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Al Musart Festival di Firenze Piovani dirige Piovani 15 Luglio 2019

Il Teatro, secondo me, è il linguaggio principe del futuro. Non lo dico in senso provocatorio, tutt’ altro. La comunicazione teatrale, con artisti in carne e ossa che recitano, suonano, cantano, ballano per un pubblico in carne e ossa, ha più di due millenni alle spalle nella nostra civiltà. E credo che proprio il moltiplicarsi dei mezzi di riproduzione musicale con velocità esponenziale; proprio la possibilità di riprodurre musica dovunque, in qualsiasi momento, con perfezione tecnologica; proprio le possibilità di raggiungere di questi ascolti senza sforzo, rendono e renderanno sempre più preziosa un’esecuzione di musica dal vivo. Fra qualche secolo, mi immagino, i nostri CD, DVD, Blue Ray, Ipod… saranno nella soffitta del modernariato o dell’antiquariato. Ma ci sarà, ne sono sicuro, qualcuno che suonerà o canterà in un teatro, davanti a un pubblico in carne e ossa. Mi piace, comunque, la musica che si ascolta senza il telecomando in mano

Nicola Piovani

Musart Festival 2019

 

Il premio Oscar Nicola Piovani salirà sul podio dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino per “Piovani dirige Piovani”, concerto dedicato alle più note colonne sonore del Maestro, da “La vita è bella” a “La Notte di San Lorenzo”.

 

Piovani dirige Piovani

 

QUANDO

Lunedì 15 Luglio 2019, ore 21.15

 

DOVE: Piazza SS. Annunziata
50122 FIRENZE (FI)

 

INTERPRETI:

Marina Cesari, Sax/Clarinetto

Pasquale Filastò, Violoncello/Chitarra/Mandoloncello

Ivan Gambini, Batteria/Percussioni

Marco Loddo, Contrabbasso

Rossano Baldini, Tastiere/Fisarmonica

Nicola Piovani, Pianoforte

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI DISPONIBILI:

Primo Settore Numerato al costo di € 57,50

Secondo Settore Numerato al costo di € 46,00

Terzo Settore Numerato al costo di € 34,50

Quarto Settore Numerato al costo di € 25,30

Per questo evento è inoltre disponibile: Gold Package primo settore numerato al costo di € 118,00 che comprende: Gold Package: Biglietto di Primo Settore – catering con buffet – carnet di ingressi e riduzioni per mostre, musei e attività culturali – visita guidata ai luoghi d’arte legati al progetto MusArt

 

Musart Festival: Nicola Piovani

 

se non sapete come fare, e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e consegna dei biglietti scrivendo a mara.grisoni@gmail.com o telefonando al numero +39 327 – 79.68.987.

… … …

PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Nicola Piovani…

Nicola-Piovani_

NICOLA PIOVANI

Nicola Piovani è nato il 26 maggio 1946 a Roma, dove ha sempre vissuto e lavorato. Di mestiere fa il Musicista (pianista, direttore d’orchestra, compositore di musica per il cinema e il teatro, di canzoni, di musica da camera e sinfonica). Fra i maestri che l’ hanno avviato alla composizione, il greco Manos Hadjidakis.

Gran parte dell’attività di Nicola Piovani è dedicata al cinema e al teatro, fra i quali si divide con passione: i primi tempi il cinema occupava lo spazio principale del suo lavoro, ma con gli anni si è preso sempre di più il lusso – come lo definisce lui – di dedicarsi alla musica teatrale, al punto che lo spettacolo dal vivo impegna ormai la maggior parte del suo tempo.

«Avevo meno di cinque anni quando mi portarono per la prima volta all’ avanspettacolo-varietà… Ricordo il cinema-teatro Castello, a Porta Castello, a due passi da San Pietro: durante gli spettacoli, mi facevo parcheggiare vicino alla buca dell’orchestra… batteria, pianoforte, tromba…una cornucopia di emozioni e stupori di infantile sacralità, per me più esaltante della soffitta di Adriano Leverkuhn di Thomas Mann.  A sedici anni ho scoperto il cinema, quella che si chiamava “la settima arte”. E l’ho scoperto entrando per caso in un cinema d’essai, dove vidi per la prima di tante volte Il settimo sigillo di Bergman. Di lì la scintilla, la passione, il desiderio di fare il cineasta. Cosa c’era di meglio che riuscire a fare il cinema attraverso la musica? Dopo pochi anni la fortuna mi ha aiutato proprio in quello che più desideravo». 

Risale al 1968 la sua prima colonna sonora: per i cinegiornali sul movimento studentesco della facoltà di Filosofia che frequentava, realizzati da un collettivo universitario sotto la guida di Silvano Agosti.

Il debutto in un lungometraggio avviene l’anno successivo, con N. P. Il segreto di Silvano Agosti.

«Il titolo del primo lungometraggio che ho musicato corrispondeva alle mie iniziali: N.P. Ma si tratta di una pura coincidenza; Agosti non ha mai rivelato il perché di quel titolo che aveva scelto ancor prima di affidarmene le musiche. Io non sono né superstizioso né scaramantico, se non per gioco. Eppure quella coincidenza me la porto dentro come una buona stella che mi ha portato fortuna».

Dopo N.P. comincia una carriera che lo porta a scrivere musica con i maggiori registi italiani: Marco Bellocchio, Mario Monicelli, i fratelli Taviani, Nanni Moretti, Nanni Loy, Giuseppe Tornatore, Roberto Benigni; e poi Federico Fellini, che si è rivolto al musicista per i suoi ultimi tre film. Fra i registi stranieri ricordiamo Ben Von Verbong, Pál Gábor, Dusan Makavejev, Bigas Luna, Jos Stelling, John Irvin, Sergej Bodrov, Éric-Emmanuel Schmitt, Philippe Lioret, Luis Sepulveda, Danièle Thompson, Xavier Durringer.

Con la colonna sonora de La vita è bella di Roberto Benigni, vince il premio Oscar. Riceve inoltre nel corso degli anni tre David di Donatello, quattro premi Colonna Sonora, tre Nastri d’argento, due Ciak d’or, il Globo d’Oro della stampa estera e il Premio Elsa Morante. In Francia, ottiene per due volte la nomination al César, il premio del pubblico e la menzione speciale della giuria al festival Musique et Cinéma di Auxerre.

«Sono molto orgoglioso di questo premio, che gratifica particolarmente un po’ il mio provincialismo e un po’,  forse, la mia snobberia».

Attivo anche come autore di canzoni, negli anni Settanta compone a quattro mani con Fabrizio De André gli album Non al denaro, non all’ amore né al cielo e Storia di un impiegato. Nel 1995 scrive tre canzoni per il tour teatrale di Roberto Benigni, tra cui la fortunata Quanto t’ho amato. Sin dall’ inizio Piovani affianca al lavoro nel cinema quello per il teatro, scrivendo musiche di scena per gli allestimenti di Carlo Cecchi, Luca De Filippo, Maurizio Scaparro e Vittorio Gassman. Nel 1989, con Luigi Magni e Pietro Garinei, crea per il Teatro Sistina la commedia musicale I sette re di Roma. Alla fine degli anni Ottanta, inizia il sodalizio artistico con Vincenzo Cerami. Insieme all’ attore Lello Arena, fondano la Compagnia della Luna, con l’intento di dare vita a un genere che in quel momento non trova spazio sulle scene italiane, un teatro dove musica e parola abbiano ambedue ampio spazio e interagiscano sul piano espressivo. I primi frutti di questa collaborazione sono La cantata del Fiore (1988) e La cantata del Buffo (1990). Seguono Il Signor Novecento (1992), Canti di scena (1993) e Romanzo musicale (1998). Nel 1998, La Pietà – Stabat mater per voce recitante, due cantanti e orchestra su testo di Vincenzo Cerami.

«Spesso gli intervistatori mi chiedono se la musica può fare qualcosa per la pace, o per altri temi della solidarietà. Mi viene di rispondere no, la musica può fare poco e niente, in senso concreto. Ma non esiste solo la concretezza: spesso nella storia le conquiste concrete sono precedute dal canto dei poeti. Spesso l’utopia ha soffiato vento nelle vele delle conquiste reali, politiche, storiche. Se mi chiedono di suonare per una causa meritoria, non mi tiro indietro. Non foss’ altro per ricordare a me stesso da che parte sto. E poi, quando si fa una Marcia della pace c’è sempre qualcuno, ubriaco di realismo, pronto a dire che è una cosa inutile. Ma io penso invece a quanto sarebbe avvilente il contrario, veder sfilare sotto casa i giovani che fanno una Marcia per la guerra, come è successo tristemente in passato». 

Nel 2000 debutta Concerto fotogramma. Nel 2001 Il “Concerto in quintetto”. Nel 2002 lavora a Parigi dove, al Teatre de Chaillot, presenta Concha Bonita, uno spettacolo che si colloca a metà strada tra l’opera e l’operetta. Nel 2003 presenta in Grecia, sull’ isola di Delos, L’ isola della luce una partitura per voce recitante, due cantanti e orchestra su brani dall’ Ecclesiaste, Omero, Sicilo, Byron, Einstein, Seferis, Mesomede da Creta e Vincenzo Cerami, commissionata dal ministero della cultura di Atene.

«In Italia il Teatro musicale soffre di un grave pregiudizio: e stato per anni considerato teatro d’evasione, leggero, culturalmente poco significante. La cultura egemone conformista italiana ha sempre vissuto la musica in teatro radicalizzata nei due generi estremi: Teatro Lirico da un lato, cioè teatro museale custode della tradizione, e Teatro di Rivista dall’ altro, cioè teatro di ballerine che sgambettano e fantasisti che intrattengono. Tutto ciò ha impedito la ricerca di quelle potenzialità espressive che ha la parola teatrale quando è coniugata con la musica teatrale, sia nel genere comico, sia nel genere drammatico o tragico.  Il teatro cosiddetto di cultura dei teatri stabili, il teatro di ricerca, il teatro di sperimentazione, hanno scavato molto di più sull’ aspetto visivo che su quello sonoro della lingua teatrale». 

Per i cento anni dalla Cgil, compone e dirige, su testo di Cerami, La cantata dei cent’anni.

Nel 2007 compone una suite orchestrale ispirata al numero sette, intitolata Epta.

Nel 2009, su testo di Eduardo De Filippo, scrive la cantata sinfonica Padre Cicogna – scritta per la voce recitante di Luca De Filippo.

«La possibilità di lavorare in chiave sinfonica su un testo di Eduardo, collaborando con Luca de Filippo, la considero una delle massime soddisfazioni che il mio lavoro mi ha dato».

L’opera Viaggi di Ulisse è stata composta e rappresentata per la prima volta il 2 Settembre 2011 al Ravello Festival. Nel 2013 esce il suo primo disco di canzoni Cantabile, con le voci dei cantanti amici Francesco De Gregori, Beppe Servillo, Giorgia, Vittorio Grigolo, Giusy Ferreri, Fiorella Mannoia, Gigi Proietti, Roberto Benigni, Jovanotti, Noa, Gianni Morandi, e con la partecipazione dei Solisti della Scala di Milano; un CD inconsueto, salutato con gioia dalla critica e dal pubblico.

«Da un po’ di tempo sto pensando a una nuova opera musicale che mi piacerebbe molto portare in scena entro il 2011. Si tratta di una suite per pochi strumenti e voci registrate, ispirata ai viaggi di Ulisse, alla commovente attualità – o forse eternità – di questo eroe dal multiforme ingegno. I suoi viaggi hanno ancora molto da dirci, sono ancora capaci di proiettare una luce inedita sui nostri piccoli percorsi quotidiani». 

Nicola Piovani nel 2008 è stato nominato Chevalier dans l’ordre des Arts et des Lettres dal ministro francese della Cultura, onorificenza conferita alle personalità che si sono distinte per le loro creazioni in campo artistico.

Nel 2014 esce il suo primo libro – e forse l’ultimo, dice Piovani -“La musica è pericolosa, appunti autobiografici dove la musica diventa un pretesto per parlare della vita, e dove la vita si lascia agganciare proprio in quei momenti in cui un’aria, una combinazione di suoni, il fragore di una banda o l’audacia di una orchestra hanno saputo toccarci il cuore e dirci qualcosa di più su questa rocambolesca avventura di essere musicalmente al mondo: una “vita cantabile”. Nel giugno 2014 è stata eseguita dall’ orchestra sinfonica nazionale della Rai di Torino una sua nuova composizione dal titolo Sarajevo.

Nel 2015, commissionata da Ravenna Festival, Piovani scrive “Vita nova” cantata per voce recitante, soprano e piccola orchestra La Vita Nuova è una partitura che scrivo con l’ambizione
di raccontare in musica l’emozione che può ancora dare a un uomo del terzo millennio la lettura del capolavoro giovanile dantesco.

«Mi affascina il grande stupore che questo racconto d’amore può ancora suscitare in noi, pensando alla vita reale del giovane Dante – Dantino pare lo chiamasse Guido Cavalcanti – una biografia piena di lacune. E proprio queste lacune ci lasciano lo spazio per immaginare cosa potesse essere quest’amore irreale, infantile, paradossale, per l’intravista Bice Portinari, in arte Beatrice. Un grande amore epilettico. La musica che scrivo ha l’ambizione di cantare quello che questa storia d’amore riverbera dentro di me, un amore inumano, canalizzato in un altro amore: quello per l’endecasillabo, questo sì amore reale. Umano e divino insieme».

Sempre nel 2015, debutta al Festival di Ravenna “La musica è pericolosa – concertato” un racconto musicale, narrato da un manipolo di strumenti chiamati ad agire in scena. A scandire le stazioni di questo viaggio musicale in libertà, Nicola Piovani racconta al pubblico il senso di quei frastagliati percorsi che l’hanno portato a fiancheggiare il lavoro di De André, di Fellini, di Magni, di registi spagnoli, francesi, olandesi, per il teatro,il cinema, la televisione, per cantanti e strumentisti, alternando l’esecuzione di brani teatralmente inediti a nuove versioni di pagine più note, riarrangiate per l’occasione. Nel racconto teatrale la parola arriva dove la musica non può arrivare, ma, soprattutto, la musica la fa da padrona là dove la parola non sa e non può dire. I video di scena integrano la narrazione con spezzoni di film e di spettacoli, e poi con immagini che artisti come Luzzati e Manara hanno dedicato all’ opera musicale di Piovani.

 

“Buongiorno principessa” by Nicola Piovani da La vita è bella:

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Written by mara

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