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Al Teatro Carlo Felice Hartmut Haenchen per Sinfonia 5 Mahler 27 marzo

“Una sinfonia deve essere come il mondo. Deve contenere tutto”, Gustav Mahler

Teatro Carlo Felice, Stagione Concertistica 2019 – 2020

 

Al Teatro Carlo Felice Hartmut Haenchen per Sinfonia 5 Mahler 27 marzo. Il Direttore Hartmut Haenchen alla guida dell’ Orchestra del Teatro Carlo Felice per un programma interamente dedicato a Gustav Mahler: 

 

Gustav Mahler, Sinfonia n. 5 in Do diesis minore

 

QUANDO

Venerdì 27 Marzo 2020, ore 20.00

 

DOVE: Teatro Carlo Felice
Passo Eugenio Montale, 4
16121 Genova (GE)

 

INTERPRETI:

Hartmut Haenchen, direttore

Orchestra del Teatro Carlo Felice

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Posto unico di Platea Intero al costo di € 28,00

Posto unico di Platea Rid. 1 al costo di € 25,20

Posto unico di Platea Giovani under 26 al costo di € 12,50

 

Al Teatro Carlo Felice Hartmut Haenchen per Sinfonia 5 Mahler 27 marzo

 

se non sapete come fare, e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione MaNi per acquisto e ritiro dei biglietti scrivendo a mara.grisoni@gmail.com o telefonando al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Hartmut Haenchen…

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“Hartmut Haenchen è senza dubbio uno dei grandi direttori wagneriani del nostro tempo” (Opernwelt)

Hartmut Haenchen occupa un primissimo posto nella vita musicale internazionale. Cresciuto nella ex Germania dell’Est, ha consolidato le sue esperienze musicali non soltanto con le orchestre della DDR ma, malgrado le severe restrizioni del regime, anche con celebri orchestre occidentali, compresa l’orchestra dei Berliner Philharmoniker e del Concertgebouw. Abbandonato il suo paese natale Hartmut Haenchen si stabilisce in Olanda dove diventa direttore musicale della Netherlands Philharmonic Orchestra e della Netherlands Opera.

Nei tredici anni di questo incarico dirige una grande quantità di partiture di Strauss, Mozart, Wagner,Verdi, Puccini, Èajkovskij, Gluck, Haendel, Berg, Reimann Šostakoviè e Mussorgskji; grande successo ottiene un Ring per la regia di Pierre Audi (disponibile anche su CD e DVD). Altre produzioni, sempre ad Amsterdam, includono Die Soldaten, Tannhäuser, Capriccio, e una nuova produzione di Fliegender Holländer, uscita recentemente in DVD con ottime critiche.

Hartmut Haenchen, particolarmente noto ed apprezzato per le sue interpretazioni di Richard Strauss, Wagner e Mahler, collabora con orchestre di tutto il mondo: Stockholm Philharmonic, Oslo Philharmonic, Montreal Symphony Orchestra, Japan Philharmonic, Kioi Sinfonietta, Tonhalle di Zurigo, Gewandhaus Orchester Leipzig, Sächsische Staatskapelle Dresden, WDR Köln, Orchestre Philharmonique de Radio France, Orchestre National de France e l’Orchestre de Paris. Progetti recenti includono un ciclo Mahler con l’Orchestre du Théâtre Royal de la Monnaie, un ciclo Strauss con la Royal Stockholm Philharmonic; seguiranno impegni alla Dallas Symphony Orchestra, all’ Orchestre National du Capitole de Toulouse e alla Yomiuri Nippon Symphony Orchestra.

Numerose e importanti le sue presenze nei maggiori teatri d’opera: recentemente a Londra / Covent Garden per Salome (2010), a Parigi / Opéra National per Salome (2006), Capriccio (2007), una nuova produzione di Parsifal (2008), Lady Macbeth di Mtsenk (2009) che gli è valsa il Grand Prix de la Critique e Wozzeck per l’inaugurazione della stagione 2009/10. A Tokyo per Wozzeck, a Toulouse per Elektra, a Bruxelles / La Monnaie per una nuova produzione di Parsifal, cui è andato un’ altro Prix de l’Europe 2010.

Altri impegni lo vedranno dirigere Der fliegende Holländer alla Scala, Tannhäuser e Daphne a Toulouse, nuove produzioni di Boris Godunov e Lohengrin al Teatro Real di Madrid, e di Parsifal alla Royal Opera di Copenhagen. Harmut Haenchen ha realizzato oltre 120 registrazioni con diverse orchestre per le etichette Berlin Classics, Capriccio, Naxos, PentaTone, Philips, Sony Classical, Vanguard e ICA Classic, inclusa una discografia completa con la Carl Philipp Emanuel Bach Chamber Orchestra.

Recentemente è stato attribuito il Diapason d’oro al DVD pubblicato dalla ICA Classic con la VI Sinfonia di Mahler. Oltre all’attività direttoriale, Hartmut Haenchen è autore di vari testi musicali, tra cui fondamentali contributi saggistici su Wagner e Mahler.

Nell’ottobre 2008 gli è stata conferita la Croce Federale al Merito della Repubblica tedesca, in riconoscimento del suo eccezionale contributo alla musica e alle arti.

Sito Ufficiale: http://www.haenchen.net/

 

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NOTE E ASCOLTI DI PROGRAMMA…

Mahler

“Comincio ora a scrivere le prime note della Quinta. Non ho in mente altro che questo: mettere giù la musica che nasce in me. Non devo cercarla, inseguirla, è qui, si agita nel mio animo, eccola che arriva”, Gustav Mahler

 

La Sinfonia n. 5 in Do# minore di Gustav Mahler venne eseguita per la prima volta in un concerto a Colonia il 18 ottobre 1904 sotto la direzione d’orchestra dello stesso autore, che raccolse un successo di stima. Poco dopo venne presentata a Praga e a Berlino con esiti contrastanti e tali da indurre il musicista a rivedere la partitura e a pubblicarla in altre due versioni, alle quali va aggiunta quella stampata nel 1964 da Peters a Vienna nella edizione curata da Erwin Ratz per conto della «Internationale Gustav Mahler Gesellschaft».

I primi abbozzi della Quinta risalivano al 1901. Un anno importante per Mahler, sia nella sfera privata (per l’incontro con Alma Schindler, sua futura moglie) che in quella professionale (con i primi promettenti successi come direttore dell’Opera di Vienna). Il grosso della composizione era nato nel 1902, durante il soggiorno estivo nella villa di Meiernigg. Ma anche dopo il completamento della partitura, terminata nei primi mesi del 1903, e la prima esecuzione, avvenuta a Colonia il 19 ottobre 1904, Mahler aveva continuato a rivedere questa Sinfonia “molto, molto complessa”, soprattutto per la strumentazione, fino all’ultimo. L’8 febbraio 1911, pochi mesi prima della morte, scrisse all’amico Georg Göhler:

«Ho finito la Quinta: in pratica ho dovuto re-istrumentarla da capo. E’ incomprensibile come abbia potuto allora sbagliarmi del tutto così da principiante. Evidentemente la routine acquisita nelle prime quattro Sinfonie qui mi aveva del tutto abbandonato: poiché uno stile completamente nuovo esigeva una tecnica nuova».

L’organico strumentale di questa sinfonia, che supera la durata di un’ora, è molto denso e corposo e comprende quattro flauti, tre oboi, tre clarinetti, due fagotti, ottavino, corno inglese, clarinetto basso, controfagotto, sei corni, quattro trombe, tre tromboni, un basso tuba, quattro timpani, grancassa, piatti, tamburo, glockenspiel, tam-tam, nacchere, arpa e una massa estesa di archi, che dovrebbero figurare «in möglichst zahlreicher Besetzung», cioè nella formazione più numerosa possibile.

Per questa vastità di impianto e di costruzione, oltre che per la varietà e ricchezza di immaginazione e di idee musicali, la Quinta è un’opera poderosa e massiccia che si inserisce nella grande tradizione sinfonica tedesca.

A chi periodicamente ripete il luogo comune che rimprovera a Mahler proprio l’eccessiva lunghezza delle sue sinfonie, Theodor W. Adorno ha risposto osservando come la dilatazione del tempo costituisca un carattere essenziale della musica:

«Se i contemporanei di Beethoven probabilmente rabbrividivano di fronte alla veemente concentrazione nel tempo delle sue sinfonie come rabbrividivano davanti alle prime ferrovie […], chi è sopravvissuto a Mahler di mezzo secolo rabbrividisce davanti a lui come gli habitués dei viaggi aerei rabbrividiscono alla prospettiva di un viaggio in mare. Perché la durata mahleriana ricorda loro che essi stessi hanno perduto ogni durata, e forse temono addirittura di non vivere più: e allora allontanano questo pericolo con la superiorità dell’uomo importante che assicura di non aver tempo, mettendo in piazza così l’abiezione della sua stessa verità ».

 

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do diesis minore” by G. MAHLER (Claudio Abbado, direttore & Lucerne Festival Orchestra, 2004):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do diesis minore” by G. MAHLER (Wiener Philharmoniker & Claudio Abbado, direttore – Live Recording in Salzburg Festival, 1980):


ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do diesis minore” by G. MAHLER (Lorin Maazel & Vienna Philharmonic Orchestra):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do diesis minore” by G. MAHLER (Gustav Mahler – Symphony No. 5 in C Sharp Minor, 1901-02; Herbert von Karajan, direttore – BPO, 1973):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do diesis minore” by G. MAHLER (Valery Gergiev, direttore & World Orchestra for Peace – BBC Proms 2010):


ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do diesis minore” by G. MAHLER (Direttore, Paavo Jarvi – Frankfurt Radio Symphony Orchestra – 11th, Jun, 2012. Korean Art Centre Concert Hall,Seoul Korea):


ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do diesis minore” by G. MAHLER (Simón Bolívar Symphony Orchestra & Gustavo Dudamel, direttore):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do diesis minore” by G. MAHLER (London Symphony Orchestra & Myung-Whun Chung, direttore – Mar 7, 2006; Muza Kawasaki Symphony Hall):


Questa opera sinfonica consta di cinque movimenti divisi in tre parti: i primi due movimenti costituiscono la Parte I, il lungo scherzo centrale è la Parte II, mentre alla Parte III appartengono i due ultimi movimenti.

La prima parte è costituita dai primi due movimenti, fra loro tematicamente legati. Il primo movimento è una marcia funebre e il secondo movimento è in un tempo agitato e verso la fine presenta un luminoso tema che tornerà nel finale della Sinfonia. La seconda parte è costituita per intero da un vastissimo Scherzo.

L’ ultima parte della Sinfonia si apre con il famoso Adagietto forse la pagina più nota di Mahler, utilizzato poi da Luchino Visconti per la colonna sonora del film Morte a Venezia: 103 battute affidate solo agli archi e ad un’ arpa. Questa pagina detiene forse un record fra tutti i brani di musica classica: quello della maggiore differenza di durata che è possibile riscontrare fra le varie esecuzioni. Infatti, molti direttori affrontano (metronomo alla mano, più correttamente) questo Adagietto facendolo durare circa otto minuti, ma è possibile ascoltarne esecuzioni incredibilmente dilatate, come quelle di Hermann Scherchen e Bernard Haitink, che sfiorano addirittura i quattordici minuti.

«In questa Sinfonia, una violenta battaglia ha contrapposto l’Ego di mio marito con l’Universo. Qui il suo “Io” si è rafforzato, non si lamenta più per le tragedie del mondo e per le proprie sventure, non piange più su se stesso. Qui Gustav si prende la rivincita», Alma Schindler, moglie di Mahler

I movimenti sono rispettivamente:

Parte I
I Trauermarsch: In gemessenem Schritt. Streng. Wie ein Kondukt (Marcia funebre. A passo misurato, severamente, come un corteo funebre). La fanfara della tromba in si bemolle è una delle ultime evocazioni nell’ opera mahleriana, del mondo caro alla sua infanzia: i richiami lontani della caserma e le sfilate della marcia militare davanti alla casa dei suoi genitori. La stessa fanfara tornerà nuovamente come una specie di ritornello per legare i diversi episodi della marcia.

II Stürmisch bewegt, mit größter Vehemenz (Tempestosamente mosso, con la massima veemenza). Come dichiara Mahler stesso, questo Allegro in forma sonata, è il primo vero movimento della sinfonia.

Parte II
III Scherzo. Kräftig, nicht zu schnell (Scherzo. Vigoroso, non troppo veloce). Nessuna transizione addolcisce il contrasto tra la disperazione dell’Allegro ed il felice buonumore che regna lungo tutto lo Scherzo. La cosa più notevole non è nelle proporzioni gigantesche ma nell’ elaborazione tematica molto complessa. 

Parte III
IV Adagietto. Sehr langsam (Adagietto. Molto lento). Dopo una tale esplosione di gioia di vivere sarebbe stato inconcepibile terminare la sinfonia in modo tragico e più ancora piazzare dopo lo Scherzo un altro movimento dello stesso carattere. Bisognava dunque creare un contrasto. Questa è la ragion d’essere del delizioso Adagietto, un momento di dolcissima intimità e di conforto (una semplice romanza senza parole) affidato agli archi accompagnati da un discreto tappeto sonoro dell’arpa, in un’atmosfera quasi indefinita, eterea, fluttuante, che lo stesso Mahler ha definito “musica delle Sfere”. E’ il momento del raccoglimento e dell’oblio dalle cose del mondo. Coloro che giudicano la grazia di questa nuova fantasticheria troppo facile e la sua attrattiva troppo immediata dovrebbero esaminare la partitura e vedere con quale sottigliezza, quale raffinatezza e quale amore ogni misura è stata finemente cesellata.

V Rondo-Finale. Allegro (Rondo-Finale. Allegro, Allegro giocoso, Brioso). L’introduzione è affidata ai legni che espongono ognuno un proprio tema. I differenti motivi sono una serie di fugati ispirati a Mahler dai compositori classici viennesi. Il primo soggetto di questo movimento deriva direttamente dal finale della Seconda Sinfonia di Beethoven. Il successivo fugato è apparentato al tema secondario dello Scherzo. Il tema del Wunderhorn Lied del 1986 Lob des hohen Verstandes (Elogio dell’intelligenza superiore) nutre poi un episodio “grazioso” che dura solo qualche battuta e sfocia in una ripresa del primo soggetto, sempre preceduto dal suo divertimento. L’intermezzo successivo combina diversi motivi che abbiamo già sentito con un nuovo delizioso giro degli archi in cui riconosciamo che tutto ciò è una semplice metamorfosi dell’ Adagietto qui ripreso quasi completamente. Dopo un accelerando improvviso gli ottoni ripropongono un corale che assomiglia molto a quello del secondo movimento che conduce a un grandioso crescendo il quale, come ha scritto Bruno Walter,

«suggella tutta la Quinta, fatta di musica appassionata, selvaggia, piena di pathos, briosa, solenne, delicata e piena di tutte le sensazioni dell’anima umana».

Ora simbolizza la vittoria definitiva delle forze della vita sull’ angoscia, sul dolore e sulla morte.

 

“Se non fossi così come sono, non dovrei scrivere le mie sinfonie”, Gustav Mahler

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Written by mara

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