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Al Teatro Carlo Felice Sergej Krylov Alpesh Chauhan 1 giugno 2019

…Sono sicuro che nelle mie opere appaio come Dio mi ha fatto e così come sono diventato attraverso l’azione del tempo, della mia nazionalità ed educazione. Non sono mai stato falso con me stesso. Quello che sono, buono o cattivo, lo debbono giudicare gli altri…
(P. I. Tchaikovsky in una lettera a Sergej Ivanovič Taneev del 14 (26) gennaio 1891)

Teatro Carlo Felice, Stagione Concertistica 2018 – 2019

 

Concerto per la Festa della Repubblica: col grande Violinista Sergej Krylov e il Direttore Alpesh Chauhan alla guida dell’ Orchestra del Teatro Carlo Felice per il seguente programma: 

 

Petr Il’ič Čajkovskij, Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op. 35

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Pëtr Il’ic Cajkovskij, Capriccio italiano, op. 45

 

QUANDO

Sabato 1 Giugno 2019, ore 20.30

 

DOVE: Teatro Carlo Felice
Passo Eugenio Montale, 4
16121 Genova (GE)

 

INTERPRETI:

Alpesh Chauhan, direttore

Sergej Krylov, violino

Orchestra del Teatro Carlo Felice

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Posto unico di Platea Intero al costo di € 28,00

Posto unico di Platea Rid. 1 al costo di € 25,20

Posto unico di Platea Giovani under 26 al costo di  12,50

 

Teatro Carlo Felice di Genova: Sergej Krylov, violino

 

se non sapete come fare, e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti scrivendo a mara.grisoni@gmail.com o telefonando al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Alpesh Chauan…

Dal 2014 Alpesh Chauhan è Direttore Assistente della City of Birmingham Symphony Orchestra; si è fatto rapidamente conoscere sulla scena internazionale per l’intensità con cui rivela la partitura ai musicisti come al pubblico ed ha allacciato importanti relazioni con le principali sale e orchestre europee.

Durante la sua carriera ha diretto la Netherlands Symphony Orchestra, la Manchester Camerata, la Kymi Sinfonietta, la Filarmonica Toscanini e un progetto con gli studenti del RoyalNorthern College of Music al Southbank Centre, che comprendeva l’esecuzione del Double Sextet di Steve Reich. Ha debuttato con la BBC Philharmonic Orchestra, in diretta radiofonica, con il Concerto per violino e orchestra Distant Light di Vasks e la Sinfonia n. 3 di Brahms, ricevendo un immediato invito per la stagione successiva.

Nel maggio 2015 ha debuttato con la BBC Scottish Symphony Orchestra.

Nella stagione 2015-2016 Alpesh Chauhan viene invitato dalla BBC Philharmonic, dalla Kymi Sinfonietta, dalla Filarmonica Toscanini e dirige, per la prima volta, al Carlo Felice di Genova, al Petruzzelli di Bari ed al Maggio Musicale Fiorentino.

In Francia ha debuttato con l’Orchestre de Lorraine di Nancy.

La sua carriera professionale è iniziata nel 2005, quando si è unito alla CBSO Youth Orchestra come primo violoncello.

Nel 2008 è stato ammesso al Royal Northern College of Music per studiare violoncello con Eduardo Vassallo, prima di proseguire la frequenza del prestigioso Masters Conducting Course, sotto gli auspici di Clark Rundell e Mark Heron.

Sotto la guida di Andris Nelsons ha partecipato a masterclass con Juanjo Mena, Vasily Petrenko ed ha studiato con Stanislaw Skrowaczewski.

Sito personale: http://www.alpeshchauhan.com/
 
  

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NOTE E ASCOLTI DI PROGRAMMA…

 

«Per caso, nella sala di lettura dell’hotel, mi è capitata in mano una copia del quotidiano “Neue Freie Presse”, dove Hanslick tiene la sua rubrica musicale. A proposito del mio Concerto per violino, scrive che, in generale, per quanto conosca le mie opere, esse si distinguono per la loro incoerenza, completa mancanza di gusto, rozzezza e barbarie. Per ciò che riguarda il Concerto per violino il suo inizio non è male, ma più si va avanti, peggio è. Alla fine del primo movimento, egli sostiene, il violino non suona, bensì raglia, stride, ruggisce. Anche l’Andante inizia felicemente, ma ben presto si trasforma nella descrizione di una qualche festa russa selvaggia dove sono tutti ubriachi e hanno volti triviali, disgustosi. “Ascoltando la musica di Čajkovskij mi è venuto in mente che esiste musica puzzolente (stinkende Musik)”. È vero che è una critica curiosa?», Eduard Hanslick, celebre critico tedesco della Neue Freie Presse

 

Il Concerto per violino e orchestra in re maggiore op. 35 è l’unico concerto per violino del compositore russo Pëtr Il’ič Čajkovskij (ultima composizione di rilievo prima di una lunga e sofferta crisi creativa). Nacque alla fine di uno dei periodi più fecondi della creatività di Čajkovskij, quello che aveva visto il compositore concludere, nell’ arco di un triennio, il Concerto per pianoforte in si bemolle minore, il balletto Il lago dei cigni, la Quarta Sinfonia e l’opera Evgenij Onegin.

Fu completato agli inizi del 1878 a Clarens, presso Ginevra, con la collaborazione del violinista Iosif Kotek, amico e allievo di Čajkovskij, che aveva dato consigli sull’esecuzione tecnica del concerto e doveva essere anche il primo esecutore, proposto dallo stesso Čajkovskij, ma all’ultimo momento rinunciò a causa delle difficoltà tecniche (ne fu comunque il primo interprete in una esecuzione privata col compositore al pianoforte). Un altro grande concertista, il famoso Leopold Auer, a cui la composizione era stata in un primo momento dedicata, lettane la partitura sentenziò che era ineseguibile e si rifiutò a sua volta di suonarla.

La prima esecuzione avvenne perciò a distanza di tre anni, il 4 dicembre 1881 a Vienna, quando tra mille difficoltà il violinista Adol’f Brodskij accettò di eseguire il concerto. Čajkovskij gli dedicò la partitura. La direzione d’orchestra fu affidata ad Hans Richter. Nell’occasione il concerto fu stroncato sulla Neue Freie Presse dal celebre critico tedesco Eduard Hanslick, la cui visione della musica era quanto mai lontana da quella del compositore russo.

Solo con le successive esecuzioni, a Londra e poi nel resto dell’ Europa il concerto ottenne un completo successo.

 

“Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op. 35” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Soloist: Itzhak Perlman – Conductor: Eugene Ormandy & Philadelphia Orchestra):

“Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op. 35” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Jascha Heifetz, violinist – John Barbirolli, London Philharmonic _ Recorded March 25, 1937):

“Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op. 35” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (David Oistrakh: violin – Staatskapelle Dresden – Franz Konwitchny: conductor – 1954):

“Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op. 35” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (April 19th, 2013. Janine Jansen – Paavo Järvi conducting the Frankfurt Radio Symphony Orchestra in the Alte Oper Frankfurt):

“Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op. 35” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Frank Peter Zimmermann _ Lorin Maazel – Bavarian Radio Symphony Orchestra):

“Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op. 35” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Rundfunk-Sinfonieorchester Saarbrücken – Myung-Whun Chung, conductor – Kongresshalle Saarbrücken _ February 27, 1988):

“Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op. 35” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Joshua Bell, violin – National Youth Orchestra of the United States of America – Valery Gergiev, conductor _ Live recording. London, Proms 2013):

“Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op. 35” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Julia Fischer, violin _ Orchestre Philharmonique de Radio France & Vasily Petrenko, conductor):


Il primo movimento Allegro moderato inizia con una breve cadenza nella quali si propone un tema di entusiasmante freschezza; per poi esporre con naturalezza un nuovo soggetto breve, quasi operistico, ritmicamente concitato. Come bene ha scritto Giorgio Pestelli, «il fatto è che Čajkovskij ha portato il salotto, il femmineo fantasticare dell’Onegin nell’augusta cornice del Concerto, lasciando ai capricciosi disegni ritmici, alle incalzanti terzine, alle virtuosistiche scale, il compito di sostituire lo sviluppo sonatistico e il chiaroscuro di una base contrastante».

La mediana Canzonetta ha un inizio assorto, nel quale il solista si inserisce con un tema “molto espressivo”, un po’ malinconico, un po’ lucente. Il secondo tema è invece drammatico ed energico. Alla ricapitolazione della prima parte segue simmetricamente la conclusione con elementi ripresi dall’introduzione.

Senza interruzione attacca subito il Finale, Allegro vivacissimo. Esso segue la forma circolare del rondò, alternando all’ affermazione della prima idea due temi di stampo popolare. Ma è il solista ora a prendere in mano il gioco da protagonista: suo è l’esordio con una cadenza di straordinario virtuosismo.

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“Capriccio italiano, op. 45” by Pëtr Il’ic Cajkovskij (Oslo Philharmonic Orchestra, Mariss Jansons):

“Capriccio italiano, op. 45” by Pëtr Il’ic Cajkovskij (Bernard Haitink, Royal Concertgebouw Orchestra):

“Capriccio italiano, op. 45” by Pëtr Il’ic Cajkovskij (Herbert von Karajan, Berlin Philharmoniker):

“Capriccio italiano, op. 45” by Pëtr Il’ic Cajkovskij (George Szell, Cleveland Orchestra):

“Capriccio italiano, op. 45” by Pëtr Il’ic Cajkovskij (Michail Jurowski, Moscow International House of Music):


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Written by mara

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