ist vollbracht, der Held von Juda siegt mit Macht
    Aria in si minore per contralto, viola da gamba, 2 violini, viola, organo e continuo
  17. Und neigte das Haupt und verschied
    Recitativo in fa diesis minore per tenore, organo e continuo
  18. Mein teurer Heiland, lass dich fragen
    Aria e coro in re maggiore per basso, coro, organo e continuo
  19. Und siehe da, der Vorhang im Tempel zerriss
    Recitativo in fa diesis minore/mi minore per tenore, organo e continuo
  20. Mein Herz! indem die ganze Welt
    Arioso in sol maggiore per tenore, 2 flauti traversi, 2 oboi da caccia, 2 violini, viola, organo e continuo
  21. Zerfliesse, meine Herze, in Fluten der Zähren
    Aria in do minore per soprano, 2 flauti traversi, 2 oboi da caccia, organo e continuo
  22. Die Juden aber, schrien und sprachen
    Recitativo in do minore/si bemolle maggiore per tenore, organo e continuo
  23. O hilf, Christe, Gottes Sohn
    Corale in fa minore per coro, 2 flauti traversi, 2 oboi, 2 violini, viola, organo e continuo
  24. Darnach bat Pilatum Joseph von Arimathia
    Recitativo in fa maggiore/sol minore/do minore per tenore, organo e continuo
  25. Ruht wohl, ihr heiligen Gebeine
    Coro in do minore per coro, 2 flauti traversi, 2 oboi, 2 violini, viola organo e continuo
  26. a. Ach, Herr, lass dein’ lieb’ Engelein
    Corale in mi bemolle maggiore per coro, 2 flauti traversi, 2 oboi, 2 violini, viola, organo e
    continuo
    b. Christe, du Lamm Gottes
    Corale – Sostituisce il Corale b. 40a nella seconda versione

La “Johannes-passion” è una monumentale liturgia, inclusa tra due brani corali di grande sviluppo (“Herr, unser Herscher” e “Ruh, ihr eiligen Gebeine”).

È suddivisa in due parti non simmetriche, la prima incentrata sulla cattura di Gesù, la seconda sul processo, la crocifissione, la sepoltura.

La struttura complessiva è questa (è evidente l’alternanza di narrazione e di commento):

Prima parte:

– “Chorus” introduttivo

– Gli eventi della cattura; Gesù da Anna e da Caifa

– Commento (aria del contralto, aria del soprano)

– Negazione di Pietro

– Commento (aria del tenore)

Seconda parte:

– Gesù processato da Pilato

– Commento (arioso del basso, aria del tenore)

– Condanna

– Commento (aria del basso)

– Crocifissione

– Commento (aria del contralto, aria del basso, arioso del tenore, aria del soprano)

– Sepoltura

– “Chorus” finale e Corale “teologico”

Il “Chorus” che introduce la Passione è simile ad una gigantesca parete su cui siano affrescate la Crocifissione e la Resurrezione. Il testo recita, in sintesi: “Signore, nostro Sovrano, mostraci che anche nella più grande umiliazione sei stato glorificato”. Il brano è caratterizzato da un clima pesante e angoscioso.

L’ Evangelista inizia a narrare gli eventi della cattura, e introduce immediatamente la “Turba” dei Giudei, entrati nell’ orto degli Ulivi alla ricerca di Cristo. Oltre che dai commenti espressi nelle arie solistiche (concentrate in chiusura delle scene) la narrazione è punteggiata continuamente da “Corali”, costruiti su melodie liturgiche popolari.

Il racconto prosegue con Gesù che viene condotto, legato, da Caifa. E qui incontriamo la prima riflessione del fedele, proposta dal contralto: “Per liberarmi dai lacci dei miei peccati, il mio Salvatore viene legato”. 

Dopo un altro corale, riappare la “Turba”, nell’ episodio della triplice negazione di Pietro: in questo, come in altri interventi analoghi, il vociare della folla, l’accavallarsi delle grida e il conseguente l’effetto caotico vengono ottenuti mediante più o meno sviluppati fugati, in cui le parti entrano successivamente “a terrazza” e il tema riaffiora continuamente nelle diverse voci che si sovrappongono con effetto crescente. Con la prima Aria del tenore, seguita da un Corale, termina la prima parte della “Passione”.

La seconda parte si apre con un Corale, dopo il quale compare subito una contraddittoria figura chiave della narrazione evangelica, Ponzio Pilato, Prefetto della Giudea.

I Recitativi delle Passioni bachiane sono sempre estremamente accurati, molto più espressivi e diversificati rispetto ai contemporanei “recitativi secchi” dei melodrammi: ne sono esempi il racconto del pianto di Pietro, che con sincopi e cromatismi imita i singhiozzi dell’Apostolo; la vera e propria pittura sonora della flagellazione, con pungenti formule ritmiche; la faticosa salita di Gesù al Calvario simboleggiata da salti ascendenti; la tempestosa descrizione del velo del tempio che si squarcia e delle rocce che si spezzano; le commoventi descrizioni della morte e della sepoltura. Gli interventi di Cristo, poi, hanno sempre una cantabilità e una solennità superiore, in sintonia con la volontà di Giovanni di proclamare la regalità del Salvatore.

Il tentativo di Pilato di liberare Gesù, sfruttando la consuetudine pasquale, naufraga nella decisa opposizione dei Giudei; il Prefetto si vede costretto a farlo flagellare. Siamo di fronte ad uno dei momenti fondamentali della Passione, e la musica si distende in un ampio commento, iniziato dal basso e proseguito dal tenore. L’Arioso del basso, meditativo, dolente, pensoso, si snoda attraverso frequenti alterazioni su uno sfondo di viole d’amore ansiosamente sincopate, avvalorato dal tocco apportato dal liuto.

La meditazione prosegue nell’ Aria del tenore, delicatissima, pervasa dai sospiri delle viole d’amore ripresi dal solista, fluente nelle morbide linee del canto, resa descrittiva dai madrigalismi che dipingono l’agitazione delle onde e dagli archi melodici che raffigurano l’arcobaleno.

Cristo viene torturato con una corona di spine e deriso dai soldati (“Salve, re dei Giudei!”), con un brano in cui il movimento ternario e le scorrevoli quartine dei flauti creano un andamento danzante falsamente cerimonioso. La comparsa di Gesù, mostrato da Pilato con le parole “Ecco l’uomo”, scatena la ferocia della folla. Il doppio canone alterna le voci femminili (in canone dissonante fra di loro) con le voci maschili (pure in canone interno), e si ripete con un’insistenza che culmina in un unico grido di morte. 

Il destino di Gesù è segnato, e Pilato accetta che sia crocifisso, e ordina che venga condotto al Calvario portando la propria croce. La salita al Golgotha viene commentata in un dialogo tra il basso (che ha quasi la funzione di un predicatore) e il coro (i fedeli disorientati). Il solista li invita a seguire Cristo sul Calvario, dove “fiorisce la nostra beatitudine”, e dove la morte diventa vita. Il brano, decisamente descrittivo e teatrale, dipinge una corsa frettolosa, le incertezze nella corsa, il disorientamento dei fedeli che non sanno dove andare (“Dove?”, si chiedono) e neppure dove attaccare (tutte le entrate del coro sono contro la metrica, in levare e anche asimmetriche).

Il dramma cosmico della Salvezza si sta compiendo, ma Giovanni insiste ancora sulla regalità di Cristo, facendo intendere che lo stesso Pilato la riconosce implicitamente, apponendo sulla croce, secondo la consuetudine, il motivo della condanna (“Gesù di Nazareth, Re dei Giudei”). Infatti questo gesto fa infuriare la folla, che lo contesta, ottenendo solo una fredda conferma (“Quello che ho scritto, ho scritto!”).

Il coro, con cui si esprime il dissenso del popolo, riprende esattamente il passo ironicamente cerimonioso in cui Cristo era schernito (“Salve, o re dei Giudei”).

Bach inserisce qui l’ultimo intervento della “Turba” (in questo caso rappresentata dai soldati romani), piuttosto sviluppato, costruito con entrate “a terrazza”, su tematica ritmica a note ribattute e sincopi, sorretto da incessanti quartine di semicrome al basso. A un improvviso alleggerimento (un’entrata dei soli bassi) fa seguito un progressivo infittirsi delle voci.

Due commoventi recitativi (separati da un corale) descrivono l’affidamento della madre al discepolo prediletto, e l’agonia di Gesù, che faticosamente sussurra “Tutto è compiuto”.

Nel credo cristiano la morte di Gesù non è solo uno straordinario gesto di amore: è il momento in cui, contro ogni logica, la morte diventa vita (“Chi crede in me vivrà in eterno”). Infatti, improvvisamente, un’esplosione di luce e di vita annuncia la Resurrezione: “L’eroe di Giuda vince con potenza”, proclama il solista, con un inaspettato passo bellicoso, ritmico, affermativo, di matrice vivaldiana. Ma la Resurrezione avverrà solo dopo tre giorni, e questo è ancora il momento del dolore e del compianto. Tecnicamente si tratta semplicemente della ripresa della prima sezione di una struttura tripartita, ma qui Bach non completa la forma: il solista pronuncia solo due volte “Es ist vollbracht”, “Tutto è compiuto”, e la viola da gamba ripete tristemente le prime battute, conducendo alla inevitabile conclusione della vicenda umana di Gesù di Nazareth, che assume in sé il destino di ogni vittima innocente: “E chinato il capo, spirò”.

Da questo momento il clima diventa inaspettatamente sereno: il “continuo” inizia ad accennare una lentissima e cullante danza ternaria in tonalità maggiore. E il basso la riprende, mentre il coro interviene a tratti con i segmenti di un corale, con un testo diverso, come se il solista e i fedeli fossero immersi nei propri pensieri, e non interagissero neppure. Il tempo è come sospeso in un’atmosfera di eterna e serena attesa. Ma la scena torna improvvisamente al luogo della crocifissione, dove irrompono drammatici eventi: “Il velo del tempio si squarcia, la terra trema, le rocce si spezzano, i sepolcri si spalancano e i corpi dei Santi risorgono”.

Prima di completare la narrazione evangelica, descrivendo la deposizione e la sepoltura, Bach si sofferma ancora a riflettere, inserendo un compianto affidato all’ espressività del soprano. Questa monumentale “Passione” viene chiusa formalmente da un “Chorus”, che bilancia simmetricamente quello di apertura, includendo tutto l’oratorio tra questi due pilastri strutturali. Ma non si ritorna agli atteggiamenti intensamente drammatici con cui inizia la “Passione”: l’ultimo intervento corale sembra piuttosto una dolce, serena, commovente “ninna-nanna” che accompagna il riposo di Cristo prima della Resurrezione. Il ritmo ternario sorregge morbidamente il canto mesto e ondulato del coro, in cui le scale ascendenti (sulla parola “Himmel”) dipingono la tensione verso il cielo, e i movimenti discendenti l’addormentarsi nel riposo del sepolcro. Con questo brano suggestivo e toccante il discorso musicale si direbbe concluso, ma non quello teologico: Bach, infatti, vuole ribadire ancora una volta che il senso di questa triste e straordinaria vicenda è la vittoria della vita sulla morte, per opera di Cristo, e per questo privilegia il significato religioso rispetto a quello esclusivamente estetico.

… … …

Alcune foto inserite sono state scaricate da Internet e ritenute di pubblico dominio in assenza di specifiche indicazioni in merito. Preghiamo quindi, qualora i soggetti o gli Autori (riconosciuti tali) fossero contrari alla pubblicazione, di segnalarlo all’ indirizzo mara.grisoni@gmail.com, provvederemo alla rimozione delle immagini o alla segnalazione dell’ Autore.

Written by mara

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Al Teatro Carlo Felice per GOG Ton Koopman 6 aprile

All’ Arena di Verona selezioni ARPA 2020