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Al Santa Cecilia Alexander Lonquich per Beethoven 2 luglio

La musica costituisce una rivelazione più alta di qualsiasi filosofia“, Ludwig van Beethoven

Accademia di Santa Cecilia, Stagione 2019 – 2020

Al Santa Cecilia Alexander Lonquich per Beethoven 2 luglio. Figlio d’arte, capace come pochi di vivere spesso il doppio ruolo di direttore e pianista solista contemporaneamente, Alexander Lonquich è artista pluripremiato dalla critica e dal pubblico internazionale. All’ Accademia di Santa Cecilia per il seguente programma:

Ludwig van Beethoven, Sonata per pianoforte op. 109

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Ludwig van Beethoven, Fantasia corale

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Ludwig van Beethoven, Triplo Concerto per pianoforte, violino e violoncello

QUANDO

Giovedì 2 Luglio 2020, ore 21.00 – SALA SANTA CECILIA

DOVE: Auditorium Parco della Musica
Via Pietro De Coubertin, 30
00196 Roma (RM)

INTERPRETI:

Direttore e Pianoforte, Alexander Lonquich

Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Platea al costo di € 30,00

II° settore (gallerie 1 – 4 -5 – 7 ) al costo di € 20,00

III° settore (gallerie 2- 3 – 6) al costo di € 15,00

Al Santa Cecilia Alexander Lonquich per Beethoven 2 luglio

se non sapete come fare, e se volete, potete rivolgervi anche all’ Associazione MaNi per informazioni su acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

Alexander Lonquich…

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Alexander Lonquich è nato a Trier in Germania. Nel 1977 ha vinto il Primo Premio al Concorso Casagrande dedicato a Schubert. Da allora ha tenuto concerti in Giappone, Stati Uniti e nei principali centri musicali europei.

La sua attività lo vede impegnato con direttori d’orchestra quali Claudio Abbado, Kurt Sanderling, Ton Koopman, Emmanuel Krivine, Heinz Holliger, Marc Minkowski. Particolare in tal senso è stato il rapporto mantenuto con Sandor Vègh e la Camerata Salzburg, di cui è tuttora regolare ospite nella veste di direttore-solista.

Un importante ruolo svolge inoltre la sua attività nell’ ambito della musica da camera. Alexander Lonquich, infatti, nel corso degli ultimi anni ha avuto modo di collaborare con artisti del calibro di Christian Tetzlaff, Joshua Bell, Heinrich Schiff, Steven Isserlis, Isabelle Faust, Jörg Widmann, Boris Pergamenschikov, Heinz Holliger Frank Peter Zimmermann ed ha ottenuto numerosi riconoscimenti dalla critica internazionale quali il “Diapason d’Or” nel 1992, il “Premio Abbiati” nel 1993 e il “Premio Edison” in Olanda nel 1994. Nel 2003 Alexander Lonquich ha formato, con la moglie Cristina Barbuti, un duo pianistico che si esibisce in Italia, Austria, Svizzera, Germania e Norvegia. Inoltre nei suoi concerti appare spesso nella doppia veste di pianista e fortepianista spaziando da C. Ph. E. Bach a Schumann e Chopin.

Nel ruolo di direttore-solista, Alexander Lonquich collabora stabilmente con l’ Orchestra da Camera di Mantova – con cui in particolare ha svolto un lavoro di ricerca e approfondimento tra il 2004 e 2007 sull’ integrale dei Concerti per pianoforte e orchestra di Mozart – e tra le altre con l’ Orchestra della Radio di Francoforte, la Royal Philharmonic Orchestra, la Deutsche Kammerphilarmonie, la Camerata Salzburg, la Mahler Chamber Orchestra, l’Orchestre des Champs Elysées e la Filarmonica della Scala di Milano.

Si esibisce regolarmente per l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, con la quale dalla stagione 2011/12 collabora anche come direttore-solista.

Negli ultimi anni Alexander Lonquich è apparso in tutte le più importanti sale da concerto italiane: il Teatro Carlo Felice di Genova, il Conservatorio e il Teatro alla Scala di Milano, il Teatro La Fenice di Venezia, il Teatro Regio di Parma, il Conservatorio di Torino, il Parco della Musica di Roma e molti altri.

Dopo aver effettuato incisioni per EMI dedicate a Mozart, Schumann e Schubert,  ha iniziato una collaborazione con la ECM registrando musiche del compositore israeliano Gideon Lewensohn ed un CD di musica pianistica francese dell’ inizio del XX secolo con gli Improptus di Fauré, Gaspard de la nuit di Ravel e i Préludes di Messiaen. Recentemente ha inciso, sempre per ECM, la Kreisleriana e la Partita di Holliger.

Ai numerosi impegni concertistici, Alexander Lonquich ha affiancato negli anni un intenso lavoro in campo didattico tenendo masterclass in Europa, Stati Uniti ed Australia. Ha collaborato inoltre in forma stabile con l’Accademia Pianistica di Imola e la Hochschule für Musik di Colonia.

Alexander Lonquich, convinto che il sistema educativo in campo musicale sia da integrare e in parte da ripensare, si è impegnato intensamente nella conduzione di laboratori teatrali/musicali avvalendosi della collaborazione di artisti provenienti da linguaggi artistici diversi. Tra le altre, particolarmente cara gli è stata l’esperienza del laboratorio Kinderszenen dedicato all’ infanzia.

PER CONOSCERE IL PIANISTA…

“Sonata D 845” by Franz Schubert (Alexander Lonquich – 1979):

“Intermezzo Op. 118 No. 2 in A Major” by J. Brahms (Alexander Lonquich – Auditorium Parco della Musica Sala Sinopoli, 4 aprile 2014):

“Hammerklavier Sonata Op.106” by L. v. Beethoven (Alexander Lonquich):

“6 Klavierstücke Op.118” by J. Brahms (Alexander Lonquich – Auditorium Parco della Musica Sala Sinopoli, 4 aprile 2014):

“200 video popolari su Alexander Lonquich”:

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NOTE E ASCOLTI DI PROGRAMMA…

Concerto in do maggiore per violino, violoncello e orchestra, op. 56 by L. v. Beethoven (Violin, David Oistrakh; Piano, Sviatoslav Richter; Cello, Mstislav Rostropovich; Herbert von Karajan, direttore & The Berlin Philharmonic Orchestra):

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…Accogliete, anime belle,
lietamente i doni dell’arte.
Quando l’ amore si unisce alla forza
l’uomo è ricompensato dal favore degli dei

La Fantasia per pianoforte, coro e orchestra in Do minore op. 80 di Ludwig van Beethoven, fu composta nel dicembre 1808 e fu pubblicata nel 1811 con una dedica al re Massimiliano I di Baviera. La parte corale è basata su un poema di Christoph Kuffner (1780-1846). 

La Fantasia corale fu scritta molto rapidamente per la conclusione del concerto che Beethoven presentò il 22 dicembre 1808 al Theater an der Wien e che includeva una serie di opere inedite: la Quinta sinfonia, la Sinfonia Pastorale, il quarto concerto per pianoforte e arie della Messa in do.

Secondo quello che dice lo Czerny, a chiudere il concerto del 22 dicembre 1808 era stata in origine destinata la Quinta Sinfonia (egualmente in prima esecuzione); ma il timore che alla fine di un programma già tanto lungo il pubblico fosse troppo stanco indusse Beethoven a cambiare idea, spostando la sinfonia al principio della seconda parte e mettendo invece in suo luogo, come ultimo pezzo, un’altra opera, di minore impegno e di successo più facile, sulla base del tema della canzone Gegenliebe da lui composta nel 1794-1795 e con partecipazione, oltre che dell’orchestra, del pianoforte e di un coro finale.

La Fantasia non è considerata come uno dei massimi capolavori di Beethoven, ma è interessante poiché ha fatto da laboratorio di prova per il quarto movimento della futura Nona Sinfonia, come attestano:

  • La presenza del coro in un’ opera sinfonica e il suo intervento tardivo
  • L’ analogia evidente tra il tema principale della Fantasia e quello dell’ Inno alla gioia
  • L’ uso del tema e delle variazioni che serviranno a introdurre l’ Inno alla gioia

La Fantasia, quale venne presentata allora al pubblico, era priva dell’attuale introduzione pianistica (Adagio), che fu composta soltanto nella seconda metà dell’anno successivo. In suo luogo Beethoven eseguì probabilmente una improvvisazione.

 “Fantasia in do min. op. 80 per pianoforte, coro e orchestra by Ludwig van Beethoven (Kiev Chamber Orchestra – Evgeny Kissin, piano e Claudio Abbado, direttore):

Fantasia in do min. op. 80 per pianoforte, coro e orchestra by Ludwig van Beethoven (Wiener Philharmoniker e Leonard Bernstein, direttore):

Fantasia in do min. op. 80 per pianoforte, coro e orchestra by Ludwig van Beethoven (Daniel Barenboim, direttore e pianoforte):

Fantasia in do min. op. 80 per pianoforte, coro e orchestra by Ludwig van Beethoven (Jan Panenka, piano – Prague Radio Chorus – Milan Malý, chorus master e Václav Smetácek, direttore):

Fantasia in do min. op. 80 per pianoforte, coro e orchestra by Ludwig van Beethoven (Orchestre Philharmonique de Radio France e John Nelson, direttore):

La Fantasia corale si articola in due parti nettamente distinte. La prima è interamente affidata al pianoforte e si apre con accordi in fortissimo sviluppati in arpeggi sulla tonalità di do minore (la tonalità della Quinta) e proseguiti poi nello stile di una poderosa cadenza; dopo un episodio di transizione in pianissimo il pianoforte preannuncia quasi esitando il tema principale. Gli archi gravi introducono un motivo di marcia. A poco a poco da questo dialogo ispirato allo stile del Quarto Concerto, che il pubblico aveva appena ascoltato, si snoda la melodia completa del tema, prima in minore, poi, definitivamente, in do maggiore, affidata nuovamente al pianoforte. Ha inizio così la vera e propria seconda parte. Essa si basa su una serie di variazioni: le prime cinque affidano il tema a strumenti ogni volta diversi (nell’ordine flauto, oboe, clarinetto con fagotto obbligato, quartetto d’archi e tutti), di modo che l’organico dell’orchestra aumenta fino a raggiungere la piena espansione sinfonica; la sesta, in minore, rilancia il dialogo col pianoforte in una atmosfera tesa, condensata poi in una drammatica catena di trilli del pianoforte che incorniciano la settima variazione. Da qui si prepara l’ entrata delle voci (dapprima due soprani e un contralto, poi due tenori e un basso, infine il coro), cui spetta celebrarla.

Il motivo musicale del Gegenliebe ha una evidente analogia con quello posto a base dell’ultimo tempo della Nona Sinfonia, che è però di altra ampiezza e solennità. Con la Nona la Fantasia ha in comune anche l’ idea madre della partecipazione della voce umana, che interviene alla fine a celebrare uno stato d’animo tripudiante di cui le parole danno la ragione e la musica vuol rendere il carattere emotivo. 

Durante la prima esecuzione della Fantasia ci furono vari intoppi, tanto che Beethoven fu costretto a interrompere l’ orchestra a metà dell’ esecuzione e a ricominciare da capo.

Il manoscritto originale è perduto; una partitura del coro è conservata nella Beethovenhaus.

Schmeichelnd hold und lieblich klingen
Unsers Lebens Harmonien,
Und dem Schönheitssinn entschwingen
Blumen sich, die ewig blühn.
Fried und Freude gleiten freundlich,
Wie der Wellen Wechselspiel.
Was sich drängte rauh und feindlich,
ordnet sich zu Hochgefühl.
Wenn der Töne Zauber walten
Und des Wortes Weihe spricht,
Muß sich Herrliches gestalten,
Nacht und Stürme werden Licht.
Äuß’re Ruhe, inn’re Wonne
Herrschen für den Glücklichen,
Doch der Künste Frühlingssonne
Läßt aus Leiden Licht entstehn.
Großes, das ins Herz gedrungen,
Blüht dann neu und schön empor,
Hat ein Geist sich aufgeschwungen,
Hallt ihm stets ein Geisterchor.
Nehmt denn hin, ihr schönen Seelen,
Froh die Gaben schöner Kunst!
Wenn sich Lieb’ und Kraft vermählen,
Lohnt dem Menschen Götter Gunst.
            Con lusingante dolcezza
risuonano le armonie della nostra vita
e dalla poesia sbocciano fiori sempre verdi.
Pace e letizia scorrono
come il fluire delle onde;
il rancore e l’amarezza
che premevano dentro di noi
lasciano il passo a più nobili sentimenti.
Quando domina la magia dei suoni
e la sacra parola si esprime,
allora il meraviglioso si manifesta,
notte e tempesta diventano luce;
la pace all’intorno e la letizia interiore
regnano per i felici.
Il sole primaverile delle arti
fa scaturire la luce dalla loro unione.
Quanto di grande c’è nei nostri cuori
torna a fiorire più bello,
non appena lo spirito si eleva
un coro celestiale risuona tutt’intorno.
accogliete, anime belle,
lietamente i doni dell’arte.
Quando l’amore si unisce alla forza
l’uomo è ricompensato dal favore degli dei.
   

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Written by mara

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