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Al Maggio Musicale Fiorentino Lorenzo Viotti per Rachmaninov 1 Giugno

«Comporre è una parte essenziale del mio essere, come respirare o mangiare», Sergej Rachmaninov

Maggio Musicale Fiorentino, Stagione 2017 – 2018

 

L’idillio per grande orchestra Im Sommerwind (Nel vento d’estate) fu scritto da Anton Webern nel 1904, ispirato a una poesia di Bruno Wille. Composto secondo le linee dello Jugendstil, unisce il principio contrappuntistico a un aumento del volume e delle tensioni prima del finale. Questa composizione giovanile precede il primo lavoro scritto in catalogo, la Passacaglia per orchestra op. 1, che fu composta nel 1908 e segna la fine del suo apprendistato con Schönberg e l’inizio del cammino di Webern “verso la nuova musica”. Il poema sinfonico L’isola dei morti fu composto nel 1909 da Sergej Rachmaninov ispirandosi alla famosa serie di quadri del pittore svizzero Arnold Böcklin, in cui una piccola isola rocciosa con alcuni cipressi, immersa nelle acque, è avvicinata da una piccola barca con su un uomo avvolto in un sudario funebre. Le Danze sinfoniche op. 45 nascono nel 1940, inizialmente per pianoforte a quattro mani: Rachmaninov le provava nella sua villa a Beverly Hills con un altro grande pianista, Vladimir Horowitz. L’idea di trasformare la composizione in un balletto svanì con la morte del coreografo Fokin, rimanendo però nel nome.

Il giovane ma già noto Direttore Lorenzo Viotti per il seguente programma:

 

Anton Webern, Im sommerwind

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Sergej Rachmaninov, L’ isola della morte, op. 29

Intervallo

Anton Webern, Passacaglia per orchestra, op. 1

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Sergej Rachmaninov, Danze sinfoniche, op. 45

 

QUANDO

Venerdì 1 Giugno 2018, ore 20.00

 

DOVE: Teatro del Maggio Musicale Fiorentino
Piazzale Vittorio Gui, 1
50144 Firenze (FI)

 

INTERPRETI:

Direttore, Lorenzo Viotti

Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Platea 1 al costo di € 50,00

Platea 2 al costo di € 45,00

Platea 3 al costo di € 35,00

Platea 4 al costo di € 25,00

Palchi al costo di € 20,00

Galleria al costo di € 15,00

 

Maggio Musicale Fiorentino: direttore LORENZO VIOTTI

 

se non sapete come fare e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e consegna dei biglietti scrivendo a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Lorenzo Viotti…

Il giovane direttore d’orchestra svizzero Lorenzo Viotti  è arrivato all’attenzione internazionale come vincitore dei Premi per giovani conduttori del Nestlé e del Festival di Salisburgo 2015 all’ età di 25 anni e del Concorso internazionale di direzione di Cadaqués e del Concorso di direzione MDR nel 2013.

Nato a Losanna, ha studiato pianoforte, canto e percussioni a Lione. Ha frequentato corsi di direzione d’orchestra sotto la guida del Professor Georg Mark a Vienna, dove allo stesso tempo si è esibito come percussionista in varie orchestre importanti, tra cui il Wiener Philharmoniker. Ha continuato le sue lezioni di direzione sotto Nicolás Pasquet al conservatorio Franz Liszt a Weimar.

Le principali orchestre internazionali che Lorenzo Viotti ha diretto finora includono la BBC Philharmonic a Manchester, la Royal Liverpool Philharmonic, Tokyo e Osaka Symphony Orchestra, l’Orchestra National de France Parigi, la Bamberg Symphony Orchestra, la Bremen Philharmonic, la Leipzig Gewandhaus Orchestra, la Munich Radio Orchestra, l’Orchestra de Chambre de Lausanne, Tonkünstler Orchestra, Rotterdam Philharmonic Orchestra, Göteborgs Symfoniker, Danish National Radio Symphony Orchestra, Camerata Salzburg, Vienna Radio Symphony Orchestra, Staatskapelle Dresden, Gustav Mahler Youth Orchestra, Royal Philharmonic Orchestra Londra, Orchestra dell’Accademia del Teatro alla Scala , Gulbenkian Orchestra e altri.

Tre appuntamenti dell’ultimo minuto di grande successo nel 2016 hanno segnato anche il suo debutto con l’Amsterdam Royal Concertgebouw Orchestra, la Vienna Symphony Orchestra e la Verbier Chamber Orchestra.

L’artista ha celebrato un altro debutto molto acclamato al Festival di Salisburgo con la Vienna Radio Symphony Orchestra ad agosto 2016.

Ha anche diretto concerti al Salzburg Summer Festival 2017 e ha eseguito un concerto con Christian Thieleman in occasione del 50° anniversario del Festival di Pasqua di Salisburgo in onore di Herbert von Karajan. Altri impegni della stagione 2017 / 2018 ci sono stati il suo debutto acclamato con la Mahler Chamber e la Munich Philharmonic Orchestra.

Viotti sarà nominato direttore musicale dell’Orchestra Gulbenkian dalla stagione 2018/19 in poi.

Come direttore d’orchestra Lorenzo Viotti ha condotto La Belle Hélène di Offanbach al Châtelet di Parigi, La cambiale di matrimonio di Rossini alla Fenice di Venezia, Carmen a Klagenfurt e Rigoletto all’ Opera di Stoccarda con la Semperoper di Dresda e Viva la Mamma di Donizetti! all’Opera di Lione a giugno / luglio 2017.

Gli impegni futuri lo porteranno alle opere di Klagenfurt, Francoforte e Zurigo per WERTHER, a Tokyo e Francoforte con TOSCA, ad Amburgo, Parigi Bastille e Metropolitan Opera con CARMEN. Dirige inoltre la Gustav Mahler Yout Orchestra, la Danish National Symphony Orchestra, la Staatskapelle Berlin, la Netherlands Philharmonic, la Royal National Scottish Orchestra, l’Orchestra del Teatro alla Scala, la Vienna Radio Symphony Orchestra e la Vienna Philharmonic Orchestra, l’Orchestre National de Radio France.

Lorenzo Viotti ha vinto il premio per i nuovi arrivati ​​all’ International Opera Award 2017.

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NOTE DI PROGRAMMA E ASCOLTI…

 

“Im sommerwind” by Anton Webern (Eugene Ormandy / Philadelphia Orchestra):

“Im sommerwind” by Anton Webern (Chicago Symphony Orchestra conducted by Bernard Haitink):

“Im sommerwind” by Anton Webern (WDR Sinfonieorchester Köln, Jukka-Pekka Saraste):

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“L’isola della morte, op. 29” by Sergej Rachmaninov (Evgeny Svetlanov):

“L’isola della morte, op. 29” by Sergej Rachmaninov (Manuel López-Gómez – Simón Bolívar Symphony):

“L’isola della morte, op. 29” by Sergej Rachmaninov (Royal Stockholm Philharmonic Orchestra, Sir Andrew Davis):

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«Schönberg non insegna alcun stile, non predica l’impiego né di mezzi vecchi né di mezzi nuovi. Il Maestro esige anzitutto che l’allievo, negli esercizi che prepara per le lezioni, scriva non note qualsiasi, tanto per eseguire un compito di scuola, ma parta da un’esigenza espressiva: insomma, che egli effettivamente “crei” sin dai primi inizi della composizione musicale. Tutto ciò che poi Schönberg spiega all’allievo, basandosi sul lavoro di questo, risulta organicamente dal lavoro stesso; egli non aggiunge nessun altro insegnamento dall’esterno: così educa effettivamente alla creazione. Ciò significa portare alla massima sincerità verso se stessi. Giacché una educazione di questo tipo coinvolge anche tutti gli altri campi della vita umana, oltre a quello puramente musicale», Anton Webern in uno scritto del 1912

 

Composta nel 1908 ma pubblicata solo nel 1922, la Passacaglia op. 1 per orchestra fu presentata per la prima volta sotto la direzione dell’ autore stesso a Vienna il 4 novembre 1908 in un concerto di musiche degli allievi di Arnold Schönberg. Proprio quest’opera segnò per Webern la fine del periodo di apprendistato con Schönberg e l’inizio di quel cammino “verso la nuova musica” che lo avrebbe visto protagonista appartato di una delle maggiori rivoluzioni del linguaggio musicale di tutto il Novecento. La Passacaglia è l’ opera che significativamente apre il catalogo delle sue composizioni weberniane (sebbene sia registrata con il numero d’opus 1, è giusto ricordare che non si tratta della prima composizione in senso assoluto: altri lavori l’avevano preceduta).

Solo con la Passacaglia Webern sentì di aver raggiunto una certa autonomia nei confronti tanto dai modelli schönberghiani quanto dalla tradizione ottocentesca.

«La Passacaglia segna un momento di sintesi conclusiva delle esperienze giovanili e un congedo dal mondo del tardo romanticismo. La scelta della severa forma barocca è un omaggio a Brahms (che con una passacaglia aveva concluso la sua Quarta Sinfonia), ma si avvertono, nella straordinaria ricchezza coloristica e nella appassionata intensità dell’ op. 1, varie suggestioni del clima musicale di fine secolo», Paolo Petazzi

La Passacaglia racchiude molti tratti che saranno poi tipici di Webern: l’estrema concentrazione del materiale e delle sue elaborazioni in rapporto alla durata (circa dieci minuti) e all’organico (quello della grande orchestra ottocentesca); o la rigorosa coerenza dei nessi compositivi, in una scrittura di trasparente chiarezza e precisione; o, ancora, l’ elasticità del ritmo e la rinuncia allo sviluppo dialettico dei temi, che al concetto di sospensione temporale degli eventi musicali collega quello, insito nel materiale stesso, di sospensione della tonalità.

 

Passacaglia op. 1 per orchestra” by Anton Webern (Rundfunk-Sinfonieorchester Leipzig – Herbert Kegel, direttore):

Passacaglia op. 1 per orchestra” by Anton Webern (Mitropoulos – New York Philharmonic – Live):

Passacaglia op. 1 per orchestra” by Anton Webern (Karajan):

Passacaglia op. 1 per orchestra” by Anton Webern (Conductor: Pierre Boulez – London Symphony Orchestra):

Passacaglia op. 1 per orchestra” by Anton Webern (XXXX):

Passacaglia op. 1 per orchestra” by Anton Webern (Boston Symphony Orchestra diretta da Carlo Maria Giulini – dal vivo: Boston 29 marzo 1974):

Il pezzo si articola in una serie di variazioni su un basso ostinato: sono 23 le variazioni su un basso presentato all’ inizio dal pizzicato degli archi all’ unisono.

Il lavoro si basa sul principio schönberghiano della variazione continua degli incisi, del ritmo, del timbro e della dinamica; ossia di tutti i parametri compositivi classici.

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Le Danze Sinfoniche per orchestra op. 45 di Sergej Rachmaninov, originariamente quindi intitolate Danze Fantastiche, sono tre danze composte tra il 1940 e il 1941. Queste si presentano suddivise in tre movimenti, rispettivamente: Mattino, Non allegro; Mezzogiorno, Andante con moto-tempo di valzer; Sera, Lento assai-Allegro vivace, che simboleggiano le tre fasi dell’ esistenza umana.

Sergej Rachmaninov scrisse le Danze sinfoniche negli Stati Uniti, dove si era trasferito sin dal 1918. Eglì ultimò la composizione di questo, che rappresenta il suo ultimo lavoro, esattamente tra l’ estate e l’ autunno del 1940 e l’ inizio 1941 nella sua casa di Long Island, a Beverly Hills in California.

Dopo aver lasciato la Russia nel 1917, in seguito alla Rivoluzione bolscevica, Sergej Vasil’evič Rachmaninov si dedicò più all’ attività pianistica che a quella di compositore, fino ad allora intensa, annoverando fino al 1940 poche opere nuove.

Destinate in un primo momento (stesura per due pianoforti, 1938) ad essere la base per un balletto da realizzare al Covent Garden con il coreografo Michel Fokin (morto nel 1939), le Danze furono poi ripensate da Rachmaninov per grande orchestra e dedicate ad Eugéne Ormandy e alla Philadelphia Orchestra che le eseguì per la prima volta nel 1941 suscitando inspiegabilmente uno scarso entusiasmo.

 

ASCOLTA QUI “Danze Sinfoniche op. 45” by Sergej Rachmaninov (Moscow Philharmonic Symphony Orchestra & Kirill Kondrashin – Studio recording, Moscow, 1963):

ASCOLTA QUI “Danze Sinfoniche op. 45” by Sergej Rachmaninov (Royal Philharmonic Orchestra & Enrique Batiz):

ASCOLTA QUI “Danze Sinfoniche op. 45” by Sergej Rachmaninov (St.Petersburg Philharmonic Orchestra & Mariss Jansons):

Nel movimento iniziale, Non allegro, l’ inciso discendente di tre note, che costituisce la base del movimento, si fa strada nei legni sul pianissimo dei violini, o si afferma poi prepotentemente, dando luogo a una sezione di forte aggressività ritmica, di grande effetto. Il suono dell’oboe porta verso la transizione della sezione centrale; la melodia verrà poi ripresa ed esaltata dagli archi, prima del ritorno alla iniziale sezione e il movimento si spegne nel nulla come era iniziato.

Il secondo movimento si apre con una sorta di “motto” degli ottoni che riappare poi a scandire i momenti salienti della pagina. Si succedono gli arabeschi dei legni, poi l’ intervento del primo violino solista, e finalmente si staglia, al corno inglese e poi ai violoncelli, il tema principale.

Più vasto e più complesso è il terzo movimento che si apre con un Lento assai. Si passa poi a un Allegro vivace in cui si impone un ritmo di danza spagnola ma caratterizzata dalla grande varietà delle soluzioni espressive, con un’ orchestrazione che spesso contrappone archi e fiati e che si segnala per i sui virtuosismi.

Nelle Danze Sinfoniche non mancano quindi innovazioni moderne; Rachmaninov in questa composizione fa riferimento alla musica contemporanea e jazzistica in particolare nelle due Danze intitolate il Mezzogiorno, con temi che si avvicinano a Igor Stravinskij e la Sera con temi più jazzistici tipo alla Bennett (qui fa riferimento a Robert Russell, noto compositore di musica Jazz).

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Written by mara

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