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Al Teatro alla Scala Myung-Whun Chung per Rossini giugno-luglio 2020

È difficile scrivere la storia di un uomo ancora vivo… Lo invidio più di chiunque abbia vinto il primo premio in denaro alla lotteria della natura… A differenza di quello, egli ha vinto un nome imperituro, il genio e, soprattutto, la felicità“, (Stendhal, nella prefazione della Vita di Rossini)

1555_ChungMyung-Whun Chung

Stagione della Sinfonica, Stagione 2019 – 2020

 

Al Teatro alla Scala Myung-Whun Chung per Rossini giugno-luglio 2020. Per la Stagione 2019 – 2020 torna a Milano uno dei più grandi direttori d’oggi, Myung-Whun Chung che alla guida del Coro e Orchestra del Teatro alla Scala emozionerà il pubblico con un concerto rivolto a Rossini:

 

Gioachino Rossini, Stabat Mater per soli, coro a quattro voci miste e orchestra

 

QUANDO

Sabato 27 Giugno 2020, ore 20.00

Lunedì 29 Giugno 2020, ore 20.00

Mercoledì 1 Luglio 2020, ore 20.00

 

DOVE: TEATRO ALLA SCALA
Via Filodrammatici, 2

20121 Milano (MI)

 

INTERPRETI:

Direttore, Myung-Whun Chung

Soprano, Rosa Feola

Mezzosoprano, Veronica Simeoni

Tenore, René Barbera

Basso, Roberto Tagliavini

Maestro del Coro, Bruno Casoni

Coro e Orchestra del Teatro alla Scala

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Platea al costo di 114,00 €

Palchi, prima fila (e seconda fila nei palchi centrali) al costo di 114,00 €

Palchi, seconda fila laterale (e terza fila nei palchi centrali) al costo di 94,80 €

Prima Galleria, prima fila centrale al costo di 66,00 €

Prima Galleria, prima fila semi-centrale; Seconda Galleria prima fila centrale al costo di 66,00 €

Prima Galleria, prima fila laterale; Seconda Galleria, prima fila semi-centrale al costo di 46,80 €

Prima Galleria, seconda fila centrale e semi-centrale al costo di 46,80 €

Loggione al costo di 18,00 €

 

Al Teatro alla Scala Myung-Whun Chung per Rossini giugno-luglio 2020

 

oppure se non sapete come fare, e se volete, potete rivolgervi anche all’ Associazione MaNi per informazioni su acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Myung-Whun Chung…

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Myung-Whun Chung inizia la sua attività musicale come pianista, debuttando all’età di sette anni, e nel 1974 vince il secondo premio del Concorso Pianistico Čajkovskij di Mosca. Completa gli studi al Mannes College e alla Juilliard School di New York, e nel 1979 diventa assistente di Carlo Maria Giulini alla Los Angeles Philharmonic Orchestra. Due anni dopo, è nominato Direttore associato dell’Orchestra.

Dal 1984 al 1990 è Direttore musicale dell’Orchestra Sinfonica della Radio di Saarbrüken, dal 1987 al 1992 Direttore Principale Ospite del Teatro Comunale di Firenze, tra il 1989 e il 1994 Direttore Musicale dell’Orchestra dell’ Opéra di Paris-Bastille e (dal 1997 al 2005) Direttore Principale dell’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia di Roma.

Dal 2000 Myung-Whun Chung è Direttore Musicale dell’Orchestre Philharmonique de Radio France.

Myung-Whun Chung ha diretto molte fra le orchestre più prestigiose del mondo; fra queste i Berliner e i Wiener Philharmoniker, il Concertgebouw di Amsterdam, le principali orchestre di Londra e di Parigi, la Filarmonica della Scala, la Bayerische Rundfunk, la Staatskapelle Dresden, le orchestre sinfoniche di Boston e di Chicago, l’Orchestra della Metropolitan Opera di New York, la New York Philharmonic Orchestra e le orchestre di Cleveland e di Philadelphia.

Le numerose registrazioni di Myung-Whun Chung, realizzate per Deutsche Grammophon, hanno ricevuto i riconoscimenti più prestigiosi.

Nel 2008 ha inciso per DG un tributo al suo maestro Olivier Messiaen con la Philharmonique di Radio France. Per il suo operato artistico gli sono stati conferiti il Premio Abbiati e il Premio Toscanini dall’Italia e, nel 1992, la Légion d’Honneur dalla Francia. Nel 1991 è stato nominato Artista dell’anno dal Sindacato professionale della critica drammatica e musicale. Nel 1995 e nel 2002 è stato inoltre insignito del Premio Victoire de la Musique.

Per la Filarmonica della Scala Myung-Whun Chung è uno dei direttori di riferimento; dal 1989, nella sala del Piermarini e in tournée, ha diretto concerti quasi ogni anno con quest’Orchestra. Nel settembre 2006 ha guidato l’Orchestra in un’importante tournée che ha compreso l’apertura di Settembre Musica a Torino, il debutto a Berlino e tappe a Mosca e Varsavia, mentre nel 2008 ha realizzato un ciclo di concerti a Tokyo, Osaka, Seoul, Shanghai e Pechino con la partecipazione del pianista Lang Lang, segnando il debutto della Filarmonica in Cina. L’attività fuori sede con la Filarmonica è proseguita nel 2009 con concerti in diversi paesi europei.

Parallelamente alla sua attività musicale, Myung-Whun Chung è impegnato in iniziative di carattere umanitario e di salvaguardia dell’ambiente. Ambasciatore del Programma delle Nazioni Unite per il Controllo internazionale delle droghe (UNDCP), nel 1995 è stato nominato “Uomo dell’anno” dall’UNESCO e, l’anno successivo, il Governo della Corea gli ha conferito il “Kumkuan”, il più importante riconoscimento in campo culturale, per il suo contributo alla vita musicale coreana.

Attualmente ricopre l’incarico di Ambasciatore Onorario per la Cultura della Corea, il primo nella storia del Governo del suo Paese.

Nell’ aprile 2008 Myung-Whun Chung è stato nominato dall’ UNICEF “Goodwill Ambassador”, come riconoscimento per il suo impegno a favore dell’infanzia.

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NOTE E ASCOLTI DI PROGRAMMA…

Al Teatro alla Scala Myung-Whun Chung per Rossini giugno-luglio 2020

 

Lo Stabat Mater di Gioachino Rossini è una sequenza liturgica in musica. La prima esecuzione avvenne a Parigi nella Salle Ventadour il 7 gennaio 1842 per il Théâtre de la comédie italienne con Giulia Grisi, Giovanni Matteo De Candia ed Antonio Tamburini.

Lo Stabat Mater per coro e orchestra (insieme alla Petite Messe Solennelle) ruppe quel leggendario “silenzio” di Rossini che iniziò dopo il Guillaume Tell (1829) e durò fino alla morte del compositore (1868). Leggendario, perché in realtà Rossini, pur non pubblicando, continuò a comporre durante tutta la vita. In effetti, però, dopo il Guillaume Tell Rossini decise di ritirarsi dalle scene, alimentando quel mito della propria persona già iniziato anni prima. Fu la frequentazione degli ambienti della finanza parigina a creare l’occasione per la composizione dello Stabat e in particolare l’incontro col banchiere Alejandro Aguado. Egli aveva fatto da vero e proprio mecenate al compositore, peraltro ospitandolo da quando questi era tornato a Parigi nel 1830 e tra i due era sorto uno stretto legame d’amicizia.

Nel 1831 Aguado invitò Rossini a visitare con lui la Spagna. Qui il compositore, preceduto dalla propria fama, fu oggetto di continue “richieste musicali” in particolare da parte della famiglia reale (Francisco, fratello di Ferdinando VII era un suo grande ammiratore).

Ma la creazione dell’opera si deve al prelato spagnolo don Manuel Fernández Varela, il quale essendo desideroso di possedere un manoscritto di Rossini, pregò il musicista pesarese di volerlo accontentare. Rossini, che ben conosceva l’adattamento pergolesiano dello Stabat Mater, d’altro canto non volle mai cimentarsi fino a quel momento nella composizione di una versione propria, ma non volendo deludere padre Varela, cedette infine alle sue insistenze e incominciò la stesura, venendo ricambiato da questi con un dono. In effetti, non è mai stato ritrovato un atto di vendita comprovante l’acquisto dell’opera, dato che lo stesso Rossini, con l’assenso del Varela, stabilì che la partitura non sarebbe mai stata pubblicata, essendo anch’essa un dono personale.

La stesura dello Stabat Mater si fermò a causa di una dolorosa lombaggine sofferta in quel periodo dal musicista, ed a causa della sua probabile scarsa motivazione nell’affrontarne la composizione. La partitura venne quindi ceduta al musicista Giovanni Tadolini, suo amico, il quale avrebbe ultimato il lavoro a scapito dell’ignaro padre Varela. A questo punto sembra essere giustificato l’interesse di Rossini a non pubblicare il manoscritto, sennonché a lavoro ultimato, venne ugualmente eseguito con le modifiche di Tadolini a Madrid nel 1833 su interessamento del committente padre Varela.

Nel 2011 il direttore d’orchestra italiano Antonino Fogliani ha orchestrato i sette numeri (la cui versione orchestrale era andata perduta) che Tadolini compose per la prima esecuzione dello Stabat Mater a Madrid, proponendoli lo stesso anno in prima esecuzione nell’ambito del Festival Rossini in Wildbad.

Morto padre Varela nel 1837, la partitura dello Stabat fu venduta e recuperata dopo vari passaggi dall’editore francese Aulagnier nel 1841. Egli interpellò Rossini riguardo la possibilità di stampare l’opera: il compositore fu perentorio e ne vietò la pubblicazione. La possibilità, però, che una composizione completata in tutta fretta e di cui solo sei pezzi erano propri finisse con l’essere in qualche modo data alle stampe, spinse Rossini a rivedere e completare la partitura, d’accordo anche con il proprio editore Troupenas.

Ma l’Aulagnier non si era dato per vinto: egli sosteneva, infatti, che Padre Varela avesse donato a Rossini una tabacchiera d’oro e che questa dovesse considerarsi vero e proprio prezzo di vendita della partitura e, dunque, ne annunciò trionfante una solenne esecuzione. A Rossini non restò che affidarsi a Troupenas incaricandolo di fermare il rivale con ogni mezzo.
Tra i due editori francesi si scatenò una vera e propria guerra fortemente amplificata dalla stampa. La sentenza finale riconobbe a Rossini il diritto di disporre della propria opera, ma concedeva ad Aulagnier la possibilità di stampare la prima versione. La vicenda suscitò un notevole clamore e contribuì ad accrescere le aspettative del pubblico che fremeva per il tanto atteso ritorno sulle scene del Maestro pesarese.

La prima della nuova versione ebbe luogo a Parigi il 7 gennaio 1842 e fu un notevole successo di pubblico, di stampa e di critica e ne seguì il 18 marzo all’ Archiginnasio di Bologna la prima italiana con successo diretta da Gaetano Donizetti con Marietta Alboni, il successivo 26 giugno la prima al Teatro La Fenice di Venezia e il 1º luglio al Teatro Regio di Parma con la Alboni. Nonostante ciò, sin dalla première, Rossini fu accusato da alcuni esponenti della critica di eccessiva teatralità nella composizione, che pecca secondo questi, nella trasmissione del senso più mistico di religiosità che emana la sequenza di Jacopone da Todi.

Il 26 aprile 1843 avviene la prima nel Teatro Nacional de São Carlos di Lisbona, il 26 marzo 1861 nel Teatro San Carlo di Napoli con Carlo Negrini ed il 21 novembre 1868 per i funerali del compositore nella Chiesa della Sainte-Trinité di Parigi con Adelina Patti, Christina Nilsson, Henriette Méric-Lalande, la Alboni, Gilbert-Louis Duprez, De Candia, Tamburini e Nicolas-Prosper Levasseur.

Al Metropolitan Opera House di New York va in scena dal 1883 con Sofia Scalchi e Roberto Stagno. Nel 1910 avviene la prima nel Teatro Dal Verme di Milano con Giovanni Martinelli, nel 1918 al Teatro Comunale di Bologna diretto da Rodolfo Ferrari con Alessandro Bonci e per il Festival di Salisburgo nel 1933 al Duomo di Salisburgo e nel 1948, 1949 e 1962 all’ Università di Salisburgo e nel 2014 diretto da Antonio Pappano con l’Orchestra dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia ed il Coro, Maria Agresta e Sonia Ganassi. Nel 1951 avviene la prima nel Giardino Bellini di Catania con Antonietta Stella, al Teatro alla Scala di Milano nel 1960 diretto da Francesco Molinari Pradelli con Anita Cerquetti, Giulietta Simionato, Gianni Raimondi e Nicolai Ghiaurov, al Rossini Opera Festival nel 1981 nella Cattedrale di Santa Maria Assunta (Pesaro) diretta da Alberto Zeddae nel 1990 nella Basilica dei Santi Giovanni e Paolo (Venezia) con Margaret Price e Giorgio Surjan.

 

“Stabat Mater per Soli, Coro e Orchestra” by Gioachino Rossini (Coro e Orchestra del Santa Cecilia – ANTONIO PAPPANO):

“Stabat Mater per Soli, Coro e Orchestra” by Gioachino Rossini (Direttore: Riccardo Muti – Soprano: Jessye Norman – Mezzosoprano: Agnes Baltsa – Tenore: Francisco Araiza – Basso: Simon Estes – Salzburg, live 7.8.1983):

“Stabat Mater per Soli, Coro e Orchestra” by Gioachino Rossini (Philharmonia Orchestra e Conductor: Carlo Maria Giulini – Royal Albert Hall, London, 23/8/1981):

“Stabat Mater per Soli, Coro e Orchestra” by Gioachino Rossini (Direttore: Carlo Maria Giulini – Soprano: Teresa Żylis-Gara – Mezzosoprano: Shirley Verrett – Tenore: Luciano Pavarotti – Basso: Nicola Zaccaria – Roma, live 22.12.1967):

L’ opera è molto ricca nell’inventiva e nella struttura armonica. Si articola in dieci sezioni che culminano con un “Amen, in sempiterna” in stile fugato.

La composizione dello Stabat Mater prevede il seguente organico:

  • Solisti: (Soprano I, Soprano II, Tenore, Basso);
  • Coro;
  • Orchestra.

Lo Stabat Mater è suddiviso in dieci movimenti:

  • 1. Introduzione, Coro e Solisti – “Stabat Mater dolorosa
  • 2. Aria per Tenore – “Cuius animam
  • 3. Duetto per Soprano I e Soprano II – “Quis est homo
  • 4. Aria per Basso – “Pro peccatis
  • 5. Recitativo per Basso e Coro – “Eia, Mater
  • 6. Quartetto, Solisti – “Sancta Mater
  • 7. Cavatina per Soprano II – “Fac ut portem
  • 8. Aria per Soprano I e Coro – “Inflammatus et accensus
  • 9. Quartetto, Solisti – “Quando corpus
  • 10. Finale, Coro – “Amen, in sempiterna

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Written by mara

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