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Al Comunale di Bologna Michele Mariotti Maria Josè Siri Francesco Meli

Si rinunci per moda, per smania di novità, per affettazione di scienza, si rinneghi l’arte nostra, il nostro istinto, quel nostro fare sicuro spontaneo naturale sensibile abbagliante di luce, è assurdo e stupido”, Giuseppe Verdi, da una lettera a Clara Maffei, [20] aprile 1878

Stagione Sinfonica del Teatro Comunale di Bologna 2018

 

Dal palco del Teatro Comunale di Bologna il giovane e brillante direttore Michele Mariotti alla guida dell’ Orchestra del Comunale con il Soprano Maria Josè Siri e il Tenore Francesco Meli per il seguente programma: 

 

Giuseppe Verdi, da I Vespri siciliani, Sinfonia
Giuseppe Verdida Un ballo in maschera, Ecco l’orrido campo
Giuseppe Verdida Un ballo in maschera, Teco io sto…
Giuseppe Verdida Macbeth, Danze

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Gioachino Rossini, da Guillaume Tell, Ouverture

 

QUANDO

Martedì 19 Giugno 2018, ore 20.30

 

DOVE: Teatro Comunale di Bologna
Largo Respighi, 1

40126 Bologna (BO)

 

INTERPRETI:

Michele Mariotti, direttore

Maria Josè Siri, soprano

Francesco Meli, tenore

Orchestra del Teatro Comunale di Bologna

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Platea e palco 1° – 2° ordine al costo di 36,40 € intero; Over 65 e 20,80 € Under 30 anni 15,60 €

Palco 3° e 4° ordine e galleria 1° ordine al costo di 26,00 € intero; Over 65 e 20,80 € Under 30 anni 15,60 €

 

Teatro Comunale di Bologna: Michele Mariotti

 

se non sapete come fare, e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti scrivendo a mara.grisoni@gmail.com o telefonando al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Michele Mariotti…

Michele Mariotti

Pesarese, nato nel 1979, Michele Mariotti dopo aver concluso gli studi umanistici si è diplomato in composizione al conservatorio Rossini di Pesaro e con il massimo dei voti e la lode in direzione d’orchestra presso l’Accademia Musicale Pescarese sotto la guida di Donato Renzetti.

Nel settembre 2005 ha fatto il suo debutto operistico dirigendo Il Barbiere di Siviglia di Rossini.

Tra il 2006 ed il 2008 ha diretto al Festival di Wexford, al Comunale di Bologna, al Comunale di Ferrara, al Regio di Torino, al Carlo Felice di Genova, al Liceo di Barcelona, al Valli di Reggio Emilia, allo Champs Elysées di Parigi dirigendo Juan Diego Florez e Rolando Villazòn, al Festival di Perelada; concerti con l’Orchestra Filarmonica Marchigiana, l’Orchestra del Maggio Musicale Formazione, l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali, l’Orchestra Toscanini e al Festival di Santander.

Ha debuttato in Rigoletto a Lima, ripreso Il Barbiere di Siviglia a Las Palmas di Gran Canaria, debuttato I Puritani a Minorca e Nabucco a Reggio Emilia per il Festival Verdi, ripreso Il Barbiere all’ Opera Royal de Wallonie.

Nel Novembre 2007 ha ottenuto un particolare successo aprendo la stagione 2007/2008 del Comunale di Bologna dirigendo Simon Boccanegra replicato anche al Valli di Reggio Emilia.

Il successo di questa produzione si è tradotto nella nomina a Direttore Principale dell’Orchestra del Comunale di Bologna, dove la sua presenza è prevista nei prossimi anni con diversi concerti e opere.

Ha diretto al Comunale di Bologna I Puritani, La Gazza ladra, Idomeneo, Carmen, La Cenerentola, La Traviata, Il Prigioniero, Le Nozze di Figaro, e diversi Concerti Sinfonici. Ha diretto dei concerti con l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali a Milano, con la Filarmonica Toscanini a Piacenza e Parma, con la Filarmonica di Bologna e al Maggio Musicale Fiorentino.

Al Regio di Torino è tornato con Don Pasquale e Norma, allo Sferisterio di Macerata ha debuttato in La Traviata, il debutto americano é stato a Washington ne Il Barbiere di Siviglia, ha diretto Il Barbiere di Siviglia al Teatro Massimo di Palermo, lo Stabat Mater al Comunale di Firenze, ha ripreso il Nabucco al Festival Verdi di Parma, ha diretto a Los Angeles Il Barbiere di Siviglia, a Bilbao L’Italiana in Algeri, a Dresden La gazza ladra, a Tokio con il Comunale di Bologna I Puritani e Carmen, Il trovatore al Festival Verdi di Parma, La Cenerentola a Valencia, alla Scala ha debuttato con Il Barbiere di Siviglia, al Rossini Opera Festival ha aperto la stagione 2011 con Sigismondo chiudendola con lo Stabat Mater e nel 2012 ha diretto Matilde di Shabran, a Napoli ha diretto La Traviata, al Metropolitan di New York ha debuttato con Carmen e ha poi diretto una nuova produzione di Rigoletto.

Ha diretto il Requiem di Verdi a Mosca e Bologna, Norma, Nabucco, Così fan tutte e Guglielmo Tell a Bologna, Donna del Lago a Londra, Guglielmo Tell a Pesaro, Puritani a Parigi e a New York, Il Barbiere di Siviglia a Chicago e New York.

Ha registrato per la Decca un cd con l’Orchestra e Coro del Comunale di Bologna, con solista Juan Diego Florez ed un altro per la Sony con solista Nino Machaidze.

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Francesco Meli…

Nato nel 1980 a Genova, Francesco Meli ha iniziato lo studio del canto all’età di 17 anni, con Norma Palacios al Conservatorio Niccolò Paganini della sua città. Si è poi a perfezionato con il mezzosoprano Franca Mattiucci, dal 2002 studia con il tenore Vittorio Terranova.

Nel 2002 ha debuttato nel Macbeth di Giuseppe Verdi e come solista nella Petite messe solennelle di Gioachino Rossini e nella Messa di Giacomo Puccini, trasmesse dalla Rai dal Festival dei Due Mondi di Spoleto.

Ha poi cantato, in ruoli da protagonista, nel 2004 Le Chevalier ne I dialoghi delle Carmelitane diretta da Riccardo Muti con Anja Silja per il Teatro alla Scala di Milano al Teatro degli Arcimboldi, Teatro Regio di Torino, Royal Opera House, Opéra National de Lyon, Opernhaus Zürich e Rossini Opera Festival a Pesaro.

Calcando, appunto, con successo i più importanti palcoscenici dei teatri italiani ed europei, ha interpretato a Lisbona Manon Lescaut di Puccini con la regia di Graham Vick, a Bologna L’Elisir d’amore di Donizetti e La Sonnambula di Bellini, nel Circuito Lombardo Il Barbiere di Siviglia di Rossini e L’Elisir d’amore, per il Gran Teatro La Fenice di Venezia Sir Edgardo di Ravenswood in Lucia di Lammermoor di Donizetti con Riccardo Zanellato al Teatro Verdi di Padova nel 2004, a Firenze Così fan tutte di Mozart, nel 2005 per la Scala Cassio nella prima rappresentazione di Otello di Verdi con Leo Nucci e Daniela Dessì agli Arcimboldi, a Zurigo Il Barbiere di Siviglia, al Teatro Filarmonico di Verona Anna Bolena di Donizetti. Ancora a Venezia nel 2005 è Ubaldo in Pia de’ Tolomei con Patrizia Ciofi.

Sempre nel 2005 ha inaugurato le stagioni del Teatro alla Scala come Arbace in Idomeneo di Mozart diretto da Daniel Harding, del Carlo Felice con Don Giovanni di Mozart, del Rossini Opera Festival in una nuova produzione di Bianca e Falliero come Contareno con Daniela Barcellona diretto da Renato Palumbo.

Successivamente a Parigi al Théatre des Champs–Elysées ha interpretato Don Giovanni e poi Falstaff di Verdi, a Valencia Don Giovanni diretto da Maazel, alla Scala le nuove produzioni di Don Giovanni come Don Ottavio nella prima nel 2006 con Carmela Remigio ed Ildebrando D’Arcangelo diretto da Gustavo Dudamel ripreso dalla Rai e Maria Stuarda di Donizetti come Roberto nella prima con Anna Caterina Antonacci e Mariella Devia nel 2008 trasmesso da Rai 5, al Wiener Staatsoper Ferrando in Così fan tutte diretto da Muti con Barbara Frittoli, D’Arcangelo e Natale De Carolis nel 2008, a Tokyo Maometto II di Rossini, al Royal Opera House, Covent Garden di Londra Il Duca di Mantova in Rigoletto di Verdi diretto da Daniel Oren nel 2009, al Metropolitan Opera House di New York Il Duca di Mantova in Rigoletto nel 2010 e a Vienna una nuova produzione di Anna Bolena come Lord Riccardo Percy nel 2011 con Anna Jur’evna Netrebko ed Elīna Garanča.

È stato interprete di recital solistici a Londra, Tokyo, Oslo, Poznan e del Requiem di Verdi sotto la direzione di Gatti, Maazel, Noseda e Temirkanov.

All’Arena di Verona debutta come Conte di Almaviva ne Il barbiere di Siviglia di Rossini del 2007 ripreso nel 2009; ritorna nel 2011 e nel 2013 come Alfredo Germont ne La traviata. Nel 2014 è Riccardo ne Un ballo in maschera con la moglie Serena Gamberoni che apre il 92º Festival.

Nel 2013 e nel 2014 prende parte a due Gala accanto a Plácido Domingo.

Nel 2008 torna a Venezia come Il conte d’Almaviva ne Il barbiere di Siviglia con Bruno de Simone e Roberto Frontali ed al Rossini Opera Festival come Paolo Erisso in Maometto secondo con Michele Pertusi.

A Pesaro nel 2009 canta la Petite messe solennelle con Anna Bonitatibus e nel 2010 tiene un recital.

Al Teatro Regio di Torino nel 2009 è un applauditissimo Ernesto in Don Pasquale con la Gamberoni come Norina e debutta il ruolo di Alfredo ne La traviata diretto da Gianandrea Noseda e ripreso da Loggione, nel 2011 Edgardo in Lucia di Lammermoor diretto da Bruno Campanella e nel 2013 Nemorino ne L’elisir d’amore con Nicola Ulivieri.

Nel 2011 alla Scala è Ein Sänger ne Il cavaliere della rosa con Joyce DiDonato e Gabriele Adorno in Simon Boccanegra a Vienna con Roberto Scandiuzzi e Fiorenza Cedolins diretto da Myung-Whun Chung.

Nel 2012 è Il Duca di Mantova in Rigoletto al Teatro Verdi di Trieste.

Nel 2013 torna al Filarmonico di Verona come Nemorino ne L’elisir d’amore di Donizetti, canta il Requiem (Verdi) al Verbier Festival ed al Teatro Regio di Parma diretto da Daniele Gatti con Pertusi, Alfredo Germont ne La traviata al Royal Opera House di Mascate ed Ernani al Teatro dell’Opera di Roma diretto da Muti.

Al Festival di Salisburgo nel 2013 è Ismaele in Nabucco con Sonia Ganassi nella trasferta del Teatro dell’Opera di Roma diretto da Muti e Carlo VII. in Giovanna d’Arco con la Netrebko e Domingo diretto da Paolo Carignani.

Nel 2014 è Nemorino ne L’elisir d’amore con Bruno Praticò e la Gamberoni al Teatro delle Muse di Ancona ed a Roma diretto da Donato Renzetti, Rinuccio in Gianni Schicchi a Torino diretto da Stefan Anton Reck con Alessandro Corbelli, Il Duca di Mantova in Rigoletto a Vienna, canta il Requiem di Verdi al Teatro Real di Madrid, Don Josè in Carmen (opera) con la Gamberoni al Teatro Carlo Felice di Genova e Gabriele Adorno in Simon Boccanegra a Tokyo nella trasferta dell’Opera di Roma ed a Venezia con Giacomo Prestia e Maria Agresta trasmesso da Rai 5.

Riceve un gran successo nel Trovatore al Festival di Salisburgo – accanto Anna Jur’evna Netrebko, Marie-Nicole Lemieux e Domingo, nella regia brillante di Alvis Hermanis.

Poi è Alfredo Germont ne La traviata con Dmitri Hvorostovsky all’Opéra National de Paris, Jacopo Foscari ne I due Foscari diretto da Antonio Pappano con Domingo e la Agresta a Londra e Tebaldo ne I Capuleti e i Montecchi a Baden-Baden con la Garanča ed Aleksandra Kurzak.

Nel 2015 è Werther a Roma, canta il Requiem di Verdi all’Opera di Firenze diretto da Gatti con la Cedolins, Ernani al Metropolitan diretto da James Levine con Domingo e diretto da Muti a Salisburgo e Ginevra, Don Josè in Carmen alla Scala, Manrico ne Il trovatore con Carmen Giannattasio e Violeta Urmana ad Amsterdam e Carlo VII in Giovanna d’Arco diretto da Riccardo Chailly con la Netrebko nella serata d’inaugurazione della Scala trasmessa in diretta da Rai 5 (vista da 316.000 spettatori).

Nel 2016 è Mario Cavaradossi in Tosca a Genova e Jacopo Foscari nella prima di I due Foscari con Domingo alla Scala trasmessa in diretta da Classica HD.

 

“200 video su Francesco Meli”:

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Maria Josè Siri…

María José Siri è uno dei maggiori soprani di oggi, universalmente elogiata per le sue interpretazioni dei grandi ruoli verdiani, pucciniani e veristi.

Impegni della stagione hanno incluso il ruolo del titolo di Madama Butterfly alla Staatsoper di Vienna, alla Bayerische Staatsoper di Monaco, alla Deutsche Oper di Berlino e alla Staatsoper di Amburgo, un nuovo allestimento di Francesca da Rimini e la Messa per Rossini al Teatro alla Scala, Amelia in Un ballo in maschera al Gran Teatro del Liceo di Barcellona, Leonora nel Trovatore alla Staatsoper di Vienna, Elisabetta di Valois in Don Carlo a Valencia e a Bologna, la Messa da Requiem di Verdi al Teatro Colón di Buenos Aires e un concerto di gala al Théâtre des Champs-Élysées a Parigi.

Nel 2016/2017 María José Siri ha inaugurato la stagione del Teatro alla Scala nel ruolo di Cio-Cio-San in Madama Butterfly diretta da Riccardo Chailly, ha eseguito la Messa da Requiem diretta da Maestro Chailly con il Teatro alla Scala in tournée al Teatro Bol’šoj di Mosca, e successivamente con i Berliner Philharmoniker sotto la direzione musicale di Marek Janowski e all’ Opera di Firenze diretta da Myung-Whun Chung, Manon Lescaut at Teatro Regio di Torino, al Teatro San Carlo di Napoli e al Grand Théâtre di Ginevra, Tosca alla Semperoper di Dresda e alla Deutsche Oper di Berlino, Maddalena di Coigny in Andrea Chénier alla Deutsche Oper di Berlino e al Teatro dell’Opera di Roma, nonché Madama Butterfly al Macerata Opera Festival, Aida all’Arena di Verona e la Messa da Requiem di Verdi al Festival di Santander.

Il soprano uruguaiano ha iniziato gli studi vocali all’ ENAL di Montevideo, perfezionandosi al Conservatorio di Parigi e con Ileana Cotrubas a Nizza e a Vienna.

Maria José Siri ha interpretato i primi ruoli operistici sui palcoscenici della sua nazione e in Argentina, debuttando poi in Europa nel 2008 nel ruolo di Leonora ne Il trovatore in Genova sotto la direzione musicale di Bruno Bartoletti.

Da allora i suoi impegni l’ hanno portata nei teatri e nei festival più prestigiosi a livello internazionale, fra cui il Teatro alla Scala (Aida), lo Staatsoper di Vienna (Tosca e Maddalena in Andrea Chénier), il Liceu di Barcellona (Mimi ne La bohème), lo Staatsoper di Berlino (Tatiana in Evgenij Onegin e Tosca), la Deutsche Oper di Berlino (Tosca), La Monnaie di Bruxelles (Amelia in Un ballo in maschera), il New National Theatre Tokyo (Tosca e Andrea Chénier), il Palau de les Arts di Valencia (Manon Lescaut, Aida), la ABAO Bilbao (Elisabeth de Valois in Don Carlos), il Teatro Comunale di Bologna (Leonora ne Il trovatore, Amelia in Un ballo in maschera e Odabella in Attila), il Teatro Regio di Torino (Tosca, Maddalena in Andrea Chénier, Amelia in Simon Boccanegra, Desdemona in Otello), il Teatro San Carlo di Napoli (Mimì ne La bohème and Suor Angelica), il Maggio Musicale Fiorentino (Aida), il Teatro La Fenice di Venezia (Il trovatore), la Monte-Carlo Opera (Nedda in Pagliacci), la Staatsoper di Amburgo (Aida), la Semperoper di Dresda (La bohème), the Mikhailovsky Theatre di San Pietroburgo (Rachel ne La Juive), il Festival di Bregenz (Aida e Andrea Chénier), il Macerata Opera Festival (Norma) e l’Arena di Verona (Aida, Donna Elvira in Don Giovanni).

María José Siri ha lavorato con direttori d’orchestra quali Daniel Barenboim, Zubin Mehta, Marek Janowski, Andrea Battistoni, Gianandrea Noseda, Renato Palumbo, Donato Renzetti, Plácido Domingo, Pinchas Steinberg, e Michele Mariotti. Tra i registi con cui ha collaborato citiamo Franco Zeffirelli, Ferzan Ozpetek, Keith Warner, Graham Vick, e Alex Ollé (La fura dels Baus).

È stata premiata nella categoria Miglior Soprano agli Oscar della Lirica 2017.

 

“112 video su Maria Josè Siri”:

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

I vespri siciliani (titolo originale: Les vêpres siciliennes) è un’opera lirica in francese di Giuseppe Verdi su libretto di Eugène Scribe e Charles Duveyrier. Debutta all’ Opéra di Parigi il 13 giugno 1855.

Scribe propone a Verdi un soggetto che aveva già precedentemente sottoposto all’ attenzione di Gaetano Donizetti per Le duc d’Albe , un grand opéra in conformità con la tradizione del teatro francese, rimasto incompiuto. Il Maestro avrebbe potuto modificare il libretto nelle parti che non gli fossero piaciute e la cosa soddisfa Verdi, fin quando però non viene a conoscenza del fatto che l’opera era contemporaneamente stata terminata da Matteo Salvi e rappresentata a Roma. Un inganno quindi da parte del librettista nei confronti dell’ignaro Verdi che insorge contro Scribe, ma ormai il danno è fatto. Altro fatto increscioso che lo porta a chiedere l’annullamento del contratto, cosa che naturalmente non gli viene concessa, è un rifiuto della primadonna Sofia Cruvelli. Nonostante tutti questi contrattempi, l’opera va in scena il 13 giugno 1855 ed è tra le manifestazioni che fanno parte della Grande Esposizione di Parigi.

Tradotta in italiano da Arnaldo Fusinato, Les Vêpres siciliennes vengono rappresentati anche in molti teatri italiani, con titoli modificati rispetto alla traduzione causa la censura: per la stagione 1856 al Teatro Ducale di Parma e alla Scala di Milano, diventano Giovanna de Guzman, nel 1858 a Napoli Batilde di Turenna. Nel 1860, con l’unità d’Italia, Ricordi può stampare il libretto de I Vespri siciliani con la loro titolazione autentica.

 

“Overture dai vespri siciliani” by Giuseppe Verdi (Sinopoli, 1984):


“Overture dai vespri siciliani” by Giuseppe Verdi (Zubin Mehta – Maggio Musicale Fiorentino and the orchestra of Teatro dell’Opera di Roma):


“Overture dai vespri siciliani” by Giuseppe Verdi (Abbado Palermo):

Il compositore Hector Berlioz scrisse, dopo la prima rappresentazione, un articolo sul “Journal des débats”, nel quale si legge tra l’altro:

Bisogna convenire che ne “I Vespri Siciliani” l’intensità penetrante dell’espressione melodica, la varietà sontuosa della strumentazione, l’ampiezza, la poetica sonorità dei pezzi d’insieme, il caldo colorito che si vede brillare dappertutto e questa forza appassionata, ma lenta a manifestarsi, che forma uno dei tratti caratteristici del genio di Verdi, danno all’intero lavoro un’impronta di grandezza, una sorta di maestà sovrana più marcata che nelle produzioni teatrali precedenti dell’autore“.

Nell’ouverture, ampio capolavoro di irruenza e cantabilità, si ritrovano la tenerezza e la determinazione delle prime esperienze del “Risorgimento” italiano.

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“da Un ballo in maschera, Ecco l’orrido campo” by Giuseppe Verdi (Birgit Nilsson):

“da Un ballo in maschera, Ecco l’orrido campo” by Giuseppe Verdi (Verrett):

“da Un ballo in maschera, Ecco l’orrido campo” by Giuseppe Verdi (Mirella Freni):

“da Un ballo in maschera, Ecco l’orrido campo” by Giuseppe Verdi (Renata Tebaldi):

“da Un ballo in maschera, Ecco l’orrido campo” by Giuseppe Verdi (Maria Callas):

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“da Un ballo in maschera, Teco io sto…” by Giuseppe Verdi (Placido Domingo – Aida Meneghelli):

“da Un ballo in maschera, Teco io sto…” by Giuseppe Verdi (Franco Corelli – Régine Crespin):

“da Un ballo in maschera, Teco io sto…” by Giuseppe Verdi (Björling/Milanov):

“da Un ballo in maschera, Teco io sto…” by Giuseppe Verdi (Pavarotti – Lechner – Abbado – 1986):

“da Un ballo in maschera, Teco io sto…” by Giuseppe Verdi (Maria Callas & Giuseppe di Stefano):

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“Cinque mesi impiegai a comporre il Guglielmo Tell, e mi parve assai. Lo scrissi in campagna al Petit-Bourg nella villa dell’amico Aguado. Vi si faceva vita assai gaia: io avevo preso una gran passione per la pesca alla lenza e perciò mandavo avanti il mio lavoro con poca regolarità. Ricordo di aver abbozzato la scena della congiura una mattina, stando seduto sulla riva dello stagno, in attesa che il pesce abboccasse all’amo. Ad un tratto mi accorsi che la canna da pesca era sparita, trascinata da un grosso carpione, mentre ero tutto infervorato ad occuparmi di Arnoldo e Gessler

 

Con l’ opera Guglielmo Tell nasce quello sarà definito il genere francese del Grand Opéra. Il libretto è tratto dall’ omonima tragedia in cui Friedrich Schiller narra dell’eroe svizzero che guida il suo popolo verso la libertà. Il Guglielmo Tell di Rossini va in scena per la prima volta al Teatro de l’ Opéra di Parigi il 3 agosto 1829, in Italia, nella traduzione di Calisto Bassi, l’opera viene rappresentata a Lucca il 17 settembre 1831 .

L’ampia ouverture, che spesso viene eseguita come pezzo a sé stante, si suddivide in quattro sezioni nelle quali Rossini esprime in sintesi gli “affetti” fondamentali dell’opera: il dolore, amoroso o patriottico che sia; il potere consolatorio della natura, ma anche potere violento, impetuoso quando i suoi elementi rivelano l’ira a lungo repressa; la coscienza del riscatto, della vittoria cui conduce l’atto eroico.

 

Guglielmo Tell, Ouverture” by Gioacchino Rossini (Berliner Philharmoniker – Herbert von Karajan, conducting):

Guglielmo Tell, Ouverture” by Gioacchino Rossini (Leonard Bernstein – New York Philharmonic Orchestra):

Guglielmo Tell, Ouverture” by Gioacchino Rossini (Fritz Reiner, the Chicago Symphony Orchestra ):


Guglielmo Tell, Ouverture” by Gioacchino Rossini (London Philharmonic, Alfred Scholz):

Guglielmo Tell, Ouverture” by Gioacchino Rossini (New York Philharmonic conducted by Leonard Bernstein):

L’ inizio, un breve Andante, si basa su una delicata, struggente melodia affidata ai violoncelli; l’atmosfera intima rievoca la calma bucolica di una giornata sui monti della Svizzera. Nel successivo Allegro sentiamo avvicinarsi il temporale; il tremolo degli archi simula le prime raffiche di vento e le note dei legni segnano il cadere delle prime gocce di pioggia. Questo episodio viene ripetuto più volte poi, sottolineato dal rullo dei timpani, il temporale scoppia fragorosamente in un crescendo suonato da tutta l’orchestra in fortissimo. Le sonorità si smorzano e, quasi impercettibile, il flauto conduce verso l’Andante che propone la melodia del “Ranz des Vaches” come espressione della serenità ritrovata dopo la tempesta. Flauto e corno inglese, accompagnati dal pizzicato degli archi e degli accordi dei legni, ricamano arabeschi. In questa atmosfera quasi d’incanto irrompe, improvvisa, la fanfara aperta dalle trombe e sviluppata da tutta l’orchestra che, in un crescendo trascinante, chiude l’ouverture.

CURIOSITÀ

Da notare che il finale dell’opera, è stato usato per molti anni dalla RAI come sigla d’apertura delle trasmissioni televisive, mentre l’Allegro finale dell’ouverture è stato inserito nella colonna sonora del film Arancia Meccanica di Stanley Kubrick.

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Written by mara

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