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Al Ravenna Festival 2019 Maurizio Pollini Riccardo Muti 5 giugno

«Questo giovane suona già meglio di tutti noi»
(Arthur Rubinstein al Concorso “Chopin” di Varsavia 1960)

Maurizio Pollini

Ravenna Festival 2019

 

Meraviglioso e incredibile il Concerto inaugurale del Ravenna Festival per la Stagione 2019. Due grandi musicisti per un programma ricco ed entusiasmante: Riccardo Muti e Maurizio Pollini

 

Felix Mendelssohn-Bartholdy, Meeresstille und gluckliche Fahrt (Calma di mare e viaggio felice)

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Wolfgang Amadeus Mozart, Concerto per pianoforte e orchestra KV 449 in mi bemolle maggiore

Wolfgang Amadeus Mozart, Concerto per pianoforte e orchestra KV 466 in re minore

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Sergej Rachmaninov, L’isola dei morti poema sinfonico op. 29

 

QUANDO

Mercoledì 5 Giugno 2019, ore 21.00

 

DOVE: Palazzo Mauro de André
Viale Europa, 1
48121 Ravenna (RA)

 

INTERPRETI:

Riccardo Muti, Direttore

Maurizio Pollini, Pianoforte

Orchestra Giovanile Luigi Cherubini

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

TERZO SETTORE

  • Intero al costo di € 30,00 + € 3,00 di prevendita
  • Ridotto al costo di € 26,00 + € 2,50 di prevendita
  • Ragazzi under 18 al costo di € 13,00 + € 1,50 di prevendita
  • UNIVERSITARI al costo di € 13,00 + € 1,50 di prevendita
  • Bimbi under 14 al costo di € 5,00 + € 0,50 di prevendita

QUARTO SETTORE

  • Intero al costo di € 25,00 + € 2,50 di prevendita
  • Ridotto al costo di € 22,00 + € 2,00 di prevendita
  • Ragazzi under 18 al costo di € 11,00 + € 1,00 di prevendita
  • UNIVERSITARI al costo di € 11,00 + € 1,00 di prevendita
  • Bimbi under 14 al costo di € 5,00 + € 0,50 di prevendita

 

Ravenna Festival: Maurizio Pollini Riccardo Muti

 

se non sapete come fare e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Riccardo Muti…

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Riccardo Muti è figlio del medico Domenico, nativo di Molfetta, e di Gilda Peli Sellitto, napoletana, nasce a Napoli, dove frequenta il liceo classico Vittorio Emanuele II e studia pianoforte con Vincenzo Vitale, conseguendo il diploma con lode presso il Conservatorio di San Pietro a Majella.

In seguito, dopo aver lasciato la facoltà napoletana di filosofia, si trasferisce a Milano, dove studia composizione con Bruno Bettinelli e direzione d’orchestra con Antonino Votto.

Debutta nel 1967 al Teatro Coccia di Novara vincendo il Premio Cantelli per giovani direttori d’orchestra, violinisti e flautisti. Dal 1968 al 1980 è stato direttore principale e direttore musicale del Maggio Musicale Fiorentino.

Durante il periodo fiorentino di notevole interesse sono state le rappresentazioni del Nabucco di Verdi con la regia di Luca Ronconi, in particolare i costumi del quarto atto riconducibili alle divise dei soldati italiani nel risorgimento nella replica nel Teatro Comunale di Firenze del 1977, il Guglielmo Tell di Rossini nella versione integrale e ancora di Verdi l’Otello con l’inedito finale del terzo atto.

Nel 1969 dirige la prima rappresentazione radiofonica nell’ Auditorium RAI del Foro Italico di Roma di “I puritani” di Vincenzo Bellini con Mirella Freni, Luciano Pavarotti, Sesto Bruscantini e Bonaldo Giaiotti. Nel 1970 dirige la ripresa nel Teatro Comunale di Firenze di “I puritani”.

Al Gran Teatro La Fenice di Venezia dirige un concerto sinfonico con Cristina Deutekom nel 1970, uno nel 1971, Ivan il Terribile di Sergej Sergeevič Prokof’ev nel 1972, un concerto nel 1978, uno nel 1995, il Concerto straordinario a favore della ricostruzione del Teatro nel 1996 ed il concerto Riapre La Fenice – nella Settimana inaugurale il 14 dicembre 2003.

Nel 1971 dirige la prima rappresentazione nel Kleines Festspielhaus di Salisburgo di “Don Pasquale” di Gaetano Donizetti con Rolando Panerai e Fernando Corena.

Nel 1972 dirige la ripresa nel Teatro Comunale di Firenze di “Un ballo in maschera” di Giuseppe Verdi con Renato Bruson e Rolando Panerai.

Dal 1973 al 1982 è stato direttore principale della Philharmonia Orchestra di Londra succedendo ad Otto Klemperer: con questa orchestra ha effettuato diverse registrazioni sia di opere italiane tra cui Aida di Giuseppe Verdi con Montserrat Caballé e Plácido Domingo, che ad oggi risulta essere uno dei dischi d’opera più venduti al mondo, e il Macbethnel quale riapre tutti i vecchi tagli aggiunti nel corso degli anni da vari direttori, sia lavori sinfonici tra i quali spiccano l’integrale delle sinfonie di Schumann e Čajkovskij.

Dal 1980 al 1992 è stato direttore musicale dell’ Orchestra di Filadelfia, che ha portato in diverse tournée internazionali.

Nel 1979 ne è stato nominato direttore principale, nel 1982 direttore onorario.

Nel 1991 proprio con questa orchestra ha eseguito la Tosca di Giacomo Puccini, primo titolo del compositore toscano diretto dal maestro Muti.

Nel 1995 ha ricoperto il ruolo di Presidente della Giuria nella prima edizione del Concorso Internazionale di Composizione “2 Agosto” a Bologna.

Il 10 dicembre 2014 apre la stagione teatrale del Teatro Giordano di Foggia chiuso per 10 anni per restauri ed ora affidato alla direzione artistica di Michele Placido.

Dal 1986 al 2005 Muti è stato direttore principale dell’ Orchestra del Teatro alla Scala, con la quale l’anno successivo ha ricevuto il premio Viotti d’Oro e che ha portato in tournée in Italia e in Europa.

Oltre alla Scala, Muti ha diretto produzioni operistiche anche a Firenze, Napoli, Filadelfia, Monaco, Vienna, Londra, Liegi e al Festival di Ravenna.

È spesso ospite della Berliner Philharmoniker e della Wiener Philharmoniker.

Nel 1996 Muti ha diretto quest’ultima in occasione della chiusura della settimana del Festival Viennese, in un tour verso l’estremo oriente (Giappone, Corea, Hong Kong) e in Germania oltre che il Concerto di Capodanno di Vienna nel 1993, 1997, 2000 e 2004.

Dirige le prime esecuzioni assolute nella Symphony Hall dell’American Academy of Music di Filadelfia di “Summer Solstice” per orchestra e del Concerto per violino e orchestra di Ezra Laderman nel 1980 e del Concerto per pianoforte e orchestra di Tina Davidson nel 1983.

Nel 1984 dirige la ripresa nel Kleines Festspielhaus di Salisburgo di “Così fan tutte ossia La scuola degli amanti” di Wolfgang Amadeus Mozart con Kathleen Battle e Sesto Bruscantini.

Nel 1987 dirige la prima rappresentazione nella Deutsche Staatsoper di Berlino di “Nabucco” di Giuseppe Verdi con Renato Bruson.

Nel 1990 dirige la ripresa nel Großes Festspielhaus di Salisburgo di “Il dissoluto punito ossia Il Don Giovanni” di W. A. Mozart, con Carol Vaness, Edita Gruberová, Ramey e Furlanetto.

È sposato con Cristina Mazzavillani Muti, direttrice del Ravenna festival e da anni risiede a Ravenna. La coppia ha tre figli: Francesco, Chiara (nota attrice e moglie del pianista francese David Fray) e Domenico.

Grande interprete verdiano e mozartiano, Muti è anche noto per le sue sempre interessanti esecuzioni operistiche di autori come Pergolesi, Gluck, Bellini, Rossini, Puccini e Wagner.

Oltre ai capolavori di Giuseppe Verdi e Wolfgang Amadeus Mozart, alla Scala, Muti ha voluto riportare all’ attenzione del pubblico le opere di Gluck (Alceste, Orfeo ed EuridiceArmide) e quelle di autori del periodo storico neo-classico, quali Lodoïska di Luigi Cherubini e La Vestale di Gaspare Spontini.

Inoltre il Maestro ha riportato alla scala dopo vent’ anni sia Parsifal che l’intera tetralogia de L’Anello del Nibelungo di Wagner, ottenendo esiti contrastanti; sempre negli anni 90 ha avuto il merito di riportare alla Scala opere non più eseguite da svariati anni come La Forza del Destino che ha riscosso un trionfale successo nel 1999, la Manon Lescaut di Giacomo Puccini.

Riccardo Muti

Nel 2000 è stato chiamato a dirigere la Wiener Philharmoniker nel noto concerto di apertura del nuovo Millennio nella Großer Musikvereinsaal di Vienna; aveva avuto questo onore già nel 1993 (risultando il più giovane direttore ospite di questa manifestazione, a soli 52 anni) e nel 1997; è stato nuovamente chiamato a questo prestigioso incarico nel cinquantesimo concerto di Capodanno 2004 con musiche di Johann Strauss (padre) e Johann Johann Strauss (figlio).

Nel 2001, il maestro ha ricevuto il “Premio Internazionale Medaglia d’Oro al merito della Cultura Cattolica” dalla Scuola di Cultura Cattolica di Bassano del Grappa.

Ma il 2001 è soprattutto l’anno verdiano e il maestro regala ai milanesi in un’unica stagione Il trovatore, Rigoletto, La traviata, Un ballo in maschera, Macbeth infine l’Otello per il 7 dicembre del 2001 con Plácido Domingo nel ruolo del protagonista, Barbara Frittoli nei panni di Desdemona e Leo Nucci come Jago.

Il 27 gennaio 2001 dirige nella Basilica di San Marco a Milano il coro e l’orchestra del Teatro Alla Scala nella Messa da Requiem di Giuseppe Verdi proprio nel giorno un cui 100 anni prima moriva il compositore. Il concerto con le compagini scaligere sarà eseguito anche per due sere consecutive al Musikverein di Vienna.

Nel 2004 ha creato l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini formata da giovani strumentisti scelti da una commissione internazionale.

Il 16 marzo 2005, l’orchestra e lo staff della Scala hanno votato a larga maggioranza una richiesta di dimissioni di Muti, il quale cancellò un concerto prima della votazione e il 2 aprile diede le dimissioni.

Poco dopo ha ricevuto a Brescia il Premio “Arturo Benedetti Michelangeli”, secondo artista italiano ad averlo ricevuto dopo Maurizio Pollini.

Il 2 marzo 2007 dirige l’Orchestra giovanile Luigi Cherubini in un concerto straordinario (Concerto in La minore per violoncello e orchestra di Schumann e Sinfonia n. 4 “Tragica” in Do minore di Franz Schubert) nella Basilica di San Francesco ad Arezzo di fronte agli affreschi di Piero della Francesca, nell’ ambito del Festival musicale organizzato dall’ Ente Filarmonico Italiano.

Durante la serata viene insignito del premio “Il Filarmonico”, consegnatogli da Lorenzo Arruga.

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Nel febbraio 2008 vince due Grammy Award (Best Classical Album e Best Choral Performance) con l’album Missa Solemnis in Mi di Luigi Cherubini con Orchestra Sinfonica della Radio Bavarese inciso per la EMI.

Nel maggio 2008 firma un contratto quinquennale per 10 settimane di conduzione l’anno con la Chicago Symphony Orchestra, a partire dal settembre 2010.

Muti dirigerà l’orchestra americana sia nelle tournée nazionali che in quelle internazionali. L’incarico di direttore musicale verrà ufficializzato nel gennaio 2009 con l’esecuzione della Messa da Requiem di Verdi.

L’ultima volta che Muti diresse l’orchestra americana, a conclusione del prestigioso incarico, volle donare alla città di Molfetta la bacchetta rigorosamente in legno, esposta a Palazzo Giovene nella Civica Siloteca del Centro Studi Molfettesi dedicata a Raffaele Cormio.

Sempre nel 2008, a dicembre, intraprenderà una nuova collaborazione con un teatro d’opera italiano: dirigerà infatti l’Otello di Giuseppe Verdi al Teatro dell’Opera di Roma, dove non ha mai diretto uno spettacolo operistico, nella produzione andata già in scena al Festival di Salisburgo 2008; dopo l’Otello il maestro è atteso con Ifigenia in Aulide (Gluck) nel marzo del 2009 e l’ Idomeneo di Mozart 2010.

Il 13 febbraio 2011, in qualità di direttore della Chicago Symphony Orchestra, ha vinto 2 Grammy Award nelle categorie Best Classical AlbumBest Choral Performance per la registrazione del Requiem (Verdi) con Barbara Frittoli. 

Dirige Macbeth nell’agosto 2011 al Festival di Salisburgo ed in novembre/dicembre al Teatro dell’Opera di Roma.

Nel 2012 in gennaio dirige il Requiem (Verdi) all’Opéra-Comédie di Montpellier, in marzo/aprile I due Figaro al Teatro Real di Madrid, in maggio/giugno Attila al Teatro dell’Opera, in luglio Sancta Susanna di Paul Hindemith al Teatro Dante Alighieri, in agosto/settembre I due Figaro al Teatro Colón ed in novembre Simon Boccanegra a Roma ripreso in video dalla Rai.

Nel 2013 dirige I due Foscari ed un concerto a Roma, Don Pasquale a Madrid, Nabucco a Ravenna, Roma e Salisburgo ed Ernani a Roma.

Nel 2014 dirige Manon Lescaut con Anna Jur’evna Netrebko a Roma, il Requiem (Verdi) con Francesco Meli al Teatro Real e con Daniela Barcellona e Riccardo Zanellato al Ravenna Festival ed al Festival Ljubljana e Simon Boccanegra e Nabucco con Sonia Ganassi al Tokyo Bunka Kaikan nella trasferta del Teatro dell’Opera.

Dirige l’ Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, che ha fondato nel 2004 e che ha sede a Piacenza e Ravenna.

Dal 2010 è music director della Chicago Symphony Orchestra, con la quale ha rinnovato il contratto fino all’ estate del 2020.

Il 30 marzo 1996 ha ricevuto una laurea honoris causa in musicologia dall’ Università degli Studi di Pavia.

Il 3 marzo 2007 la Facoltà di Lettere e Filosofia di Arezzo dell’Università degli Studi di Siena gli conferisce una laurea honoris causa in Letteratura e Spettacolo, consegnatagli dal Rettore Silvano Focardi.

Secondo quanto ricorda la delibera della Facoltà di Lettere e Filosofia di Arezzo, “la sua arte interpretativa, la sua attività di svecchiamento di obsoleti canoni esecutivi, che ha influenzato positivamente schiere di giovani direttori, la diffusione della musica d’arte presso platee di giovani, la fondazione di importanti istituzioni musicali, le molteplici iniziative umanitarie, ne hanno fatto uno straordinario rappresentante della cultura italiana nel mondo“.

QUALCHE VIDEO SU RICCARDO MUTI…

 

“Symphony No. 3 Eroica” by L. van Beethoven (Philadelphia Orchestra):


“Intervista al Maestro RICCARDO MUTI (Firenze, 13/05/1978)” (41° Maggio Musicale Fiorentino):


“Symphony No. 9” by L. van Beethoven (Chicago Symphony Orchestra):

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Maurizio Pollini…

Figlio dell’ architetto razionalista Gino Pollini e della musicista Renata Melotti (sorella dello scultore Fausto Melotti), ha iniziato lo studio del pianoforte con Carlo Lonati, e ha proseguito gli studi fra i 13 e i 18 anni con Carlo Vidusso. Nel 1957 vince il secondo premio (consistente in 600 franchi svizzeri) al Concorso Internazionale di Esecuzione Musicale di Ginevra, con 222 candidati da tutta Europa e nel 1959 ha vinto il primo premio del Concorso pianistico internazionale Ettore Pozzoli di Seregno. Diplomatosi al Conservatorio di Milano, ha vinto nel 1960 il Concorso Chopin a Varsavia. In quell’ occasione Arthur Rubinstein, dopo aver ascoltato Pollini disse: “Questo giovane suona meglio di tutti noi” e affermò che la sua maturità tecnica e interpretativa era “di gran lunga superiore a quella di tutti gli altri concorrenti”.

Considerato uno dei più grandi pianisti della nostra epoca, è particolarmente famoso per le sue interpretazioni di Beethoven, Chopin, Schubert, Schumann e della seconda scuola di Vienna (Schoenberg, Berg e Webern). Ha interpretato spesso anche compositori del periodo barocco (come Bach), classico (come Mozart), tardo-romantico (in particolare Brahms, il cui secondo concerto è un suo famoso cavallo di battaglia, e Liszt, specie la Sonata in si minore e i pezzi più sperimentali composti negli ultimi anni di vita). Agli esordi aveva mostrato un certo interesse anche verso la letteratura pianistica russa (soprattutto Prokofiev e Stravinsky), poi mano a mano venuto attenuandosi. Si è invece spesso cimentato nell’esecuzione di opere di autori contemporanei come Pierre Boulez, Luigi Nono e Karlheinz Stockhausen, e importanti composizioni di musica del nostro tempo sono state scritte espressamente per lui; fra le più note si possono ricordare …Sofferte onde serene… di Nono, Masse: omaggio a Edgard Varèse di Giacomo Manzoni e la quinta sonata di Salvatore Sciarrino. Pollini è noto per la sua tecnica sopraffina e l’assoluta padronanza dello strumento. Da questo punto di vista il “testo simbolo” con cui si è da sempre identificato sono gli Studi di Chopin, che testimoniano oltre ogni ragionevole dubbio quanto prodigiosa sia la sua tecnica (si veda in particolar modo la registrazione, di folgorante virtuosismo, edita da Testament nel 2011 e risalente a quando ancora era diciottenne).

Maurizio Pollini…uno dei più grandi pianisti della nostra epoca

Nell’arco della sua carriera ha sempre prestato grande attenzione agli aspetti formali e d’insieme dei brani suonati, cercando di renderli con la massima chiarezza possibile, anche a discapito a volte della perfezione del suono e della ricercatezza timbrica. Pollini privilegia la forma sull’eleganza, pur possedendo un suono pieno che si è arricchito di calore col passare del tempo. Ha effettuato una profonda ricerca sui dettagli interpretativi, anche minimi, dei compositori che ha affrontato con rispetto scrupoloso del testo scritto. In alcune occasioni gli è stata rimproverata una certa freddezza nell’interpretazione (dovuta probabilmente al puntiglioso lavoro sulla tecnica e alla mancanza di “personalizzazione” delle partiture per la citata fedeltà al testo), ma le esecuzioni degli anni più recenti hanno mostrato una sempre più convincente forza espressiva – anche se parallelamente la tecnica non è più così sbalorditiva ed impeccabile come agli esordi. Negli anni ottanta ha debuttato come direttore d’orchestra per la realizzazione di una delle prime incisioni discografiche moderne dell’opera La donna del lago di Gioachino Rossini nell’ambito delle manifestazioni rossiniane della città di Pesaro. 

Al Teatro alla Scala di Milano debutta nell’ottobre 1958 suonando nella prima esecuzione assoluta di Fantasia per pianoforte e strumenti a corda di Giorgio Federico Ghedini diretto da Thomas Schippers e nel 1960 esegue il Concerto n. 1 in mi minore, op. 11 di Fryderyk Chopin diretto da Sergiu Celibidache.

Per il Teatro La Fenice di Venezia esegue il Concerto per pianoforte e orchestra n. 5 di Beethoven nel 1964, il Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 op. 21 di Fryderyk Chopin nel 1968, un recital nel 1972, due nel 1973, uno nel 1976, due concerti nel 1983, la Sonata per pianoforte n. 16 (Beethoven) e la Sonata per pianoforte n. 18 di Beethoven nel 1987, un recital nel 1990 ed uno al Teatro Malibran nel 2001. La sua prima incisione per la Deutsche Grammophon, nel 1971 – che includeva i Tre Movimenti da “Petrushka” di Stravinskij e la Settima Sonata di Prokof’ev – è tuttora considerata una pietra miliare della discografia pianistica del XX secolo. Da allora, è sempre stato uno dei pianisti di punta della casa discografica tedesca. Nel 1972 suona nella prima esecuzione assoluta nel Teatro alla Scala di Milano di “Como una ola de fuerza y luz” di Luigi Nono diretto da Claudio Abbado.

A Salisburgo esegue nel 1973 il Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 di Chopin con i Wiener Philharmoniker diretto da Claudio Abbado e tiene un recital, nel 1974 il Concerto per pianoforte e orchestra di Schumann sempre con i Wiener Philharmoniker diretto da Herbert von Karajan e tiene un recital, nel 1976 il Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 di Brahms diretto da Abbado e tiene un recital con musiche di Beethoven, nel 1977 tiene un recital ed il Concerto per pianoforte e orchestra n. 23 di Mozart diretto da Karl Böhm, nel 1978 tiene un recital ed il Concerto per pianoforte e orchestra n. 4 di Beethoven diretto da Claudio Abbado e tiene un recital, nel 1980 il Concerto per pianoforte e orchestra n. 19 di Mozart diretto da Böhm, negli anni 1981, 1982 e 1984 tiene un recital, nel 1985 tiene un concerto con musiche di Franz Schubert, nel 1986 tiene un recital ed il Concerto per pianoforte e orchestra n. 5 di Beethoven diretto da Claudio Abbado, nel 1987 il Concerto per pianoforte e orchestra di Schumann con l’ Orchestra filarmonica d’ Israele diretta da Zubin Mehta e tiene un recital, nel 1988 tiene un concerto con musiche di Beethoven, negli anni 1989, 1991, 1992, 1993 e 1994 tiene un recital, nel 1995 un concerto con musiche di Beethoven, il Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 di Brahms con i Berliner Philharmonisches Orchester diretto da Claudio Abbado, il Quintetto per pianoforte e archi in fa minore op. 34 di Brahms, Tre pezzi per pianoforte Op. 11 di Arnold Schönberg e Klavierstück X di Karlheinz Stockhausen, nel 1996 e 1997 un recital, nel 1998 un concerto con musiche di Beethoven, nel 1999 Cinque pezzi per pianoforte Op. 23 di Schönberg e Sonata n. 3 (Concert sans orchestre) in fa minore op. 14 di Robert Schumann, suona in Quintetto con il Quartetto Accardo e la Sonata per pianoforte n. 29 di Beethoven, nel 2000 tiene un recital, nel 2001 il Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 di Brahms con i Berliner diretto da Claudio Abbado e tiene un recital, nel 2002 e 2003 un recital, nel 2004 un concerto con musiche di Beethoven, nel 2005 un concerto con musiche di Chopin, nel 2006, 2007, 2008 e 2009 un recital, nel 2010 un concerto con musiche di Chopin, nel 2011 e 2012 un concerto con musiche di Beethoven.

Per la Scala nel 1976 dirige l’ Orchestra del Teatro alla Scala nella Sinfonia n. 2 di Beethoven ed esegue il Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 di Beethoven nel Palazzetto dello Sport di Cinisello Balsamo e nel Teatro Fraschini di Pavia, esegue un concerto nella Sala Verdi del Conservatorio Giuseppe Verdi, nel 1977 il Concerto op. 42 di Arnold Schoenberg e dei recital, nel 1978 un recital di Franz Schubert ed il Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 di Brahms nella Sala Verdi del Conservatorio Giuseppe Verdi, diretto da Claudio Abbado, nel 1979 un recital di Robert Schumann, il Concerto per pianoforte e orchestra n. 20 ed il Concerto per pianoforte e orchestra n. 12 di Mozart diretto da Abbado ed il Concerto per pianoforte e orchestra di Schumann diretto da Abbado, nel 1980 un recital ed un concerto con il Quartetto Italiano, nel 1981 un recital, nel 1982 un recital ed un concerto con la Chamber Orchestra of Europe, nel 1983 un recital ed il Concerto per pianoforte e orchestra n. 4 di Beethoven diretto da Carlo Maria Giulini.

Nel 1985, in occasione del tricentenario di Bach, ha suonato l’ intero primo libro del Clavicembalo ben temperato ed esegue il Concerto per pianoforte e orchestra in La minore, op. 54 di Robert Schumann diretto da Abbado trasmesso da Canale 5, nel 1986 un concerto con il Quartetto Italiano, nel 1987 un concerto con musiche di Beethoven ed uno di Chopin. Il 17 settembre 1981 ha debuttato nella direzione di un’opera a Pesaro, con La donna del lago di Rossini; l’esecuzione in tale occasione è stata registrata, e successivamente pubblicata su long playing (1983). Nel 1987, a New York, ha eseguito tutti i concerti per piano di Beethoven con l’ Orchestra Filarmonica di Vienna diretta da Claudio Abbado, ricevendo nell’occasione l’ Ehrenring, l’ anello onorario dell ‘orchestra.

Alla Scala nel 1988 esegue il Concerto per pianoforte e orchestra n. 5 di Beethoven con i Wiener Philharmoniker diretto da Claudio Abbado ed un recital, nel 1989 un recital, nel 1990 un recital ed un concerto con Salvatore Accardo, nel 1991 un concerto con musiche di Beethoven, nel 1992 un recital ed il Quintetto in Mi bem maggiore op. 44 di Robert Schumann con Accardo, nel 1993 un recital ed un concerto con musiche di Beethoven, nel 1994 il Trio in Re min. per violino, violoncello e pianoforte op. 70 n. 1 “degli Spettri” con Accardo, nel 1995 e nel 1996 quattro Sonate per pianoforte di Beethoven, nel 1997 e nel 1999 dei recital, nel 2000 un concerto dal titolo Grandi pianisti alla Scala, nel 2001 un recital, nel 2006 un concerto di Chopin, un recital e Drei Klavierstücke di Schönberg, nel 2008 un recital, nel 2009 un concerto con l’ Ensemble InterContemporain diretto da Pierre Boulez, il Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra di Béla Bartók diretto sempre da Boulez ed un recital, un concerto con i Klangforum Wien e nel 2010 e nel 2012 e 2013 dei recital.

Il 15 novembre 1993 suona per la prima volta al Teatro Carlo Felice di Genova, dopo vent’anni di assenza dal capoluogo ligure, nell’ambito della stagione concertistica della Giovine Orchestra Genovese. Il concerto registra il tutto esaurito e, constatate le ulteriori incessanti richieste, gli organizzatori sono “costretti” ad aggiungere 50 posti in palcoscenico ai 2000 del teatro. Pollini propone un recital totalmente beethoveniano, eseguendo le Sonate op. 14 n. 1 e 2, la Sonata op. 13 e la Sonata op. 22.

Fra il 1993 e il 1994 ha suonato l’intero programma di sonate per pianoforte di Beethoven a Berlino e Monaco, e successivamente anche a New York, Milano, Parigi, Londra e Vienna. Al Festival di Salisburgo del 1995 ha inaugurato il “Progetto Pollini”, una serie di concerti nei quali sono stati sovrapposti nuovi e vecchi lavori. Un’esperienza analoga è stata compiuta alla Carnegie Hall fra il 2000 e il 2001, con “Prospettive: Maurizio Pollini”.

Nel 1996 ha ricevuto il prestigioso Premio Ernst von Siemens e nel 1999 il premio “Una vita per la musica” a Venezia. Nel 1999 esegue un concerto al Teatro Comunale di Firenze per il Maggio Musicale Fiorentino. Molte registrazioni fatte da Deutsche Grammophon hanno ottenuto prestigiosi riconoscimenti.

Nel 2000, durante il Festival Pianistico Internazionale “Arturo Benedetti Michelangeli” di Brescia e Bergamo, è stato il primo artista a vincere il premio “Arturo Benedetti Michelangeli”. Nel 2001 la Deutsche Grammophon ha realizzato un’edizione speciale commemorativa in 13 CD per celebrare il sessantesimo compleanno del pianista. 

Nel 2002 suona all’inaugurazione a Roma della Sala Grande del nuovo Auditorium Parco della Musica con un concerto diretto da Myung-Whun Chung. Al Teatro comunale Luciano Pavarotti di Modena tiene un recital nel 2002 ed uno nel 2005.

Nel 2007 Pollini ha ricevuto il Grammy Award per la “Miglior interpretazione strumentale solista (senza orchestra)”, per la sua registrazione dei Notturni di Chopin (sempre con la Deutsche Grammophon).

Nel 2010 tiene un concerto di musiche di Chopin al Washington National Opera.

TRA LE ONORIFICENZE

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di gran croce dell’ Ordine al merito della Repubblica italiana
  — Roma, 20 marzo 2000
Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia d’ oro ai benemeriti della cultura e dell’ arte
  — Roma, 17 marzo 2004

CURIOSITÀ

Pollini è al 12º posto della classifica dei dischi più venduti in Italia con la registrazione dedicata a Chopin: Preludi completi, 4 Mazurke, 2 Notturni e Scherzo n. 2. È la prima volta che il pianista milanese raggiunge una posizione così alta, un risultato che continua i successi di vendite delle sue precedenti incisioni, in particolare dei Notturni completi che hanno ottenuto il Disco di platino e la ventesima posizione in classifica.

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ALCUNI VIDEO SU MAURIZIO POLLINI…

 

“Preludio op. 45” by F. Chopin (M. Pollini, Recorded LIVE at the Concertgebouw in Amsterdam, 4-2004):

“Prelude No. 25 in C sharp minor, op. 45” by F. Chopin (M. Pollini, April 1999):

“Mazurka in F sharp minor Op. 59 n. 3” by F. Chopin (M. Pollini, Recorded at the Warshaw’s piano competition, 1960. Pollini was 18 Years old):

“Nocturne Op. 62, No. 1 in B Major” by F. Chopin (M. Pollini):

“Nocturne Op. 62, No. 2 in E Major” by F. Chopin (M. Pollini):

“Scherzo Op. 20 No. 1” by F. Chopin (M. Pollini):

“Scherzo Op. 20 No. 1” by F. Chopin (M. Pollini, live London 2008):

“Prelude No. 1 “Brouillards”, from Book II” by C. Debussy (M. Pollini, Recorded Live at the Concertgebouw, 4-2004):

“Prelude No. 2 “Feuilles mortes”, from Book II” by C. Debussy (M. Pollini, Recorded Live at the Concertgebouw, 4-2004):

“Prelude No. 3 “La Puerta del Vino”, from Book II” by C. Debussy (M. Pollini, Recorded Live at the Concertgebouw, 4-2004):

“Prelude No. 4 “Les fees sont d’exquises danseuses”, from Book II” by C. Debussy (M. Pollini, Recorded Live at the Concertgebouw, 4-2004):

“Prelude No. 5 “Bruyeres”, from Book II” by C. Debussy (M. Pollini, Recorded Live at the Concertgebouw, 4-2004):

“Prelude No. 6 “General Lavine – eccentric”, from Book II” by C. Debussy (M. Pollini, Recorded Live at the Concertgebouw, 4-2004):

“Prelude No. 7 “La Terrasse des audiences du clair de lune”, from Book II” by C. Debussy (M. Pollini, Recorded Live at the Concertgebouw, 4-2004):

“Prelude No. 8 “Ondine” by C. Debussy (M. Pollini, Recorded Live at the Concertgebouw, 4-2004):

“Prelude No. 9 “Hommage a S. Pickwick Esq…” by C. Debussy (M. Pollini, Recorded Live at the Concertgebouw, 4-2004):

“Prelude No. 10 “Canope” by C. Debussy (M. Pollini, Recorded Live at the Concertgebouw, 4-2004):

“Prelude No. 11 “Les Tierces alternees” by C. Debussy (M. Pollini, Recorded Live at the Concertgebouw, 4-2004):

“Prelude No. 12 “Feux d’artifice” by C. Debussy (M. Pollini, Recorded Live at the Concertgebouw, 4-2004):

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Orchestra Giovanile Luigi Cherubini…

Orchestra Giovanile Luigi Cherubini

Fondata da Riccardo Muti nel 2004, l’ Orchestra Giovanile Luigi Cherubini ha assunto il nome di uno dei massimi compositori italiani di tutti i tempi attivo in ambito europeo per sottolineare, insieme ad una forte identità nazionale, la propria inclinazione ad una visione europea della musica e della cultura.

L’Orchestra, che si pone come strumento privilegiato di congiunzione tra il mondo accademico e l’attività professionale, divide la propria sede tra le città di Piacenza e Ravenna.

La Cherubini è formata da giovani strumentisti, tutti sotto i trent’ anni e provenienti da ogni regione italiana, selezionati attraverso centinaia di audizioni da una commissione costituita dalle prime parti di prestigiose orchestre europee e presieduta dallo stesso Muti.

Secondo uno spirito che imprime all’ orchestra la dinamicità di un continuo rinnovamento, i musicisti restano in orchestra per un solo triennio, terminato il quale molti di loro hanno l’opportunità di trovare una propria collocazione nelle migliori orchestre.

In questi anni l’Orchestra, sotto la direzione di Riccardo Muti, si è cimentata con un repertorio che spazia dal barocco al Novecento alternando ai concerti in moltissime città italiane importanti tournée in Europa e nel mondo nel corso delle quali è stata protagonista, tra gli altri, nei teatri di Vienna, Parigi, Mosca, Salisburgo, Colonia, San Pietroburgo, Madrid, Barcellona, Muscat, Manama, Abu Dhabi e Buenos Aires.

All’intensa attività con il suo fondatore, la Cherubini ha affiancato moltissime collaborazioni con artisti quali Claudio Abbado, John Axelrod, Rudolf Barshai, Michele Campanella, James Conlon, Dennis Russel Davies, Gérard Depardieu, Kevin Farrell, Patrick Fournillier, Herbie Hancock, Leonidas Kavakos, Lang Lang, Ute Lemper, Alexander Lonquich, Wayne Marshall, Kurt Masur, Anne-Sophie Mutter, Kent Nagano, Krzysztof Penderecki, Donato Renzetti, Vadim Repin, Giovanni Sollima, Yuri Temirkanov, Alexander Toradze e Pinchas Zukerman.

Il debutto a Salisburgo, al Festival di Pentecoste, con Il ritorno di Don Calandrino di Cimarosa, ha segnato nel 2007 la prima tappa di un progetto quinquennale che la prestigiosa rassegna austriaca, in coproduzione con Ravenna Festival, ha realizzato con Riccardo Muti per la riscoperta e la valorizzazione del patrimonio musicale del Settecento napoletano e di cui la Cherubini è stata protagonista in qualità di orchestra residente.

Alla trionfale accoglienza del pubblico viennese nella Sala d’Oro del Musikverein, ha fatto seguito, nel 2008, l’assegnazione alla Cherubini del prestigioso Premio Abbiati quale miglior iniziativa musicale per “i notevoli risultati che ne hanno fatto un organico di eccellenza riconosciuto in Italia e all’ estero”.

Impegnativi e di indiscutibile rilievo i progetti delle “trilogie”, che al Ravenna Festival l’hanno vista protagonista, sotto la direzione di Nicola Paszkowski, delle celebrazioni per il bicentenario verdiano in occasione del quale l’Orchestra è stata chiamata ad eseguire ben sei opere al Teatro Alighieri.

Nel 2012, nel giro di tre sole giornate, Rigoletto, Trovatore e Traviata; nel 2013, sempre l’una dopo l’altra a stretto confronto, le opere “shakespeariane” di Verdi: Macbeth, Otello e Falstaff.

Ancora nell’ ambito del Ravenna Festival, dove ogni anno si rinnova l’intensa esperienza della residenza estiva, dal 2010 la Cherubini è protagonista, al fianco di Riccardo Muti, dei concerti per le Vie dell’amicizia: l’ultimo nella Cattedrale di Otranto al cospetto dello straordinario mosaico dell’albero della vita, simbolo dell’Expo2015.

Un duplice appuntamento verdiano con Riccardo Muti ha segnato l’estate 2015 della Cherubini: prima il successo al Teatro Alighieri di Ravenna nel Falstaff (punta di diamante tra gli eventi della Regione Emilia Romagna per l’esposizione universale), poi il trionfo nell’Ernani per il debutto dell’orchestra – unica formazione italiana invitata – al Festival estivo di Salisburgo.

La gestione dell’Orchestra è affidata alla Fondazione Cherubini costituita dalle municipalità di Piacenza e Ravenna e dalle Fondazioni Toscanini e Ravenna Manifestazioni.

L’attività dell’Orchestra è resa possibile grazie al sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali del Turismo, Camera di Commercio di Piacenza e dell’Associazione “Amici dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini”.

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Written by mara

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