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Accademia Santa Cecilia: Zemlisky Sinfonietta, Mahler Sinfonia 1

La mia musica è sempre e soprattutto solo un suono di natura“, Gustav Mahler

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Accademia di Santa Cecilia, Stagione 2016 – 2017

 

Vienna 1884-1934“…Dal podio dell’ Auditorium del Parco della Musica di Roma il giovane e brillante Direttore Vladimir Jurowski dirigerà l’ Orchestra dell’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia nel seguente programma:

 

Alexander von Zemlinsky, Sinfonietta

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Gustav Mahler, Sinfonia n. 1 “Il Titano”

 

QUANDO:

Giovedì 30 Marzo 2017, ore 19.30 – SALA SANTA CECILIA

Venerdì 31 Marzo 2017, ore 20.30 – SALA SANTA CECILIA

Sabato 1 Aprile 2017, ore 18.00 – SALA SANTA CECILIA

 

DOVE: Auditorium Parco della Musica
Via Pietro De Coubertin, 30

00196 ROMA (RM)

 

INTERPRETI:

Direttore, Vladimir Jurowski

Orchestra dell’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Platea Settore A – B1 Intero al costo di € 52,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 39,00

Galleria Settore B2 Intero al costo di € 42,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 31,50

Galleria Settore B3 Intero al costo di € 34,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 25,50

Galleria Settore C1 Intero al costo di € 30,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 22,50

Galleria Settore C2 Intero al costo di € 28,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 21,00

Galleria Settore C3 Intero al costo di € 19,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 14,50

 

Accademia di Santa Cecilia: Zemlisky Sinfonietta e Mahler Sinfonia n. 1

 

se non sapete come fare e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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Vladimir Jurowski…

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“Vladimir Jurowski, più medium che direttore, ricava impeccabilmente magnifiche, languide sonorità” The Times

 

Nato a Mosca, Vladimir Jurowski inizia gli studi musicali nella città natale, prima sotto la guida del padre Michail, noto direttore d’orchestra, e poi al Conservatorio. Nel 1990 si stabilisce con la famiglia in Germania, porta a termine la sua formazione frequentando le accademie musicali di Dresda e Berlino e si perfeziona con Colin Davis, Rolf Reuter e Semion Skigin.

Nel 1995 debutta al Festival di Wexford con Notte di maggio di Rimskij-Korsakov, imponendosi come uno dei direttori più interessanti della sua generazione. Il suo brillante debutto al Covent Garden nel 1996 con Nabucco, è stato accolto da entusiastici consensi di critica e di pubblico. Invitato alla Komische Oper di Berlino, ha quindi tenuto concerti con l’Orchestra della Welsh National Opera di Cardiff, l’Orchestra Verdi di Milano e l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna. Nel 1997 ha debuttato al Maggio Musicale Fiorentino e al Festival di Echternach sul podio dell’Orchestra Filarmonica di Lussemburgo. Nello stesso anno ha ottenuto vasti consensi dalla critica per Moïse et Pharaon al Rossini Opera Festival. Hanno fatto seguito i debutti al Théâtre Royal de la Monnaie di Bruxelles, al Teatro Real di Madrid e all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, dove ha diretto in prima esecuzione italiana la Sinfonia n. 8 e la Sinfonia n. 9 di Henze (2006).

Da alcuni anni lavora abitualmente con alcune fra le più prestigiose istituzioni musicali europee, quali il Covent Garden di Londra, l’Opéra Bastille di Parigi, la English National Opera, il Théâtre Royal de la Monnaie di Bruxelles, la Semperoper di Dresda, il Festival di Edimburgo, il Glyndebourne Festival Opera, il Teatro La Fenice di Venezia, il Teatro Comunale di Bologna, il Teatro San Carlo di Napoli, il Maggio Musicale Fiorentino. Nel 1999 ha debuttato al Metropolitan di New York con Rigoletto, mentre il suo debutto sinfonico negli Stati Uniti ha avuto luogo con la Minneapolis Symphony Orchestra nel 2001.

Direttore Musicale del Glyndebourne Festival Opera dal 2001, vi ha debuttato nel 2002 dirigendo Albert Herring di Britten. Nelle successive edizioni ha diretto Die Fledermaus (2003, 2006), Il cavaliere avaro e Gianni Schicchi (2004) e Il matrimonio al convento. È ritornato al Metropolitan per Evgenij Onegin, Jenufa, La dama di Picche e Hänsel und Gretel.

Direttore Ospite Principale del Teatro Comunale di Bologna, vi ha diretto La dama di picche, La sposa venduta, Jolanta e molti programmi sinfonici. È stato invitato a Parigi per Guerra e Pace e alla Welsh National Opera per Parsifal e Wozzeck.

Nel 2006 ha debuttato al Teatro alla Scala dirigendo Evgenij Onegin con grande successo di critica e pubblico. Alla Glyndebourne Opera ha diretto inoltre Die Zauberflöte, La Cenerentola, Otello e Macbeth, oltre alla nuova opera di Peter Eötvös Love and Other Demons; nel 2009 è stato inoltre all’Opéra Bastille di Parigi per La leggenda dell’invisibile città di Kitez.

Nelle stagioni più recenti ha debuttato dirigendo alcune tra le orchestre più famose al mondo quali la Los Angeles Philharmonic, i Berliner Philharmoniker, la Filarmonica di Oslo, l’Orchestra Nazionale russa, la Pittsburgh Symphony e la Philadelphia Orchestra. I progetti futuri prevedono una nuova produzione di Falstaff e la ripresa di Tristan und Isolde nell’edizione 2009 del Festival di Glyndebourne.

Dal 2004 è Direttore Ospite Principale dell’Orchestra Nazionale Russa e, dal 2007, è Direttore Principale della London Philharmonic Orchestra.

Tra le orchestre con le quali collabora regolarmente figurano anche la City of Birmingham Symphony Orchestra, la Royal Concertgebouw di Amsterdam, il Gewandhaus di Lipsia, l’Ensemble Intercontemporain, l’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, la Staatskapelle Dresden, l’Orchestra Filarmonica di Oslo e la Chamber Orchestra of Europe.

Vladimir Jurowski incide per diverse etichette discografiche, tra le quali BMG, ECM, Naxos, PentaTone Classic, Arte Nova. Ha registrato in prima assoluta la cantata Exil di Giya Kancheli (per soprano e orchestra da camera), L’etoile du Nord, Werther, un cd con musiche di Milhaud, Debussy e Tomasi, opere di Rachmaninov e Turnage con la London Philharmonic Orchestra, la Suite n. 3 di Čajkovskij e Le baiser de la fée di Stravinskij con l’Orchestra Nazionale Russa.

Nel 2000 ha ottenuto il Premio Abbiati della critica italiana quale migliore direttore dell’anno.

Nel 2007 ha ricevuto il prestigioso Royal Philharmonic Society’s Music Award per la qualità del lavoro svolto con la London Philharmonic Orchestra e al Festival di Glyndebourne.

Sito personale: http://www.vladimirjurowski.com/

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NOTE DI PROGRAMMA E ASCOLTI…

“Sinfonietta″ by Alexander von Zemlinsky (hr-Sinfonieorchester – Frankfurt Radio Symphony ∙ Andrés Orozco-Estrada, Dirigent ∙ Alte Oper Frankfurt, 11. Dezember 2015):

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La Sinfonia n. 1 in Re maggiore di Gustav Mahler, fu composta in un lungo arco di tempo tra il 1888 ed il 1894, quando Mahler aveva poco tempo per la composizione, ed ebbe diverse revisioni perché il compositore rimase a lungo indeciso se dare al lavoro la forma di poema sinfonico o di sinfonia. Al giorno d’ oggi, questo lavoro compositivo mahleriano convenzionalmente è noto come sinfonia, sebbene in realtà possieda tutte le caratteristiche strutturali ed espressive di un poema sinfonico. Il secondo movimento della composizione tra l’altro, Blumine, sta sempre più rientrando nelle esecuzioni, occupando il suo legittimo e spettante secondo posto, proprio per considerare la sinfonia non in quattro, bensì in cinque movimenti.

La prima esecuzione della prima versione avvenne a Budapest il 21 novembre 1889, quando Mahler era direttore del Teatro dell’Opera di Budapest, e fu presentata come poema sinfonico in cinque movimenti intitolato Symphonische Dichtung in zwei Teilen (Poema Sinfonico in due parti). L’accoglienza del pubblico ungherese non fu molto calorosa ed il compositore decise di apportare delle modifiche che chiarissero meglio il significato del lavoro.

Nelle successive esecuzioni ad Amburgo (1893) e Weimar (1894), la composizione fu intitolata Titan. Eine Tondichtung in Symphonie-form (Il Titano. Poema sinfonico in forma di sinfonia).

Per la versione di Amburgo Mahler decise di aggiungere alla composizione il titolo di Titano (ispirato a Der Titan romanzo di Jean Paul, lo scrittore romantico che era stato fra i prediletti da Schumann), un programma dettagliato per descrivere in modo più chiaro i movimenti ed i titoli per le due parti:

  • Aus den Tagen der Jugend – Blumen-, Frucht- und Dornstücke (Dai giorni della giovinezza – Fiori, frutti e spine)
    • I Frühling und kein Ende (Primavera senza fine) (Sonata d’Aurora).
    • II Blumine
    • III Mit vollen Segeln (A vele spiegate) (Galassia).
  • Commedia Humana
    • IV Gestrandet! Ein Todtenmarsch in “Callots Manier” (Arenato! Una marcia funebre alla maniera di Callot) (Marcia di Soldato).
    • V Dall’Inferno al Paradiso (Sonata di Tramonto).

Dopo altre revisioni, Mahler decise di eliminare il titolo dell’ opera, i titoli che descrivevano i movimenti, ed il secondo movimento originale, l’ Andante, intitolato Blumine. La prima esecuzione di questa ultima revisione della composizione – una Sinfonia in Re maggiore, senza numero – avvenne a Berlino nel 1896, per una durata complessiva di circa 55 minuti.

Riguardo a questa decisione Mahler scrisse nel 1896:

Il titolo, Titano, e il programma hanno una ragione: a quel tempo i miei amici mi indussero a stendere una specie di programma per facilitare la comprensione della sinfonia. Titolo e programma furono quindi pensati in un secondo momento. Se ora li voglio evitare, non è soltanto per il fatto di considerarli insufficienti e alquanto anodini ma anche perché l’esperienza mi ha insegnato che il pubblico dai programmi e dai titoli è indotto in errore. Succede sempre così!“.

Il titolo definitivo di Sinfonia n. 1 apparve in occasione della prima edizione a stampa del 1899.

Sebbene la composizione sia nella sua forma definitiva una “classica” sinfonia in quattro tempi senza programma, le numerose versioni esistenti ed il contenuto musicale testimoniano che la sua ispirazione trae origine sia da fonti extramusicali (fra cui la Natura ed il romanzo Il Titano) sia dal ciclo liederistico Lieder eines fahrenden Gesellen del 1884, i cui temi alimentano la sinfonia.

 

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 1 ” Titano”” by Gustav Mahler (Recorded live at the Lucerne Festival, Summer 2009, Concert Hall of the KKL Luzern, August 2009 – Lucerne Festival Orchestra e Claudio Abbado, direttore):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 1 ” Titano”” by Gustav Mahler (Orquesta Sinfónica de Galicia e Lorin Maazel, direttore – Festival Mozart Coruña 2012):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 1 ” Titano”” by Gustav Mahler (Orchestra del Teatro La Fenice diretta da Diego Matheuz – Teatro La Fenice – stagione 2010-2011 ‘Nel segno di Mahler’):

 

Il primo movimento si apre con una introduzione lenta Langsam caratterizzata da una sonorità misteriosa che allude alla Natura che si risveglia: Wie ein Naturlaut (Come un suono di natura).”La musica di Mahler sembra rivelare qualcosa di un mondo “altro”, evocando una condizione statica, sospesa, fuori dal tempo, non ancora segnata dalla soggettività, e individuando uno spazio acustico aperto in molteplici direzioni, dove le immagini che prendono forma sul lunghissimo pedale di la appaiono frammentarie, liberamente dispersive e sembrano provenire da diverse parti“. (Petazzi) Il richiamo alla natura ed ai suoi suoni prosegue anche nell’ avvio della esposizione Im Anfang seher gemächlich – Immer seher gemächlich (All’inizio molto tranquillo – Sempre molto tranquillo). L’ intero movimento rispetta abbastanza fedelmente le regole della forma sonata classica.

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Il secondo movimento Blumine, è un delicato e penetrante Lied in forma tripartita, che segue lo schema di un’arietta a tre sezioni, di sviluppo non particolarmente elaborato, ma ornamentata da un fluente controcanto degli archi che fungono da accompagnamento alla linea melodica principale intonata dalla tromba solista in mezzopiano. Melodia e controcanto oscillano in microscopici e languidi momenti di timidezza espressiva, senza preoccuparsi di ulteriori elaborazioni tematiche, per poi spegnersi lentamente su di un lungo pianissimo in decrescendo, costituito da un’unica nota tenuta del registro acuto dei primi violini.

Il terzo movimento Kräftig bewegt, doch nicht zu schnell (Vigorosamente mosso, ma non troppo presto) è uno scherzo.

Il quarto movimento Feierlich und gemessen, ohne zu schleppen (Solenne e misurato, senza trascinare) è sicuramente il più conosciuto fra i quattro della sinfonia. Si presenta come una grottesca parodia di una marcia funebre, una marcia nella forma di un canone avviata da un contrabbasso solo sul tema in tonalità minore di Fra Martino. Nelle versioni precedenti il movimento era descritto come una marcia funebre alla maniera di Callot, che allude a Il funerale del cacciatore, fiaba molto nota fra i fanciulli dell’ Impero Austroungarico della fine dell’ Ottocento che narra del corteo funebre di un cacciatore al quale partecipano gli animali della foresta.

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Terzo movimento: Tema di 8 battute Fra Martino al contrabbasso

Mahler stesso la descrive nel programma di Budapest: “Gli animali del bosco accompagnano alla tomba la bara del cacciatore morto: le lepri portano lo stendardo, davanti c’è un gruppo di musicanti boemi con i quali suonano gatti, rospi, cornacchie ecc. e cervi, caprioli, volpi, e altri animali del bosco, alati o a quattro zampe, seguono il corteo in atteggiamenti farseschi“. I timpani pulsano nel silenzio: su quel rintocco si profila, lugubre e spettrale, un canone sulla melodia della canzone popolare Fra Martino campanaro, trasposta in tonalità minore. Come scrive Bruno Walter, “siamo condotti in un inferno che non ha forse l’eguale nella letteratura sinfonica“.

Il quinto movimento Stürmisch bewegt – Energisch (Tempestosamente agitato) rompe il clima creato dal movimento precedente con una introduzione violenta e drammatica (Mahler lo definì “il grido di un cuore ferito“), condotta da ottoni e percussioni in fortissimo, che conduce alla parte seguente, di nuovo in forma sonata. Dopo la sezione introduttiva tumultuosa e dissonante, l’energico primo tema: dopo una lunga lotta s’inabissa e scompare in una serie d’interventi d’intensità decrescente degli ottoni, mentre emerge un secondo tema struggente, dal respiro melodico straordinariamente ampio. Questi diversi temi si mescolano con altre reminiscenze tematiche del primo movimento, fino a un climax orchestrale, che riconduce infine il re maggiore. Mahler ha dichiarato: “L’ accordo di re maggiore deve risuonare come se fosse caduto dal cielo, come se venisse da un altro mondo!

 

 

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Written by mara

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