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Al Teatro Carlo Felice Stabat Mater di Rossini 29 marzo

È difficile scrivere la storia di un uomo ancora vivo… Lo invidio più di chiunque abbia vinto il primo premio in denaro alla lotteria della natura… A differenza di quello, egli ha vinto un nome imperituro, il genio e, soprattutto, la felicità“, (Stendhal, nella prefazione della Vita di Rossini)

Teatro Carlo Felice, Stagione Concertistica 2017 – 2018

 

Dal palco del Teatro Carlo Felice di Genova il direttore Alan Buribayev alla guida del Orchestra e Coro del Teatro Carlo Felice con la partecipazione dei Solisti del Teatro dell’ Opera di Astana per il seguente programma: 

 

Gioachino Rossini, Stabat Mater per soli, coro a quattro voci miste e orchestra

 

QUANDO

Giovedì 29 Marzo 2018, ore 20.30

 

DOVE: Teatro Carlo Felice
Passo Eugenio Montale, 4

16121 Genova (GE)

 

INTERPRETI:

Alan Buribayev, direttore

Franco Sebastiani, Maestro del Coro 

Solisti del Teatro dell’ Opera di Astana

Orchestra e Coro del Teatro Carlo Felice

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Posto unico di Platea Intero al costo di € 28,00

Posto unico di Platea Rid. 1 al costo di € 25,20

Posto unico di Platea Giovani under 26 al costo di € 12,50

 

Teatro Carlo Felice: Stabat Mater

 

se non sapete come fare, e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti scrivendo a mara.grisoni@gmail.com o telefonando al numero +39 327 – 79.68.987.

… … …

NOTE E ASCOLTI DI PROGRAMMA…

 

Lo Stabat Mater di Gioachino Rossini è una sequenza liturgica in musica. La prima esecuzione avvenne a Parigi nella Salle Ventadour il 7 gennaio 1842 per il Théâtre de la comédie italienne con Giulia Grisi, Giovanni Matteo De Candia ed Antonio Tamburini.

Lo Stabat Mater per coro e orchestra (insieme alla Petite Messe Solennelle) ruppe quel leggendario “silenzio” di Rossini che iniziò dopo il Guillaume Tell (1829) e durò fino alla morte del compositore (1868). Leggendario, perché in realtà Rossini, pur non pubblicando, continuò a comporre durante tutta la vita. In effetti, però, dopo il Guillaume Tell Rossini decise di ritirarsi dalle scene, alimentando quel mito della propria persona già iniziato anni prima. Fu la frequentazione degli ambienti della finanza parigina a creare l’occasione per la composizione dello Stabat e in particolare l’incontro col banchiere Alejandro Aguado. Egli aveva fatto da vero e proprio mecenate al compositore, peraltro ospitandolo da quando questi era tornato a Parigi nel 1830 e tra i due era sorto uno stretto legame d’amicizia.

Nel 1831 Aguado invitò Rossini a visitare con lui la Spagna. Qui il compositore, preceduto dalla propria fama, fu oggetto di continue “richieste musicali” in particolare da parte della famiglia reale (Francisco, fratello di Ferdinando VII era un suo grande ammiratore).

Ma la creazione dell’opera si deve al prelato spagnolo don Manuel Fernández Varela, il quale essendo desideroso di possedere un manoscritto di Rossini, pregò il musicista pesarese di volerlo accontentare. Rossini, che ben conosceva l’adattamento pergolesiano dello Stabat Mater, d’altro canto non volle mai cimentarsi fino a quel momento nella composizione di una versione propria, ma non volendo deludere padre Varela, cedette infine alle sue insistenze e incominciò la stesura, venendo ricambiato da questi con un dono. In effetti, non è mai stato ritrovato un atto di vendita comprovante l’acquisto dell’opera, dato che lo stesso Rossini, con l’assenso del Varela, stabilì che la partitura non sarebbe mai stata pubblicata, essendo anch’essa un dono personale.

La stesura dello Stabat Mater si fermò a causa di una dolorosa lombaggine sofferta in quel periodo dal musicista, ed a causa della sua probabile scarsa motivazione nell’affrontarne la composizione. La partitura venne quindi ceduta al musicista Giovanni Tadolini, suo amico, il quale avrebbe ultimato il lavoro a scapito dell’ignaro padre Varela. A questo punto sembra essere giustificato l’interesse di Rossini a non pubblicare il manoscritto, sennonché a lavoro ultimato, venne ugualmente eseguito con le modifiche di Tadolini a Madrid nel 1833 su interessamento del committente padre Varela.

Nel 2011 il direttore d’orchestra italiano Antonino Fogliani ha orchestrato i sette numeri (la cui versione orchestrale era andata perduta) che Tadolini compose per la prima esecuzione dello Stabat Mater a Madrid, proponendoli lo stesso anno in prima esecuzione nell’ambito del Festival Rossini in Wildbad.

Morto padre Varela nel 1837, la partitura dello Stabat fu venduta e recuperata dopo vari passaggi dall’editore francese Aulagnier nel 1841. Egli interpellò Rossini riguardo la possibilità di stampare l’opera: il compositore fu perentorio e ne vietò la pubblicazione. La possibilità, però, che una composizione completata in tutta fretta e di cui solo sei pezzi erano propri finisse con l’essere in qualche modo data alle stampe, spinse Rossini a rivedere e completare la partitura, d’accordo anche con il proprio editore Troupenas.

Ma l’Aulagnier non si era dato per vinto: egli sosteneva, infatti, che Padre Varela avesse donato a Rossini una tabacchiera d’oro e che questa dovesse considerarsi vero e proprio prezzo di vendita della partitura e, dunque, ne annunciò trionfante una solenne esecuzione. A Rossini non restò che affidarsi a Troupenas incaricandolo di fermare il rivale con ogni mezzo.
Tra i due editori francesi si scatenò una vera e propria guerra fortemente amplificata dalla stampa. La sentenza finale riconobbe a Rossini il diritto di disporre della propria opera, ma concedeva ad Aulagnier la possibilità di stampare la prima versione. La vicenda suscitò un notevole clamore e contribuì ad accrescere le aspettative del pubblico che fremeva per il tanto atteso ritorno sulle scene del Maestro pesarese.

La prima della nuova versione ebbe luogo a Parigi il 7 gennaio 1842 e fu un notevole successo di pubblico, di stampa e di critica e ne seguì il 18 marzo all’ Archiginnasio di Bologna la prima italiana con successo diretta da Gaetano Donizetti con Marietta Alboni, il successivo 26 giugno la prima al Teatro La Fenice di Venezia e il 1º luglio al Teatro Regio di Parma con la Alboni. Nonostante ciò, sin dalla première, Rossini fu accusato da alcuni esponenti della critica di eccessiva teatralità nella composizione, che pecca secondo questi, nella trasmissione del senso più mistico di religiosità che emana la sequenza di Jacopone da Todi.

Il 26 aprile 1843 avviene la prima nel Teatro Nacional de São Carlos di Lisbona, il 26 marzo 1861 nel Teatro San Carlo di Napoli con Carlo Negrini ed il 21 novembre 1868 per i funerali del compositore nella Chiesa della Sainte-Trinité di Parigi con Adelina Patti, Christina Nilsson, Henriette Méric-Lalande, la Alboni, Gilbert-Louis Duprez, De Candia, Tamburini e Nicolas-Prosper Levasseur.

Al Metropolitan Opera House di New York va in scena dal 1883 con Sofia Scalchi e Roberto Stagno. Nel 1910 avviene la prima nel Teatro Dal Verme di Milano con Giovanni Martinelli, nel 1918 al Teatro Comunale di Bologna diretto da Rodolfo Ferrari con Alessandro Bonci e per il Festival di Salisburgo nel 1933 al Duomo di Salisburgo e nel 1948, 1949 e 1962 all’ Università di Salisburgo e nel 2014 diretto da Antonio Pappano con l’Orchestra dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia ed il Coro, Maria Agresta e Sonia Ganassi. Nel 1951 avviene la prima nel Giardino Bellini di Catania con Antonietta Stella, al Teatro alla Scala di Milano nel 1960 diretto da Francesco Molinari Pradelli con Anita Cerquetti, Giulietta Simionato, Gianni Raimondi e Nicolai Ghiaurov, al Rossini Opera Festival nel 1981 nella Cattedrale di Santa Maria Assunta (Pesaro) diretta da Alberto Zeddae nel 1990 nella Basilica dei Santi Giovanni e Paolo (Venezia) con Margaret Price e Giorgio Surjan.

 

“Stabat Mater per Soli, Coro e Orchestra” by Gioachino Rossini (Coro e Orchestra del Santa Cecilia – ANTONIO PAPPANO):

“Stabat Mater per Soli, Coro e Orchestra” by Gioachino Rossini (Direttore: Riccardo Muti – Soprano: Jessye Norman – Mezzosoprano: Agnes Baltsa – Tenore: Francisco Araiza – Basso: Simon Estes – Salzburg, live 7.8.1983):

“Stabat Mater per Soli, Coro e Orchestra” by Gioachino Rossini (Philharmonia Orchestra e Conductor: Carlo Maria Giulini – Royal Albert Hall, London, 23/8/1981):

“Stabat Mater per Soli, Coro e Orchestra” by Gioachino Rossini (Direttore: Carlo Maria Giulini – Soprano: Teresa Żylis-Gara – Mezzosoprano: Shirley Verrett – Tenore: Luciano Pavarotti – Basso: Nicola Zaccaria – Roma, live 22.12.1967):

L’ opera è molto ricca nell’inventiva e nella struttura armonica. Si articola in dieci sezioni che culminano con un “Amen, in sempiterna” in stile fugato.

La composizione dello Stabat Mater prevede il seguente organico:

  • Solisti: (Soprano I, Soprano II, Tenore, Basso);
  • Coro;
  • Orchestra.

Lo Stabat Mater è suddiviso in dieci movimenti:

  • 1. Introduzione, Coro e Solisti – “Stabat Mater dolorosa
  • 2. Aria per Tenore – “Cuius animam
  • 3. Duetto per Soprano I e Soprano II – “Quis est homo
  • 4. Aria per Basso – “Pro peccatis
  • 5. Recitativo per Basso e Coro – “Eia, Mater
  • 6. Quartetto, Solisti – “Sancta Mater
  • 7. Cavatina per Soprano II – “Fac ut portem
  • 8. Aria per Soprano I e Coro – “Inflammatus et accensus
  • 9. Quartetto, Solisti – “Quando corpus
  • 10. Finale, Coro – “Amen, in sempiterna

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Written by mara

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