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Al LAC di Lugano Rudolf Buchbinder per Lugano Musica 21 Ottobre

«Lo studio è una condizione imprescindibile per l’esistenza di un pianista. L’esercizio quotidiano è un compagno di viaggio dell’intera vita del pianista. Tuttavia essere artista presuppone un salto di qualità, entrare nel vivo della musica, comprendere i compositori, confrontarsi con ciò che hanno scritto, eventualmente fino a trasfigurarlo.», Rudolf Buchbinder

Lugano Musica al LAC, Stagione 2019 – 2020

 

Al LAC di Lugano Rudolf Buchbinder per Lugano Musica 21 Ottobre. “Buchbinder dà grande importanza allo studio approfondito delle partiture. Possiede più di 18 edizioni complete delle Sonate di Beethoven ed una vasta collezione di Prime Edizioni e documenti originali“. Il pianista Rudolf Buchbinder, proporrà il seguente programma:

 

Ludwig van Beethoven, Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in do maggiore, op. 15

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Franz Schubert, Sinfonia n. 9 in do maggiore, D. 944 La grande

 

QUANDO

Lunedì 21 Ottobre 2019, ore 20.30

 

DOVE: LAC – Sala Teatro
Piazza Bernardino Luini, 6
6900 LUGANO (CH)

 

INTERPRETI:

Pianista, Rudolf Buchbinder

Direttore, Andris Nelsons Gewandhauskapellmeister

Gewandhausorchester Leipzig

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

1° categoria Prezzo normale al costo di CHF 132,00; ridotto AVS/ AI al costo di CHF 121,00; ridotto Studenti/apprend. al costo di CHF 66,00

2° categoria Prezzo normale al costo di CHF 99,00; ridotto AVS/AI al costo di CHF 88,00; ridotto Studenti/apprend. al costo di CHF 49,00

3° categoria Prezzo normale al costo di CHF 71,50; ridotto AVS/AI al costo di CHF 60,50; ridotto Studenti/apprend. al costo di CHF 35,00

4° categoria Prezzo normale al costo di CHF 49,50; ridotto AVS/AI al costo di CHF 38,50; ridotto Studenti/apprend. al costo di CHF 19,80

5° categoria Prezzo normale al costo di CHF 27,50; ridotto AVS/AI al costo di CHF 22,00; ridotto Studenti/apprend. al costo di CHF 13,20

 

Al LAC di Lugano Rudolf Buchbinder per Lugano Musica 21 Ottobre

 

oppure se non sapete come fare, e se volete, potete rivolgervi anche all’ Associazione MaNi per informazioni su acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Rudolf Buchbinder

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Rudolf Buchbinder è sicuramente uno dei più importanti pianisti della scena internazionale. Enfant prodige, viene ammesso a soli cinque anni (il più giovane allievo di tutti i tempi) alla Musikhochschule di Vienna. 

La grande qualità delle sue esecuzioni nasce dallo studio meticoloso delle fonti musicali. Possiede 35 edizioni complete di sonate di Beethoven e ha una vasta collezione di spartiti autografi, prime edizioni e documenti originali. Inoltre possiede copie delle partiture autografe e le parti di entrambi i concerti per pianoforte di Brahms.

Più di 100 registrazioni documentano la portata e la varietà del suo repertorio. Da segnalare l’ integrale delle opere di Haydn per pianoforte, che ha suscitato grande entusiasmo e gli è valsa il Grand Prix du Disque, così come “Waltzing Strauss“, un CD con trascrizioni per pianoforte. Il suo repertorio molto vasto comprende anche composizioni del XX secolo.

“Essere un artista significa per me innanzitutto essere un interprete. Non metto certo in secondo piano il versante tecnico: senza quello non esisterebbe l’ interpretazione.
Lo studio è una condizione imprescindibile per l’ esistenza di un pianista. L’ esercizio quotidiano è un compagno di viaggio dell’ intera vita del pianista. Tuttavia essere artista presuppone un salto di qualità, entrare nel vivo della musica, comprendere i compositori, confrontarsi con ciò che hanno scritto, eventualmente fino a trasfigurarlo.”

Oggi Buchbinder preferisce registrazioni dal vivo, una preferenza che lo ha visto protagonista di un CD con i concerti per pianoforte di Brahms (Royal Concertgebouw Orchestra / Nikolaus Harnoncourt) e di due film dove interpretata i sei concerti di Mozart sia come pianista che come direttore della Vienna Philharmonic al Vienna Festwochen del 2006. Un’ altra registrazione dal vivo dei due concerti per pianoforte di Brahms, uscita nel 2010, è stata effettuata con la Israel Philharmonic e Zubin Mehta.

Nel maggio 2011, Rudolf Buchbinder ha eseguito in veste di pianista e direttore d’ orchestra i cinque concerti per pianoforte di Beethoven al Musikverein di Vienna, con la Filarmonica di Vienna, registrati su DVD e Blu-ray. Nel novembre del 2012, Rudolf Buchbinder ha presentato una registrazione dal vivo dei concerti di Mozart con Concentus Musicus Wien e Nikolaus Harnoncourt.

L’ interpretazione del “Nuovo Testamento” del repertorio pianistico è stato uno dei capisaldi del repertorio di Rudolf Buchbinder. Egli continua ad essere un punto di riferimento per l’ interpretazione del ciclo delle 32 Sonate di Ludwig van Beethoven che ha tenuto in più di 40 città, tra cui Vienna, Monaco, Zurigo, San Pietroburgo, Buenos Aires, Pechino e Milano.

Per tutta la stagione 2010/11 ha mantenuto una collaborazione particolarmente stretta con la Staatskapelle di Dresda, come primo artista in residence. Il suo ciclo di sonate per pianoforte di Beethoven eseguito alla Semperoper di Dresda è stato registrato dal vivo e uscito a maggio 2011 in un cofanetto Sony / RCA Red Seal.

Nel 2012 ha vinto il prestigioso premio Echo Klassik come “Strumentista dell’ anno”.

Rudolf Buchbinder è il fondatore e direttore artistico del Grafenegg Music Festival nei pressi di Vienna, che ha rapidamente guadagnato prestigio tra i festival più importanti d’ Europa sin dalla sua fondazione nel 2007.
Nella sua biografia “Da Capo” (che comprende una introduzione del critico musicale tedesco Joachim Kaiser), Rudolf Buchbinder offre interessanti approfondimenti della sua vita e della sua carriera.

Sito personale: http://www.buchbinder.net/

 

“198 video su Rudolf Buchbinder”:

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NOTE DI PROGRAMMA E ASCOLTI…

 

“Sinfonia n. 9 in do maggiore D 944 (La Grande)” by Franz Schubert (Solti & Wiener Philharmoniker):

“Sinfonia n. 9 in do maggiore D 944 (La Grande)” by Franz Schubert (Philharmonia Orchestra & Otto Klemperer):


“Sinfonia n. 9 in do maggiore D 944 (La Grande)” by Franz Schubert (Berliner Philharmoniker & Wilhelm Furtwängler):

“Sinfonia n. 9 in do maggiore D 944 (La Grande)” by Franz Schubert (Staatskapelle Dresden & Wolfgang Sawallisch):

“Sinfonia n. 9 in do maggiore D 944 (La Grande)” by Franz Schubert (Chamber Orchestra of Europe, & Claudio Abbado):


“Sinfonia n. 9 in do maggiore D 944 (La Grande)” by Franz Schubert (Vienna Philharmonic Orchestra & Riccardo Muti):


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Il concerto per pianoforte e orchestra n. 1 di Ludwig van Beethoven venne composto principalmente tra il 1796 e il 1798 e pubblicato soltanto nel marzo del 1801 dall’editore viennese Mollo. Fu in quell’occasione che ricevette il suo numero d’opera, cioè l’op. 15, così come il Concerto n. 2 in si bemolle maggiore ebbe il numero d’opera 19, sequenze che però in realtà invertivano il reale ordine cronologico di composizione. Era stato infatti scritto per primo il Concerto in si bemolle in una versione risalente già al 1794-95, e tale stesura era stata in parte abbozzata da circa un decennio, sin dal 1785; in questa versione il Concerto in si bemolle fu eseguito il 29 marzo 1795 e replicato in un’accademia di Haydn il 18 dicembre dello stesso anno, ma poi andò perduto. Solo successivamente fu composto il Concerto in do maggiore, dai primi abbozzi del 1795 sino alla stesura completa, quella del 1798. Il Concerto in si bemolle fu quindi riproposto in una seconda versione, quella «ufficiale» giunta fino a noi e messa alle stampe da Hoffmeister & Kühnel a Lipsia nel 1801.

Beethoven dedicò il concerto ad una sua giovane allieva, Anna Luisa Barbara von Keglevich, detta ‘Babette’, a cui aveva da poco fatto dono anche della Sonata in mi bemolle maggiore per pianoforte, op. 7, composta nel 1797.

Il manoscritto originale è conservato nella Deutsche Staatsbibliothek di Berlino. Per quanto non lo si possa affermare con certezza, è però molto probabile che Beethoven nel suo soggiorno a Praga del 1798 abbia eseguito per la prima volta, oltre al Concerto in si bemolle maggiore nella sua seconda redazione, anche questo in do maggiore, i cui abbozzi, del 1795-96, sono di poco posteriori a quelli della prima redazione dell’altro. Che il Concerto in do maggiore, pubblicato per primo sia tuttavia stato compiuto dopo quello in si bemolle risulta, come si è già visto, da una lettera di Beethoven alla casa editrice Breitkopf e Härtel. 

Nonostante la numerazione, fu in realtà il terzo concerto scritto da Beethoven: sono antecedenti un mai pubblicato concerto in Mi bemolle maggiore, composto all’ età di quattordici anni, e il secondo concerto per pianoforte e orchestra, scritto diversi anni prima ma pubblicato solo successivamente.

Il primo concerto fu anche eseguito durante il debutto viennese di Beethoven del 2 aprile 1800 al Burgtheater.

 

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in in do maggiore Op.15” by Ludwig van Beethoven (Rudolf Serkin, piano – Bavarian Radio Symphony Orchestra – Rafael Kubelik, cond., rec. 1977):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in in do maggiore Op.15” by Ludwig van Beethoven (Emil Gilels Piano – The Cleveland Orchestra – George Szell Conductor, Rec.: 1968, Cleveland):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in in do maggiore Op.15” by Ludwig van Beethoven (Radu Lupu, 1979 – Zubin Mehta, Israel Phil):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in in do maggiore Op.15” by Ludwig van Beethoven (Krystian ZIMERMAN & WIENER PHILHARMONIKER):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in in do maggiore Op.15” by Ludwig van Beethoven (Krystian Zimerman, piano – Wiener Philharmoniker – Leonard Bernstein, conductor):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in in do maggiore Op.15” by Ludwig van Beethoven (Sviatoslav Richter – Boston Symphony Orchestra & Charles Munch – Studio recording, Boston, 2-3.XI.1960):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in in do maggiore Op.15” by Ludwig van Beethoven (Maurizio Pollini – Wiener Philharmoniker – Conductor Eugen Jochum, Recording in Wien, Musikverein, Grosser Saal, 11/1982):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in in do maggiore Op.15” by Ludwig van Beethoven (Murray Perahia, piano – London Symphony Orchestra & Georg Solti):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in in do maggiore Op.15” by Ludwig van Beethoven (Leonard Bernstein, pianist and conductor with the Vienna Philharmonic):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in in do maggiore Op.15” by Ludwig van Beethoven (Performer: Evgeny Kissin – Orchestra: London Symphony Orchestra – Conductor: Colin Davis, Recorded: 2008):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in in do maggiore Op.15” by Ludwig van Beethoven (Daniel Barenboim, soloist and conductor – Staatskapelle Berlin):

Nei concerti di Beethoven ritroviamo l’abitudine – tipicamente mozartiana – di enunciare il materiale tematico in modo incompleto nell’ Esposizione orchestrale, oltre alla scelta di inserire una netta cesura prima dell’ entrata del solista (Riesposizione) presentando poi segmenti motivici anche del tutto nuovi; ha tratti ancora mozartiani il fatto di far emergere nella Ripresa elementi ricavati sia dall’ Esposizione orchestrale che dalla Riesposizione solistica.

Il concerto è strutturato in tre movimenti:

  1. Allegro con brio
  2. Largo
  3. Rondò: Allegro scherzando

Nell’ Allegro con brio i due temi passano al solista dopo un’ampia presentazione dell’orchestra. Tra esposizione, sviluppo e ripresa, l’ Allegro rimane il movimento più lungo e strutturalmente più corposo del Concerto; la cadenza finale è ampia ed importante all’interno del movimento, tant’è che Beethoven ne scrisse ben tre tra il 1807 ed il 1809 forse dedicate all’arciduca Rodolfo d’Austria.

Per questo movimento Beethoven ci ha lasciato due cadenze complete (posteriori però di diversi anni: 1807-1809) non dissimili nel contenuto ma assai diverse per dimensioni: agile e snella l’una, smisurata l’altra e forse ingombrante in relazione alle dimensioni del concerto.

Il Largo centrale è nella tonalità di la bemolle maggiore. Il tema è ben giocato tra gli strumenti ed il solista; l’orchestra sostiene ed accompagna questo dialogo, questo scambio di piccole frasi.

Conclude il Concerto un Rondò seguito da un Allegro scherzando. Il Rondò è una forma che all’epoca attirava la fantasia creativa di Beethoven, tant’è che lo troviamo anche nell’op. 19 e nell’op. 37, si ipotizza che nel Concerto in do il Rondò possa essere stato aggiunto successivamente a sostituzione di un altro movimento ora perduto. Colpisce la forte caratterizzazione del tema nell’andatura briosa che dà modo al pianista di fare sfoggio della sua abilità virtuosistica.

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Written by mara

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