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Al LAC di Lugano James Gaffigan Gil Shaham per Lugano Musica 16 febbraio

Uno dei fondamentali violinisti di oggi“, New York Times

Lugano Musica al LAC, Stagione 2019 – 2020

Al LAC di Lugano James Gaffigan Gil Shaham per Lugano Musica 16 febbraio. Questo concerto accosta la scrittura novecentesca di Ligeti a quella di Sibelius. Cardine del bellissimo programma, diretto da James Gaffigan, è il Concerto per violino di Mendelssohn eseguito da Gil Shaham, uno degli interpreti più rilevanti del nostro tempo.

Gyorgy Ligeti, Concerto Romanesc

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Felix Mendelssohn Bartholdy, Concerto per violino e orchestra in mi minore, op. 64

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Jean Sibelius, Sinfonia n. 2 in re maggiore, op. 43

QUANDO

Domenica 16 Febbraio 2020, ore 17.00

DOVE: LAC – Sala Teatro
Piazza Bernardino Luini, 6
6900 LUGANO (CH)

INTERPRETI:

Gil Shaham, violino

James Gaffigan, direttore

Luzerner Sinfonieorchester

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

1° categoria Prezzo normale al costo di CHF 132,00; ridotto AVS/ AI al costo di CHF 121,00; ridotto Studenti/apprend. al costo di CHF 66,00

2° categoria Prezzo normale al costo di CHF 99,00; ridotto AVS/AI al costo di CHF 88,00; ridotto Studenti/apprend. al costo di CHF 49,00

3° categoria Prezzo normale al costo di CHF 71,50; ridotto AVS/AI al costo di CHF 60,50; ridotto Studenti/apprend. al costo di CHF 35,00

4° categoria Prezzo normale al costo di CHF 49,50; ridotto AVS/AI al costo di CHF 38,50; ridotto Studenti/apprend. al costo di CHF 19,80

5° categoria Prezzo normale al costo di CHF 27,50; ridotto AVS/AI al costo di CHF 22,00; ridotto Studenti/apprend. al costo di CHF 13,20

Al LAC di Lugano James Gaffigan Gil Shaham per Lugano Musica 16 febbraio

oppure se non sapete come fare, e se volete, potete rivolgervi anche all’ Associazione MaNi per informazioni su acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

Gil Shaham

Artslife480-GilShaham-Credit-LukeRatray

Gil Shaham, nato a Champaign-Urbana, in Illinois, nel 1971 e cresciuto in Israele, ha iniziato a sette anni lo studio del violino con borse di studio della American-Israel Cultural Foundation.

Nel 1982, dopo aver vinto il concorso Claremont in Israele, prosegue gli studi con Dorothy DeLay con una borsa di studio della Juilliard School di New York.

Sin dal debutto nel 1981 a Gerusalemme, è ospite applaudito delle maggiori orchestre statunitensi e canadesi a New York e Los Angeles Philharmonic, Israel Philharmonic, Boston Symphony, Chicago, Philadelphia, Cleveland, Toronto; in Europa è invitato dai Berliner Philharmoniker, dall’ Orchestre de Paris, Orchestre National de France, Bayerischer Rundfunk, Staatskapelle Dresden e Filarmonica della Scala; nel mondo, oltre alle numerose esecuzioni in Israele, ha suonato con la NHK di Tokyo e in tournées in Giappone.

Da quando si è imposto al pubblico londinese sostituendo Itzhak Perlman con un solo giorno di preavviso nel 1989, è artista beniamino della London Symphony, Philharmonia e Royal Philharmonic.

Il suo vasto repertorio spazia dai classici con orchestra da camera (le Quattro Stagioni di Vivaldi eseguite e registrate con Orpheus) ai grandi concerti romantici, al Novecento meno consueto, con i concerti di Korngold e Barber.

Nel 1990 ha vinto il premio “Avery Fisher Career Grant” e nell’ agosto 1992 gli è stato assegnato il Premio dell’ Accademia Chigiana, un riconoscimento assegnato in passato a Gidon Kremer, Shlomo Mintz, Anne Sophie Mutter, Andrei Gavrilov e Jewgenij Kissin.

Suona lo Stradivari “Comtesse de Polignac” del 1699 che gli è stato offerto in prestito, nel 1989, dalla Stradivari Society of Chicago.

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NOTE E ASCOLTI DI PROGRAMMA…

Il Concert Românesc di György Ligeti, scritto nel 1951, venne provata una sola volta a Budapest e poi vietata per via di alcuni passaggi nell’ ultimo movimento ritenuti troppo modernisti, tutto il contrario di ciò che allora si richiedeva ai compositori.

Con i suoi temi popolari e i suoi quattro movimenti contrastanti che si alternano senza pause tra di loro è uno di quei lavori che meglio testimoniano della prima fase creativa di Ligeti, quella legata alla lezione di Bartók e Kodály.

Una volta stroncato dalla censura, il Concert Românesc rimase chiuso in un cassetto finché non venne ripescato nel 1971. Oggi, questa brillante opera giovanile si sta guadagnando un posto nel repertorio ligetiano a fianco degli ultimi concerti per strumento.

“Concert Românesc by György Ligeti (os Ageles Philharmonic & Esa-Pekka Salonen):

I quattro movimenti di questo concerto per orchestra sono eseguiti senza sosta ma si dividono in due sezioni distinte di due movimenti ciascuno. Ogni sezione è costituita da una melodia lenta.

Violoncello e clarinetti aprirono il primo movimento con una lirica introduzione pastorale; ritmi di danza irrompono in all’inizio del secondo movimento Allegro vivace.

E’ nel terzo movimento che si trovano accenni dello stile maturo di Ligeti. 

Il quarto movimento inizia con fanfare di tromba. I temi di un assolo di violino temi vengono successivamente ripresi dall’ orchestra. Questi temi iniziano a sovrapporsi contrappuntisticamente (ancora una volta, una caratteristica dello stile tardi Ligeti).

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Nel luglio 1838 Mendelssohn scriveva all’ amico violinista Ferdinand David: «Vorrei proprio scrivervi un Concerto per violino per il prossimo inverno, ne ho in testa uno in mi bemolle, il cui inizio non mi lascia un minuto di pace». Ma dovette passare un anno prima che il compositore facesse di nuovo allusione alla sua proposta, e solo come risposta ad un nuovo invito di David: «È molto gentile da parte vostra reclamare da me il Concerto», scrisse nell’agosto 1839, «e io ho il più vivo desiderio di scrivervene uno, ma il compito non è semplice. Voi lo vorreste brillante, e come credete che uno come me lo possa! Il primo assolo deve essere tutto nella tonalità di mi».

Il Concerto per violino e orchestra op. 64 è l’ultima composizione per solista e orchestra sinfonica di Felix Mendelssohn Bartholdy ed è uno tra i più famosi concerti per violino e orchestra di tutti i tempi.

Il concerto venne commissionato a Mendelssohn dal famoso violinista Ferdinand David (il musicista, primo violino dell’ Orchestra del Gewandhaus, durante la lunga gestazione del lavoro (1838-44) dette più volte consigli al compositore per quanto riguardava la stesura della parte solistica).

Venne eseguito per la prima volta dal Gewandhaus di Lipsia il 13 marzo 1845 dallo stesso David sotto la direzione del direttore danese Niels Gade in quanto Mendelssohn, in cattive condizioni di salute, non poté presenziare all’esecuzione. Successivamente, il 23 ottobre dello stesso anno, il concerto venne replicato, sempre dal violinista David, ma questa volta sotto la direzione dell’ autore, ottenendo un enorme successo.

Il 27 giugno 1846 il concerto fu eseguito a Londra, presso la Società Filarmonica. Mendelssohn stesso scelse quale interprete il violinista italiano Camillo Sivori, cui fece dono, a seguito di quella esecuzione, della parte di violino autografa, esprimendogli in una dedica la propria soddisfazione e gratitudine:

à Mr. Camillo Sivori avec bien des remerciements

Venne poi ancora eseguito il 3 ottobre 1847 dal giovane violinista ungherese Joseph Joachim, pupillo di Mendelssohn, che era divenuto famoso per l’ esecuzione del concerto per violino in re maggiore di Beethoven tenuto a Londra il 27 maggio 1844.

“Concerto per violino e orchestra in Mi minore op.64” by Felix Mendelssohn (Isaac Stern: violin – Philadelphia Orchestra – Eugene Ormandy: conductor – 1958):

“Concerto per violino e orchestra in Mi minore op.64” by Felix Mendelssohn (Yehudi Menuhin , violin. Antal Dorati, conducting Hollywood Symphony Orchestra – Recorded at Charlie Chaplin Studios, Hollywood, 1947):

“Concerto per violino e orchestra in Mi minore op.64” by Felix Mendelssohn (Heifetz / Cantelli – 1954, New York Philharmonic Orchestra):


“Concerto per violino e orchestra in Mi minore op.64” by Felix Mendelssohn (Mintz/Israel Symphony/Zubin Mehta):

“Concerto per violino e orchestra in Mi minore op.64” by Felix Mendelssohn (Anne Sophie-Mutter, violin – Kurt Masur, conductor – Gewandhausorchester Leipzig):

“Concerto per violino e orchestra in Mi minore op.64” by Felix Mendelssohn (Janine Jansen with the BBC Symphony Orchestra at the BBC Proms):

“Concerto per violino e orchestra in Mi minore op.64” by Felix Mendelssohn (Hilary Hahn – Conductor: Paavo Jarvi – Frankfurt Radio Symphony Orchestra; 11th,Jun,2012. Korean Art Centre Concert Hall, Seoul Korea):

“Concerto per violino e orchestra in Mi minore op.64” by Felix Mendelssohn (Julia Fischer, violin – Myung-Whun Chung, conductor – Orchestre Philharmonique de Radio France – Festival de Saint-Denis):

“Concerto per violino e orchestra in Mi minore op.64” by Felix Mendelssohn (Ray Chen with the Gothenburg Symphony Orchestra and Maestro Kent Nagano – Live concert on 28th February, 2015):

“Concerto per violino e orchestra in Mi minore op.64” by Felix Mendelssohn (Renaud Capuçon, violin – Jaap van Zweden, conductor – Verbier Festival Orchestra):

Si ritiene che Mendelssohn sia stato un compositore neoclassico. Se questa affermazione può essere vera per diverse sue opere, certamente non può essere applicata a questo concerto pregnante di romanticismo, e praticamente nuovo nel suo genere, dove prevale la poesia e il virtuosismo del finale non è fine a sé stesso ma comunque strettamente collegato al discorso espressivo.

La maniera con la quale Mendelssohn rinunciò alla tradizionale esposizione orchestrale, facendo iniziare il concerto dal solista, fu un fatto nuovo per l’epoca in cui venne composto.

L’ intero concerto segna una svolta nel campo dei concerti per violino, anche perché i tre movimenti sono collegati fra loro, ed è perciò il capostipite di un nuovo genere, il concerto romantico. Allo stesso modo del concerto per violino di Beethoven, questo concerto di Mendelssohn è un capolavoro, anche se di un genere completamente differente, tanto che molti interpreti ne hanno fatto uno dei loro pezzi preferiti.

La sua esecuzione dura fra 25 e 30 minuti, ed il concerto è composto da tre movimenti:

  1. Allegro molto appassionato (circa 13 minuti)
  2. Andante (circa 8 minuti)
  3. Allegretto non troppoAllegro molto vivace (circa 6 minuti)

Nel primo movimento, il contrasto fra il primo tema e l’ immediato secondo tema, che si presentano entrambi come una sorta di canzone vibrante di fervore (appassionato), ed il terzo sognante tema (tranquillo), produce una sensazione di grande romanticismo. Altra novità: la cadenza del solista precede la riesposizione, al centro invece che nella coda. In questo modo l’ ascoltatore ha la sensazione di perdere l’orientamento. La ripresa con il riascolto del tema di corale precede la coda brillante che si conclude con una nota tenuta del primo fagotto che permette di collegare questo movimento direttamente all’ Andante.

Il secondo movimento, un andante tripartito, è una tipica «romanza senza parole» di profondo lirismo. Questo “sipario” che dal mi minore conduce al do maggiore rievoca paesaggi beethoveniani. La grazia del tema è decisamente sentimentale e intimistica e offre all’esecutore la possibilità di sfoggiare arcate, legati e note tenute. I corni e l’orchestra introducono la sezione centrale che vira verso un tono più drammatico fino alla riesposizione del Lied che conclude in pianissimo il movimento.

Nel terzo movimento è caratterizzato da tratti folleggianti, capricciosi e pittoreschi che ricordano il Sogno di una notte di mezza estate; l’ Allegro molto vivace in mi maggiore è preceduto da una frase recitativa di poche battute con funzione di collegamento, in realtà più emotivo che strutturale, nella quale riappare in forma variata il tema dell’ Allegro molto appassionato.

Quest’opera, assieme ai concerti di Mozart, Beethoven, Bach, Bruch, Paganini, Brahms, Sibelius, Bartók, Berg, Čajkovskij, Dvořák, Elgar, Prokofiev e Šostakovič è oggi considerata una delle più belle pagine della letteratura per violino e orchestra.

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La sinfonia n. 2 in re maggiore (op. 43) di Jean Sibelius è stata composta tra il 1900 e il 1902. La seconda è la più popolare tra le sinfonie di Sibelius ed è quella maggiormente eseguita e registrata.

La composizione è iniziata durante la permanenza del compositore a Rapallo nel 1900, viaggio finanziato dal barone Axel Carpelan, ed è poi proseguita al suo ritorno in Finlandia.

La prima esecuzione, diretta dal compositore stesso, è stata fatta dall’ Orchestra filarmonica di Helsinki l’ 8 marzo 1902.

Dopo la prima, Sibelius ha apportato alcune modifiche all’opera, e la versione definitiva è stata eseguita per la prima volta il 10 novembre 1903 a Stoccolma, diretta da Armas Järnefelt.

L’orchestrazione è migliore rispetto a quella della prima sinfonia, la forma è più matura e la violenza nordica è sostituita da un tocco più classico e luminosamente mediterraneo. La sinfonia contiene belle melodie di carattere eroico e unisce squarci di luminosità classicheggiante con il carattere e i sentimenti propri del romanticismo.

La composizione si sviluppa organicamente da un motivo ascendente di tre note proposto in apertura il quale, dopo essere riapparso sotto varie forme in tutta l’opera, costituendo la base di molto del materiale tematico impiegato, forma il tema drammatico del finale. Sibelius affermava di ammirare la severità dello stile della sinfonia e la profonda coerenza logica dei motivi.

In merito all’origine dei temi impiegati nella sinfonia, si sa che Sibelius ha improvvisato uno dei temi del finale a Ruovesi, nel 1899, in occasione del battesimo di un figlio del pittore Akseli Gallen-Kallela.

Sull’ origine dei temi impiegati nel primo movimento, Karl Fredrik Wasenius, editore della casa Bis, afferma che Sibelius li avrebbe improvvisati nel suo studio, in occasione di un incontro con una giovane musicista (che allora aveva solo sette anni), Irene Eneri, della quale l’editore volle sottoporgli il talento. Suonando una composizione di costei, un Capriccio Orientale, il compositore iniziò ad improvvisare, affermando di

aver trovato ciò che attendeva da settimane

I temi dell’ andante invece sono stati abbozzati da Sibelius durante la sua permanenza a Rapallo, nel febbraio del 1901: nelle sue bozze uno è associato alla figura di Cristo, uno all’ incontro tra Don Giovanni (il protagonista dell’ omonima opera mozartiana) e la morte. Ma la sinfonia è stata completata dopo oltre un anno di lavoro, e in questo arco di tempo tali intenti programmatici sono stati messi da parte.

Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 43 by J. Sibelius (Pittsburgh Symphony Orchestra – Lorin Maazel, musical director (1984~1988) – Recording in Heinz Hall, Pittsburgh, September, 16 & 17):

Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 43 by J. Sibelius (Leonard Bernstein, Wiener Philharmoniker):

Movimenti

La sinfonia è strutturata in quattro movimenti.

I. Allegretto

Allegretto – Poco allegro – Tranquillo, ma poco a poco ravvivando il tempo all’allegro – Poco largamente – Tempo I – Poco allegro

Caratteristiche in questo Allegretto iniziale le larghe distese melodiche dei fiati che poi sfociano in uno scherzo vivace e brillante, dove si respira aria del folclore finnico di intonazione pastorale.

Il primo movimento comincia con un tema saltellante dei legni in tonalità d’impianto su accordi ribattuti degli archi. Il primo accordo, con il frammento ascendente di tre note, costituisce il motivo portante di tutta la composizione, analogamente al ruolo svolto dall’introduzione dei clarinetti nella prima sinfonia. Segue un’alternanza fra i fiati e i corni, e gli studiosi faticano ad identificare chiaramente un secondo tema come lo si aspetterebbe nella forma sonata. Nello sviluppo il tema iniziale, terminante con una quinta discendente, ritorna sotto varie sembianze, in maniera più drammatica. L’elaborazione di questo sviluppo è molto lunga, al punto che costituisce, in contrasto alle regole classiche, la gran parte del primo movimento. Nella ripresa il materiale musicale viene efficacemente sintetizzato. Dopo momenti di carattere più scuro, il movimento si conclude con lo stesso carattere idilliaco dell’inizio.

II. Tempo andante

Tempo andante, ma rubato – Poco allegro – Molto largamente – Andante sostenuto – Andante con moto ed energico – Allegro – Poco largamente – Molto largamente – Andante sostenuto – Andante con moto ed energico – Andante – Pesante

L’ Andante inizia con una lunga sezione di pizzicati dei violoncelli e dei contrabbassi. Il primo tema, quello che era stato concepito come la morte nel castello di Don Giovanni, viene proposto dal fagotto e si sviluppa in un contesto di ansietà crescente. In contrasto vi è il tema associato alla figura del Cristo, molto più celestiale e rassicurante. I due temi si alternano trasformandosi vicendevolmente, con giri complessi di tonalità, come l’episodio in sol bemolle maggiore, quasi a riflettere la lotta fra morte e redenzione, benché la sinfonia non abbia intento programmatico. Poco a poco il melodico secondo tema prende il sopravvento e diventa il protagonista. Il movimento si conclude con due pizzicati.

III. Vivacissimo

Vivacissimo – Lento e soave – Tempo primo – Lento e soave – (attacca)

Il Vivacissimo (uno scherzo) è impetuoso, analogamente a quello della sinfonia che lo precede. Il suo primo tema è vorticoso, affidato ai violini; ad esso si contrappone subito il flauto che propone un tema secondo tema più cantabile anche se comunque ritmico, accompagnato da figurazioni molto vivaci degli archi. Il tempo rallenta arrivando al trio, che inizia con otto struggenti ripetizioni della stessa nota da parte del primo oboe, figurazione che ritorna più volte nelle misure seguenti, e porta ad una grande affermazione della stessa. Lo scherzo si ripete. Si ripete anche il trio, ma in forma abbreviata; da qui si genera un passo mosso e il solito motivo ascendente di tre note funge infine da ponte per l’attacco senza fermata del finale.

IV. Finale: Allegro moderato

Finale: Allegro moderato – Moderato assai – Meno moderato e poco a poco ravvivando il tempo – Tempo I – Largamente e pesante – Poco largamente – Molto largamente

Anche nel finale ritorna il tema iniziale di tre note ascendenti, in tonalità d’impianto, ma in questo caso la replica è affidata non più ai legni, bensì alle trombe. Segue il vero primo tema, affidato a tutti i violini, espansivo, cantabile, solenne. La sua elaborazione porta al secondo tema. Il motivo introdotto dagli oboi è stato scritto da Sibelius in memoria di Elli Järnefelt, sorella di sua moglie, morta suicida. Il tema si espande poco a poco su tutta l’orchestra (quasi – sebbene assai alla lontana – come un lungo crescendo rossiniano) assume un tono maestoso e porta di nuovo agli squilli di trombe che introducono la ripresa del primo tema. Regolarmente e brevemente si ritorna al secondo tema e al suo crescendo. Che però introduce la sezione finale, sorretta vigorosamente dagli archi, con ampi squilli degli ottoni. A detta del musicologo Erkki Salmenhaara, studioso della musica di Sibelius, un particolare effetto viene ottenuto quando il motivo ascendente di tre note raggiunge finalmente, per la prima volta nella sinfonia, la quarta nota. Con questo clima solare e luminoso la sinfonia si conclude positivamente.

Accoglienza

In Finlandia la popolarità della sinfonia è legata al sentimento nazionalista che viene percepito nella stessa. Il primo e l’ultimo movimento, con il loro eroismo, il loro ottimismo ed il grandioso finale hanno toccato il pubblico finlandese, che vi leggeva un messaggio patriottico per l’indipendenza della Finlandia (l’opera è stata composta nel periodo dell’invasione russa), tanto da farla conoscere come Sinfonia della liberazione, affermando la fama di Sibelius quale compositore nazionale finlandese.

Sibelius è l’unico compositore finlandese che abbia avuto una enorme risonanza internazionale, anche se la sua arte è legata profondamente alla letteratura e alla storia del suo paese.

La sinfonia ha riscosso grande successo anche fuori dalla Finlandia. Il direttore finlandese George Schnéevoight associò un programma di argomento patriottico ai movimenti: il primo ritrarrebbe la vita pastorale della Finlandia, il secondo la brutalità dell’occupazione straniera, il terzo l’oppressione dello spirito patriottico e il quarto la speranza gloriosa per la liberazione dalla tirannia.

Registrazioni

La prima registrazione è stata incisa da Robert Kajanus con la London Symphony Orchestra, per la casa discografica HMV, nel maggio 1930.

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Written by mara

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