in , , ,

Al Teatro alla Scala i WIENER PHILHARMONIKER 23 Giugno 2019

“Al Teatro alla Scala i Wiener Philharmoniker, l’ Orchestra Filarmonica di Vienna, una delle più note e prestigiose al mondo”

Wiener Philharmoniker al Musikverein

 

Stagione della Sinfonica, Stagione 2018 – 2019

 

Dal palco del Teatro alla Scala, in occasione del Gala Ambasciatori Rolex  a favore dell’attività formativa dell’Accademia del Teatro alla Scala, i Wiener Philharmoniker, una delle più importanti orchestre al mondo, accompagneranno alcuni dei più importanti solisti del panorama mondiale sotto la direzione di Plácido Domingo e Gustavo Dudamel:

 

Programma…

 

QUANDO

Domenica 23 Giugno 2019, Ore 20.00

 

DOVE: TEATRO ALLA SCALA
Via Filodrammatici, 2

20121 Milano (MI)

 

INTERPRETI:

Plácido DomingoDirettore

Gustavo DudamelDirettore

Juan Diego Flórez, Tenore

Jonas Kaufmann, Tenore

Yuja Wang, Pianoforte

Sonya Yoncheva, Soprano

Orchestra Filarmonica della Scala

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Platea al costo di 240,00 €

Palchi, prima fila (e seconda fila nei palchi centrali) al costo di 240,00 €

Palchi, seconda fila laterale (e terza fila nei palchi centrali) al costo di 198,00 €

Prima Galleria, prima fila centrale al costo di 138,00 €

Prima Galleria, prima fila semi-centrale; Seconda Galleria prima fila centrale al costo di 138,00 €

Prima Galleria, prima fila laterale; Seconda Galleria, prima fila semi-centrale al costo di 96,00 €

Prima Galleria, seconda fila centrale e semi-centrale al costo di 36,00 €

Loggione al costo di 18,00 €

 

Teatro alla Scala: WIENER PHILHARMONIKER

 

oppure se non sapete come fare, e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti scrivendo a mara.grisoni@gmail.com o telefonando al numero +39 327 – 79.68.987.

… … …

PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Wiener Philharmoniker

Wiener Philharmoniker è il nome con cui è universalmente conosciuta l’Orchestra Filarmonica di Vienna, una delle più note e prestigiose al mondo. La sua sede è la sala del Musikverein a Vienna. I suoi componenti vengono scelti, dopo una selezione molto rigida, fra i musicisti con almeno tre anni di esperienza nell’ orchestra dell’ Opera di Stato di Vienna.

L’orchestra ebbe origine dopo il 1842 quando Carl Otto Nicolai costituì la “Philharmonic Academy”; questa era un’orchestra completamente indipendente, che prendeva le sue decisioni attraverso una democratica votazione fra i suoi membri. Questi sono ancora oggi i principi che regolano l’orchestra. Quando Nicolai lasciò Vienna nel 1847, l’orchestra passò un momento di appannamento fino al 1860, quando arrivò Carl Eckert come direttore stabile. Egli diede una serie di quattro concerti per raccogliere degli abbonamenti, e da allora l’orchestra ha svolto una continua attività fino ai nostri giorni.

Per la sua notorietà, l’orchestra ha sempre attratto grandi direttori, che si sono succeduti alla sua direzione.

Dal 1875 al 1882 sotto la guida di Hans Richter, che fu direttore principale, l’orchestra eseguì per la prima volta la seconda e terza sinfonia di Brahms. Dal 1898 al 1901 l’ orchestra fu guidata da Gustav Mahler, esibendosi per la prima volta all’estero con una serie di concerti a Parigi. Successivamente fu diretta da Felix Weingartner dal 1908 al 1927, Wilhelm Furtwängler dal 1927 al 1930 e da Clemens Krauss dal 1930 al 1933. Dal 1933 l’orchestra non ebbe più un direttore principale ma sul suo podio si alternarono molti celebri direttori ospiti; fra questi si possono annoverare alcuni dei più grandi direttori d’orchestra del XX secolo, comprendenti Richard Strauss, Karl Böhm, Herbert von Karajan, Georg Solti, Erich Kleiber, Carlos Kleiber, Leonard Bernstein, Claudio Abbado e Valerij Abisalovič Gergiev.

Dal 1º gennaio 1941, l’orchestra ha dato tutti gli anni un concerto, chiamato Concerto di Capodanno dedicato per lo più alle musiche degli Strauss.

La sonorità caratteristica dei Wiener Philharmoniker deve essere attribuita in parte allo stile esecutivo degli strumentisti e in parte all’utilizzo di strumenti un po’ particolari rispetto a quelli usati dalle altre principali orchestre:

  • i clarinetti usano per la tastiera il sistema tedesco invece del sistema Boehm;
  • i fagotti sono realizzati con una canna speciale e hanno una diversa tastiera;
  • le trombe hanno un sistema di valvole rotative;
  • i tromboni e la tuba hanno un sistema di valvole e una tastiera differenti;
  • i timpani usano delle pelli naturali al posto delle pelli sintetiche;
  • i contrabbassi sono sistemati in una fila dietro gli ottoni;
  • l’oboe viennese ha un diametro speciale, diverso corpo, misure diverse e una speciale tastiera, che lo rendono molto diverso dall’oboe francese usato in tutte le orchestre del mondo;
  • il corno viennese in Fa è una variante del corno naturale con una valvola piegata sul Fa in modo da poter eseguire la scala cromatica.

Questi strumenti e le loro caratteristiche di timbro e colore, sono stati argomento di studio da parte del prof. Gregor Widholm dell’Istituto viennese per la cultura tonale dell’Accademia di musica ed arti sceniche.

Nonostante l’orchestra sia considerata fra le migliori del mondo, negli anni novanta venne attaccata da un gruppo di femministe per il fatto che fino al 1997 essa non aveva alcun membro di sesso femminile impiegato in pianta stabile (nonostante alcune donne suonassero in orchestra, non erano assunte in pianta stabile). Nel 1997 la prima a divenire membro effettivo fu l’ arpista Anna Lelkes dopo aver suonato nell’orchestra quale membro non effettivo per oltre venti anni. Quando andò in pensione venne assunta al suo posto Charlotte Balzereit. In seguito, l’orchestra ha assunto diverse donne come membri effettivi, anche per altri strumenti.

Allo stesso modo nessuna donna aveva mai diretto i Wiener Philharmoniker, finché non salì sul podio nel gennaio 2005 Simone Young, australiana. Ulteriore motivo di controversia era il fatto che l’orchestra in passato non aveva mai accettato fra i suoi membri esecutori appartenenti ad altre etnie. Nel 2001 un violinista semi asiatico divenne membro effettivo.

I Wiener non hanno mai avuto direttori stabili. Ogni anno veniva scelto un direttore, detto direttore designato, per l’intera stagione al Musikverein di Vienna. Alcuni di questi venivano riconfermati anche per diversi anni. Inoltre l’orchestra veniva diretta da altri maestri in occasione di incisioni discografiche e nelle esecuzioni al Festival di Salisburgo. Con l’allargarsi dell’attività nel 1933, l’orchestra decise di avere soltanto direttori ospiti ingaggiati per ogni singolo concerto, sia a Vienna che in qualunque altro posto si esibisca.

Direttori designati (1842-1933)

  • Carl Otto Nicolai (1842 – 1848)
  • Carl Eckert (1854 – 1857)
  • Felix Otto Dessoff (1860 – 1875)
  • Hans Richter (1875 – 1882)
  • Wilhelm Jahn (1882 – 1883)
  • Hans Richter (1883 – 1898)
  • Gustav Mahler (1898 – 1901), che diresse la Wiener all’estero per la prima volta nel 1900 all’Esposizione Universale di Parigi.
  • Joseph Hellmesberger, Jr. (1901 – 1903)
  • Felix Weingartner (1908 – 1927)
  • Wilhelm Furtwängler (1927 – 1930)
  • Clemens Krauss (1929 – 1933)

Direttori ospiti dal 1933

  • Bruno Walter
  • Fritz Busch
  • Arturo Toscanini
  • Richard Strauss
  • Josef Krips
  • Wilhelm Furtwängler
  • Hans Knappertsbusch
  • John Barbirolli
  • Erich Kleiber
  • Karl Böhm
  • Herbert von Karajan
  • Rafael Kubelík
  • George Szell
  • Willi Boskovsky
  • Carl Schuricht
  • Carlos Kleiber
  • Wolfgang Sawallisch
  • Carlo Maria Giulini
  • Leonard Bernstein
  • Seiji Ozawa
  • Claudio Abbado
  • Simon Rattle
  • James Levine
  • Zubin Mehta
  • Lorin Maazel
  • Mstislav Leopol’dovič Rostropovič
  • André Previn
  • Giuseppe Sinopoli
  • Václav Neumann
  • Riccardo Muti
  • Georges Prêtre
  • Valerij Abisalovič Gergiev
  • Nikolaus Harnoncourt
  • Pierre Boulez
  • John Eliot Gardiner
  • Roger Norrington
  • Marcello Viotti
  • Christian Thielemann
  • Franz Welser-Möst
  • Daniele Gatti
  • Mariss Jansons
  • Simone Young

Nella sua ultracentenaria storia, si può dire che il repertorio della Filarmonica di Vienna abbia toccato praticamente ogni forma musicale. Se infatti l’enorme fama dell’orchestra è immediatamente collegata al celebre Concerto di Capodanno che dal 2001 arriva sempre in prima posizione in Austria nelle vendite degli album, alle sue esecuzioni mozartiane nel Festival di Salisburgo o, più genericamente, al repertorio classico e romantico, non è da sottovalutare come a partire dal 1988 la sua collaborazione al festival Wien Modern, ne abbia ampliato notevolmente il repertorio, facendole toccare autori e generi musicali contemporanei raramente frequentati anche da orchestre meno tradizionali.

La formazione operistica dei suoi maestri d’orchestra, caratteristica praticamente unica fra le grandi orchestre mondiali, ha permesso l’esecuzione (e spesso, la registrazione) di praticamente tutto il Grande Repertoire operistico. Se è proprio necessario trovare delle lacune nel suo sterminato catalogo, si può constatare come sia rara almeno negli ultimi decenni, la sua frequentazione di musica dei secoli XVI e XVII, così come della musica di autori russi e slavi, in generale.

Nel 1980 l’album Der Jahrhundert-Ball per la Arcade arriva in quarta posizione in classifica in Germania e nel 2011 Faszination Klang per la Sony arriva in seconda posizione in Austria.

Fra le esecuzioni discografiche in grado di fare apprezzare appieno il particolare suono di questa orchestra, si possono citare la Quinta Sinfonia di Beethoven, nella registrazione del 1977 ad opera di Carlos Kleiber, così come la Sinfonia Pastorale dello stesso autore, diretta da Karl Böhm negli anni ’70. In entrambe queste registrazioni (ma si potrebbero fare decine di altri esempi), risulta evidente come il suono viennese, risulti tradizionalmente più scuro e caldo, quando al contrario le caratteristiche dei rivali berlinesi sia generalmente orientato alla ricerca di una sonorità più brillante e dettagliata. Un altro esempio di registrazione discografica di grande livello si ebbe nel 1982 quando fu eseguita la Turandot di Giacomo Puccini, con la direzione di Karajan e il cast di cantanti di prim’ordine: Placido Domingo, Katia Ricciarelli, Ruggero Raimondi e Barbara Hendricks nei ruoli principali.

 

“Wiener Philharmoniker” (548 video):

… … …

 

Yuja Wang…

 

Perché è mostruosamente brava. E soprattutto perché dal vivo è magnetica. E’ musicista, è contagiosa, e comunque incarna quell’aspetto fondamentale dell’artista, che vuole il corpo con la sua individualità diventare tutt’uno con la musica, Carla Moreni, Il Sole 24 Ore

SSO-YujaWang

Pianista che emana un magnetismo palpabile e un’evidente sensibilità puramente contemporanea, Yuja Wang è un’artista straordinaria la cui tecnica grandiosa è eguagliata solo dal suo spessore di musicista.

Dal suo debutto folgorante con la Boston Symphony Orchestra nel 2007, quando era ancora una studentessa del Curtis Institute of Music, si è proposta, e in seguito confermata, come una musicista di primo livello presso le orchestre più importanti del mondo – fra cui quelle di New York, Londra, Amsterdam e Berlino – con cui si esibisce in occasione di tournée nelle Americhe, in Europa ed Asia. Supportata sin da subito da direttori d’orchestra del calibro di Gustavo Dudamel, Michael Tilson Thomas ed il compianto Claudio Abbado, Yuja Wang oggi è una dei solisti più richiesti, ma anche un’appassionata interprete di recital e musica da camera, oltre ad essere stata nominata diverse volte per i premi Grammy Award.

Le esibizioni in recital di Yuja Wang la vedono impegnata in tournée in Francia, Olanda e Germania, oltre a nuove apparizioni in duo con Leonidas Kavakos per una serie dedicata all’integrale delle Sonate di Brahms al Festival di Edimburgo. Yuja Wang ha esordito in concerto in Europa nel 2003 e, due mesi dopo, negli Stati Uniti.

Si è esibita nel 2006 a Vail con la Filarmonica di New York e nel 2007 con la Boston Symphony Orchestra.

Nel 2008 è stata protagonista di una tournée statunitense con l’Orchestra of St. Martin in the Fields e l’anno successivo ha suonato alla Carnegie Hall con la YouTube Symphony Orchestra diretta da Michael Tilson Thomas.

Ha già suonato al fianco delle orchestre più importanti del mondo, fra cui quelle di Chicago, Cleveland, Los Angeles, New York, Filadelfia, San Francisco e Washington, oltre alla London Symphony Orchestra, l’Orchestre de Paris, l’Orchestra del Royal Concertgebouw, le Filarmoniche di Berlino e Monaco, l’ Orquesta Nacional de España, l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Orchestra Mariinsky, le Filarmoniche Israeliana e Cinese, la NHK Symphony Orchestra, le Sinfoniche di Melbourne e Sydney e l’ Orquesta Sinfónica Simón Bolívar.

Nel 2011 Yuja Wang ha suonato in un concerto all’ aperto per un pubblico di 25.000 persone con la Staatskapelle di Berlino diretta da Daniel Barenboim presso la Bebelplatz della capitale tedesca; nella stagione 2013/2014 è stata la protagonista di un “Artist Portrait” da parte della London Symphony Orchestra.

Nella stagione 2014/2015 si è esibita come ‘Artist in Residence’ dell’Orchestra della Tonhalle di Zurigo. Sin dal suo eccezionale debutto del 2001, Yuja Wang ha continuato ad esibirsi in ogni stagione alla Carnegie Hall e spesso suona in apparizioni da solista presso le principali sale concertistiche di Asia, Europa e Nord America.

Come musicista da camera, Yuja Wang delizia i festival estivi di tutto il mondo, apparendo regolarmente in Svizzera al Festival di Verbier.

Dal 2009 registra in esclusiva per l’etichetta Deutsche Grammophon e, fino ad ora, ha pubblicato tre album da solista e due registrazioni concertistiche. La sua prima registrazione, Sonatas & Etudes, ha ricevuto una ‘nomination’ ai ‘Grammi Award’, ha vinto un ‘International Piano Award’ e ha visto la pianista ricevere il riconoscimento di ‘Young Artist of the Year’ da parte della rivista Gramophone.

La registrazione da solista Transformation nel 2011 le è valsa un Premio ECHO Klassik come ‘Giovane Artista dell’Anno’, mentre la registrazione dei Concerti di Rachmaninov con Claudio Abbado e la Mahler Chamber Orchestra ha ricevuto una ‘nomination’ ai Grammy Award come ‘Best Classical Instrumental Solo’. Poi è seguita Fantasia, una raccolta di ‘encore’ da solista e registrazioni dal vivo di Prokofiev e Rachmaninov con Gustavo Dudamel e l’ Orquesta Sinfónica Simón Bolívar.

Nel 2014, Yuja Wang ha inciso insieme a Leonidas Kavakos le Sonate complete per violino e pianoforte di Brahms per Decca Records, inoltre, nel 2013 ha partecipato alla realizzazione della premiata colonna sonora del film Summer in February. Nell’autunno del 2015, Deutsche Grammophon ha pubblicato Yuja Wang: Ravel con Lionel Bringuier e l’orchestra della Tonhalle di Zurigo.

Artista che ha affascinato il pubblico sia per la sua musica sia per la sua attenzione allo stile, Yuja Wang è stata protagonista di documentari televisivi e pagine di riviste che variano dall’arte alla cultura, fino alla moda, fra cui l’italiana Vogue, la francese Elle e la cinese Marie Claire.

Si esibisce su pianoforti Steinway ed è testimonial della Rolex.

Personaggio molto popolare, Yuja Wang vanta numerosi blog di suoi fan. Inoltre, un video di lei che suona Il volo del calabrone ha totalizzato quasi quattro milioni di visualizzazioni su YouTube. Nata a Pechino nel 1987, Yuja Wang ha iniziato a studiare pianoforte all’età di sei anni per poi proseguire gli studi al Conservatorio di Musica della sua città natale, sotto la guida di Ling Yuan e Zhou Guangren.

Nel 1999 ha seguito il programma estivo “Morningside Music” presso il Mount Royal College di Calgary e, nel 2001, ha potuto studiare per due anni con Hung Kuan Chen e Tema Blackstone al Mount Royal College Conservatory. Ha avuto come maestro John Perry all’Aspen Music Festival, vincendo il concorso nella sezione concertistica; in seguito, Yuja Wang è diventata studente di Gary Graffman al Curtis Institute di Filadelfia, dove si è diplomata nel 2008.

Nel 2006 Yuja Wang ha ricevuto il ‘Premio Gilmore per Giovani Artisti’.

Nel 2010 le è stato conferito il prestigioso ‘Avery Fisher Career Grant’.

 

“Yuja Wang – 137 video”:

… … …

 

Juan Diego Flòrez…

Juan Diego Flòrez

Juan Diego Flòrez è nato nel 1973 a Lima Perù dove ha iniziato i suoi studi musicali proseguiti poi presso il Curtis Institute di Philadelphia. Nel mese di Agosto del 1996 fece il suo debutto ufficiale con Matilde di Shabran al Rossini Opera Festival di Pesaro e fu subito considerato da tutti come una autentica rivelazione; da allora lo straordinario sviluppo della sua carriera l’hanno fatto diventare uno dei più importanti e richiesti tenori del panorama lirico internazionale.

Suo padre, Rubén Flórez, é stato cantante di musica peruviana e interprete, sopratutto, dei valzer creoli “criollos” della compositrice Chabuca Granda. Da lui, ereditó non solo la voce, ma anche l’amore per la musica peruviana e latinoamericana. Sua madre, María Teresa, amante anch’essa di questa musica, é stato il motore dietro Juan Diego, sostenendolo nei suoi studi musicali e spronandolo a mantenere saldi i suoi obbiettivi.

Ai suoi inizi Juan Diego si diede al pop, al rock e a la musica peruviana. Componeva le sue proprie canzoni e organizzava esibizioni nei piano-bar del distretto di Barranco, alle quali assistevano numerosi i ragazzi della sua scuola. Nel 1989, il giovane cantante vinse il primo Festival della Canzone per la Pace, trasmesso in televisione in tutto il Peru.

Juan Diego e sempre stato dell’idea che per essere un buon musicista, anche di musica popolare, fosse necessario saper leggere e scrivere musica. Per questo, dopo aver frequentato alcune accademie e di aver preso le prime lezioni di canto entrò al Conservatorio Nacional de Música nel 1990. Il futuro tenore non aveva ancora deciso se dedicarsi alla musica classica totalmente. Tuttavia, le sue esperienze musicali durante il primo anno di conservatorio avrebbero definito la sua vocazione. Poco dopo il suo ingresso al conservatorio, Juan Diego iniziò le sue lezioni di canto con Andrés Santa María, direttore del Coro Nacional, e passò a formarne parte. L’importanza del Coro Nacional nello sviluppo musicale del tenore fu decisiva. Poté vivere come artista la grande esperienza d’interpretare i piú grandi compositori a livello professionale. Non si poteva pensare a un miglior inizio.

Con molta voglia di conoscere il mondo e di ricevere una educazione superiore, Juan Diego ottenne una borsa di studio per studiare nel prestigioso Curtis Institute di Philadelfia. Lì studiò dal 1993 al 1996, ed ebbe la fortuna d’interpretare diverse opere complete in scena e con orchestra, vuol dire che ricevette una solida base per affrontare gli inizi della sua spettacolare carriera.

Nel 1994, Juan Diego conobbe a Lima il tenore peruviano Ernesto Palacio. Questo incontro gli avrebbe cambiato la vita. Juan Diego fece un’ audizione per Palacio, il quale non si mostró particolarmente impressionato. Comunque gli offerse il suo aiuto per la carriera e lo invitò a incidere un cd con lui al Festival di Gerace, Italia (Il Tutore Burlato, di Martín y Soler).

I consigli vocali di Palacio ebbero subito un effetto immediato nel tenore. Juan Diego cominciò a cantare in maniera molto evidente con piú facilità ed espressività. Al Curtis Institute si resero conto di ciò e approvarono la buona influenza di Palacio. La voce di Juan Diego possedeva caratteristiche innate come flessibilità e facilità per gli acuti che lo indirizzavano al repertorio belcantista e, sopratutto, alle opere di Rossini. Palacio si rese conto di ciò e guidò Juan Diego verso quel repertorio. Nel 1996, Juan Diego fece una audizione a Bologna per il Rossini Opera Festival di Pesaro, e ottenne la scrittura per l’opera Ricciardo e Zoraide, dove avrebbe interpretato il piccolo ruolo di Ernesto. Ma alla fine non cantó quell’opera e quello che successe dopo lo mise subito in primo piano nei piú grandi teatri del mondo.

Era l’estate del 1996. Juan Diego si trovava giá a Pesaro provando Ricciardo e Zoraide al Rossini Opera Festival. Poco prima dell’apertura del Festival, il tenore principale dell’opera Matilde di Shabran, interprete del ruolo di Corradino, cancelló la sua presenza per malattia. Il Festival cercava disperatamente un sostituto in grado di sostenere l’impegnativo ruolo ma non era facile giacché si trattava d’una opera sconosciuta e mancavano pochi giorni al debutto. Fú allora che il Direttore Artístico Luigi Ferrari offrí il ruolo ad un giovanissimo Juan Diego di soli 23 anni. Il tenore avrebbe voluto accettarlo sul momento, ma dimostrando professionalità chiese a Ferrari qualche ora per guardare la partitura durante il pranzo e poi avrebbe detto se accettava o no. Juan Diego, entusiasmato, pranzò guardò solo un paio di pagine della partitura, andò da Ferrari e gli diede il suo si.

Immediatamente si diedero tutti da fare per preparare in pochi giorni a Juan Diego. Il giovane tenore provava le scene senza ancora conoscere la musica, assistenti e pianisti glie la suggerivano sul momento. Furono giorni frenetici. Alla fine arrivò l’aspettato debutto il 13 agosto 1996. Il successo fu enorme. Iniziava una carriera luminosa.

Da quel momento, diversi teatri del mondo s’interessarono nel giovane tenore. Tra loro il tempio della lirica per eccellenza: la Scala di Milano. Juan Diego debuttò alla Scala il 7 dicembre 1996, data tradizionale delle inaugurazioni delle stagioni della Scala, a soli 23 anni e sotto la direzione del celebre maestro Riccardo Muti , il quale segnò una importante influenza sul tenore nei primi anni della sua carriera.

Juan Diego aveva visitato la Scala come turista qualche mese prima e contemplando da uno dei palchi la bella sala disse convinto: “Qui canterò fra dieci anni”. Non poteva immaginare che quei dieci anni sarebbero stati solo dieci mesi.

Da allora Juan Diego ha cantato nei principali teatri e sale da concerto del mondo, come il Metropolitan Opera di Nueva York, Lyric Opera di Chicago, Ópera di Los Ángeles, Ópera di San Francisco, Ópera Nazionale di Washington, Royal Opera House di Londra (Covent Garden), Festival di Wexford, Staatsoper di Vienna, Festival di Salzburg, Konzerthaus di Vienna, Musikverein di Vienna, Ópera di Parigi, Festival Radio France di Montpellier, Théâtre du Capitole di Toulouse, Théâtre du Champs-Élysées di Parigi, Théâtre du Châtelet di Parígi, Ópera di Lyon, Teatro Real di Madrid, Liceo di Barcelona, Abao di Bilbao, La Maestranza di Siviglia, Las Palmas di Gran Canaria, Teatro São Carlos di Lisbona, Accademia di Santa Cecilia di Roma, Teatro San Carlo di Nápoli, Teatro Regio di Torino, Teatro Verdi di Trieste, Teatro Comunale di Bologna, Opera di Roma, Teatro Massimo di Palermo, Teatro del Maggio Musicale Fiorentino di Firenze, Teatro Carlo Felice di Génova, Teatro Filarmónico di Verona, Staatsoper di Monaco di Baviera, Deutsche Oper di Berlino, Staatsoper di Dresda, Opernhaus di Zurigo, etc.

Il suo repertorio include 32 opere:

I Capuleti e i Montecchi, La Sonnambula e I Puritani di Bellini; Alahor in Granata, Don Pasquale, Elisabetta, L’Elisir d’Amore, La Fille du Régiment e Maria Stuarda di Donizetti; Armide e Orfeo di Gluck; La Vedova Allegra di Lehar; Il Tutore Burlato di Martín y Soler; L’Etoile du Nord di Mayerbeer; Mitridate di Mozart; Nina ossia la Pazza per Amore di Paisiello; Gianni Schicchi di Puccini; Adelaide di Borgogna, Il Barbiere di Siviglia, La Cenerentola, Le Comte Ory, L’Italiana in Algeri, Matilde di Shabran, Otello, Semiramide, Il Signor Bruschino, Il Viaggio a Reims e Zelmira di Rossini; Il Cappello di Paglia de Firenze di Rota; Fledermaus di J. Strauss; Falstaff e Rigoletto di Verdi.

Ha collaborato con direttori d’orchestra di fama mondiale come Roberto Abbado, Yves Abel, Riccardo Chailly, Myung-Wun Chung, Gustavo Dudamel, Daniele Gatti, John Elliot Gardiner, Gianluigi Gelmetti, James Levine, Jesús López-Cobos, Michele Mariotti, Neville Marriner, Riccardo Muti, Antonio Pappano, Carlo Rizzi, Christophe Rousset, Nello Santi, Marcello Viotti, Alberto Zedda.

Juan Diego mantiene una relazione stretta con il suo paese, che l ’ha premiato insignendolo con l’ onorificenza più alta, la Órden El Sol del Perú nel grado Gran Cruz.

Juan Diego ha creato una fondazione in Perú che ha come obbiettivo la creazione d’orchestre e cori infantili e giovanili nel Perú. Il progetto s’ispira al Sistema de Orquestas di Venezuela, ed ha come principale fine togliere a bambini e ragazzi dei settori più vulnerabili della popolazione da diversi pericoli: droghe, delinquenza, prostituzione infantile, etc.

Il 5 aprile 2008 Juan Diego e Julia Trappe si sono sposati nella Cattedrale di Lima in una cerimonia celebrata dal Cardinale Juan Luis Cipriani. Il matrimonio é stato un evento nazionale e la cittadinanza numerosa accorse alla Piazza Maggiore per essere vicino alla copia. La cerimonia fú anche trasmessa per tv in diretta in tutto il Perù.

Dal 2001 Juan Diego é artista esclusivo della Decca Records, con la quale ha registrato 8 cd come solista, 4 opere complete in cd, e 6 opere complete in DVD. Includendo le registrazioni con altre case discografiche Juan Diego ha totalizzato 8 CD come solista, 12 opere complete in CD, 11 opere complete in DVD e 7 cd tra cantate ed oratori. Le sue registrazioni hanno ottenuto numerosi premi, come il Choc della rivista Le Monde de la Musique, il Diapason d’Or, l’Echo Klassik Preis, il Cannes Classical Award, il Gramophone Award e la nomination al Grammy per il CD Bel Canto Spectacular.

Nel 2007, al teatro Alla Scala, Juan Diego concesse il bis dell’aria A mes amis nell’ opera di Donizetti La Fille du Régiment, celebre per i nove DO di petto, interrompendo cosí il divieto di ripetere le arie che esisteva in quel teatro dal 1933. In seguito, nel 2008, Juan Diego ripeté la stessa prodezza al Met di New York dopo diversi anni che questo non accadeva.

Juan Diego ha ricevuto numerosi premi come il Rossini d’Oro, il premio Abbiati della critica italiana, il Tiberini d’Oro, l’ISO d’Oro, L’Opera Award, l’Aureliano Pertile, il premio Bellini, il Francesco Tamagno ed il Plácido Domingo Award.

É stato anche insignito delle seguenti onorificenze:

2002 – Visitante Illustre della Universidad Nacional de Ingeniería (Perú)

2003 – Membro Onorario del Claustro della Universidad del Pacífico (Perú)

2004 – Órden al Mérito nel grado di Gran Cruz (Perú)

2004 – Professore Onorario della Universidad San Martín de Porres (Perú)

2005 – Professore Onorario del Conservatorio Nacional de Música (Perú)

2007 – El Sol del Perú nel grado di Gran Cruz (Perú)

2009 – Professore Onorario della Universidad Peruana de Ciencias Aplicadas (Perú)

Nel 2004, La Universidad Peruana de Ciencias Aplicadas del Perú pubblicó un libro sulla traiettoria di Juan Diego, scritto da Gustavo Rodríguez. E nel 2004, Serpost (Servizi Postali del Perú) l’ha onorato editando un francobollo in suo onore.

Nel 2006, Juan Diego ottenne la cittadinanza austriaca per meriti artistici senza dover per questo lasciare quella peruviana.

Juan Diego é partner di Audi e una sua intervista é apparsa nel loro Annual Report 2008.

Fa anche parte del progetto Zegna and Music come ambasciatore musicale di Ermenegildo Zegna.

Tra i suoi hobbies troviamo il calcio, il tennis, la cucina e la composizione musicale. Juan Diego ha composto due pezzi peruviani del genere “Huayno”, il primo é il “Huayno Peruano Navideño” ed é stato presentato nel 2007 al Konzerthaus di Vienna con la Sinfonica della Radio di Vienna ed i Piccoli Cantori. Il Secondo, “Santo”, é stato composto per il disco dello stesso nome in 2009.

Sito personale dell’ artista: http://juandiegoflorez.com/

Juan Diego Flórez

 

ASCOLTA QUI Juan Diego Flórez “La donna è mobile” from Rigoletto by Giuseppe Verdi:

ASCOLTA QUI Juan Diego Flórez “Ah mes amis” from La Fille du Regiment by G. Donizetti:

ASCOLTA QUI Juan Diego Florez & Nino Machaidze “A Te, O Cara” from I Puritani by V. Bellini:

ASCOLTA QUI Juan Diego Flórez “Granada”:

ASCOLTA QUI Juan Diego Flórez “Principe più non se” from La Cenerentola by G. Rossini:

ASCOLTA QUI Juan Diego Flórez “Pour mon âme” (+Bis!!) from La Fille du régiment by G. Donizetti:

… … …

 

Jonas Kaufmann…

 

“Questo mestiere non è lavoro, è gioia”, Jonas Kaufmann

Jonas Kaufmann, tenore tedesco naturalizzato svizzero, è nato a Monaco di Baviera il 10 luglio 1969.

Completa i suoi studi musicali alla Hochschule für Musik und Theater München e comincia la sua carriera professionale allo Staatstheater di Saarbrücken nel 1994; viene presto invitato a fare altri debutti in importanti teatri tedeschi, tra cui il Teatro dell’ Opera di Stoccarda e l’ Opera di Amburgo; nel 1997-98 è impegnato con il Piccolo Teatro di Milano per l’ ultima, geniale produzione di Giorgio Strehler: Così fan tutte di Mozart. Viene presto invitato anche in teatri stranieri, quali il Lyric Opera of Chicago, l’ Opéra National de Paris e a Milano, per La Scala.

Alla Scala di Milano: nel 1999 è Jaquino in Fidelio

Nel 2006 interpreta il ruolo di Don José nella Carmen di Bizet alla Royal Opera House, a Covent Garden, Londra; nel 2007 tiene un recital ed è Alfredo Germont ne La traviata con la Gheorghiu diretto da Lorin Maazel; nel 2008 ha il ruolo di Alfredo ne La traviata alla Metropolitan Opera House e al Covent Garden.

Nel maggio dello stesso anno debutta nel ruolo di Cavaradossi nella Tosca di Puccini In seguito si esibisce anche nella Manon, a Chicago, e nel Lohengrin di Wagner. Nel 2009 inaugura la stagione della Scala come Don Josè in Carmen e canta nel Requiem di Verdi con la Frittoli diretto da Barenboim nella trasferta nella Salle Pleyel di Parigi; nel 2011 è Mario Cavaradossi in Tosca. Nel 2010 inaugura il Festival wagneriano di Bayreuth con Lohengrin e canta Fidelio al Festival di Lucerna con Nina Stemme diretto da Claudio Abbado di cui esiste un CD live della Decca. 

Realizza le sue prime registrazioni con la Decca Records, pubblicate nel gennaio 2008. Registra anche un ciclo di musiche di Schubert con la stessa casa editrice e per l’EMI registra Madama Butterfly nel ruolo di Pinkerton.

Il 7 dicembre 2012 interpreta Lohengrin alla Scala di Milano nella serata d’ inaugurazione della stagione diretto da Barenboim (trasmesso da Rai 5 arrivando a 200.000 telespettatori) con grande successo personale. Nel 2013 tiene un recital.

Il 21 febbraio 2017 Jonas Kaufmann è stato eletto nuovo Accademico Onorario di Santa Cecilia.

Sito Ufficiale: http://www.jonaskaufmann.com/de/1/

 

“28 video su Jonas Kaufmann”:

“30 video su Jonas Kaufmann”:

… … …

 
 

Alcune foto inserite sono state scaricate da Internet e ritenute di pubblico dominio in assenza di specifiche indicazioni in merito. Preghiamo quindi, qualora i soggetti o gli Autori (riconosciuti tali) fossero contrari alla pubblicazione, di segnalarlo all’ indirizzo mara.grisoni@gmail.com, provvederemo alla rimozione delle immagini o alla segnalazione dell’ Autore.

Written by mara

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Al Maggio Musicale Fiorentino Zubin Mehta per Schubert 26 Maggio

A Perugia Musica Classica Ivan Fischer Emanuel Ax 24 maggio 2019