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Al Ravenna Festival Semyon Bychkov e Jean-Yves Thibaudet

LUCERNE FESTIVAL im Sommer 2010: Rezital 2 mit Jean- Yves Thibaudet. Luzern, den 19.08.2010 Copyright: Priska Ketterer/ LUCERNE FESTIVAL

«Ora sono assorbito dalla composizione di un Concerto per pianoforte e orchestra. Sono ansioso che Rubinstein lo esegua. Il lavoro progredisce lentamente e non riesce bene. Comunque mi attengo alle mie intenzioni e martello al pianoforte quei passaggi che mi escono dalla mente: il risultato è una eccessiva irritabilità…», Ciaikovski al fratello Anatol in una lettera del 3 settembre 1874

LUCERNE FESTIVAL im Sommer 2010: Rezital 2 mit Jean- Yves Thibaudet. – Luzern, den 19.08.2010
Copyright: Priska Ketterer/ LUCERNE FESTIVAL

Ravenna Festival 2017

 

Quegli inesorabili, celebri accordi con cui il pianoforte si impone da subito all’ orchestra non andarono giù al grande Nikolaj Rubenstein cui erano destinati: un inaccettabile schiaffo alla tradizione che Čajkovskji pose allora nelle mani di Hans von Bülow (era il 1875 quando lo eseguì per la prima volta, a Boston) e che qui ascoltiamo da un pianista di classe eccelsa come Jean-Yves Thibaudet. Così come elegante e intimamente espressivo è il suono che Semyon Bychkov, dall’alto di una carriera che da Leningrado l’ha portato a conquistare il mondo, sa imprimere all’ orchestra Munich Philharmonic:

 

Pëtr Il’ič Čajkovskij, Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in si bemolle minore op. 23

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Louis-Hector Berlioz, Symphonie fantastique (Épisode de la vie d’un artiste) op. 14

 

QUANDO: 

Domenica 28 Maggio 2017, ore 21.00

 

DOVE: Palazzo Mauro de André
Viale Europa, 1
48121 Ravenna (RA)

 

INTERPRETI:

Semyon Bychkov, Direttore

Jean-Yves Thibaudet, Pianoforte

Munich Philharmonic

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

PRIMO SETTORE

  • Intero al costo di € 80,00 + € 8,00 di prevendita
  • Ridotto al costo di € 72,00 + € 7,00 di prevendita
  • Ragazzi under 18 al costo di € 36,00 + € 3,50 di prevendita
  • UNIVERSITARI al costo di € 36,00 + € 3,50 di prevendita
  • Bimbi under 14 al costo di € 5,00 + € 0,50 di prevendita

SECONDO SETTORE

  • Intero al costo di € 52,00 + € 5,00 di prevendita
  • Ridotto al costo di € 48,00 + € 5,00 di prevendita
  • Ragazzi under 18 al costo di € 24,00 + € 2,50 di prevendita
  • UNIVERSITARI al costo di € 24,00 + € 2,50 di prevendita
  • Bimbi under 14 al costo di € 5,00 + € 0,50 di prevendita

TERZO SETTORE

  • Intero al costo di € 20,00 + € 2,00 di prevendita
  • Ridotto al costo di € 18,00 + € 2,00 di prevendita
  • Ragazzi under 18 al costo di € 9,00 + € 1,00 di prevendita
  • UNIVERSITARI al costo di € 9,00 + € 1,00 di prevendita
  • Bimbi under 14 al costo di € 5,00 + € 0,50 di prevendita

QUARTO SETTORE

  • Intero al costo di € 15,00 + € 1,50 di prevendita
  • Ridotto al costo di € 12,00 + € 1,00 di prevendita
  • Ragazzi under 18 al costo di € 6,00 + € 0,50 di prevendita
  • UNIVERSITARI al costo di € 6,00 + € 0,50 di prevendita
  • Bimbi under 14 al costo di € 5,00 + € 0,50 di prevendita

 

Ravenna Festival: direttore Semyon Bychkov e pianoforte Jean-Yves Thibaudet

 

oppure, se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Jean-Yves Thibaudet…

Nato a Lione, Jean-Yves Thibaudet ha intrapreso lo studio del pianoforte a cinque anni, debuttando in pubblico a sette. A dodici anni ha iniziato a studiare al Conservatorio di Parigi, sotto la guida di Aldo Ciccolini e Lucette Descaves.

A quindici ha vinto il Premier Prix du Conservatoire e tre anni dopo la Young Concert Artists Auditions a New York.

Nel 2001 è stato insignito del titolo di Chevalier dans l’Ordre desArts et des Lettres dalla Repubblica Francese e nel 2002 del “Premio Pegasus” dal Festival di Spoleto. Nel 2007 ha ricevuto il Premio alla carriera “Victoire d’Honneur” e, il 18 giugno 2010, è stato incluso nella Hollywood Bowl Hall of Fame.

Incide in esclusiva per Decca Records; alcuni degli oltre 40 cd registrati hanno ricevuto riconoscimenti come Schallplattenpreis, Diapason d’Or, Choc de la Musique, Gramophone Award, Echo Awards ed Edison Prize.

Si è esibito nei maggiori teatri del mondo in veste di solista con importanti orchestre, in formazioni da camera e in recital individuali.

Ha suonato con le orchestre di Chicago, Los Angeles, New York, San Francisco, Philadelphia, Cincinnati, Cleveland, Atlanta, Baltimora, Detroit negli USA, con le orchestre di Londra, Parigi, Lipsia, Monaco, Colonia, Francoforte, Bilbao in Europa, nonché con l’Orchestre Nationale de France, BBC Symphony Orchestra, Orchestre de Cannes-Provence e tante altre.

È stato diretto da Vladimir Ashkenazy, Valery Gergiev, Riccardo Chailly, Charles Dutoit.

Ha suonato con partner affermati (Cecilia Bartoli, Yuri Bashmet, quartetto Rossetti) e ha contribuito al lancio di nuovi talenti (per esempio la violinista Julia Fischer, John Matz).

Fra i numerosi cd ricordiamo: nel 2010 Gershwin, con le orchestrazioni per big jazz band di Rapsodia in blu, I got Rhythm Variations e Concerto in fa, registrate dal vivo con la Baltimore Symphony diretta da Marin Alsop; nel 2007 Saint-Saëns, Concerti per pianoforte n. 2&5, con l’Orchestre de la Suisse Romande (candidato al Grammy) e Aria-Opera Without Words, una raccolta di arie d’opera di autori come Saint-Saëns, Strauss e Puccini, trascritte da Mikhashoff, Sgambati, Brassin e Thibaudet stesso; Satie: The Complete Solo Piano Music; gli album Reflections on Duke: Jean-Yves Thibaudet plays the music of Duke Ellington e Conversations with Bill Evans. Vincitore dell’Oscar e del Golden Globe per la colonna sonora di Espiazione, ha ricevuto la nomination all’ Oscar anche per la colonna sonora di Orgoglio e Pregiudizio.

Curiosità

Gli abiti che Thibaudet indossa nei suoi concerti sono disegnati dalla famosa stilista londinese Vivienne Westwood.

Sito Ufficiale: http://www.jeanyvesthibaudet.com/ 

 

“200 video su Jean-Yves Thibaudet“:

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Semyon Bychkov…

Molto apprezzato per la chiarezza e la trasparenza delle sue interpretazioni, Semyon Bychkov trasmette la propria visione della musica attraverso una tecnica elegante ed espressiva, che fa suonare in modo nuovo anche il repertorio d’uso.

Dopo gli studi al Conservatorio di San Pietroburgo nel 1974 si trasferisce a Vienna e nel 1975 negli Stati Uniti dove frequenta il Conservatorio della The New School di New York.

Allievo del leggendario insegnante russo Ilya Musin, Bychkov raggiunge dapprima la ribalta internazionale sostituendo alcuni illustri colleghi.

Dal 1980 al 1985 è il direttore musicale dell’Orchestra di Grand Rapids (Michigan) e dirige la Buffalo Philharmonic Orchestra della quale diviene direttore musicale dal 1985 al 1989. Nel 1983 diventa cittadino statunitense.

All’Opera di Chicago nel 1988 dirige Don Giovanni con Claudio Desderi, Carol Vaness, Samuel Ramey, Gösta Winbergh e Karita Mattila.

Dal 1989 al 1998 è stato il direttore musicale dell’Orchestre de Paris. Dal 1990 al 1994 dirige l’Orchestra filarmonica di San Pietroburgo.

Per il Teatro alla Scala di Milano debutta nel 1992 dirigendo Pavane pour une infante defunte e la Sinfonia n. 5 di Shostakovich con l’Orchestra filarmonica della scala trasmesso da Retequattro tornando nel 1994 con la Sinfonia di Berio e la Sinfonia n. 1 di Brahms trasmesso da Retequattro; nel 1996 con la Sinfonia n. 44 di Haydn e la Sinfonia n. 11 di Šostakovič trasmesso da Retequattro; nel 1997 Tosca con Neil Shicoff, Ruggero Raimondi ed Alfredo Mariotti; nel 1999 Vier letzte Lieder ed Ein Heldenleben di Richard Strauss con Francesco De Angelis trasmesso da Retequattro, nel 2001 Petruška trasmesso da Retequattro; nel 2005 Elettra di Strauss al Teatro degli Arcimboldi ripreso da Rai 1 e la Sinfonia n. 10 di Šostakovič trasmesso da Retequattro; nel 2006 la Sinfonia n. 7 di Šostakovič trasmesso da Retequattro; nel 2007 un concerto con Katia e Marielle Labèque ed Eine Alpensinfonie, nel 2008 il Concerto n. 2 per pianoforte di Šostakovič e la Sinfonia n. 8 di Dvořák; nel 2009 la Sinfonia n. 6 di Čajkovskij; nel 2010 il Concerto per pianoforte e orchestra n. 5 di Beethoven e la Sinfonia n. 2 di Schumann; nel 2011 un concerto con Lang Lang e la Sinfonia n. 6 di Mahler e nel 2012 la Sinfonia n. 2 di Brahms. Sempre nel 1992 dirige la Sinfonia n. 2 di Mahler con Christa Ludwig al Teatro Verdi di Firenze.

Al Teatro Comunale di Firenze nel 1993 dirige Jenůfa con Gloria Banditelli e Giorgio Surian, nel 1994 Lady Macbeth del Distretto di Mcensk e La bohème con Nuccia Focile, Roberto Alagna, Roberto Frontali e Surian; nel 1995 Fierabras di Franz Schubert ed Un ballo in maschera con la Focile, nel 1996 Idomeneo, re di Creta con la Focile al Teatro della Pergola, la Sinfonia n. 44 (Haydn) e la Sinfonia n. 3 di Beethoven e nel 1997 Die Walküre e Parsifal con Waltraud Meier, Bernd Weikl e John Tomlinson.

Dal 1997 al 2010 è stato il direttore principale della WDR Sinfonieorchester Köln di Colonia. Nel 1997 dirige Tristan und Isolde a Chicago.

Al Wiener Staatsoper debutta nel 1999 con Elektra, nel 2000 Tristan und Isolde con Winbergh, Matti Salminen e la Meier, nel 2004 Daphne e nel 2005 Lohengrin.

Per il Teatro Regio di Torino nel 2001 dirige Das Rheingold, nel 2002 la Messa in Si minore di Bach, nel 2006 Don Carlo con Marcello Giordani, Violeta Urmana, Ferruccio Furlanetto, Frontali e Eric Halfvarson, nel 2007 la Messa da requiem di Verdi con la Urmana, Ramón Vargas e Furlanetto nella trasferta di Colonia, nel 2010 Tannhäuser e nel 2012 la Sinfonia n. 4 di Brahms con l’Orchestra sinfonica nazionale della RAI all’Auditorium Rai di Torino.

Al Royal Opera House, Covent Garden di Londra debutta nel 2003 dirigendo Elektra con Tomlinson e Siegfried Jerusalem seguito da Boris Godunov con Tomlinson, nel 2006 La dama di picche, nel 2009 Lohengrin e Don Carlo con Jonas Kaufmann, Robert Lloyd, Furlanetto e Tomlinson, nel 2010 Tannhäuser e nel 2012 La bohème con Joseph Calleja, Carmen Giannattasio e la Focile arrivando a 48 recite londinesi fino al 2012.

Al Festival di Salisburgo debutta nel 2003 con la Sinfonia n. 5 di Čajkovskij ed il Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 di Beethoven con Jewgenij Kissin ed i Wiener Philharmoniker e nel 2004 Der Rosenkavalier con Angelika Kirchschlager e Piotr Beczala.

Al Metropolitan Opera House di New York debutta nel 2004 con Boris Godunov con Lyubov Petrova, nel 2008 Otello di Verdi con Renée Fleming e nel 2012 Wesendonck-Lieder ed Eine Alpensinfonie.

Al Washington National Opera nel 2005 dirige Daphne con la Fleming e la WDR Sinfonieorchester Köln.

All’ Opéra National de Paris nel 2007 dirige Un ballo in maschera con Marcelo Álvarez e nel 2008 Tristan und Isolde con Salminen e la Meier.

Nel 2014 dirige Khovanshchina con Furlanetto a Vienna, Elektra con la BBC Symphony Orchestra nella Royal Albert Hall di Londra per The Proms e Die Frau ohne Schatten al Covent Garden.

Nel 2015 a Salisburgo dirige la Sinfonia n. 3 di Brahms, al Covent Garden Evgenij Onegin con Dmitri Hvorostovsky e Furlanetto ed ha vinto l’ International Opera Awards.

Nel 2016 dirige Parsifal al Teatro Real di Madrid e Così fan tutte con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia all’Auditorium Parco della Musica di Roma.

Bychkov è apprezzato anche per la sua intensa attività discografica, che include più di 30 Dc e DVD e che prosegue attivamente con la WDR Sinfonieorchester Köln.

La sua incisione della Sinfonia n.5 di Šostakovič con i Berliner Philharmoniker per Philips Classics ha vinto il Premio Caecilia in Belgio e il premio di incisione dell’anno di Stereo Review e l’ Evgenij Onegin con l’Orchestre de Paris è stato incluso tra le trenta migliori incisioni operistiche di tutti i tempi dalla rivista Opera.

Nell’ aprile 2010 la sua incisione di Lohengrin di Wagner con la WDR è stata proclamata “Disco dell’anno” dal BBC Music Magazine.

Sito Ufficiale: https://www.semyonbychkov.com/

 

“15 video su Semyon Bychkov” by Robert Schumann (Claudio Arrau):

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Münchner Philharmoniker…

La fondazione dell’orchestra risale al 1893, dall’iniziativa privata di Franz Kaim, figlio di un costruttore di pianoforti. Da allora l’orchestra ha sempre fatto parte della vita culturale della città sotto la direzione di rinomati direttori d’orchestra.

Nei primi anni di attività, inizialmente sotto il nome di “Kaim-Orchester”, direttori come Hans Winderstein, Hermann Zumpe e Ferdinand Löwe (allievo di Bruckner) hanno garantito un alto livello tecnico delle esecuzioni ed un entusiastico supporto agli artisti contemporanei.

Oltre a questo, il loro concetto artistico includeva gli sforzi per strutturare programmi e prezzi che rendessero possibile l’accesso ai concerti a tutti i livelli sociali.

Nel 1895 l’orchestra stabilì la sua sede nella “Tonhalle”, dove rimase fino al temporaneo scioglimento avvenuto in seguito al bombardamento della sede, nel 1944.

Felix Weingartner, che diresse l’orchestra dal 1898 al 1905, ne accrebbe la reputazione internazionale, con diverse tournée in altri paesi.

Gustav Mahler ha diretto l’orchestra nel 1897, nel 1901 e nel 1910, eseguendo nel 1901 la sua quarta e nel 1910 la sua ottava sinfonia, ambedue in prima esecuzione mondiale.

Nel Novembre del 1911 l’orchestra, che in quel momento si chiamava “Konzertvereins-Orchester” eseguì la prima mondiale del “Das Lied von der Erde” di Mahler sotto la direzione di Bruno Walter, solo sei mesi dopo che il compositore era morto a Vienna. Nel 1906 fu diretta da Wilhelm Furtwängler.

Dal 1908 al 1914 la direzione tornò a Ferdinand Löwe. Come continuazione di una trionfale apparizione a Vienna, con l’esecuzione della quinta sinfonia di Bruckner il 1 marzo 1898, Löwe diresse il primo grande ciclo di concerti dedicato a questo autore, fondando la tradizione “Bruckneriana” dell’orchestra, che è continuata ininterrotta fino ai nostri giorni.

Durante la prima guerra mondiale l’attività dell’orchestra venne sospesa a causa della mancanza di musicisti, richiamati alle armi, e dopo la guerra l’orchestra passò all’amministrazione comunale di Monaco, ricominciando l’attività sotto la guida del compositore Hans Pfitzner che fu presto sostituito dal pioniere bruckneriano Siegmund von Hausegger, che guidò l’orchestra come suo General Musik Direktor (GMD ovvero Direttore Musicale Generale) dal 1920 al 1938. Sotto la sua guida si ebbero le prime esecuzioni mondiali di altre due sinfonie di Bruckner nella loro versione originale e l’orchestra, nel 1928, vide cambiare in maniera definitiva il suo nome in Münchner Philharmoniker.

Dal 1938 all’estate del 1944 l’orchestra fu guidata dal direttore austriaco Oswald Kabasta, che continuò la tradizione bruckneriana e dimostrò la già alta qualità dell’orchestra con un numero considerevole di tournée in Germania e all’estero. Proprio in questo periodo e sotto la direzione di questo maestro l’orchestra attraversò uno dei periodi storici più bui della sua storia: Kabasta fu un sostenitore del regime nazista e dal 1939 l’orchestra venne denominata “Orchester der Hauptstadt der Bewegung” cioè “Orchestra della capitale del movimento” dove la capitale del movimento era Monaco di Baviera e come movimento si intendeva il Partito Nazional Socialista (Nazista) di Hitler.

Nonostante il Partito Nazista avesse una sua orchestra, la Nationalsozialistische Sinfonie Orchester, diretta dall’attivista Franz Adam, i Münchner Philharmoniker parteciparono alle attività divulgative e di rappresentanza del partito nazista. Hitler in persona non mostrò mai un grande attaccamento all’orchestra, avendo invece un occhio di riguardo verso il Teatro dell’Opera della Baviera, che si trovò a dover rappresentare alcune opere alla presenza esclusiva del Führer.

Il primo concerto dopo la seconda guerra mondiale fu diretto da Eugen Jochum con l’Ouverture del “Sogno di una notte di mezz’estate” di Felix Mendelssohn Bartholdy, da Shakespeare. Questa musica era stata oggetto di ostracismo durante l’era nazista.

Nell’autunno del 1945 l’orchestra trovò in Hans Rosbaud un grande leader, appassionato difensore della musica moderna. Il suo successore, dal 1949 al 1966, fu Fritz Rieger.

Durante l’era di Rudolf Kempe, che la diresse dal 1967 fino alla sua morte nel 1976, l’orchestra intraprese la sua prima tournée in Giappone e nell’ex Unione Sovietica.

Nel febbraio del 1979 Sergiu Celibidache diresse il suo primo ciclo di concerti e nel giugno dello stesso anno fu nominato General Musik Direktor. Le tournée portarono lui e l’orchestra in tutta europa, come anche in Sud America e Asia.

I leggendari concerti bruckneriani diedero il contributo maggiore alla notorietà internazionale dell’orchestra e durante l’era di Celibidache questa fu più volte invitata ad accompagnare il Governo Federale o il Presidente Federale come ambasciatore musicale.

In seguito alla distruzione della sua sede, la cosiddetta “Tonhalle” nella Türkenstrasse, avvenuta durante la seconda guerra mondiale, l’orchestra ha passato oltre quarant’anni nella Herkulessaal, la sala da concerto all’interno della Residenza di Monaco di Baviera.

Nel 1985 ha acquisito nuovamente una sua sala da concerto, la “Philharmonie” al Gasteig, il centro culturale della città di Monaco di Baviera.

Dal settembre 1999 al luglio 2004 il direttore musicale è stato lamericano James Levine. Con lui l’orchestra ha fatto molte trasferte: dopo una grande tournée in Europa nell’inverno del 2000 ha avuto la sua apparizione come ospite nel febbraio 2002 alla Carnegie Hall di New York, mentre nell’estate del 2002 il concerto ai Proms di Londra della BBC.

Nella primavera del 2003 l’orchestra è stata premiata per la “Migliore programmazione di concerti della stagione 2002/2003” dall’Associazione Tedesca degli Editori Musicali.

Sin dalla stagione 2001/2002, sotto il titolo “Spielfeld Klassik” l’orchestra ha sviluppato un intenso programma per bambini e adolescenti, con concerti di musica da camera a loro dedicati, concerti per le scuole e per giovani, workshop, ascolto delle prove, visite delle scuole ai musicisti dell’orchestra, presentazioni degli strumenti e anche abbonamenti per scuole e studenti delle superiori. In questo modo i giovani hanno un grande numero di occasioni per essere coinvolti nel mondo della musica classica e nel lavoro di una grande orchestra sinfonica.

Durante la stagione 2004/2005 sono stati oltre 25000 i bambini e gli adolescenti che hanno preso parte a circa 160 eventi.

Nel gennaio del 2004 i Münchner Philharmoniker hanno nominato Zubin Mehta come loro primo “Direttore Onorario” nella storia dell’orchestra.

Nel maggio del 2003 Christian Thielemann ha firmato un contratto come General Musik Direktor e la sua amministrazione è cominciata nel settembre 2004. Il 29 ottobre dello stesso anno ha diretto il suo concerto inaugurale con la quinta sinfonia di Bruckner.

Nella stagione 2012/2103 Lorin Maazel ha assunto il posto di Direttore Musicale dell’orchestra, puntando il suo lavoro all’espansione del repertorio e a rendere più flessibile il suono dell’orchestra.

Dalla stagione 2015/2016 il Direttore Musicale dell’ Orchestra è il russo Valery Gergiev. Con lui è stato realizzato un progetto senza precedenti a Monaco: l’esecuzione di tutte e quindici le sinfonie di Šostakovič insieme all’orchestra del Teatro Mariinsky nella stagione 2011/12. Questo tipo di cooperazione è continuata con un ciclo di composizioni di Stravinskij nella stagione 2013/14.

Sito Ufficiale: https://www.mphil.de/en.html

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«Nel dicembre 1874 ho scritto un Concerto per pianoforte. Dato che non sono un pianista, avevo bisogno di rivolgermi a un virtuoso, uno specialista, che mi indicasse ciò che fosse faticoso, di difficile esecuzione, privo di effetto e così via. Mi serviva un critico severo, ma allo stesso tempo, ben disposto nei miei confronti. Devo dire chiaramente che una voce interiore protestava contro la scelta di [Nikolaj]
Rubinštejn come giudice. Egli non solo è il primo pianista moscovita, ma è certamente un pianista superiore. Così lo invitai ad ascoltare il Concerto e a fare delle osservazioni a proposito della parte pianistica. Era la vigilia di Natale del 1874, Rubinštejn propose di provare in una delle classi del Conservatorio. Mi presentai con il mio manoscritto e dopo di me giunse Rubinštejn con Hubert. Suonai il primo movimento. Neanche una parola… Armatomi di pazienza, lo suonai fino alla fine. Ancora silenzio. Mi alzai e chiesi: “Ebbene?” Allora dalle labbra di Rubinštejn sgorgò un torrente di parole, dapprima tranquille, poi sempre più simili a un profluvio di Giove tonante. Pareva che il mio Concerto non valesse niente… che la composizione fosse pessima e volgare… Io ero stupefatto e colpito che una persona che aveva scritto già moltissimo e che teneva al Conservatorio un corso di composizione libera, si facesse oggetto di un tal biasimo. Uscii tacendo dalla stanza e andai di sopra. Ben presto riapparve Rubinštejn… Mi ripeté che il mio Concerto è impossibile e, avendomi indicato molti punti in cui erano necessari cambiamenti radicali… se… lo avessi rivisto secondo i suoi desideri, allora mi avrebbe fatto l’onore di eseguirlo… “Non ne rivedrò neppure una nota, – gli risposi – e lo pubblicherò così com’ è!” E così ho fatto», Pëtr Il’ič Čajkovskij in una delle lettere alla sua fedele ammiratrice e sostenitrice Nadežda von Meck, Sanremo 2 febbraio 1878

 

Il Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in si bemolle minore, op. 23 di Pëtr Il’ič Čajkovskij fu composto tra il novembre 1874 ed il febbraio 1875.

È uno dei concerti pianistici più eseguiti in tutto il mondo, celebre per la sua grandezza monumentale, ed è il più noto dei tre composti da Čajkovskij.

Il concerto venne inizialmente dedicato a Nikolaj Rubinštejn, direttore del Conservatorio di Mosca e pianista virtuoso, con il proposito che lo stesso Rubinštejn lo eseguisse per la prima volta in pubblico. L’ accoglienza di questi fu decisamente negativa: criticò aspramente il concerto ritenendolo “banale, rozzo e mal scritto” oltre che “ineseguibile” probabilmente per l’ uso fortemente percussivo del pianoforte nelle battute iniziali, chiese quindi al compositore una sostanziosa revisione che venisse incontro ai suoi gusti.

La prima esecuzione del concerto avvenne il 25 ottobre del 1875 a Boston con Hans von Bülow al piano e Benjamin Johnson Lang a capo dell’ orchestra. Grato per l’esecuzione Čajkovskij dedicò il concerto al pianista. Questa decisione fu presa dal compositore su suggerimento di Karl Klindworth che allora insegnava al Conservatorio di Mosca ed era molto rispettato da Pëtr Il’ič. Fu lo stesso Klindworth a consegnare il manoscritto ad Hans von Bülow, dal quale il compositore ricevette numerose lettere piene di ammirazione e gratitudine; egli definì l’ opera “originale e nobile!”.

Curiosamente von Bülow eliminò in seguito il concerto dal proprio repertorio, mentre Rubinštejn finì col dirigerne la première moscovita (con Sergej Ivanovič Taneev al piano) e ad eseguirne la parte solistica in numerose occasioni.

Sulla scia del successo statunitense, il concerto fu proposto il mese successivo a S. Pietroburgo, con il pianista russo Gustav Kross ed il direttore ceco Eduard Nápravník ricevendo un’ accoglienza molto tiepida. Questa fu la reazione di Čajkovskij:

«Napravnik ha fatto di tutto per accompagnarlo in modo tale che al posto della musica non ci fosse altro che un’ atroce cacofonia. Il pianista Kross l’ ha interpretato in modo coscienzioso, ma piatto, privo di gusto e di fascino».

Completamente opposta fu, tre settimane dopo, la risposta del pubblico di Mosca, che ascoltò il brano nell’ interpretazione di Sergej Taneev, scelto dallo stesso autore come solista, diretto da Rubinstein (evidentemente tornato sui propri passi). Così Čajkovskij:

«suonò il 21 novembre 1875 meravigliosamente».

Il concerto fu arrangiato da Čajkovskij anche per due pianoforti nel dicembre 1874; fu rivisitato per due volte dal suo autore, nell’ estate del 1879 e poi ancora nel 1888: quest’ultima è la versione divenuta standard ed attualmente eseguita. Sebbene Čajkovskij si fosse rifiutato di apportare all’ opera quelle modifiche che Nikolaj Rubinštejn pretendeva, egli non si risentì quando in seguito il pianista Edward Dannreuther, interprete della prima esecuzione in Inghilterra del 23 marzo 1876, gli inviò una lunga serie di proposte di cambiamenti; cambiamenti che non riguardavano il tessuto musicale bensì la strumentazione. Čajkovskij non solo diede la sua autorizzazione, ma introdusse tutte quelle modifiche che Dannreuther suggeriva nell’ edizione a stampa del Concerto; e altre ancora in una edizione successiva, dopo che ebbe avuto modo di ascoltare l’ opera nella esecuzione di Aleksandr Ziloti. La versione che si ascolta generalmente oggi è, pertanto, quella di Čajkovskij con modifiche di Dannreuther e Siloti.

Il severo e critico Nikolaj Rubinštejn cambiò la sua opinione sul Concerto e lo eseguì il 16 febbraio 1878 a Mosca e poi due volte a Parigi all’ Esposizione Universale. Leggiamo una lettera di Čajkovskij scritta a Clarens alla solita von Meck:

«28 marzo 1878. Ieri ho ricevuto la sua lettera con la notizia del Concerto di Rubinštejn. Sono molto lieto che il mio Concerto Le sia piaciuto. Per quanto riguarda l’esecuzione da parte di Nikolaj Grigor’evič, ero assolutamente sicuro che lo avrebbe suonato magnificamente. In sostanza questo Concerto è davvero scritto per lui e conta sulla sua immensa abilità di virtuoso».

Durante la tournée di Čajkovskij negli Stati Uniti nel 1891 il Concerto fu suonato più volte sotto la sua direzione, in particolare il 5 maggio all’ inaugurazione della famosa Carnegie Hall. Infine, anche il programma dell’ ultimo concerto diretto dal compositore, il 16 ottobre 1893, oltre alla prima esecuzione della Sesta Sinfonia “Patetica”, conteneva il Primo Concerto per pianoforte, con la solista Adele Aus der Ohe, la stessa della tournée americana. Čajkovskij si accomiatò dal proprio pubblico proprio con queste due opere. Nel primo e nel terzo movimento Čajkovskij utilizzò due temi popolari ucraini: come spiegò egli stesso in una lettera alla von Meck, scritta nella sua tenuta a Brailov:

«9 maggio 1879. Sono stato in chiesa, al monastero… Ho ascoltato il canto dei “ciechi con le lire”. Il canto si chiama così per lo strumento di accompagnamento, la lira appunto, che non ha nulla in comune con lo strumento antico. È meraviglioso che tutti i cantanti ciechi in Piccola Russia [Ucraina] cantino sempre lo stesso motivo. L’ho parzialmente utilizzato nel primo movimento del mio Concerto per pianoforte» [nell’ episodio Allegro con spirito].

Negli anni ‘80 il celebre pianista russo Lazar’ Berman trovò nella biblioteca del suo maestro Aleksandr Goldenweiser la partitura della prima versione, originale, del Concerto. Dopo averla studiata Berman scoprì che il Concerto non era un’ opera così marcatamente pomposa, festosa e virtuosistica, ma molto lirica. Ad esempio, il primo tema, di solito sospinto in secondo piano dai possenti accordi del pianoforte, risultava invece in tutto il suo sapore nazionale: maestoso, epico, con l’accompagnamento degli stessi accordi del solista ma suonati in arpeggio, come su un antico strumento, il gusli [una sorta di salterio]. In questa versione il Concerto è stato registrato nel 1986 da Lazar’ Berman con l’ Orchestra della Radio di Berlino Ovest diretta da Yuri Temirkanov.

In occasione dei 175 anni dalla nascita di Ciaikovskij e dei 140 anni dalla “prima” del Concerto n. 1, il Museo Ciaikovskij di Klin ha curato la pubblicazione delle partiture originali delle versioni del 1875 e del 1879, quest’ultima basata in particolare su uno spartito utilizzato dall’ autore in persona, nell’ ultima sua apparizione in pubblico del 1893.

 

“Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra in si b maggiore Op. 19” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Daniel Barenboim and Zubin Mehta):

“Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra in si b maggiore Op. 19” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Yuja Wang (piano), Hannu Lintu (conductor), Finnish Radio Symphony Orchestra, Helsinki Music Centre Concert Hall (7 September 2012)):

“Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra in si b maggiore Op. 19” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (anno: 1941, Horowitz, Vladimir (ruolo: Pianista), NBC Symphony Orchestra (ruolo: Orchestra), Toscanini, Arturo (ruolo: Direttore d’orchestra)):

“Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra in si b maggiore Op. 19” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Svjatoslav Teofilovič Richter, pianoforte – Orchestra Sinfonica di Vienna diretta da Herbert von Karajan – 1962):

“Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra in si b maggiore Op. 19” by Pëtr Il’ič Čajkovskij ((Carnegie Hall 1995), Piano Soloist: Evgeny Kissin, Boston Symphony Orchestra, Ozawa Seiji):

“Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra in si b maggiore Op. 19” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Arthur Rubinstein, piano – Boston Symphony Orchestra):


“Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra in si b maggiore Op. 19” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Martha Argerich, piano – Charles Dutoit, conductor Orchestre de la Suisse Romande 1975):

L’opera, nonostante fosse stata predisposta per un lavoro tipicamente di derivazione occidentale, conserva in buona parte forme e timbri della musica popolare russa cui spesso Čajkovskij fa riferimento.

Il concerto è articolato in tre movimenti:

I movimento: Allegro non troppo e molto maestoso – Allegro con spirito

All’orchestra è affidato l’attacco del tema principale, di grande solennità; il pianoforte accompagna con poderosi ed ampi accordi: una forma decisamente insolita. Successivamente lo strumento solista diviene protagonista mentre l’orchestra si riduce ad un semplice accompagnamento in pizzicato. Il pianoforte non solo presenta il tema, ma al tempo stesso lo amplia con elaborazioni che gradualmente danno vita a figurazioni di estremo virtuosismo, finché l’orchestra riprende nuovamente il tema iniziale. L’intervento del corno fa da tramite tra primo e secondo tema. Il movimento vive di contrasti netti, talvolta addirittura stridenti, che vengono attraversati da esplosive strutture atte ad accrescere l’intensità del discorso musicale.

II movimento: Andantino semplice – Prestissimo – Tempo I

La musica ritorna dolce, il ritmo del primo movimento scompare, le note sul pianoforte vengono accarezzate da motivi rapidi e allo stesso tempo con forme arabesche; è un’interpretazione, quella data da Čajkovskij al movimento, tutta slava. Anche qui compaiono i ricordi di quella musica russa presi da alcune canzoni ucraine.

Nel secondo movimento, come ricordava il fratello Modest, il compositore usa un tema francese che i due fratelli spesso canticchiavano da piccoli.

L’ inizio è un pensiero in forma di Lied eseguito dal flauto, che il pianoforte riprende mutandolo alla terza nota con enfatico slancio. È solo una minuscola sfumatura, che però lascia trasparire il carattere d’improvvisazione insito nella struttura del movimento. Con sempre nuove variazioni tematiche Čajkovskij muta il carattere degli sviluppi, sostenuti ed incorniciati da mutevoli figurazioni di accompagnamento.

III movimento: Allegro con fuoco

Il terzo movimento attacca senza cesure con veementi movenze di danza. Dopo una breve introduzione orchestrale il pianoforte fa proprio il ritmo danzante e conduce al controtema, che fiorisce negli archi ed è manifestamente imparentato col tema introduttivo. Nel Finale Čajkovskij inserisce un’altra canzone ucraina “Esci esci, Ivan’ku”.

CURIOSITÀ

Tra i molti celebrati interpreti di questo concerto sta Vladimir Horowitz, che con esso debuttò trionfalmente negli Stati Uniti alla Carnegie Hall, coadiuvato alla direzione d’orchestra dal suocero Arturo Toscanini. Altri interpreti di grande rilievo sono Svjatoslav Richter (nelle sue incisioni con Mravinskij e Karajan), Van Cliburn, Martha Argerich ed Emil Gilels.

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Symphonie Fantastique op. 14 by Hector Berlioz (NYO-USA, Charles Dutoit – Carnegie Hall on July 11, 2015):

Symphonie Fantastique op. 14 by Hector Berlioz (Boston Civic Symphony, Taichi Fukumura):

Symphonie Fantastique op. 14 by Hector Berlioz (Bavarian Radio Symphony Orchestra, Mariss Jansons – Live recording. London, Proms 2013):

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