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Ai Pomeriggi Musicali Ivan Krpan per Schumann Ottobre 2018

«La musica è la lingua che mi permette di comunicare con l’ aldilà», Robert Schumann

I Pomeriggi Musicali, Stagione 2018 – 2019

 

In Stagione l’ eccezionale partecipazione del giovane e brillante pianista Ivan Krpan, vincitore del Concorso Busoni 2017, con l’ Orchestra de I Pomeriggi Musicali per un programma totalmente dedicato a Schumann:

 

Robert Schumann, Concerto per pianoforte e orchestra in la minore op. 54

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Robert Schumann, Sinfonia n. 4 in re minore op. 120

 

QUANDO

Giovedì 11 Ottobre 2018, ore 20.00

Sabato 13 Ottobre 2018, ore 17.00

 

DOVE: Teatro dal Verme – Sala Grande
Via san Giovanni sul Muro, 2

20121 Milano (MI)

 

INTERPRETI:

George Pehlivanian, Direttore

Ivan Krpan, Pianoforte solista

Orchestra I Pomeriggi Musicali

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Interi:

Primo Settore (Platea, da fila 1 a 30) € 20,00 + prevendita

Secondo Settore (Platea, da fila 31 a 40) € 14,50 + prevendita

Balconata € 11,00 + prevendita

 

Ridotti:

Primo Settore (Platea da fila 1 a 30) € 16,00 + prevendita

Secondo Settore (Platea da fila 31 a 40) € 12,50 + prevendita

Balconata € 9,00 + prevendita

 

I Pomeriggi Musicali: il pianista Ivan Krpan

 

se non sapete come fare e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Ivan Krpan…

A soli vent’anni, nel 2017, Ivan Krpan si è aggiudicato il primo premio al Concorso Pianistico Internazionale Ferruccio Busoni, uno dei concorsi più prestigiosi al mondo.

Nato a Zagabria in una famiglia di musicisti, Ivan Krpan inizia lo studio del pianoforte all’età di sei anni sotto la guida di Renata Strojin Richter. Attualmente frequenta il 5° anno dell’Accademia di Musica della sua città, nella classe di Ruben Dalibaltayan.

Già in giovane età si aggiudica importanti premi in concorsi nazionali ed internazionali, tra cui il primo premio all’ EPTA International Piano Competition di Bruxelles, all’ International Piano Competition Young Virtuosi di Zagabria nel 2014, all’ International Piano Competition di Enschede nei Paesi Bassi e all’ Ettlingen International Competition for Young Pianists. Da ricordare anche numerosi altri premi in altrettanti concorsi quali il secondo premio all’ International Danube Piano Competition di Ulm in Germania, il 4° premio alla prima edizione dell’International Zhuhai Mozart Competition in Zhuhai, Cina, e il 3° premio al 10th Moscow International Frederick Chopin Competition for Young Pianists.

Molti i riconoscimenti ricevuti, come il Premio Ivo Vuljević 2015 come miglior giovane musicista croato conferito dalle Jeunesses Musicales in Croazia e il Young Musician of the Year Award nel 2016 conferitogli dalla Zagreb Philharmonic Orchestra. Si è inoltre aggiudicato una borsa di studio presso l’Accademia Internazionale di Musica in Liechtenstein.

Ha partecipato a numerosi corsi di perfezionamento con docenti di fama internazionale tra cui Dalibor Cikojević, Siavush Gadjiev, Ruben Dalibaltayan, Djordje Stanetti, Kemal Gekić, Pavel Gililov e Klaus Kaufmann.

La prima serie di concerti, dopo la vittoria del Premio Busoni, lo vedrà impegnato in tournée in Italia a febbraio 2018, successivamente in Corea del Sud a maggio 2018, seguita da numerosi concerti in Giappone a giugno, in Germania, Austria, Italia, Francia e Sudamerica nella stagione 2018/2019.

 

PER CONOSCERE IL PIANISTA…

 

“Ivan Krpan – Chamber Ensemble Finals 30/08/2017”:

“Ivan Krpan – Ludwig v. Beethoven – Piano Concerto no. 5”:

“Ivan Krpan – Solo Semifinals 25.08.2017”:

“Ivan Krpan – Solo Finals 27.08.2017”:

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George Pehlivanian…

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Nato a Beirut nel 1964, George Pehlivanian è cresciuto a Los Angeles. Ha studiato direzione d’orchestra con Pierre Boulez e Lorin Maazel nonché con Ferdinand Leitner all’ Accademia Chigiana di Siena, diplomandosi in California e a Bloomington, Indiana; nel 1991 ha vinto il Concorso di direzione d’ orchestra di Besançon.

Direttore ospite principale dell’Orchestra dell’Aia, della Wiener Kammerorchester e del Teatro Lirico di Cagliari, direttore stabile della Deutsche Staatsphilharmonie Rheinland-Pfalz e direttore musicale dell’Orchestra Filarmonica Slovena, ha diretto tra l’altro l’ Orchestra della Radio NDR di Amburgo, i Bamberger Symphoniker, la Royal Scottish National Orchestra di Edimburgo, l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, quella della Radio di Francoforte, la Israel Philharmonic Orchestra, l’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia, la BBC Philharmonic, la London Philharmonic e la Philharmonia Orchestra di Londra, l’Orquesta Nacional de España di Madrid, l’Orchestra Filarmonica della Scala di Milano, l’Orchestre Philharmonique de Radio France di Parigi, l’Orchestra Filarmonica Ceca di Praga, l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, l’Orchestra Filarmonica di Rotterdam, l’Orchestra del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, l’Orchestra Sinfonica della Radio SWR di Stoccarda, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, e poi a Baltimora, Cincinnati, Hong Kong, Houston, Indianapolis, Monte Carlo, Montréal, Mosca, Toronto, Vancouver e Sydney.

È stato ospite dei festival di Aspen, Granada, Le Touquet, Linz (Brucknerfest), Lubiana, Lugano, Merano, Parma, Praga, Ravello, Ravenna, Verona (Settembre in Musica) e Vienna.

Numerose le sue incisioni discografiche per bmg, Virgin Classics, Chandos e studio sm.

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NOTE E ASCOLTI DI PROGRAMMA…

 

“Concerto in la minore per pianoforte e orchestra op. 54 by Robert Schumann (Arthur Rubinstein & Franco Caracciolo, Orchestra Scarlatti della Rai di Napoli (1964)):

“Concerto in la minore per pianoforte e orchestra op. 54 by Robert Schumann (Claudio Arrau):

“Concerto in la minore per pianoforte e orchestra op. 54 by Robert Schumann (Jan Lisiecki, piano; Orchestra of the Academy of Santa Cecilia, Rome; Sir Antonio Pappano, conductor; Live recording. London, Proms 2013):


“Concerto in la minore per pianoforte e orchestra op. 54 by Robert Schumann (Murray Perahia, Bernard Johan Herman Haitink conduct, Royal Concertgebouw Orchestra, 2009):

“Concerto in la minore per pianoforte e orchestra op. 54 by Robert Schumann (Nelson Freire, piano; Rotterdam Philharmonic Orchestra conducted by Claus Peter Flor):


“Concerto in la minore per pianoforte e orchestra op. 54 by Robert Schumann (Evgeny Kissin; London Symphony Orchestra; Colin Davis):

“Concerto in la minore per pianoforte e orchestra op. 54 by Robert Schumann (Martha Argerich, Gewandhausorchester, Riccardo Chailly):

“Concerto in la minore per pianoforte e orchestra op. 54 by Robert Schumann (New York Stadium Symphony Orchestra; Leonard Bernstein, conductor _ 1953):

“Concerto in la minore per pianoforte e orchestra op. 54 by Robert Schumann (New York Philharmonic, Leonard Bernstein _ Studio recording, New York, 1960):

“Concerto in la minore per pianoforte e orchestra op. 54 by Robert Schumann (The Cleveland Orchestra, George Szell _ Studio recording, Cleveland (24.X.1958)):

“Concerto in la minore per pianoforte e orchestra op. 54 by Robert Schumann (Daniel Harding, Mahler Chamber Orchestra, BBC Proms 2013, Royal Albert Hall London):

“Concerto in la minore per pianoforte e orchestra op. 54 by Robert Schumann (Bavarian Radio Symphony Orchestra, (Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks), dir Leonard Bernstein, (live recording 1983)):

“Concerto in la minore per pianoforte e orchestra op. 54 by Robert Schumann (Staatskapelle Dresden; Paavo Järvi, conductor; October 18, 2005 – Semperoper, Dresden):

“Concerto in la minore per pianoforte e orchestra op. 54 by Robert Schumann (Vienna Philharmonic Orchestra; Leonard Bernstein, conductor):

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La Sinfonia n. 4 in Re minore Op. 120 è l’ ultima Sinfonia pubblicata da Robert Schumann.

La composizione di quest’opera iniziò il 30 maggio 1841, immediatamente dopo la sua stessa Si bemolle maggiore Op. 38, e si concluse il 9 ottobre. A differenza della Prima Sinfonia, applauditissima il 31 marzo 1841 a Lipsia, nell’ esecuzione diretta da Mendelssohn, l’ accoglienza tributata alla Sinfonia in re minore il 6 dicembre dello stesso anno, pure al Gewandhaus di Lipsia, sotto la bacchetta di Ferdinand David, fu assai poco calorosa, inducendo l’autore alla

«consapevolezza che le opere scritte con tanta precipitazione abbisognavano di rielaborazioni, specie nell’orchestrazione»,

secondo una lettera alla moglie Clara. Fu così che dopo questa prima esecuzione, Schumann mise da parte le partiture; ci sarebbero voluti ben dodici anni, nonchè altre due sinfonie, perchè Schumann sentisse l’esigenza di riprendere in mano quel lavoro in cui non aveva mai smesso di credere. Lo stimolo prese forma a Düsseldorf, nel 1852, durante il periodo trascorso dal compositore alla direzione della Società corale. Anni difficili, sia sotto il profilo nervoso, sia sotto il profilo professionale.

In realtà la revisione cui Schumann sottopose la Sinfonia in re minore si limitò ad una limatura di certe parti strumentali, specie di fiati, non interferendo affatto nella struttura originaria della composizione, la cui singolarità non risiede tanto nell’ apparente, rapsodico andamento esteriore – a proposito del quale l’autore era stato a lungo incerto se chiamare il lavoro «Sinfonia» o «Symphonische Phantasie» (Fantasia sinfonica) o «Introduzione, Allegro, Romanza, Scherzo e Finale in un solo tempo» – quanto nell’ esemplare organicità dello schema, un esito senza precedenti per Schumann, che pure è stato il teorico della soggettiva liberazione di emozioni e sentimenti in nome della romanticissima esaltazione dell’espressione artistica.

L’ esecuzione della versione rivista, il 3 marzo del 1853 a Düsseldorf, seppe finalmente raccogliere quel consenso che era mancato alla prima presentazione pubblica.

L’autentica novità della Sinfonia in re minore è però di carattere strutturale: lo schema unitario della Quarta cioè non si estrinseca soltanto in una semplice sutura tra i vari tempi, come in parte già era stato realizzato da Beethoven, da Mendelssohn o da Berlioz, ma risulta predeterminato dall’ impiego «di un materiale tematico derivante da un’unica cellula e con l’adozione di una tonalità cioè il re, maggiore o minore, sostanzialmente immutata, salvo l’inizio della Romanza e del Trio», come ha osservato il Young, il quale poi precisa che «nelle prime battute dell’ Introduzione, Schumann ha collocato il nucleo generatore della Sinfonia, facendo derivare dal disegno degli archi sulla quarta corda il tema principale del primo movimento, il soggetto secondario del secondo tempo e, nello Scherzo, il tema del Trio; dal suo rovescio, discende il primo soggetto del secondo movimento, oltre al tema dello Scherzo; da una nota puntata viene dedotto un disegno – presente pure nell’Introduzione – di note puntate, da cui dipendono il soggetto secondario del primo movimento e il tema principale del Finale». 

Gli studi più recenti infine ribadiscono la tesi che il sinfonismo schumanniano è una delle chiavi di volta della creatività orchestrale del XIX secolo, per le influenze suscitate sulle generazioni successive di compositori, da Franck a Bruckner a Mahler ecc., tutti stimolati dall’ anelito di Robert Schumann a rappresentare il mondo dei sentimenti in una forma fantastica e dalla sua lotta per il rinnovamento della musica.

 

“Sinfonia n. 4 in Re minore op. 120” by Robert Schumann (Conductor: Daniel Barenboim, Staatskapelle Berlin):

“Sinfonia n. 4 in Re minore op. 120” by Robert Schumann (New York Philharmonic, Leonard Bernstein – Studio recording, New York, 1960):

“Sinfonia n. 4 in Re minore op. 120” by Robert Schumann (Philharmonia Orchestra – Conductor: Otto Klemperer):

“Sinfonia n. 4 in Re minore op. 120” by Robert Schumann (Wilhelm Furtwängler):

“Sinfonia n. 4 in Re minore op. 120” by Robert Schumann (Vienna Philharmonic Orchestra – Leonard Bernstein, conductor):

“Sinfonia n. 4 in Re minore op. 120” by Robert Schumann (Munich Philharmonic Orchestra – Sergiu Celibidache – Live recording, September 1986):

Sul frontespizio della partitura Schumann indicò che il lavoro consisteva di quattro movimenti: Introduzione, Allegro, Romanza, Scherzo e Finale “in un solo movimento”.

  1. Moderatamente lento, Vivace
  2. Romanza: Moderatamente lento
  3. Scherzo (Vivace), Trio
  4. Lento, Vivace, Più presto

Il materiale tematico della Sinfonia in re minore, nei quattro movimenti che si succedono senza soluzione di continuità, deriva da tre motivi presenti nella lenta introduzione. Dal punto di vista lessicale, Schumann elabora, nei vari episodi della Quarta, tale materiale in modo da sintonizzarlo con l’espressione dei più svariati e contrapposti stati emozionali, trascorrendo dall’inquietudine, intrisa di atmosfere demoniache, dell’ Allegro alla struggente e nostalgica effusione della Romanza, all’ incalzante vitalità dello Scherzo, al clima idilliaco del Trio ed alla trascinante baldanza del Finale: il tutto comunque secondo coordinate di intensificazione espressiva proprie della Romantik.

1. Moderatamente lento, Vivace

L’intero primo movimento si basa sullo sviluppo di una frase tematica esposta nell’Introduzione (Moderatamente lento) da violini secondi, viole e fagotti.

2. Romanza: Moderatamente lento

E invece il discorso si sospende e, come voltando pagina, conduce direttamente in tutt’altro clima espressivo. La parentesi lirica della Romanza è l’altra faccia del mondo poetico di Schumann: quella intima, delicata, tenue.

3. Scherzo (Vivace), Trio

E la corsa riprende, ancora più fremente, nello Scherzo. Anche qui il legame tematico con il primo movimento è evidente: Schumann lavora circolarmente su un materiale monotematico, mostrandocene le metamorfosi e trasformandone il carattere timbrico e ritmico.

4. Lento, Vivace, Più presto

In “pianissimo” attacca in modo inatteso un Lento. Questa nuova “Introduzione”, che riafferma il tratto ciclico della Sinfonia, immette senza soluzione di continuità nel veemente e decisamente liberatorio tripudio del Finale, sempre più incalzante.

Il finale diventa sempre più pressante, dirompente e liberatorio in evidente analogia con quello della quinta sinfonia di Beethoven; ma qui

la luce che squarcia di colpo le nebbie… non scandisce il battere di un destino, addita una meta lontana, all’ infinito.” (Sergio Sablich)

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Written by mara

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