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Al Santa Cecilia Myung-Whun Chung Krassimira Stoyanova Gennaio 2019

È difficile scrivere la storia di un uomo ancora vivo… Lo invidio più di chiunque abbia vinto il primo premio in denaro alla lotteria della natura… A differenza di quello, egli ha vinto un nome imperituro, il genio e, soprattutto, la felicità“, (Stendhal, nella prefazione della Vita di Rossini)

1555_ChungMyung-Whun Chung

Accademia di Santa Cecilia, Stagione 2018 – 2019

 

Per la Stagione 2018 – 2019 torna a Roma uno dei più grandi direttori d’oggi, Myung-Whun Chung che alla guida dell’ Orchestra Nazionale di Santa Cecilia emozionerà il pubblico con un concerto rivolto a Weber, Strauss e Ciajkovskij:

 

A. Weber, Il franco cacciatore: Ouverture

… … …

R. Strauss, Quattro ultimi lieder

… … …

P. I. Ciajkovskij, Sinfonia n. 6 “Patetica”

 

QUANDO

Giovedì 17 Gennaio 2019, ore 19.30 SALA SANTA CECILIA

Venerdì 18 Gennaio 2019, ore 20.30 SALA SANTA CECILIA

Sabato 19 Gennaio 2019, ore 18.00 SALA SANTA CECILIA

 

DOVE: Auditorium Parco della Musica
Via Pietro De Coubertin, 30
00196 ROMA (RM)

 

INTERPRETI:

Direttore, Myung-Whun Chung

Orchestra dell’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Platea Settore A – B1 Intero al costo di € 52,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 39,00

Galleria Settore B2 Intero al costo di € 42,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 31,50

Galleria Settore B3 Intero al costo di € 34,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 25,50

Galleria Settore C1 Intero al costo di € 30,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 22,50

Galleria Settore C2 Intero al costo di € 28,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 21,00

Galleria Settore C3 Intero al costo di € 19,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 14,50

 

Accademia di Santa Cecilia: Myung-Whun Chung

 

se non sapete come fare, e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti scrivendo a mara.grisoni@gmail.com o telefonando al numero +39 327 – 79.68.987.

… … …

PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Myung-Whun Chung…

1555_Chung

Myung-Whun Chung inizia la sua attività musicale come pianista, debuttando all’età di sette anni, e nel 1974 vince il secondo premio del Concorso Pianistico Čajkovskij di Mosca. Completa gli studi al Mannes College e alla Juilliard School di New York, e nel 1979 diventa assistente di Carlo Maria Giulini alla Los Angeles Philharmonic Orchestra. Due anni dopo, è nominato Direttore associato dell’Orchestra.

Dal 1984 al 1990 è Direttore musicale dell’Orchestra Sinfonica della Radio di Saarbrüken, dal 1987 al 1992 Direttore Principale Ospite del Teatro Comunale di Firenze, tra il 1989 e il 1994 Direttore Musicale dell’Orchestra dell’ Opéra di Paris-Bastille e (dal 1997 al 2005) Direttore Principale dell’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia di Roma.

Dal 2000 Myung-Whun Chung è Direttore Musicale dell’Orchestre Philharmonique de Radio France.

Myung-Whun Chung ha diretto molte fra le orchestre più prestigiose del mondo; fra queste i Berliner e i Wiener Philharmoniker, il Concertgebouw di Amsterdam, le principali orchestre di Londra e di Parigi, la Filarmonica della Scala, la Bayerische Rundfunk, la Staatskapelle Dresden, le orchestre sinfoniche di Boston e di Chicago, l’Orchestra della Metropolitan Opera di New York, la New York Philharmonic Orchestra e le orchestre di Cleveland e di Philadelphia.

Le numerose registrazioni di Myung-Whun Chung, realizzate per Deutsche Grammophon, hanno ricevuto i riconoscimenti più prestigiosi.

Nel 2008 ha inciso per DG un tributo al suo maestro Olivier Messiaen con la Philharmonique di Radio France. Per il suo operato artistico gli sono stati conferiti il Premio Abbiati e il Premio Toscanini dall’Italia e, nel 1992, la Légion d’Honneur dalla Francia. Nel 1991 è stato nominato Artista dell’anno dal Sindacato professionale della critica drammatica e musicale. Nel 1995 e nel 2002 è stato inoltre insignito del Premio Victoire de la Musique.

Per la Filarmonica della Scala Myung-Whun Chung è uno dei direttori di riferimento; dal 1989, nella sala del Piermarini e in tournée, ha diretto concerti quasi ogni anno con quest’Orchestra. Nel settembre 2006 ha guidato l’Orchestra in un’importante tournée che ha compreso l’apertura di Settembre Musica a Torino, il debutto a Berlino e tappe a Mosca e Varsavia, mentre nel 2008 ha realizzato un ciclo di concerti a Tokyo, Osaka, Seoul, Shanghai e Pechino con la partecipazione del pianista Lang Lang, segnando il debutto della Filarmonica in Cina. L’attività fuori sede con la Filarmonica è proseguita nel 2009 con concerti in diversi paesi europei.

Parallelamente alla sua attività musicale, Myung-Whun Chung è impegnato in iniziative di carattere umanitario e di salvaguardia dell’ambiente. Ambasciatore del Programma delle Nazioni Unite per il Controllo internazionale delle droghe (UNDCP), nel 1995 è stato nominato “Uomo dell’anno” dall’UNESCO e, l’anno successivo, il Governo della Corea gli ha conferito il “Kumkuan”, il più importante riconoscimento in campo culturale, per il suo contributo alla vita musicale coreana.

Attualmente ricopre l’incarico di Ambasciatore Onorario per la Cultura della Corea, il primo nella storia del Governo del suo Paese.

Nell’ aprile 2008 Myung-Whun Chung è stato nominato dall’ UNICEF “Goodwill Ambassador”, come riconoscimento per il suo impegno a favore dell’infanzia.

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Krassimira Stoyanova…

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Krassimira Stoyanova è nata in Bulgaria. Si è diplomata in violino al Conservatorio di Rousse e in canto all’ Accademia di Musica e Danza di Plovdiv.

Debutta all’ Opera Nazionale di Sofia nel 1995 e si specializza in un repertorio molto vasto: Rigoletto (Gilda), Le Nozze di Figaro (Susanna), Il Guarany (Cecilia ), Fosca (Delia) di Antonio Carlos Gomes, La Juive (Rachel), La Clemenza di Tito (Vitellia) e Idomeneo (Ilia).

La giovane soprano inizia una rapida carriera che la vede ospite in rinomati teatri tra i quali: Metropolitan Opera in La Traviata (Violetta), Nationaloper Helsinki – Le nozze di Figaro (Contessa), New Israeli Opera Tel Aviv nelle nuove produzioni di La Juive (Rachel) e di Don Giovanni (Donna Anna), Teatro Colon di Buenos Aires in una nuova produzione di Pagliacci (Nedda), Carnegie Hall – Les Huguenots (Valentine), La Battaglia di Lignano (Lida) e Anna Bolena (Anna), Hamburgische Staatsoper – La Traviata (Violetta), Royal Opera House Covent Garden – La Bohème (Mimi), Opernhaus Köln – La Juive (Rachel) serata di gala con Neil Shicoff, Festival di Ravenna con la Nona sinfonia di Beethoven sotto la direzione di Riccardo Muti, Opernhaus Zürich – La Traviata (Violetta), Deutsche Oper Berlin – Le Nozze di Figaro  (Contessa), Pagliacci (Nedda) e una nuova produzione di Idomeneo (Elettra), Konzerthaus Berlin con lo Stabat Mater di Rossini sotto la bacchetta del Maestro Marcus Creed con incisione di CD, Rio de Janeiro – Carmen (Micaela), Bayerische Staatsoper München ancora una volta in Carmen (Micaela), Salzburger Festspiele – Les Contes d’Hoffmann (Antonia), Teatro Regio di Torino, dove interpreta la Nona sinfonia di Beethoven sotto la direzione di Myung-Whung Chung, Festspielhaus Baden-Baden ancora con la Nona sinfonia di Beethoven diretta da Christoph Eschenbach, ecc… .

Dal 1998 in poi Krassimira Stoyanova è strettamente legata al Wiener Staatsoper, dove ha cantato tra le altre opere in: La Juive (Rachel) con produzione televisiva e DVD, Le Nozze di Figaro (Contessa), Carmen (Micaela), Les contes d’Hoffmann (Antonia), Turandot (Liù), I Pagliacci (Nedda), La Traviata (Violetta), La Bohème (Mimi), ecc…

Nella stagione 2003/2004 la ricordiamo in una nuova produzione del Falstaff di Verdi (Alice Ford) al Wiener Staatsoper, seguito da Le nozze di Figaro (Contessa), Turandot (Liù) e I Pagliacci (Nedda); Anna Bolena (ruolo del titolo) al Carnegie Hall di New York; Stabat Mater e Dimitri di Dvorak al Konzerthaus di Vienna, il Te Deum di Bruckner al Musikverein di Vienna e lo Stabat Mater di Dvorak alla Alte Oper Frankfurt.

Per la stagione 2004/2005 per Krassimira Stoyanova è impegnata con Il Trovatore alla Washington Opera, seguito da Turandot (Liù) alla Metropolitan Opera, Falstaff (Alice), Simone Boccanegra (Amelia) e Les contes d’ Hoffmann (Antonia) alla Wiener Staatsoper, un concerto – recital nella Carnegie Hall/New York ed il Requiem di Dvorak a Monacco di Bavaria.

Nel 2005/06 il soprano è Anna in Le Villi di Puccini alla Wiener Staatsoper (nuova produzione) e Donna Anna in Don Giovanni in Bilbao (nuova produzione). Alla Wiener Staatsoper ritorna nel Falstaff (Alice), un ruolo che interpreterà anche a Dresden. Nuove produzioni in Otello (Desdemona) al Gran Teatro del Liceu a Barcelona e a Tokio, Stabat Mater di Szymanowski a Monte Carlo e la Nona Sinfonia di Beethoven al Wiener Musikverein sotto la direzione di Georges Pretre.

Stagione 2006/07: la stagione si apre alla Staatsoper di Vienna con la nuova produzione di Otello/Desdemona e le rappresentazioni di Le Villi e Nozze di Figaro (Contessa) con il maestro Ozawa, i concerti (sinfonia N. 9 di Beethoven) con Sir Colin Davis al Festival di Gstaad e con Mariss Jansons al Concertgebouw di Amsterdam, il Requiem di Brahms con il maestro Fedoseev al Konzerthaus di Vienna, I Pagliacci/Nedda e La Traviata (Violetta) al Metropolitan Opera di New York e I Pagliacci alla Deutsche Oper di Berlino.

Sotto particolare richiesta di Placido Domingo, parteciperà al concerto di gala in occasione del suo anniversario a Vienna il 19 maggio 2007.

Per l’apertura della stagione 2007/08: prende parte alle rappresentazioni di Simone Boccanegra e Otello alla Staatsoper di Vienna e La Boheme alla Staatsoper di Monaco e Dresda. In questo periodo Krassimira Stoyanova si esibisce anche Monaco nel ruolo di Luisa Miller. Durante questa stagione l’artista è al Metropolitan Opera con Les contes d’ Hoffmann. Debutta al Liceu di Barcellona nel ruolo di Luisa Miller. Sono anche in programma concerti con Mariss Jansons (sinfonia N. 9. di Beethoven a Salisburgo e Baden-Baden e Requiem di Brahms a Monaco e al Festival di Lucerna).

La stagione 2008/09 è stata inaugurata alla Metropolitan Opera con Don Giovanni/Donna Anna. Seguiranno le rappresentazioni di Otello e Falstaff alla Staatsoper di Vienna e una produzione di Simone Boccanegra al Liceu di Barcellona. Il soprano ha inoltre inoltre preso parte a concerti con il maestro Jansens al Concertgebouw di Amsterdam (Requiem di Dvorak). Alla Staatsoper di Amburgo Krassimira la Stoyanova ha cantato nel ruolo del titolo della nuova produzione di Iphigenie en Tauride.

Sito Ufficiale: http://www.krassimira-stoyanova.com/

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Krassimira Stoyanova in “E strano!…Ah, fors’e lui…Sempre Libera”:

Piotr Beczala/Krassimira Stoyanova: in “Teco io sto – Ballo in Maschera Wien 2016”:

Krassimira Stoyanova in “Tu che le vanità – Don Carlos”:

Krassimira Stoyanova in “Dvorak – Rusalka”:

Placido Domingo & Krassimira Stoyanova: in “Simon Boccanegra: Favella il Doge”:

Krassimira Stoyanova and Jonas Kaufmann in “final act of Giuseppe Verdi’s AIDA”:

Krassimira Stoyanova in “”D’amor sull’ ali rosee” Il trovatore”:

Krassimira Stoyanova in “Tosca”:

Krassimira Stoyanova in “selezione di vari brani”:

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NOTE E ASCOLTI DI PROGRAMMA…

 

“Esiste qualcosa di più perfetto di quest’opera?”

 

Vier letzte Lieder (Quattro ultimi lieder), op. 150, è un ciclo di lieder per soprano e orchestra composti da Richard Strauss tra il 1946 e il settembre 1948. Questo titolo è postumo, e fu attribuito al ciclo dall’ editore.

Strauss morì prima di poter ascoltare la sua opera; la prima esecuzione avvenne a Londra alla Royal Albert Hall nel maggio 1950, interpreti il soprano Kirsten Flagstad e l’ orchestra Philharmonia diretta da Wilhelm Furtwängler.

Il ciclo è costituito da:

  • Frühling («Primavera») – allegretto, composto per secondo.
  • September («Settembre») – andante;
  • Beim Schlafengehen («Tempo di dormire») – andante ;
  • Im Abendrot («Al crepuscolo») – andante. Il primo ad essere composto, nel 1946.

I primi tre furono composti su testi di Hermann Hesse, l’ ultimo su testo di Joseph Freiherr von Eichendorff.

I lieder furono dedicati alla moglie del musicista, il soprano Pauline Strauss-De Ahna. L’insieme sembra riassumere il ciclo della vita, dalla primavera al sole morente del crepuscolo, il cui ultimo verso è «Ist dies etwa der Tod ?» (“È questa forse la morte?”). Tuttavia l’ ordine dei lieder è stato stabilito solo al momento della pubblicazione postuma.

Quest’ opera rappresenta in qualche modo il congedo musicale di Strauss, che morì nel 1949 a 85 anni, anche se egli compose nel novembre 1948 un ultimissimo lied, Malven, di carattere più leggero; ma soprattutto i Quattro ultimi lieder possono essere considerati come il canto del cigno della musica romantica, composti come furono in un periodo in cui l’ atonalità dominava tra i compositori.

 

“Vier Letzte Lieder per soprano e orchestra” by Richard Strauss (Margaret Price, soprano, Orchestra Sinfonica di Roma della RAI, Radiotelevisione italiana, Wolfgang Sawallisch, Direttore):


“Vier Letzte Lieder per soprano e orchestra” by Richard Strauss (Jessye Norman, Wolfgang Sawallisch, the Orchestre de la Suisse Romande):

“Vier Letzte Lieder per soprano e orchestra” by Richard Strauss (Elisabeth Schwarzkopf, soprano – Berlin Radio Symphony Orchestra – George Szell – From Angel LP first published 1966):

“Vier Letzte Lieder per soprano e orchestra” by Richard Strauss (Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks; Mariss Jansons e Anja Harteros, Sopran):


“Vier Letzte Lieder per soprano e orchestra” by Richard Strauss (Lucerne Festival Orchestra, Claudio Abbado – conductor, Renée Fleming – soprano _ From the Lucerne Festival, 2004):

Che Strauss non pensasse da principio di farne un ciclo, né tantomeno che l’ ordine di successione dovesse essere quello che conosciamo dall’ edizione uscita postuma nel 1950, è provato dal fatto che la stesura di Im Abendrot, abbozzato già tra la fine del 1946 e l’inizio del 1947 e terminato in partitura il 6 maggio 1948 a Montreux, precedette le altre, e che dunque un poeta tanto caro a Strauss quanto lontano dall’ attualità come Joseph von Eichendorff (1788-1857) attirò la sua attenzione prima che la conoscenza delle liriche di Hermann Hesse (1877-1962) lo spingesse a completare il lavoro.

Il secondo Lied in ordine di composizione fu Frühling (18 luglio 1948, a Pontresina): seguirono, rispettivamente il 4 agosto e il 20 settembre dello stesso anno, sempre a Pontresina, Beim Schlafengehen e September.

Il tono crepuscolare si manifesta come clima dominante dell’opera fin dall’inizio. Questo clima si rispecchia anche nel Lied seguente, dove l’immagine dell’estate morente viene evocata dal corno.

Il terzo Lied, Beim Schlafengehen, sviluppa questi motivi ma introduce anche una nota di consolazione, che dopo l’esitante inizio della melodia sulle oscure sonorità di violoncelli e contrabbassi si trasferisce dalla voce al canto del primo violino solo contrappuntato dai corni.

Molto tranquillo“, scrive Strauss. L’ accordo a piena orchestra apre con un improvviso sussulto l’ultimo Lied del ciclo. Quando alla fine il poeta chiede ansiosamente se sia forse questa la morte, il corno risponde citando il motivo della trasfigurazione che sessant’anni prima, nel poema sinfonico Tod und Verkldrung, il giovane musicista aveva opposto all’ idea della morte. Ed è davvero la fine che si compie nel cerchio magico della notte.

… … …

Mi è venuta l’idea per una nuova sinfonia, questa volta con un programma che resti enigmatico per chiunque, l’indovini chi potrà: l’opera si chiamerà “una sinfonia a programma”; tale programma è colmo di emozione soggettiva e, nel corso del mio ultimo viaggio, mentre pensavo ad essa, piangevo frequentemente. Ora, tornato a casa, in meno di quattro giorni ho delineato lo schema del primo movimento mentre ben chiara in testa la struttura globale. Ci sarà molto di nuovo in questa sinfonia per quanto concerne la forma

 

Nel dicembre 1892 Cajkovskij decise improvvisamente di smettere di lavorare ad una Sinfonia in mi bemolle maggiore alla quale si era dedicato per un po’ di tempo:

una decisione irreversibile – scrisse – ed è bellissimo che io l’abbia presa

La Sinfonia n. 6 in Si minore Patetica (Патетическая), op. 74, è l’ultima sinfonia di Pëtr Il’ič Čajkovskij. Venne eseguita per la prima volta, nove giorni prima della sua morte, il 16 ottobre 1893 a San Pietroburgo. La morte di Čajkovskij pochi giorni dopo la prima esecuzione, fa della sesta sinfonia una sorta di testamento artistico nel quale confluiscono tutti gli stati emotivi, spirituali ed affettivi che ne avevano caratterizzato la travagliata esistenza.

Per via delle tematiche, la bellezza dei temi, la maturità compositiva ed il pathos che domina su tutta la sinfonia, può essere considerata la più grande composizione del musicista russo.

«Credo che mi sarà dato di scrivere una sinfonia esemplare: così probabilmente lotterò fino all’ultimo respiro per raggiungere la perfezione senza mai riuscirvi.»

Così scriveva nel 1891 Čajkovskij nel voler cercare a tutti i costi di concretizzare questa sua idea fissa che in seguito si esprimerà in una successiva lettera.

«Più innanzi procedo con l’orchestrazione, più diventa difficile: vent’anni fa l’avrei spinta avanti, senza pensarci con tutta la forza delle mie spalle e sarebbe riuscita bene. Ora sono diventato un vigliacco, senza fiducia in me stesso. Per due giorni interi sono stato lì a cuocere a fuoco lento due pagine; non riescono mai come vorrei, ma tuttavia procedo.»

Gli abbozzi iniziarono il 4 febbraio 1893 (data «russa», ovvero quella del Calendario giuliano, corrispondente al 16 febbraio del Calendario gregoriano), con varie tappe di lavorazione.

In quattro giorni la prima parte della Sinfonia fu completata, e si dice che il resto albergasse già nella sua mente in modo preciso.

Non puoi immaginare quanta felicità mi ha colto nello scoprire che il mio tempo non è ancora passato e che posso ancora lavorare

scrisse a Bob (il nipote Vladimir Davydov) l’ 11 febbraio 1893. Continuò dunque a scrivere, senza nessuna battuta d’arresto, e alla fine di agosto la Sinfonia era finita e pronta per la prima esecuzione, organizzata il 28 ottobre.

L’autore affermò di aver scritto la sinfonia in base ad un programma. Gli appunti lasciati accanto ai pentagrammi dicono poco se non che si ha a che fare con le aspirazioni e le delusioni della vita (soggetto portante nel pensiero del compositore: la ricerca di un ideale mai raggiunto è anche il cuore del Lago dei cigni e dell’ Evgenij Oneghin). Scrisse a Bob che la partitura seguiva

un programma che rimarrà un mistero per chiunque – lasciamoli indovinare

Avendo qualche dubbio sul Finale, Čajkovskij decise una lettura privata riservata agli insegnanti e studenti del Conservatorio di Mosca con una esecuzione “a porte chiuse”, il 9 ottobre (data russa, quindi il 21 ottobre del Calendario gregoriano) attraverso un’orchestra formata da allievi del conservatorio sotto la direzione di Vasilij (Basile) Il’ič Safonov (1852-1918), pianista, direttore, insegnante e direttore del Conservatorio moscovita, da lui apprezzato (cfr. studiosi Tammaro e Casini/Delogu).

Il 16 ottobre (data russa, per cui il 28, secondo il Calendario gregoriano), lo stesso Čajkovskij diresse la prima assoluta nella Sala delle riunioni dei nobili a San Pietroburgo – in quegli anni era ormai acclamatissimo nei due ruoli – e in sala si era radunata tutta la Pietroburgo che contava. Al suo ingresso il pubblico si alzò in piedi per applaudirlo e tutto avrebbe fatto pensare che ci si preparava al più fragoroso dei successi. Il programma non prevedeva solo la Sinfonia ma diverse altre musiche di Laroš e Mozart, nonché il proprio Primo Concerto per pianoforte, solista Adele Aus der Ohe (1864-1937) che eseguì anche pezzi solistici e la Rhapsodie espagnole di Liszt (cfr. la musicologa Orlova).

Il successo fu sostanzialmente solo di stima, forse (secondo lo studioso Tammaro) sia a causa della non eccelsa direzione dell’autore, ma anche per il Finale, non propriamente fatto per portare al facile applauso. Tuttavia Nikolaj Rimskij-Korsakov nella sua autobiografia riferisce che il collega diresse ottimamente, nonostante l’orchestra “rispondesse” male alla singolare composizione come il fratello di Čajkovskij, Modest, ebbe modo di sostenere (cfr. Tibaldi-Chiesa). L’ autore uscì sconsolato assieme al musicista Glazunov per una rituale cena con amici al Grand Hotel.

Due giorni dopo spedì la partitura al proprio editore per la pubblicazione, pregandolo di porre sul frontespizio la dedica al nipote Bob Davidov. Essa venne poi pubblicata (1894) con il titolo «Patetica», suggerito, forse, dal fratello Modest, il giorno dopo la prima, anche se inizialmente il suggerimento era stato per «Tragica» che non piaceva al musicista. Tuttavia il titolo fu depennato da Čajkovskij e rimase solo per decisione postuma dell’editore (cfr. lo studioso Aldo Nicastro). Inoltre il compositore annotò: 

non è che non sia piaciuta, ma ha creato un certo smarrimento“.

La sinfonia venne eseguita pubblicamente una seconda volta – dopo la morte del musicista avvenuta il 25 ottobre 1893 (notte sul 6 novembre, data del Calendario gregoriano) – in una serata che di fatto ebbe la forma della commemorazione e dunque con uno scontato successo. Era il 6 novembre (data russa, ovvero il 18, nel Calendario gregoriano), sul podio il grande Ėduard Francevič Napravnik (1839-1916), compositore e direttore d’origine ceca, stimato da Čajkovskij e che di lui diresse – fra l’altro – le prime di La pulzella di Orleans, La dama di picche e Iolanta.

 

Sinfonia n. 6 in si minore, op. 74 “Patetica” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Leonard Slatkin, direttore & Detroit Symphony Orchestra):

Sinfonia n. 6 in si minore, op. 74 “Patetica” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Wiener Philarmoniker & Herbert von Karajan):

Sinfonia n. 6 in si minore, op. 74 “Patetica” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Otto Klemperer & Philharmonia Orchestra – Studio Recording in London):

La sinfonia è suddivisa nei classici quattro movimenti. L’ordine però è inusuale: al secondo posto c’è il movimento in forma di scherzo (soluzione già praticata da Beethoven e da Schumann, oltre che dallo stesso Čajkovskij nella Sinfonia Manfred). Inoltre, ed è la novità sostanziale, Čajkovskij inverte l’ ordine degli ultimi due movimenti terminando l’opera, per la prima volta nella storia della sinfonia, con un tempo lento.

  • 1. Adagio – Allegro non troppo – Andante – Moderato mosso – Andante – Moderato assai – Allegro vivo – Andante come prima – Andante mosso
  • 2. Allegro con grazia
  • 3. Allegro molto vivace
  • 4. Finale. Adagio lamentoso – Andante

Manoscritto sinfoniaPrimo movimento

Il primo movimento è in forma sonata e si articola in un’introduzione lenta (bb. 1-18), un’esposizione formata da due gruppi tematici (bb. 19-88 e 89-160), una sezione di sviluppo (bb. 161-248), una ripresa (bb. 249-334) e una coda (bb. 335-354).

Il primo movimento è il più lungo e dura circa 20 minuti.

Secondo movimento

Il secondo movimento è un valzer in re maggiore nell’ insolita misura di 5/4. Si ritiene che sia la prima volta che questa misura venga usata in una sinfonia (mentre nel campo operistico era stata già usata per esempio da François-Adrien Boieldieu in un’aria de La Dame blanche). Čajkovskij suddivide ogni singola battuta in un metro binario seguito da un metro ternario. È dunque la seconda parte della battuta, in 3/4, a dare l’idea del valzer.

Dal punto di vista formale, il movimento segue la struttura ABA dello scherzo, cui Čajkovskij aggiunge una coda basata sui motivi di entrambe le sezioni. Con il suo andamento non troppo veloce, l’episodio si inserisce tra gli scherzi di andamento moderato, secondo il modello prediletto da Brahms (per esempio nelle sue tre prime sinfonie).

Terzo movimento

Il terzo movimento, in sol maggiore, su uno sfrenato 12/8 («Allegro molto vivace»), è quasi uno scherzo, basato su un dialogo tra archi e fiati. 

Quarto movimento

La sinfonia è chiusa da un «Adagio lamentoso» in si minore. La rassegnata desolazione della melodia discendente degli archi introduce immediatamente in un clima funebre.

Sulla «patetica» così Ciaikovsky si espresse scrivendo al fratello Modesto nell’ agosto del 1893:

«La ritengo la migliore, e precisamente la più compiuta delle mie opere. L’amo, come fino ad ora non ho mai amato nessun’altra delle mie creature»

… … …

 
 
 

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Written by mara

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