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Al Teatro Auditorium Manzoni di Bologna Jan Lisiecki per Tchaikovsky

Un musicista di sorprendente raffinatezza ed immaginazione” (The Boston Globe)

Orchestra Filarmonica di Bologna, Stagione 2017 – 2018

 

Il giovanissimo talento del pianoforte canadese al servizio di un programma dai sentimenti intimi e appassionati“. Il pianista Jan Lisiecki e il Direttore Andris Poga proporranno al pubblico del Teatro Auditorium Manzoni di Bologna il seguente programma partendo da Fryderyk Chopin, compositore particolarmente caro al pianista canadese di origini polacche, a Čajkovskij con la Sinfonia n.6 in si minore, op. 74 “Patetica”:

 

Frédéric Chopin, Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in fa minore, op. 21

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Pëtr Il’ič Čajkovskij, Sinfonia n. 6 in si minore, op. 74 “Patetica”

 

QUANDO:

Lunedì 28 Maggio 2018, Ore 21.00

 

DOVE: Auditorium Teatro Manzoni
Via de’ Monari, 1
40121 Bologna (BO)

 

INTERPRETI:

Andris Poga, Direttore

Jan Lisiecki, Pianoforte

Orchestra Filarmonica di Bologna

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

PLATEA I e II al costo di € 43,00 intero in prevendita; al costo di € 49,00 intero il giorno del concerto

PLATEA III e GALLERIA I al costo di € 34,00 intero in prevendita; al costo di € 39,00 intero il giorno del concerto

GALLERIA II e BALCONATA I al costo di € 28,00 intero in prevendita; al costo di € 32,00 intero il giorno del concerto

BALCONATA II e III, Scarsa visibilità al costo di € 15,00 intero in prevendita; al costo di € 17,00 intero il giorno del concerto

 

Teatro Auditorium Manzoni di Bologna: Jan Lisiecki

 

se non sapete come fare, e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti scrivendo a mara.grisoni@gmail.com o telefonando al numero +39 327 – 79.68.987.


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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Jan Lisiecki…

«Adoro Chopin. Ma amo molto anche Bach, Mozart, Beethoven… Certo con Chopin il legame è speciale. Io sono nato in Canada, ma la mia famiglia è di origini polacche. La prima volta che l’ho suonato a Varsavia, alla prestigiosa Philharmonic Hall, in platea c’erano i miei nonni. Era la prima volta che mi ascoltavano. E stato molto emozionante per loro e anche per me» (Corriere della Sera)

 

Il ventenne pianista canadese Jan Lisiecki registra in esclusiva per Deutsche Grammophon dall’ età di quindici anni. Il suo CD di debutto per l’etichetta tedesca includeva i Concerti per pianoforte K. 466 e K. 467 di Mozart registrati con l’Orchestra Sinfonica della Radio Bavarese diretta da Christian Zacharias. Tale registrazione, in lizza nel 2013 per i premi ‘JUNO Award’ nella categoria ‘Miglior registrazione di musica classica’, è stata definita proprio dal New York Times ‘limpida, lirica e sagace […] diretta, sfacciata e fresca”. La seconda registrazione per Deutsche Grammophon, pubblicata nell’ aprile del 2013, include gli Studi Op. 10 e Op. 25 di Chopin.

Apprezzato per il suo pianismo ispirato e maturo, Jan Lisiecki può già vantare numerosi riconoscimenti. Nel 2013 ha vinto un Young Artist Gramophone Award e il Premio Leonard Bernstein al Festival dello Schleswig-Holstein, nel 2011 il Jeune Soliste des Radios Francophones e nel 2010 il Révélations Radio-Canada Musique.

Nel 2012 è stato nominato Ambasciatore UNICEF per il Canada, dopo esserne stato ‘Giovane Rappresentante’ sin dal 2008.

Eventi di rilievo delle stagioni passate hanno incluso concerti con Claudio Abbado e la Mozart Orchestra, il suo debutto nella serie di abbonamento della New York Philharmonic, il debutto ai BBC Proms con Antonio Pappano e l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia alla Royal Albert Hall di Londra e il suo debutto con la Philadelphia Orchestra diretta da Yannick Nézet-Séguin al ‘Bravo Vail Festival’.

Il suo debutto ufficiale nella stagione della Philadelphia Orchestra è avvenuto nell’ aprile 2014, quando ha suonato tre diversi Concerti di Mozart in una settimana.

Tra i debutti più recenti citiamo l’ Orchestra Filarmonica della Scala di Milano diretta da Daniel Harding, l’ Orchestre de Paris, l’ Orchestra della Tonhalle di Zurigo, la NHK Symphony Orchestra di Tokyo, in recital per l’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma, a San Francisco, alla Wigmore Hall di Londra e con la Deutsches Symphonie-Orchester Berlin nel giugno 2015.

Dalla stagione 2012/13 Jan Lisiecki è inserito nella serie ‘Junge Wilde’ della Konzerthaus di Dortmund.

Jan Lisiecki ha avuto l’occasione di sostituire Martha Argerich e Nelson Freire e si è esibito con artisti del calibro di Yo-Yo Ma, Pinchas Zukerman ed Emanuel Ax; è apparso in Armenia, Belgio, Brasile, Cina, Inghilterra, Francia, Germania, Grecia, Guatemala, Italia, Giappone, Corea, Polonia, Scozia, Svezia, Svizzera, USA e in tutto il Canada. E’ stato inoltre ospite di prestigiosi festival estivi tra cui Verbier, Radio France, La Roque d’ Anthéron, Rheingau, il Festival dello Schleswig-Holstein ed il Festival Chopin a Varsavia.

Jan Lisiecki ha registrato il suo terzo CD per Deutsche Grammophon nel settembre 2015 con l’ Orchestra dell’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretta da Antonio Pappano; la pubblicazione è prevista per l’ inizio del 2016. Nel gennaio 2016 è previsto il debutto alla Carnegie Hall con la Philadelphia Orchestra diretta da Yannick Nézet-Séguin. Sono inoltre previsti i debutti con l’Orchestra di Cleveland e la Sinfonica di San Francisco, oltre a un tour con la Sinfonica di Toronto negli USA. In Germania terrà un tour delle principali città insieme alla Filarmonica di Varsavia ed inoltre apparirà come direttore/solista della Zurich Chamber Orchestra in tour, con i Concerti KV 466 e KV 467 di Mozart.

Entrambi i Concerti per pianoforte di Chopin eseguiti insieme alla Sinfonia Varsovia ed Howard Shelley sono state registrati dal vivo e pubblicati nel 2010 dal Chopin Institute di Varsavia. Questo CD ha ricevuto un premio Diapason Découverte nel maggio 2010; la rivista Diapason ha descritto Jan Lisiecki come “un virtuoso non affettato, che possiede già un pianismo virile e, soprattutto, irresistibilmente naturale”.

Diversi concerti di Jan Lisiecki sono stati trasmessi da CBC Canada, BBC e da radio austriache, francesi, tedesche, lussemburghesi e polacche, nonché dalle TV France3 e TV1 e TV2 in Polonia. Ha partecipato alla serie CBC Next! come uno dei più promettenti giovani artisti canadesi e, nel 2009, al documentario realizzato da Joe Schlesinger sulla sua vita per CBC News: The Reluctant Prodigy.

Nel maggio del 2013 la televisione tedesca ZDF lo ha ospitato nel notiziario Heute Journal.

Quando era al liceo, i dirigenti scolastici hanno deciso di farlo avanzare di quattro classi, permettendogli così di diplomarsi nel gennaio del 2011. Dal settembre del 2011 Jan Lisiecki sta studiando musica alla Glenn Gould School of Music di Toronto.

Sito ufficiale: http://www.janlisiecki.com/

“Jan Lisiecki (Frédéric Chopin: 3 Waltzes, Op 64; Verbier, July 2014):

“Jan Lisiecki (W. A. Mozart: Piano Concerto No. 20 in D minor, K. 466 _ Verbier Festival Chamber Orchestra. Christian Zacharias, conductor):

“Jan Lisiecki (Frédéric Chopin: Grande Valse brillante in E-flat major, Op 18; Verbier, July 2014):

“Jan Lisiecki (Robert Schumann: Piano Concerto in A minor, Op. 54 _ Orchestra of the Academy of Santa Cecilia, Rome; Sir Antonio Pappano, conductor _ Proms 2013):

“Jan Lisiecki (Frédéric Chopin: 12 Études Op.10, 12 Études Op.25 _ Deutsche Grammophon 2013):

“Jan Lisiecki (Frédéric Chopin: Nocturne in C sharp Minor (1830) – Proms 2013):

“Jan Lisiecki (IGNACY PADEREWSKI (1860-1941): Miscellanea, Op.16, No.4: Nocturne – Humoresques de Concert, Op.14, No.1: Minuet in G major; JOHANN SEBASTIAN BACH (1685-1750): Partita No.1 in B flat major, BWV 825; FREDERIC CHOPIN (1810-1849): Études, Op.10 – Nocturne in C sharp minor, Op. porth. _ Louvre Auditorium, September 2013):

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NOTE DI PROGRAMMA E ASCOLTI…

 

Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 op. 21 by Fryderyk Chopin (IVO POGORELICH, Chicago Symphony Orchestra, Claudio Abbado):

Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 op. 21 by Fryderyk Chopin (Arthur Rubinstein, London Symphony Orchestra, André Previn):

Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 op. 21 by Fryderyk Chopin (Krystian Zimerman, Polish Festival Orchestra):

Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 op. 21 by Fryderyk Chopin (Martha Argerich, Mstislav Rostropovich, National Symphony Orchestra):

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Mi è venuta l’idea per una nuova sinfonia, questa volta con un programma che resti enigmatico per chiunque, l’indovini chi potrà: l’opera si chiamerà “una sinfonia a programma”; tale programma è colmo di emozione soggettiva e, nel corso del mio ultimo viaggio, mentre pensavo ad essa, piangevo frequentemente. Ora, tornato a casa, in meno di quattro giorni ho delineato lo schema del primo movimento mentre ben chiara in testa la struttura globale. Ci sarà molto di nuovo in questa sinfonia per quanto concerne la forma

 

Nel dicembre 1892 Cajkovskij decise improvvisamente di smettere di lavorare ad una Sinfonia in mi bemolle maggiore alla quale si era dedicato per un po’ di tempo:

una decisione irreversibile – scrisse – ed è bellissimo che io l’abbia presa

La Sinfonia n. 6 in Si minore Patetica (Патетическая), op. 74, è l’ultima sinfonia di Pëtr Il’ič Čajkovskij. Venne eseguita per la prima volta, nove giorni prima della sua morte, il 16 ottobre 1893 a San Pietroburgo. La morte di Čajkovskij pochi giorni dopo la prima esecuzione, fa della sesta sinfonia una sorta di testamento artistico nel quale confluiscono tutti gli stati emotivi, spirituali ed affettivi che ne avevano caratterizzato la travagliata esistenza.

Per via delle tematiche, la bellezza dei temi, la maturità compositiva ed il pathos che domina su tutta la sinfonia, può essere considerata la più grande composizione del musicista russo.

«Credo che mi sarà dato di scrivere una sinfonia esemplare: così probabilmente lotterò fino all’ultimo respiro per raggiungere la perfezione senza mai riuscirvi.»

Così scriveva nel 1891 Čajkovskij nel voler cercare a tutti i costi di concretizzare questa sua idea fissa che in seguito si esprimerà in una successiva lettera.

«Più innanzi procedo con l’orchestrazione, più diventa difficile: vent’anni fa l’avrei spinta avanti, senza pensarci con tutta la forza delle mie spalle e sarebbe riuscita bene. Ora sono diventato un vigliacco, senza fiducia in me stesso. Per due giorni interi sono stato lì a cuocere a fuoco lento due pagine; non riescono mai come vorrei, ma tuttavia procedo.»

Gli abbozzi iniziarono il 4 febbraio 1893 (data «russa», ovvero quella del Calendario giuliano, corrispondente al 16 febbraio del Calendario gregoriano), con varie tappe di lavorazione.

In quattro giorni la prima parte della Sinfonia fu completata, e si dice che il resto albergasse già nella sua mente in modo preciso.

Non puoi immaginare quanta felicità mi ha colto nello scoprire che il mio tempo non è ancora passato e che posso ancora lavorare

scrisse a Bob (il nipote Vladimir Davydov) l’ 11 febbraio 1893. Continuò dunque a scrivere, senza nessuna battuta d’arresto, e alla fine di agosto la Sinfonia era finita e pronta per la prima esecuzione, organizzata il 28 ottobre.

L’autore affermò di aver scritto la sinfonia in base ad un programma. Gli appunti lasciati accanto ai pentagrammi dicono poco se non che si ha a che fare con le aspirazioni e le delusioni della vita (soggetto portante nel pensiero del compositore: la ricerca di un ideale mai raggiunto è anche il cuore del Lago dei cigni e dell’ Evgenij Oneghin). Scrisse a Bob che la partitura seguiva

un programma che rimarrà un mistero per chiunque – lasciamoli indovinare

Avendo qualche dubbio sul Finale, Čajkovskij decise una lettura privata riservata agli insegnanti e studenti del Conservatorio di Mosca con una esecuzione “a porte chiuse”, il 9 ottobre (data russa, quindi il 21 ottobre del Calendario gregoriano) attraverso un’orchestra formata da allievi del conservatorio sotto la direzione di Vasilij (Basile) Il’ič Safonov (1852-1918), pianista, direttore, insegnante e direttore del Conservatorio moscovita, da lui apprezzato (cfr. studiosi Tammaro e Casini/Delogu).

Il 16 ottobre (data russa, per cui il 28, secondo il Calendario gregoriano), lo stesso Čajkovskij diresse la prima assoluta nella Sala delle riunioni dei nobili a San Pietroburgo – in quegli anni era ormai acclamatissimo nei due ruoli – e in sala si era radunata tutta la Pietroburgo che contava. Al suo ingresso il pubblico si alzò in piedi per applaudirlo e tutto avrebbe fatto pensare che ci si preparava al più fragoroso dei successi. Il programma non prevedeva solo la Sinfonia ma diverse altre musiche di Laroš e Mozart, nonché il proprio Primo Concerto per pianoforte, solista Adele Aus der Ohe (1864-1937) che eseguì anche pezzi solistici e la Rhapsodie espagnole di Liszt (cfr. la musicologa Orlova).

Il successo fu sostanzialmente solo di stima, forse (secondo lo studioso Tammaro) sia a causa della non eccelsa direzione dell’autore, ma anche per il Finale, non propriamente fatto per portare al facile applauso. Tuttavia Nikolaj Rimskij-Korsakov nella sua autobiografia riferisce che il collega diresse ottimamente, nonostante l’orchestra “rispondesse” male alla singolare composizione come il fratello di Čajkovskij, Modest, ebbe modo di sostenere (cfr. Tibaldi-Chiesa). L’ autore uscì sconsolato assieme al musicista Glazunov per una rituale cena con amici al Grand Hotel.

Due giorni dopo spedì la partitura al proprio editore per la pubblicazione, pregandolo di porre sul frontespizio la dedica al nipote Bob Davidov. Essa venne poi pubblicata (1894) con il titolo «Patetica», suggerito, forse, dal fratello Modest, il giorno dopo la prima, anche se inizialmente il suggerimento era stato per «Tragica» che non piaceva al musicista. Tuttavia il titolo fu depennato da Čajkovskij e rimase solo per decisione postuma dell’editore (cfr. lo studioso Aldo Nicastro). Inoltre il compositore annotò: 

non è che non sia piaciuta, ma ha creato un certo smarrimento“.

La sinfonia venne eseguita pubblicamente una seconda volta – dopo la morte del musicista avvenuta il 25 ottobre 1893 (notte sul 6 novembre, data del Calendario gregoriano) – in una serata che di fatto ebbe la forma della commemorazione e dunque con uno scontato successo. Era il 6 novembre (data russa, ovvero il 18, nel Calendario gregoriano), sul podio il grande Ėduard Francevič Napravnik (1839-1916), compositore e direttore d’origine ceca, stimato da Čajkovskij e che di lui diresse – fra l’altro – le prime di La pulzella di Orleans, La dama di picche e Iolanta.

 

Sinfonia n. 6 in si minore, op. 74 “Patetica” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Leonard Slatkin, direttore & Detroit Symphony Orchestra):

Sinfonia n. 6 in si minore, op. 74 “Patetica” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Wiener Philarmoniker & Herbert von Karajan):

Sinfonia n. 6 in si minore, op. 74 “Patetica” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Otto Klemperer & Philharmonia Orchestra – Studio Recording in London):

La sinfonia è suddivisa nei classici quattro movimenti. L’ordine però è inusuale: al secondo posto c’è il movimento in forma di scherzo (soluzione già praticata da Beethoven e da Schumann, oltre che dallo stesso Čajkovskij nella Sinfonia Manfred). Inoltre, ed è la novità sostanziale, Čajkovskij inverte l’ ordine degli ultimi due movimenti terminando l’opera, per la prima volta nella storia della sinfonia, con un tempo lento.

  • 1. Adagio – Allegro non troppo – Andante – Moderato mosso – Andante – Moderato assai – Allegro vivo – Andante come prima – Andante mosso
  • 2. Allegro con grazia
  • 3. Allegro molto vivace
  • 4. Finale. Adagio lamentoso – Andante

Manoscritto sinfoniaPrimo movimento

Il primo movimento è in forma sonata e si articola in un’introduzione lenta (bb. 1-18), un’esposizione formata da due gruppi tematici (bb. 19-88 e 89-160), una sezione di sviluppo (bb. 161-248), una ripresa (bb. 249-334) e una coda (bb. 335-354).

Il primo movimento è il più lungo e dura circa 20 minuti.

Secondo movimento

Il secondo movimento è un valzer in re maggiore nell’ insolita misura di 5/4. Si ritiene che sia la prima volta che questa misura venga usata in una sinfonia (mentre nel campo operistico era stata già usata per esempio da François-Adrien Boieldieu in un’aria de La Dame blanche). Čajkovskij suddivide ogni singola battuta in un metro binario seguito da un metro ternario. È dunque la seconda parte della battuta, in 3/4, a dare l’idea del valzer.

Dal punto di vista formale, il movimento segue la struttura ABA dello scherzo, cui Čajkovskij aggiunge una coda basata sui motivi di entrambe le sezioni. Con il suo andamento non troppo veloce, l’episodio si inserisce tra gli scherzi di andamento moderato, secondo il modello prediletto da Brahms (per esempio nelle sue tre prime sinfonie).

Terzo movimento

Il terzo movimento, in sol maggiore, su uno sfrenato 12/8 («Allegro molto vivace»), è quasi uno scherzo, basato su un dialogo tra archi e fiati. 

Quarto movimento

La sinfonia è chiusa da un «Adagio lamentoso» in si minore. La rassegnata desolazione della melodia discendente degli archi introduce immediatamente in un clima funebre.

Sulla «patetica» così Ciaikovsky si espresse scrivendo al fratello Modesto nell’ agosto del 1893:

«La ritengo la migliore, e precisamente la più compiuta delle mie opere. L’amo, come fino ad ora non ho mai amato nessun’altra delle mie creature»

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Written by mara

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