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A LaVerdi Sogno di una Notte di Mezza Estate 18 aprile

Mendelssohn è sempre lo stesso; ancora e sempre si muove col suo solito passo giocondo: nessuno ha sulle labbra un sorriso più bello del suo…”, Robert Schumann

A LaVerdi Sogno di una Notte di Mezza Estate 18 aprile

Sogno di una notte di mezza estate

7° Concerto della Stagione Crescendo in Musica 2019-2020 per La Verdi

Lontano dalla corte elisabettiana, ad Atene, i folletti, gli elfi, le fate, la foresta della commedia più misteriosa e magica di Shakespeare prendono corpo attraverso le musiche di un diciassettenne di talento: Mendelssohn – Bartholdy era, infatti, così giovane quando strumentò l’ouverture del Sogno per due pianoforti, per eseguirla come un gioco di ragazzi con la sorella Fanny. Un divertissement da cui, con il compimento della scrittura per orchestra, prese forma il balletto che fu coreografato per la prima volta dal leggendario Marius Petipa nel 1876.

A reinterpretare questo classico nella produzione proposta al Teatro San Carlo sarà il coreografo francese Patrice Bart, il cui nome è saldamente legato a quello dell’Opéra di Parigi in virtù di un sodalizio durato dal 1957 al 1996. Bart è stato étoile della Compagnia di Balletto del Teatro dal 1972 fino all’addio alle scene nel 1989, quindi maître de ballet ed assistente di Rudolf Nureyev, con cui collaborò nel 1992 alla realizzazione della coreografia de La Bayadère.

SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE

Musica di Felix Bartholdy Mendelssohn
balletto in due atti e sei scene tratto dall’omonima commedia di William Shakespeare

 

Attore, Nicola Olivieri

Testi, Francesco Montemurro

Regia, Camilla Meregalli

Direttore, Andrea Barizza

Coro I Giovani de laVerdi
Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi

In collaborazione con Espressione Danza

Durata spettacolo: circa 75 min

A LaVerdi Sogno di una Notte di Mezza Estate 18 aprile

 

QUANDO

Sabato 18 Aprile 2020, ore 16.00

DOVE: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo
Largo Gustav Mahler

20136 Milano (MI)

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Platea 1 al costo di € 15,00; bambini di età inferiore ai 14 anni € 7,50
Platea 2 al costo di € 15,00; bambini di età inferiore ai 14 anni € 7,50
Platea 3 al costo di € 15,00; bambini di età inferiore ai 14 anni € 7,50
Galleria 1 al costo di € 15,00; bambini di età inferiore ai 14 anni € 7,50
Galleria 2 al costo di € 15,00; bambini di età inferiore ai 14 anni € 7,50

 

Platea 1 Platea dalla fila 5 alla 22; Platea 2 dalla fila 23 alla 25; Platea 3 prime 4 file; Galleria 2 Prime 3 file Balconata e logge e Galleria 1 dalla fila 4 in poi

 

A LaVerdi Sogno di una Notte di Mezza Estate 18 aprile

oppure se non sapete come fare, e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione MaNi per informazioni su acquisto e consegna dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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A LaVerdi Sogno di una Notte di Mezza Estate 18 aprile

PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

Trama

Ad Atene fervono i preparativi del matrimonio tra Teseo ed Ippolita, regina delle Amazzoni. Al cospetto di Teseo si presenta Egeo, padre di Ermia, con i due pretendenti della figlia per chiedere il suo giudizio: Ermia rifiuta di sposare Demetrio, perché innamorata di Lisandro che ricambia i suoi sentimenti. Sebbene i due ragazzi siano pari per ricchezze, lignaggio e reputazione, Egeo preferisce Demetrio e le suppliche della figlia non lo toccano. Se Ermia rifiuta Demetrio deve essere condannata a morte o essere rinchiusa in un convento. Anche Teseo è dello stesso avviso: la giovane deve rispettare l’autorità paterna. Finita l’udienza i due innamorati decidono di scappare dalla città la sera stessa, attraversando il bosco, per potersi sposare una volta lontani. Ermia si confida con l’amica Elena. Elena era l’amante di Demetrio, prima che lui si infatuasse di Ermia. Per questo Elena, tradendo il segreto, rivela a Demetrio il piano degli innamorati, convinta che a quel punto Demetrio l’avrebbe allietata con un ringraziamento.

Così Demetrio si lancia al loro inseguimento, seguito a sua volta da Elena. Il bosco però è un regno di fate pieno di mistero e insidie e qui si intrecceranno le storie di altri personaggi. C’è un litigio fra Oberon e Titania, re e regina degli elfi. Si stanno contendendo il figlio di un’amica umana di Titania per farne un paggio. Il bimbo rimane però a Titania. Oberon allora ingaggia il folletto Puck, chiamato anche Hobgoblin, o Robin Goodfellow, affinché lo aiuti: egli desidera il paggio per sé, e chiede al folletto di procurarsi del succo di viola del pensiero e spremerlo sugli occhi della moglie addormentata, cosicché la regina si invaghisca del primo essere, persona o animale, che vedrà al risveglio e, dimenticandosi del resto, gli ceda il suo servitore senza protestare. Oberon chiede a Puck di versare il medesimo succo anche negli occhi di Demetrio per aiutare Elena dopo aver assistito ad un dialogo tra i due. Per errore Puck spreme il succo sugli occhi di Lisandro che al risveglio vede Elena (che vaga nel bosco dopo essere stata congedata in malo modo da Demetrio) e se ne innamora perdutamente, con grande disappunto di Ermia.

Nel bosco ci sono anche alcuni artigiani della città, che provano uno spettacolo teatrale con cui allietare le nozze di Teseo e Ippolita. Uno di loro, Bottom, ha indosso come costume una testa d’asino. Puck ha anche il tempo di fargli uno scherzo: Bottom, non può più levarsi il costume di dosso e anzi la sua testa è diventata quella di un asino. Lui non capisce cosa succeda e anche i suoi compagni fuggono via terrorizzati. Sarà proprio Bottom la prima persona di cui si innamorerà Titania al suo risveglio, a causa dell’effetto della viola del pensiero. A questo punto Titania incontra Oberon, che realizza il suo scopo, per poi scioglierla dall’incantesimo. Puck quindi mette a posto le cose, compresa la testa del povero Bottom.

Oberon inoltre si accorge dell’errore di Puck e gli ordina di dare il succo a Demetrio. Così ora sia Lisandro sia Demetrio vogliono sposare Elena. Elena però crede che la stiano prendendo in giro, perché prima nessuno la voleva, e quando Ermia mostra il suo disappunto nel vedere Lisandro che corteggia l’amica, le due cominciano a litigare. Alla fine Oberon ordina a Puck di risistemare tutto tra gli innamorati una volta per tutte. Oberon fa scendere una nebbia fatata sul bosco tale che i quattro ragazzi si perdono di nuovo e si addormentano. Puck può così sciogliere l’incantesimo fatto a Lisandro, che torna ad amare Ermia. Sicché tutto è accomodato: Oberon e Titania sono riconciliati, e i quattro giovani sono due coppie.

Questi vengono trovati addormentati al limitare del bosco il giorno dopo da Ippolita e Teseo, il quale, dopo aver ascoltato i loro racconti, decide che anche i quattro giovani si sposino quel giorno insieme a lui ed Ippolita. Anche Egeo, sopraggiunto dopo aver cercato la figlia tutta la notte, può solo acconsentire, dato che ormai Demetrio ama Elena. La notizia degli imminenti tre matrimoni manda in agitazione il villaggio, compresi i lavoratori ateniesi che stavano provando la commedia nel bosco, i quali però sono senza il personaggio principale della loro commedia: Piramo, che doveva essere interpretato da Bottom, da loro abbandonato nel bosco con la testa d’asino: il morale è a terra. Fortunatamente il protagonista entra in scena proprio in questo momento di sconforto di ritorno dal bosco, e incita i compagni a prepararsi per lo spettacolo.

Al palazzo, Teseo, nonostante gli avvertimenti del cerimoniere, sceglie proprio il loro spettacolo (Piramo e Tisbe), in quanto sostiene che un qualcosa offerto con così buona volontà non possa essere rifiutato. Inoltre ha la sensazione che la rappresentazione sarà divertente a dispetto della trama e sicuramente interessante. A questo punto parte lo spettacolo nello spettacolo: gli artigiani mettono in scena una goffa versione della tragedia, generando una comica atmosfera (“sento il volto della mia Tisbe…”, “vedo il suono della tua voce…”), nella quale è compreso anche un personaggio nel ruolo del leone (causa dell’equivoco che porta i due innamorati alla morte), uno nel chiaro di luna e un altro nella parte del muro (con relativo squarcio attraverso cui i due amanti si parlano). Degna di nota la performance dell’artigiano Francis Flute, che interpreta (in maniera del tutto singolare) il ruolo di Tisbe. La tragedia diventa una farsa in cui tutti ridono fino alle lacrime. Gli artigiani vengono anche ricompensati da Teseo, divertito dallo spettacolo.

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La più grande meraviglia di una precoce maturità che il mondo abbia mai visto in musica- probabilmente in nessuna arte“, George Grove, musicologo inglese

Le musiche di scena per Sogno di una notte di mezza estate (Ein Sommernachtstraum in tedesco) costituiscono l’ op. 64 di Felix Mendelssohn Bartholdy ma spesso il titolo viene riferito anche all’ ouverture op. 21 dello stesso compositore. Sono fra le sue opere più celebri e vennero composte per la commedia di William Shakespeare.

Composte nel 1843 su commissione del re di Prussia Federico Guglielmo IV e catalogate come l’ op. 64 del compositore, inglobano anche una composizione del 1826, quando Mendelssohn era solo diciassettenne: l’ ouverture da concerto op. 21, sempre ispirata dalla commedia shakespeariana.

Il 26 agosto 1826 venne terminata l’ ouverture, composta come brano orchestrale indipendente destinato a un’esecuzione concertistica e riutilizzato poi nel contesto teatrale come pezzo di «apertura» da eseguirsi a sipario ancora chiuso. Come ricordato dall’ amico di Mendelssohn Carl Klingemann, l’ouverture:

Fu composta e messa sulla carta nel 1826; parte di quella partitura fu scritta nella bella estate di quell’ anno, all’ aria aperta nel giardino di Mendelssohn a Berlino, come posso io stesso testimoniare, essendo stato presente”.

Rimasto, senza dubbio, il brano più celebre, l’ ouverture, che è una perfetta sintesi tra la forma-sonata e le suggestioni musicali ispirate dalla commedia. Nel primo tema, caratterizzato da un etereo e leggero staccato degli archi, sembrano materializzarsi i folletti che animano la pièce di Shakespeare, mentre il tema, utilizzato per la sezione modulante, sembra ricordare un’ aria di Oberon dall’ omonima opera di Weber. Costituito da una dolce e romantica melodia affidata ai violini, il secondo tema rappresenta l’elemento amoroso e conduce, infine, al tema della danza bergamasca. Nello sviluppo, basato fondamentalmente sul primo tema, Mendelssohn introdusse un breve passaggio dei violoncelli che, come testimoniato dal suo amico Schubring, fu ispirato da una cavalcata nel parco di Schönhauser: 

“Una volta cavalcavo con lui a Pankow e nel parco di Schönhauser, nel periodo in cui era occupato dalla composizione dell’ ouverture Sogno di una notte di mezza estate. Il tempo era bello, e parlavamo sdraiati sul prato all’ ombra, quando tutto d’un tratto mi afferrò il braccio e disse sst!. Una grande folata di vento ci aveva ronzato e ne volle sentire il suono nel momento in cui svaniva. Quando l’ouverture fu completata, egli mi mostrò il passo in cui il violoncello modula da si minore a fa diesis minore, e disse, «Ecco, questo è il vento dello Schönhauser»”

Alla ripresa variata dell’esposizione segue una breve Coda che si conclude con gli accordi iniziali dando all’ ouverture una struttura circolare, simbolo della sua perfezione.

La prima esecuzione in pubblico ebbe luogo il 20 febbraio 1827 a Stettino, sotto la direzione di Carl Loewe. Il 17 ottobre 1831 viene rappresentata a Monaco di Baviera diretta dal compositore alla presenza di Ludovico I di Baviera ed il 19 febbraio 1832 al Conservatoire de Paris.

Mendelssohn non dichiarò mai di voler comporre una suite a quest’opera. Questo argomento divenne attuale quando Federico Guglielmo IV di Prussia decise di far rappresentare l’ ouverture al Neues Palais di Potsdam. Malgrado i suoi pressanti e onerosi incarichi derivanti dall’ essere direttore permanente della Gewandhausorchester Leipzig, direttore del Conservatorio delle medesima città e direttore generale della musica di Prussia, Mendelssohn accettò l’ incarico e compose l’ opera nel 1843. La prima esecuzione assoluta avvenne il 14 ottobre 1843 al Neues Palais di Potsdam nella traduzione di Wilhelm August von Schlegel.

Il 18 ottobre il compositore dirige la prima al Konzerthaus Berlin ed il 30 ottobre all’ Università della musica e del teatro di Lipsia.

Il 2 giugno 1847 avviene la prima della Marcia nuziale a Tiverton (Devon). Nel 1881 Giuseppe Martucci dirige la Suite da concerto a Napoli e nel 1884 l’ Ouverture all’ Esposizione universale di Torino. Nel 1903 avviene la prima di A Midsummer Night’s Dream al New Amsterdam Theatre di New York nell’ arrangiamento di Victor Herbert. Nel 1911 avviene la prima al Teatro Costanzi di Roma di Sogno di una notte d’estate e nel 1933 nel Giardino di Boboli di Firenze diretta da Fernando Previtali per la regia di Max Reinhardt con Carlo Lombardi, Cele Abba, Giovanni Cimara, Nerio Bernardi, Rina Morelli, Sarah Ferrati, Cesare Bettarini, Armando Migliari, Ruggero Lupi, Luigi Almirante, Giuseppe Pierozzi, Memo Benassi, Evi Maltagliati ed Eva Magni. Per il Teatro alla Scala di Milano va in scena nel 2003 al Teatro degli Arcimboldi.

“Sogno di una notte di mezza estate, ouverture op. 21 by Felix Mendelssohn (London Symphony Orchestra – Claudio Abbado):

Analisi della partitura

Sogno di una notte di mezza estate dura circa quaranta minuti ed è composta da undici pezzi:
  1. OuvertureAllegro molto (circa 12 minuti)
  2. ScherzoAllegro vivace (circa 5 minuti)
  3. Marcia degli ElfiAllegro vivace (circa 1 m 30 s)
  4. Coro degli Elfi: Ye spotted snakesAllegro ma non troppo (circa 4 minuti)
  5. IntermezzoAllegro appassionato (circa 2 minuti)
  6. NotturnoCon moto tranquillo (circa 6 minuti)
  7. Marcia nuzialeAllegro vivace (circa 4 minuti)
  8. Prologo (circa 20 secondi)
  9. Marcia funebreAndante comodo (circa 1 minuto)
  10. Danza bergamascaAllegro molto (circa 1 m 30 s)
  11. Finale : « Through this house give glimm’ring light »Allegro molto (circa 5 minuti)

1. Ouverture – Allegro molto

L’ouverture dona una descrizione musicale geniale del lavoro drammatico di Shakespeare. Alcune armonie dei fiati in pianissimo introducono il pezzo, ma soltanto dopo cinque battute, questa atmosfera raccolta è interrotta da uno staccato tempestoso degli archi. Vengono quindi intercalati degli accordi diminuiti dei fiati al fine di conferire alla danza l’oscurità incombente della foresta incantata in una notte di mezza estate. Ma interviene il sole (un mi minore) interrotto poi dalla danza degli artigiani (danza bergamasca). Dopo un ingresso della fanfara, ritorna l’incanto della melodia iniziale. Il finale vede la partecipazione del soprano, del mezzosoprano e del coro.

2. Scherzo – Allegro vivace

Lo Scherzo è costruito su due temi: il primo eseguito dai legni, il secondo dagli archi, entrambi brillanti, ricchi dal punto di vista timbrico e fortemente caratterizzati ritmicamente. 

3. Marcia degli Elfi – Allegro vivace

Sulla scena accompagna l’ingresso di Oberon e di Titania.

4. Coro degli Elfi: “Ye spotted snakes” – Allegro ma non troppo

Musica di transizione, inframmezzata da parole di Titania, poi gli Elfi (il coro) invocano pace per la loro Regina. Brano sereno e gradevole, basato su una melodia di Lied popolare, violini e flauti a sostegno della prima strofa, viole, clarinetti e flauti nella seconda. Il sottile ronzio creato dagli strumenti rappresenta il brusio degli animali a cui si chiede di allontanarsi.

5. Intermezzo – Allegro appassionato

Il quinto brano viene eseguito alla fine del secondo atto. Un momento di agitazione prettamente romantica che sottolinea l’ansia di Ermia che si aggira nella foresta in cerca di Lisandro. Melodia affidata ai violini e ai legni, con i violoncelli in controcanto sul tema iniziale.

6. Notturno – Con moto tranquillo

Il Notturno, animato da un tema dolcissimo eseguito da corni e fagotti, trae tutto il suo fascino proprio dalla scelta di queste sonorità ombrose.

7. Marcia nuziale – Allegro vivace

Famosissima marcia nuziale, da tutti conosciuta, sontuosa e di grande ricchezza timbrica.

8. Prologo – 9. Marcia funebre – Andante comodo

Una manciata di secondi e si passa alla marcia funebre che accompagna le esequie di Priamo; toni esotici e lamentosi, in contrasto con il brano precedente.

10. Danza bergamasca – Allegro molto

Vivace e divertente danza in stile agreste.

11. Finale

Inizia con una ripresa della Marcia nuziale, che sfuma gradatamente. Riappare il fruscio di crome dell’Ouverture, poi i violini accompagnano una nuova melodia eseguita dal coro degli Elfi.

“Sogno di una notte di mezza estate” by Felix Bartholdy Mendelssohn (ROBERTO BOLLE and Alessandra Ferri, A Teatro alla Scala performance in Jan/Feb 2007, and released on 13th December 2010):

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Written by mara

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