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Al Teatro alla Scala Christian Gerhaher in recital 14 Gennaio 2019

Sognai dei fiori vari, che a maggio già sbocciâr, sognai di verdi prati, di uccelli il cinguettar…

(dal “Winterreise” op. 89 D 911 “Sogno di primavera“)

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Teatro alla Scala – Recital di Canto, Stagione 2018 – 2019

 

Dal podio del Teatro alla Scala di Milano il noto Baritono CHRISTIAN GERHAHER accompagnato al pianoforte da Gerold Huber eseguirà il seguente programma:

 

Franz Schubert, Winterreise D 911

 

QUANDO

Lunedì 14 Gennaio 2019, ore 20.00

 

DOVE: Teatro alla Scala
Via Filodrammatici 2
20121 Milano

 

INTERPRETI:

Christian GerhaherBaritono

Gerold Huber, Pianoforte

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

PLATEA al costo di 42,00 €

PALCHI (prima fila per tutti i palchi e seconda fila per i palchi centrali) al costo di 42,00 €

PALCHI (seconda fila per tutti i palchi, terza fila per i palchi centrali) al costo di 30,00 €

PRIMA GALLERIA (prima fila laterale, ma non troppo) al costo di 22,80 €

SECONDA GALLERIA (prima fila semicentrale) al costo di 22,80 €

PRIMA GALLERIA (Prima Galleria, prima fila laterale; Seconda Galleria, prima fila semi-centrale) al costo di 14,40 €

Loggione (terza fila di prima galleria, seconda fila centrale di seconda galleria, terza e quarta fila di seconda galleria) al costo di 10,80 €

 

Teatro alla Scala, Milano: CHRISTIAN GERHAHER in recital

 

se non sapete come fare e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Christian Gerhaher…

Christian Gerhaher

Christian Gerhaher, basso, nato nel 1969, ha studiato canto con Paul Keun e Raimond Grumbach. Si è poi perfezionato alla Hochschule für Musik di Monaco. Con il pianista Gerold Huber ha frequentato le masterclasses di Helmut Deutsch, Dietrich Fischer-Dieskau, Elisabeth Schwarzkopf e Inge Borkh.

Come molti suoi illustri predecessori, Christian Gerhaher è un artista di grande e profonda cultura: parallelamente agli studi di canto si è laureato in Medicina ed è anche autore di diversi saggi specialistici sul repertorio liederistico.

Fin dagli inizi della sua carriera, accanto ad apprezzate interpretazioni di ruoli operistici, si è dedicato intensamente alla musica vocale da camera insieme a Gerold Huber, suo collaboratore pianistico stabile fin dagli anni di studio.

Nel 1998 ha ricevuto a Parigi il Prix International Pro Musicis.

Dal 1998 fa parte dello Stadttheater di Würzburg.

Nel febbraio 2001 ha debuttato all’ Alte Oper di Francoforte. Ha inoltre partecipato alla produzione del Così fan tutte di Mozart diretta da Thomas Hengelbrock.

Ospite di importanti festivals, nel 1999 ha debuttato alla Carnegie Hall di New York. In recital si è esibito tra l’ altro alla Wigmore Hall di Londra e alla Philharmonie di Colonia. Ha inaugurato la Schubertiade 2000 di Vilabertran con Schwanengesang di Schubert.

Con Helmuth Rilling ha collaborato per la Passione secondo Giovanni di J. S. Bach; con i Wiener Philharmoniker ha partecipato a una tournée in Sud America con la Messa in si minore e ha eseguito arie tratte dalla Passione secondo Matteo con la Los Angeles Philharmonic Orchestra.

È stato ospite delle Settimane Bach nel 2001 (15º ciclo) e 2002 (18º ciclo, Oratorio di Natale).

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Christian Gerhaher “Ging heut’ morgen über’s Feld” by Gustav Mahler (8 September 2013):


Christian Gerhaher “Lieder eines fahrenden Gesellen” by Gustav Mahler (Gustav Mahler Jugendorchester; Herbert Blomstedt; London, Proms 2010):


Christian Gerhaher “Christian Gerhaher – Portrait” (in tedesco):

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Introduzione al “Winterreise”

«Vi canterò un ciclo di Lieder angosciosi. Sono curioso di vedere cosa ne pensate. Mi hanno coinvolto più di quanto non sia successo con altri Lieder. Mi piacciono più di tutti, e piaceranno anche a voi» (Franz Schubert)

 

Winterreise (Viaggio d’ inverno), D. 911, è un ciclo di 24 lieder (composizioni per pianoforte e canto), su testi di Wilhelm Müller. Insieme a Die Schöne Müllerin, è il più famoso ciclo di lieder di Franz Schubert, tra i più conosciuti in generale nella storia della musica; composto solo un anno prima della morte dell’ autore; rappresenta la summa di questo genere largamente diffuso nella cultura musicale tedesca.

L’ eroe è il prototipo del Wanderer, il viaggiatore in senso romantico.

Attraverso il “viaggio” lo spirito romantico tedesco cerca di esprimere la ricerca di se stesso. Differentemente dal mondo latino, che interpreta il viaggio del “viandante” come uno spostamento da un luogo fisico ad un altro e come uno stato di fragilità nell’ attesa di ristabilire gli equilibri dati dall’ appartenenza sociale. Pellegrini, clerici vaganti, personaggi che si muovono nel paesaggio a piedi (mai a cavallo) sotto cielo e vento, generalmente soli, vestiti di bastone e mantello, alla ricerca del contatto con la Natura intesa come diretta manifestazione del Divino.

Ma il cammino esistenziale del Wanderer può assumere risvolti spesso drammatici. Nei Lieder del Winterreise la tensione verso l’ essenza porta comunque lontano da essa, la felicità diventa comunque irraggiungibile e la solitudine scelta e necessaria diventa l’unico stato possibile. La natura da madre amorevole e meravigliosa si trasforma in matrigna crudele, il paesaggio invernale, gelido e bianco, rappresenta tutto il calore degli affetti sepolti nel ricordo della primavera perduta. Il tempo si annulla e lo spazio identico e illimitato diventa metafora dell’ inavvicinabilità dell’ uomo alla comunità dei viventi; così il protagonista escluso si ritira ancor di più nella propria solitudine. Tra le noti agghiaccianti e tragiche di Schubert, si chiude un altro capitolo della tragedia della vita umana.

 

“Winterreise _ op. 89 D 911” by F. Schubert (Dietrich Fischer-Dieskau: baritone & Gerald Moore: piano-1962):

“Winterreise _ op. 89 D 911” by F. Schubert (Piano: Benjamin Britten & Tenore: Peter Pears – 1963):

“Winterreise _ op. 89 D 911” by F. Schubert (Hans Hotter & Gerald Moore (1954)):

“Winterreise _ op. 89 D 911” by F. Schubert (Hermann Prey e Karl Engel – Studio recording, Berlin-Zehlendorf, X.1961):

“Winterreise _ op. 89 D 911” by F. Schubert (Jonas Kauffman: tenor & Helmut Deutsch: piano, 14 april 2014):

 

Winterreise fu composto in tempi diversi, in due parti di 12 Lieder ciascuna, rispettivamente nel febbraio e nell’ ottobre 1827 e pubblicate separatamente il 14 gennaio e il 30 dicembre 1828 (Schubert stava ancora correggendo le bozze di quest’ ultima prima della morte il 19 novembre 1828). Wilhelm Müller, poeta (considerato un autore minore nella letteratura romantica tedesca, soldato e Bibliotecario Imperiale a Dessau in Prussia, morto nel 1827 all’età di 33 anni), era già autore delle liriche del precedente ciclo Die schöne Müllerin (La bella mugnaia). Schubert lesse le prime 12 poesie sull’ almanacco Urania, pubblicato a Lipsia dall’ editore Brockhaus nel 1823, raccolte sotto il titolo Wanderlieder von Wilhelm Müller. Die Winterreise; è solo dopo avere musicato questa prima parte che scoprì il ciclo completo. Le 12 poesie della seconda parte apparvero infatti in momenti distinti: siccome il governo aveva vietato la diffusione di Urania nella capitale imperiale (a causa di un articolo sempre di Wilhelm Müller sul poeta inglese George Byron), altri dieci testi furono pubblicati sulla rivista Deutsche Blätter di Breslavia, nel numero di marzo 1823.

Lieder

  1. Gute Nacht (« Fremd bin ich eingezogen »…) D.911-1
  2. Die Wetterfahne (« Der Wind spielt mit der Wetterfahne ») D. 911-2
  3. Gefrorene Tränen (« Gefrorne Tropfen fallen ») D. 911-3
  4. Erstarrung (« Ich such im Schnee vergebens ») D. 911-4
  5. Der Lindenbaum (« Am Brunnen vor dem Tore ») D. 911-5
  6. Wasserflut (« Manche Trän aus meinen Augen ») D. 911-,6
  7. Auf dem Flusse (« Der du so lustig rauschtest ») D. 911-7
  8. Rückblick (« Es brennt mir unter beiden Sohlen ») D. 911-8
  9. Irrlicht (« In die tiefsten Felsengründe ») D. 911-9
  10. Rast (« Nun merk ich erst, wie müd ich bin ») D. 911-10
  11. Frühlingstraum (« Ich träumte von bunten Blumen ») D. 911-11
  12. Einsamkeit (« Wie eine trübe Wolke ») D. 911-12
  13. Die Post (« Von der Straße her ein Posthorn klingt ») D. 911-13
  14. Der greise Kopf (« Der Reif hatt einen weißen Schein ») D. 911-14
  15. Die Krähe (« Eine Krähe war mit mir ») D. 911-15
  16. Letzte Hoffnung (« Hie und da ist an den Bäumen ») D. 911-16
  17. Im Dorfe (« Es bellen die Hunde, es rasseln die Ketten ») D. 911-17
  18. Der stürmische Morgen (« Wie hat der Sturm zerrissen ») D. 911-,18
  19. Täuschung (« Ein Licht tanzt freundlich vor mir her ») D. 911-19
  20. Der Wegweiser (« Was vermeid ich denn die Wege ») D. 911-20
  21. Das Wirtshaus (« Auf einen Totenacker ») D. 911-21
  22. Mut (« Fliegt der Schnee mir ins Gesicht ») D. 911-22
  23. Die Nebensonnen (« Drei Sonnen sah ich am Himmel stehn ») D. 911-23
  24. Der Leiermann (« Drüben hinterm Dorfe ») D. 911-24

Le 24 poesie apparvero per la prima volta tutte insieme nel volume “Settantasette poesie postume di un suonatore di corno itinerante” (1824) che Müller dedico a Carl Maria von Weber, il quale aveva fatto da padrino a suo figlio.
Tra le diverse edizioni, l’ordine delle poesie varia; nel ciclo di lieder (cui l’autore appose il numero di opus 89), Schubert conserva l’ ordine dell’ edizione 1823 per la prima parte, accodando le nuove liriche nell’ordine dell’edizione in volume, cambiando di posto il n. 22 Mut! con il n. 23 Die Nebensonnen. In questo modo l’ordine stabilito da Schubert vede terminare la prima parte (l’allontanamento dall’amata) con la sequenza drammatica Irrlicht, Rast, Frühlingstraum, Einsamkeit, e iniziare la seconda (i tormenti della speranza che si risveglia e la via della rassegnazione) con Die Post.

In Winterreise Schubert eleva l’ importanza del piano alla pari di quella della voce. In particolare, il ritmo dello strumento sottolinea costantemente il sentimento poetico, come le irrequiete figure sincopate di Rückblick, il drammatico tremolo in Einsamkeit, i grappoli brillanti di note in Irrlicht, o gli accenti acuti in Der Stürmische Morgen

Il viaggio d’ inverno del Wanderer è il notturno errare di un amante respinto che si trasforma in un itinerario metaforico, la ricerca di un senso per la vita ed è pervaso dal principio alla fine da un inesorabile pessimismo. II viaggio fuori stagione – il terreno è ricoperto di neve e i fiumi sono congelati – lo conduce attraverso scene di gioie passate, quindi fuori della città, passando per la capanna di un carbonaio, e raggiungendo come destinazione finale il cimitero. II linguaggio figurato delle poesie – inverno, gelo, tombe e metafore simili – rende chiaro che si tratta di un viaggio simbolico: il poeta desidera soltanto la morte.

Il finale enigmatico, l’ incontro con Der Leiermann (il suonatore d’ organetto) dell’ ultimo lieder è forse un appuntamento con il destino, o con il doppelgänger della tradizione popolare, il doppio spirituale. C’è chi vi ha visto una filiazione ideale dal viaggio infernale di Dante Alighieri, notando anche un’ affinità delle liriche di Müller con le sue Rime petrose. Dal punto di vista musicale, i lieder contengono citazioni di musica liturgica che ne accentuano il senso di ineluttabilità, di metafora del viaggio ultimo che a questo punto il compositore deve già ritenere imminente: il n. 23 “Die Nebensonnen” contiene alle battute 5-9 una citazione dal Sanctus della Deutsche Messe D. 872, mentre il n. 17 “Im Dorfe” cita il corale Wachet auf, ruft uns die Stimme.

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Written by mara

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