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Al Maggio Musicale Fiorentino Mehta e Schiff per Brahms Piano concerto 1

Ed eccolo qui: un giovane alla cui culla hanno vegliato Grazie ed Eroi. Il suo nome è Johannes Brahms, è venuto da Amburgo, dove creava in silenziosa oscurità, ma istruito da un insegnante ottimo ed entusiasta alle più difficili forme dell’arte, e poco prima del suo arrivo egli mi era stato raccomandato da un noto e venerato Maestro [Joseph Joachim]. Anche esteriormente egli presenta tutti quei segni che ci annunciano: ecco un eletto!”, (da Robert Schumann, Gli scritti critici)

Maggio Musicale Fiorentino, Stagione 2017 – 2018

 

Sir András Schiff interpreta con Zubin Mehta il Concerto per pianoforte e orchestra n.1 di Johannes Brahms, una composizione giovanile ma di grande ampiezza e complessità. Composta tra 1854 e 1858, è probabilmente influenzata dalla nona sinfonia di Beethoven che l’autore aveva ascoltato in quegli anni a Colonia; ne sarebbe prova l’indicazione Maestoso e l’insolita ampiezza dell’introduzione orchestrale.

La Sinfonia n. 5 di Dmitrij Šostakovič si rifà allo stile tardoromantico, limitando il più possibile dissonanze e atonalità. Dopo le critiche e la stroncatura dell’opera Lady Macbeth del Distretto di Mcensksulla Pravda, forse a opera dello stesso Stalin, Šostakovič interruppe le prove della sua quarta sinfonia dedicandosi alla stesura della quinta, composta in meno di tre mesi, per emendarsi dall’accusa di formalismo borghese e presentare il suo nuovo lavoro come «la risposta creativa di un artista sovietico a critiche fondate».

 

Johannes Brahms, Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in re minore, op. 15

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Dmitrij Šostakovič, Sinfonia n. 5 in re minore, op. 47

 

QUANDO

Sabato 30 giugno 2018, ore 20.00

 

DOVE: Teatro del Maggio Musicale Fiorentino
Piazzale Vittorio Gui, 1
50144 Firenze (FI)

 

INTERPRETI:

Direttore, Zubin Mehta

Pianoforte, Sir András Schiff

Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Platea 1 al costo di € 80,00

Platea 2 al costo di € 60,00

Platea 3 al costo di € 50,00

Platea 4 al costo di € 40,00

Palchi al costo di € 30,00

Galleria al costo di € 20,00

 

Maggio Musicale Fiorentino: Zubin Mehta

 

se non sapete come fare, e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e consegna dei biglietti scrivendo a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Zubin Mehta

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Zubin Mehta, nato nel 1936 a Bombay, studia dapprima con il padre Mehli Mehta (fondatore della Bombay Symphony Orchestra). Nel 1954 dopo un breve periodo di studi di medicina parte per Vienna per seguire i corsi di direzione d’ orchestra di Hans Swarowsky all’ Akademie für Musik. Nel 1958 vince il Concorso Internazionale di Liverpool e la Koussevitsky Competition a Tanglewood; dal 1961 inizia la sua collaborazione con i Wiener e i Berliner Philharmoniker e con la Israel Philharmonic Orchestra, di cui è nominato Direttore musicale nel 1977 e Direttore musicale a vita nel 1981.

Zubin Mehta ha diretto più di duecento concerti e tour con straordinari ensemble attraverso i cinque continenti.

Dal 1978, e per 13 anni, è Direttore musicale della New York Philharmonic, il più lungo nella storia dell’ orchestra. Dopo il debutto operistico con Tosca a Montréal nel 1964, dirige importanti produzioni al Metropolitan, alla Staatsoper di Vienna, al Covent Garden, alla Scala, all’ Opera di Chicago, al Festival di Salisburgo nonché al Maggio Musicale Fiorentino con cui instaura uno speciale rapporto: ne è infatti Direttore principale dal 1985 e, dal 2006, Direttore onorario a vita. Responsabile artistico dell’edizione 1986 del Festival fiorentino, oltre a essere impegnato in numerose produzioni sinfoniche e operistiche, guida l’Orchestra ed il Coro del Maggio in frequenti tournées internazionali e in prestigiose incisioni discografiche.

Dal 1998 al 2006 è Direttore musicale della Bayerische Staatsoper, dove dirige oltre 400 rappresentazioni e tournées in Europa e Giappone.

Fra le numerose onorificenze, il Nikisch-Ring, le cittadinanze di Firenze e Tel Aviv e la nomina a membro onorario della Staatsoper di Vienna.

Nel 1999 le Nazioni Unite gli conferiscono il “Lifetime Achievement Peace and Tolerance Award“.

È nominato Direttore onorario dei Wiener Philharmoniker nel 2001, dei Münchner Philharmoniker nel 2004, della Los Angeles Philharmonic e della Bayerische Staatsoper nel 2006.

Nel 2011 il suo nome è inscritto sulla Walk of Fame a Los Angeles e riceve i premi Furtwängler e Echo Klassik, mentre nel 2012 è insignito da Shimon Peres della Israel Medal of Distinction.

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András Schiff…

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András Schiff è nato a Budapest, Ungheria, nel 1953 ed ha iniziato a prendere lezioni di pianoforte all’ età di cinque anni sotto la guida di Elisabeth Vadász. Successivamente ha continuato il suo percorso di studi presso l’ Accademia “Ferenc Liszt” con i professori Pál Kadosa, György Kurtág e Ferenc Rados, e a Londra con il maestro George Malcolm.

Recital ed esecuzioni di straordinari cicli, fra cui i capolavori per pianoforte di J.S. Bach, Haydn, Mozart, Beethoven, Schubert, Chopin, Schumann e Bartók costituiscono una parte importante delle sue attività. Tra il 2004 e il 2009, ha eseguito il ciclo completo delle 32 Sonate per pianoforte di Beethoven in 20 città in tutti gli Stati Uniti e in Europa, un progetto registrato dal vivo presso la Tonhalle di Zurigo e distribuito in otto volumi da ECM New Series.

La Carnegie Hall lo ha designato come uno dei suoi prestigiosi artisti Perspectives.

András Schiff ha collaborato con orchestre internazionali e direttori d’ orchestra fra i più prestigiosi, ma attualmente si esibisce di preferenza come direttore e solista. Nel 1999, Schiff ha creato una sua orchestra da camera, la Cappella Andrea Barca, composta da solisti internazionali, musicisti da camera e amici intimi. Oltre a lavorare annualmente con questa orchestra, co-opera anche ogni anno con la Philharmonia Orchestra di Londra e l’Orchestra da camera di Europa.

Fin da bambino, András Schiff ha avuto sempre piacere di eseguire musica da camera e dal 1989 fino al 1998 è stato direttore artistico del festival di musica da camera “Musiktage Mondsee”, nei pressi di Salisburgo, con riconoscimenti di eccellenza a livello internazionale.

Nel 1995, insieme a Heinz Holliger, ha fondato gli “Ittinger Pfingstkonzerte” in Kartause Ittingen, in Svizzera. Nel 1998, il maestro Schiff ha iniziato una serie simile, dal titolo “Omaggio a Palladio”, al Teatro Olimpico di Vicenza. Dal 2004 al 2007 è stato Artist in residence del Kunstfest Weimar. Nella stagione 2007-2008 è stato Pianist in residence della Filarmonica di Berlino.

András Schiff ha prodotto una copiosa discografia, tra cui registrazioni per la London / Decca (1981-1994), Teldec (1994-1997) e, dal 1997, per la ECM New Series. Le registrazioni per la ECM includono l’intera musica per pianoforte solista di Beethoven e di Janácek, un disco come solista di brani per pianoforte di Schumann, le Partite di Bach e la sua seconda registrazione delle Variazioni Goldberg di Bach. Per le sue registrazioni, ha ricevuto diversi premi internazionali, tra cui due Grammy Awards come “miglior solista strumentale classico (senza orchestra)” per le Suites inglesi di Bach, e come la “migliore registrazione vocale” per Schwanengesang di Schubert con il tenore Peter Schreier, e nel 2007, in occasione del 49.esimo Annual Grammy Awards, è stato premiato per il “miglior album classico (senza orchestra)” per il secondo volume della sua serie completa di Sonate di Beethoven registrata per la ECM. 

András Schiff ha ricevuto numerosi premi internazionali: il Premio Schumann 2011 assegnatogli dalla città di Zwickau. Nel 2006 è divenuto membro onorario della “Casa Beethoven” a Bonn, in riconoscimento delle sue interpretazioni delle opere di Beethoven; nel 2007 ha ricevuto il prestigioso premio italiano, il “Premio della critica musicale Franco Abbiati”, conferitogli per il suo ciclo di sonate per pianoforte di Beethoven. Sempre nel 2007, ha ricevuto “The Royal Academy of Music Bach Prize”, promosso dalla Fondazione Kohn – un premio annuale per un artista o uno studioso che ha dato uno straordinario contributo con le esecuzioni e/o lo studio scientifico delle opere di Johann Sebastian Bach; nel 2008, ha ricevuto la “Wigmore Hall Medal” in apprezzamento di 30 anni di esibizioni alla Wigmore Hall. Nel 2009 gli è stato conferito il “Klavier-Festival Ruhr Premio” per gli straordinari successi pianistici e per onorare il lavoro di tutta una vita come pianista.

Nel 2006, András Schiff e le edizioni musicali G. Henle hanno dato inizio ad un importante progetto editoriale su opere di Mozart pubblicando l’edizione completa dei Concerti per pianoforte di Mozart nella loro versione originale, a cui Schiff sta contribuendo per le sezioni pianistiche, le diteggiature e le cadenze, quando le cadenze originali sono mancanti. Nel 2007, entrambi i volumi del “Clavicembalo ben temperato” sono stati editi nel testo originale di Henle, con diteggiature di Schiff.

András Schiff è stato nominato Professore Onorario dalle Scuole di Musica di Budapest, Detmold e Monaco di Baviera e membro speciale aggiunto del Balliol College (Oxford, Gran Bretagna). Nel 2001, il maestro Schiff ha conseguito la cittadinanza britannica, risiede a Firenze e a Londra.

 

PER CONOSCERE IL MUSICISTA…

 

“F. Schubert Piano Sonatas D 279, 625, 960”:

“Beethoven Piano Concerto in C major”:


“Bach, Variaciones Goldberg BWV 988”:

“Andras Schiff: The Lectures about Beethoven Sonatas – Wigmore Hall from 2004, 6”:

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NOTE DI PROGRAMMA E ASCOLTI…

 

«Su questo Concerto non riesco più ad avere un giudizio obbiettivo, come non riesco più ad avere, su di esso, alcun potere», Johannes Brahms a Joseph Joachim

 

È noto che la nascita del Concerto no. 1 in re minore per pianoforte e orchestra op.15 di Brahms fu lunga e tormentata, e avvenne per fasi successive. Il lavoro, abbozzato negli anni 1852-53, avrebbe dovuto portare alla creazione di una Sinfonia. All’inizio del 1854 il progetto originario si trasformò in una Sonata per due pianoforti ma nell’estate del 1854 Brahms lo orchestrò per farne un primo tempo di Sinfonia. Proprio a Clara Schumann, sempre nel 1854, Brahms comunicava di aver trasformato la mia Sinfonia abortita in un Concerto per pianoforte. Da quel momento il processo compositivo, pur non mutando più l’obbiettivo, passò attraverso una serie innumerevole di ripensamenti e di riscritture. Tutto questo fervore compositivo si protrasse fino al 1858, senza che Brahms fosse interamente soddisfatto del suo lavoro. Nel marzo 1858 fu organizzata una prova segreta del Concerto con l’autore al pianoforte e solamente pochi amici presenti: tra questi Joachim, divenuto ormai, dopo la morte di Schumann, il consigliere ufficiale di Brahms. 

Saltata la première, programmata ad Amburgo per il 25 marzo 1858, a causa della mancanza di un pianoforte giudicato adeguato dal compositore, il violinista Joseph Joachim organizzò in fretta e furia un’esecuzione in forma privata ad Hannover, così che già il 30 dello stesso mese Brahms poté provare il concerto con un’orchestra. Sebbene un po’ improvvisata l’esecuzione lasciò tutti soddisfatti, in particolar modo l’autore e Clara Schumann. La sera stessa Clara scrisse al fratellastro Waldemar Bargiel:

«Tutto suona mirabilmente, meglio di quanto lo stesso Johannes osasse sperare. Nell’insieme c’è ricchezza, intensità e una forte unità. […] Johannes era pazzo di gioia»

Dopo il trionfo privato di Hannover, però, a Lipsia le cose andarono diversamente quando, l’anno successivo, vi fu la prima esecuzione pubblica.

La prima esecuzione del Concerto avvenne il 22 gennaio 1859 ad Hannover, solista lo stesso Brahms, direttore Joachim, con accoglienza tiepida. Si trattava in realtà di un’anteprima in vista della presentazione al Gewandhaus di Lipsia del 27 gennaio (direttore Julius Rietz, solista ancora Brahms), dove il Concerto fu subissato dai fischi. Il giorno dopo Brahms, scrivendo a Joachim, osservò:

«Penso, comunque, che questo risultato sia il meglio che potesse capitarmi: mi induce a lottare, mi dà coraggio. Dopo tutto sono ancora in una fase di sperimentazione e sto orientandomi a tentoni. Però, a ben pensarci… i fischi erano davvero troppi»

Julius Rietz, già assistente di Mendelsshon, aveva fatto intendere di non gradire l’opera, ritenendola eccessiva sia per la complessità formale e di scrittura sia per la forte intensità emozionale, a suo avviso non consone ad un concerto virtuosistico. Pare comunque che se Rietz si mostrò quantomeno mal disposto nei confronti di Brahms, il pubblico e molta parte della critica gli fu apertamente ostile e gli tributò forse il maggior insuccesso di tutta la carriera. Quello che maggiormente dispiacque all’uditorio fu il trovarsi di fronte non ad un tradizionale concerto per pianoforte, nel quale il solista si staglia sulla scena e domina l’orchestra dall’alto del suo virtuosismo, ma ad una «sinfonia con pianoforte obbligato» o un «concerto senza solista», come fu definita l’op. 15 su alcune riviste, nella quale lo strumento solista non è posto su un piano di predominio ma dialoga e si fonde con l’orchestra, interagendo con i suoi solisti quale primus inter pares, dimostrando apertamente tutta l’ispirazione sinfonica dell’opera.

Il pubblico della prima evidentemente non era ancora pronto per il Concerto op. 15 ma fortunatamente Brahms, convinto della sua posizione, non si fece demoralizzare dai fatti di Lipsia.

Una successiva esecuzione ad Amburgo, il 24 marzo, venne nuovamente diretta da Joachim e si risolse in un successo formale, di stima. Brahms decise allora di ritirare il Concerto, e vi apportò ancora qualche miglioramento in vista della pubblicazione, uscita nel 1861. Come interprete lo riprese solo nel 1865, sotto la direzione di Hermann Levi.

 

“Concerto n. 1 in Re minore per pianoforte e orchestra op. 15” by Johannes Brahms (Hans Richter-Haaser, Herbert von Karajan Philharmonic Orchestra, 1957):

“Concerto n. 1 in Re minore per pianoforte e orchestra op. 15” by Johannes Brahms (Emil Gilels, Koninklijk Concertgebouworkest, Eugen Jochum – Live recording, Amsterdam, 1.XI.1973):

“Concerto n. 1 in Re minore per pianoforte e orchestra op. 15” by Johannes Brahms (Bruno-Leonardo Gelber e Munich Philharmonic Orchestra, 1966):

“Concerto n. 1 in Re minore per pianoforte e orchestra op. 15” by Johannes Brahms (Walter Gieseking (1895-1956), piano – SWF Symphony Orchestra, Baden-Baden – Hans Rosbaud (1895-1962), conductor – Live broadcast recording, 1951):

“Concerto n. 1 in Re minore per pianoforte e orchestra op. 15” by Johannes Brahms (Piano: Krystian Zimerman – Conductor: Leonard Bernstein – Vienna Philharmonic Orchestra):

“Concerto n. 1 in Re minore per pianoforte e orchestra op. 15” by Johannes Brahms (Grigory Sokolov, with Hugh Wolff and the Frankfurt RSO):

“Concerto n. 1 in Re minore per pianoforte e orchestra op. 15” by Johannes Brahms (Vladimir Horowitz, piano – Concertgebouw Orchestra, February 20th, 1936 conducted by Bruno Walter. Live recording from Dutch Radio):

“Concerto n. 1 in Re minore per pianoforte e orchestra op. 15” by Johannes Brahms (Solomon (Solomon Cutner), piano – Berlin Philharmonic Orchestra – Eugen Jochum, conductor – Recorded live, 14.XI.1954):


“Concerto n. 1 in Re minore per pianoforte e orchestra op. 15” by Johannes Brahms (Rudolf Serkin – Boston Symphony Orchestra – Charles Munch – Live recording, Boston, 20.I.1956):

“Concerto n. 1 in Re minore per pianoforte e orchestra op. 15” by Johannes Brahms (Arthur Rubinstein, piano – Royal Concertgebouw Orchestra, Bernard Haitink):

“Concerto n. 1 in Re minore per pianoforte e orchestra op. 15” by Johannes Brahms (Krystian ZIMERMAN,piano – Leonard BERNSTEIN,conductor – Wiener Philarmoniker – 1985):

“Concerto n. 1 in Re minore per pianoforte e orchestra op. 15” by Johannes Brahms (Rudolf Firkušný – Pittsburgh Symphony Orchestra – William Steinberg – Studio recording, Pittsburgh, 14.X.1956):

“Concerto n. 1 in Re minore per pianoforte e orchestra op. 15” by Johannes Brahms (Glenn Gould, pianist. Leonard Bernstein, conductor – New York Philharmonic, April 6, 1962):

“Concerto n. 1 in Re minore per pianoforte e orchestra op. 15” by Johannes Brahms (Hélène Grimaud, piano):

“Concerto n. 1 in Re minore per pianoforte e orchestra op. 15” by Johannes Brahms (Julius Katchen – London Symphony Orchestra – Pierre Monteux – Studio recording, London, III.1959):

“Concerto n. 1 in Re minore per pianoforte e orchestra op. 15” by Johannes Brahms (Claudio Arrau, piano – Concertgebouw-Orchester, Amsterdam – Recorded: Concertgebrouw, Amsterdam, October 1969):

“Concerto n. 1 in Re minore per pianoforte e orchestra op. 15” by Johannes Brahms (Maurizio Pollini – The Cleveland Orchestra – William Steinberg – Live recording, Cleveland, 9.III.1978):

“Concerto n. 1 in Re minore per pianoforte e orchestra op. 15” by Johannes Brahms (Daniel Barenboim, piano – Münchner Philharmoniker – Sergiu Celibidache – Recorded live at the Stadthalle Erlangen, 1991):

ANALISI DEL CONCERTO

I – Maestoso

Re minore

Carattere solenne e drammatico, arricchito da toni di contenuta emozione espressiva. L’ introduzione orchestrale, di eccezionale ampiezza (90 misure), è di altrettanto eccezionale complessità. Il primo tema è dei più incisivi che Brahms abbia concepito, mentre il pianoforte espone a sua volta due temi quasi appassionati, che nello sviluppo entrano in contrasto col tema iniziale dando luogo ad episodi di grandiosa drammaticità.

II – Adagio

Re maggiore

L’ Adagio in re maggiore si apre con un tema introverso degli archi con sordina, accompagnati in terze dai fagotti, poi ripreso dal corno. Molto dolce ed espressiva è l’entrata del pianoforte, che elabora liberamente, come in un intermezzo fantastico, frammenti del tema. In questo Brahms mantiene lo stesso tempo in 6/4 del primo, è tipico per la scrittura pianistica ad accordi pieni: anche questo un brano che non sfigura di fronte al precedente, e dove il pianoforte colloquia romanticamente con un’orchestra rarefatta ma sempre presente con una sua decisiva funzione costruttiva.

III – Rondò. Allegro non troppo

Re minore

L’ Allegro non troppo finale è nella forma del Rondò. Questo tema finale è esposto dal solo pianoforte: vi si denota subito la derivazione da certe danze popolari tedesche e ungheresi, nel sincopato dell’attacco, nei ritmi puntali, nell’ascesa baldanzosa della melodia. Questo brano è costruito con mano maestra, e alterna con piacevole equilibrio i temi principali, concludendosi in una sonorità festante di re maggiore e dando all’esecutore l’agio di mettere in bella mostra le qualità più scintillanti della sua tecnica.

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Di cosa si dovrebbe giubilare. Ritengo sia chiaro quel che accade veramente nella Quinta. Il giubilo è forzato, è frutto di costruzione[…]. È come se qualcuno ti picchiasse con un bastone e intanto ti ripetesse: “Il tuo dovere è di giubilare, il tuo dovere è di giubilare”. E tu ti rialzi tremante con le ossa rotte e riprendi a marciare bofonchiando: “Il nostro dovere è di giubilare, il nostro dovere è di giubilare […]

 

La Sinfonia n. 5 in re minore (Op. 47) di Dmitrij Šostakovič fu scritta tra l’ aprile e il luglio del 1937 e fu eseguita per la prima volta a Leningrado dall’ Orchestra Sinfonica di Leningrado diretta da Evgenij Mravinskij, il 21 novembre dello stesso anno. È una delle più conosciute, apprezzate ed eseguite opere del maestro russo.

La stesura di questa sinfonia avvenne in un periodo travagliato della vita del compositore.

Nel 1936 ebbe luogo la rappresentazione dell’opera “Lady Macbeth del Distretto di Mcensk”. Un mese dopo, la Pravda stroncò l’ opera di Šostakovič definendola, in un articolo anonimo (talvolta attribuito a Stalin stesso, presente alla rappresentazione), “Il caos anziché la musica“. Era chiaro che le composizioni di Šostakovič non erano ben viste dal regime. La cosa si rese palese quando, all’incontro dell’ Unione dei Compositori una settimana dopo la pubblicazione dell’ articolo sulla Pravda, Lev Knipper, Boris Asafiev e Ivan Dzerzhinsky consigliarono al compositore il “tornare” sulla retta via: ciò significava la semplificazione delle sue future opere e l’ adattamento di queste ai modelli alla base del Realismo Socialista. Šostakovič non sembra avere altra possibilità che accettare di adeguarsi ai limiti imposti dal regime sovietico. Chiese però allora aiuto al maresciallo Mikhail Tukhachevsky, allora uno dei più alti ufficiali dell’ Armata rossa e fino al 1925 suo protettore. Il maresciallo rimase però vittima delle Grandi purghe messe in atto dal regime staliniano e, accusato ingiustamente di tradimento, venne fatto fucilare. Inoltre alcuni degli amici del compositore russo vennero arrestati e fatti misteriosamente sparire. Per un anno Šostakovič temette di subire la loro stessa sorte.

Il compositore completò nel frattempo la sua quarta sinfonia in aprile, ma ritirò l’opera proprio durante le prove, per timore di avere ulteriori problemi col regime. Quattro mesi dopo aver ritirato l’ultima sua sinfonia, cominciò a scrivere la successiva. Šostakovič tentò con questa di riabilitarsi dinanzi allo Stato, attraverso una nuova composizione che, almeno in apparenza, risultasse all’altezza delle aspettative del partito.

La sinfonia venne presentata come la “Risposta ad una giusta critica“, e si dice che l’ opera venne accolta con una grandissima commozione e un entusiasmo generale.

 

“Sinfonia n. 5 in Re minore op. 47” by Dmitrij Šostakovič (Royal Concertgebouw Orchestra, Bernard Haitink):

“Sinfonia n. 5 in Re minore op. 47” by Dmitrij Šostakovič (WDR Symphony Orchestra Cologne, Rudolf Barshai):

“Sinfonia n. 5 in Re minore op. 47” by Dmitrij Šostakovič (Orchestre de Paris, Paavo Järvi):

“Sinfonia n. 5 in Re minore op. 47” by Dmitrij Šostakovič (Moscow Philharmonic Orchestra, Kirill Kondrashin):

“Sinfonia n. 5 in Re minore op. 47” by Dmitrij Šostakovič (Leningrad Philharmonic Orchestra, Yevgeny Mravinsky):

“Sinfonia n. 5 in Re minore op. 47” by Dmitrij Šostakovič (Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks, Mariss Jansons):

“Sinfonia n. 5 in Re minore op. 47” by Dmitrij Šostakovič (WDR Symphony Orchestra, Semyon Bychkov):

“Sinfonia n. 5 in Re minore op. 47” by Dmitrij Šostakovič (Mstislav Rostropovich, Orquesta Sinfónica de Radiotelevisión Española):

“Sinfonia n. 5 in Re minore op. 47” by Dmitrij Šostakovič (BBC Symphony Orchestra, Edward Gardner):

“Sinfonia n. 5 in Re minore op. 47” by Dmitrij Šostakovič (London Symphony Orchestra, Evgeny Svetlanov):

“Sinfonia n. 5 in Re minore op. 47” by Dmitrij Šostakovič (Sir Georg Solti, Berlin Philharmonic):

“Sinfonia n. 5 in Re minore op. 47” by Dmitrij Šostakovič (Philippe Jordan, Gustav Mahler Jugendorchester):

“Sinfonia n. 5 in Re minore op. 47” by Dmitrij Šostakovič (Leonard Bernstein, New York Philharmonic Orchestra):

 

La sinfonia dura all’ incirca 45 minuti, e si divide in 4 movimenti:

ModeratoIn questo primo tempo, Šostakovič sfodera le sue capacità compositive attraverso la costruzione per climax delle diverse sezioni del movimento: esse crescono per intensità attraverso lo strettissimo sviluppo delle idee tematiche, fino a raggiungere la vetta espressiva a metà del movimento con un’ immensa esplosione orchestrale, che poi lentamente ripiega su sé stessa sino a spegnersi in un’ ultima lirica ripresa dei temi del primo tempo.

Allegretto. Il secondo movimento è un valzer d’ ispirazione mahleriana; consiste nella ripetizione di due temi, affidati alle varie sezioni dell’ orchestra.

Largo. Dopo l’ uso delle trombe e dei corni nei due precedenti movimenti, in questo Šostakovič non usa ottoni. Gli archi sono divisi per tutto il movimento: i violini in 3 gruppi, le viole in 2, i celli in 2. I contrabbassi rimangono all’ unisono. In questo movimento, dai toni molto più contenuti rispetto ai precedenti, bellissime melodie sono cantate dagli archi e dai fiati solisti, a turno. L’apice della tensione del brano, intorno al nono minuto, con il tema richiamato da archi e xilofono solisti, apre la strada allo stupendo tema dei violoncelli soli, dopo la cesura. 

Šostakovič dichiarò, in un articolo sulla rivista Večernjaja Moskva (Вечерняя Москва), del dicembre del 1940: “Il terzo movimento mi sembra riuscito. Penso di aver costruito un tempo che evolve progressivamente dall’inizio alla fine

Allegro non troppo. Nel quarto movimento sono presenti quattro sezioni. A rompere il clima quasi fatato del terzo movimento è un crescendo di una battuta, di tutta l’orchestra, che fa da apertura ad un solo di timpani e ottoni, in una marcia che coinvolge successivamente tutta l’orchestra. Segue un lungo dialogo tra archi, corni e flauti, culminante nell’ entrata dell’arpa. Successivamente entra l’intera orchestra, e con un crescendo, costante sino alla fine, si raggiunge l’apice della tensione: dopo l’ esplosione finale di tutta l’ orchestra, questa sinfonia si conclude con un solo di timpani, percussioni e ottoni (simboleggianti il potere del regime), che si sovrappongono a un incessante ripetizione della tonalità di Re Maggiore della sezione degli archi, rappresentanti il compositore oppresso dal regime.

Tra i diversi movimenti della sinfonia, il quarto venne definito dai critici una “forzatura trionfale-ottimistica” e “una volontà di vendetta da parte del compositore”.

Sempre sul giornale Večernjaja Moskva (Вечерняя Москва), il compositore parla così riguardo al quarto movimento: “Mi è stato detto che lo stile del movimento è diverso da quello degli altri tre. Mi sento di smentire. In conformità con l’ idea principale dell’ intera opera, il finale risponde a tutte le domande sorte nei precedenti tempi […]. Questo finale dà una risposta ottimista ai momenti tragici che troviamo nei precedenti tempi della sinfonia“.

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Written by mara

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