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Al Pianerottolo Musicale il primo incontro con JOHAN SEBASTIAN BACH

…ora l’idea secondo cui la melodia deve essere sempre presente nella parte superiore non è sufficientemente fondata …la musica si forma dall’armonia che risulta molto più completa su tutte le voci che vi prendono parte… “, JOHAN SEBASTIAN BACH

Stavo meditando su quante storie ci sono dietro uno spartito ! Non avrei mai immaginato che la musica potesse parlare raccontando fatti che solo nell’intimità di un’anima rivelano la concretezza del trascorrere della vita ! Uno si mette lì ad ascoltare una sinfonia , un concerto , una sonata e si affida ai suoni più o meno accattivanti che sta ricevendo senza pensare al travaglio psicologico di chi ha sentito il bisogno , la necessità di raccontare la storia della propria vita attraverso le note ! Nuove ricchezze ; certamente nuove e più profonde conoscenze di un contatto che avviene attraverso melodie ed armonie vissute !

Eccomi ad un altro pianerottolo ; vediamo chi abita dietro questa porta chiusa : non arrivano suoni ! Anzi…ecco , sì ! Un suono metallico , preciso , inconfondibile : è un clavicembalo ! Una musica serena , continua come una cascata di pioggia che goccia goccia mi affascina e mi spinge ad entrare , mentre un corposo signore sta toccando quei tasti come se le dita volassero !

Cerco di non farmi sentire , non voglio distrarlo da quella serie inimitabile di notine che scivolano via sdrucciolando sulla tastiera .

Prego , si accomodi e mi scusi se continuo a voltarle le spalle mentre riprendo il mio “Clavicembalo ben temperato” , un esercizio matematico accoppiato al suono…sento benissimo la sua presenza anche se non potrò nemmeno vederla voltandomi verso di lei : sono cieco ! Lo sapeva lei che terminai la mia vita con questo enorme difetto…dapprima mi pronosticarono una miopia grave , poi , a forza di incisioni dentro l’occhio mi hanno ridotto alla completa cecità ! Certo è stata una sofferenza indicibile ; purtroppo i medici del tempo andavano a tentativi e da miope che ero mi hanno ridotto alla cecità assoluta…l’infame cavalier Taylor…così si chiamava quel medico ! Insomma per la maggior parte della mia vita , ben sessantasei anni , sono stato sano come un pesce , poi ebbi la dabbenaggine di dichiarare che vedevo peggio ed ecco il risultato !

Tornando alla mia vita di compositore …è questo di cui vuole parlare vero ?…posso dire di essere stato il vero inventore di quella struttura musicale che arriva fino ai suoi tempi percorrendo veri e propri ruscelli sonori che vanno dalla musica sacra alla profana , alla cameristica , alla sinfonica , ai corali , all’astrattismo di approfonditi studi sulle fughe , sul contrappunto , sulla convergenza fra melodia ed armonia .

Però , pensi , quando vissi ero conosciuto unicamente per essere un bravissimo collaudatore per la messa a punto degli organi della varie chiese intorno alla mia zona natale : la Turingia . Un operaio specializzato…diciamo così !

Di me , in vita , infatti non si è mai conosciuto alcun lavoro . Non fui ammirato dai miei contemporanei né ebbi “post mortem” quegli onori che , solitamente , toccano ai grandi artisti . La mia musica incominciò ad essere nota negli ambienti musicali tedeschi soltanto verso la fine dell’ottocento , dopo che Mendelssohn presentò , nel 1829 la mia “Passione secondo Matteo” . Per fortuna le mie opere furono conservate , negli archivi e nelle biblioteche , autografe e redatte da vari allievi o addirittura da isolatissimi ammiratori .

Posso dire che i miei esordi di compositore nacquero da uno straordinario interessamento per le opere altrui : grande attrazione per la musica della scuola veneziana e soprattutto per le composizioni di Antonio Vivaldi . In questo senso lo studio fu lo scopo principale della mia vita ; scorrendo vari concerti strumentali da camera per diversi strumenti ne ricercavo una nuova impostazione timbrica e armonica sviluppando l’impiego con altri strumenti .

Prenda ad esempio ancora Vivaldi in quel meraviglioso concerto per 4 violini ; da questo ne trassi una trascrizione per 4 clavicembali . Le mie raccolte musicali le ho create per finalità didattiche o per istintivo desiderio di ricondurre ad un “sistema” l’impulso creativo . Ascolti bene : in questa trascrizione del concerto per 4 violini del Vivaldi ho cercato di avvicinarmi il più possibile al linguaggio della tastiera rielaborando più volte la stessa composizione e arricchendone le parti strumentali trasportando l’intera partitura vivaldiana ad una tonalità sempre diversa di quella impostata per i violini . Li ascolti : dai 4 violini vivaldiani ai miei 4 clavicembali !

E poi , parliamoci chiaro…forse è per questo che non sono diventato famoso ai miei tempi …io studiavo la musica come fosse un compito di matematica pura ! Ecco che partorisco le regole del contrappunto , cioè quel rapporto dinamico fra melodia ed armonia alla ricerca di un perfetto accordo . Nacque da questo intento il mio Concerto per 2 violini in re minore BWV 1043 .

Solo studiando la musica come modello matematico sono riuscito ad impostare qualcosa di veramente importante per i posteri , vale a dire un ampio bagaglio di realizzazioni che uno strumento può dare come contributo all’interno di ogni orchestra . Sono le mie numerose “Suites” per strumento solistico , vere e proprie esplorazioni ed approfondimenti per valutare le varie difficoltà tecniche con le quali doversi misurare . Ma mi conforta sapendo che almeno oggi la mia musica è apprezzata non solo per la ricerca …addirittura mi dicono che l’hanno trasformata in jazz…ma anche per aver lasciato un incantevole tracciato sentimentale nella geometria astratta di ogni suono .

Che ne dice della mia “Suite per violoncello n° 1 “ ?

E’ vero , mi sono prolungato forse un po’ troppo nello studio per riuscire ad affascinare i miei contemporanei , in compenso però ho costruito una vera e propria “sintassi musicale” espressa addirittura in un modello compositivo ripreso da tutti i compositori più grandi ed importanti nati dopo di me : “L’arte della fuga” dove un motivo esposto in prima battuta ( soggetto ) viene poi ripreso mentre lo stesso “soggetto” è in svolgimento intersecandolo con una nuova apparizione dello stesso soggetto ”tema” in modo da produrre condizioni armoniche di una simmetria ineguagliabile e consequenziale ; glielo dico in parole più povere : il soggetto si “accavalla” in continuazione con lo stesso soggetto partito in seconda battuta senza provocare disturbi dissonanti . Eh !… se uno non studia matematica queste cose non le può apprezzare !! Suoni che possono essere affidati a qualsiasi ensemble strumentale fino alla più completa orchestrazione .

Per non parlare di un’altra intuizione che verrà sviluppata dai più grandi compositori futuri ! La “variazione”! Cioè la ripetizione variamente modificata nel ritmo , nella melodia o nell’armonia , di una idea musicale . Ne ho composto una sequenza inimitabile : “Variazioni Goldberg” ben trenta variazioni di uno stesso tema ! E’ stata l’unica composizione che , ai miei tempi , mi procurò la soddisfazione di essere remunerato ! Sì perché un certo conte von Keiserlyng soffriva d’insonnia e allora l’amico di mio figlio maggiore Wilhelm che studiava insieme a questo giovane Golberg , un giovane che viveva presso il conte , doveva cercare di farlo addormentare piacevolmente almeno per una parte della notte suonando per lui dei brani che fossero piacevolmente spiritosi .

Mi scusi , non vorrei tediarla , ma se ha tempo e pazienza la prossima volta che tornerà a trovarmi le parlerò della mia vita , della mia famiglia , di altre composizioni più accattivanti ! Oh sì ; mi sono voluto esprimere in tutti i campi musicali come oratori , cantate , concerti e ne ho composte di paginate…pensi che mia moglie…beh tutto questo glielo racconterò la prossima volta !”

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“Concerto per 2 violini in re minore BWV 1043” by Johann Sebastian Bach (Yehudi Menuhin and David Oistrakh):

“Concerto per 2 violini in re minore BWV 1043, 2° tempo” by Johann Sebastian Bach (Uto Ughi e Guido Rimonda):

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“Suite per violoncello n° 1” by Johann Sebastian Bach (Mischa Maisky):

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“Variazioni Goldberg BWV 988” by Johann Sebastian Bach (Glenn Gould):

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© RIPRODUZIONE RISERVATA, di Alessandro Giusfredi

 

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Written by mara

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