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Al Teatro Comunale di Bologna Andrea Lucchesini 3 Marzo 2019

La musica costituisce una rivelazione più alta di qualsiasi filosofia“, Ludwig van Beethoven

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Stagione Sinfonica del Teatro Comunale di Bologna 2019

 

Andrea Lucchesini è certamente tra i pianisti più amati, e dal pubblico dell’Unione Musicale in modo particolare.
Dal 1991, cioè dall’inizio del festival “Incontri con la musica da camera” di cui è stato protagonista insieme a Mario Brunello per 13 anni consecutivi, Lucchesini torna regolarmente a Torino e si rinnova la gioia di rivedersi e il piacere di ascoltare quello che oggi è considerato uno dei più importanti pianisti italiani, con una carriera internazionale che lo vede esibirsi da anni con orchestre prestigiose e con direttori come Claudio e Roberto Abbado, Semyon Bychkov, Riccardo Chailly, Dennis Russell Davies, Charles Dutoit, Daniele Gatti, Daniel Harding, Vladimir Jurowski, Gianandrea Noseda e Giuseppe Sinopoli.

Il concerto prevede l’ esecuzione del seguente programma:

 

BÉLA BARTÓK, Il Mandarino meraviglioso, suite

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LUDWIG VAN BEETHOVEN, Concerto per pianoforte e orchestra n.1 op. 15 in do maggiore

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ANTONÍN DRORÁK, Sinfonia n. 8 op. 88 in sol maggiore

 

QUANDO

Domenica 3 Marzo 2019, ore 17.30

 

DOVE: Teatro Comunale di Bologna
Largo Respighi, 1
40126 Bologna (BO)

 

INTERPRETI:

Shiyeon Sung, direttore

Andrea Lucchesini, pianoforte

Orchestra del Teatro Comunale

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Platea e palco 1° – 2° ordine centrale al costo di 37,00 € intero; Over 65 al costo di 20,00 € e Under 30 al costo di 15,00 €

Palco 1°, 2°, 3° e 4° ordine laterale 3° e 4° ordine / 3° e 4° ordine centrale e galleria 1° ordine al costo di 27,00 € intero; Over 65 al costo di 22,00 € e Under 30 al costo di 15,00 €

Palco 3° e 4° ordine laterale e galleria 2° e 3° ordine al costo di 10,00 € intero; Over 65 al costo di 10,00 € e Under 30 al costo di 10,00 €

 

Teatro Comunale di Bologna: Andrea Lucchesini

 

se non sapete come fare, e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti scrivendo a mara.grisoni@gmail.com o telefonando al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Andrea Lucchesini…

Andrea-Lucchesini

Andrea Lucchesini

Nato nel 1965, Andrea Lucchesini ha studiato pianoforte con Maria Tipo. Nel 1983 si è aggiudicato al Teatro alla Scala il primo premio al concorso internazionale “Dino Ciani”. Nel 1994 ha ricevuto il premio “Accademia Chigiana” e nel 1995 il premio della critica “Franco Abbiati”. Dal 2008 è Accademico di Santa Cecilia.

Con programmi che spaziano al periodo classico a quello contemporaneo, è ospite regolare delle più importanti istituzioni musicali e delle maggiori orchestre. Si dedica con passione anche al repertorio cameristico ospite di festival internazionali. Dal 1990 collabora stabilmente con Mario Brunello.

Nel luglio 2001 ha eseguito la nuova Sonata per pianoforte di Luciano Berio in prima mondiale a Zurigo, proseguendo così una felice collaborazione che aveva preso l’ avvio con il Concerto IIEchoing curves” dello stesso autore, eseguito in tutto il mondo e registrato con la London Symphony. La Sonata è stata poi eseguita in Francia, Portogallo, Belgio, Olanda e Inghilterra e a Milano per la nostra Società nel 2002.

L’ interesse per il repertorio novecentesco, oltre che nella scelta dei programmi, è testimoniato da alcune incisioni discografiche – Pierrot Lunaire di Schönberg e Kammerkonzert di Berg – effettuate per la Teldec con la Dresdner Staatskapelle e Giuseppe Sinopoli, e dalla stretta collaborazione con compositori quali Ivan Fedele, Fabio Vacchi e Jörg Widmann. In campo discografico ricordiamo inoltre l’integrale live delle Sonate per pianoforte di Beethoven (Disco del mese di Fonoforum) e l’integrale delle opere per pianoforte solo di Berio che ha meritato numerosi riconoscimenti internazionali. L’ incisione per AVIE degli Improvvisi di Schubert è stata nominata Disco del mese da Musicweb International.

Convinto che la trasmissione del sapere musicale alle giovani generazioni sia un dovere morale, Lucchesini si dedica con passione all’ insegnamento.

 

Andrea Lucchesini “FANTASIE IMPROMPTU OP 66” by Fryderyk Chopin:

Andrea Lucchesini “UNGARISCHE RHAPSODIE NR 6” by F. Liszt:

Andrea Lucchesini “Liszt etude no 3, La Campanella” by F. Liszt:

Andrea Lucchesini “Piano Concerto n. 2 op. 21 – 1° mvt.” by Fryderyk Chopin:

Andrea Lucchesini “Piano Concerto n. 2 op. 21 – 2° & 3° mvt.” by Fryderyk Chopin:


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NOTE E ASCOLTI DI PROGRAMMA…

 

“Il mandarino meraviglioso Suite per orchestra Op. 19” by Béla Bartók (Ádám Fischer, NHK Symphony Orchestra):

“Il mandarino meraviglioso Suite per orchestra Op. 19” by Béla Bartók (Boulez, Chicago Symphony Orchestra):

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Il concerto per pianoforte e orchestra n. 1 di Ludwig van Beethoven venne composto principalmente tra il 1796 e il 1798 e pubblicato soltanto nel marzo del 1801 dall’editore viennese Mollo. Fu in quell’occasione che ricevette il suo numero d’opera, cioè l’op. 15, così come il Concerto n. 2 in si bemolle maggiore ebbe il numero d’opera 19, sequenze che però in realtà invertivano il reale ordine cronologico di composizione. Era stato infatti scritto per primo il Concerto in si bemolle in una versione risalente già al 1794-95, e tale stesura era stata in parte abbozzata da circa un decennio, sin dal 1785; in questa versione il Concerto in si bemolle fu eseguito il 29 marzo 1795 e replicato in un’accademia di Haydn il 18 dicembre dello stesso anno, ma poi andò perduto. Solo successivamente fu composto il Concerto in do maggiore, dai primi abbozzi del 1795 sino alla stesura completa, quella del 1798. Il Concerto in si bemolle fu quindi riproposto in una seconda versione, quella «ufficiale» giunta fino a noi e messa alle stampe da Hoffmeister & Kühnel a Lipsia nel 1801.

Beethoven dedicò il concerto ad una sua giovane allieva, Anna Luisa Barbara von Keglevich, detta ‘Babette’, a cui aveva da poco fatto dono anche della Sonata in mi bemolle maggiore per pianoforte, op. 7, composta nel 1797.

Il manoscritto originale è conservato nella Deutsche Staatsbibliothek di Berlino. Per quanto non lo si possa affermare con certezza, è però molto probabile che Beethoven nel suo soggiorno a Praga del 1798 abbia eseguito per la prima volta, oltre al Concerto in si bemolle maggiore nella sua seconda redazione, anche questo in do maggiore, i cui abbozzi, del 1795-96, sono di poco posteriori a quelli della prima redazione dell’altro. Che il Concerto in do maggiore, pubblicato per primo sia tuttavia stato compiuto dopo quello in si bemolle risulta, come si è già visto, da una lettera di Beethoven alla casa editrice Breitkopf e Härtel. 

Nonostante la numerazione, fu in realtà il terzo concerto scritto da Beethoven: sono antecedenti un mai pubblicato concerto in Mi bemolle maggiore, composto all’ età di quattordici anni, e il secondo concerto per pianoforte e orchestra, scritto diversi anni prima ma pubblicato solo successivamente.

Il primo concerto fu anche eseguito durante il debutto viennese di Beethoven del 2 aprile 1800 al Burgtheater.

 

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in in do maggiore Op.15” by Ludwig van Beethoven (Rudolf Serkin, piano – Bavarian Radio Symphony Orchestra – Rafael Kubelik, cond., rec. 1977):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in in do maggiore Op.15” by Ludwig van Beethoven (Emil Gilels Piano – The Cleveland Orchestra – George Szell Conductor, Rec.: 1968, Cleveland):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in in do maggiore Op.15” by Ludwig van Beethoven (Andras Schiff):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in in do maggiore Op.15” by Ludwig van Beethoven (Radu Lupu, 1979 – Zubin Mehta, Israel Phil):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in in do maggiore Op.15” by Ludwig van Beethoven (Krystian ZIMERMAN & WIENER PHILHARMONIKER):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in in do maggiore Op.15” by Ludwig van Beethoven (Krystian Zimerman, piano – Wiener Philharmoniker – Leonard Bernstein, conductor):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in in do maggiore Op.15” by Ludwig van Beethoven (Sviatoslav Richter – Boston Symphony Orchestra & Charles Munch – Studio recording, Boston, 2-3.XI.1960):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in in do maggiore Op.15” by Ludwig van Beethoven (Maurizio Pollini – Wiener Philharmoniker – Conductor Eugen Jochum, Recording in Wien, Musikverein, Grosser Saal, 11/1982):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in in do maggiore Op.15” by Ludwig van Beethoven (Murray Perahia, piano – London Symphony Orchestra & Georg Solti):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in in do maggiore Op.15” by Ludwig van Beethoven (Leonard Bernstein, pianist and conductor with the Vienna Philharmonic):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in in do maggiore Op.15” by Ludwig van Beethoven (Performer: Evgeny Kissin – Orchestra: London Symphony Orchestra – Conductor: Colin Davis, Recorded: 2008):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in in do maggiore Op.15” by Ludwig van Beethoven (Daniel Barenboim, soloist and conductor – Staatskapelle Berlin):

Nei concerti di Beethoven ritroviamo l’abitudine – tipicamente mozartiana – di enunciare il materiale tematico in modo incompleto nell’ Esposizione orchestrale, oltre alla scelta di inserire una netta cesura prima dell’ entrata del solista (Riesposizione) presentando poi segmenti motivici anche del tutto nuovi; ha tratti ancora mozartiani il fatto di far emergere nella Ripresa elementi ricavati sia dall’ Esposizione orchestrale che dalla Riesposizione solistica.

Il concerto è strutturato in tre movimenti:

  1. Allegro con brio
  2. Largo
  3. Rondò: Allegro scherzando

Nell’ Allegro con brio i due temi passano al solista dopo un’ampia presentazione dell’orchestra. Tra esposizione, sviluppo e ripresa, l’ Allegro rimane il movimento più lungo e strutturalmente più corposo del Concerto; la cadenza finale è ampia ed importante all’interno del movimento, tant’è che Beethoven ne scrisse ben tre tra il 1807 ed il 1809 forse dedicate all’arciduca Rodolfo d’Austria.

Per questo movimento Beethoven ci ha lasciato due cadenze complete (posteriori però di diversi anni: 1807-1809) non dissimili nel contenuto ma assai diverse per dimensioni: agile e snella l’una, smisurata l’altra e forse ingombrante in relazione alle dimensioni del concerto.

Il Largo centrale è nella tonalità di la bemolle maggiore. Il tema è ben giocato tra gli strumenti ed il solista; l’orchestra sostiene ed accompagna questo dialogo, questo scambio di piccole frasi.

Conclude il Concerto un Rondò seguito da un Allegro scherzando. Il Rondò è una forma che all’epoca attirava la fantasia creativa di Beethoven, tant’è che lo troviamo anche nell’op. 19 e nell’op. 37, si ipotizza che nel Concerto in do il Rondò possa essere stato aggiunto successivamente a sostituzione di un altro movimento ora perduto. Colpisce la forte caratterizzazione del tema nell’andatura briosa che dà modo al pianista di fare sfoggio della sua abilità virtuosistica.

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Dvořák_sinf.8

La Sinfonia n. 8 in Sol maggiore di Antonín Dvořák (op. 88) (B163) è considerata, assieme alla Sinfonia n. 7 in Re minore e alla più nota Sinfonia n. 9 in Mi minore, il picco degli scritti sinfonici di Dvořák e tra le sinfonie meglio riuscite del XIX secolo. Di queste, è la più influenzata dalla musica popolare boema.

Fu composta nel 1889 a Vysoká u Příbrami (Boemia) ed eseguita in prima assoluta, con la direzione dello stesso compositore, a Praga il 2 febbraio 1890; è divisa in quattro movimenti: il primo movimento, in Sol maggiore, è formato da due temi festosi influenzati dal romanticismo nazionalista slavo; il secondo movimento è formato da un tema malinconico in Do minore e da uno più sereno in Do maggiore; il terzo movimento, in Sol minore, è in forma di Scherzo e si ispira alle danze popolari slave; il quarto movimento è introdotto da squilli di tromba, segue un tema di danza introdotto dai violoncelli. Dopo un episodio centrale in diverse tonalità segue una riproposizione del primo tema in variazioni più lente fino a una coda molto ritmica dell’ orchestra al completo che conclude l’ opera.

 

“Sinfonia n. 8 in sol maggiore op. 88″ by A. DVOŘÁK (The Cleveland Orchestra – George Szell, direttore – Studio recording, Cleveland, 24, 25, 31.X & 1.XI.1958):


“Sinfonia n. 8 in sol maggiore op. 88″ by A. DVOŘÁK (Wiener Philharmoniker – Herbert von Karajan, direttore – August 15, 1974, Großes Festspielhaus, Salzburg):

“Sinfonia n. 8 in sol maggiore op. 88″ by A. DVOŘÁK (Munich Symphony Orchestra) – Mihaly Kaszas, direttore – 18.05.2012):

L’ Ottava Sinfonia di Dvořák prevede il seguente organico orchestrale:

– 2 flauti (uno anche ottavino)

– 2 oboi (uno anche corno inglese)

– 2 clarinetti

– 2 fagotti

– 4 corni

– 2 trombe

– 3 tromboni

– Basso Tuba

– Percussioni: timpani

– Strumenti ad arco (violini, viole, violoncelli e contrabbassi)

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Written by mara

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