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Al Teatro Carlo Felice Fabio Luisi Alessandro Taverna 16 Novembre 2018

«Successore naturale del suo grande connazionale Arturo Benedetti Michelangeli»
(critica musicale inglese su Alessandro Taverna)

Alessandro Taverna

Teatro Carlo Felice, Stagione Concertistica 2018 – 2019

 

Il pianista Alessandro Taverna si esibisce in tutto il mondo nelle più importanti sale e stagioni musicali, quali Wigmore Hall e Royal Festival Hall di Londra, Salle Cortot di Parigi, Konzerthaus di Berlino, Maggio Musicale Fiorentino, MITO Settembre Musica.

Nel 2012 ha ricevuto al Quirinale dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il Premio Sinopoli, che gli è stato attribuito per meriti artistici e per la sua carriera internazionale. Per l’ occasione verrà eseguito il seguente programma: 

 

Franz Liszt, Concerto n. 2 in La maggiore per pianoforte e orchestra

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Gustav Mahler, Sinfonia n. 5 in do diesis minore

 

QUANDO

Venerdì 16 Novembre 2018, ore 20.30

 

DOVE: Teatro Carlo Felice
Passo Eugenio Montale, 4
16121 Genova (GE)

 

INTERPRETI:

Fabio Luisi, Direttore

Alessandro Taverna, Pianoforte solista

Orchestra del Teatro Carlo Felice

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Posto unico di Platea Intero al costo di € 25,00

Posto unico di Platea Rid. 1 al costo di € 22,50

Posto unico di Platea Giovani under 26 al costo di € 10,00

 

Teatro Carlo Felice di Genova: il pianista Alessandro Taverna

 

se non sapete come fare, e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti scrivendo a mara.grisoni@gmail.com o telefonando al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Alessandro Taverna…

alessandro-taverna

Indicato dalla critica musicale inglese come “successore naturale del suo grande connazionale Arturo Benedetti Michelangeli”, Alessandro Taverna possiede una creatività musicale capace di “far sorgere un sentimento di meraviglia come una visita alla sua nativa Venezia”. Quando nella finale del Concorso Pianistico Internazionale di Leeds ha eseguito il Primo Concerto per pianoforte di Chopin “tutto è stato pervaso di solenne bellezza: sono stati impeccabili minuti di intensa poesia!” ha detto il quotidiano britannico The Independent.

Da allora la carriera di Alessandro Taverna ha conosciuto un costante sviluppo, che gli ha consentito di guadagnare i favori della critica internazionale e lo ha portato ad esibirsi in tutto il mondo nelle più importanti sale e stagioni musicali, tra cui il Teatro alla Scala di Milano, Wigmore Hall e Royal Festival Hall di Londra, Salle Cortot di Parigi, Preston Bradley Hall di Chicago, Konzerthaus di Berlino, Fazioli Concert Hall di Sacile, Sala Verdi del Conservatorio di Milano, Musashino Hall di Tokyo, Auditorium Stelio Moro di Lugano, Bridgewater Hall di Manchester, Ottawa Chamber Festival, Unione Musicale di Torino, Maggio Musicale Fiorentino, MITO Settembre Musica, Festival di Musica di Portogruaro. Appare come solista insieme a prestigiose orchestre quali Royal Philharmonic Orchestra, Minnesota Orchestra, Royal Liverpool Philharmonic, Münchner Philharmoniker, Bucharest Philharmonic, Scottish Chamber Orchestra, Orchestra di Padova e del Veneto, Orchestra del Teatro Olimpico/Vicenza, Bournemouth Symphony, Neue Philharmonie Westfalen, Orchestra dell’Accademia del Teatro alla Scala.

Del 2015 è il suo debutto con la Castleton Festival Orchestra diretta da Fabio Luisi e con la Filarmonica della Scala sotto la direzione di Daniel Harding. Ha lavorato con direttori quali Michele Mariotti, Thierry Fischer, Reinhard Goebel, Joshua Weilerstein, MichaelGuttman, Andrew PennyÈ stato scelto tra i pianisti dalla fondazione internazionale “The Keyboard Trust” di Londra, per la quale si è esibito in una serie di recital in Europa e negli Stati Uniti. Nel 2009 ha inaugurato il Castleton Festival in Virginia del celebre direttore Lorin Maazel, il quale così si è espresso su di lui: “We must make music together!”, invitandolo con i Münchner Philharmoniker e dirigendolo nel Terzo Concerto di Prokofiev al Gasteig di Monaco e al Musikverein di Vienna.Numerose le sue affermazioni in prestigiosi concorsi pianistici internazionali tra i quali quelli di Londra, Leeds, Hamamatsu (Giappone), il Piano-e-Competition (Stati Uniti), il Premio Casella a Venezia, il Concorso Busoni di Bolzano, il Premio Scriabin di Grosseto, il Premio “Arturo Benedetti Michelangeli” di Eppan.

Ha ricevuto al Quirinale dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il “Premio Sinopoli”, riconoscimento che gli è stato attribuito per meriti artistici e per la sua carriera internazionale.

Alessandro Taverna, veneziano di nascita, si è formato presso la Fondazione Musicale S. Cecilia di Portogruaro, diplomandosi sotto la guida di Laura Candiago Ferrari a diciassette anni col massimo dei voti, la lode e la menzione d’onore. Ha conseguito il diploma triennale di concertismo presso la Scuola di Perfezionamento Musicale di Portogruaro con Piero Rattalino e ha completato la sua formazione artistica all’Accademia Pianistica di Imola con Franco Scala, Leonid Margarius, Boris Petrushansky e Louis Lortie, diplomandosi nel 2008. Successivamente ha conseguito il diploma cum laude all’ Accademia Nazionale S. Cecilia di Roma con Sergio Perticaroli, alla Lake Como International Piano Academy con William Grant Naboré, Fou Ts’ong, Dmitri Bashkirov, Malcolm Bilson, e alla Hochschule für Musik, Theater und Medien di Hannover con Arie Vardi.

Ha tenuto seminari e masterclasses presso il Bowdoin International Music Festival (U SA), la Willamette University di Salem (USA), la Potchefstroom University (Sudafrica), la St John University di York (Regno Unito). Insegna pianoforte presso il Conservatorio L. Perosi di Campobasso e alla Fondazione Musicale S. Cecilia di Portogruaro.

Ha registrato per BBC Radio 3, Rai Radio 3, la Radiotelevisione Slovena, RSI Radiotelevisione Svizzera. Dopo il successo di critica del suo album dedicato a Nikolay Medtner, Alessandro Taverna ha inciso di recente un nuovo disco per l’etichetta inglese SOMM, atteso per Novembre 2016.

Sito personale: http://www.alessandrotaverna.com/

 

“Ludwig Van Beethoven- Piano Concerto No. 3 in C minor, op.37” (La Scala Philharmonic Orchestra/Daniel Harding/Alessandro Taverna):

“Chopin Piano Concerto No. 1 in E minor, op. 11 ” (Alessandro Taverna):

“P. I. Tchaikovsky: Concerto No. 1 in B-flat minor, op. 23” (Alessandro Taverna):

“Cliburn 2013 Alessandro Taverna Preliminary Recital II” (Alessandro Taverna):


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Fabio Luisi…

This June 14, 1911 photo provided by the Metropolitan Opera shows Fabio Luisi conducting a concert with the Met Orchestra in Suntory Hall in Tokyo. Metropolitan Opera music director James Levine Levine canceled his fall conducting engagements after reinjuring his back in a fall the Met announced Tuesday, Sept. 6, 2011 and Luisi was named the Met's principal conductor. He's been filling in for Levine, who has led performances at the nation's premier opera house for four decades.(AP Photo/ Metropolitan Opera, Koichi Miura)

Ha studiato pianoforte prima con Noemi Chiesa e poi con Memi Schiavina diplomandosi come privatista al Conservatorio Niccolò Paganini di Genova. Dopo il diploma in pianoforte ha seguito corsi di perfezionamento con Aldo Ciccolini, Antonio Bacchelli e Hans Adam Harasiewicz.

Fabio Luisi sviluppò interesse alla direzione d’orchestra mentre svolgeva l’attività di pianista accompagnatore. Studiò pertanto direzione d’orchestra al Conservatorio di Graz con Milan Horvat. Diresse poi spesso al Teatro dell’Opera di Graz come maestro accompagnatore e direttore. Il suo debutto in Italia nella veste di direttore avvenne nel 1984. Dal 1990 al 1995 è stato direttore principale della Graz Symphony Orchestra. Dal 1995 al 2000 è stato direttore artistico e direttore principale della Tonkünstlerorchester di Vienna. Nel 1996 divenne uno dei tre direttori principali della Sinfonieorchester di Lipsia assieme a Marcello Viotti e Manfred Honeck dove rimase fino al 1999. Dal 1997 al 2002 è stato direttore principale dell’Orchestre de la Suisse Romande e direttore principale della Wiener Symphoniker dal 2005.

Nel gennaio 2004, Luisi è stato designato quale direttore principale della Staatskapelle Dresden e della Semperoper di Dresda, a far data dal settembre 2007.

Luisi ha fatto il suo debutto al Metropolitan Opera House nel marzo 2005, dirigendo Don Carlos di Giuseppe Verdi. È stato nominato direttore principale del medesimo teatro newyorchese nel settembre 2011.

È stato designato come Direttore musicale del Maggio Musicale Fiorentino a partire dal maggio 2018 per cinque anni mentre dal 1 gennaio 2016 è già consulente artistico del Sovrintendente dell’Opera fiorentina, impegnato da subito nel lavoro di programmazione artistica delle stagioni.

Luisi ha diretto diverse registrazioni discografiche di opere liriche di Giuseppe Verdi come AroldoJérusalem e Alzira e di Gioachino Rossini come Guglielmo Tell.

Sito personale: http://fabioluisi.net/

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NOTE DI PROGRAMMA E ASCOLTI…

 

“Concerto n. 2 in la maggiore per pianoforte e orchestra, S 125” by Franz Liszt (Khatia Buniatishvili):

“Concerto n. 2 in la maggiore per pianoforte e orchestra, S 125” by Franz Liszt (Lazar Berman):

“Concerto n. 2 in la maggiore per pianoforte e orchestra, S 125” by Franz Liszt (Lazar Berman, Carlo Maria Giulini):

“Concerto n. 2 in la maggiore per pianoforte e orchestra, S 125” by Franz Liszt (Krystian Zimerman, Seiji Ozawa):

“Concerto n. 2 in la maggiore per pianoforte e orchestra, S 125” by Franz Liszt (Riccardo Muti, Paolo Restani):

“Concerto n. 2 in la maggiore per pianoforte e orchestra, S 125” by Franz Liszt (Sviatoslav Richter, London Symphony Orchestra, Kirill Kondrashin _ Live recording, London, 18.VII.1961):

“Concerto n. 2 in la maggiore per pianoforte e orchestra, S 125” by Franz Liszt (Denis Matsuev, St Petersburg Philharmonic Orchestra, Zoltán Kocsis):

“Concerto n. 2 in la maggiore per pianoforte e orchestra, S 125” by Franz Liszt (Claudio Arrau, New York Philarmonic Orchestra, Guido Cantelli (conductor) _ recorded 1953, live):

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Mahler

“Comincio ora a scrivere le prime note della Quinta. Non ho in mente altro che questo: mettere giù la musica che nasce in me. Non devo cercarla, inseguirla, è qui, si agita nel mio animo, eccola che arriva”, Gustav Mahler

 

La Sinfonia n. 5 in Do# minore di Gustav Mahler venne eseguita per la prima volta in un concerto a Colonia il 18 ottobre 1904 sotto la direzione d’orchestra dello stesso autore, che raccolse un successo di stima. Poco dopo venne presentata a Praga e a Berlino con esiti contrastanti e tali da indurre il musicista a rivedere la partitura e a pubblicarla in altre due versioni, alle quali va aggiunta quella stampata nel 1964 da Peters a Vienna nella edizione curata da Erwin Ratz per conto della «Internationale Gustav Mahler Gesellschaft».

I primi abbozzi della Quinta risalivano al 1901. Un anno importante per Mahler, sia nella sfera privata (per l’incontro con Alma Schindler, sua futura moglie) che in quella professionale (con i primi promettenti successi come direttore dell’Opera di Vienna). Il grosso della composizione era nato nel 1902, durante il soggiorno estivo nella villa di Meiernigg. Ma anche dopo il completamento della partitura, terminata nei primi mesi del 1903, e la prima esecuzione, avvenuta a Colonia il 19 ottobre 1904, Mahler aveva continuato a rivedere questa Sinfonia “molto, molto complessa”, soprattutto per la strumentazione, fino all’ultimo. L’8 febbraio 1911, pochi mesi prima della morte, scrisse all’amico Georg Göhler:

«Ho finito la Quinta: in pratica ho dovuto re-istrumentarla da capo. E’ incomprensibile come abbia potuto allora sbagliarmi del tutto così da principiante. Evidentemente la routine acquisita nelle prime quattro Sinfonie qui mi aveva del tutto abbandonato: poiché uno stile completamente nuovo esigeva una tecnica nuova».

L’organico strumentale di questa sinfonia, che supera la durata di un’ora, è molto denso e corposo e comprende quattro flauti, tre oboi, tre clarinetti, due fagotti, ottavino, corno inglese, clarinetto basso, controfagotto, sei corni, quattro trombe, tre tromboni, un basso tuba, quattro timpani, grancassa, piatti, tamburo, glockenspiel, tam-tam, nacchere, arpa e una massa estesa di archi, che dovrebbero figurare «in möglichst zahlreicher Besetzung», cioè nella formazione più numerosa possibile.

Per questa vastità di impianto e di costruzione, oltre che per la varietà e ricchezza di immaginazione e di idee musicali, la Quinta è un’opera poderosa e massiccia che si inserisce nella grande tradizione sinfonica tedesca.

A chi periodicamente ripete il luogo comune che rimprovera a Mahler proprio l’eccessiva lunghezza delle sue sinfonie, Theodor W. Adorno ha risposto osservando come la dilatazione del tempo costituisca un carattere essenziale della musica:

«Se i contemporanei di Beethoven probabilmente rabbrividivano di fronte alla veemente concentrazione nel tempo delle sue sinfonie come rabbrividivano davanti alle prime ferrovie […], chi è sopravvissuto a Mahler di mezzo secolo rabbrividisce davanti a lui come gli habitués dei viaggi aerei rabbrividiscono alla prospettiva di un viaggio in mare. Perché la durata mahleriana ricorda loro che essi stessi hanno perduto ogni durata, e forse temono addirittura di non vivere più: e allora allontanano questo pericolo con la superiorità dell’uomo importante che assicura di non aver tempo, mettendo in piazza così l’abiezione della sua stessa verità ».

 

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do diesis minore” by G. MAHLER (Claudio Abbado, direttore & Lucerne Festival Orchestra, 2004):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do diesis minore” by G. MAHLER (Wiener Philharmoniker & Claudio Abbado, direttore – Live Recording in Salzburg Festival, 1980):


ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do diesis minore” by G. MAHLER (Lorin Maazel & Vienna Philharmonic Orchestra):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do diesis minore” by G. MAHLER (Gustav Mahler – Symphony No. 5 in C Sharp Minor, 1901-02; Herbert von Karajan, direttore – BPO, 1973):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do diesis minore” by G. MAHLER (Valery Gergiev, direttore & World Orchestra for Peace – BBC Proms 2010):


ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do diesis minore” by G. MAHLER (Direttore, Paavo Jarvi – Frankfurt Radio Symphony Orchestra – 11th, Jun, 2012. Korean Art Centre Concert Hall,Seoul Korea):


ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do diesis minore” by G. MAHLER (Simón Bolívar Symphony Orchestra & Gustavo Dudamel, direttore):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do diesis minore” by G. MAHLER (London Symphony Orchestra & Myung-Whun Chung, direttore – Mar 7, 2006; Muza Kawasaki Symphony Hall):


Questa opera sinfonica consta di cinque movimenti divisi in tre parti: i primi due movimenti costituiscono la Parte I, il lungo scherzo centrale è la Parte II, mentre alla Parte III appartengono i due ultimi movimenti.

La prima parte è costituita dai primi due movimenti, fra loro tematicamente legati. Il primo movimento è una marcia funebre e il secondo movimento è in un tempo agitato e verso la fine presenta un luminoso tema che tornerà nel finale della Sinfonia. La seconda parte è costituita per intero da un vastissimo Scherzo.

L’ ultima parte della Sinfonia si apre con il famoso Adagietto forse la pagina più nota di Mahler, utilizzato poi da Luchino Visconti per la colonna sonora del film Morte a Venezia: 103 battute affidate solo agli archi e ad un’ arpa. Questa pagina detiene forse un record fra tutti i brani di musica classica: quello della maggiore differenza di durata che è possibile riscontrare fra le varie esecuzioni. Infatti, molti direttori affrontano (metronomo alla mano, più correttamente) questo Adagietto facendolo durare circa otto minuti, ma è possibile ascoltarne esecuzioni incredibilmente dilatate, come quelle di Hermann Scherchen e Bernard Haitink, che sfiorano addirittura i quattordici minuti.

«In questa Sinfonia, una violenta battaglia ha contrapposto l’Ego di mio marito con l’Universo. Qui il suo “Io” si è rafforzato, non si lamenta più per le tragedie del mondo e per le proprie sventure, non piange più su se stesso. Qui Gustav si prende la rivincita», Alma Schindler, moglie di Mahler

I movimenti sono rispettivamente:

Parte I
I Trauermarsch: In gemessenem Schritt. Streng. Wie ein Kondukt (Marcia funebre. A passo misurato, severamente, come un corteo funebre). La fanfara della tromba in si bemolle è una delle ultime evocazioni nell’ opera mahleriana, del mondo caro alla sua infanzia: i richiami lontani della caserma e le sfilate della marcia militare davanti alla casa dei suoi genitori. La stessa fanfara tornerà nuovamente come una specie di ritornello per legare i diversi episodi della marcia.

II Stürmisch bewegt, mit größter Vehemenz (Tempestosamente mosso, con la massima veemenza). Come dichiara Mahler stesso, questo Allegro in forma sonata, è il primo vero movimento della sinfonia.

Parte II
III Scherzo. Kräftig, nicht zu schnell (Scherzo. Vigoroso, non troppo veloce). Nessuna transizione addolcisce il contrasto tra la disperazione dell’Allegro ed il felice buonumore che regna lungo tutto lo Scherzo. La cosa più notevole non è nelle proporzioni gigantesche ma nell’ elaborazione tematica molto complessa. 

Parte III
IV Adagietto. Sehr langsam (Adagietto. Molto lento). Dopo una tale esplosione di gioia di vivere sarebbe stato inconcepibile terminare la sinfonia in modo tragico e più ancora piazzare dopo lo Scherzo un altro movimento dello stesso carattere. Bisognava dunque creare un contrasto. Questa è la ragion d’essere del delizioso Adagietto, un momento di dolcissima intimità e di conforto (una semplice romanza senza parole) affidato agli archi accompagnati da un discreto tappeto sonoro dell’arpa, in un’atmosfera quasi indefinita, eterea, fluttuante, che lo stesso Mahler ha definito “musica delle Sfere”. E’ il momento del raccoglimento e dell’oblio dalle cose del mondo. Coloro che giudicano la grazia di questa nuova fantasticheria troppo facile e la sua attrattiva troppo immediata dovrebbero esaminare la partitura e vedere con quale sottigliezza, quale raffinatezza e quale amore ogni misura è stata finemente cesellata.

V Rondo-Finale. Allegro (Rondo-Finale. Allegro, Allegro giocoso, Brioso). L’introduzione è affidata ai legni che espongono ognuno un proprio tema. I differenti motivi sono una serie di fugati ispirati a Mahler dai compositori classici viennesi. Il primo soggetto di questo movimento deriva direttamente dal finale della Seconda Sinfonia di Beethoven. Il successivo fugato è apparentato al tema secondario dello Scherzo. Il tema del Wunderhorn Lied del 1986 Lob des hohen Verstandes (Elogio dell’intelligenza superiore) nutre poi un episodio “grazioso” che dura solo qualche battuta e sfocia in una ripresa del primo soggetto, sempre preceduto dal suo divertimento. L’intermezzo successivo combina diversi motivi che abbiamo già sentito con un nuovo delizioso giro degli archi in cui riconosciamo che tutto ciò è una semplice metamorfosi dell’ Adagietto qui ripreso quasi completamente. Dopo un accelerando improvviso gli ottoni ripropongono un corale che assomiglia molto a quello del secondo movimento che conduce a un grandioso crescendo il quale, come ha scritto Bruno Walter,

«suggella tutta la Quinta, fatta di musica appassionata, selvaggia, piena di pathos, briosa, solenne, delicata e piena di tutte le sensazioni dell’anima umana».

Ora simbolizza la vittoria definitiva delle forze della vita sull’ angoscia, sul dolore e sulla morte.

 

“Se non fossi così come sono, non dovrei scrivere le mie sinfonie”, Gustav Mahler

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Written by mara

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