in , , ,

Al LAC di Lugano Truls Mørk per Lugano Musica 30 Maggio

«Vi concederò il mio lavoro solo se mi prometterete che nessuno – compreso il mio amico Wihan – inserirà qualsiasi alterazione senza la mia conoscenza ed il mio permesso, e non devono esserci cadenze come quelle che Wihan ha inserito nell’ ultimo movimento, e che la sua forma rimarrà come io l’ho concepita», Dvořák

Lugano Musica al LAC, Stagione 2017 – 2018

 

La seconda presenza a LuganoMusica dell’Orchestra della Svizzera Italiana ha una guida ospite illustre, David Zinman, il direttore americano, allievo del leggendario Pierre Monteux, molto noto agli appassionati per aver animato e profondamente segnato l’attività dell’Orchestra della Tonhalle di Zurigo. Lo testimoniano durante il ventennio (1995-2014) in cui Zinman è stato direttore musicale tante registrazioni discografiche (le integrali di Beethoven e Mahler) e gli innovativi incontri musicali di “Tonhalle Late”. Nel concerto del 30 maggio Zinman affronta con il violoncellista norvegese Truls Mørk il concerto forse più bello scritto per violoncello e orchestra nell’ Ottocento, quello in si minore di Dvořák. Così idiomatico e grandioso da spingere l’ammirato collega Johannes Brahms a rimpiangere di non averne scritto uno simile. 

 

Antonín Dvořák, Concerto per violoncello e orchestra in si minore, op. 104

… … …

Ludwig van Beethoven, Sinfonia n. 7 in la maggiore, op. 92

 

QUANDO

Mercoledì 30 Maggio 2018, ore 20.30

 

DOVE: LAC – Sala Teatro
Piazza Bernardino Luini, 6

6900 LUGANO (CH)

 

INTERPRETI:

David Zinman, direttore

Truls Mørk, violoncello

Orchestra della Svizzera italiana

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

1° categoria Prezzo normale al costo di CHF 99,00; ridotto AVS/ AI al costo di CHF 93,50

2° categoria Prezzo normale al costo di CHF 77,00; ridotto AVS/AI al costo di CHF 71,50

3° categoria Prezzo normale al costo di CHF 60,50; ridotto AVS/AI al costo di CHF 55,00

4° categoria Prezzo normale al costo di CHF 44,00; ridotto AVS/AI al costo di CHF 38,50; ridotto Studenti/apprend. al costo di CHF 19,80

5° categoria Prezzo normale al costo di CHF 27,50; ridotto AVS/AI al costo di CHF 22,00; ridotto Studenti/apprend. al costo di CHF 13,20

 

Lugano Musica: Truls Mørk

 

se non sapete come fare e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

… … …

PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Truls Mørk…

Le esecuzioni di Truls Mørk, che combinano la forte intensità, l’integrità e la grazia, lo hanno collocato tra i più grandi violoncellisti del nostro tempo.

Mørk si esibisce con le orchestre più prestigiose, tra cui Orchestre de Paris, Berliner Philharmoniker, Wiener Philharmoniker, Royal Concertgebouw Orchestra, Münchner Philharmoniker, Philharmonia e London Philharmonic Orchestra e la Gewandhausorchester di Lipsia. In Nord America ha suonato con la Filarmonica di New York, le orchestre di Philadelphia, Cleveland, Boston Symphony e Los Angeles Philharmonic. Con direttori quali Mariss Jansons, David Zinman, Manfred Honeck, Esa-Pekka Salonen, Gustavo Dudamel, Sir Simon Rattle, Kent Nagano, Yannick Nézet-Séguin e Christoph Eschenbach, tra gli altri.

Nella stagione 2016/17 Truls Mørk è Artist-in-Residence con la Gothenburg Symphony sia per concerti che in progetti di musica da camera. Tiene recital nelle più importanti sale e festival di tutto il mondo – è stato uno dei protagonisti del Piatigorsky International Festival a Los Angeles nel 2016 e torna al Festival di Verbier nel 2017.

Un grande sostenitore della musica contemporanea, Truls Mørk ha suonato più di 30 prime esecuzioni. Tra queste, Towards the Horizon di Rautavaara con la BBC Symphony Orchestra / John Storgårds, il Concerto per violoncello di Pavel Haas con i Wiener Philharmoniker / Jonathan Nott, il Concerto di Krzysztof Penderecki per tre violoncelli con la NHK Symphony Orchestra / Charles Dutoit e il Concerto per violoncello di Haflidi Hallgrimsson, co-commissionato dalla Oslo Philharmonic, l’Iceland Symphony e la Scottish Chamber Orchestra.

Truls Mørk ha registrato molti dei grandi concerti per violoncello per le etichette Virgin Classics, EMI, Deutsche Grammophon, Ondine, Arte Nova e Chandos, molti dei quali hanno vinto premi internazionali, tra cui Gramophone, Grammy, Midem ed ECHO Klassik. Tra questi il Concerto di Dvořák (Mariss Jansons / Filarmonica di Oslo), Cello Symphony di Britten e il Concerto di Elgar (Sir Simon Rattle / CBSO), Concerto di Miaskovsky e Sinfonia Concertante di Prokofiev (Paavo Järvi / CBSO), Dutilleux (Myung-Whun Chung / Orchestre Philharmonique de Radio Francia), CPE Bach (Bernard Labadie / Les Violons du Roy), Concerti di Haydn (Iona Brown / Norwegian Chamber Orchestra), Towards the Horizon di Rautavaara (John Storgårds / Helsinki Philharmonic Orchestra), così come le Suite di Bach e di Britten. Le sue più recenti incisioni sono: i Concerti di Shostakovich con l’Oslo Philharmonic Orchestra / Vasily Petrenko, opere per violoncello e orchestra di Massenet con l’Orchestre de la Suisse Romande / Neeme Järvi e i Concerti di Saint-Saens insieme alla Orchestra Filarmonica di Bergen / Neeme Järvi.

Allievo del padre, Truls Mørk ha proseguito i suoi studi con Frans Helmerson, Heinrich Schiff e Natalia Schakowskaya.

All’inizio della sua carriera ha vinto numerosi concorsi come il Tchaikovsky Competition di Mosca (1982), Cassado Cello Competition di Firenze (1983), il Premio Unesco al concorso European Radio-Union a Bratislava (1983) e il Concorso Naumberg a New York (1986).

 

“Truls Mørk:

… … …

ASCOLTI E NOTE DI PROGRAMMA…

 

ASCOLTA QUI “Concerto per violoncello e orchestra op. 104” by Antonin Dvořàk (Mischa Maisky):

ASCOLTA QUI “Concerto per violoncello e orchestra op. 104” by Antonin Dvořàk (Jacqueline du Pré):

ASCOLTA QUI “Concerto per violoncello e orchestra op. 104” by Antonin Dvořàk (Pierre Fournier):

ASCOLTA QUI “Concerto per violoncello e orchestra op. 104” by Antonin Dvořàk (Mstislav Rostropovich):

ASCOLTA QUI “Concerto per violoncello e orchestra op. 104” by Antonin Dvořàk (Leonard Rose):


ASCOLTA QUI “Concerto per violoncello e orchestra op. 104” by Antonin Dvořàk (Gautier Capuçon):


ASCOLTA QUI “Concerto per violoncello e orchestra op. 104” by Antonin Dvořàk (Steven Isserlis):

… … …

«Una delle mie opere migliori», L. van Beethoven

 

La settima sinfonia di Ludwig van Beethoven in La maggiore op. 92 fu composta fra il 1811 e 1812 contemporanea alle musiche di scena per “Le rovine di Atene” e “Re Stefano” di Kotzebue; fra il compimento delle Sinfonie quinta e sesta “Pastorale” e quello della settima passarono circa quattro anni, durante i quali Beethoven compose fra l’altro i due Trii op. 70, il Trio op. 97, la Sonata per pianoforte op. 78 e quella op. 81a (detta L’adieu, l’absence et le retour), il Quartetto op. 74 e quello op. 95, il Quinto Concerto per pianoforte e orchestra, le musiche di scena per la tragedia Egmont di Goethe.

Tra il 1809 e l’inizio della composizione della nuova sinfonia, Beethoven aveva portato a termine il Concerto per pianoforte n. 5, l’ultimo, (1809), le musiche per l’Egmont di Goethe completate intorno al 1810, il Quartetto in fa minore op. 95, dello stesso anno.

La scrittura della Sinfonia n. 7 iniziò a Teplitz, una città termale in Boemia dove Beethoven seguiva una cura nel 1811, sperando recuperare ivi il suo udito. La prima esecuzione, organizzata da Malzel (l’ inventore del metronomo e di cento altri congegni d’orologeria musicale e affini), ebbe luogo l’8 dicembre del 1813 nella sala grande dell’ Università di Vienna in una serata a beneficio dei soldati austriaci e bavaresi feriti nella battaglia di Hanau dell’ottobre precedente (dato lo scopo patriottico, i migliori strumentisti allora presenti a Vienna vollero far parte dell’orchestra, che era diretta dall’autore): il concerto comprendeva anche due Marce di Dussek e di Pleyel e, dello stesso Beethoven, la Sinfonia “a programma” La battaglia di Vittoria, scritta per celebrare la vittoria di Wellington contro i francesi. Già da quella prima esecuzione, il secondo movimento della Settima, il celebre Allegretto, ottenne un successo strepitoso e se ne dovette dare il bis, circostanza che poi si sarebbe ripetuta in tutte le frequenti esecuzioni dell’opera ancora vivo Beethoven.

Con la Settima Sinfonia in la maggiore è l’idea di armonia, di «gioia», che conquista Beethoven. Dopo gli impeti bellicosi della Quinta l’uomo pare raggiungere una nuova compiuta consapevolezza nei riguardi dell’universo, quasi una presa di coscienza nel senso di una rinnovata e ideale sintonia di fronte alle sue leggi eterne.

 

Sinfonia n. 7 in La maggiore op. 92 by Ludwig van Beethoven (London Symphony Orchestra & Karl Böhm – Live recording, Salzburg, 10.VIII.1977):

Sinfonia n. 7 in La maggiore op. 92 by Ludwig van Beethoven (Carlos Kleiber, 1976):

Sinfonia n. 7 in La maggiore op. 92 by Ludwig van Beethoven (Riccardo Chailly):

Sinfonia n. 7 in La maggiore op. 92 by Ludwig van Beethoven (The Cleveland Orchestra & George Szell – Studio recording, Cleveland):

Sinfonia n. 7 in La maggiore op. 92 by Ludwig van Beethoven (Berliner Philharmoniker & Wilhelm Furtwängler – Live recording, Berlin, 31.X.1943):

Sinfonia n. 7 in La maggiore op. 92 by Ludwig van Beethoven (Royal Concertgebouw Orchestra & Iván Fischer – Het Concertgebouw Amsterdam, 9 & 10 January 2014):


Sinfonia n. 7 in La maggiore op. 92” by Ludwig van Beethoven (West-Eastern Divan Orchestra & Daniel Barenboim, director desde el Royal Albert Hall de Londres (BBC Proms 2012)):

Richard Wagner in L’opera d’arte dell’avvenire così descrisse questa sinfonia:

«Una deliziosa esuberanza della gioia che ci trascina con bacchica onnipotenza attraverso tutti gli spazi della natura, attraverso tutti i fiumi e mari della vita, sempre giubilando e con la perfetta coscienza del terreno sul quale ci inoltriamo al ritmo audace di questa umana danza celeste. La sinfonia è l’apoteosi della danza: è la danza nella sua suprema essenza, la più beata attuazione del movimento del corpo quasi idealmente concentrato nei suoni. Beethoven nelle sue opere ha portato nella musica il corpo, attuando la fusione tra corpo e mente.»

Che la danza ed il ritmo penetrino in ogni settore della composizione è del tutto vero; il ritmo ne diviene categoria generatrice: dà forma ad incisi ed idee, innerva e vivifica la melodia, trasforma plasticamente i temi. Ma anche accelera i cambi armonici, concentra o disperde i motivi tra le varie fasce timbriche, sostiene e sospinge vigorosamente le dinamiche in espansione.

La settima sinfonia dura trentotto minuti circa ed è composta da quattro movimenti, di cui il ritmo è l’elemento generatore.

I Movimento – Poco sostenuto

Il Poco sostenuto introduttivo si richiama alle ultime Sinfonie di Haydn, alla K. 543 di Mozart, alle Sinfonie n. 1, 2 e 4 dello stesso Beethoven. Questa introduzione è la più lunga che Beethoven abbia mai composto, e che possiede una sua forma ben definita, non ha tono di improvvisazione.

La poetica del gioco è un altro elemento costante e ricorrente. Nella Ripresa, ad esempio, dopo che il primo motivo è tornato regolarmente, interviene una significativa variante: al culmine del crescendo c’è un repentino cedimento con fermata su corona, sospensione e risoluzione evitata; ma il tema non si è dileguato, semplicemente riappare del tutto trasformato e filtrato in una luce serena e leggiadra. Si tratta solo di un esempio dell’arte della variazione che, costantemente, affiora da queste pagine beethoveniane.

II Movimento – Allegretto

Il movimento, in forma ternaria, è aperto e chiuso da un accordo in la minore. Il contrasto violento di colore è un invito a voltar pagina, a passare ad altro, senza il quale non sarebbe stato possibile cogliere con la stessa immediatezza il cambio di temperie emotiva. Un tema fioco e sommesso è esposto nel registro grave dagli archi. Passa ai violini secondi, mentre gli si sovrappone un tenue controcanto di viole e di violoncelli. Quando sale ai violini primi e secondi è una linea ancora triste, ma limpida e trasparente. Infine si estende al tutti compatto in un vibrante fortissimo. Da misterioso qual era, il tema è ora divenuto un solenne canto di preghiera.

La parte centrale è una parentesi tranquilla e disimpegnata. Vede i fiati dialogare serenamente in ameni scambi e giochi d’eco e lascia presto il posto alla Ripresa della prima sezione. Qui il tema iniziale si ripresenta già diversamente rispetto alla prima sezione in un sordo pizzicato ai bassi, mentre il controcanto risuona ai fiati ed i violini realizzano cesellate figure in arpeggiato. Tuttavia si presagisce che qualcosa ancora deve cambiare: l’armonia, infatti, ancorata ad un lungo pedale di tonica, si fa increspata nell’insistito ritmare al basso, cosa che induce ad un diffuso senso di inquietudine. Beethoven rivela la sua spiccata vocazione teatrale e decide di produrre tensione all’interno dei gruppi strumentali: si apre cosi uno splendido fugato sul tema iniziale (il cui controsoggetto è la variazione del controcanto) che via via viene notevolmente esteso ed amplificato.

III Movimento – Presto

L’irruzione del Presto rinnova il vitalismo del primo movimento. Beethoven ricorre qui ad un uso massiccio della ripetizione: può interessare incisi o singoli frammenti, così come diramarsi alle strutture portanti ed influenzare la grande forma. Già il tema di apertura, scattante e brioso, è costruito sul principio di iterazione ritmico-melodica. Ma anche il meccanismo di elaborazione tecnica che il materiale subisce poco dopo, l’imitazione, è pure una forma particolare di ripetizione, così come la riproposta del tema principale alla coppia oboe-flauto e la sua amplificazione all’intero organico.

È il momento più danzante della sinfonia; qui l’accelerazione ritmica riprende il sopravvento. Il Presto si conclude ogni volta su una nota, un La, che resta tenuto e immobile per tutta la durata del Trio; accorgimento, come ha notato l’orecchio finissimo di Fedele d’Amico, «che finisce col costringerci a guardare il Trio, per così dire, dal punto di vista del Presto»; in altre parole, quel La tenuto non disperde l’energia ritmica ma la trattiene e la prepara a una nuova corsa.

IV Movimento – Allegro con brio

Il finale, Allegro con brio, il cui tema principale Beethoven aveva già usato nella trascrizione di un canto popolare irlandese, riassume e porta a conclusione tutti quegli aspetti trascinanti, bacchici, messi in luce da Wagner: «Con una danza agreste ungherese [Beethovenj invitò al ballo la natura; chi mai potesse vederla danzare crederebbe di vedere materializzarsi di fronte ai suoi occhi un nuovo pianeta in un immenso movimento a vortice».

… … …

 

 

Alcune foto inserite sono state scaricate da Internet e ritenute di pubblico dominio in assenza di specifiche indicazioni in merito. Preghiamo quindi, qualora i soggetti o gli Autori (riconosciuti tali) fossero contrari alla pubblicazione, di segnalarlo all’ indirizzo mara.grisoni@gmail.com, provvederemo alla rimozione delle immagini o alla segnalazione dell’ Autore.

Written by mara

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

A La Verdi Roberto Cominati Jader Bignamini per Bernstein e Gershwin

Al Teatro Comunale di Bologna DON CARLO di Verdi Giugno 2018