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Al Maggio Musicale Fiorentino Daniele Gatti per Prokofiev 26 giugno

“Mi è sembrato giusto dare ai Teutoni non la musica della loro epoca, ma quella che noi immaginiamo oggi. Partendo dallo stesso principio ho lavorato sulla canzone russa, facendola ascoltare nella sua forma attuale, non come era settecento anni fa”

alexander-nevsky-main-reviewAleksandr Nevskij (film)

Maggio Musicale Fiorentino, Stagione 2018 – 2019

 

Il Direttore Daniele Gatti alla guida dell’ Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino, per il seguente programma:

 

Arthur Honegger, Symphonie Liturgique H. 186

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Sergej Prokof’ev, Aleksandr Nevskij, Cantata op. 78

 

QUANDO

Mercoledì 26 Giugno 2019, ore 20.00

 

DOVE: Teatro del Maggio Musicale Fiorentino
Piazzale Vittorio Gui, 1
50144 Firenze (FI)

 

INTERPRETI:

Direttore, Daniele Gatti

Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Platea 1 al costo di € 100,00

Platea 2 al costo di € 80,00

Platea 3 al costo di € 60,00

Platea 4 al costo di € 45,00

Palchi al costo di € 35,00

Galleria al costo di € 25,00

Visibilità Limitata al costo di 10,00

Solo ascolto al costo di 5,00

 

Maggio Musicale Fiorentino: Daniele Gatti

 

se non sapete come fare e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e consegna dei biglietti scrivendo a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Daniele Gatti…

Daniele Gatti 551547BADG

Daniele Gatti, nato a Milano il 6 novembre del 1961, si è diplomato presso il Conservatorio di Musica “G. Verdi” di Milano in direzione d’orchestra e composizione e dirige al Teatro Donizetti di Bergamo nel 1987 Werther e nel 1988 Linda di Chamounix. Debutta al Teatro alla Scala di Milano dirigendo la prima rappresentazione di L’occasione fa il ladro con Luciana Serra, William Matteuzzi e Gloria Banditelli nel dicembre del 1988.

Per il Teatro La Fenice di Venezia nel 1989 dirige Rosamunde di Franz Schubert ed un concerto con Margaret Price e nel 1990 un concerto con Mario Brunello al Teatro Toniolo di Mestre ed al Teatro Rossini di Venezia.

Ancora alla Scala nel 1989 dirige un concerto e nel 1990 un concerto con Natalie Dessay ed Eva Mei con musiche di Mozart e nel 1993 dirige la prima di Tancredi con la Devia.

Al Rossini Opera Festival nel 1989 dirige Bianca e Falliero con Chris Merritt, nel 1991 Tancredi (opera) con Lucia Valentini Terrani e Mariella Devia e nel 1993 Armida di Rossini con Renée Fleming.

Nel 1990 dirige la prima assoluta a Milano di Les barricades mysterieuses di Luca Francesconi.

All’ Opera di Chicago nel 1991 dirige Madama Butterfly con Catherine Malfitano, nel 1992 Un ballo in maschera con Kristján Jóhannsson, nel 1995 Simon Boccanegra con Kiri Te Kanawa e nel 1996 Don Carlo con Dolora Zajick, Carol Vaness e Samuel Ramey.

Al Royal Opera House, Covent Garden debutta nel 1992 dirigendo I puritani con Dmitrij Chvorostovskij e June Anderson e poi I Capuleti e i Montecchi con Anne Sofie von Otter, nel 1994 Un ballo in maschera e Turandot, nel 1995 I due Foscari ed Aida, nel 1996 Giovanna d’Arco (opera), nel 1997 Rigoletto con Ramón Vargas, nel 2001 Otello e nel 2012 Falstaff con Ana María Martínez e Marie-Nicole Lemieux. Fino ad oggi Gatti ha diretto sessantatré rappresentazioni londinesi.

Dal 1992 al 1997 è direttore dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

Nel corso della sua carriera debutta in teatri prestigiosi come il Metropolitan Opera House di New York nel 1994 con Madama Butterfly e la Staatsoper Unter den Linden di Berlino in diverse produzioni operistiche.

Contemporaneamente dirige Messe e Concerti sinfonici in giro per il mondo e dal 1997 al 2007 è stato direttore musicale del Teatro Comunale di Bologna dirigendo l’Armida e Il viaggio a Reims di Rossini, Wozzeck di Alban Berg, The Rake’s Progress di Igor Stravinskij, Don Giovanni di Mozart e L’olandese volante (opera) nel 2000, oltre ad altre opere di repertorio romantico.

Nel 1997 incide la Quinta Sinfonia di Gustav Mahler con la Royal Philharmonic Orchestra.

Alla Staatsoper di Vienna debutta nel 2002 dirigendo Simon Boccanegra con Ferruccio Furlanetto.

Nel 2002 gli viene conferita la Medaglia ai benemeriti della cultura e dell’arte.

Nel 2003 a Santa Cecilia dirige Wozzeck di Berg per la regia di Daniele Abbado. Sempre a Santa Cecilia, nel 2005, ha ricevuto il Premio Franco Abbiati della Critica Musicale Italiana. Al Teatro comunale Luciano Pavarotti nel 2003 dirige Un ballo in maschera ed un concerto con la Royal Philharmonic Orchestra e nel 2004 un concerto con l’Orchestra Giovanile Italiana.

Al Festival di Salisburgo nel 2005 dirige due concerti con i Wiener Philharmoniker e Karita Mattila.

Ancora a Vienna nel 2005 dirige Falstaff, nel 2006 Moses und Aron ed Otello e nel 2007 Boris Godunov con Ferruccio Furlanetto.

Nuovamente alla Scala nel 2006 dirige un concerto con la Filarmonica della Scala e sette concerti nel 2007.

Nel 2006 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi gli ha conferito l’onorificenza di Grande ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana.

Nel corso della sua carriera è stato Chefdirigent della Opernhaus Zürich dal 2009 al 2012, Music Director della Royal Philharmonic Orchestra di Londra (1996-2009), Principal Guest Conductor della The Orchestra of the Royal Opera House di Londra (1994-1997).

Nel 2005 dirige Il barbiere di Siviglia a Pesaro, nel 2007 affronta la prima di Lohengrin alla Scala con Waltraud Meier, mentre nel 2008 debutta al Bayreuther Festspiele con Parsifal (opera) per la regia di Stephan Herheim, produzione che sarà ripresa per altri tre anni.

Dal 2008 è Directeur Musical della Orchestre national de France; sempre nel 2008 per la Scala dirige la prima di Wozzeck, la Sinfonia n. 6 (Mahler), un concerto con musiche di Beethoven, tre concerti con la Filarmonica e la serata inaugurale con il Don Carlos di Giuseppe Verdi con Ferruccio Furlanetto, Fiorenza Cedolins e la Zajick trasmesso da Rai 5 e nel 2009 il concerto della trasferta scaligera al Teatro NHK di Tokyo ed è al Metropolitan Opera per dirigere Aida con la Zajick.

Dal 2009 è Conductor Laureate della Royal Philharmonic Orchestra. Ha inoltre collaborato con le orchestre: Wiener Philharmoniker, Orchestra reale del Concertgebouw, Orchester der Bayreuther Festspiele, Mahler Chamber Orchestra, Orchestra del Teatro alla Scala, Philadelphia Orchestra, Münchner Philharmoniker, Orchester der Wiener Staatsoper, The Metropolitan Opera Orchestra, Boston Symphony Orchestra, Staatskapelle Dresden, Bayerisches Staatsorchester, Filarmonica della Scala e Philharmonia Orchestra.

Nel 2010 e nel 2011 è impegnato in tournée per celebrare i 150 anni dalla nascita e i 100 anni dalla morte di Gustav Mahler dirigendo molte sinfonie con orchestre diverse: tra i successi maggiori si ricordano la Quinta e la Nona Sinfonia con i Wiener Philharmoniker. Sempre nel 2010 fa il suo debutto operistico al Grosses Festspielhaus di Salisburgo nell’ Elektra di Richard Strauss.

Nel 2011 dirige il Fidelio a Monaco alla guida della Bayerisches Staatsorchester nella produzione di Calixto Bieito, per poi riprenderlo a Zurigo per la regia di Katharina Thalbach. Nel corso di quell’ anno è protagonista all’ Opernhaus di Zurigo per dirigere OtelloFalstaff e Parsifal.

Nel 2012 dirige a Zurigo Die Meistersinger von Nürnberg di Wagner e Mathis der Maler di Hindemith, mentre a Parigi dirige Parsifal in forma di concerto con la Orchestre national de France. Ad Agosto trionfa al Grosses Festspielhaus di Salisburgo con La bohème di Puccini con la Diva Anna Netrebko come protagonista e con Piotr Beczala. Poi comincia un tour a Salisburgo, Lucerna, Dresda, Francoforte, Stresa, Bolzano e Londra insieme alla Gustav Mahler Jugendorchester per dirigere il Violinkonzert di Alban Berg (con Frank Peter Zimmermann), l’Incantesimo del Venerdì Santo dal Parsifal di Wagner, la Suite dal Rosenkavalier di Richard Strauss e La Valse di Maurice Ravel. A novembre del 2012 al Théâtre des Champs-Élysées esegue il ciclo delle nove Sinfonie di Beethoven con la Orchestre national de France.

Particolarmente eccellente nella musica contemporanea, ha diretto Wozzeck e Lulu di Alban Berg diverse volte in Italia e all’estero, di cui ricordiamo nel 2010 una splendida Lulu alla Scala.

Sempre alla Scala nel 2010 dirige un concerto ed il Concerto di Natale trasmesso da Rai 1 e nel 2012 un concerto con l’Orchestre national de France.

Al Southbank Centre nel 2012 dirige un concerto con la Royal Philharmonic Orchestra ed uno con la Philharmonia Orchestra e nel 2013 il Requiem di Verdi.

A Bilbao nel 2012 dirige un concerto con l’Orchestre national de France.

Nel 2013 dirige Parsifal con Jonas Kaufmann al Met, la Petite messe solennelle con Anna Caterina Antonacci ed il Requiem di Verdi con Barbara Frittoli al Théâtre des Champs-Elysées, ‘Die Meistersinger von Nürnberg al Festival di Salisburgo, la Nona Sinfonia di Mahler al Festival di Lucerna, il Requiem di Verdi al Teatro Regio di Parma e La Traviata di Verdi con Diana Damrau e Beczala il 7 dicembre per l’apertura della Scala nella stagione lirica 2013-2014. La diretta scaligera su Rai 5 è stata vista da oltre seicentocinquantamila spettatori.

Il 3 ottobre 2014 l’ Orchestra reale del Concertgebouw di Amsterdam comunica ufficialmente di aver nominato Daniele Gatti come proprio Chief Conductor a partire dalla stagione 2016-2017.

Il 27 maggio 2016 la Mahler Chamber Orchestra comunica ufficialmente di aver nominato Daniele Gatti come proprio Artistic Advisor per un triennio.

Sito personale: http://danielegatti.eu/

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NOTE DI PROGRAMMA E ASCOLTI…

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Aleksandr Nevskij è il tema musicale composto dal musicista e compositore Sergej Prokof’ev nel 1938 per l’omonimo film del regista sovietico Sergej Ejzenštejn. Da una rielaborazione del tema, lo stesso compositore trasse successivamente una cantata per soprano, mezzosoprano, coro e orchestra. È rimasta una delle più celebri cantate del XX secolo.

La storia di Aleksandr Nevskij si svolge in Russia nel XIII secolo quando, in seguito alla morte di Gengis Khan, il popolo dell’ Orda d’ Oro di stirpe mongolica, spingendosi verso Occidente travolse le città e i principati della Russia antica e Aleksandr, che era il sovrano di Novgorod, fu il condottiero eletto dal popolo come simbolo d’ indipendenza perché riuscì a frenare l’espansione di alcuni gruppi di origine germanica.

Sergej Mikhajlovič Ejzenštejn prese come soggetto del suo film la Battaglia del lago ghiacciato, durante la quale Aleksandr, capo dell’ esercito russo, sconfigge l’esercito teutonico nel 1242 presso il Lago dei Ciudi ai confini dell’odierna Estonia. Secondo la leggenda Aleksandr diede ordine ai propri cavalieri di combattere privi di armature e di condurre i nemici sulla sottile superficie ghiaccata del lago, nel quale i cavalieri teutonici sprofondarono sotto il peso delle proprie bardature metalliche.

maxresdefault (2)scenda dal film Aleksandr Nevskij

La “Cantata op. 78“, nata anche come opera di propaganda stalinista, vuole rappresentare i differenti momenti della vicenda narrata nel film.

Composta per mezzosoprano, coro ed orchestra, venne eseguita per la prima volta a Mosca dalla “Filarmonica di Mosca” il 17 maggio 1939 sotto la direzione di Prokofiev e con Valentina Gagarina come voce solista. Come era avvenuto per la colonna sonora venne anch’essa ben accolta dal pubblico. Inizialmente dedicata al sessantesimo anniversario di Stalin, si caricò di letture sempre più spiccatamente patriottiche dopo l’ invasione dell’Unione Sovietica da parte di Hitler.

La prima esecuzione negli Stati Uniti, diretta da Leopold Stokowski. Rispetto alle musiche del film la Cantata è stata riorchestrata, alcuni frammenti sono stati eliminati, alcune parti rimaneggiate. Ma i sette movimenti in cui essa si articola (della durata di circa 40 minuti) seguono esattamente l’ordine degli eventi narrati, e riassumono in maniera molto concisa la vicenda del film conservandone tutta la forza narrativa. È stata cantata in russo, ma Prokofiev ha utilizzato per il terzo e il quinto movimento il latino.

Ad un primo quadro storico che fa da prologo intitolato La Russia sotto il giogo dei Mongoli introdotto da un brano orchestrale che nel film accompagnava le sequenze di immagini che rappresentavano la patria sotto il giogo mongolo, segue una melodia corale dagli accenti nostalgici dal titolo Il canto di Aleksandr Nevskij che rammenta le imprese compiute da Aleksandr contro gli svedesi. Qui i guerrieri ricordano la battaglia della Neva alternando un canto nobile ed eroico (Lento), carico di accenti nostalgici, e una parte centrale più animata e marziale (Più mosso), punteggiata da grandi accordi, da rapidi arpeggi dei legni e dalle percussioni, che evoca in maniera diretta e molto descrittiva la battaglia.

Il terzo brano, I Crociati in Pskov, canto latino Peregrinus expectavi, pedes meos in cymbalis, è dedicato all’ invasione dei Cavalieri Teutonici. Una scena cupa, introdotta da armonie dissonanti, dai suoni laceranti degli ottoni, accompagnati da gran-cassa, piatti e tam-tam, che si alternano con brevi squarci, più morbidi, di archi e legni (Largo). Poi attacca il corale dei crociati (Andante), “Peregrinus expectavi pedes meos in cymbalis” che produce uno straordinario crescendo. L’episodio centrale (Largo) è uno squarcio di intenso lirismo degli archi (“espressivo e doloroso”), che descrive il pianto del popolo di Pskov, vittima dei massacri, e fa riaffiorare echi del canto russo.

Senza alcuna pausa segue il canto che esorta a combattere, Sollèvati, popolo russo!, che gioca su temi assai semplici resi però corposi da un’orchestrazione altisonante. E’ un’esortazione corale a combattere per scacciare l’invasore, un episodio corale dal carattere eroico, pieno di pathos e di spirito guerriero, basato su temi molto semplici, dal carattere popolaresco ma impreziositi da una raffinata orchestrazione: il primo (Allegro risoluto) è un canto di riscossa, un tema accentato su un ritmo di marcia; il secondo, presentato nell’episodio centrale è un canto patriottico dall’andamento calmo e cantabile, avviato dai contralti (“Nella nostra grande patria Russia non c’è posto per il nemico”), accompagnato dagli archi e dai corni, seguito da una ripresa del tema principale variata e rinforzata dalle scale dello xilofono.

Il pezzo maggiormente spettacolare è La battaglia sul ghiaccio dove viene vissuto il clima dello scontro con profonde sonorità, accordi dissonanti, passaggi politonali tutti accompagnati dai numerosi strumenti a percussione, una struttura articolata in più episodi: la prima sezione (Adagio), piena di fremiti, ricrea la dimensione del gelo, coi violini nel registro acuto, i tremoli dei violoncelli, le note ribattute sul ponticello delle viole; il corale dei crociati, che affiora nei tromboni (“in distanza, con sordina”) introduce un nuovo episodio (Allegro moderato) caratterizzato da un ritmo di cavalcata, con un crescendo che culmina nelle esclamazioni dei teutonici “Vincant arma crucifera, hostis pereat” (Allegro); al canto dei crociati risponde il tema patriottico dei russi già ascoltato nel movimento precedente scandito da violini e clarinetti (“fortissimo, con brio”) ritmato anche dalle percussioni; poi i temi dei due eserciti avversari si sovrappongono contrappuntisticamente, sullo sfondo del ritmo di cavalcata; nell’episodio finale (Adagio) lo sprofondare dei cavalieri teutonici nelle acque gelate del lago è reso molto realisticamente, con lunghe scale di archi e legni, e un tema puntato degli ottoni e proiettato verso l’acuto; nella coda, più rarefatta (Allegretto, quasi doppio movimento), riemerge il tema patriottico (“dolcissimo”) nel registro acuto del violino, come un’eco lontana, tra mille fremiti degli archi con sordina.

Nel penultimo quadro, ricco di umanità, intitolato Il campo dei caduti una giovane donna russa che cerca tra i morti e i feriti il suo fidanzato dicendo di voler sposare un uomo coraggioso. Dopo un’ introduzione basata su un tema trillato dei violini divisi (Adagio) si leva il canto dolente e commosso del mezzosoprano (Meno mosso), che nella sua seconda parte (Pochissimo più animato) riprende il tema del pianto del popolo russo già sentito nel terzo movimento.

La Cantata si conclude con il brano dal tono grandioso L’entrata di Aleksandr in Pskov che riporta il tema musicale del condottiero già affrontata nel secondo brano. Il tema del secondo movimento è ripreso da tutta l’orchestra (Moderato), sottolineato da piatti, campane e tam-tam; poi un carillon di Glockenspiel, xilofono, triangolo e pizzicati degli archi (Allegro ma non troppo) introduce un momento di gioia popolare e danzante, nel quale riaffiora la melodia patriottica del quarto movimento, che si intreccia con altri motivi in un turbinio festoso, fino al grandioso finale (Più largamente).

Aleksandr Nevskij, il film

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una delle celeberrime scene della battaglia sul lago dei Ciudi dal film Aleksandr Nevskij

 

 Aleksandr Nevskij (in russo: Александр Невский) è un film del 1938 diretto da Sergej Michajlovič Ėjzenštejn. Il film è una ricostruzione storica e di propaganda antinazista in chiave epica. In quegli anni era in corso l’operazione restauratrice sia in sede politica sia nel campo delle arti, con la liquidazione di ogni avanguardia e introducendo i canoni del realismo socialista. Il culto della personalità di Stalin richiedeva supporti storico-culturali. Di qui anche nel cinema il richiamo alla tradizione russa e ai valori nazionali. Il principe Nevskij è l’eroe, al posto di quella massa popolare, onnipresente nei precedenti lavori di Ejzenštejn. Al posto dell’urgenza espressiva, si va sostituendo una accresciuta ricercatezza formale.

Questo film rappresenta il ritorno di Ejzenštejn alla regia cinematografica, dopo quasi dieci anni di lontananza dai trionfi e dalla mondanità. Ed infatti, in perfetta coerenza con l’ideologia stalinista e il realismo socialista, il film venne accolto con grande successo alla sua presentazione a Mosca il 23 novembre 1938 (12 rulli, 3044 metri). Per questo film, nel febbraio 1939,Ejzenštejn ricevette l’Ordine di Lenin. La colonna sonora fu appositamente composta da Prokof’ev per il film.

Si narrano le gesta del principe Nevskij si svolgono intorno al 1240, durante il cosiddetto periodo di dispersione allorché, caduta Kiev, la Russia subisce ripetuti attacchi dai mongoli e conseguentemente si smembra. Intanto, sul fronte occidentale, preme un’altra minaccia: l’espansione germanica. Ad appoggiare la spinta tedesca e a tutelare la sua minoranza si stabilisce in Livonia l’ Ordine dei Portaspada, cavalieri cattolici di nobile lignaggio, ex crociati, legati dal giuramento di fedeltà al papa di Roma e nemici irriducibili dei pagani slavi. Lituania, Polonia e Russia sono il loro territorio di caccia e di crimini spaventosi. Si congiungono poi con il potente Ordine Teutonico dei Cavalieri della Croce, che esercita la propria autorità dalla Prussia a S. Giovanni d’Acri: la più grande forza militare d’Europa.

Quando i Teutoni puntano su Novgorod, le città minacciate si rivolgono all’uomo considerato il maggior guerriero di Russia: il principe Aleksandr, detto Nevskij, del Granducato di Suzdalia. Questi, che era dedito ad opere di pace con i pescatori e i cacciatori degli innumerevoli laghi della regione, raccoglie attorno a sé un’armata molto composita, di cavalieri e contadini, e la guida verso le frontiere occidentali, salvando Novgorod dal saccheggio. Sul Lago dei Ciudi dà prova della sua sapienza strategica sbaragliando d’astuzia le possenti armate dei Teutoni nella storica battaglia del lago ghiacciato.

Nel 1939 il National Board of Review of Motion Pictures l’ha inserito tra i migliori film stranieri dell’anno.

 

“Aleksandr Nevskij” by Sergej Prokof’ev (Linda Finnie, mezzo-soprano; Scottish National Opera Chorus, Scottish National Orchestra e Neeme Järvi, direttore):

“Aleksandr Nevskij” by Sergej Prokof’ev (Ketevan Kemoklidze, Mezzo-soprano; Saint Petersburg Philharmonic Orchestra, Choir of the National Academy of Santa Cecilia e Yuri Temirkanov, conductor – 30.08.2012, Eglise de Sainte-Bernadette, Annecy, France Annecy Classic Festival 2012):

“Aleksandr Nevskij” by Sergej Prokof’ev (Claudio Abbado – ORF 1990):

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Written by mara

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