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Accademia di Santa Cecilia: Radu Lupu e Sir Antonio Pappano

“Radu Lupu, magico antidivo”, Attilio Piovano

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Accademia di Santa Cecilia, Stagione 2016 – 2017

 

Occasione da non perdere per ascoltare Radu Lupu, musicista schivo, dotato di un carisma magnetico, diretto ancora una volta da Antonio Pappano. Negli anni questo raffinato interprete ha regalato pagine di autori classici e romantici, spaziando tra stili ed epoche e riuscendo sempre a trovare la chiave giusta per aprire il cuore di coloro che lo seguono con passione. Rinomato esecutore della musica austro-tedesca Lupu si trova a suo agio nell’ interpretazione di Beethoven, Mozart, Schubert, autori ai quali bensì adatta il carattere esigente di un pianista capace di sfumature raffinatissime. Il concerto prevede quindi il seguente programma:

 

L. van Beethoven, Concerto n. 4 per pianoforte e orchestra in sol maggiore Op. 58

… … …

Anton Bruckner, Sinfonia n. 7

 

QUANDO:

Giovedì 12 Gennaio 2017, ore 19.30 – SALA SANTA CECILIA

Venerdì 13 Gennaio 2017, ore 20.30 – SALA SANTA CECILIA

Sabato 14 Gennaio 2017, ore 18.00 – SALA SANTA CECILIA

 

DOVE: Auditorium Parco della Musica
Via Pietro De Coubertin, 30

00196 ROMA (RM)

 

INTERPRETI:

Pianista, Radu Lupu

Direttore, Antonio Pappano

Orchestra dell’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Platea Settore A – B1 Intero al costo di € 52,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 39,00

Galleria Settore B2 Intero al costo di € 42,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 31,50

Galleria Settore B3 Intero al costo di € 34,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 25,50

Galleria Settore C1 Intero al costo di € 30,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 22,50

Galleria Settore C2 Intero al costo di € 28,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 21,00

Galleria Settore C3 Intero al costo di € 19,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 14,50

 

Accademia di Santa Cecilia: Radu Lupu e Sir Antonio Pappano

 

se non sapete come fare e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

… … …

radu-lupuL’arte suprema di Lupu non è però diretta a sottolineare il particolare timbrico seguendo solamente l’istinto o la ricerca della bellezza assoluta

 

Radu Lupu è nato in Romania il 30 novembre del 1945 ed ha iniziato gli studi di pianoforte all’ età di 6 anni, con Lia Busuioceanu debuttando in pubblico con un programma completo della sua musica all’età di 12 anni. Ha continuato i suoi studi per diversi anni con Florica Muzicescu (maestra di Dinu Lipatti) e Cella Delavranca prima di vincere un borsa di studio nel 1961 per il Conservatorio di Mosca dove ha studiato con Galina Eghyazarova, Heinrich Neuhaus e più tardi con Stanislav Neuhaus.

Ha vinto il primo premio in tre competizioni: il Concorso pianistico internazionale Van Cliburn del 1966, l’ Enescu International nel 1967 e il Leeds International nel 1969. Nel 1989 ha vinto il Premio Franco Abbiati della Critica Musicale Italiana, consegnatogli dall’Associazione Nazionale Critici Musicali italiani.

È regolarmente invitato a suonare con tutte le più grandi orchestre del mondo compresi i Berliner Philharmoniker diretti da Karajan (con cui ha fatto il suo debutto al Festival di Salisburgo) nel 1978, i Wiener Philharmoniker diretti da Riccardo Muti (con cui ha aperto il Festival di Salisburgo nel 1986 con il Concerto per pianoforte e orchestra n. 27 di Mozart), la Royal Concertgebouw, la Filarmonica della Scala nel 1992 e tutte le maggiori orchestre di Londra e americane.

La sua prima e maggiore apparizione in America fu nel 1972 con la Cleveland Orchestra con Daniel Barenboim a New York e con la Chicago Symphony Orchestra diretta da Carlo Maria Giulini. Ha suonato a tutti i maggiori festival della musica ed è stato ospite regolare dei festival di Salisburgo e Lucerna.

Ancora a Salisburgo esegue il Concerto per pianoforte e orchestra n. 24 di Mozart con la London Symphony Orchestra nel 1988, il Concerto per pianoforte e orchestra di Grieg nel 1990, il Concerto per pianoforte e orchestra n. 25 di Mozart con l’ Orchestra filarmonica d’Israele diretta da Zubin Mehta nel 1991, le 2 Sonate di Franz Schubert nel 1996 e il Concerto per pianoforte e orchestra n. 4 di Beethoven diretto da Muti. Nel 1999 tiene un recital e nel 2012 il Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 di Beethoven diretto da Christoph Eschenbach.

Per il Teatro alla Scala di Milano nel 1992 esegue il Concerto per pianoforte e orchestra n. 4 di Beethoven diretto da Muti, nel 1995 il Concerto per pianoforte e orchestra n. 27 di Mozart e si esibisce in un recital, nel 1997 un concerto con il Quartetto Accardo, nel 2001 si esibisce in un recital, nel 2002 il Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 di Beethoven diretto da Muti al Teatro degli Arcimboldi trasmesso da Rete 4 e nel 2008 il Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 di Béla Bartók diretto da Daniel Barenboim.

Al Teatro La Fenice di Venezia nel 1993 tiene un concerto con musiche di Robert Schumann.

Nel 2005 si esibisce in un recital al Teatro comunale Luciano Pavarotti di Modena.

Tra le Onorificenze

Comandante dell'Ordine dell'Impero Britannico (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria – Comandante dell’Ordine dell’ Impero Britannico (Regno Unito)
                         «Per i servizi alla musica» — 31 dicembre 2015


Radu Lupu in “Schubert: 4 Impromptus D. 935 – live 2012″:

Radu Lupu in “Brahms: Six Pieces for Piano Op. 118″:

Radu Lupu in “Live Recital SCHUBERT DEBUSSY Carnegie Hall 2008 NEW YORK″:

Radu Lupu in “Recital 23 January 2002 Carnegie Hall NEW YORK″:

Radu Lupu in “Schubert: Piano Sonata/Fantasie No. 18 in G, D. 894, Op. 78″:

Radu Lupu in “Grieg’s Piano Concerto″:

Radu Lupu in “Mozart: Concerto per piano Nº 19, K 459″:

Radu Lupu in “Schumann: Piano Concerto In A Minor, Op 54″:

Radu Lupu in “Schumann: Humoreske, op 20 – live 1983″:

Radu Lupu in “Schumann: Kreisleriana op. 16, January 1993″:

Radu Lupu in “BEETHOVEN: Piano Concerto n. 3 in C minor op. 37″:

Radu Lupu in “Beethoven: Piano Concerto No. 1 in C major, op. 15 ″:

Radu Lupu in “Schubert: Piano Sonata No.20 in A-dur, D.959″:

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Antonio Pappano…

Roma, Auditorium Parco della Musica 07 05 2010 Stagione di Musica da Camera. Ian Bostridge tenore, Antonio Pappano pianoforte in prova di concerto. © Musacchio & Ianniello ****************************************************** NB la presente foto puo' essere utilizzata esclusivamente per l' avvenimento in oggetto, per una ripresa dello stesso o comunque per pubblicazioni riguardanti l' Accademia Nazionale di Santa Cecilia ********************************************************

Figlio di genitori italiani di origine beneventana emigrati a Londra come inservienti di un ristorante, Antonio Pappano si appassiona alla musica sin da ragazzo grazie all’ ausilio del padre, un amatore di musica operistica italiana che suonava per diletto il pianoforte. Trasmessa al figlio la passione, Pappano rivela buone doti di esecutore già a 12 anni, quando è in grado di accompagnare al pianoforte alcuni giovani studenti inglesi di canto. Nel 1973 si trasferisce negli Stati Uniti, dove prosegue privatamente gli studi di pianoforte sotto la guida di Norma Verrilli, quelli di composizione con Arnold Franchetto e infine quelli di direzione d’orchestra con Gustav Meier. Pur avendo studiato musica sin dall’ età di sei anni, Antonio Pappano si è formato al di fuori delle istituzioni musicali e non ha conseguito alcun diploma, neppure in pianoforte, circostanza che ha generato contestazioni anche pesanti presso alcune istituzioni musicali e teatrali di paesi europei e americani.

Antonio Pappano è stato il direttore più giovane delle orchestre della Royal Opera House di Londra, dove ha diretto sia la Royal Opera nel 1990 con La bohème con Jerry Hadley che la Royal Ballet. Come pianista e direttore ha attirato l’ attenzione di Daniel Barenboim, di cui diviene assistente al Festival di Bayreuth dove dal 1999 al 2001 dirige Lohengrin. Ha lavorato a Barcellona e a Francoforte, ed è stato assistente di Michael Gielen. Nel 1990 diviene direttore musicale della Den Norske Opera, dopo aver debuttato come direttore in Norvegia nel 1987. Nel 1992 Pappano diventa direttore musicale del teatro La Monnaie/De Munt in Belgio; incarico che mantiene fino al 2002. Nel frattempo, nel 1999, viene nominato anche direttore musicale della Royal Opera House, Covent Garden, di cui diviene effettivo dal settembre del 2002 quando inizia con Ariadne auf Naxos con Thomas Allen. È stato anche direttore ospite della Israel Philharmonic Orchestra, e ha diretto la English National Opera (ENO), la Metropolitan Opera (1997) con Eugene Onegin con Vladimir Chernov e Neil Shicoff, la San Francisco Opera, la Lyric Opera di Chicago nel 1990 con Carmen con Neil Shicoff e nel 1991 L’ elisir d’ amore con Cecilia Gasdia, Alessandro Corbelli e Claudio Desderi e la Berlin Staatsoper.

 

PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

«il più ammirevole, il più singolare, il più artistico e difficile di tutti quelli che Beethoven ha scritto», in un articolo della Allgemeine Musikalische Zeitung del maggio 1809

 

Il concerto per pianoforte e orchestra n. 4 op. 58 di Ludwig van Beethoven, composto tra il 1805 e il 1806, e pubblicato nel 1808 con la dedica all’ arciduca Rodolfo d’Austria, fu eseguito per la prima volta nel marzo del 1807 presso il palazzo del principe Lobkowitz con lo stesso Beethoven al pianoforte; l’ esecuzione pubblica vera e propria, sempre con l’autore al pianoforte, ebbe luogo il 22 dicembre 1808 al Teatro an der Wien; oltre al Concerto pianistico, il programma presentava infatti la Quinta e la Sesta Sinfonia, la Fantasia op. 80 e alcuni brani della Messa in do maggiore op. 86. Il Concerto in sol maggiore appartiene dunque al periodo centrale della produzione di Beethoven, tra l’Eroica e la Quinta Sinfonia, le Sonate Waldstein e Appassionata, i Quartetti Rasumowsky e la prima versione del Fidelio.

Non si sa dove si trovi il manoscritto originale. La società degli Amici della Musica di Vienna ne possiede una copia riveduta.

 

Claudio Arrau e Leonard Bernstein con la Bavarian Broadcast Symphony Orchestra in “Piano Concerto No. 4 in G major, Op. 58″ by L. v. Beethoven (Munich, Germany, 17/10/1976):

Daniel Barenboim con i Wiener Philharmoniker in “Piano Concerto No. 4 in G major, Op. 58″ by L. v. Beethoven (2010):

Krystian Zimerman e Leonard Bernstein con i Wiener Philharmoniker in “Piano Concerto No. 4 in G major, Op. 58″ by L. v. Beethoven:

Maurizio Pollini e Karl Böhm con i Wiener Philharmoniker in “Piano Concerto No. 4 in G major, Op. 58″ by L. v. Beethoven:

Vladimir Ashkenazy e Bernard Haitink con la London Philharmonic Orchestra in “Piano Concerto No. 4 in G major, Op. 58″ by L. v. Beethoven:

Arthur Rubinstein e Antal Dorati con la London Philharmonic Orchestra in “Piano Concerto No. 4 in G major, Op. 58″ by L. v. Beethoven:

Dino Ciani e Claudio Abbado con l’ Orchestra del Teatro alla Scala di Milano in “Piano Concerto No. 4 in G major, Op. 58″ by L. v. Beethoven (Milano, Teatro alla Scala, live 12.6.1969):

«Questa poco conosciuta composizione, è in realtà una delle più originali e, in particolare nei due primi movimenti, delle più eccellenti e ricche di spirito di questo Maestro», Rochlitz

Il concerto è formato dai seguenti movimenti:

  1. Allegro moderato
  2. Andante con moto
  3. Rondò: Vivace

Questo concerto spicca fra gli altri beethoveniani per una caratteristica particolare: l’ inizio del I movimento affidato al pianoforte solo. Si tratta della prima volta, nella storia di questo genere, in cui l’incipit, con l’enunciazione del I tema, non è affidato all’orchestra. Questa oltre ad essere una novità all’interno dell’opera del compositore di Bonn è anche l’ultima grande innovazione apportata al genere in epoca classica.

Il primo movimento, in tempo Allegro moderato, si apre con un breve motivo ad accordi ribattuti esposto dal pianoforte solo e sviluppato dall’orchestra. Qui Beethoven combina lo schema della doppia esposizione (prima da parte dell’orchestra, poi da questa assieme al solista) con una nuova visione dei rapporti fra solista e orchestra. Beethoven lascia che sia l’orchestra ad esaurire la prima esposizione tematica; successivamente è il solista a sviluppare il secondo tema introdotto questa volta dall’orchestra. La cadenza interamente scritta da Beethoven stesso (che ne compose pure una seconda) è strettamente imparentata col mondo altero dell’ Appassionata.

Tipico  ed unico nel suo genere è il secondo movimento, il breve Andante con moto costituente il secondo tempo, collegato senza interruzione al Finale: una di quelle pagine in cui l’intensità dell’espressione compensa la brevità, “un «contrasto di principi» che raggiunge il massimo dell’efficienza drammatica e della commozione lirica, concludendosi con l’umiliazione del primo (il superbo, espresso dall’orchestra) di fronte all’altro che si innalza ed espande sempre più, implorante nel pianoforte: Orfeo che vince le forze oscure del mondo infero“, dice Rielzer, il mito di Orfeo che soggioga le forze dell’ Ade con la bellezza del suo canto.

Nella vivacità del terzo movimento, Rondò, che si innesta all’ultima nota dell’ Andante con un senso di «liberazione nella leggerezza», si celebra una nuova armonia tra pianoforte e orchestra, con gli strumenti impiegati solisticamente in dialogo fra loro. L’individualità dello strumento solista si affianca ora a quella della compagine orchestrale nell’espressione di uno stesso stato d’animo, ove il conflitto di sentimenti del secondo tempo è dimenticato.

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“Sinfonia n. 7” by Anton Bruckner (Daniel Barenboim e Berliner Philharmoniker):

“Sinfonia n. 7” by Anton Bruckner (BERLINER PHILHARMONIKER e OTTO KLEMPERER – Live Recording, Lucerne, 3/9/1961):

“Sinfonia n. 7” by Anton Bruckner (Vienna Philharmonic Orchestra e Leonard Bernstein):

“Sinfonia n. 7” by Anton Bruckner (Hans Knappertsbusch 1963):

“Sinfonia n. 7” by Anton Bruckner (Seoul Philharmonic Orchestra e Myung-Whun Chung – Live at the Sejong Center, Seoul. 2009.Jan.23):

“Sinfonia n. 7” by Anton Bruckner (Karajan e Wiener Philharmoniker):

“Sinfonia n. 7” by Anton Bruckner (Thielemann e Muenchner Philharmoniker):

“Sinfonia n. 7” by Anton Bruckner (Philharmonia Orchestra e Otto Klemperer – Studio recording, London, 1-5.XI.1960):

“Sinfonia n. 7” by Anton Bruckner (Münchner Philharmoniker conducted e Sergiu Celibidache – Live Suntory Hall, Tokyo 18 October 1990 ):

“Sinfonia n. 7” by Anton Bruckner (Lucerne Festival Orchestra e Claudio Abbado):

 

 

 

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Written by mara

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